Capitolo 9
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A pochi secondi dallo scontro, tra l'Argo e le navi gamilonesi si inserisce
l'Intrepido. Il coraggioso capitano Murst aveva infatti deciso di
proteggere, all'insaputa di Wildstar, l'Argo in qualunque modo.
Avendo fallito con le armi convenzionali, al capitano Murst non era rimasta
che la sua stessa nave.
L'incrociatore terrestre si scontra con una delle navi leggere gamilonesi
e la spinge contro l'incrociatore pesante.
Lanciati a forte velocita', sia l'incrociatore pesante che le altri navi
gamilonesi in rotta di collisione non sono in grado di disimpegnarsi e
si scontrano l'una con l'altra.
Immediatamente la nave terrestre e quelle gamilonesi esplodono. Solo
una delle navi leggere gamilonesi, semi-distrutta nello scontro, va
a schiantarsi contro il fianco dell'Argo, devastandolo.
"Capitano Murst! Noooo!", urla Wildstar alzandosi dalla sua postazione.
Impotenti, i Guerrieri delle Stelle assistono alla carneficina; Eager
tenta inutilmente di evitare la collisione con una delle navi leggere
gamilonesi.
Qualche secondo dopo le uniche navi rimaste nel settore sono l'Argo e
la corazzata nemica. Ma l'Argo e' pesantemente danneggiata, il suo
fianco sinistro squarciato.
Lupin si avvicina a Wildstar e gli mette la mano sulla spalla, "Conoscevi
il capitano di quella nave?".
"Si, e' stato uno dei miei insegnanti all'Accademia Spaziale. Aveva
lasciato l'insegnamento per dedicarsi al pattugliamento intorno alla
Terra, un'incarico di responsabilita' da affidarsi solo a comandanti
esperti.", risponde Wildstar.
"Col suo sacrificio ha salvato questa nave.", commenta Lupin, "Maledetti
gamilonesi, ho giurato a Goemon che avrei vendicato la morte del suo
discendente e lo faro'. Dobbiamo fargliela pagare."
"Abbiamo una sola possibilita' di distruggere l'ammiraglia nemica", inizia
Wildstar.
"Il cannone ad onde moventi.", conclude Lupin.
Wildstar annuisce e impartisce gli ordini necessari.
"L'Argo e' seriamente danneggiata, dobbiamo solo sferrare il colpo finale.
Fuoco a volonta'!", ordina Talan.
Molti colpi partono dall'ammiraglia gamilonese e vanno a danneggiare
ancora di piu' l'Argo.
"Mi domando perche' non rispondono al fuoco, le loro batterie di tiro
non sembrano danneggiate.", si chiede Talan.
"Forse lo scontro con la nostra nave ha creato dei danni all'interno della
nave e adesso non sono piu' in grado di sparare.", ipotizza una degli
altri generali gamilonesi.
"Per il grande Desslock! Guardate la'!", lo interrompe un altro indicando
lo schermo.
Inorriditi i generali gamilonesi vedono illuminarsi la bocca da fuoco del
cannone ad onde moventi; questo indica che il cannone e' pronto a sparare.
"Cannone ad onde pronto al fuoco. Adottare misure di sicurezza.", dice
Wildstar. Tutti coloro che si trovano sul ponte indossano gli appositi
occhiali di protezione.
Improvvisamente Lupin compare accanto a Wildstar, il quale gli dice, "Che
fai in piedi? Devi stare seduto per evitare l'eventuale contraccolpo del
cannone."
"Wildstar, so che vuoi vendicare la morte del capitano Murst, ma anche io
ho una promessa da mantenere. Ti prego, posso essere io a sparare col
cannone ad onde?", chiede Lupin.
Wildstar inizia a protestare, ma Lupin continua, "Te lo chiedo in memoria
di Hokozaemon."
Wildstar, dopo un ultimo attimo di esitazione, si alza e lascia il suo
posto a Lupin, andando a sedersi sulla sedia alla sua sinistra.
Lupin si concede un ultimo attimo di riflessione, per richiamare alla
mente l'immagine di Goemon con in braccio l'ultimo discendente della
sua famiglia, morto. Subito dopo preme il grilletto.
Il cannone ad onde viene attivato e il raggio di energia colpisce in pieno
l'ammiraglia gamilonese. In pochi secondi nave ed equipaggio vengono
spazzati via.
Il giorno seguente, su un grande prato verde, Goemon compie l'antico rito
di sepoltura della sua famiglia.
Il samurai aveva insistito per essere solo durante questo triste rito,
nessuno si era opposto.
La meditazione di Goemon viene pero' interrotta dall'arrivo di una
persona. Il samurai apre gli occhi e si alza, voltandosi per affrontare
chi osa interrompere il rito funebre degli Ishikawa.
Con sua sorpresa si trova davanti una giovane donna, dai lunghi capelli
scuri, con in mano dei fiori e con gli occhi rigati di lacrime.
"Chi sei tu? Come facevi a sapere di questo rito?", chiede bruscamente
Goemon.
"Chiedo scusa di averti interrotto, nobile samurai.", inizia la ragazza
chinando la testa, "Ho saputo di questo rito dal Comando Generale e credo
di avere il diritto di partecipare".
"Hokozaemon non ha parenti, al suo rito funebre non sono ammessi gli
estranei.", risponde duramente Goemon.
"Io non sono un'estranea per Hokozaemon Ishiakwa, tra qualche settimana
ci dovevamo sposare.", conclude la ragazza, ricomnciando a piangere.
In quel momento la banda di Lupin si incontra con Wildstar, Sandor e
Nova.
Davanti a loro c'e' la villa-fortezza del professori Takashi.
"Sandor, sei sicuro di trovarlo qui?", chiede Wildstar.
"Non ci sono dubbi. Ho analizzato la descrizione dataci da Lupin delle
apparecchiature usate dal professore; si tratta effettivamente di un
prototipo gamilonese. E' evidente che il professore ne e' entrato in
possesso durante i suoi contatti coi gamilonesi, avra' scoperto che oltre
alla possibilita' di trasportarsi nello spazio si puo' andare anche
attraverso la quarta dimensione, il tempo.", risponde Sandor.
"Ti ricordi quando, durante il viaggio verso Iscandar, abbiamo distrutto
la base gamilonese su Balan?", chiede Sandor a Wildstar.
"Certo.", gli risponde Wildstar, "Ricordo anche che analizzasti cio' che
rimase e ne deducesti che i gamilonesi si preparavano ad invadere la
Terra."
"Esatto. Tra gli altri dati notai anche accenni a questa apprecchiatura
in grado di teletrasportare le persone e le cose. I gamilonesi la volevano
usare per abbordare le navi nemiche, perche' il raggio non e' infinito.",
dice Sandor, "Evidentemente il professore aveva scoperto, ad insaputa
dei gamilonesi, che quella macchina riusciva a raggiungere la quarta
dimensione. Non oso pensare che cosa avrebbero fatto i gamilonesi di
tale macchina, se avessero scoperto le sue vere potenzialita'."
"Ma torniamo al punto. Come fai ad essere sicuro che il professore non
si trovi qui?", dice Wildstar, "Per quel che ne sappiamo potrebbe benissimo
essere morto perche' era a bordo delle navi gamilonesi, ma potrebbe anche
essere nel nostro passato, combinando chissa' che cosa."
"Per capirlo dovete sapere cosa ho scoperto mentre, grazie alla spada
del vostro amico samurai, ero stato rispedito a terra.", inizia Sandor,
"Il Comandante delle Forze di Difesa Terrestri mi ha informato del
pericolo rappresentato dal professor Takashi; ho cercato di scoprire come
funzionasse questa macchina del tempo."
"Basandomi sul racconto di Zenigata", continua Sandor, "ho capito che
questa macchina del tempo aveva dei limiti. Come Lupin potra' confermarti,
il punto di arrivo del loro viaggio, in termini di coordinata spaziale, e'
era lo stesso della partenza."
"E' vero", conferma Lupin, "avevo chiesto al professore perche' non
ci poteva direttamente far arrivare a bordo dell'Argo, in modo da poterne
prendere possesso facilmente, ma mi ha risposto che era impossibile.
Al contrario esigeva una precisione assoluta nell'ora della partenza."
"Cio' conferma la mia teoria: avete corso un grosso rischio, dato che la
coordinata spaziale vale in senso assoluto.", dice Sandor.
"Vuoi dire che se avessimo tardato di qualche minuto la Terra, nel
nostro tempo, non sarebbe stata nella stessa posizione all'interno
dell'Universo della Terra nel vostro tempo?", chiede Lupin.
Sandor annuisce, ma Margot interviene, "Non capisco, che cosa intendi
dicendo che la Terra non sarebbe stata nella stessa posizione?"
"Vuol dire che la macchina del tempo lascia fermi nel punto in cui ci
troviamo e ci porta avanti e indietro nel tempo.", spiega Nova, "Se non si
fa attenzione, e' facile che accada che al momento di arrivo la Terra non
si trovi nella stessa posizione in cui era quando si parte. Si potrebbe
arrivare nello spazio vuoto o perfino all'interno del nostro pianeta."
"Ad esempio, volendo andare avanti nel tempo di un anno, bisogna
per forza arrivare nello stesso giorno e alla stessa ora. Solo dopo un
anno intero infatti la Terra avra' fatto un giro completo attorno al
Sole e sara' nella stessa posizione. Se non si fa attenzione, la
Terra non si trovera' dove ci si materializza. Chiaramente se
il balzo avanti o indietro nel tempo e' piu' lungo, i calcoli sono molto
piu' complicati ed il rischio e' molto maggiore. Balzi esageratamente
lunghi non sono possibili partendo dalla Terra perche', a causa del
moto della nostra galassia all'interno dell'Universo, la Terra non
si troverebbe comunque nella stessa orbita della partenza.", conclude
Sandor, Margot annuisce, terrorizzata all'idea dei rischi che lei
stessa e i suoi amici hanno corso.
"L'ispettore Zenigata ha avuto molta fortuna, e' partito poco dopo di
voi e il suo punto di arrivo e' stato pochi chilometri piu' in la', e
qualche centimetro piu' in su. Se fosse partito qualche secondo piu' tardi
si sarebbe materializzato all'interno di una montagna.", aggiunge Sandor.
"Chiarito il funzionamento della macchina, torno a descrivervi cos'altro
ho scoperto.", prosegue Sandor, "La macchina ha un altro importante limite,
che tuttavia e' anche una caratteristica positiva dal punto di vista della
sicurezza per chi la usa: l'andata e' soggetta alle regole ed ai rischi che
abbiamo descritto, ma il ritorno e' semplicemente un richiamo alle coordinate
spazio-temporali della macchina. Infatti la macchina del tempo non segue chi
la usa, il ritorno e' assicurato da un comando azionabile tramite un
dispositivo portatile."
"Ma le apparecchiature del professore erano tutt'altro che portatili",
dice Jigen.
"Infatti quella che avete visto era un'altra macchina del tempo.", gli
risponde Sandor, "Il professore ne aveva due; dato che non poteva portarvi
indietro con lui perche' il dispositivo agisce solo su coloro che hanno
usato la macchina all'andata, aveva portato con se una seconda macchina
per spedirvi avanti nel suo tempo. Quella macchina e' andata distrutta
accidentalmente durante l'irruzione dell'ispettore Zenigata, causandone
il suo invio nel futuro."
"La vostra unica speranza di tornare nel vostro tempo e' usare l'altra
macchina del tempo, che si trova in questa villa.", conclude Sandor.
"Qual'e' il tuo nome?", chiede Goemon, faticando a tenere una voce ferma.
"Il mio nome e' Akiko Kubo, ero la fidanzata di Hokozaemon", risponde
la giovane donna, caduta ai piedi di Goemon, "Per oltre tre anni abbiamo
cercato di convincere Goemon, il nonno di Hokozaemon, ad accettare il
nostro matrimonio. Lui non era convinto, non sapeva se ero all'altezza
di sposare il discendente di una nobile famiglia come gli Ishikawa."
Una famiglia che ha cessato di esistere, pensa Goemon stringendo con
rabbia la sua spada.
"L'anno scorso i bombardamenti raggiunsero un livello insopportabile",
continua Akiko, "e la maggior parte della gente si rifugio' in citta'
sotterranee. Il nonno di Hokozaemon non volle abbandonare l'antica villa
degli Ishikawa, mentre il mio fidanzato si addestrava all'Accademia
Spaziale."
Akiko si asciuga le lacrime e si rialza, volta le spalle e Goemon e
fissa l'immenso prato verde, "Poco prima della partenza dei Guerrieri
delle Stelle, mentre Hokozaemon era in missione di addestramento sopra
l'oceano, una gigantesca bomba planetaria colpi' il Giappone. Le radiazioni
distrussero un'intera citta', in quella stessa citta' c'era la villa
Ishikawa."
[Si tratta della stessa bomba planetaria che uccise i genitori di
Wildstar]
"Infine, per rispondere alla domanda di Wildstar, ho anche scoperto che
la macchina del tempo ha bisogno di un adeguato caricamento, come
Lupin puo' confermarci.", dice Sandor, "L'energia che la macchina usa e'
basata sui tachioni, come il nostro motore ad onde moventi; anche se il
principio e' del tutto diverso, e' possibile scoprire che la macchina
del tempo e' in azione rilevando i tachioni che essa emette. Secondo i
nostri rilevamenti la macchina che si trova all'interno della
villa-fortezza e' in fase di caricamento, ci rimane poco tempo per stanare
il professore."
"Non ci sono dubbi sul fatto che il professore si trovi all'interno della
sua fortezza", continua Sandor, "E' l'unico in grado di manovrare la
macchina; inoltre abbiamo rilevato, pochi minuti prima che la battaglia
coi gamilonesi terminasse, l'attivazione del meccanismo di ritorno. Poco
dopo la macchina ha ricominciato a caricarsi per un nuovo viaggio nel
tempo."
"Sandor, hai idea da dove il professore sia tornato?", chiede Nova.
"Si, Nova, la macchina del tempo puo' essere usata, con molti meno
problemi, per viaggiare nella spazio anche se con un raggio limitato
perche' la quantita' di energia da usare cresce superesponenzialmente
rispetto alla distanza. Il meccanismo di ritorno pero' e' lo stesso."
"E' chiaro.", interviene Wildstar, "Quel maledetto si trovava a bordo delle
navi gamilonesi ma poi e' fuggito quando le cose si sono messe male; adesso
stara' preparandosi a colpire di nuovo."
Wildstar si gira verso gli altri e annuncia, "Ho un conto personale da
regolare con il professore: Sandor, Nova, Lupin, attendetemi qua."
"Non ci penso neppure, sulla tua nave ho ascoltato i tuoi consigli perche'
era il tuo mestiere, ma entrare nelle case altrui, per quanto protette,
e' compito mio.", dice Lupin puntando l'indice contro Wildstar, "Se vuoi
entrare in quella villa per fargliela pagare, ci entrerai con me."
Wildstar, dopo aver annuito con un sorriso truce, si avvia dietro Lupin.
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Andrea Controzzi - Student of Computer Science at University of Pisa - Italy
E-mail: controzz@cli.di.unipi.it
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