simona@interverse.com (Simona M.A.D. Stanzani Pini) disse:
>che storia meravigliosa e commovente...IACers! basta con le battaglie e i
>mostri aniba! propongo lo sviluppo di (almeno una, suvvia!) soap fanfiction
>per vedere cosa ne salta fuori!
>fatevi sotto :>
Okay, io ci ho provato.
Ne e' venuta fuori una storia cosi', non saprei neanche io come definirla, ma
spero che vi piaccia.
In attesa di ritornare alle battaglie e ai mostri aniba allora ben venga questa
parentesi sentimentale :)
Alcune avvertenze:
1) Piu' che una fanfic e' un racconto, dunque lo vedrete scritto perlopiu' in
forma prosaica
2) Non me la sentivo di censurare coi soliti asterischi, spero che capiate e
non vi scandalizzate, ma tutto il racconto nasce da uno stato d'animo, e negli
stati 'animo dici cazzo, non ca**o.
3) Non fate caso alle date che vedrete, sono totalmente cannate e in fondo
hanno un'importanza molto relativa.
Ed ora via al racconto.
S A L L Y
di Mark Lenders
Ti ricordi il giorno in cui ti ho conosciuta? Eddai che te lo ricordi, era un
martedi', no?
Avevo appena litigato con i miei per le solite cazzate e mi ero messo li' al
computer, un po' triste un po' arrabbiato perche' tanto di studiare non se ne
parla, di quello schifo di esami da fare a giugno non ci capisco niente e
quindi tanto vale, e i miei che si incazzino pure, poi gli passa.
Accendo 'sto PC con 'sto Win 95 e il suo boot lunghissimo, che ancora mi
ricordo erano giorni che cercavo di forzarlo in modalita' DOS cambiando quel
cacchio di file nascosto ma nisba, sempre 'sta GUI mi partiva, e fuori pioveva.
Anzi no, era uno di quei tempi ibridi come il CD32 un po' Amiga un po' console
e infatti fuori c'era un po' nuvolo un po' pioggia, e il risultato era lo
stesso: uno schifo.
E proprio in quel momento di crisi esistenziali - toh - messaggi nuovi su
it.arti.cartoni, e Sato che sparava su Ranma e Pomante che sparava e basta e
Kon l'Ammiraglio e altri skizzati della vecchia guardia, piu' alcuni nuovi
molto newbie e poco netiquette che rompevano le palle, ma non tutti poi.
E mi pareva strano che anche tu avessi l'indirizzo come il mio, 'sto
madoka@qualcosa che sapeva di ridicolo se appiccicato a un maschio (ed era il
mio caso) ma era una bomba se dietro ci stava una ragazza. Almeno, io la
pensavo cosi'.
Una ragazza, cacchio, un'altra su 'sto gruppo; e i soliti maniaci avrebbero
potuto provarci e invece no, avevi fatto una domanda troppo intelligente che
subito ti hanno portato rispetto.
Quel tuo primo msg lo conservo ancora nei meandri del mio HD compresso, ti
sembrera' ridicolo ma e' li', e in fondo ha molto piu' significato di tutte
quelle DLL inutili di programmi uninstallati da tempo, ma che Gennaro (il PC)
si tiene li' quasi ci tenesse a quelle DLL e VBX inutili.
Be' insomma nonostante fossi felicemente quasi sposato come dicevano i miei
amici ti ho risposto in mail privata - non che avessi intenzioni strane sai - e
tu mi hai risposto in mail privata, benche' ci fosse quello la' del tuo paese
che ti tacchinava da tempo, e io su quel verbo "tacchinava" ci ho riso su tre
giorni.
Ma e' andata cosi', quasi per caso mi hai risposto e io ti ho risposto, e Re:
Re: Re: Re: Re: un casino di volte a parlare di Kyosuke e config.sys, di scuola
e di politica, e che figata la musica anni 80 ma dai non mi dire piace anche a
te i Duran sono troppo forti, e tutto il resto.
E tu mai banale, sempre sottile, sempre una spanna sopra me che ogni tanto nel
battutaggio scadevo nel volgare mentre tu eri sempre sopra le righe, e io che
ogni tanto avevo le balle girate e la luna storta e te lo dicevo, e tu mi
facevi subito tornare il buonumore col tuo ottimismo e quella signature buffa.
Eri buffa ma tagliente come un coltello e la mia tipa non lo sapeva, poi col
cacchio che glie l'avrei detto; ma poi - pensavo - in ogni caso non lo viene a
sapere perche' lei conosce internet come io conosco il funzionamento
dell'intestino crasso dei pipistrelli (ammesso che ne abbiano uno), e inoltre
e' una cosa platonica... vabbe' che mi scrivevi TVB prima della signature buffa
(e magari credevi che non ci avrei fatto caso) ma rimaneva solo un flusso di
bit trasportato dalle linee telefoniche e nulla piu'.
Tanto piu' che - non te l'ho mai detto, vero? - ti immaginavo brutta e grassa
ma con una mente e una carica di simpatia che compensava il deficit esteriore,
perche' - l'unica legge Lenders che non ti ho mai rivelato - non poteva
esistere una tipa cosi' raffinata e colta e pure bella e pure se esisteva mai
l'avrei incontrata io, no?
E inoltre non volevo spezzare quel magico equilibrio strano fatto di Agent e
Eudora e di cuoricini ASCII, e ogni volta che me li facevi io ridevo e pensavo
che mai ti avrei vista.
X-POP3-Rcpt: madoka@gange
Return-Path: madoka@qualcosa.it
Date: Tue, 23 Mag 1996 15:42:42 +0200
To: Mark Lenders <madoka@intesys.it>
From: madoka@qualcosa.it (Sally)
Subject: Idea
Senti tu ci vieni al meeting di IAC di Sabato a Milano? Io credo che ci saro',
cosi' finalmente ti vedo in faccia, tu, Kinkie e tutti gli altri burloni di
IAC! Oh, se ti va, s'intende
E no, cacchio, non me lo dovevi fare Sally, io che fatico una vita a costruirmi
equilibri e certezze e poi arrivi tu e che mi combini? mi demolisci da cima a
fondo in neanche 1K.
Cuore, batticuore e palpitazioni in casa Lenders, o meglio nel mio cuore
spaventato che avrebbe preferito essere il cuore di un camionista dell'Illnois
(con tutto il rispetto per i camionisti dell'Illnois) piuttosto che il mio in
quel momento, e poi quell'attimo di incoscienza che mi ha fatto scrivere "Si'!
Contaci" mentre ancora ero online e Telecom che intanto ingrassava.
Insomma io quel sabato prendo quel treno, assonnato e con lo zainetto di Ranma
che era un casino che non lo mettevo e due ore di tran tran sui binari con uno
di fronte a me incazzato nero perche' il Marco era salito e lui aveva appena
comprato una Porsche in Germania perdendoci due milioni, e allora io consultavo
la pagina economica del Corriere, cosi' per darmi un tono - perche' invece con
l'occhio sbirciavo lo sport, e Baggio non mi giocava e si profilava l'ennesima
sconfitta fantacalcistica. Alla fine arrivo a Milano e uh che caldo, iniziava
appena l'estate.
Neanche faccio in tempo a scendere e gia' c'e' Sato con EoS, Controzzi e Amato
e gli altri, e Beltrame uno e trino con fratello annesso e tutto un vociare e
tutti con la felpa IAC tranne me che non l'avevo presa un po' perche' non mi
piaceva il logo un po' perche' ero tirchio e un po' quel giorno mi sono
pentito.
Come stai, bene bene, Balatak attacca, neanche il tempo di dirsi ciao che mi
arrivi da lontano con il tuo zainetto nero (non di Ranma), e io che credevo
fossi solo una milanese carina dico a Lord V. "Oh che figa quella li'" e uno
strano groppo in gola mi si forma mano a mano che tu ti avvicini, quando vedo
che vieni verso di noi e piano piano sorridi "Siete voi gli IACers?"
"Oddio Madoka esiste" e' stata la prima cosa che mi e' venuta in mente, cavoli,
gli somigliavi un casino e gli altri "Siiiii'" a meta' fra l'incredulo e
l'arrapato.
E il mio cuore faceva pam pam neanche fosse un martello pneumatico eppure non
arrossivo e cercavo di darmi un tono e speravo di essere pettinato prima che
toccasse a me salutarti.
In quel momento li' mentre salutavi tutti smack smack sulla guancia mi saliva
una gelosia folle e furiosa "ma avra' corrisposto in mail privata anche con
loro?" che poi non era mica vero ma io mica lo sapevo in quel momento li'; e
smack smack anche a me che ti sussurro all'orecchio "Sono Lenders" e i tuoi
occhi blu che si illuminano e mi hai fatto per la prima volta quel sorriso
complice che mi faceva impazzire.
E poi su e giu' per Milano, da Yamato e Nipponya che non si chiamava piu'
cosi', e il Burghy in piazza Duomo "sai ora e' di McDonalds", e la guerra coi
cetrioli degli hamburger mentre io guardavo solo te e i tuoi orecchini a forma
di stella che ridendo tiravi pickles a tutto spiano con EoS che intanto si
abbuffava.
E i saluti finali, tu che mi hai detto "Ti telefono" e gia' erano andati via
tutti e io stavo salendo sul treno e le tue labbra hanno sfiorato le mie, ti
giuro in quel momento ho calcolato la distanza che ci separava, erano tre
millimetri se ben ricordo, e il paradiso non e' mai stato piu' vicino a Milano
Centrale quella volta.
Insomma la sera stessa mi hai chiamato, e altro che IRC, quella era la tua voce
vera, e giu' a darci un altro appuntamento sempre a Milano, tre giorni dopo, ma
solo io e te.
Io e te abbracciati in via Montenapoleone a guardare i negozi dei ricchi, e la
figuraccia con la commessa al Virgin Megastore, ti ricordi?, e la Rinascente
con quel ristorante fico lassu' pero' e' piu' carino il Papermoon, e il metro'
con la linea gialla che e' piu' bella di quella rossa e tu ridevi e mi
stringevi e mi piacevi.
E quel nostro lungo bacio davanti al binario 16 che quasi la gente ci
applaudiva e ci fotografava, e in tre giorni io ero gia' pazzo di te.
Io, inesorabilmente sempre piu' innamorato di te che in fondo non abitavi cosi'
lontano, e l'universita' andava sempre peggio e i miei che si incazzavano, ma a
me non me ne fregava piu' niente di nulla.
Al punto di lasciare cosi', su due piedi la tipa con cui stavo da due anni,
senza un perche', senza neanche un mi dispiace; due anni di certezze crollati
in una telefonata di due minuti, lapidaria: "Amo un'altra". E giu' singhiozzi
dall'altra parte della cornetta.
E tu che poi mi hai dato quello schiaffo perche' "Scemo non si trattano cosi'
le ragazze che ti amano", e' stata la prima e unica volta che ti ho visto
veramente arrabbiata, pero' lo vedevo che in fondo eri sollevata e mi hai
abbracciato forte forte. No, non mi hai fatto male con quello schiaffo.
Quanti treni ho preso per venire da te, che mi invitavi a dormire quando i tuoi
erano fuori, e ti ricordi la prima volta con Kenshiro in sottofondo "ma sei
scemo cambia musica" "oh ma guarda che e' una figata questa qua" "ti amo" "Sei
unica" eccetera. E poi ti ricordi quell'altra volta cosa abbiamo combinato in
giardino noi due? E tu che appoggiavi la tua testa sulla mia spalla e chiudevi
gli occhi senza dire niente... e insomma un sacco di cose mentre il tempo
sembrava essersi fermato, anzi guarda sono proprio sicuro: si era fermato, e io
e te vivevamo un'eterna adolescenza, con tutte quelle discussioni sui cartoni
che ci piacevano, e tu mi presti VGAi e io ti do' Devilman, ma no Nagai non mi
piace, ma si' fidati che e' bello.
E continuavo a chiamarti Sally e continuavi a chiamarmi Lenders e su IAC
nessuno sospettava di noi due, e noi li' come due bambini a buttare indizi
senza rivelare nulla.
E ti ricordi quando venivi da me-pero'-non-a-dormire-senno'-i-miei-mi-impalano,
e giu' granite in Piazza Erbe, e vasche in via Mazzini, e ogni volta davanti
alla statua di Giulietta a toccarle le tette che porta fortuna, e quel "Ti amo"
sussurrato sul ponte di Castelvecchio, quello, ti giuro, non lo dimentichero'
mai.
E un sacco di cose cosi', come l'orsacchiotto che mi hai regalato con la
maglietta della Toho fatta da te, e tante di quelle mail lunghissime, e
sessioni in IRC che per fortuna eravamo in DCC altrimenti AVM...
Fino a quando quella volta davanti a quel negozio di abiti da sposa e forse
pioveva forse c'era il sole, ti piaceva quello bianco lungo la', e io ti ho
guardata e ti ho detto che un giorno l'avresti indossato davanti a me, e tu con
quegli occhioni tristi mi hai guardato e mi hai accarezzato cosi', dolcemente
senza dire nulla.
Sai, solo adesso ho capito cosa significava quel silenzio e quello sguardo e
ogni volta che riguardo la tua ultima mail che mi hai mandato, e anche adesso
che tu sei solo una GIF interlacciata in mezzo a tante DLL inutili, si' anche
adesso che sto ascoltando Unforgiven dei Metallica che ti piaceva tanto penso a
te, che non ci sei piu' e forse non ci sei mai stata.
X-POP3-Rcpt: madoka@gange
Return-Path: madoka@qualcosa.it
Date: Wed, 13 Oct 1996 15:42:42 +0200
To: Mark Lenders <madoka@intesys.it>
From: madoka@qualcosa.it (Sally)
Subject: ...
Ciao calciatore.
Finalmente ci sei arrivato, vero?
Mi dispiace, sai, che debba finire cosi'. Vorrei, sai, essere reale, esistere
veramente e non solo nella tua fantasia, piccolo mio; ma non puoi lasciare
tutto quello che hai per inseguire me.
Devi tornare a studiare, a vivere la tua vita giorno per giorno senza aver
paura di affrontare il mondo, perche' io ti conosco e lo so che ce la puoi
fare.
Un giorno cresceremo io e te, e tu non sarai piu' Mark Lenders, ma soltanto te
stesso, e avrai un lavoro, e una tua vita, e forse non guarderai neanche piu' i
cartoni animati perche' non ne avrai il tempo, o la voglia, o chissa'.
E i fumetti di KOR e le cassette di Maison Ikkoku saranno lassu' in soffitta
insieme a tanti ricordi di quando avevi vent'anni, e forse ti sarai dimenticato
anche di me, e IAC probabilmente non ci sara' piu', risucchiato da mille pagine
Web ipertestuali su linee ISDN velocissime, e ogni IACer avra' preso la sua
strada.
La tua Madoka non esiste cosi' come l'hai vista finora, ma lei e' in tutte le
donne che incontrerai, e in ognuna di esse troverai una parte di me che hai
amato, e cosi' io vivro' per sempre dentro di te.
Una sola cosa ti chiedo, Mark: non smettere mai di sognare, e conserva quel tuo
spirito bambino che mi coccolava quando ero triste, e sapeva farmi volare.
Non rinunciare alla tua fantasia, anche quando ti accorgerai che molti sogni
non si avvereranno, perche' la vita e' cosi' e tu la devi dominare, la dovrai
costruire tu, e lo so che ne sarai capace.
Addio, amore mio, e' ora di tornare alla realta'. Ma io non ti dimentichero'
mai.
Tua per sempre
Sally
--- EPILOGO ---
Regno della Fantasia, terza porta a destra.
Sally e' seduta di fronte al Grande Maestro e le lacrime solcano il suo
bellissimo viso.
"Che hai, Sally, piangi ancora per lui?"
"Si' Grande Maestro"
"Non riesci a dimenticarlo vero?"
"No"
"Non essere cosi' triste, non ne hai motivo" disse il Maestro sorridendo.
"Perche' Maestro? Spiegati meglio"
"Anche lui ti pensa sempre, sai? E lo sa che tu sei dentro di lui. Quello che
non sa e' che lui puo' farti vivere cento, mille volte, come ti ha fatto vivere
scrivendo questa storia: basta che lo voglia e tu gli apparirai, nei suoi
sogni, ogni volta che vorrete, per sempre. E vivrete un sacco di storie
fantastiche, perche' nei sogni tutto e' possibile."
"Per sempre?"
"Per sempre."
E Sally con gli orecchini a forma di stella si asciugo' gli occhioni blu e
sorrise.
- FINE-
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