Saiyajin VS Furojin
- Parte I -

Written by Beltrame Bros

From gbeltram@mbox.vol.it
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Subject Saiyajin VS Furojin - parte I
Date 06/03/96 5.47.19
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AVVERTENZA: Questa fanfic parla di avvenimenti che non sono ancora comparsi in
Dragonball, per cui se non volete perdere il gusto della storia, NON LEGGETE
OLTRE.

NOTE DEGLI AUTORI

Il seguente racconto e' ambientato nel mondo di Dragonball dopo lo scontro contro
Majinbuu. Per la precisione sono passati dieci anni, e lo svolgersi dei fatti
si riferisce al periodo seguente l'epilogo del manga. Per dare un'idea base,
Gohan ha circa 26 anni, Goten e Trunks rispettivamente 17 e 18. La piccola Pan
ne ha 4 a Bra circa 3.
La fonte ufficiale e' il manga stesso, e ogni avvenimento dei film e' stato
considerato come mai accaduto. 

Tutti i personaggi che compaiono in questo racconto, fatta eccezione per i
Furojin e i Derajin sono Copyright di Akira Toriyama. Tutti i diritti riservati.

Dragonball (C) 1986-95 Akira Toriyama/Bird Studio/Shueisha/Toei/Fuji TV
(C) 1995-96 Edizioni Star Comics

L'indirizzo email di Davide Spoladori sara' attivo da sabato 9 marzo.

Luca Beltrame (gbeltram@mbox.vol.it) e Davide Spoladori (ishamael@iol.it)
                                presentano

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                             SAIYAJIN VS FUROJIN
                                   Parte I

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Il sole appena sorto splendeva allegro sulla Grande Capitale dell'Ovest, facendo
luccicare gli edifici. Per le strade c'era pochissimo traffico dato che era
ancora presto per la gente del posto per andare al lavoro. Al centro della citta',
si ergeva piu' alta di tutte, la cupola della Capsule Corporation, circondata
da un rigoglioso giardino.
Nonostante fosse ancora presto, una persona era gia' in intensa attivita' in
quella casa, e precisamente all'interno di una delle cupole piu' piccole che
affiancavano l'edificio principale. Questa era una speciale camera gravitazionale,
costruita dal dottor Brief, il geniale inventore delle capsule Hoipoi, su
espressa richiesta del genero. In questa camera era possibile aumentare
artificialmente la gravita' fino a valori che avrebbero normalmente ucciso un
essere umano. 
Al suo interno si trovava proprio il genero dello scienziato impegnato in un
intenso allenamento con un livello gravitazionale circa 100 volte superiore a
quello terrestre. Era un uomo non eccezionalmente alto, ma con una corporatura
potente e ben proporzionata. I capelli nerissimi erano tirati all'indietro in
un'acconciatura aggressiva, che si adattava perfettamente ai lineamenti del suo
possessore. Un viso duro, dominato da tratti quasi geometrici e con occhi neri 
che sembravano brillare di luce propria nella fatica dell'allenamento. 
Nonostante la forte stempiatura non si sarebbe potuto dare  piu' di venticinque,
massimo trent'anni a quel volto. In realta' Vejiita, principe della scomparsa razza dei
Saiyajin e marito di Bulma, figlia del dottor Brief, era ormai prossimo ai sessanta.
La cosa non era certo strana se si considerava il fatto che non era un essere
umano ma un alieno, un Saiyajin appunto. Lo si poteva capire anche da come si
muoveva in un ambiente la cui gravita' rendeva il suo corpo pesante quanto sei
tonnellate. Sembrava non sentire nemmeno la differenza, si muoveva veloce e
sicuro, mentre colpiva l'aria con rapidi pugni e sequenze di calci, a volte cosi'
veloci da non essere visibili a occhio nudo. 
Vejiita passava molto del suo tempo ad allenarsi, anche perche' non aveva
nient'altro da fare. Ogni tanto c'erano delle battaglie vere, ma ormai erano
passati dieci anni dall'ultimo scontro serio, che aveva visto lui e Kakarotto,
che gli abitanti della terra si ostinavano a chiamare Son Goku, affrontare
Majinbuu, un essere artificiale creato dalla razza dei Majin, e sfuggito al
loro controllo.
Spesso durante gli allenamenti la mente di Vejiita tornava al passato, ricordando
la propria vita. L'infanzia, la distruzione del suo pianeta, il suo arrivo sulla
Terra e le incredibili battaglie che aveva combattuto contro e insieme a
Kakarotto, l'ultimo rimasto, insieme a lui, della razza dei Saiyajin, prodi e
spietati guerrieri che in passato cercarono di conquistare l'universo.
Oramai il tempo delle guerre era finito e gia' da dieci anni viveva in pace con
la sua famiglia: sua moglie Bulma, suo figlio Trunks e la nuova nata Bra. E anche
se non voleva ammetterlo la vita sulla Terra non gli era spiacevole. Ci aveva
messo anni ad abituarsi, ma ormai era abbastanza assuefatto al  nuovo ambiente.
Terminato il consueto allenamento del mattino riporto' la gravita' della stanza
al livello normale e usci', dirigendosi verso l'edificio principale. Entrato
si diresse in cucina, dove sua moglie era gia' in piedi a preparare la colazione.
"Buongiorno Vejiita." disse vedendo entrare il marito.
"Buongiorno." rispose lui, laconico come sempre, sedendosi al tavolo posto in
mezzo alla cucina. Non un bacio e tanto meno un sorriso verso la moglie. Ma
Bulma ci era abituata da anni, sapeva bene che suo marito non era tipo da
smancerie, e non intendeva certo perdere tempo cercando di cambiarlo. 
Torno' ad occuparsi della colazione, che sembrava sufficiente a sfamare un
piccolo esercito, ma che sarebbe stata appena sufficiente per l'appetito di
Vejiita e di suo figlio maggiore Trunks. Tutti e due avevano il caratteristico
appetito dei Saiyajin ed erano  capaci di ingurgitare cibo in proporzioni
eccezionali, senza comunque mettere su un'oncia di grasso.
Proprio in quel momento entro' in cucina Trunks con lo sguardo ancora assonnato.
"Ohayo Kaasan. Toosan." disse rivolgendosi ai genitori. Vejiita lo saluto' con
un semplice cenno del capo.
"Ben alzato Trunks. Mettiti a sedere, che la colazione e' quasi pronta." gli
disse la madre sorridendo.
"Meno male, ho una fame tale che mangerei un bue intero." esclamo' il ragazzo,
prendendo una tazza di caffe' e mettendosi a sedere di fronte al padre.
Sotto molti aspetti i due non sembravano padre e figlio. Trunks aveva ereditato
dalla madre i capelli e gli occhi chiari, ma vedendoli cosi' vicini era
impossibile non notare la somiglianza dei lineamenti. Soprattutto il ragazzo
aveva ereditato buona parte del carattere di Vejiita e di sicuro la sua forza
ed abilita' nel combattimento.
"Caro, mi andresti a svegliare la bambina per favore?" Disse Bulma.
"Ma..." comincio' Vejiita prima di cogliere lo sguardo della moglie, poi
rassegnato aggiunse "D'accordo.". Si alzo' e usci' dalla cucina, diretto verso
la stanza della figlia minore.
Bulma riflette' sul cambiamento avvenuto nel marito negli ultimi dieci anni.
Dopo la battaglia contro Majinbuu si era molto... ammansito. Certo, non era
diventato un espansivo coccolone, ma almeno ora sembrava molto piu' interessato
alla sua famiglia.
Di sicuro ne erano responsabili la sua morte e la seguente resurrezione avvenuta
in quel periodo. Con un sorriso Bulma ricordo' che Son-kun le aveva raccontato
di come Vejiita avesse l'aureola quando era tornato dal regno dei morti per
aiutarlo. Anche se si sforzava, non riusciva proprio a immaginarselo con l'aureola.
Mise la colazione di fronte al figlio, che comincio' a mangiare velocemente,
forse temendo che il padre una volta tornato potesse rubargli il cibo dal piatto.
Vejiita rientro' portando in braccio la figlia, che si stropicciava gli occhi
pesanti di sonno.
"Kaachan ohayo." disse la piccola.
"Buongiorno Bra-chan." disse la madre prendendola in braccio, notando
l'espressione a disagio del marito "Ha dormito bene la mia patatina?"
"Certo, ma adesso ho davvero tanta fame." 
Bulma la sistemo' nel seggiolone e comincio' a darle da mangiare, mentre anche
Vejiita aveva attaccato la colazione, famelico.
"Ti ho preparato il vestito blu per stasera, caro." disse ad un tratto.
"Quale vestito? E che vuol dire per stasera?" chiese lui.
"Ma ti sei dimenticato che stasera abbiamo tutti a cena? Ci sara' Chichi e tutta
la sua famiglia, verranno anche Yamcha e Crilin con la moglie e la figlia."
"Ma io veramente pensavo di... insomma non credevo che la mia presenza fosse
necessaria." sbotto' lui.
"Non pensarci nemmeno, tu ci sarai e ti comporterai gentilmente con tutti."
concluse risoluta la donna.
Il marito si alzo' di scatto in piedi pronto a ribattere.
"Hai qualche problema?" chiese lei glaciale.
Vejiita riflette' per qualche istante. In effetti era inutile discutere, sapeva
bene che avrebbe fatto prima ad ucciderla piuttosto che farle cambiare idea.
In fondo una cena ogni tanto non era una tragedia, e data la presenza di cosi'
tanti guerrieri, magari ci sarebbe anche scappato un bel combattimento per
stimolare l'appetito. Non che gli servisse, ma una scusa valeva l'altra.
"No cara, nessun problema." rispose lui sorridendo, o almeno provandoci. Vejiita
non era mai stato portato per quell'attivita'.
Da fuori venne il richiamo di una voce.
"Oi Trunks-kun! Sei pronto? Guarda che facciamo tardi a scuola."
Era la voce di Son Goten, il figlio minore di Goku. Lui e Trunks andavano alla
stessa scuola, e ogni mattina passava di li' per fare la strada insieme al suo amico.
"Io vado. Ci vediamo dopo." alzatosi dal tavolo prese la cartella e si diresse
verso la porta. Passando accanto a Bra le diede una tirata alla coda di cavallo,
e la bambina si indispetti' parecchio.
"Niichan! Nani yo!" 
Il ragazzo sorrise e usci' per raggiungere il suo amico. All'esterno Goten si
trovava a mezz'aria aspettando che Trunks si facesse vedere. Era la copia
perfetta del padre, lo era sempre stato fin da piccolo. Anche nel carattere era
come lui, gli piaceva molto di piu' combattere che studiare: tutto il contrario
di suo fratello maggiore Gohan, che aveva preso dalla madre, ed era diventato
un professore dopo gli studi.
"Ce ne hai messo di tempo!" esclamo' vedendolo finalmente uscire. 
"Gomenne Goten-kun." rispose il ragazzo portandosi alla stessa altezza
dell'amico.
"Stavamo discutendo della cena di stasera."
"Non me ne parlare." disse Goten sconsolato "Non ti immagini neanche che vestito
mi vuol far indossare mia madre." 
Trunks scoppio' a ridere, e si diresse in volo verso la scuola, seguito dappresso
dall'amico.

Intanto nello spazio degli strani oggetti metallici si dirigevano velocemente
verso la Terra, azzurra contro il nero del vuoto. Erano piccoli e rotondi , con
degli strani simboli impressi sopra. Non erano meteoriti, ma navicelle
spaziali, nonostante le piccole dimensioni. Erano circa una ventina e si
muovevano in formazione.
"E' quello il pianeta?" la voce risuono' all'interno di una di quelle piccole
navicelle, trasmessa da una sua compagna di viaggio.
"Proprio cosi'." rispose l'occupante della navetta "I suoi abitanti la chiamano
Terra. Non avremo grandi problemi a conquistarla. Praticamente non ci sono
guerrieri su quel sassolino."
"Come mai siamo cosi' numerosi per questa missione allora? Non ti sembra che
venti di noi siano una forza decisamente esagerata? In fondo abbiamo conquistato
pianeti molto piu' bellicosi e tecnologicamente piu' avanzati con un quarto della
forza che stiamo impiegando qui."
"Questi sono stati gli ordini del generale, e io non mi metto certo a discutere
con lui. Sai bene che riceve gli ordini direttamente dal re."
"Comunque non capisco." ripete' la prima voce.
"Non preoccuparti, sara' facile come bere un bicchiere di lorg." concluse la
seconda voce chiudendo il contatto, e guardando l'azzurra sfera che sembrava
venire loro incontro.

La prima macchina ad arrivare fu quella di Crilin. Atterro' di fronte alla Capsule
House verso il tramonto, dopo un viaggio che l'aveva portata fin li' dalla Kame
House dove lui e famiglia vivevano insieme al vecchio Maestro Muten.
Il primo a scendere fu proprio Crilin, seguito subito da Juhachi-goo, sua moglie.
Per ultima usci' Maron, la loro bambina, che ormai aveva quasi tredici anni.
Bulma si diresse verso di loro per dargli il benvenuto sorridendo.
"Crilin, benvenuto! E' da tanto che non ci si vedeva. Come stai?"
"Non male." rispose "Un po' stanco per il viaggio. Avremmo fatto meglio a venire
volando."
"Sai bene che Maron non e' ancora in grado di volare per distanze cosi' lunghe."
intervenne la moglie, col suo solito tono neutro.
"Salve Juhachi-goo, ti trovo bene." la saluto' Bulma.
"Non c'e' male. Grazie per l'invito." rispose lei.
"Figurati, e' un piacere avervi qui dopo tanto tempo."
Maron si avvicino' un po' titubante, poi chiese arrossendo leggermente.
"Dove si trova Trunks-kun?"
"E' ancora in casa che si prepara, Maron-chan." rispose la donna "Ci raggiungera'
presto."
La ragazzina annui' e torno vicino alla madre. Aveva un debole per Trunks, e
la prospettiva di incontrarlo la rendeva un po' nervosa. Bulma sorrise pensando
alla reazione del figlio.
"Yamcha e gli altri non sono ancora arrivati?" chiese Crilin entrando in casa.
"Non ancora, siete i primi."
Quasi prima di finire la frase tre figure arrivarono in volo da Oriente, e
atterrarono davanti all'ingresso.
"Obachan!!" urlo' la piccola Pan lanciandosi tra le braccia di Bulma.
"Pan-chan! Ma come sei cresciuta!" rise la donna, poi rivolgendosi ai genitori
"Gohan, Videl benvenuti! Ma come mai siete arrivati in volo?"
Il giovane, che per l'occasione era vestito di tutto punto, di certo sotto
costrizione della moglie, arrossi' un po'.
"Stavamo per venire in macchina, ma Pan ha preso il volo prima che potessimo
fermarla, cosi' l'abbiamo seguita anche noi."
"Pan-chan! Quante volte ti ho detto che non devi saltare addosso alle persone
cosi'!" la rimprovero' Videl.
"Ma no, no, non importa. Perche' invece non vai a giocare un po' con Bra mentre noi grandi parliamo prima di cena?"
"D'accordo!" esclamo' la bambina e divincolatasi dall'abbraccio di Bulma si lancio'
in casa alla ricerca della sua piccola amica.
"Sempre molto energica, vero?"
"Decisamente." rispose Gohan "Non e' proprio facile starle dietro."
"Gohan-kun Konbanwa." 
"Crilin-san Konbanwa. Come stai?" 
"Non ce' male. E la tua famiglia, tutti bene? Ho giusto visto Pan-chan che
sfrecciava in casa."
"Tutto bene, tutto bene. Mia madre non e' ancora arrivata?"
"No, mancano lei e Yamcha all'appello. Mi correggo, ecco Yamcha che arriva." disse
puntando il dito al cielo ormai scuro.
Una macchina sportiva bianca si stava dirigendo verso la casa, e dopo una breve
manovra atterro'. Da questa usci' Yamcha, l'ex fidanzato di Bulma, prima che
lei conoscesse Vejiita. Appeso alla sua spalla stava Pual, il suo inseparabile
amico mutaforma.
"Yo gente, come va?" 
Dopo altri convenevoli entrarono tutti in casa per aspettare l'arrivo di Chichi
e famiglia. Nel salotto trovarono Trunks che cercava di evitare Maron, e Pan e
Bra che giocavano inseguendosi come scalmanate. Vejiita era in piedi vicino alla
finestra, le braccia conserte al petto, che guardava fuori. Per l'occasione
indossava giacca e cravatta (Bulma era stata irremovibile su quel punto), e non
sembrava molto a suo agio in quella tenuta.
Rispose laconicamente, anche se non sgarbatamente, ai saluti di tutti. Ci fu un
attimo di tensione quando si incrociarono lui e Yamcha, dato che tra loro non era
mai corso buon sangue. Yamcha era infatti morto contro uno dei guerrieri
artificiali di Vejiita quando questi era giunto sulla Terra per la prima volta. 
La tensione venne spezzata dall'arrivo di Chichi e Goten, che vestiva di
tutto punto sotto preciso ordine della madre. Anche lui come Vejiita non sembrava
molto a suo agio.
"Ma... Son-kun non c'e'?" chiese Bulma che si aspettava la presenza di Goku.
"Non e' tornato a casa questo mese come al solito. Ma sai com'e' fatto, per lui
l'allenamento e' tutto." rispose sconsolata Chichi.
"La prossima volta che lo vedo glielo spieghero' io come ci si comporta con 
a propria famiglia." esclamo' Bulma, poi rivolgendosi agli ospiti:
"Dato che ci siamo tutti, che ne dite di bere qualcosa prima di cena?" 
Proprio in quel momento quasi tutti in quella stanza si fecero silenziosi.
Vejiita, Crilin, Yamcha, Juhachi-goo, Gohan, Pan, Goten, Trunks e Videl si misero
a guardare in direzione della citta' con sguardo assente.
"Masaka!" esclamo' Crilin "Guerrieri spaziali."
"La', guardate." Yamcha punto' il dito verso la finestra. Attraverso il vetro
videro alcune scie luminose che solcavano il cielo sopra la citta'. Poco dopo
vi furono alcune esplosioni, come se fossero caduti dei meteoriti, e il rosso
bagliore degli incendi illumino' gli edifici in lontananza.
"Sono space-pod, come quelle dei Saiyajin." disse Gohan.
"Non sono Saiyajin, il loro Ki e' diverso." intervenne Vejiita togliendosi la
cravatta "Ma sono comunque ostili."
Si tolse anche la camicia, rimanendo in canottiera, i muscoli gia' tesi per
l'imminente combattimento.
"Vogliono invadere la Terra." Disse Goten, togliendosi anche lui i vestiti da sera.
"Andiamo a fargli vedere quanto si sono sbagliati." concluse Vejiita dirigendosi
verso l'esterno con il volto illuminato da un freddo sorriso.

Le capsule erano atterrate vicino al centro della citta', scavando profondi
crateri nell'impatto con il suolo. Una volta atterrate si erano aperte,
permettendo agli occupanti di sbarcare. 
Erano tutti membri della stessa razza: calvi, pelle nera come il carbone, sfavillanti
occhi color oro. Portavano in testa strane apparecchiature, delle curiose
visiere verdi, che sembravano degli Scouter, ma che coprivano entrambi gli occhi
anziche' uno solo. Le armature invece erano le stesse che indossavano i guerrieri
al servizio di Freeza, differenti solo per il simbolo sul petto: una stella
nera a sette punte sovrastata da una corona rosso sangue.
Gli invasori si guardarono intorno incuriositi, esaminando la folla che si era
radunata attorno al luogo d'atterraggio con i loro visori. 
"Penoso!" esclamo' una delle creature "Il livello medio non supera il quattro
per questi pidocchi. Sarebbero bastati due di noi per eliminare questo pianeta."
"Non sottovalutiamoli." rispose quello che sembrava essere il capo "Se ci hanno
mandato qui in venti ci deve essere un motivo."
Prima ancora che finisse di pronunciare la frase un gruppo di figure scese dal
cielo sopra di loro, accerchiandoli. Vejiita e gli altri squadrarono gli invasori
usciti dalle astronavi con sguardo di sfida.
"Kusottare! Sono solo dei Derajin!" sputo' Vejiita con disprezzo.
"Cosa significa?" chiese Crilin, per niente piu' tranquillo dopo la rivelazione.
"Significa che potevamo mandare qui Pan-chan a sbrigarsela da sola mentre noi
rimanevamo a casa. Qua siamo sprecati." continuo' incrociando
le braccia sul petto massiccio.
Il capo dei Derajin ricambio' lo sguardo senza scomporsi, dopo aver letto il valore
del potere di Vejiita sul suo visore.
"Mi sembri un po' troppo sprezzante, terrestre, vista la tua miserabile forza.
Cento sara' forse un valore alto per questo pianeta, ma noi siamo abituati a
ben altro."
"Baka! Se pensi che io sia tanto debole, perche' non provi ad attaccarmi?"
rispose Vejiita sorridendo. Era un sorriso crudele, come quello del cacciatore
di fronte alla preda inerme.
"Non mi sporchero' di certo le mani con un tipo come te. Rowa!" disse volgendosi
verso uno dei suoi soldati "Vedi di sistemare questo sbruffone e i suoi compagni."
"Hai!" rispose il Derajin.
Parti all'attacco caricando Vejiita. Questi non mosse nemmeno le braccia, si
limito' a piroettare su se stesso colpendo con un veloce calcio il soldato. Il
malcapitato venne ricacciato indietro con l'osso del collo in frantumi, e si
schianto' al suolo in un mucchio informe.
Come fosse stato un segnale, anche gli altri si lanciarono all'attacco senza
esitazione. Crilin alzo' il braccio con il palmo della mano aperto. sopra di esso
si formo' una lucente lama di Ki, una Kienzan, che parti' velocissima verso due
degli alieni, decapitandoli senza che questi potessero neanche muoversi. Yamcha
si lancio' verso un altro soldato attaccandolo con rapidisimi colpi al corpo per
poi finirlo con un calcio ruotato al volto. Gohan stava combattendo
contemporaneamente con tre avversari, ma in pochi secondi riusci' ad eliminarli
uno dopo l'altro. Anche Goten e Trunks erano lottavano senza eccessivi problemi.
Dopo pochi secondi il terreno si era riempito dei cadaveri dei Derajin. Solo
il loro capo era ancora in piedi e guardava atterrito quelle persone che li
avevano sconfitti. Durante il combattimento i valori della loro forza erano
aumentati in maniera incredibile. Il piu' debole tra di loro, quel tipo con
le cicatrici sul volto, superava abbondantemente i cinquecentomila Leba, l'unita'
di misura della forza usata dal loro esercito.
"Non e' possibile! Chi siete voi?" 
"Questo non ha importanza." disse Vejiita avvicinandosi al Derajin rimasto "Ma
ha invece molta importanza sapere chi vi ha mandati. Voi facevate parte della
milizia di Freeza anni fa, e non posso credere che dei codardi come voi abbiano
deciso da soli di partire alla conquista delle quattro galassie. Chi vi comanda ora?"
"Conoscevate Freeza-sama!?"
"Diciamo che abbiamo provveduto noi a eliminarlo. E ora rispondi alla mia domanda,
se vuoi una morte rapida e indolore."
Il Derajin aveva lo sguardo allucinato, e sudava abbondantemente. Continuava a
guardarsi intorno come cercando una via d'uscita, e aveva cominciato a ridacchiare
in modo sconnesso. Improvvisamente lancio' un urlo bestiale, prendendosi la testa
tra le mani. Tra lo stupore generale questa si gonfio' fino ad esplodere. Il corpo
dell'alieno si abbatte' al suolo privo di vita.
"Kisama!" esclamo' Vejiita rigirando il corpo con un calcio. 
Noto' allora per la prima volta la stella nera e la corona sul petto delle loro
armature. Spalanco' gli occhi incredulo e rimase a fissare quel simbolo per molti
secondi.
"Ma...Masaka!!"
"Oi Vejiita, nani?" chiese Crilin, vedendolo cosi' turbato.
"Toosan!" 
Vejiita non rispose, e si alzo' in volo a tutta velocita' dirigendosi verso casa.
Gli altri esterefatti lo seguirono, prima che le autorita' arrivassero sul
luogo dello scontro.

Il ciambellano percorreva velocemente i corridoi del palazzo reale, diretto
verso la sala del trono. Sul suo volto pallido era stampata un'espressione di
incredulita' mista a preoccupazione. Era raro portare brutte notizie al re, e non
particolarmente piacevole. Il sovrano era un tipo estremamente suscettibile, e
detestava ricevere rapporti negativi riguardo all'operato delle sue truppe, quindi
con molta probabilita' ci sarebbe stata un'ennesima sfuriata da parte sua.
Con conseguenti danni e morti.
Il funzionario sospiro e affretto' il passo. Giunto di fronte al portale che dava
l'accesso alla sala del trono, si fece riconoscere dalla sentinella.
"Apri, ho un rapporto urgente da sottoporre a Sua Maesta'." disse deciso.
La sentinella si inchino' rispettosamente battendosi il pugno sinistro sul petto,
e apri' il portale.
Il ciambellano, che rispondeva al nome di Ori, si incammino' nella sala fiocamente
illuminata. Era dominata da due file di ampie colonne, che si perdevano verso
l'alto avvolte dalla penombra. Poche lampade erano posizionate per fornire
un minimo di illuminazione, e alle pareti erano appesi una moltitudine di drappi
e bandiere, simboli delle conquiste del loro impero. In fondo alla lunga sala
 si ergeva la piattaforma rialzata del trono. Sulla parete alle sue spalle era
inciso il simbolo del loro grande re: una croce a sette punte sovrastata da
una corona carminia, che sembrava grondare sangue.
Il ciambellano giunto vicino al trono, si genuflesse e rimase in attesa. Dopo
qualche secondo la voce del re parlo' dalla penombra che avvolgeva il trono,
nero come il vuoto.
"Parla pure, Ori." Aveva una voce fredda e profonda, che sembrava provenire
dalle profondita' di una caverna. 
"Abbiamo ricevuto un rapporto sulla spedizione inviata sul terzo pianeta del
sistema K356 situato nella Galassia Settentrionale, Vostra Maesta'." annuncio'
il ciambellano sudando abbondantemente.
"Ebbene?" chiese il sovrano.
"La squadra comandata dal tenente Bag e' stata completamente sterminata, Vostra
Maesta'."
"Dettagli." ordino' perentorio il re.
Il ciambellano si affretto' ad estrarre un piccolo computer portatile da una
tasca. Premuto un pulsante, si mise a leggere i dati.
"Il pianeta in questione e' chiamato Terra dai suoi abitanti, un nome abbastanza
comune nella Galassia Settentrionale. Vi abita una razza di tipo umanoide, il
cui livello di combattimento doveva essere molto basso, secondo le nostre indagini."
"Nonostante i vostri rapporti la squadra mandata e' stata sconfitta, non e' vero?"
venne interrotto il ciambellano.
"Proprio cosi' Sire. Risulta dai dati inviati dagli Scouter che abbiano
incontrato un nemico estremamente potente. In un primo momento sembrava non ci
fossero problemi, ma poi questi guerrieri hanno improvvisamente aumentato la loro
forza e sono riusciti ad avere la meglio."
"Quanti erano i componenti della squadra?"
"Venti Derajin, alcuni dei quali si erano gia' distinti in parecchie battaglie.
Lo stesso tenente Bag fu essenziale su Belor IV e..."
"Lasciate perdere queste sciocchezze, ciambellano, e giungete al punto!"
esclamo' il sovrano, che cominciava ad avere un tono irritato.
Ori si blocco' di colpo deglutendo nervosamente.
"Dicevo appunto che i valori registrati dagli Scouter sono improvvisamente saliti
a livelli inverosimili. Il piu' debole del gruppo raggiungeva i cinquecentomila
Leba. Decisamente non ci aspettavamo una reazione simile, e non sappiamo come
procedere, Vostra Maesta'."
L'ambasciatore rimase in silenzio, pronto alla sfuriata del suo sovrano, ma
questi, contro ogni aspettativa, si mise a ridere. Una cosa che non faceva
praticamente mai.
"E' molto meglio di quanto mi aspettassi." disse in tono soddisfatto "Ori,
fate preparare nuove capsule, e mobilitate la squadra F. L'ordine e' di
raggiungere il terzo pianeta del sistema K356 e di sterminare ogni resistenza."
"Ma Mio Signore, mandare la squadra F mi sembra sia un..." Comincio' il
ciambellano.
"Non ho chiesto la vostra opinione, Ori! Eseguite i miei ordini senza
discutere!" replico' secco il re. Nonostante la risata di prima il suo tono era
di nuovo irritato, e la sua figura era stata avvolta per un secondo in uno
scintillio azzurro.
Ori si inchino' rispettoso e lascio' la sala del trono senza piu' una parola.
Una volta che le porte furono chiuse alle sue spalle emise un profondo sospiro.
Poi si diresse verso l'ala orientale del palazzo, per comunicare gli ordini del
sovrano al centro tattico.
Intanto nella sala avvolta nella penombra un sorriso increspo' il viso del re.
"Finalmente ti ho trovato, Vejiita." sussurro' in tono deliziato.

                                   FINE PARTE I


Saiyajin VS Furojin
(C) 1996 Luca Beltrame & Davide Spoladori


                                                            Giovanni Beltrame 
                                                           gbeltram@mbox.vol.it