Gli EROI di POMANTIK
"Ed ora... SEND !", Gio'-Aniba ha una strana espressione del volto, e Lui
continua "COSA C'E'...? ho detto SEND, SEND, SEEND !!",Gio'-Aniba sconsolato
"ehm... credo che ci siano dei problemi col server ! Lei non sa niente ?", "acc.
nella foga di vendicare Pomante ho dimenticato un importantissimo particolare,
ho sbagliato giorno, la sera del 2 aprile non e'indicata ! ARI-SEND,ARI-SEND !!"
, "Signore ! quando ?", "il 5, il 5... ARI-SEND, ARI-SEND !!".
Gio'-Aniba fa una scoperta, "Signore ! forse era inutile, il post precedente
era riuscito !", "poco male ! come diceva la professoressa di filosofia di
Pomante << le cose belle possono essere ripetute >>, percio'...", l'Aniba
continua, "credo di aver fatto un piccolo errore...", "BESTIA che sei ! cos'hai
fatto ?", "ho lasciato la vecchia signature di Pomante !", "poco male, era
bellissima anche lei, quindi... poco male".
Finito di parlare Gio'-Aniba si fionda sul computer Imperiale per conoscere le
reazioni di IAC, Pomantik lo interrompe e fa finta di volergli raccontare tutto,
ma l'Aniba lo supplica di non rivelargli nulla e Lui accetta, "ok, ok non ti
dico nulla... manterro' il tuo ordine cronologico ! lurido mortale !", "grazie
Signore ! quali sono state le prime reazioni ?".
Pomantik si schiarisce la voce, si collega al newsserver di Pomante e carica i
nuovi headers di IAC. "Dunque... come puoi ben vedere, hanno cercato,
all'inizio, di ignorarmi... ma poi, come da me previsto, non hanno creduto !
nessuno di loro ha creduto ! e penso che non abbiano capito granche'", l'Aniba,
"e si stupisce ?", "NO ! ma e' cosi' piacevole essere smentiti ! credono che io
sia un'invenzione di Pomante, patetici, ridicoli... qualcuno fa persino finta di
averci creduto", "bisogna aver pazienza...", aggiunge Gio'-Aniba, dicendo questo
si impossessa del computer lasciato incustodito dall'Imperatore che, ancora una
volta, accenna a qualche anticipazione mozzafiato, Gio'-Aniba si chiude le
orecchie e grida per non sentire, e Pomantik pensa "che fesso ! se solo sapesse
che ho chiesto ai miei colleghi di rimuovere dalla mia memoria tutto cio' che
riguarda il futuro di IAC ! senno' poi che divertimento c'era ? beh, vediamo un
po' cosa e' successo nel lontano passato di IAC".
Pomantik, curioso come non mai, ma non lo dava a vedere, osserva IAC, ma lascia
a Gio'-Aniba il gusto di leggere !
Gio'-Aniba finalmente puo' leggere in santa pace il suo gruppo preferito, e fa
alcune scoperte molto interessanti, "Signore ! il 4 aprile Lender-Aniba fa
finire la terza parte della sua storiella con Pomante picchiato da tutti gli
IACers", "quello li' devo sistemarlo per bene !", e continua, "ma Signore ! qui
molti parlano di una entita' astratta... guardi ! Rota-Aniba chiede scusa nel
definirla un'entita' astratta, perche' Lei esiste, osserva e giudica !", "mi fa
piacere di esistere ! e cosa farei io ? osservo e giudico ? io non giudico, io
punisco... la mia enorme saggezza mi permette di distinguere il bene dal male ed
il mio compito e' proprio questo, distruggere il male ! compito ingrato, ma
qualcuno deve farlo, e questo qualcuno sono io !".
"Signore ! Signore ! guardi, il 5 aprile e' successo qualcosa di gravissimo.
Controzzi-Aniba sfotte per l'ennesima volta l'innocente Pomante, dice che Lei,
Pomantik, e' da punire ! perche' ha osato gettar fango su di lui", "... gia' !
forse preferiva qualche quintale di buona merda, i gusti so' gusti", "Signore !
continua proponendo a Sato-Aniba un'alleanza per combatterla", Pomantik fingeva
indifferenza, Lui quelle cose le sapeva gia', o almeno cosi' voleva far credere
al suo sottomesso... ma dentro di se fremeva e chiedeva vendetta.
"Ancora, ancora... il 5 aprile Sato-Aniba dice che Pomantan vaneggia riguardo
all'esistenza di un fantomatico protettore celeste, e che tutto cio' e' dovuto
alla sua lontananza dal suo ambiente naturale, e dice anche che deve allearsi
con Controzzi-Aniba contro di Lei, ed il 10 quest'ultimo continua a sfottere
Pomante e ci si mette anche LordV-Aniba... incredibile !", "robbetta da poco, me
li pappo in un boccone", "cosa avranno in mente quei due ?", aggiunge Gio'-Aniba
, e Pomantik, rivolgendosi ai due mostri che aveva li' accanto, "ignobili
mostri, come avete osato allearvi contro di me ?", i due mostriciattoli erano
ormai spariti sotto quintali di materiale organico che sgorgava dai loro corpi
informi come lava, non osavano nemmeno piu' tentare di trovare una
giustificazione alle loro malefatte.
Sempre per i pignoli: ogni mostro Aniba non e' a conoscenza di tutte le sue
colpe, ognuno di loro sa quello che deve sapere, ovvero quello che Pomantik ha
lasciato nelle loro misere menti.
Sato e Controzzi-Aniba erano a conoscenza del PPCK perche' cosi' era stato
stabilito dal loro Imperatore. Ma nessuno di loro e' pienamente a conoscenza del
loro futuro, per loro fortuna.
Gio'-Aniba era sempre piu' sconvolto, "Signore ! la situazione degenera, c'e'
un certo Andrea-Zoalord-Aniba che ha riempito IAC di mega e mega di roba che
nessuno aveva chiesto, lo stanno impiccando col cavo del mouse, che brutta
scena!", "fammi vedere, fammi vedere... uhhh, che bello, si', anch'io anch'io...
datemi un mouse che lo strozzo anch'io", "ma Signore ! si ricomponga", "gia',...
hai ragione, ma quando c'e' da combattere io non mi tiro mai indietro ! fammelo
venire qua".
Gio'-Aniba grida, "ZOALORD-ANIBA... dove sei ? vieni qui". Ad un certo punto
comparve una nube di gas tossici, condensandosi apparve lui, Andrea-Zoalord
-Aniba ! era prostrato ai piedi del suo Imperatore ed implorava pieta',
"mostriciattolo, cos'hai combinato ? hai ridotto i miei futuri sudditi in vere
bestie ! vergogna, vergogna, vergogna... ma ti perdono ! non so perche',... a
volte la mia bonta' mi stupisce ! hai persino indotto la tua futura regina ad
abbandonare IAC, colei che si e', fin da sempre, inchinata al suo futuro Signore
e Padrone, ma grazie al mio intervento e' ben presto tornata... hai fatto molti
danni...", Zoalord-Aniba, consapevole delle sue colpe, "ora ho capito, ho visto
la luce, potro' mai avere il perdono di tutti gli ex-IACers ?", "lo avrai, lo
avrai, non lo meriti, ma lo avrai ! in fondo sono personcine a modo anche loro",
una delle personalita' malvage di Caspani-Aniba che passava li' per caso
interviene, "COSA ? mio Imperatore... non posso ! la parola perdono non fa parte
del mio vocabolario, non e' nella mia natura... posso scassargli la macchina,
eh?!", "INFAME ! certo che puoi scassargli la macchina, ma non farti vedere da
nessuno !", "adesso si' che riconosco il mio unico Signore e Padrone ! temevo
che Lei si fosse rammollito", "potete andare, e tu Caspani-Aniba, non fargli
troppo male !", Zoalord-Aniba era alquanto preoccupato.
"CHE ENTRI LA REGINA", tuono' Pomantik. Ed entro' Lei, in tutto il suo
splendore, attorniata da mostri Aniba, "hai chiamato, luce dei miei occhi ? mia
unica ragione di vita... ", la interruppe, "adesso basta ! e che diamine, sei
pur sempre una regina, datti un contegno", "il mio Imperatore e' irritato con
me ?", "ma che dici ? come potrei ? in fondo... sei simpatica, un po'
*mostruosa*, ma simpatica... resta qui, tra un po' se ne vedranno delle belle !"
, Simona-La-Regina-Himika si sedette alla sua sinistra. Alla destra c'era quel
fannullone di Gio'-Aniba che si stava facendo un sacco di risate leggendo IAC.
"Animale, che fai ? fai dare un'occhiata anche a me". L'Imperatore legge un
nome, "Barsella ? anche lui qui ?", "ma come Signore ! non lo sapeva ?",
Pomantik imbarazzato - si stava per tradire - "certo, certo... ero solo
sovrappensiero... fallo venire qui", "dunque, vediamo un po'... Ba... Ba...
Barsella ? toh che strano... non c'e' nessun Barsella nell'archivio dei mostri",
"ovvio ! e' ancora a scuola !", "e se Lei lo sapeva perche' mi ha chiesto di
chiamarlo ?", "scherzetto !! piaciuto ?", con tono minaccioso, "certo, certo !".
"Andrea-Barsella-allievo-Aniba e' ancora alla scuola dei mostri, e' uno
zuccone... si ostina a non voler capire, e' troppo poco remissivo e poco
servile... che si presenti qui, SUBITO !".
All'esterno del palazzo Imperiale comparve uno strano essere meta' umano e
meta' Aniba, ma sfido chiunque a distinguere le due parti. Chi lo vedeva era
terrorizzato, e lui per vergogna si copriva la faccia con un sacchetto di carta.
Udi' una voce che lo chiamava, era quella del suo Imperatore, il suo nuovo, ed
unico, Signore e Padrone.
All'ingresso del palazzo Imperiale c'era una scritta: BUSSARE ! ed un batacchio
a forma di conchiglia, per la precisione come la *casa* del Nautilus... il
mostrino era sorpreso ma busso' ugualmente, anche se un po' troppo timidamente,
"toc, toc !", si udi' all'interno della sala, ma Lui non aveva sentito bene, ed
allora urlo, "PIU' FORTE ! non si sente niente !", Barsella-quasi-Aniba busso'
con tutte le sue forze, "toc, toc !", "devi essere convinto di quello che fai,
devi avere fede in me e nella mia potenza", rispose Lui.
Barsella-sempre-piu'-Aniba abbandono' ogni dubbio e busso' nuovamente con un
filo di forza, "TOC, TOC !", le porte si aprirono, i fiori sbocciarono, le
campane suonarono a festa, tutti erano piu' buoni... persino i vari
Caspani-Aniba aiutavano le vecchiette ad attraversare la strada, invece che
investirle come al solito... ma tutto duro' per pochi minuti. L'Impero era
felice perche' era nato un nuovo Aniba, Andrea-Barsella-Aniba... dopo qualche
minuto ognuno era tornato alla sua vecchia occupazione.
Il nuovo suddito non aveva capito granche', e Lui lo informo', "Mostro ! ora
sei un mio nuovo suddito, CONTENTO ?", e lui remissivo come non mai, "mio
Signore ! spero di essere all'altezza di un simile onore", "lo sarai ! ed ora
unisciti al resto del gruppo e fatti conoscere". Venne preso a schiaffi da
tutti.
"Signore ! chiedono di Lei...", "chi osa tanto ?", "un certo Panto", "e' un mio
suddito ?", "credo che sia ancora a scuola !", "bene, e li' rimarra'... finche'
non sara' pronto; cosa vuole da me quel tipaccio ?!", "le chiede, gentilmente,
se puo' mettere la sua storia nel web...", "certo, certo ! dammi qua il
computer, che gli rispondo io... ecco fatto, che il verbo si diffonda !".
"Non oso dirlo !", "cosa c'e' adesso, bestia di un mostro ?", "il suo scudiero,
Beltrame-Aniba,... a dire il vero, il fu Luca Beltrame oppure e' Marco... mah
chi puo' dirlo, be' insomma stanno osando sfidarla !", ovviamente Lui avrebbe
dovuto saperlo gia' e la titubanza di Gio'-Aniba non era giustificata, ma
Gio'-Aniba era uno zuccone e non voleva capirlo, ma voi, lettori, ben sapete che
Pomantik aveva fatto rimuovere dalla sua memoria certe informazioni che
avrebbero potuto rovinargli il divertimento.
"Dammi qua il computer, ci penso io !", "mi sembra che non funzioni, Signore !"
, "lasciamolo perdere, i miei avvertimenti non sono serviti a nulla, li lascio a
Pomante... che ci pensi lui, io ho di meglio da fare", "ben detto, Signore ! ma
sara' all'altezza di un tale compito ?", "certo, ho molta fiducia in lui... in
fondo abbiamo molto in comune".
"Signore ! Signore ! guardi... Pomante deve scegliere il soprannome per la
felpa di IAC ed e' titubante, sta scrivendo che scegliere Pomantik come
soprannome sarebbe uno sbaglio perche' tutti poi crederebbero che sia lui
Pomantik, un simile affronto non me l'aspettavo, proprio da lui", "hai ragione,
e' veramente grave... collegati con lui, presto !", "fatto Signore !".
Collegatosi con Pomante, l'Imperatore lo chiama, il tutto era reso molto piu'
difficile dal fatto che Pomante non disponeva di una scheda audio, ma ci vuole
ben altro per bloccarLo, "luridissimo ingrato, come osi dubitare di me e
disdegnare il mio nome ?", Pomante non capiva, chi stava parlando con lui ? "ma
certo che sei fesso ! sono io, il tuo Imperatore... POMANTIK !!", si allontano'
di gran fretta dalla tastiera, stava per inchinarsi al Suo cospetto, ma fu
bloccato, "lascia perdere simili convenevoli con me, piuttosto ! e' vero che
stavi per rifiutare il mio nome ? parla disgraziato, confessa... ", Pomante era
profondamente turbato e non sapeva come rispondere, temeva di ammettere la sua
colpa, ma disse, "confesso ! e' vero... ma cerca di capire, io non sono te...
gia' tutti credono che tu sia una mia invenzione, se usassi il tuo nome come
soprannome sarebbe peggio...", "forse hai ragione, ma ne riparleremo, fa il tuo
dovere... ritornero' !", Pomante sceglie il soprannome ed aspetta che il suo io
eterno ed immortale lo richiami.
Intanto su Helios, "porca paletta ! Pomante, come al solito, ha ragione, non
ricordavo di essere cosi' intelligente, bisogna trovare una soluzione... quale
potrebbe essere un soprannome adatto ? Gio' tu cosa ne pensi ?", "non ne ho
idea, Signore !", "ovviamente, tu non hai mai buone idee... collegati con
Pomante !", "subito, Maesta' !".
Rivolgendosi a Pomante, tuona, "DEVO PARLARTI, VIENI QUI !", lui era impegnato,
dolcemente impegnato ! "cosa stavi facendo ?", chiede con fare circospetto, "chi
c'e' li' ?", "nessuno, nessuno... e' una povera ragazza che si e' smarrita,
stavamo parlando e... ", "SEI IL SOLITO PORCO ! ascoltami, c'e' un problema da
risolvere,... c'ho pensato ed hai ragione, non puoi scegliere il mio nome, anche
perche', onestamente, a me fa un po' senso ! quali sono le tue preferenze ?",
"mi sembra di averlo scritto, comunque... io avrei optato per... Kirk, James T.
Kirk !", "Kirk ? ma come, che senso ha scegliere un soprannome che non ha nessun
legame con i cartoni ? sei off-topic !!", "non e' detto sai, uno dei Beltrame ha
scelto Riker !", "e tu prendi esempio dai Beltrame ? cosa devo fare con te,
ingrato di un ingrato... io ti affido il compito di combattere simili persone e
tu ti allei con loro...", "non mi sono alleato con loro, ci mancherebbe... era
cosi' per dire, cosa ne pensi allora ?", "e lo chiedi a me ? chiedilo a lui",
"lui chi ?", "a Kirk !", "e come posso fare, non appartiene al tuo mondo",
"forse devo chiarirti le idee: il mio mondo, ovvero l'Universo, e' sempre lo
stesso... e Kirk fa parte di esso, come piu' avanti avro' modo di spiegare ! ora
te lo chiamo, Jim vieni qui... ", "ECCOMI Pomik ! Kirk a Enterprise... ",
sull'Enterprise, "'zzo vuoi ?", Kirk, "no niente... scusate, rimango qui...", "e
chi se ne frega ?", "sentite, io sono il VOSTRO CAPITANO", "si, si... ricevuto,
capitano... ci vediamo eh, passo e chiudo".
Kirk era turbato, ormai non lo cagava piu' nessuno, "senti Jim, ho qui il
mio... ex-me, che vorrebbe scegliere il tuo nome come soprannome da mettere su
una felpa per un gruppo di fan di cartoni animati, che ne pensi ?", "come, dove,
quando ? chi e' che mi vuole ?", "Pomante !", "ahhhh, mi ricordo di lui !! ma
certo, e' un ottima scelta... cosi' almeno qualcuno si ricordera' di me, da
quando mi hanno fatto morire in quel film piu' nessuno mi considera... era
meglio se me ne restavo nel Nexus... ho sempre meno fan... per non parlare poi
di quella cagata di DS9 ! digli che ha la mia benedizione e la mia
approvazione", "l'hai gia' fatto tu ! un problema di meno, rimani qui, sto per
raccontare una storia... che c'hai da ridere ?", rivolgendosi a Gio'-Aniba,
"niente, niente Signore ! stavo leggendo la mia prima fanfic scritta su IAC", "e
perche' ridi ?", "e' divertente...", "ma fammi il piacere, continui a sfottere
Pomante con quella storia delle citazioni delle armi dei Robot, lo sfotti su
Daltanious e non hai nessun rispetto per lui", "ma Signore ! quella e' finzione,
io scherzavo ! mi sembra di ricordare che per Gio', il mio vecchio me, Pomante
fosse come un MITO ! adorava prenderlo in giro, ma voleva tanto essere come
lui !", "quindi adesso sei contento di essere il mio servo numero 1 ?", "come
non mai, Signore !", "ma lo metti in un commando suicida ?", "ma lotta con
onore, e VINCE !", "e' vero, BRAVO ! ottimo lavoro... pero' c'e' un problema !",
"in che senso ?", "la tua finzione assomiglia tanto alla realta'", "quale
realta' ?", "questa realta', credi che da quando sono Pomantik io sia stato
sempre l'Imperatore dell'Universo ? ho dovuto lottare duramente !", "ma Lei non
era l'eletto ? non aveva il compito di assicurare la pace e la tranquillita'
ovunque e per sempre ?", "certamente, ma per assolvere ad un tale compito non e'
mica necessario essere Imperatore", "e allora, com'e' andata la storia ?",
"stavo appunto per raccontarla, CHE TUTTI I MOSTRI ANIBA VENGANO A ME !", ben
presto erano tutti li', anche quelli che erano a scuola... piu' alcuni
personaggi.
Pomantik da' dei fogli a Gio-Aniba e gli dice, "tieni, continua a scrivere... e
fallo per bene !", Gio'-Aniba inizia a scrivere.
Pomantik era circondato da tutti i Suoi sudditi, e da molti dei suoi amici, ed
inizia a raccontare... l'Universo tace, per ascoltarLo:
"Come ben sapete, tanto tempo fa, quando ero ancora un mortale, vivevo una
vita piena di soddisfazioni, ero anche diventato Gran Maestro di scacchi e mi
era stato assegnato il titolo di Gran Visconte di Rui Lopez.
Un attimo prima della mia morte fui contattato da alcuni esseri, il mio corpo
era morto ma la mia mente viveva ancora. Fui portato su di un lontano pianeta di
una ancor piu' lontana galassia. Si trattava di un popolo alieno, ormai ridotto
alla totale sterilita'. Questi gironzolavano per l'Universo alla ricerca di
esseri ai quali trasmettere tutta la loro Scienza. Io fui scelto. Le loro
conoscenze scientifiche erano imparagonabili alle mie, o a quelle di tutti gli
altri eletti di altri pianeti. Io ero l'unico terrestre e tale sarei rimasto
fino alla fine dei tempi.
Risero molto quando comunicai loro le mie conoscenze scientifiche: per loro la
meccanica quantistica e la relativita' generale erano ormai teorie ampiamente
superate e confutate. Io avevo coscienza di tutto cio' ma in tanti anni di duro
lavoro non ero riuscito a ricavare granche'".
Barsella-Aniba ebbe un sussulto, tutto cio' gli ricordava qualcosa ! non sapeva
perche' ma aveva una gran voglia di nascondersi.
"Dopo alcuni anni di intenso studio mi ero distinto tra tutti, fu allora che
mi venne affidato il delicato compito di assicurare la pace e la tranquillita'
nell'intero Universo ! ero diventato Pomantik a tutti gli effetti ! ma non ero
ancora Imperatore, pur avendo tutti i poteri che ben conoscete. Ero l'ultimo
arrivato, e come tale mi trattavano. Le mie idee venivano regolarmente scartate,
nessuna mia proposta veniva presa in considerazione.
Della mia vita precedente mi erano rimasti solo dei vaghi ricordi. Ricordavo
pero' molto bene la mia passione per il fantasy e per la fantascienza. Ricordavo
benissimo, in particolare, la mia gioventu' e la mia infanzia. Adoravo i cartoni
animati, ero cresciuto con le serie dei Robot e fin da piccolo sognavo di
poterne guidare uno, un giorno... magari contro un nemico venuto da un altro
pianeta ! quel sogno -fortunatamente- non si era mai realizzato, ma la passione
non era mai scomparsa... neppure in tarda eta', neppure ora...
Avevo tantissimi poteri ! nessuna magia, era solo il frutto della mia Somma
Scienza, e potevo, finalmente, realizzare tutti i miei sogni. Tutti i miei eroi,
quelli dei cartoni animati e quelli della fantascienza, vivevano nel mondo della
fantasia... non avevano nulla a che vedere col mondo reale, ma nel mondo della
fantasia tutto era piu' bello, li' erano i veri sentimenti il vero valore del
genere umano, di cui io ero, ormai, l'unico esponente.
L'umanita' aveva dimenticato tutto cio', non aveva piu' nessun valore, che non
potesse essere venduto o comprato ! aveva dimenticato l'importanza della sua
stessa esistenza, e quindi scomparve... io volevo recuperare tutto cio',
volevo... o almeno ci volevo provare, evitare questa catastrofe. Ma prima di
tutto volevo rendere reale il mondo della fantasia, sicuro del fatto che cio'
non lo avrebbe in alcun modo contaminato... anzi, poteva fungere da faro per la
salvezza dell'Umanita'.
Ovviamente nessuno dei miei simili era d'accordo con questo progetto. Il mondo
della fantasia per loro era soltanto un cumulo di immonde sciocchezze degne solo
di persone poco serie. Ma io non volevo cedere in alcun modo, mi era stato
affidato un compito e volevo adempiere al mio dovere a modo mio. Altre volte
avevo ceduto, ma adesso no, non lo avrei fatto in alcun modo. Ma avevo bisogno
di aiuto. Avevo bisogno di Loro, dei creatori di quel mondo che io volevo
rendere vero. Sono stati Loro i miei primi eletti. Li ho chiamati, ed hanno
subito risposto e detto si al mio progetto. L'avventura poteva cominciare.
Ognuno di Loro disegno' i suoi personaggi, ed io, come un novello Frankenstein,
diedi loro la vita. Ribattezzai il mio pianeta, ora, finalmente, potevo
realizzare il mio sogno... Pilotare un robot e spaccare in quattro i miei
nemici. Ma come si sa, i bei sogni durano poco, e ben presto fui richiamato
all'ordine dai miei vecchi Maestri. Mi dissero che stavo mettendo a dura prova
la loro pazienza e che avrei dovuto rispedire tutti da dove erano venuti e
pensare unicamente al mio compito, in maniera asettica e fredda. Ero a bordo del
Daltanious, quando ebbi la loro visita, e nessuno poteva scocciarmi... Non ci
pensai su neanche un istante, ed urlai << SIETE TUTTI CON ME ? >>, l'intero
pianeta fu sconvolto da un fremito, era l'effetto della loro risposta: << FINO
ALLA MORTE !! >>. I miei nuovi nemici furono sconvolti dalla mia condotta e mi
diedero un ultimatum... io li salutai con la fiamma disintegrante.
Ormai era la guerra. Ma ben presto mi resi conto del mio errore. Non ero ancora
pienamente padrone dei miei poteri. Non potevo assicurare ai miei amici la loro
vera e fantastica forza. Ma ormai era fatta, non potevo tirarmi indietro.
Non tutti pero' mi erano nemici, altri come me, provenienti da altri pianeti,
mi appoggiavano... ma rimasero neutri, erano dei gran fifoni. E quindi alla fin
fine il mio unico vero nemico era il pianeta di origine di quella gente che mi
aveva scelto. Il primo attacco fu il mio. Grave errore, mi stavano aspettando.
La mia flotta era costituita da tutti i robot, o almeno quelli piu' forti...
alcuni erano rimasti a casa. Persino le guerriere Sailor volevano essere dei
nostri. Quando abbiamo smesso di ridere io ho gentilmente detto loro di restare
a casa... in cucina, e che tornavamo per cena ! potevano servire a qualcosa pure
loro. Sarebbe stata una follia portarsele dietro, erano un inutile peso. Una di
loro ebbe persino l'ardire di sfidarmi: se mi avesse battuto a scacchi venivano
anche loro. Io, quasi quasi avevo pensato di perdere apposta per continuare a
farmi un sacco si risate, ma ebbi rispetto per il nobile gioco,... non mi
impegnai piu' di tanto, mi divertii a farle credere di essere in difficolta', di
essere spacciato... secondo me sta ancora chiedendosi come ha fatto a perdere,
ricevere matto in 7 mosse puo' essere veramente scioccante.
Ma non c'erano solo robot, c'erano anche la Yamato e l'Arcadia e...l'Enterprise
guidata dal prode James T. Kirk in persona."
Kirk tra il pubblico, "eccomi, eccomi sono qua... chi vuole un autografo ?" lo
ignorarono tutti e lui sconsolato torno' a sedersi.
"Il pianeta nemico sembrava apparentemente indifeso, pensai che vedendo un
simile esercito si fossero arresi ancor prima di combattere, ma mi sbagliai.
Quando fummo entrati nella loro atmosfera apparvero dal nulla un' enorme
quantita' di satelliti da combattimento, e cominciarono a spararci alle
spalle,... vigliacchi !
l'Enterprise aveva gli scudi alzati e assorbi' qualche colpo con relativa
facilita' ma gli altri miei compagni venivano seriamente danneggiati. Tutti i
disegnatori erano alla frusta, dovevano ridisegnare ogni parte distrutta, la
Yamato era stata ridisegnata per ben 6 volte, lo staff di Matsumoto non ne
poteva piu'. Il Daltanious pilotato da me era illeso, ero io il suo scudo.
Vedevo i miei amici soccombere di fronte a quell'attacco a sorpresa. Ogni loro
arma era inutile, ed era colpa mia. Non avevo abbastanza forza da donare alle
loro armi tutta l'energia di cui avevano bisogno per essere efficaci nel mondo
reale, dare loro la vita era stato un giochetto. Avvolsi quel che restava della
mia flotta con la mia aurea vitale e ci ritirammo.
Ero profondamente depresso, avevo rovinato tutto per la mia mania di grandezza,
non ero ancora pronto per la conquista dell'Universo. Ero demoralizzato, non
sapevo come fare per vincere la guerra. I miei vecchi Maestri mi diedero
un'ultima possibilita': loro avrebbero dimenticato il mio affronto ed io avrei
rinunciato a dar vita al mondo della fantasia. Il mio orgoglio era messo a dura
prova, non potevo cedere, ma avrei messo i miei amici in serio pericolo... che
fare ? mi rivolsi allora ai miei compagni di lotta, loro erano tutti con me, <<
meglio morire per te, che tornare ad essere degli inutili pezzi di carta >>
dissero, ed io salutai gli ingraditi ospiti con un sano raggio protonico.
Pero' non ero ancora pronto per un'altra battaglia, ero troppo stanco, non
avevo un piano d'attacco efficace e non sapevo come fare per trovare l'energia
necessaria per rendere le loro armi efficaci anche nel mondo della realta'. Ero
in un vicolo cieco, mi ero messo nei guai. Ormai era diventata un'ossessione,
come ? come fare per vincere la guerra ? avevo esaurito gran parte della mia
energia nella prima battaglia ed ormai stavo perdendo quasi tutta la mia
potenza. E fu per questo che non mi accorsi che la mia flotta era partita senza
di me, verso morte certa ! il loro era un ultimo gesto di rispetto ed amicizia
nei miei confronti, volevano che io tornassi ad essere Pomantik, volevano
sacrificarsi per me. Tutti loro non tornarono piu', ed era colpa mia... io li
avevo costretti a quell'insano gesto... vagavo per il pianeta come un vecchio
decrepito, ormai mi era rimasto poco da vivere, o meglio, stavo per perdere ogni
mia conoscenza e quindi ogni mio potere, stavo per diventare un umile servo.
Ma accadde qualcosa di imprevedibile. Tutti i disegnatori gli sceneggiatori ed
i registi che io avevo chiamato su Helios ci provarono di nuovo, fecero un
ultimo tentativo. Ridisegnarono tutti i robot, la Yamato e l'Arcadia e
Roddenberry in persona rimise su l'Enterprise con il suo equipaggio. Io diedi
loro, per l'ultima volta, la vita e li mandai, da soli, verso l'ultima
battaglia... la battaglia della vita. Io ero con loro nello spirito, ma non
potevo aiutarli.
Ognuno di loro cercava di trarre forza dalla convinzione di essere reali di
essere vivi. Ma l'esito della battaglia non stava mutando, le prendevano da
tutte le parti. Bisognava trovare una soluzione, ma presto... la sconfitta
definitiva era ormai prossima.
Il dottor Earl ebbe l'idea che ci salvo' tutti. Ognuno di loro non aveva la
forza per combattere, dovevano unirsi. L'idea piacque fin da subito agli autori,
non c'era tempo da perdere... si misero al lavoro, e dopo una prima fase di
progettazione alquanto complessa, risolsero il problema.
Gli eroi di Pomantik unirono le loro forze, tutta la loro energia si fuse... e
nacque il Grande Daltanious guidato da Actarus in persona, l'unico in grado di
pilotarlo degnamente.
Il Grande Daltanious riuniva tutte le armi e tutta la forza di tutti i robot ed
anche della Yamato e dell'Arcadia. Tutti loro, uniti in un unico essere,
andarono all'attacco, e, se avessero fallito anche questa volta, avrebbero detto
addio a loro stessi, ma, cosa ancor piu grave, avrebbero deluso Me. Non ci
sarebbe stato modo di ridare loro la vita... si sacrificavano per Me, ancora una
volta !
I miei nemici sottovalutarono la sua forza, ben presto si dovettero ricredere.
Le sue armi erano efficaci, e gli autori avevano affidato tutte le riparazioni
ad un mega-computer grafico, il Grande Daltanious era, a tutti gli effetti,
indistruttibile ed invincibile.
Con pochi colpi ben assestati distrusse quei maledetti satelliti contro cui mi
ero imbattuto nella prima battaglia e si dirigeva verso il suolo del pianeta
nemico. Ma venne bloccato in cielo da una flotta immensa di altri robot - veri -
ed aerei. Ma non c'era problema, i Cosmo Tigers guidati dal loro capitano Kodai
tennero testa al nemico. I robot nemici erano molto forti ma il Grande
Daltanious era protetto dagli scudi dell'Enterprise e poteva combattere con
relativa tranquillita'. Sembrava che l'esito di quest'ultima battaglia fosse
ormai scontato, ma non era cosi', quello era appena l'inizio. Dalla base nemica
fu centrato in pieno da una quantita' immensa di missili. I suoi scudi furono
distrutti, ma questo non era niente. I servizi segreti nemici erano giunti sul
mio pianeta ed avevano trovato il laboratorio degli autori, anche loro erano
attaccati.
Era una battaglia di proporzioni galattiche. Le difese del laboratorio erano in
grado di sostenere l'attacco nemico, ma gran parte della sua energia era
dedicata alla difesa, le riparazioni del Grande Daltanious andavano molto a
rilento, gli autori si videro costretti a sopperire all'assenza del computer in
prima persona, le cose si mettevano male. Le grandi dimensioni del mio Robot gli
davano la possibilita' di difendersi dal nemico, pur senza adeguate riparazioni.
Molti robot furono distrutti. Il Grande Daltanious era una furia, doveva
sbarazzarsi di quella flotta per andare in aiuto dei suoi creatori, ma non era
cosi' semplice. I pochi robot rimasti si unirono anche loro in un unico grande
Robot.
La lotta era cruenta, i Cosmo Tigers avevano quasi del tutto esaurito il loro
compito, gli aerei nemici furono richiamati dal Grande Robot nemico ed i primi
rientrarono nel Grande Daltanious. La lotta ormai si era ridotta a loro due. Si
guardavano, si studiavano e nessuno di loro aveva la forza di sferrare il primo
attacco. Actarus, ormai stanco, venne sostituito da Tetsuya. Ma il mio prode
Robot era danneggiato, la sua energia era in forte calo. Io non potevo essergli
d'aiuto, non ne avevo la forza. Ma c'era bisogno di me. Una sola cosa potevo
fare, andare in difesa del laboratorio e permettere al computer di riparare il
mio Robot.
Le forze nemiche che avevano raggiunto il mio pianeta erano minime ma temibili.
Le difese del laboratorio si limitavano ad una barriera energetica - che traeva
moltissima energia al computer - ed alcune rampe di missili. Il nemico attaccava
da terra e dal cielo. Raggiunsi il laboratorio e costruii un generatore atomico
di energia con il quale potenziare lo scudo. Il computer, ora, poteva servire
per le riparazioni del Grande Daltanious.
Nel frattempo il mio unico baluardo veniva ulteriormente danneggiato. Poco
male, Tetsuya era abituato a combattere in quelle condizioni. Aveva esaurito
tutti i missili e non poteva usare nessun tipo di raggio energetico, doveva
limitare i consumi. Ad un certo punto venne avvolto da una luce accecante. Era
stato riparato. I miei nemici erano esterefatti, il frutto della fantasia degli
uomini li stava mettendo in seria difficolta'. Non capivano l'origine
dell'energia vitale che permetteva ai componenti del Grande Daltanious di
rendere efficaci le loro armi. Non capivano perche' ignoravano il suo valore.
Temevano seriamente di essere sconfitti. Il loro Robot era duramente attaccato
ma si difendeva ancora con relativa facilita'.
I due continuarono a lottare con spade, mazze ferrate, grandi balestre e magli
perforanti, la loro forza si equiparava. Tetsuya doveva trovare una soluzione,
doveva trovare il suo punto debole. Ad un certo punto dal Robot nemico usci' una
voce, era il Sommo Maestro che parlava << non puoi combattere ancora a lungo, tu
non esisti, sei il frutto della fantasia di un popolo inferiore, non puoi nulla
contro di me... TU NON ESISTI, vi state battendo con onore e siamo notevolmente
sorpresi dal vostro valore e per questo sarete risparmiati, ma cercate di essere
realistici ! il vostro creatore non ha la forza di sostenervi, ARRENDETEVI ! SE
NON VOLETE ESSERE DISTRUTTI >>
Il nemico aveva paura e ricorreva a questi mezzucci subdoli per avere la
meglio. Il momento era drammatico. Tetsuya aveva dei dubbi. Si fece un rapido
summit, io davo loro liberta' di scelta, se si fossero arresi avrebbero evitato
di essere distrutti, io non potevo chiedere loro un ulteriore sacrificio. Il
Grande Daltanious cadde al suolo, non era piu' unito come prima, quelle parole
avevano lasciato il segno, ma alla fine TUTTI risposero al Sommo Maestro << SE
NON HAI PAURA DI QUESTA POTENZA, FATTI AVANTI >> ... ora c'era Haran Banjo alla
guida del Robot.
Il Sommo Maestro rispose << AMMIRO IL VOSTRO CORAGGIO,... pazzi, MA NON POTETE
NULLA CONTRO DI ME, AVRETE UNA MORTE ONOREVOLE... degna di voi >>. La lotta
riprese. I due si scambiavano colpi tremendi, Banjo non riusciva a trovare alcun
punto debole. Non poteva che tentare un attacco massiccio, aveva bisogno
dell'attacco solare. Il Grande Daltanious raccolse tutte le sue forze << ATTACCO
SOLARE, ENERGIA !! >> il Robot nemico afferro' il suo scudo per proteggersi. Lo
scudo era enorme e molto resistente, ma fini' in pezzi, il Robot era illeso e
pronto per sferrare il suo attacco.
Il mio eroe fu raggiunto da armi potentissime, ed in piu' era nuovamente a
corto di energia. Bisognava cambiare tattica. Il nemico non poteva essere
battuto in quel modo, bisognava convogliare tutta l'energia dei vari componenti
in un unico attacco. Protetti dagli scudi dell'Enterprise, finalmente riparati,
i miei Eroi si preparavano per l'attacco finale, dal laboratorio parti' un
potentissimo raggio energetico che potenzio' ulteriormente il mio Robot, tutti
uniti avrebbero usato il cannone ad onde moventi della Yamato. Il nemico
continuava il suo attacco era ormai sicuro della vittoria.
Tutti insieme urlarono << 10,...9,...8,...7,...6, (dalle fauci di Beralios
apparivano le prime tracce dell'imminente attacco)...5,...4,...3,...2,...1,...
FUOCO !! >> l'energia del colpo illumino' gran parte della galassia e prese in
pieno il nemico. Nessuna sua difesa era servita a qualcosa, il Grande Daltanious
aveva vinto. Il Sommo Maestro rimase di sasso, era come pietrificato dal
terrore. Ma non poteva arrendersi. Diede un ordine e dalle viscere del pianeta
apparve un' immensa astronave. Il mio Robot aveva usato tutta l'energia a sua
disposizione e non poteva sostenere ulteriori attacchi, era indifeso, alla
merce' del nemico. Erano riusciti a mettere in dura difficolta' il nemico,
avevano combattuto con immenso coraggio ma non potevano sostenere ancora per
molto quella battaglia. Fu investito da una raffica intensissima di missili
enormi e potentissimi, le riparazioni avvenivano con una velocita'
impressionante e le sue capacita' di difesa erano del tutto assenti, non poteva
che schivare qualche colpo.
I miei Eroi avevano bisogno di me, un attacco troppo intenso li avrebbe
distrutti. Ma io non avevo la forza di aiutarli. I miei amici mi salutarono per
l'ultima volta << ti ringraziamo per l'occasione che ci hai dato,... siamo stati
sconfitti, perdonaci per averti deluso... e' stato bello conoscersi !! >> quelle
parole mi fecero ritrovare quella forza che era dentro di me e che temevo di
aver perso per sempre... finalmente avevo capito ! per vincere dovevo prendere
coscienza di me e della mia forza, presi esempio dai miei amici.
Dall'astronave nemica stavano per preparare l'attacco finale: un enorme cannone
era uscito dalla sua parte inferiore e si preparavano a far fuoco, era la fine !
Ritornato quello di una volta, anche piu' forte di prima, stavo correndo in
loro aiuto, dovevo impedire la loro distruzione.
Dall'astronave nemica << 10,...9,...8,...7,...6,...5,...4,...3,...2,...1,...>>
.. dal Grande Daltanious << AGGANCIO... TOTALE >>,... << ... FUOCO !!! >>,
anch'io mi ero unito a loro. Venimmo investiti da una spaventosa quantita' di
energia... con la mia Scienza trasformai quell'attacco a nostro favore: assorbii
tutta quell' energia. Avevamo la vittoria in pugno. Ero tornato quello di un
tempo, ero tornato ad essere Pomantik.
Il Sommo Maestro conosceva bene il mio valore, ma confidava ancora nella sua
forza. Non poteva certo arrendersi, non ora !! E fece l'unico errore che non
doveva fare, mi sottovaluto'... non chiese aiuto ad altri, voleva concludere la
guerra con le sue sole forze. In fondo lui era il Sommo Maestro ed io soltanto
un suo discepolo. Dall'astronave usci' un altro Robot, piu' grande e piu' forte
del precedente, alla guida c'era Lui. Io ero alla guida del Grande Daltanious.
Eravamo li', uno di fronte all'altro... era lo scontro finale, uno scontro tra
titani. Ci guardavamo, lui non sapeva cosa fare io aspettavo una sua mossa.
Inizio' ad attaccarmi con dei missili che gli uscivano dal petto e
contemporaneamente con un raggio molto potente che stava quasi per staccare un
braccio del Robot io risposi con un colpo di cannone dalla base del piede
destro. Continuammo cosi', senza arrivare al contatto fisico, per ancora molto
tempo... ma quel modo di combattere non era redditizio ne' per lui ne' per me.
Il Grande Daltanious poteva essere distrutto solo se colpito con un colpo
mortale. La lotta si potrasse per lungo tempo senza esito.
Eravamo ormai sfiniti. Lui non evidenziava nessun punto debole, non sapevo come
attaccarlo. Cademmo al suolo entrambi, entrambi sfiniti, entrambi senza idee.
Estrasse un' enorme spada, io sfoderai la spada diabolica. Ci scambiavamo dei
colpi tremendi. Ad un certo punto spicco' un salto e cerco' di colpirmi con la
sua arma, io mi difesi... e mi venne un' idea, avevo un piano !
Simulai una distrazione e mi feci disarmare, lui, sicuro della vittoria,
spicco' un nuovo salto... io mi preparai allo scontro. Sotto gli occhi di tutti
gli altri Maestri il nostro duello stava per concludersi. Il Sommo Maestro stava
per sferrare un colpo tremendo,... meravigliando tutti, mi limitai a bloccare la
lama della spada del mio avversario con le sole mani, come un samurai. Non
potevo resistere a lungo, ed infatti non opponevo una forte resistenza. I due
Robot erano molto vicini, il mio era in ginocchio, l'altro mi sovrastava. Potevo
vedere il Sommo Maestro in faccia, era sicuro di se e rideva, sicuro della
vittoria.
Quando eravamo abbastanza vicini misi in atto il mio piano, urlai << SUPER...
SPADA... INFUOCATA !! >> la sua faccia si fece titubante, non capiva quello che
stava accadendo... resosi conto del suo errore, ormai troppo tardi, si
allontano' da me con il suo Robot trafitto in pieno petto dalla Super Spada
Infuocata, io mi avventai su di lui come un fulmine, estrassi l'arma dal suo
petto e lo colpii mortalmente. Dal Robot fatto a pezzi usci', un istante prima
della sua esplosione, una navicella con il Sommo Maestro all'interno, questi si
rifugio' sull'astronave. Era rimasto profondamente scioccato dall'intelligenza
tattica del suo avversario, ma non era ancora domo.
<< MALEDETTO, MALEDETTO !! NON CREDERE DI AVER VINTO, NON POSSO FARMI
SCONFIGGERE DA UN CARTONE ANIMATO, AVRAI UNA MORTE TREMENDA >> e chiama a
raccolta il suo popolo, << DISTRUGGIAMOLO, DISTRUGGIAMOLO INSIEME, non possiamo
farci sconfiggere da quello li' >> e loro risposero, << NO, TI SBAGLI !! >>, e
lui << COME MI SBAGLIO ? che dite PAZZI ! >>, << abbiamo visto tutto, hai usato
dei mezzi sleali pur di vincere... parlo a nome di tutti,... NOI SIAMO CON
POMANTIK, SARA' LUI A GUIDARCI D'ORA IN POI !! >>, e rivolgendosi a me, <<
POMANTIK, il tuo valore e' degno di un RE !! >>. Il Sommo Maestro era fuori di
se, ma ormai non poteva farci nulla, era rimasto solo... solo sconfiggendomi
lealmente avrebbe potuto ristabilire le gerarchie. La sua era un'impresa ormai
disperata. L'astronave era davanti a me e si apprestava a far fuoco di nuovo, io
stavo per sferrare l'attacco finale.
Portai in alto la Super Spada Infuocata ed urlai << ENERGIA... SUPER... ATOMICA
>> il Grande Daltanious era un'immensa palla di fuoco. Mi diressi verso di lui
per farla finita. Il cannone nemico fece fuoco. Fui colpito in pieno, le nostre
energie si fusero... la sua si uni' alla mia. Un'immensa lama di energia
attraverso' l'astronave spaccandola in due parti. Il Sommo Maestro fuggi'.
La guerra era finita, i miei eroi mi avevano portato alla vittoria. Il mio
sogno si era realizzato. Mi elessero Imperatore dell'Universo per acclamazione.
Il Grande Daltanious sarebbe stato pronto qualora ce ne fosse stato bisogno. Il
mio vecchio nemico capi' ed accetto' la sua sconfitta. Ora siamo grandi amici.
Ancor prima di tornare sul mio nuovo pianeta, avevo un compito. Tornai sulla
terra, nel momento cruciale della sua distruzione. Il mondo era diviso in due
fazioni, che si odiavano da secoli senza saperne piu' il perche', ma nessuno di
loro si poneva domande. I due rispettivi governi avevano in progetto un attacco
a sorpresa che avrebbe distrutto la parte avversa. Erano accecati da anni ed
anni di inutile guerra commerciale, ora volevano farla finita sul serio. Io
arrivai appena in tempo, a dire il vero... il momento lo scelsi apposta ! e
riuscii a metterli d'accordo, infatti entrambi se la presero con me e cercarono
di distruggermi. Ingenui ! in pochi attimi feci fuori le forze avverse ed
eliminai i due governi. Nessuno capiva quello che stava accadendo, credevano che
io fossi un conquistatore venuto da un altro pianeta. In effetti era vero, ma
non venivo da un altro pianeta ! Le due popolazioni nemiche ebbero modo di
conoscersi, scoprirono di essere fatti allo stesso modo... e che nessuno degli
ex-nemici era malvagio come gli era stato detto. Dopo una rapida consultazione
decisi di lasciare Capitan Harlock come loro guida per un po', ma nonostante
cio' li avevo lasciati all'autodeterminazione, senza economia e senza
politica... CHE PACE !! L'Umanita' era salva.
Finalmente tornai a casa, ed organizzai una grande festa. Fu imbandita una
grande tavolata per fare un grande pranzo. Piu' che una festa era il
riconoscimento della mia conquistata autorita'. Per non sfigurare con i miei
ospiti mi affidai alla coppia Godai/Kyoko, mentre lui accudiva ai tanti bambini
lei si occupava della cucina, i due si guardavano negli occhi molto
intensamente, pur essendo molto distanti ed indaffarati.
Quelle cinque inette rompevano ancora. Volevano essere utili anche loro, visto
che , grazie a me, non avevano partecipato alla guerra. Mi venne un'idea,
potevano servire anche loro... nel senso che avevo bisogno proprio di cinque
cameriere, come disse un tale, "la serva, serve !".
A conclusione della festa fui incoronato Imperatore dell'Universo con cerimonia
solenne. Ben presto ebbi la necessita' di avere dei sudditi servizievoli che
servissero me e i miei eroi. Chi, meglio degli IACers, poteva adempiere a questo
compito ? il resto lo sapete gia'. La Storia finisce qua... piaciuto il tono
vagamente melodrammatico ? "
Tutti gli allievi-Aniba erano estasiati dal racconto, quella Storia non faceva
parte del loro programma di studi, ma di un successivo corso di specializzazione
che solo pochi riuscivano a frequentare. Sato e Controzzi -Aniba avevano
frequentato e superato quel corso, ma non erano i soli. Questi due fecero una
domanda al loro Signore , "Ci scusi Signore ! vorremmo' farle una domanda",
"bravi ! cosa volete sapere ?", "e' da molto che vorremmo chiederle un
chiarimento", "allora... cosa volete sapere ?", "Lei ora e' eterno ed
immortale", "si... ", "e' padrone dello spazio e del tempo, ed e' ovunque in
qualunque momento", "certo... ", "e tutto cio' e' frutto della Sua Somma
Scienza", "e allora ?", "non ci e' chiaro che senso avesse avuto questa
guerra... ognuno di voi era a conoscenza delle mosse dell'altro ed avevate gli
stessi poteri... che senso aveva combattere ?", "pignoli eh ? siete pignoli ma
siete nel giusto ! con quei presupposti era impossibile ogni tipo di lotta. Tra
di noi pero' vigeva un codice d'onore che ci imponeva di rinunciare a simili
poteri. Pur continuando ad essere padroni dello spazio e del tempo, nessuno di
noi poteva approfittarne. Il mio piano non sarebbe mai potuto riuscire, avremmo
continuato a lottare per sempre", "grazie Signore ! ora ci e' tutto piu'
chiaro", "dovere, dovere !!".
Pomantik si fece ridare quei fogli dal suo fido Gio'-Aniba e continuo' a
scrivere. Aveva ancora da chiarire una cosetta per i lettori di IAC umani... era
difficile trovarli, ma c'erano !
Se Gio'-Aniba, e tutti gli altri, avessero letto cio' che stava per spedire
avrebbero scoperto che Lui non conosceva il futuro di IAC. Cio' avrebbe leso la
sua autorita' e questo era inconcepibile. Ebbene, quelle righe incriminate non
sono visibili agli Aniba-sudditi ma solo agli Aniba-semi-umani, ovvero agli
IACers. Nemmeno queste lo sono, ovviamente ! Pero' gli IACers avrebbero saputo
tutto... poco male, non potevano nulla contro di Lui !
Sato e Controzzi -Aniba, cercarono, approfittando della sua distrazione, di
avvertire via e-mail i loro io-umani, volevano evitare nuove punizioni: ogni
loro malefatta del passato si ripercuoteva su di loro... ORA ! ma furono
bloccati in tempo. Non la si fa a Pomantik !!
Gio'-Aniba continuava ad informare il suo Signore e Padrone delle malefatte dei
suoi futuri sudditi. Procedeva tutto come sempre. "Signore, Signore !
Amato-Aniba sta cercando di copiare dalla realta', merita una lezione,... non
crede ?", "lascialo fare, lasciali fare... lasciamo che Sato e Controzzi si
alleino contro di me, nessuno di loro puo' competere con il loro futuro
Imperatore, e non possono che copiare ! ho gia' lasciato a Pomante il compito di
occuparsi di loro, io mi limitero' a qualche sortita di tanto in tanto".
Ognuno torno' al suo posto, gli allievi-Aniba tornarono a scuola. Raccontare
quella Storia gli aveva ricordato un compito da assolvere, spedi' - questa volta
personalmente - il suo ultimo racconto e parti',... a bordo del Grande
Daltanious si diresse verso una galassia lontana, c'era bisogno di Lui.
Il vostro Imperatore vi saluta, futuri sudditi !!
SERGIK POMANTIK - Imperatore dell'Universo
*** Pianeta Helios ***
Terza Galassia in fondo a destra, alla sinistra della grande montagna.
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