Ecco il capitolo3. Chi vuol rileggere i cap 1 e 2 li ritrova nella mia
Home Page all'indirizzo indicato nel signature.
Nota: verso la fine del capitolo si scende un minimo nell'erotico (ma proprio
un minimo minimo...roba da bambini di 3 anni!), non dovrebbero esserci
problemi per la vostra psiche...non sono Sato. Ah ahahah...buahahahah >:)
CAPITOLO 3.
"Lupin III vuol rubare l'Argo?", urla il Presidente delle Terra alzandosi
dalla sua scrivania.
Il Presidente, dopo aver rinforzato la sua posizione grazie alla vittoriosa
impresa dell'Argo e dei Guerrieri delle Stelle, era molto legato alla nave
che aveva fatto la sua fortuna: questo era quanto il Comandante aveva
brevemente spiegato a Zenigata mentre salivano nel turboascensore.
"Si, signor Presidente. Quando Lupin III si mette in testa di rubare qualcosa
non e' facile fermarlo, sono anni ormai che lo inseguo e so che con la vostra
superiore tecnologia questa volta posso arrestarlo e tornare nel nostro
tempo.", risponde Zenigata, troppo impegnato a immaginare Lupin III braccato
da chissa' quali futuristici marchingegni per notare la preoccupata occhiata
che il Presidente ed il Comandante si scambiano.
Come puo' essere cosi' ingenuo, pensa il Comandante, da non capire che non
sappiamo come rimandarlo nel suo tempo? Forse non dovremmo fidarci di questo
antico ispettore; dai dati che abbiamo, nei lunghi anni di caccia non e' mai
riuscito ad arrestarlo definitivamente. Purtroppo Zenigata e' anche l'unico
che conosca questo ladro, da tutti considerato il migliore di tutti i tempi.
"La cosa piu' importante", continua Zenigata, "e' non sottovalutarlo. Anche
se si trova in un periodo diverso dal suo, Lupin III e' capace di tutto!
Signor Presidente, mi affidi il comando delle operazioni e puo' stare sicuro
che il furbastro questa volta non la spuntera'. Non sa che io sono qui nel
futuro: ne approfittero' per sorprenderlo!"
"Non sara' facile, ispettore.", ribatte il Comandante, "Sappiamo chi lo ha
aiutato. E' un uomo pieno di risorse, ma anche pieno di odio e invidia verso
l'Argo ed i Guerrieri delle Stelle. Se questo Lupin e' cosi' bravo come dice
dovremo stare molto attenti."
"Non oso pensare a cosa accadrebbe se ci facessimo rubare l'Argo, la nave che
ha salvato la Terra...Zenigata, affido l'operazione Lupin nelle sue mani, non
mi deluda!", dice il Presidente.
Lupin, Jigen e Goemon sono riuniti intorno ad un tavolo. Goemon, con qualche
difficolta', sta' accendendo il visore per esaminare il contenuto dell'archi-
viatore che ha rubato al Quartier Generale.
"Ecco qua, finalmente possiamo sapere dove si trova la nave. Buon lavoro,
Goemon. Vediamo...Navi madre...no, queste devono essere le loro portaerei...
Navi da combattimento, eccole qua. Vai all'indice alfabetico...Ecco la A...
Vai avanti di qualche pagina...Andromeda...no, vai avanti...Bismark, no,
questa e la B, vai indietro...Arizona, no, indietro...tze'! Hanno davvero
poca fantasia con i nomi...Argo! Trovata! Gia' che ci siamo vediamo se i
movimenti e le caratteristiche che il prof ci ha fornito sono giuste."
"Tre torrette con batterie triple da 48cm.", dice Jigen con un grugnito
di ammirazione,"Niente male".
"Cannone ad Onde Moventi...questo deve essere il famoso super-cannone che
hanno al centro della nave", gli fa eco Goemon.
"160 membri dell'equipaggio standard, numero massimo 600 uomini per 6 mesi
nello spazio senza scalo.", continua Lupin,"Mi auguro che non ci sia tutta
quella gente. Quei quattro che ho spiato parlvano di imminenti esercitazioni
per i nuovi arrivati e pattugliamenti per tutto il Sistema Solare."
"Si, ho sentito altri due che dicevano che tra due giorni ritorneranno in
azione. A proposito, il pilota di cui si deve occupare Margot ha abboccato",
conferma Jigen.
"I primi membri dell'equipaggio, tra questi gli ufficiali e quel ragazzino
cresciuto presto che e' comandante in seconda, inizieranno ad imbarcarsi
sull'Argo domattina. Margot mi ha assicurato che si fara' trovare la' per
domani a mezzogiorno, ci dovremo essere anche noi.", dice Lupin,"Il piano
che vi riguarda procede senza problemi?".
I due soci di Lupin annuiscono in silenzio.
La mattina seguente,al molo 17,gli ufficiali dei Guerrieri delle Stelle e
alcuni membri dell'equipaggio che si devono occupare degli ultimi controlli
e preparativi si stanno imbarcando. Sandor, Wildstar e Nova stanno uscendo
dal turboascensore.
"Magnifico lavoro, Sandor. L'Argo e' tornata come nuova", dice Wildstar.
"Infatti sono rimasto anch'io sorpreso della rapidita' con cui i nostri
ragazzi hanno rimesso a nuovo la nave. Alcuni nuovi elementi se la stanno
cavando davvero bene.", risponde Sandor.
"Sono ansioso di tornare al servizio attivo, anche se al confronto dei
gamilonesi questo servizio di pattuglia vicino a Giove sara' una noia", dice
Wildstar.
"Guarda Derek, c'e' Orion laggiu'", dice Nova indicando l'ingegniere capo.
"E' vero, c'e' anche Dash piu' in la'.", dice Sandor.
Pochi minuti dopo i cinque stanno ispezionando la nave. Dopo una breve visita
nella sala macchine e nei settori che avevano subito i maggiori rinnovamenti
(Sandor si soffermo' a mostrare ogni novita'), Orion e Sandor decidono di
tornare a controllare che tutti i preparativi per la portenza siano
eseguiti alla perfezione.
I restanti membri del gruppo si dirigono verso il ponte di comando.
"Non ho visto Venture, Dash, sai se e' arrivato?", chiede Nova.
"Certo, Nova, e' arrivato con me stamani. Siamo stati i primi ad arrivare."
"Oh, e' venuto con te? Strano, di solito ama arrivare per ultimo."
"Non so, forse era ansioso di tornare ai comandi dell'Argo."
La porta destra di accesso al ponte si apre ed i quattro notano, entrando,
che Venture si trova gia' al suo posto".
"Venture, cosa fai qui cosi' presto?", dice Wildstar all'amico-rivale, che si
alza e gli va incontro.
"Wildstar. Nova. Stavo controllando la timoneria ed i nuovi comandi, non si
sa mai cosa possano combinare gli ingegnieri in un paio di mesi", dice
Venture, stringendo la mano a Wildstar.
"Attento che non ti senta Santor", dice Dash.
"SanDor? Spero di no, e' gia' arrivato?", risponde Venture accentuando la 'd'.
"Si, e ci ha fatto gia' visitare tutta la nave, come suo solito.", dice
Wildstar, "Ci sono problemi?".
"No, sto solo finendo di controllare. Temo pero' che dovremo fare un piccolo
volo di prova prima di domani."
"Un volo di prova?", dice Nova,"Prima di finire di imbarcare tutto
l'equipaggio?"
"Temo di si.", risponde Venture, "Non vorrei trovarmi con qualcosa che non
funziona al momento del decollo, rischieremmo di partire in ritardo. Quasi
dimenticavo, Wildstar, quando ho avvisato il Quartier Generale della
necessita' di un volo di prova, mi hanno detto che devi richiamarli non
appena arrivi a bordo perche' c'e' una persona che vuol parlare con te.
Mi ha raccomandato di dirti che deve parlarti in privato."
"Grazie, Venture. Nova, mettimi in contatto col Quartier Generale e passa
la comunicazione su nella cabina del comandante."
Wildstar raggiunge in tutta fretta la cabina del comandante, posta sopra il
ponte di comando, chiudendo accuratamente la porta. Turbato, raggiunge il
pannello di comunicazione, sul quale gia' lampeggia il segnale di richiesta
di connessione.
Sul pannello appare il Comandante.
"Sono Derek Wildstar, signore, lei ha chiesto di vedermi", dice Wildstar
facendo il saluto al suo superiore.
"Infatti, Wildstar, devo avvertirti che ci sono dei problemi...non posso
parlarne ora, perche' la persona con cui devi parlare mi ha raccomandato di
non dire niente per motivi di sicurezza. Sappi solo che sta per arrivare a
bordo un uomo che deve parlare con te, e' stato incaricato dal Presidente
in persona per cui ascoltalo e fa come dice. Ci saro' anch'io, ma non e' una
visita ufficiale, per cui ci incontreremo li' sull'Argo, nella cabina del
capitano, tra 2 ore esatte."
"Si, signore", risponde con evidente confusione Wildstar.
"Un'ultima cosa, Wildstar, proibizione assoluta di parlare di questo incontro
con chiunque. Nessuna formalita'. La mia e' una visita in incognito e deve
restare tale. Si intende che gli altri ufficiali dell'Argo devono restare
all'oscuro di tutto."
"Signore!", si stupisce Wildstar,"Anche gli ufficiali?"
"Si, Wildstar, saremo solo noi tre. Capirai dopo i miei motivi. Appuntamento
tra due ore."
"Si, signore".
Quella mattina Conroy non era di buon umore. Il giorno prima tutto era filato
liscio con Margot, inizialmente. Appena arrivati sulla Luna con il primo
razzo-navetta di prima classe che aveva trovato (con il rinascere della Terra
il turismo extraterrestre si era sviluppato velocemente). Era rimasto stupito
di quanto Margot fosse in difficolta' con la ridotta gravita' lunare.
Per un pilota spaziale l'escursione gravitazionale non dava piu' problemi
di quanto ne desse uno sbalzo di temperatura, ma non pensava che un "normale"
abitante della Terra dovesse avere tanti problemi; ormai da anni in tutte le
scuole sono obbligatorie 2 ore settimanale di allenamento in gravita' zero.
Margot si limito' a sorridere per quanto poteva (aveva una faccia di colore
decisamente verdognolo) e ribattere nervosamente che aveva preso sempre dei
brutti voti nelle ore di simulazione.
Accidenti a Lupin e a questa specie di cafone che non mi aiuta, era il
pensiero fisso di Margot, quando cercava di non vomitare la ricca cena
di qualche ora prima. A completare il disagio c'era una luce tremenda,
il famoso mezzogiorno lunare, che Margot trovava inspiegabile visto che
erano partiti poco dopo il tramonto. In realta' Conroy le aveva mostrato
la luna che splendeva nel cielo, avvertendola che laggiu' sarebbe stato
"giorno".
Dopo una lunga e noiosa visita agli osservatori lunari, dove Margot fu
costretta a fingere interesse visto che era la sua scusa per venire fin
sulla Luna, passarono vicino alla base dei Cosmo Tiger. Quello era il suo
vero obbiettivo, ma di nuovo dovette comportarsi in maniera opposta al suo
stato d'animo, fingendo indifferenza e chiedendo con noncuranza se quella
fosse la base dei caccia che Conroy pilotava.
Conroy si prodigo' in descrizioni e particolari, andando irresponsabilmente
al di la' dei limiti del segreto militare. Margot lo ascolto' con molta
attenzione.
Completata la prima parte della sua missione, Margot non vedeva l'ora di
andare a dormire (ammesso di riuscirci) e di liberarsi di quello stupido
pilota.
"Il Sole sta calando sull'orizzonte, Conroy, che ne dici di andare a vedere
il tramonto da qualche parte. Non ho mai visto il tramonto dalla Luna."
"Il...tramonto?", rispose Conroy, stupito di quanto siano ignoranti in
Europa. Ma cosa diavolo insegnano nelle loro scuole?
"Si, non e' romantico?", rispose Margot con tono allusivo.
"Certo, Margot, ma vedi, sulla Luna non c'e' atmosfera. Il tramonto rosso
che c'e' sulla Terra qui non ci puo' essere. Quando il Sole scende sotto
l'orizzonte la luce scompare improvvisamente, come se si fosse aperto un
interruttore."
"Oh, che stupida. Hai ragione...", rispose arrossendo Margot. Maledetto
Lupin, pensava, e' la seconda volta che mi fa fare una figuraccia! Me la
paghera' cara!
"Inoltre l'escursione termica e' notevole al tramonto del Sole, per cui
bisogna affrettarci a trovare una camera all'albergo", continuo' Conroy,
che teneva molto a sottolineare l'"affrettarCI".
Invece all'albergo accadde la catastrofe. Conroy si era affrettato a prendere
una suite con camera con letto matrimoniale, ma una volta arrivati davanti
alla porta, quando credeva di avercela fatta, Margot era entrata dentro, lo
aveva ringraziato per la gentilezza con un bacetto sulla guancia e lo aveva
chiuso fuori dalla suite che lui aveva insistito tanto per pagare.
Quest'ultimo irritante pensiero viene pero' interrotto dal fatto che Conroy
ha raggiunto quella stessa porta. Dopo aver bussato, Margot lo invita ad
entrare.
"Scusa per il ritardo, Conroy, sto finendo di fare la doccia.", dice Margot
dalla camera da letto, la cui porta e' semichiusa, "Puoi aspettarmi li' nella
saletta degli ospiti, saro' pronta in pochi minuti".
Conroy non poteva perdere questa occasione. Non appena cessa il rumore della
doccia, il pilota si alza silenziosamente e si avvicina alla porta della
camera. Subito dopo e' costretto ad imprecare, da quella angolazione non
riesce a vedere nulla; il suo occhio allenato al movimento, invece, lo porta
a guardare piu' a destra: c'e' uno specchio sul quale si reflette l'immagine
di Margot, seminuda.
Il cuore di Conroy iniza a battere furiosamente, ma improvvisamente Margot
dice, "Ma la pianti di sbirciarmi?". Prima che Conroy riesca a trovare una
scusa, Margot continua, con tono invitante, "Se ti interessa tanto guardarmi
puoi benissimo entrare. Non credi?"
Deglutendo a fatica, Conroy apre la porta ed entra nella stanza in penombra;
pochi secondi dopo, con un comando vocale, Margot fa accendere la luce.
Vestita a malapena con la sola biancheria intima, Margot stava a braccia
incrociate, dalla parte opposta dell'ampio letto.
"Beh? Adesso sei contento?", chiede lei. Conroy riesce a malapena a
borbottare qualcosa, quindi lei continua, "Visto che sei qua, puoi darmi una
mano a finirmi di vestire."
A quelle parole Conroy si scuote e, mentre si volta poco volentieri a
prendere i vestiti, ribatte, "Veramente io ti preferisco cosi', anzi se..."
Il pilota si interrompe, mentre il suo istinto di veterano rimpiazza
velocemente l'eccitazione del momento con la tensione dell'imminente
pericolo. Stava guardando una uniforme da pilota, identica alla sua.
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Andrea Controzzi - Student of Computer Science at University of Pisa - Italy
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