Il caso della "Robba Farlocca"
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Written by Veleno

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Newsgroup it.arti.cartoni
Subject [FF] Il Caso della Robba Farlocca - Capitolo II
Date 14/01/97 12.25.12
Organization Universita' degli Studi di Milano
Lines 154
Message-ID <5bftv8$92j@oracle.csi.unimi.it>
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Lord V wrote:

> - Tutto OK - Fece il pilota - La macchina e' a posto. Dov'e' il capo? -
> Sailor Pluto sorrise - E dove puo' essere secondo te? - Cosi' dicendo indico'
> Lord V quietamente addormentato dietro il muretto dei Box...


                                 * * *

La stanza era sciatta e spoglia, con un ricordo giallastro dell'intonaco
che un tempo aveva il candore della neve, ma il fumo, l'umidita' e gli
anni lo avevano reso rugoso e incartrapecorito come la pelle di una vecchia
battona.
- Ricapitoliamo - la ragazza strinse gli occhi, di fronte alla forte 
luce di una lampada da tavolo puntata dritta in volto - Che diavolo
avete combinato in quel parcheggio... Perche' eravate li'... - la cenere
di una sigaretta scadente cadde sul tavolo, spargendosi sulle carte. La
ragazza le concesse l'attenzione che un assetato puo' avere di fronte ad
un grano di sale. Quel fumo le stava facendo schizzare gli occhi fuori 
dalle orbite e sentiva gia' un'avvisaglia del mal di testa che sarebbe 
seguito.
- Io... Non... -.
- Balle ragazzina! - Yell tronco' la sua arringa, sbuffandole in faccia
il fumo. Erano sigarette di qualita' scadente, a giudicare dall'acre odore
che spargevano.
- Ma... - nemmeno questa volta riusci' a proferire altre parole. La porta
si apri' di colpo ed una nube di fumo fece spazio ad una sagoma avvolta
in un impermeabile scuro. Yell si scosto' dal banchetto traballante che lo
separava dalla ragazza e si mosse verso la porta.
- Che dice? - domando' Veleno.
- Niente... Non si riesce a cavarle nulla... - Rebel parlo' sottovoce e 
fu imitato poco dopo da Veleno. I due parlarono per qualche tempo.
Himi li osservava da seduta. Chi diavolo erano. Non erano della polizia,
loro non utilizzavano quelle procedure. L'avrebbero portata immediatamente
in commissariato, schedata e per merito del suo Re sarebbe stata fuori gia'
per ora di pranzo. Erano professionisti comunque. E che professionisti.
"Quel giovane pero' e' davvero carino", lancio' una lunga occhiata a Rebel
Yell, di schiena che discorreva con l'altro. Assomigliava un po a Dai Dai,
prima che si rovinasse con la Robba Farlocca pero'... Ora quel caro ragazzo 
era solo capace di dire "Dai Dai... Dammela" e si fermava solo quando la vena
non gli urlava piu'.
Veleno si fece avanti, con la flemma che era propria del suo passo. Himi
aveva un po' di confuzione in testa. Non erano poliziotti, non erano militari,
non erano dell'antidroga... Non sapeva cosa fosse accaduto, sentiva solo
i rimasugli di una sensazione gradevole, il resto era nebbia, vuoto. Se
avesse "cantato", chissa' come l'avrebbe presa il suo Re. Quegli uomini 
erano professionisti, accidenti se lo erano! Il "bellone" era un po' troppo
emotivo, ma sapeva il fatto suo. La sua simpatia per lui derivava forse piu'
dal fatto che anche lei era troppo giovane per quel lavoro, che per altro.
Ecco l'uomo di cui doveva avere davvero paura. Il suo volto non esprimeva
alcuna emozione, sembrava una lastra di ghiaccio nero, liscio e levigato.
Non aveva nemmeno idea di cosa le sarebbe capitato. 
- Sta bene? - il tono in cui Veleno parlo' era di estrema cortesia, ma
ad Himi fece accapponare la pelle.
- S-Si'... - si sedette davanti a lei, accendendo un'altra di quelle
pestilenziali sigarette.
- Ha bisogno di qualcosa? - questa volta la lingua di Himi era troppo
annodata per rispondere verbalmente, indi si limito' a scuotere la testa.
- Bene... Allora potra' certo spiegarci la sua situazione - la ragazzina
racconto' per filo e per segno la storia che aveva ripetuto a Rebel Yell.
Ado ogni parola Veleno si assestava meglio sulla sedia, fino a quando,
nel momento un cui decise la morte del mozzicone che oziava tra le dita
della mano destra, parlo'.
- Non mi sono spiegato - le parole volarono affilate come lame di rasoio
- Non voglio la storia preparata per la polizia... Voglio la verita' -.
- Ma... -.
- Ragazzina, non ho tempo da perdere, o sciogli la tua lingua oppure 
cerchero' io il modo di sciogliertela - sentenzio, aspro e freddo come
uno stiletto.
- Voi no-non potete... - balbetto' lei. Che cosa stava accadendo?!?! Ora
era certa che non erano della polizia. Chi erano? Colombiani? Filippini?
Sicari di una organizzazione concorrente? Certo... Solo loro avrebbero
usato la violenza. Ed a quanto pare quell'uomo era pronto a farlo.
- Questo lo dici tu, ragazzina... - sospiro', quasi fosse davvero addolorato
nel compiere quell'atto - Vedremo se rimarrai salda sulle tue posizioni... -.
Veleno si alzo', dirigendosi verso la porta, poco dopo si inginocchio' verso
uno stipite e ritorno' con una piccola gabbietta.
- Che ne dici? - le chiese, rovistando nella gabbietta - Questo ti aiutera'
a sciogliere la lingua? - il pugno sinistro di Veleno emerse dal contenitore
stringendo una massa arancioen che si divincolava e strillava.
- Pokota'! - strillo' Himi.
- Vedo che ti e' tornata un po' di memoria - sorrise, mentre Himi
scattava in piedi, quasi volesse strappargli dalle mani il leoncino, ma
comprendendo poco dopo che sarebbe stato inutile, era troppo lontano.
"Bastardo!", rivolse quel complimento a Veleno, ma non lo disse, si limito'
a pensarlo.
- Capo... Ma... - Rebel si fece avanti, entrando nel cono di luce della 
lampada da tavolo.
- Yell... - con un movimento della testa indico' al giovane una sedia.
- Lascialo! - Himi strillo'.
"Bene... La signorina e' quasi pronta", si disse Veleno notando i tremiti
che le scuotevano gli avambracci. Le nocche dei pugni, stretti convulsamente,
erano bianche, quasi esangui. "Ed ora proviamo i punti di rottura...".
Si limito' a stringere la gola del leoncino che rantolo' e gemette.
- NO! -.
- Allora apri quella boccuccia e fammi sentire tutta la storia della tua 
vita -.
- N-NNOOO! - strillo' ancora Himi.
- Io ti ho avvisato - rispose Veleno, estraendo la pistola e rimettendo
il leoncino nella gabbietta. Assieme alla pistola estrasse un cilindro
di metallo nero che si afferrto' ad avvitare alla canna. Era un silenziatore
Qual-A-Tec. Dopo aver terminato con quella operazione riprese in mano il
leoncino, ora piu' allarmato della sua padroncina.
- Parlami... Fammi sentire la tua voce - sibilo', avvicinando la canna della
pistola alla testa del leoncino. Sorrise con fare beffardo e intimo' nuovamente
alla ragazzina di parlare. 
Accadde tutto in un istante, un grido ruppe l'atmosfera di uggioso silenzio 
che era calata nello stanzino. Non si senti' nemmeno il rumore del colpo, 
solo il click dell'otturatore ed il tintinnare del bossolo.
Veleno non si curo' dell'imbottitura del leoncino che oziava sulla sua mano,
come uno strano ed efferato sangue. Pokota' si agito' per qualche istante,
lottando contro la morte, ma era tardi oramai. Si accascio' tra le dita di
Veleno come quello che in principio era stato, un bambolotto di pezza.

Osservarono con muta soddisfazione i due infermieri che spingevano fuori
la barella su cui Himi era legata saldamente. Era sotto sedativo e le
sue urla per la morte del leoncino ora non straziavano piu' i timpani degli
altri due.
Veleno usci' dalla stanzetta e si accese una sigaretta.
- Apri la finestrella della stanzina che cosi' si cambia l'aria -.
- Vel... Posso farti una domanda? - il tono era quasi reverenziale.
- Spara Rebel -.
- Dove!!!! - Veleno sbuffo' e gli mise una mano sulla pistola, abbassandola.
- Dicevo che puoi farmi la domanda! -.
- Ah... Non e' stato un po' troppo uccidere il leoncino... Era pur sempre un
testimone... - Veleno sorrise, indicando un cassone poco lontano.
- No, perche' mai... Questi leoncini - disse ribaltando il coperchio e
scoprendo varie dozzine di Pokota' che strillavano e si dimenavano per 
guadagnare un po' piu' di spazio nella scatola - Alle volte sono davvero 
utili, e poi - alzo' una gabbietta dove un Pokota' piu' casinista degli
altri rognava come se fosse un idra a otto teste - Mica abbiamo ammazzato
quello buono... - sorrise nuovamente e poi se ne ando', con la gabbietta
sottobraccio.
Rebel lo osservo' a lungo, mentre si allontanava. Quel caso non stava certo
prendendo una piega rosea. Anche se nesuno di loro lo dava a vedere, era
forse uno dei casi piu' ingarbugliati che fossero capitati in mano all'agenzia
da quando lui era stato assunto. 

                                 * * *

Omaggi.

Veleno.

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