Ecco pronta la seconda parte del racconto che vede gli ultimi esponenti dei Saiyajin scontrarsi contro la misteriosa razza dei Furojin. Speriamo che abbiate gia' letto la prima parte e che l'abbiate apprezzata.
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Tutti i personaggi che compaiono nel racconto eccettuati i Furojin e i Derajin, sono Copyright di Akira Toriyama. Tutti i diritti riservati.
Dragonball (C) 1985-1996 A.Toriyama/Bird Studio/Shueisha/Toei/Fuji TV
(C) 1995-96 Edizioni Star Comics
Luca Beltrame (gbeltram@mbox.vol.it) e Davide Spoladori (ishamael@iol.it)
Presentano
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SAIYAJIN VS FUROJIN
Parte II
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Bulma si alzo' al suono della sveglia. Allungo' il braccio e spense la suoneria,
guardando l'ora: le sette del mattino. Sospiro' e butto' di lato le coperte
scendendo dal letto. L'aspettava una dura giornata di lavoro. Infatti subito
dopo l'attacco, le autorita' le avevano recapitato le capsule degli invasori, con
il compito di studiarle e di ricavarne informazioni utili. Quel giorno avrebbe
cominciato le analisi principali e di sicuro sarebbe stato un lungo lavoro.
Noto' che il lato del letto di Vejiita era gia' freddo, segno che il marito era
gia' in piedi da molto tempo. Mentre si dirigeva in bagno per una doccia
considero' per l'ennesima volta lo strano comportamento che aveva assunto da
subito dopo il tentativo di invasione. Era tornato a casa con il viso sconvolto,
cosa gia' di per se' abbastanza rara se non unica, e evitando qualsiasi
spiegazione si era chiuso dentro la camera gravitazionale prima ancora che
tornassero gli altri. Questi le avevano riferito lo svolgersi dei fatti, ma
nemmeno loro sapevano dare una spiegazione allo strano comportamento del
Saiyajin. Era rimasto nella camera gravitazionale fino a tardi, e quando era
venuto a letto aveva dormito un sonno agitato. Il giorno dopo era tornato di
nuovo li' dentro, per uscirne solo a notte fonda. Erano ormai tre giorni che
questa storia si ripeteva, considero' Bulma aprendo la doccia e mettendosi sotto
il getto d'acqua calda. Praticamente non si erano piu' rivolti la parola in quel
periodo di tempo, e Vejiita sembrava sempre piu' inquieto e crucciato. Era anche
andata a vedere se si stava allenando, ma quando si era recata alla camera lo
aveva trovato al suo interno che levitava a circa un metro dal suolo, con le
gambe incrociate e le braccia conserte, la gravita' cosi' forte da poter quasi
comprimere l'acciaio, i capelli platinati e la figura avvolta nell'aura dorata
del potere dei Super Saiyajin, il potenziamento che Vejiita e quelli della sua
razza usavano per combattere al massimo della potenza. Il fatto stesso che non
stesse allenandosi era sospetto. Non lo aveva mai visto meditare in quel modo, e
vederlo cosi' preoccupato senza poter far nulla per aiutarlo la rendeva di
pessimo umore. Chiuse l'acqua e decise che il lavoro sulle capsule avrebbe
potuto aspettare ancora, prima avrebbe dovuto fare qualcosa per suo marito. Si
asciugo' e si vesti' in fretta, preparo' la colazione per Trunks e Bra, e poi si
diresse verso la rimessa. Prese la macchina piu' veloce e decollo' diretta verso
la casa di Chichi.
Mentre Bulma faceva rotta verso la sua destinazione, Vejiita si trovava proprio
nella camera gravitazionale. Aveva regolato il pannello di controllo su una
gravita' circa cinquecento volte superiore al normale, un livello che raramente
usava, e che rappresentava una fatica persino per lui. Era fermo al centro della
camera, levitando come lo aveva visto Bulma il giorno prima, e come aveva fatto
negli ultimi tre giorni, con il corpo avvolto nell'aura del suo potere e i
capelli cosi' dritti sul capo che sembravano volersi staccare. Teneva gli occhi
chiusi, e cercava di riprendere il controllo di se stesso. Aveva il desiderio
impellente di distruggere tutto quello che lo circondava per scaricare la
tensione, ma sapeva bene che non sarebbe servito a nulla. A dispetto di cio' che
credevano tutti gli altri, era molto cambiato negli anni di vita sulla Terra.
Era diventato molto piu' riflessivo, e in questo momento aveva bisogno di tutto
l'autocontrollo di cui era capace. Il simbolo visto su quell'armatura aveva
risvegliato in lui un fantasma che credeva ormai sepolto. Non aveva pensato a
'loro' per almeno quarant'anni, e nemmeno aveva mai creduto alla 'loro'
esistenza. Ma quel simbolo... quello rimetteva tutto in discussione. Il suo
passato e quello della sua razza erano tornati per perseguitarlo, proprio ora che
lui era rimasto l'ultimo, considerando che Kakarotto non era consapevole
chiaramente del suo retaggio Saiyajin. Presto darebbe giunto il tempo di una
nuova battaglia, e questa volta non era sicuro della vittoria come molte altre
volte lo era stato in passato. Questa volta forse... Scosse la testa con forza
come per allontanare quei pensieri, e cerco' di immergersi piu' profondamente nel
suo potere per riuscire a ragionare lucidamente. Doveva elaborare una strategia,
e doveva farlo alla svelta, altrimenti non avrebbe avuto la benche' minima
speranza di vittoria. La camera venne avvolta nella luce del suo potere, mentre
cercava disperatamente una soluzione.
Chichi apri' la porta, e si trovo' di fronte il viso corrucciato di Bulma.
"Konnichiwa Chichi-san." la saluto'.
"Bulma-san! Konnichiwa." rispose "Cosa ti porta qui di mattina presto?"
"Scusa se sono venuta senza avvertirti, ma avevo bisogno del tuo aiuto."
"Entra pure." la invito' la donna "Ti preparo una tazza di the."
Bulma entro' e si sedette a tavola mentre Chichi armeggiava con tutto il
necessario alla preparazione del the.
"Come sta Vejiita? Mi era sembrato molto turbato l'altra sera, e non e' da lui." chiese.
"E' proprio per questo che sono venuta. E' da quella sera che non mi rivolge
piu' la parola, ne' a me ne' ai ragazzi. Passa tutto il tempo nella camera
gravitazionale e non si allena nemmeno. Non so proprio piu' cosa pensare, e
l'unica cosa che mi e' venuta in mente e' che forse Son-kun puo' aiutarlo, o
comprenderlo. In fondo sono Saiyajin tutti e due e... non so, e' l'unica
speranza che mi e' rimasta."
Chichi servi' il the, e si sedette anche lei a tavola.
"Capisco. Sei fortunata, perche' e' tornato proprio ieri, e adesso si trova da
Gohan. Dovrebbe rincasare a momenti, quindi se vuoi puoi aspettarlo." propose
Chichi.
"Ti ringrazio molto." rispose Bulma molto piu' sollevata.
Continuarono a parlare, evitando accuratamente di ritornare su Vejiita e sul
suo comportamento, e dopo circa un'ora Goku fece il suo ingresso in casa.
"Tadaimasu!!" esclamo' con la sua voce sempre allegra.
"Okaeri Goku-sa." lo saluto' Chichi.
"Ohayo Son-kun." aggiunse Bulma rivedendo il suo vecchio amico. Goku non era
cambiato con gli anni. Alto e muscoloso, con la capigliatura ribelle, nera come
quella di Vejiita. Ma al contrario di lui gli occhi di Goku sembravano
perennemente illuminati di gioia, e il suo carattere era decisamente piu' socievole.
"Bulma-san! Ohayo! Cosa ci fai qui?"
"In effetti avrei due paroline da dirti sul fatto che sei mancato alla cena di
tre giorni fa." lo rimprovero' lei con un sorriso, poi seria "Ma ho un problema
piu' urgente e penso che solo tu possa fare qualcosa."
"Dimmi tutto, e saro' ben felice di aiutarti." rispose lui.
"Ho capito perfettamente." concluse Goku una volta che Bulma gli ebbe spiegato la
situazione "Parlero' io con Vejiita, e vedrai che tutto si risolvera' per il
meglio. Avevo percepito l'attacco avvenuto tre giorni fa, ma sapevo bene che se
la sarebbero cavata egregiamente anche senza di me, quindi ho preferito non
lasciare Ub da solo."
"A proposito, come sta Ub?" chiese Chichi.
Ub era il ragazzo che Goku aveva preso sotto la sua ala protettrice e che stava
allenando. Era in realta' la reincarnazione del malvagio Majinbuu, purificata
della sua cattiveria. Goku non appena lo aveva riconosciuto aveva deciso di
aiutarlo a sviluppare per il meglio il suo incredibile potenziale, e lo aveva
portato con se' da qualche parte nei mari del Sud. Era per questo che stava sempre
cosi' lontano e tornava a casa solo sporadicamente, con ovvio dispiacere della
famiglia.
"Molto bene, e fa incredibili progressi. Ben presto diventera' un grande
guerriero." rispose "Ma ora preoccupiamoci di Vejiita. Accompagnami da lui, Bulma."
La donna annui' e si alzo' da tavola diretta verso la porta.
Vejiita non si era ancora mosso, sempre al centro della camera gravitazionale,
sempre sospeso ad un metro circa dal suolo, sempre circondato da suo potere.
Aveva esteso la sua coscienza quel tanto che bastava per aumentare ancora il
livello della gravita', ora a seicento volte quella terrestre. Nella sua mente
persa nel vuoto i pensieri si accalcavano spasmodicamente. Ricordi, immagini,
sensazioni. Si sentiva intrappolato in un vortice e non riusciva a trovare una
via d'uscita. Solo un'immagine continuava a ritornare, quel maledetto simbolo.
E con esso riaffiorava il ricordo della prima volta che lo aveva visto. Aveva
solo sei anni. Gli era stato mostrato suo padre, il re del pianeta dei Saiyajin,
in uno dei loro rari incontri. Era stato proprio lui a convocarlo...
Vejiita procedeva velocemente nei corridoi del palazzo paterno, alquanto seccato
per la convocazione del padre. Aveva interrotto i suoi allenamenti, e questo
metteva sempre il giovane principe di cattivo umore. Inoltre non succedeva
spesso che il re lo convocasse privatamente. Tra i Saiyajin, razza di natura
poco portata ai sentimenti personali escluso il desiderio di combattere, suo
padre era a dir poco esemplare. Dopo la nascita del figlio si era quasi
totalmente disinteressato a lui, fatta eccezione per il suo allenamento. Era
stato piu' un nemico per Vejiita che un padre, ma al ragazzo questo non
interessava. Il suo unico scopo era diventare un guerriero migliore del padre.
Migliore di chiunque. Giunto alle stanze private del sovrano Vejiita busso', e
rimase in attesa che la voce del padre dall'interno lo invitasse ad entrare.
Chiusosi la porta alle spalle, il principe osservo' le stanze private del padre,
dove fino ad ora non aveva mai messo piede. Erano ampie, ma scarne. Non vi era
quasi mobilia, e tanto meno decorazioni o suppellettili per abbellire
quell'appartamento. Una tipica stanza da Saiyajin, penso' Vejita sorridendo.
"Vieni, giovane principe." lo apostrofo' il re.
Si trovava in piedi in una delle stanze attigue, e sembrava in attesa del figlio.
Anche questa camera era quasi vuota, ma sulla parete alle spalle del re vi era
una massiccia porta blindata. Vejiita si fece avanti osservando sprezzante il
padre, evitando volutamente di inchinarsi in segno di rispetto. Il sovrano
capi' subito e un freddo sorriso illumino' il volto che era in tutto e per tutto
identico a quello del figlio, fatta eccezione per la corta barba che lo adornava.
"Ritengo che tu sia abbastanza cresciuto per conoscere il segreto della famiglia
reale e custodirlo. Un giorno sara' tuo compito conservare questo segreto e
trasmetterlo al tuo primogenito." disse il re.
Il figlio non rispose continuando a fissare il padre. Questi ricambio' lo sguardo
gelido, poi si giro' verso la porta blindata e vi appoggio' sopra il palmo della
mano dopo aver tolto il guanto che la copriva. Il pannello toccato dalla sua
mano si illumino' leggermente, e un leggero suono confermo' il riconoscimento.
I pesanti meccanismi di chiusura si sbloccarono e la porta giro' sui cardini
rivelando una piccola stanza buia. Il re vi entro', invitando con un gesto il
figlio a fare altrettanto. Appena furono dentro si accese una luce che ando' ad
illuminare i pochi oggetti custoditi in quel meandro. Alcune vecchie armature
consunte, scouter dall'aspetto molto antico e una bandiera che capeggiava sulla
parete alle spalle degli altri oggetti. Sulla bandiera era dipinta una stella
nera a sette punte sovrastata da una corona rosso sangue. Senza sapere perche'
l principe si senti' rabbrividire di fronte a quel simbolo, e quella sensazione
non gli piacque per niente. Era la prima volta che si sentiva a disagio.
"Vedo che nonostante tu non sappia nulla di quel simbolo ti faccia lo stesso
impressione, vero?" chiese il re con il suo sorriso gelido.
Vejiita annui' senza riflettere e subito dopo si odio' per questa dimostrazione
di debolezza di fronte al padre.
"Che cosa rappresenta quel simbolo?" chiese.
"E' uno stemma reale. Lo stemma reale di un antichissimo nemico dei Saiyajin.
Nessuno ricorda piu' questo simbolo o la razza a cui apparteneva. Solo la
famiglia reale ne e' a conoscenza, e si tramanda la leggenda di padre in figlio
dai tempi del primo re Vejiita, che unifico' la nostra razza." Il principe lo
guardo' con espressione interrogativa. "Ora ti raccontero' la leggenda legata
a questo simbolo, e tu dovrai custodirla fino al momento di tramandarla a tuo
figlio un giorno, quando sarai re al mio posto. Stai molto attento e ricorda...
ricorda... ricorda..."
Vejiita riemerse dalla visione del passato, consapevole della presenza di
qualcuno all'esterno della camera gravitazionale. Erano in due. Una era Bulma e
l'altro era... Kakarotto. Senza dubbio. Il suo Ki era inconfondibile, l'unico
che poteva stare al pari con quello di Vejiita stesso. In ogni caso non aveva
intenzione di muoversi. Dall'esterno era impossibile entrare, perche' aveva
manomesso i comandi. Se Kakarotto voleva parlargli, poteva teletrasportarsi
all'interno, lui di certo non sarebbe uscito. Esaurita la sua attenzione verso
gli ospiti, ritorno' a concentrarsi sul proprio Ki.
"Hai ragione, Bulma-san." disse Goku dopo aver dato un occhiata all'interno della
camera "E' li' dentro che non fa assolutamente nulla. Comunque sento il suo Ki
in subbuglio, e di sicuro sta cercando di mantenerlo sotto controllo."
"Cosa pensi di fare adesso?" chiese la donna preoccupata.
"Entrero'. Anche se i comandi sono manomessi, posso teletrasportarmi all'interno
senza problemi. Tu rientra pure in casa, qui ci penso io." sorrise, portando
due dita alla fronte. Dopo un secondo la sua immagine tremolo' e scomparve.
Goku riapparve all'interno della camera gravitazionale, e venne schiacciato
immediatamente al suolo dalla tremenda gravita' presente.
"Chikushoo! Ma quanto forte l'hai regolata, Vejiita?" esclamo' il Saiyajin senza fiato.
"Kakarotto." lo saluto' Vejiita "Bentornato. In risposta alla tua domanda ti posso
dire che la gravita' e' seicento volte piu' forte che all'esterno in questo
momento. Ti da forse problemi?"
Goku cerco' di muoversi, ma non ci riusci'. Poi il suo corpo venne avvolto
da un'aura luminosa, e i suoi capelli si rizzarono sul capo diventando biondi,
mentre richiamava a se' il potere dei Super Saiyajin. Si rialzo' e si avvicino' al
Saiyajin. Anche cosi' potenziato Goku trovava difficile muoversi in quell'ambiente.
"Bulma e' venuta a trovarmi, e mi ha detto che ti stai comportando stranamente in
questo periodo." esordi'.
"Quella donna e' sempre stata una ficcanaso." sorrise Vejiita "E' per questo che
sei qui? Per sapere il perche' del mio comportamento?"
"Proprio cosi', e se possibile sono qui anche per aiutarti a risolvere qualsiasi
problema ti assilli in questo momento."
Vejiita lo guardo' intensamente. Quando si trasformavano in Super Saiyajin, i
loro occhi diventavano da neri a verde smeraldo, e per qualche secondo sembro'
quasi che il brillio degli occhi di Vejiita volesse sfidare quello degli occhi
di Goku. Poi il principe dei Saiyajin emise un sospiro e fece un cenno
accondiscendente.
"D'accordo. Ti raccontero' tutta la storia, ma pretendo da te un giuramento.
Giura sull'onore della nostra razza che quanto sto per dirti rimarra' segreto.
Nessuno all'infuori di noi due dovra' venirne a conoscenza, nessuno. Nemmeno i
nostri figli, chiaro?"
Goku annui', chiedendosi che cosa potesse turbare Vejiita in quel modo.
"La storia che ti raccontero' e' un segreto custodito dalla famiglia reale del
nostro pianeta da almeno tremila anni. Nessun Saiyajin ne e' mai venuto a
conoscenza, ma ormai il giuramento di non parlarne che avevo fatto e' privo di
senso. Tu ed io siamo gli ultimi della nostra razza, e quindi le conseguenze di
cio' che ti narrero' saremo noi ad affrontarle. Tutto chiaro fin qui?"
"Vai avanti." lo esorto' Goku.
"D'accordo. Tremila anni fa, stando al racconto che mi fece mio padre, il pianeta
dei Saiyajin faceva parte di un sistema binario, in poche parole, compiva la sua
rivoluzione intorno al nostro sole insieme ad un pianeta gemello, che lo seguiva
da vicino. Su questo pianeta abitava una razza che da molto tempo era in lotta
con la nostra. Questa razza rispondeva al nome di Furojin.
A quel tempo ne' noi ne' i Furojin avevamo una societa' organizzata e un re
che ci governasse, quindi la guerra si componeva di piccoli scontri isolati,
alternati alle guerre civili che gia' dilaniavano i due pianeti. La situazione
poteva essere sbloccata solo se una delle due razze si fosse coalizzata, e
questo fu proprio cio' che avvenne.
Un Saiyajin, e per l'esattezza il Saiyajin che divenne poi il primo re Vejiita,
assurse al rango di Super Saiyajin, riuscendo cosi' a coalizzare il resto della
popolazione sotto il suo stendardo grazie al potere della sua condizione superiore.
Questo fatto gli permise di portare un massiccio attacco contro la razza dei
Furojin, e di sconfiggerli definitivamente. Da qui nacque il mito del leggendario
guerriero Super Saiyajin, arrivato fino a noi."
"Incredibile." esclamo' Goku "E che fine fecero i Furojin? Furono sterminati?"
"Qui la questione si fa problematica. Ci sono parecchie versioni tramandate sulle
conclusioni della guerra. L'unica cosa su cui concordano e' la distruzione del
pianeta Bor, dove i Furojin abitavano. Alcuni racconti dicono che i Furojin furono
tutti sterminati, altri affermano che rimasero alcuni sopravvissuti dispersi nella
galassia, e che avrebbero giurato di ritornare un giorno per compiere la loro
vendetta nei confronti dei Saiyajin che li avevano sconfitti."
"Ancora non capisco che relazione ha questo con il tuo comportamento." intervenne Goku.
"Baka! Fammi finire il racconto. Il fatto e' che i guerrieri scesi sulla Terra
tre giorni fa portavano sulla loro armatura il simbolo dei Furojin, la stella
nera con sette punte sovrastata dalla corona di sangue.
Questo significa che da qualche parte esistono ancora dei Furojin e che stanno
cominciando ad espandersi nella nostra galassia. Come fecero i Saiyajin anni fa,
cosi' faranno loro. Distruggeranno tutti i pianeti che incontreranno finche' non
rimarranno solo loro." spiego' Vejiita, che sembrava quasi disperato da questa
prospettiva.
"Ma se erano cosi' deboli, non dovrebbe essere un problema per noi eliminarli.
Al tempo basto' un solo Super Saiyajin, noi siamo in cinque e quindi non
costituiscono un serio pericolo, vero?"
"Quello che ancora non sai, e' che noi Saiyajin e i Furojin deriviamo dallo stesso
ceppo razziale. Per quanto i nostri aspetti siano diversi, siamo fondamentalmente
una sola razza, quindi..."
"Quindi potrebbero anche tra loro esserci gli equivalenti dei Super Saiyajin,
i... Super Furojin. E' questo che temi, giusto?" concluse Goku.
"Esatto. Inoltre la guerra contro i Furojin fu presto dimenticata dai Saiyajin,
cosi' presi dalla ricerca di nuovi pianeti, e il mito del Super Saiyajin si fece
indistinto e vago. Ricorderai quando contro Freeza io mi illusi di essere gia'
giunto al grado di Super Saiyajin perche' non sapevo effettivamente le
caratteristiche di tale stato."
Goku annui', ripensando alla terribile battaglia contro Freeza.
"Invece," continuo' Vejiita "Tra i Furojin la battaglia non sara' stata di certo
dimenticata, e avra' alimentato il loro odio nel tempo. E dato che la chiave per
il raggiungimento di tale livello di potere e' proprio la rabbia e l'odio, e'
possibile che tra di loro ce ne siano parecchi, forse tutti. Insomma, potrebbero
essere una forza inarrestabile."
Il silenzio calo' nella camera come un pesante drappo. Nessuno dei due osava
proferire parola, persi ognuno nei propri pensieri. Goku aveva capito cosa
assillava Vejiita. Si sarebbero trovati contro una nuova razza simile a quella dei
Saiyajin e alimentata anche da un odio profondo verso di loro. Non certo un
facile problema.
"Come sono questi Furojin? Intendo dire, fisicamente?." chiese Goku.
"Sono molto simili a noi. Hanno tutti i capelli bianchi, contrariamente ai
Saiyajin e non hanno la coda, che nella nostra razza si sviluppo' dopo la scissione
dei due ceppi. Ma hanno un altro segno distintivo che si dice venga tenuto in
considerazione un po' come per noi la coda. Hanno un corno di dimensioni
variabili al centro della fronte. Anche gli occhi sono chiari, ma per il resto
non sono diversi da noi o dai terrestri."
"Direi che l'unica soluzione e' combatterli, non ti sembra?"
"Ma hai capito quello che ti ho detto? Ci troveremo di fronte una razza agguerrita,
e con i nostri stessi poteri! La stessa capacita' di crescita, e la stessa
rapidita', forse anche superiori. Chi puo' dire come siano cambiati in tremila
anni!?" urlo' Vejiita.
"Ma non c'e' comunque scelta. Noi siamo comunque gli unici nell'universo a poterci
opporre a loro, giusto? Quindi prima o poi li dovremo affrontare. Dov'e' finito
l'orgoglio del principe dei Saiyajin? Quello stesso orgoglio ti fece combattere
contro Freeza e Majinbuu nonostante sapessi di non poter vincere. L'orgoglio
che ti porto' a sacrificare la tua stessa vita."
Vejiita rimase pietrificato da quelle parole. Lui era il principe dei Saiyajin,
il principe dell'elite guerriera piu' potente dell'universo. Chi diavolo erano
loro per potersi opporre a lui? Chi diavolo erano per osare sfidarlo?
Lo sguardo si fece di nuovo deciso, mentre l'aura del suo Ki divenne piu' luminosa
e feroce.
"Chi diamine credono di essere quei cani per cercare di resistermi? Ore wa
Saiyajin no Ooji nanda! Ore wa Vejiita da!"
I suoi capelli si drizzarono ancora di piu' se possibile, mentre raggiungeva
il secondo livello Super Saiyajin, e il suo potere aumentava ancora. Goku sorrise,
contento di vederlo di nuovo pronto al combattimento.
"Chi siete voi? DARE GA KISAMARA NANKANI!!!!!!!!!!"
La pavimentazione della camera gravitazionale comincio' ad andare in pezzi e
sulle pareti apparvero profonde crepe mentre veniva completamente avvolta nella
furia del potere di Vejiita. Dopo tanti anni l'urlo di battaglia del principe dei
Saiyajin torno' a levarsi fiero e possente.
Bulma si trovava in cucina a riordinare i resti della colazione lasciati dai suoi
figli. Raccoglieva con sguardo assente i piatti, impilandoli nel lavello, mentre
la sua mente era da tutt'altra parte. Era preoccupata per Vejiita, e per il suo
comportamento. Da quando si erano sposati, non ricordava di averlo mai visto
cosi' in crisi. Una persona con il temperamento di suo marito non era facile da
mettere in tensione, evidentemente il combattimento di tre giorni prima lo aveva
scosso piu' di quello che chiunque avrebbe mai potuto credere.
Arrivo' persino ad imputarsi la colpa di tutto cio'. Forse sposandolo e cercando
di domare la sua parte selvaggia lo aveva in qualche modo indebolito, e il
tornare a combattere dopo dieci anni di pace poteva averlo fortemente traumatizzato.
Persa nel turbinio di questi pensieri, quasi non si accorse dell'aprirsi della
porta di casa e di Vejiita e Goku che rientravano. Quando se ne rese conto fece
un sobbalzo per la sorpresa e fece cadere una scodella che ando' ad infrangersi
sul pavimento. Si getto' di corsa tra le braccia del marito con un sospiro di sollievo.
"Finalmente sei uscito, Vejiita!" disse quasi in lacrime "Ero cosi' preoccupata
per te!"
Il Saiyajin cerco' di consolarla leggermente imbarazzato da quella dimostrazione
di affetto a cui ancora non aveva fatto l'abitudine, nonostante i molti anni di
convivenza con la donna. E ancora una volta si chiese cosa mai avesse spinto
Bulma a sposarlo. Proprio lui, con quel caratteraccio che si ritrovava e con
la mania di combattere ogni cinque minuti.
"Su Bulma non preoccuparti, va tutto bene. Non e' successo niente di grave."
menti' lui.
"Come niente di grave? Sei rimasto chiuso in quella camera per ore, e nessuno
capiva cosa ti avesse preso. Mi vuoi dire adesso cosa e' successo durante quel
combattimento?"
Vejiita guardo' un attimo Goku, come a ricordargli la promessa, poi rispose.
"Ho solo riconosciuto il simbolo di una divisione dell'esercito di Freeza,
e questo mi ha messo in allerta. Cercavo di capire chi potesse aver radunato di
nuovo quelle truppe, e speravo di trovare una rapida soluzione." Rispose lui.
Era questa la versione che Vejiita e Goku avevano convenuto di riferire agli altri.
"Ora so di che razza si tratta, e quando si faranno vedere saremo pronti per
accoglierli."
Bulma si scosto' leggermente dal marito e si strofino' gli occhi arrossati.
"Allora ci sara' un altra guerra?"
"Temo di si', ma ti prometto che a te e ai bambini non accadra' nulla. Dovranno
passare sul mio cadavere per giungere fino a voi." disse lui deciso guardandola
negli occhi.
Bulma sorrise e poi si rivolse a Goku.
"Non so cosa tu gli abbia detto Son-kun, ma ti ringrazio per averlo aiutato."
"Nessun problema. Gli ho solo ricordato chi era e tutto si e' risolto." poi,
rivolto a Vejiita: "Bisogna comunque chiamare gli altri e avvertirli. Devono
sapere che un attacco e' imminente. Quanto pensi che ci vorra' perche' giungano
fin qui?"
"Quelle capsule non sono molto veloci. Nella peggiore delle ipotesi ci vorra'
almeno un mese perche' un'altra squadra arrivi sulla Terra. Nel frattempo ci
alleneremo, e quando arriveranno saremo pronti a riceverli."
"Perfetto! Non appena Goten e Trunks torneranno da scuola cominceremo a
contattare gli altri. Saranno tutti pronti, vedrai." esclamo' Goku, felice alla
prospettiva della nuova battaglia "Troveranno pane per i loro denti!"
"Ora conoscete la situazione." concluse Goku rivolto ai compagni riuniti di
fronte a lui. Erano tutti presenti: Yamcha, Crilin, Tenshinhan, Piccolo, Goten,
Trunks, Gohan, e persino Juuhachi-goo, la moglie di Crilin. Amici, ma un tempo
anche avversari, con cui avevano condiviso mille battaglie.
"Il prossimo attacco e' probabile che venga portato dalla razza di cui vi ho
parlato, i Furojin." Vejiita non aveva posto divieto a rivelare il vero nome
della razza. La cosa importante era non rendere noti i retroscena. "La descrizione
fisica la conoscete, ma dovete tenervi pronti ad ogni evenienza. E' molto
probabile che dispongano di un potenziamento molto simile a quello di noi
Saiyajin e..."
"Scusa Goku, vuoi dire che diventano biondi come voi in battaglia e soprattutto
cosi' forti?" lo interruppe Crilin.
Goku guardo' perplesso Vejiita. Non aveva accennato minimamente all'aspetto dei
Super Furojin.
"Non sappiamo come sia questa trasformazione." rispose lui secco. "Ma di certo
sappiamo che il loro livello di potere in tale caso e' pari se non superiore al
nostro quando diventiamo Super Saiyajin."
Gli altri si guardarono preoccupati. Affrontare dei Super Saiyajin non era
certo una prospettiva piacevole, men che meno lo era affrontare esseri ancora
piu' forti. Questa volta la battaglia sarebbe stata davvero dura, forse piu'
pericolosa di quella contro Majinbuu. Vejiita, vedendo le loro facce perplesse,
senti' la rabbia crescergli dentro.
"Adesso basta!" esclamo' seccato "Avete avuto le vostre informazioni, adesso
dovete solo tenervi pronti per la battaglia quando questa si presentera'. Siete
tutti abbastanza forti da affrontare qualunque nemico vi si parera' di fronte,
quindi la discussione si chiude qui!"
Il discorso fece subito presa su tutti i presenti: avevano combattuto per troppi
anni, affrontando ogni tipo di pericolo, ed erano ormai consumati guerrieri.
Non era cosi' difficile demoralizzarli, ed erano sempre pronti ad accettare
nuove sfide.
"Allora il limite minimo di tempo e' un mese prima che questi...Furojin arrivino,
giusto?" chiese Piccolo.
"Esatto." riprese Goku "Chiunque voglia venire ad allenarsi con me e Vejiita e'
bene accetto."
"Meglio di no, Goku." disse Yamcha "Se ci allenassimo con te arriveremmo
distrutti prima ancora dell'invasione."
Tenshinhan annui' in silenzio, e anche gli altri erano della stessa idea.
Allenarsi con Goku e famiglia non era certo una cosa facile visti i ritmi che
tenevano. Era meglio se ognuno di loro avesse condotto gli allenamenti per
proprio conto.
"Allora e' meglio che andiamo, Tenshinhan, altrimenti Jiaozi si preoccupera'."
disse Yamcha rivolto all'amico.
"Hai deciso di venire con me, allora?" sorrise il triclope "D'accordo." poi,
rivolto agli altri "Ci rivedremo in battaglia. Matana!" si alzarono in volo
dirigendosi verso occidente.
"Anche noi faremmo meglio ad andare, Juuhachi-goo." disse Crilin "Dobbiamo
spostare le nostre cose da casa se vogliamo andare ad allenarci come si deve."
La moglie gli sorrise appena e annui' con il capo. Salutarono gli altri e si
diressero verso casa.
Piccolo si limito' a fare un cenno di saluto prima di alzarsi in volo diretto
chissa' dove. Rimanevano solo i figli di Goku e Vejiita. Goten e Trunks
sembravano alquanto ansiosi di cominciare gli allenamenti, evidentemente
eccitati all'idea di avere entrambi i genitori come supervisori. Gohan invece
sembrava molto meno felice della prospettiva.
"Senti Otoosan, non e' che io... si' insomma dato che siete gia' molti a
combattere..." comincio' incerto.
"Gohan, non dirmi che e' ancora la stessa storia. Orami sei un adulto e devi
prenderti le tue responsabilita'." rispose Goku comprendendo al volo la
situazione. Fin da piccolo Gohan era stato praticamente costretto a combattere
contro ogni tipo di avversario. Il primo fu Raditz, il fratello di Goku. Venuto
sulla Terra per recuparare Kakarotto si trovo' a dover rapire il piccolo Gohan
per far leva sul padre. Poi venne allenato per un anno da Piccolo, e ancora
bambino ando' su Namek con Crilin per combattere contro Freeza.
Tutto questo lo aveva portato a odiare le battaglie, cosa che gia' aveva
ereditato dalla madre. Anche contro Cell e Majinbuu era sempre stato restio a
usare la sua forza. Questo nonostante avesse un incredibile potenziale.
"Ma, otoosan..." continuo' il giovane.
"Niente ma, Gohan. So bene che non ti piace combattere, ma la situazione e' del
tutto eccezionale. E poi ti piacerebbe che Videl e Bra venissero uccise dai
Furojin? Se dovessi essere costretto, cosa faresti? Non cambatteresti perche'
non ti piace lasciando indifesa la tua famiglia?" Sembrava che ultimamente Goku
dovesse continuare a fare leva sull'orgoglio per ottenere buoni risultati.
Infatti il rimprovero sorti' l'effetto desiderato, e l'espressione di Gohan si
fece piu' decisa e sicura di se'.
"Wakatta yo, otoosan!" esclamo' sorridendo.
"Molto bene!" li interruppe Vejiita "Useremo la camera gravitazionale per gli
esercizi fondamentali, e ci trasferiremo fuori citta' per le prove di
combattimento. Entro una settimana mio suocero ci preparera' una nuova camera
gravitazionale molto piu' ampia per allenamenti speciali."
Gli altri annuirono soddisfatti. Il principe dei Saiyajin si alzo' in volo, e
tutti lo seguirono, pronti all'imminente sfida.
FINE PARTE II
Saiyajin VS Furojin
(C) 1996 Luca Beltrame & Davide Spoladori
Giovanni Beltrame
gbeltram@mbox.vol.it
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