Lupin III e l'astronave Argo
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Written by Kontorotsui

From controzz@cli.di.unipi.it
Newsgroup it.spettacolo.cartoni
Subject [FANFIC] Lupin III e l'astronave Argo (cap 2)
Date 26/12/97 0.20.13
Organization Universita' di Pisa
Lines 288
Message-ID <4bnf3t$1dss@serra.unipi.it>
NNTP-Posting-Host giuditta.cli.di.unipi.it

Eccovi il capitolo 2. Chi non ricorda il capitolo 1 o non lo ha letto puo' 
chiederlo a me.
A giorni, inoltre, mettero' entrambi i capitoli nella mia (nuova) home page.
Abbiate pazienza...

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Capitolo 2

L'auto gira l'angolo dell'isolato e inizia a rallentare fino a fermarsi 
completamente; a quel punto anche il cuscino d'aria che la teneva sospesa 
si dissolve lentamente e l'auto si adagia sulla strada.
Con un sibilo la porta destra, dalla parte del guidatore, si apre e 
Wildstar si affretta ad aggirare l'auto per aprire la porta di Nova ed
aiutarla a scendere.
"Stai attenta alla testa, Nova."
"Avanti Derek, piantala di trattarmi come una bambina", risponde la bionda
ragazza con un sorriso, "ti ripeto che ora sto' bene. Tu non ci saresti
stato due mesi in ospedale solo per aver attivato il Cosmo DNA in mezzo
ai vapori radioattivi". La ragazza accetta pero' di farsi aiutare e, una
volta uscita, appoggia la mano sul braccio di Derek, che si avvia verso
il ristorante.
"Non sono mai stata in un ristorante italiano, chissa' com'e' la cucina..."
"Da quando hanno usato il Cosmo DNA nel sud dell'Europa, e' rinata la
moda della dieta mediterranea. Stasera verificheremo se e' un capriccio o
se i piatti italiani sono cosi' buoni come dicono.", risponde lui. 
Wildstar annuisce per un attimo, prima di entrare nel locale.
Appena entrati sono accolti da un'atmosfera serena e accogliente. Un cameriere
si avvicina e dice, "Buona sera, signori, che tavolo avete prenotato?"
"Un tavolo da 4 a nome di Derek Wildstar."
"Si accomodi, ci sono altri due signori che la stanno aspettando."
Wildstar e Nova si affrettano a raggiungere il loro tavolo, dove li attendono
due uomini.
"Venture. Sandor. Che piacere rivedervi.", dice Wildstar.
"Venture, guarda", il piu' alto dei due tocca la spalla dell'amico, "sono
Wildstar e Nova."
Dopo i rituali saluti, i quattro ufficiali dell'Argo si accomodano a sedere
ed attendono il cameriere che arriva prontamente.
"Buonasera signori", dice il cameriere con spiccato accento europeo, "che
cosa desiderate?".
"Ehi, Sandor, consigliaci tu, visto che tua madre era greca", dice Wildstar
con un sorriso.

I quattro amici escono dal ristorante, fa cosi' freddo che mentre parlano si 
levano delle nuvolette dalle loro bocche.
"Davvero un'ottima cena, amici, ma desso fa freddo", dice Venture.
"Scommetto che per molti e' una benedizione,", ribatte Sandor, "almeno dopo
un anno di reclusione nelle citta' sotterranee."
"Sandor", dice Nova, "ho sentito che le operazioni di ripristino della vita
sulla Terra sono quasi completate."
"Si, Nova, tutto e' come prima finalmente. Grazie al Cosmo DNA tutte le
forme di vita terrestri stanno rinascendo."
"Non posso dimenticare il sacrificio del capitano Avatar", dice Wildstar.
Venture pensa per un attimo al grande comandante, poi capisce che almeno per 
questa sera e' meglio bandire i tristi pensieri e cambia discorso: "Proprio 
una bella cena. Anche il cameriere era veramente solerte, non ha abbandonato 
quasi mai il nostro tavolo per essere sempre pronto a servirci".
Nova capisce le intenzioni di Venture e aggiunge: "Gia', peccato che avesse
una faccia a scimmia..."
Da dietro le tende del ristorante Lupin osserva i quattro ridere e 
allontanarsi con l'auto.

Il giorno dopo, all'interno del Quartier Generale delle Forze di Difesa 
Terrestri regna una atmosfera rilassata, dopo i lunghi mesi di emergenza e 
vita sotteranea.
Il generale Stone osserva attentamente i tecnici incaricati di apportare
le annuali migliorie alle apparecchiature, cercando sempre un'oppurtunita'
per annoiarli con la sua maniacale rigidita'.
"Hei tu, la', che stai facendo? Non vedi che i visori devono ancora essere
attivati? Non puoi testare i collegamenti con i nuovi satelliti difensivi
senza le apparecchiature ausiliarie. Va' a prenderle!"
[Si tratta dei satelliti difensivi che saranno resi attivi al momento dello
scontro con l'Impero della Cometa, che avverra' pochi mesi dopo]
"Subito signore", dice il tecnico mentre si avvia di corsa verso il
magazzino.
Dopo la breve corsa, il tecnico entra nel magazzino e si avvicina alla parete
opposta all'entrata. Dopo aver controllato che nessun'altro si trovi nel
magazzino, estrae dalla borsa degli attrezzi un piccolo visore e una spada da
samurai.
Sul visore appare una mappa del QG e Goemon osserva soddisfatto la parete di
fronte a lui: al di la' della parete si trova il Centro di Coordinamento 
della Flotta di Difesa.
Con un urlo Goemon estrae la spada e ritaglia un buco nella parete di
acciaio; dall'altra parte della parete i due addetti al trasferimento e 
aggiornamento dati non hanno nemmeno il tempo di estrarre le pistole che
vengono colpiti allo stomaco con l'elsa della spada del samurai.
Con i due a terra svenuti, Goemon ispeziona velocemente l'archivio e trova
cio' che cercava. Sulla custodia dell'archiviatore che Goemon rimette nella
borsa degli attrezzi insieme alla spada, c'e' scritto:
 
        Flotta Terrestre di Difesa - Quartier Generale
        Rapporto mensile sulla posizione  delle unita'
        della FTD. Mese 2 - 2201.

Goemon si sta tranquillamente allontanando quando alle sue spalle gli
allarmi del Quartier Generale si attivano.
"Mi domando se hanno trovato prima il tecnico nello sgabuzzino o i due
addetti al centro dati.", mormora tra se', "In fondo i livelli di sicurezza
non sono migliorati tanto negli ultimi due secoli. Hokozaemon Ishikawa, sei
l'unico discendente della mia famiglia, devi vivere per tramandare il
nostro nome. Lo faccio solo per te."

Qualche ora dopo nel Centro di Addestramento per Cadetti Spaziali, Dash si
sta allenando nel poligono di tiro. Accanto a lui Conroy termina la sua
serie di colpi.
"Per me e' l'ora di andare, Dash.", dice il comdandante delle Tigri Nere.
"Come mai te ne vai cosi' presto, Conroy?", risponde Dash, finendo di abbattere
gli ultimi bersagli.
"Ho un appuntamento galante con una ragazza, stasera.", risponde Conroy con
una strizzata d'occhio. "Si chiama Margot, l'ho conosciuta stamane."
"E bravo il nostro Conroy, l'hai conosciuta stamani e gia' ci esci stasera?
Stai attento a non strapazzarti troppo perche' tra due giorni ricominciamo 
con i pattugliamenti!"
"Contaci, il dovere avanti a tutto".
Con un sorriso di chi la sa lunga, Dash torna ai suoi esercizi, notando 
distrattamente che un cadetto dalla lunga barba nera ha preso il posto di
Conroy.
Dopo pochi secondi Dash e' costretto a fermarsi ad ammirare la mira del
nuovo arrivato. Sta' facendo saltare tutti i bersagli, anche quelli mobili,
al primo colpo; continua a sparare facendo saltare la pistola da una mano
all'altra e non sbaglia, si gira di schiena e, con la pistola sulla spalla,
colpisce in pieno l'ultimo bersaglio rimasto!
"Sei molto abile", riconosce Dash con un grugnito di ammirazione.
"Grazie, amico. Modestia a parte so usare bene qualunque pistola."
"Non ti ho mai visto, qui. Devi essere nuovo, qual'e' il tuo nome?"
"Mi chiamo Daisuke Jigen e sono un cadetto da pochi giorni"
"Ah, quelli dell'ultimo corso. Pero' mi pari un po' vecchio per essere un
cadetto..."
"Gia', ma appena mi hanno visto sparare mi hanno accettato comunque. Saro'
inserito nei Marines Spaziali."
"Ne sei meritevole, vedo. Dove hai imparato a sparare cosi' bene?"
"Ho cominciato da piccolo.", risponde subito Jigen con una risata, "Che ne
dici di una pausa al bar appena finita questa serie di bersagli?"
Un quarto d'ora dopo, i due siedono al bar, davanti ad un bicchiere di
costosissimo whisky, annata 2184.
Dash manda giu' una generosa sorsata e chiede al nuovo amico, "Hai sentito
del furto al Quartier Generale? Mi domando cosa se ne faccia un ladro del
rapporto mensile sulla posizione della nostra flotta. Spero che non sia un
pazzo che ha in mente degli attentati."
Jigen, che non riesce a mandar giu' il pessimo whisky del futuro, annuisce e
cambia subito discorso, "Cosi' sei capo artigliere sull'Argo. Suppongo che
tu sappia molto sui pezzi di artiglieria vecchi e nuovi. Vedi, io amo
collezionare piccole parti di pezzi di artiglieria delle nostre navi e 
credo di aver trovato un rivenditore che afferma di avere alcuni pezzi
originali della Yamato; dice di averli ricevuti quando e' stata
ristrutturata nell'attuale Argo. Tu che te ne intendi, vuoi venire a dare
un'occhiata stasera?"
"Ma certo, Jigen.", risponde Dash, "Un altro bicchiere di whisky dell '84?"

E' gia' sera quando Conroy parte con la sua auto per andare a prendere
Margot. E' tardi, per cui decide di recupare e, strada facendo, ricorda con
un sorriso le parole di Hardy. 
"Non puoi guidare un'auto come un caccia, Conroy, non siamo nello spazio!
Se le pattuglie di sorveglianza ci vedono passeremo dei guai!", gli aveva
detto il suo pari grado l'ultima volta che insieme avevano fatto tardi.
Questa volta invece Conroy riesce ad arrivare con solo un paio di minuti di
ritardo, ma Margot non c'e' ancora.
"Ah, le donne", dice il pilota, ripensando al loro incontro di quella
mattina.
Era appena uscito dalla stazione 22-31 della linea 8 della metropolitana
mondiale quando un'incantevole ragazza gli si era avvicinata.
"Mi scusi, signore, sa dirmi come si raggiunge il Centro Universitario per la
Produzione Vegetale?"
"Guardi signorina che ci sono...", aveva cominciato a dire, prima di voltarsi
verso di lei. Voleva dire "ci sono gli appositi quadri di informazione qua
dietro l'angolo", ma rispose "ci sono io che la posso accompagnare".
"Ma lei e' davvero gentile. Non posso accettare.", aveva risposto lei,
con fare sorpreso.
"Mi permetta di insistere, per me sara' un piacere."
"Quand'e' cosi', accetto. Sono tutti cosi' gentili e carini come lei,
in questa citta'? Qual e' il suo nome?"
"Mi chiamo Conroy, ufficiale di volo dei Guerrieri delle Stelle, signorina..."
"Il mio nome e' Margot, signor Conroy, sto usufruendo di una borsa di studio
assegnatami dall'Universita' Federale Terrestre..."
Era orgoglioso di se': nei 15 minuti di tragitto era riuscito senza tanti 
sforzi a strappare un appuntamento per quella sera.
Ma ora Conroy non ha piu' tempo per pensare, Margot sta uscendo dall'Hotel.
"Dove ti piacerebbe andare, Margot?", chiede Conroy dopo che la ragazza si
e' accomodata. L'auto non fa in tempo ad alzarsi sul cuscino d'aria che 
Margot ha gia' deciso: "Mi piacerebbe tanto visitare gli osservatori lunari".
"Ok, lo spazioporto e' qui vicino. Conosco la strada a memoria, visto che la
base dello squadrone che comando si trova li' accanto", risponde Conroy,
troppo occupato ad attendere il momento della partenza per notare il
sorriso compiaciuto di Margot.

Il Comandante delle Forze Terrestri di Difesa entra nel suo ufficio.
Come ogni mattina il suo sguardo cade sulla scrivania, sulla capsula di
comunicazione che poco piu' di anno prima era stata portata dalla sorella
di Starsha di Iscandar.
Come ogni volta che vede quella capsula, il suo pensiero vola ad Avatar.
Il tuo sacrificio ci ha salvati tutti, pensa il Comandante.
E come ogni mattina iniza a sbrigare la corrispondenza. Sul visore il
Comandante legge semiannoniato i soliti messaggi, dai toni cosi' formali e 
ripetitivi che spesso salta intere righe.
<< Caro Comandante, ti scrivo...>>
Questo non e' un messaggio normale, pensa, chi si permette di usare un
simile tono con me?
<<... per avvertirti che tra tre giorni rubero' l'Argo.
Non sperate di fermarmi con i vostri sistemi di sicurezza, non possono
nulla contro di me.
Firmato,
  Lupin III >>
"Lupin III !!", si stupisce il Comandante, "com'e' possibile? E' gia' la 
seconda volta che sento questo nome. Chi diavolo e'? Stone!"
Il Generale Stone entra trafelato nell'ufficio, dicendo, "Sono qui,
Comandante, non ci sono ancora novita'. Le ricerche del ladro misterioso
proseguono e..."
"Sono sicuro che sta facendo il massimo, ma adesso ho un'altra richiesta
per lei. Si rechi all'Archivio Storico e trovi tutto quello che si sa sul 
nome Lupin III".

Zenigata sta consumando il pavimento della bianca cella nella quale si
trova da quasi due giorni.
Stava tastando quella strana pistola, quando e' partito un colpo e ha
sentito un'esplosione, seguita dalla strana sensazione di essere risucchiato.
Quando aveva ripreso conoscenza si era trovato insieme a due agenti dalla
strana divisa che gli avevano chiesto chi fosse e cosa facesse in quel
vicolo. Aveva provato a spiegare che era un ispettore dell'Interpol, gli
aveva mostrato la tessera, ma quelli parevano convinti che fosse un pazzo.
Dai frammenti di conversazione dei due agenti, dal suo breve interrogatorio
e dalle parole del 'Commissario di Polizia Mondiale' con cui aveva parlato,
stentava ancora a crederci, si trovava nel futuro.
"Questa e' opera del furbastro, ne sono certo.", pensa l'ispettore ad alta
voce, "Non so come sia possibile, ma mi trovo nel futuro! Non crederei ai
miei occhi se non si trattasse di Lupin...anche quello strano tipo che stava
con lui...Arriva qualcuno."
"Liberatemi!", urla Zenigata andando verso la porta della cella, "Sono un
ispettore dell'Interpol e anche se sono vecchio di 200 anni ho dirit...".
L'ispettore non termina la frase perche' per l'ennesima volta si dimentica
che sulla porta c'e' un campo respingente che lo ributta indietro a gambe
all'aria.
Davanti alla porta compaiono 3 uomini: due sono agenti, mentre il terzo
pare un militare od un funzionario molto importante. Non e' giovane e pare
molto preoccupato, si passa spesso un fazzoletto sul cranio sudato.
"Sono il Comandante delle Forze di Difesa Terrestri, mi dica, lei e' davvero
l'ispettore Zenigata? Lei viene dal XX secolo?"
"Si, il mio nome e' Zenigata. Avete finalmente capito che sono davvero io. 
Liberatemi! Devo arrestare Lupin!"
"E' proprio per questo motivo che sono venuto a trovarla, mi segua."
Poche ore dopo, Zenigata ed il Comandante si recano in un grande edificio, su
cui svetta il simbolo della Federazione Terrestre: la Terra circondata da una
corona di alloro.
"Parleremo con il Presidente della Terra in persona, la questione e' troppo
importante per perdere tempo.", avverte il Comandante, "Abbiamo ricevuto un
messaggio da parte di Lupin nel quale ci avverte che rubera' la piu'
importante nave della nostra flotta spaziale."
"Avvertire del suo prossimo crimine e' tipico di Lupin, ma non si aspetta che
lo abbia seguito fin nel futuro. Con il vostro aiuto lo arrestero'!"
"Nel nostro Archivio Storico abbiamo il fascicolo che la riguarda, Ispettore.
Lei risulta scomparso misteriosamente dopo l'ennesimo tentativo di catturare
Lupin III, ufficialmente e' stato dichiarato morto nell'esplosione. Adesso
sappiamo perche' non si sono trovati i suoi resti."
"E riguardo allo strano tizio che ho arrestato?"
"Parleremo di questo col Presidente, non si preoccupi."

---- END ----

Al solito non sparatemi per ogni errore di stile/grammatica/sintassi/eccetera,
tanto ve la dovreste prendere con mia sorella che me l'ha corretto >:)
E ricordate... NON sono uno scrittore!
--
Andrea Controzzi - Student of Computer Science at University of Pisa - Italy
E-mail: controzz@cli.di.unipi.it
My home page: http://www.cli.di.unipi.it/~controzz/intro.html
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