LA VIRTUALE COMMEDIA
Salve a tutti! Questa e` la mia prima fanfic...
Non so se puo` venire accettata come fanfic, in quanto un po` si
distanzia dallo standard di IAC, tuttavia ho voluto fare un
tentativo, percio` siate clementi...
La forma e` quella (manco a dirlo) della Divina Commedia (che mi fa un
baffo :) ), cioe` i versi sono endecasillabi e la rima e` intrecciata.
Finora ho preparato solo il prologo e il primo canto.
Faccio un breve riassunto per i piu` pigri:
Prologo (15 versi): 1-9 Protasi e Argomento, 10-15 Invocazione alla musa
(orientale)
Canto I (49 versi): 1-15 Entrata nel mondo dei cartoni, 16-31 Primo
incontro a distanza con le tre dee di Iac (Lady Ren, MAD, Valentina <==>
Oh, mia dea). 32-49 Incontro con Shaba-kun (Shaba-kun <==> Ken Shiro)
Ok, allora... Se non capite qualcosa, chiedetemelo...
LA VIRTUALE COMMEDIA
PROLOGO
Durante il navigar l'immensa rete
mi ritrovai in un gruppo strano
che mi distolse dalle antiche mete.
Io mi ci appassonai piano piano,
fino a coinvolgermi a un tale punto,
che non riuscivo a starne piu' lontano.
Cartoni, era questo il loro spunto,
ma il cazzegio vi prese il sopravvento,
che' il popolo a conoscersi era giunto.
Cantami, o Ina, perla del firmamento,
al cui splendor non e' pari nessuno,
del popolo di Iac il nascimento,
ed i suoi personaggi uno a uno,
chi conosco al momento ed anche quelli
che incontrero' al prossimo raduno.
CANTO I
Svegliatomi sovente dal torpore
che l'ozio di tv, nostra maestra,
m'aveva dato senza alcun dolore,
vidi che a poco a poco la mia destra
e poi il braccio e poi il corpo intero,
finiron come dentro una finestra,
un posto ricco di fascino e mistero,
i cui contorni eran disegnati,
non ci credevo, non potea esser vero,
il bel regno dei cartoni animati! 10
"Allora esiste veramente!", pensai
e, quando gli occhi ebbi abituati,
tal fu la meraviglia che tentai
di darmi un pizzicotto per svegliarmi
e ne' accadde, ne' accadra` mai.
In lontananza tra graniti e marmi,
su una montagna per le muse nata,
tra rose, moto, fili, branchie e armi,
tre dame di bellezza sconfinata, 20
giacevano compiendo gesti strani,
per rendersi la vita piu` beata.
In segno di saluto alzai le mani,
e gridai, ma ahime', risposta alcuna,
ma quei gesti non furono poi vani,
che' sentii una voce da una duna,
di un deserto vicino, al mio oriente,
che diceva: "Son belle come luna,
orsa maggiore e venere splendente,
son Lady Ren, MAD e Valentina, 30
tre vere dee in mezzo a questa gente!".
Mi staccai tosto dalla scena divina
e voltandomi vidi dentro a un manto,
un uomo che saliva per la crina,
con passo lento e sguardo sempre affranto,
"Chi sei, saggio, che parli in modo tale?"
gli chiesi e mi rispose con incanto:
"Sono l'erede della tua Normale,
ove la sacra scuola di Iac nacque,
all'origine del bene e poi del male" 40
A quel punto, si turbo` un poco e tacque,
scorsi le cicatrici sopra il petto,
una per ogni anno che ivi giacque,
e sette in tutto, un numero perfetto.
Solo allor riconobbi chi lui fosse:
l'uomo dal nome tronco e parlar stretto,
Andrea Sciaba`, colui che primo mosse
insieme all'ammiraglio Kontorotsui
la richiesta che infine il mondo scosse.
CONTINUA
Bruno Iannazzo
11-12 settembre 1996
|