Agenzia Rockflood
- 5 di 5 -

Written by Veleno

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Subject [Fanfic] Agenzia Rockflood - Part 5 of 5
Date 29/11/96 10.30.53
Organization Universita' degli Studi di Milano
Lines 530
Message-ID <57me0t$34h@oracle.csi.unimi.it>
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Agenzia Rockflood
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Prologo (part 5 of 5).
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In quel momento  una  bella  fanciulla  con  una lunghissima chioma 
passo' accanto alla paperella. Si senti' un rintocco di campana, il 
cielo comincio' ad  oscurarsi  minaccioso, lampi, tuoni  e  fulmini 
scaturirono da un nero ammasso di nubi, il vento pian piano  crebbe 
di intensita' e violenza  trasformandosi  in  una  vera  e  propria 
tromba d'aria, il suolo  comincio' a  sussultare, ondeggiare, ampie 
crepe si aprirono nella terra ed inghiottirono interi isolati della 
citta', una cometa cambio' la sua traiettoria e si diresse verso il 
martoriato pianeta...

-  STOOOOOPPPP...   BASTAAAA  -   sbraito'   il  regista  sbattendo  
violentemente per terra il suo  cappello - SCENEGGIATOREEEE... Cosa 
cavolo  sta  succedendo  qui?  Da  dove  salta  fuori  tutto   sto' 
macello? -
- Riooppss... - rispose contrito l'interpellato - Scusi capo, ma ho 
avuto un  altro  attacco  di  durantite... Quando  mi  succede, non 
riesco piu' a controllare le dita che prendono  a  scrivere di loro 
iniziativa   -   il   derelitto   figuro   comincio'   a   frignare 
miserevolmente.
Commosso  da  questa  incresciosa  situazione   e   conscio   della 
pericolosita' e delle subdole caratteristiche  della  durantite  il 
regista si calmo' ed ando' a confortare il tapino. 
- Su, su, si calmi... Mi scusi, non sapevo che fosse sofferente  di 
tale malattia -.
<SNIFF> <SNIFF> 
- Non fa niente capo. Non glielo ho detto  perche' avevo  paura  di 
perdere il posto -.
- Ma no, ma no... Non lo sa  che  esistono  centri di  rieducazione 
molto   professionali   che   fanno   guarire  completamente  dalla 
durantite? Certo, ci vuole molta pazienza e costanza, ma alla  fine 
riuscira' ad uscire da questo oscuro tunnel di angoscia - continuo' 
con voce suadente il regista, dando amichevoli pacche  di  conforto 
sulle  spalle  del  misero  tapino  -  Lei  e'   il  mio   migliore 
sceneggiatore e  quando  tornera' dall'ospedale riavra' sicuramente 
il suo posto. Si metta in malattia e non pensi al peggio -.
- Sono  commosso  capo! - cosi' dicendo si allontano' per andare  a 
ricoverarsi.
Tutto  il   cast  rimase  commosso   dalla  scena   e  miriadi   di  
fazzoletti di tutte le dimensioni e forme  spuntarono  dovunque  ad 
asciugare le lacrime che stavano sgorgando a fiumi.
Il vice sceneggiatore si avvicino' al regista - Scusi capo, ma  lei 
lo sa che la durantite e' incurabile? -.
- Si che lo so - sospiro' il regista - Ma non volevo  troncare  sul 
nascere le speranze di quel brav'uomo -. 
Riprendendosi dal momento di   phatos  riprese  a  sbraitare contro 
il cast.
- Basta  ora, riprendiamo  da  dove  abbiamo  interrotto, tagliando 
tutta quella robaccia in eccesso -.

In  quel  momento  una  bella  fanciulla con una lunghissima chioma 
passo' accanto alla paperella. In  un  lampo accecante la paperella 
si trasformo', sotto lo  sguardo  attonito  della  ragazza, in  una 
paperona alta un metro e  ottanta... Le  piume  diventarono  rosse, 
il becco si incurvo' adunco verso il basso, le ali si trasformarono 
in braccia lunghe e  con  dita  affilate  e  minacciose. La ragazza 
urlo' in preda al panico, comincio' a fuggire, fece  qualche rapido 
passo  e  fu  ghermita  in un lampo dalla paperona. Mentre  con  un 
braccio la teneva ferma, con l'altro estrasse  dal  folto piumaggio 
una minacciosa ed affilatissima forbiciona.
- Ehi CB, dobbiamo andare in soccorso alla  malcapitata - si agito' 
RY, spiccando la corsa verso la raccapricciante scena.
CB,  con  un  poderoso  strattone,  lo   fermo'   facendolo  cadere 
nuovamente a terra. 
- Resta  qui, non  ti  agitare... Vedrai  che  tra  poco  arrivera' 
qualcuno a  sistemare  tutto - confido'  all'atterrato  RY - Io, lo 
avrei gia' sfrakatzato quel mostriciattolo, ma tra  poco  vedrai in 
azione un IACer... Guarda bene e  cerca  di  non  fare  come  lui - 
concluse misteriosamente.
Nel momento in cui il forbicione stava per compiere la sua  nefanda 
opera, una squillante voce rieccheggio' lungo la strada. 
- Fermo la', brutto mostro! Come  ti  permetti  di  attentare  alla 
splendida chioma di quella delicata fanciulla? Come  osi  mozzare i 
sogni, le speranze, le gioie di un essere di tale bellezza con quel 
tuo strumento osceno? - con queste parole  una  figura vestita alla 
marinaretta si porto' alla luce del sole, con i pugni sui fianchi e 
lo sguardo corrucciato. Quello che contraddistingueva la figura era 
una enorme massa di capelli tenuti a bada, nonostante i loro eroici
sforzi, da un  solido  fermacapelli in acciaio; un paio di occhiali 
spiccavano sul suo volto non troppo ben sbarbato e due gambe pelose 
spuntavano dalla gonnellina del costume. Guanti fucsia lunghi  fino 
al gomito e stivali rosa appannato ornavano le sue estremita'.
- E chi sarebbe mai quello? - chiese interdetto RY.
- E' Sailor Kinkie, il combattente che si illude  di  vestire  alla 
marinara - sogghigno' apertamente divertito CB - Lo hanno  chiamato 
a sostituire le guerriere Sailor che sono  in  vacanza... Arh, arh, 
arh, arh... -.
Il mostro era rimasto congelato alla vista del  prode  guerriero  e 
cio'  permise  alla  ragazza  di  divincolarsi  e  fuggire.  I  due 
contendenti erano uno di fronte all'altro, ognuno  deciso a vendere 
a caro  prezzo  la propria pelle. Intanto, ai bordi della strada si 
stavano raccogliendo numerosi  passanti  che  presero  ad  incitare 
l'uno o l'altro; venditori ambulanti presero a vendere noccioline e 
generi vari.
- Sono qui - esclamo' ad un tratto Sailor Kinkie - Per difendere la 
Terra  e  i  suoi  capelli  da  mostri  par  tuo.  Se  non  desisti 
immantinente io ti puniro' nel nome della Luna -.
- Quale Luna? - grugni' il mostro.
- Eh? Come quale Luna? -.
- Beh, sai... E' troppo  facile  dire "in  nome  della  luna", devi 
specificare meglio! - spiego' con una certa aria di sopportazione -
Parli delle lune di Marte? Di quelle di Giove o  di  Saturno? Delle 
lune del mio pianeta natio? Sii piu' preciso, per favore -.
- Ma della luna della Terra - si spazienti' SK.
- E non potevi dirlo subito? -.
- Urf, urgh, grrr... Bando alle ciance e preparati a sopportare  il 
mio attacco - cosi' dicendo prese a roteare sulla punta  dei piedi, 
con le braccia estese e la testa reclinata. 
<CRASH> <CRUNCH> <STRACRASH>
- BUUUUUUU... - gli  grido' dietro  la  folla - Ah, ah,  ah,  ah... 
Andare a finire nei bidoni dell'immondizia -.
- Uff, uff, scusate, sono i capelli che mi sbilanciano quando ruoto 
su me stesso - replico' il mortificato SK. 
- Allora, ti decidi a combattere o devo chiedere a  Sailor  Moon di 
rientrare  dalle  vacanze?  -  spanzienti'  il   mostro   che,  nel 
frattempo, si stava beatamente fumando un sigaro.
- Arrivo, arrivo, un  attimino, un  bit  di  tempo  ancora  e  sono 
pronto a scatenare il mio invincibile attacco -.
Dall'altra parte della strada CB si avvicino' a RY e  gli sussurro' 
in un orecchio - Sta' tiritera e' un po' noiosa, vuoi  vedere  come 
un vero fidiputt puo' vivacizzarla con un pizzico di inventiva? -. 
- Ah, finalmente ti sei deciso a soccorrere SK e hai intenzione  di
combattere il mostro? -.
- Aho, ma che te scherzi a fa'! A sti' pivelli non  gli  se po' da' 
un po' di confidenza che subito se ne approfittano -. 
- Quindi non sei intenzionato ad aiutare SK? -.
-  Arh,  arh,  arh...  - sghignazzo'  malvagiamente  CB -  ...  Che 
mattacchione d'una recluta. Io voglio aiutare il mostro -.
- Oh, santa paletta... ma dici sul serio? -.
- Cerrrrrrrto, SK vincera' lo stesso... Voglio solo movimentare  il
combattimento - dopo aver  pronunciato  queste  parole  si  diresse 
verso i combattenti e si avvicino' di soqquatto alle spalle di  SK, 
facendo   segno  al  mostro  di  non  farlo  scoprire.  Il  mostro, 
riconoscendo un par suo annui' impercettibilmente.
- Adesso sono pronto a combattere, mostro  indegno - declamo' pieno 
di orgoglio e coraggio il marinaretto - In nome di Unix, Xenix, SCO 
e Paradox invoco  il  sacro  Kernel  perche' mi  dia  la  forza  di 
abbattere questo sozzume con la forza di un terabyte di wait  state 
e affinche' l'interleave sia tanto forte da backupparlo  nella  sua 
dimensione oscura - cosi' dicendo comincio' a agitare  le  mani  in 
complicate  figure  sopra  la  sua  capellonica  testa, accumulando 
energia per il colpo fatale - CHE LA LUNA DELLA TERRA SIA CON  ME - 
grido' il prode guerriero - ATTACCO LUNARE... -. 
Proprio nel momento in cui avrebbe potuto lanciare  l'attacco, alle 
sue spalle CB gli grido' - WINDOWS 95!!!!! -.
- AAARRRGGGHHH!!!!!! - ululo' SK, ferito a  morte  da  quell'oscura 
maledizione; l'energia tanto abilmente accumulata si riverso' dalle 
sue mani senza alcun controllo ed  ando' a  colpire  l'Alkadia  che 
transitava con fare noncurante nei cieli. Capitan  Harlock, cadendo 
nel  vicino  laghetto, rivolse  all'incolpevole  SK  tanti  e  tali 
improperi e maledizioni che perfino CB ne  rimase perplesso; subito 
dopo, comunque, ricomincio' a rotolarsi per terra dal  gran ridere. 
Nella risata fu accompagnato dal mostro e da gran parte della folla 
li' riunitasi.
Sailor Kinkie era ridotto in uno stato pietoso... I  capelli  erano 
fuggiti al controllo e un leone avrebbe provato invidia per la  sua 
criniera.
Rovesciato per terra con le lenti degli occhiali  rotte, una  gamba 
rivolta verso  il  cielo  e  le  braccia  spalancate  sembrava  una 
marionetta a cui avessero strappato i fili. 
Il mostro, impietosito, gli si avvicino' - Sei stato un  avversario 
valoroso... -.
A quelle  parole CB riprese ad ululare piu' forte di prima e con le 
lacrime agli occhi per il gran ridere.
- ... Avversario valoroso e  ti  voglio  dare  una  morte rapida  e 
quanto piu' possibile indolore -. 
Nel momento in cui stava per infilare le sue forbicione  nel  cuore 
del baldo marinaretto, i lunghissimi capelli si animarono  di  vita 
propria e avvolsero in un abbraccio  mortale  la creatura malefica, 
soffocandolo in pochi minuti.
- Arh, arh, arh... Guarda  li' - esclamo' CB, piegato  in  due  dal 
gran ridere - Te l'avevo  detto  di  non  fidarti  mai  di  nessuno 
Rebellino caro... Adesso ne hai avuto la prova lampante - continuo' 
dopo un po' - SK non  vale  una  cicca  come  guerriero  Sailor, ma 
compensa alle sue prestazioni deficitarie con i capelli... Il bello 
e' che lui non se ne ricorda perche' questi si animano solo  quando 
lui perde conoscenza -.
- Allora era questo che intendevi poco fa -.
- Naturlich... Quello che faccio ha sempre uno scopo ben  preciso -
puntualizzo' con un  certo  sussiego - Va  bene,  allontaniamoci  e 
continuiamo il nostro giro -.

- Allora, prima di tutto, se vuoi fare questo  mestiere  devi  pure 
avere  un  nome  che  incuta  timore  e  rispetto... Rebel Yell, al 
massimo, puo' incutere timore ad uno scarrafone! -.
- E' proprio necessario che cambi nome? -.
- Necessario no, indispensabile  si'! - grattandosi  l'ispida barba 
continuo' - Vediamo, potrei prendere due piccioni con  una  fava  e 
chiamarti "Reb Hunter", fa ancora schifo  ma  e' meglio  di  prima. 
Occhei... Tu sei il flagello dei criminali, la fine  dei lestofanti 
fatta uomo - rivolgendosi a RY gli urlo' - Stai  diritto, petto  in 
fuori, sistemati i capelli... E ringhia, porco katz! -.
- Grrrrrr... Ehi gente io sono Reb Hunter - ringhio' ubbidiente con 
fare  minaccioso -  Diamine,  grazie  mister  CB,  lei  e'  davvero 
grande -.
<SCIAFF> <SCIAFF> <SCIAFF> <SCIAFF> <SCIAFF> 
Una rapida  serie  di  schiaffi  colpi' in  pieno  viso l'aspirante 
fidiputt - Fesso, nel nostro mestiere non si ringrazia mai nessuno. 
Riprova ancora una volta -. 
- Ehi, io sono Reb "strafottutto" Hunter. Il katzuto flagello della 
razza  criminale...  Guardami  e  trema  sacco  di  viscida   melma 
putrefatta -.
- Occheeeiiii... Osi' puo' andare - approvo' con  un  cenno  CB - E 
adesso ti affido un caso facile facile -.
- Cosi' presto? -.
- Certo, l'esperienza  si  acquista  sul  campo. Ecco, guarda  quel 
vecchietto dall'altro lato della strada... Vai ed arrestalo -.
- E cosa ha mai fatto quell'innocuo signore? -.
- E cosa vuoi che ne  sappia  io? Vel  e  Gio  mi  hanno  detto  di 
acchiapparlo se lo avessi visto... Mi sembra parlassero di furto di 
non so che cosa - bofonchio' con espressione pensosa.
- A me sembra veramente innocuo, le  hanno  detto  se  usa  armi di 
qualche tipo? -.
-  Mah,  non  mi  ricordo  bene...  Intanto  che  ci  penso  vai  a 
prenderlo -.
Obbedendo  all'ordine  RH  attraverso' la strada  e  si diresse con 
piglio deciso in direzione del vecchio. Arrivatogli  di  dietro gli
picchietto' un  dito  su  una  spalla. 
- Scusi  signore, sono  Reb "kazzuto" Hunter  e  ho  lo  spiacevole 
compito  di  doverla  arrestare. Ha  qualcosa  da  dire  prima  che 
proceda? -.
Il vecchietto spalanco' con  sorpresa  gli  occhi  che  diventarono 
enormi ed  umidi -  Lei  mi  vuole  arrestare? Vuole  arrestare  un 
povero vecchio derelitto? - continuo' frignando, mentre  gli  occhi 
si riempivano di lacrime - Ma  mio  caro  ragazzo  perche' mi vuole 
fare un oltraggio cosi' grande? -. 
Ormai impacciato oltre ogni dire e con aria colpevole  RH scosse il 
capo. 
- Mi dispiace veramente signore, ma io faccio solo il mio dovere... 
Prego, mi porga le mani! -.
L'anziano  signore  allungo' con fare aggraziato  la  mano  con cui 
teneva una piccola pipa e con una rapida ed  elegante  torsione del 
polso scaravento' il aria il suo avversario. RH sali', sali' sempre 
piu' e prese in pieno  stomaco  la  punta  dell'ala  di  un  747 di 
passaggio. Ricadendo a terra ando' a  scontrarsi  con  Giant  Robot 
che stava transitando proprio  in  quell'istante poco piu' sotto e, 
prima  di  toccare  terra  su  una  enorme  cacca  messa li' da una 
bambinetta con il capelli lunghi e gli occhiali, fu investito da un
grazioso disco volante tigrato.
- Gupi, gupi... guupiii! -.
- Ehi  signore  perche' si  e' buttato  nella  cacca? - aggiunse la 
deliziosa bambina con sguardo incuriosito.
- Urgh, anf, urgle... Ehi tu, il sono Reb "sfrakatzo" Hunter, dimmi 
subito dove mi trovo - esclamo' con fare minaccioso  l'inzaccherato 
e maleodorante investigatore.
- Oh, ma qui siamo al Villaggio Pinguino... L'ho vista arrivare  da 
quella parte in volo -.
- Gupi, gupi, gupi, gupi -.
- 'azz dice quel bamboccio svolazzante? -.
- Sta dicendo che lei e' proprio ridicolo cosi' conciato -.
- Ma  come  ti  permetti  brutto  marmocchio - urlo' il malcapitato 
spalancando a dismisura le mascelle - Uffa, come  vorrei  tornare a 
casa - continuo' piu' calmo.
- Vuole tornare a casa? E per caso dalla  parte  in cui  e' venuto? 
Se vuole ce la rimando io! - spiego' la bambinetta.
- Si, si, ti prego, rimandamici -.
A queste parole la bambinetta sollevo' con una mano l'uomo. 
- Ehi, bambina - esclamo' perplesso lui - Che cosa stai facendo? -.
- La  sto  mandando  a  casa, signore - e  cosi' dicendo  prese  lo 
slancio e scaglio' RH  su  nel cielo, nella direzione  da  cui  era 
giunto poco prima. 
Il ritorno non fu senza incidenti. Incoccio' uno stormo di avvoltoi
inferociti che  non  si  fecero pregare  e  lo  fecero a brandelli; 
sbatte' contro l'Alkadia che era riuscita a riprendere il  volo, il 
coraggioso  capitano impreco'  ancora  piu'  di  prima  e riusci' a 
centrare  il nostro  con una  salva  dei cannoni  di poppa;  cozzo'
contro  un pulmino  volante colmo  di strani  personaggi tutti gia'
inferociti contro il  guidatore incarnato  in una splendida ragazza
mora  con  un  succinto  abitino  in  due pezzi.  Infine riusci'  a
impattare dolcemente  colpendo un  mucchio di  rifiuti  abbandonati
nella  via da oltre un anno.
- Finalmente  sei  tornato - bofonchio' CB avvicinandosi - Sai, ero 
un  po' stufo di aspettarti -. 
- Urgle, giggle, giggle... unf, unf -.
- Ma devi  deciderti a imparare a parlare in modo intelliggibile... 
Come speri di fare l'investigatore se un momento si e l'altro anche 
non riesci a farti capire? - continuo' stizzito il brutto  fidiputt 
-  Comunque  e'  inutile  che ti  dica   che   hai   fatto   fiasco 
clamorosamente...  L'approccio col ricercato e' stato completamente 
sbagliato -
- Urgh, urf, anf... - si limitarono a commentare i piedi di RH che 
sporgevano dalla spazzatura.
- E' proprio quello che ti sto dicendo, mai  fidarsi  di  qualcuno. 
Appro', mi sono ricordato del vecchietto... Era Happosai - aggiunse 
con  aria  soddisfatta -  E'  proprio  na' bestia  quello  li',  e' 
ricercato per  una serie  inimmaginabile  di  furti  di  biancheria 
intima. Arh, arh, arh... Meno male che era di luna buona -.
- Urgh... Roevi icoddattelo pima peo'-
- Orc, come cavolo parli adesso? -
- Eh, eh... Ho solo pesso ualche ente pe stada -.
- Oh, allora niente di grave - commento' di  rimando - Bene, adesso 
ti mostro un altro posto  veramente  utile  per  noi  cacciatori... 
Ooppss... investigatori privati -.
I due si   diressero  lungo  le  strade  affollate  di  IACtown  ed 
arrivarono ad un chiosco di giornali.
- Ecco qui il  giornale  che  non  puo' mancare - cosi' dicendo  CB 
arraffo' dal banco il "Notiziario della caccia alle taglie" - Uaoh, 
sto' mese ci sono un sacco di interessanti articoli... Guarda  qui, 
c'e' il servizio speciale "Le  pistole  sono  abbastanza  grandi?", 
l'intervista a Jonnhy Paceterna, la biografia di  Lobo, il  cattivo 
del mese, la rubrica "Chi e fuori'? Chi  lo  sta  braccando? Chi e' 
mortammazzato?"... -
- Ma noi non siamo cacciatori  di  taglie - replico' stizzito  RH - 
Siamo investigatori privati -.
- Si, pero', una  cacciatina  ogni  tanto  fa  bene  al  morale, al 
portafoglio ed alla salute... Arh, arh, arh -. 
Dopo il lungo giro per la citta' i due si ritrovarono, verso  sera, 
di nuovo di fronte al diroccato palazzo in cui aveva sede l'agenzia 
RockFlood.
- Va bene, per oggi abbiamo finito - eclamo' CB - Mi  sembra che tu 
abbia imparato abbastanza, adesso sai come ci  si  deve comportare, 
e sai cosa non si deve fare! -.
- Eggia', l'ho imparato sulla mia pelle  e sui miei denti- ribatte'
amareggiato e sconsolato l'apprendista.
- Uff, che piagnone -.
- E gia' che ci sono... Mon mi piace  il  nome  che  mi  hai  dato, 
ecco! - continuo' l'altro pestando i piedi per terra - Mi  riprendo 
il vecchio nome e basta -.
CB  rispose  con  un'alzata  di  spalle  e  rientro'  sferragliando 
nell'atrio del palazzo.
RY rimase fuori, immobile sul marciapiede, guardando il  sole  che,
tramontando, creava lunghe ombre nella  citta' - Un'altra  giornata 
e'  passata...  Oggi  e'  stata  davvero  pesante...  Ma  ormai  e' 
finita! -.
E  fu  cosi'  che  venne  centrato  in  pieno  da  una   granata  a 
frammentazione caduta dalla finestra di CB mentre questi tentava di 
far fuori la solita dannata zanzarona!

- Ma che diav...! - Veleno si sporse dalla finestra che dava  sulla
strada per  osservare  una  sagoma  umana  bruciacchiata  e messa a  
malpartito - Crossbones! - grido' verso il marciapiede. Buona parte
dei passanti eruppe in un grido: "NO!", e poi si getto' alla  folle
ricerca di un nascondiglio.
- Zanzara - rispose lui innocientemente.
- E  chi  diavolo e'  quel barbone li! -  chiese  TheGIO che si era
affacciato dall'altra finestra.
- Meglio scendere - propose - Con tutto sto fumo non si vede nulla.
Fuori dall'ingresso li accolse l'ombra di un conflitto  postatomico
nella persona di Rebel Yell.
- *Sh*ono  Reb  "*ch*a*cch*uto"  Hunter,  terrore  del  *ch*imine - 
gemette la  figura - *Sh*ailor *Ch*inkie *sh*a  i  capelli  che  si 
animano, contro polli gi*gh*anti, Happosai gli e' uno  tosto, *bum*
io mi tuffo nella cacca e vi arresto tutti - concluse.
- Questo e' parente di GNAGNA? - domando' Gio.
- No, e' Rebel Yell - Veleno lo afferro' per un braccio  e  invito'
gli altri a salire nella sede dell'agenzia.
- Io *sh*ono  Reb  "*ch*a*cch*uto"  Hunter - disse ancora, prima di  
crollare sul divanetto della sala d'aspetto.
- Io sono sempre  convinto che sia un parente della palla di pelo -
disse TheGIO.
- CB, ti avevo chiesto di addestrarlo, non di neutralizzarlo! -  lo
redargui' Veleno  ignorando il  sarcasmo del suo socio - E tu me lo
riporti  indietro come  Reb "kazzuto" Hunter,  che  si tuffa  nella
cacca?!? -.
- No  no - ribatte' CB, puntualizzando - Reb  "kazzuto"  Hunter, il 
terrore del crimine, Sailor Kinkie c'ha i capelli  che  si  animano 
contro polli giganti, Happosai gli e' uno tosto, io mi tuffo  nella 
cacca -.
- Dio santissimo, ti ho dato in mano  un  ex  poliziotto, fresco di 
accademia e tu ci riporti  indietro un incrocio  tra  il  detective
Stone e Gunny! - sbotto'.
- Perche' non  va  bene? - domando'  l'altro,  puntando le mani sui 
fianchi.
- Lo vorrei almeno in grado di pensare! -.
Il giovane per un attimo si riebbe...
- *Sh*ono Reb "*ch*a*cch*uto" Hunter, miiiiii guarda come  gira  il 
*sh*offitto, mi tuffo nella cacca! -.  
- E' l'inizio della  fine - sentenzio' TheGIO, con  un  costume  da 
scimmia, un binocolo in mano ed una giubba verde sul corpo.
- Ci mancava solo questo vestito da Urko - borbotto' Veleno, mentre
si massaggiava le tempie - Milena! Per favore, una tazza di  caffe'
e quattro aspirine! -.
- Arrivano subito capo! -.

Il trillo di una radiosveglia seguito da una sua imprecazione fu il
primo evento di quella giornata per TheGIO. 
- Hmm... Ma che diavolo di ore sono?... - borbotto' con  gli  occhi
appena aperti, cercando  di  mettere  a  fuoco  l'orologio digitale
sulla mensola di fronte al suo letto.
- Ma perche' diavolo ho puntato la sveglia alle 7 del mattino? - fu
il suo primo commento una volta ritornato quasi del tutto nel mondo
dei vivi.  Nel disperato tentativo di ricordarsi il  perche' avesse
deciso  di  scaraventarsi  giu'  da  letto  da  solo  cosi' presto,
concluse che forse una buona doccia lo avrebbe aiutato a  rimettere
in moto il cervello.
"Non  mi  ricordo  il  perche' ho  voluto  farmi cosi' del male, ma
dovro' avere avuto una dannata buona ragione  per  farlo, o  almeno
spero  altrimenti  significa  che   sto  davvero  invecchiando...",
rimuginando su cio', si  infilo' nella  doccia, dalla  quale  usci'
pochi secondi dopo, emettendo un forte urlo
- ARGH! E' GELIDA!  Ma checazz... - seguito  da  un'esclamazione di
stupore mista a terrore - E tu che cavolo ci fai qui?!? - domando',
con lo sguardo rivolto verso cio' che stava armeggiando con il suo
scaldabagno.
- Tu sei bagnato dimmi di speciale - fu  l'enigmatica  risposta  al
suo quesito.
- Senti, io non  so per quale  assurda ragione tu  sia finito qui e
nemmeno ci tengo a saperlo,  so che la risposta non mi piacerebbe -
disse rivolgendosi  ad una curiosa  palletta di pelo  viola che  lo
osservava  interessato -  Ma ti  assicuro che questa  non la faccio
passare liscia a Veleno,  me ne ha fatti tanti di scherzi da quando
ci conosciamo ma a tutto c'e' un limite! - concluse alzando il tono
della sua voce fino quasi ad urlare.
- Passare  in alto nel  cielo,  TheGIO urla ad informarti,  non sei
asciutto. - replico' con poca convinzione GNAGNA.
- Ok, ok, smetto di urlare, va bene, ma adesso fammi un favore: non
toccare lo scaldabagno, o ti giuro che questa e' la volta buona che
mi faccio un manicotto di pelliccia viola - disse puntando un  dito
verso la sfera pelosa e, mantenendo il tono minaccioso  usato  fino
a quel momento, aggiunse: - Ricorda, Gnacoide avvisato... -.
- Ma tu guarda se sono scherzi da fare questi - borbotto' mentre si
lavava la  schiena - Ah, ma come  arrivo in ufficio mi sente questa
volta - continuo' a lamentarsi parlando da solo.
- Non e' che mi dia fastidio  quel  coso, ma e' che  adesso  dovro'
passare il resto della settimana a fare  il  conto  di  quello  che
manca o... - un brivido lo attraverso' - Di quello  che  e' apparso
dopo la sua visita... -.
Finita la doccia si infilo'  nella sua camera da letto per iniziare
a vestirsi seguito a ruota dallo stranamente silenzioso GNAGNA.
- Oh, e come mai sei cosi' silenzioso adesso? - domando' all'essere
che se ne stava buono buono  in  un  angoletto, giocherellando  con
qualcosa nascosto dalla sua folta peluria.
- Io a terra dalle scale, TheGIO  urla cattivo! - rispose con  voce
sommessa e con gli occhioni lucidi.
- Ma  no che  stavo  scherzando! Lo sai  che  puoi venire  trovarmi
quando vuoi - e dicendo cio' lo  prese  in  braccio, accarezzandolo
dolcemente.
- Il  mio grosso  difetto  e' che  sono troppo  buono... - mormoro'
rimettendo in terra il batuffolo per finire di vestirsi.
Una volta vestito si sposto' in cucina per fare la solita colazione
improvvisata a  base di latte  freddo e biscotti dato che non aveva
mai ne la voglia ne il tempo di prepararsi qualcosa di migliore.
-  Sai?  -  disse rivolgendosi a GNAGNA  -  Mi sono  sempre chiesto
cos'e' che  mangi te per vivere...  - il quale prontamente rispose:
- Vivere cent'anni, 50 e sud!  - suscitando non poche' perplessita'
in TheGIO che si disse che era meglio non indagare oltre.
- Forza disgraziato! Muoviti o te la fai a piedi fino in agenzia! -
grido'  alla  palletta  mentre  prendeva  un paio di  caschi  dalla
mensola all'ingresso.  Scendendo le  scale per arrivare  ai box  si
rese conto  di non aver ancora capito perche'  mai si era svegliato
cosi' presto quella mattina e allora si mise a cercarene la ragione
poiche' questa ci doveva essere.  Non l'aveva ancora trovata quando
era ormai pronto  a salire  sulla moto  dopo aver infilato  con non
poca difficolta'  il  casco a  GNAGNA  il quale si  era  fermamente
opposto al farsi  mettere in scatola senza una ragione ben precisa.
- Ho le mie  buone ragioni, fidati.  -  fu l'ultima  frase che  gli
disse  prima di  inscatolarlo e di accedere, provocando un discreto
baccano, la moto.  Baccano che suscito' non poche lamentele dal suo
dormiglione vicino di casa  Lord V che rispose a modo suo lanciando
un pesante casco nero  contro gli occupanti della moto centrando in
pieno il "barattolo" seduto sul sellino posteriore.
- GROSSO casco di speciale! - commento' un po' rintronato dal colpo
GNAGNA, mentre la moto iniziava a  muoversi  lungo  la  strada, per
evitare i soliti oggetti  che seguivano  il  casco. Una  volta  era
rimasto li' fino all'ultimo, per togliersi la curiosita' di  vedere
cosa poteva essere lanciato dalla  finestra  di  una  casa  in  una
mattina, scoprendo con infinito orrore che il Lord aveva in casa le
copie a grandezza naturale in piombo dei Bronzi di Riace, e che non
si faceva scrupoli ad usarle per difendere il suo diritto al sonno.
Arrivarono al palazzo che ospitava l'agenzia senza troppi problemi,
escluso  quando  GNAGNA cerco'  di  prendere  al  volo un  cartello
stradale  che  aveva  stimolato  il  suo  spirito  collezionistico,
manovra  che aveva  portato  il piccolo  a  sfrittelarsi  contro il
medesimo cartello di divieto di sosta.
Facendo  un  giro  attorno  alla  costruzione, si infilarono per la
rampa in discesa che  portava  all'enorme rimessa che  stava  sotto
l'edificio e che ospitava l'intero parco veicoli dell'agenzia.
- Coraggio, scendi che siamo arrivati. - disse mente si toglieva il
casco  dopo essere  sceso dalla moto.
- Siamo noi. Il tuo solito elefante rosa! - rispose GNAGNA saltando
giu' dal sellino posteriore.
- Io non sono un elefante ro... - fece per replicare TheGIO  ma poi
preferi' non terminare  la  frase  per  paura  della  risposta, non
voleva trovarsi con altre domande  irrisolte  per  la testa, almeno
finche' non scopriva il perche' della maledetta sveglia anticipata.
Percorse con in braccio GNAGNA la lunga passerella che attraversava
tutta la  rimessa immersa  nel buio,  le  luci, era  stata  una sua
decisione, non  andavano accese  se non c'era una buona ragione per
farlo,  avevano gia'  troppe  spese  per gli  armamenti di  CB  per
permettersi sprechi. In proposito c'era stata un'accesa discussione
qualche  giorno  prima  sulle spese  esagerate del  loro  sedicente
"perenne indifeso"  socio che si  era conclusa  con un bel nulla di
fatto.
CB sapeva bene  dove colpire per  non farsi tagliare i fondi per le
armi e lo aveva fatto. Potevano eliminare qualsiasi mezzo dal parco
macchine ma  non il caro e  vecchio blindato  targato NZ 001 quindi
quando aveva  proposto di ridurre le sue spese a patto di eliminare
il blindato  che  in ricambi costava  quasi  quanto le  sue armi la
discussione era terminata.
Quel  veicolo non  bene identificato  era per  TheGIO l'unico  vero
pezzo di valore la dentro tant'e'  che dedicava buona parte del suo
tempo libero  alla  sua manutenzione  e non sopportava  che  lo  si
denigrasse.
In effetti piu' di una volta si era dimostrato un validissimo mezzo
ma vista l'eta' aveva, secondo lui, qualche piccolo problemino ogni
tanto.  In realta' senza quella  assidua e  affattuosa manutenzione
quotidiana  il blindato  sarebbe  caduto a pezzi  nel giro di pochi
giorni.

[Fine dell'episodio].

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