POMANTIK, L'Imperatore dell'Universo.
Nell'universo eterno e sterminato nulla sembrava poter turbare quella calma e
quella pace che regnavano ormai da molto tempo, ma non era cosi'.
Su di un pianeta, un lontano pianeta, attorno al quale tutte le galassie
ruotavano e ruotano tuttora ed in tempo molto lontano, regnava Lui, era un uomo?
era un super-uomo ? no ! nulla di tutto questo e molto di piu', era Pomantik
L'Imperatore dell'Universo.
Su Helios, il nome del pianeta, il nostro eroe aveva una vita tranquilla, "in
fondo", ripeteva spesso, "e' bello essere Re". Era circondato dai personaggi dei
suoi cartoni preferiti e non, cartoni che lo avevano amabilmente portato fin
dall'infanzia a quello che era ora.
I lettori si staranno chiedendo chi fosse Costui, la risposta e' semplice.
Era un uomo come gli altri, MA un giorno accadde qualcosa di imprevedibile, era
stato scelto era L'Eletto.
Aveva avuto una vita brillante e piena di soddisfazioni, ma, anche per lui era
giunto il fatale momento. Nel delirio ebbe una visione, degli esseri
,indescrivibili, gli apparvero in sogno, ma non era un sogno, era la realta' !
Ben presto cio' che era stato non era piu', ma... era nato Pomantik, il
padrone dell' Universo.
Era stato dotato di poteri immensi, poteva dominare il tempo e lo spazio,
muoversi da un pianeta all'altro, da un'epoca all'altra. Aveva una schiera di
sudditi felicissimi di servirlo e di essere sua fonte di divertimento.
Memore della sua vita terrestre aveva avuto un occhio di riguardo per i suoi
vecchi amici (??) di I.A.C., erano loro i suoi sudditi, erano i suoi prescelti,
come Lui lo era di quegli Esseri, ma il Nostro era Loro pari, questi no ! erano
sudditi. Un mistero lo tormentava, nonostante tutti i suoi immensi poteri non
era ancora riuscito a capire come potessero questi essere tutti di Pisa e
chiamarsi tutti Andrea. Ma Pomantik aveva una missione ben piu' importante del
capire una tale assurdita', la sua era Scienza non Fantascienza.
I suoi sottomessi avevano studiato molto prima di poter avere l'onore di
servirlo, era molto difficile ottenere il titolo di ANIBA.
Tutti i suoi sudditi, i vecchi frequentatori di IAC erano mostri ANIBA, ed
erano felicissimi di esserlo.
Era stato piu' buono, forse ! con uno di loro, con Andrea-TheGIO'-Aniba, che
si era distinto fra tutti per essere stato piu' rispettoso verso colui che era
destinato a diventare il suo unico Signore e Padrone. Andrea-TheGIO'-Aniba era
quello che un terrestre chiamerebbe "avvocato", era specializzato in contratti,
ed aveva un compito molto importante: far si che il suo Signore venisse
informato di tutto, tutto cio' che poteva in qualche modo turbare l'ordine
universale (compito inutile, Lui sapeva sempre tutto) che Pomantik aveva il
dovere di ristabilire. Qualunque fosse il posto, qualunque fosse il tempo
Pomantik era li', doveva essere li'.
Era giorno di festa sul pianeta Helios e nel restante Universo conosciuto e
non, era il Suo compleanno. Tutti i suoi sudditi avevano messo il vestito della
domenica e aspettavano che il loro Signore si degnasse di salutarli, in fondo
era un buono dall'animo sensibile.
Tutti i personaggi dei cartoni, meglio conosciuti come Anime, ma Lui era un
purista e rimaneva fedele alla sua lingua madre, sfilavano per Lui, in Suo
onore. C'erano tutti, proprio tutti. C'erano anche i due Liocorni, pensate un
po'!
I piu' pignoli si staranno chiedendo come sia possibile che Pomantik essendo
immune dallo scorrere del tempo festeggi il compleanno. Ebbene, in realta'
Pomantik non aveva nessun compleanno da festeggiare, quel giorno gli andava
cosi. Doveva in qualche modo permettere ai suoi sottomessi di festeggiarlo un
po', non credete ?
Pomantik in fondo era un po' scocciato, mai un pensiero mai una
preoccupazione, era troppo potente, nulla poteva metterlo in difficolta'. Era
profondamente incuriosito da una strana personalita' del mondo dei cartoni,...
un certo Ranma ! Non riusciva a capire se dovesse radiarlo dal suo Mondo, ovvero
dall'Universo, (per andare dove ? boh ?) per ambiguita' sessuale oppure se
capire una cosi' spiacevole condizione, in fondo non era il solo. Quel giorno
lo/a volle chiamare per ufficializzare la sua permanenza fra gli eletti.
"ALLORA, DOV'E' ?", tuono' Pomantik, "Non si trova, e' scomparso/a, l'ultima
volta e' stato visto ai bagni che scappava inseguito da uno stuolo di femmine",
rispose sconsolato Gio'-Aniba. Ad un certo punto si senti' uno strano rumore,
era lui ? mah chi puo' dirlo, forse era lei ! Era lei infatti, la versione
femmina di Ranma, scappava inseguita da persone anch'esse dal sesso incerto,
"dai, prendila", "pork.putt. corre veloce pero' eh ?!", "possibile che non si
riesca a raggiungerla, in fondo abbiamo un idrante professionale e l'autobotte
dei pompieri rubata a Grisu' !", "dai, vai con l'acqua fredda, insisti con la
fredda", "ma che dici, ci vuole l'acqua calda", "ma va la', qui comando io e si
fa' come voglio io, ho detto fredda e deve essere fredda !"...
"BASTA !!", irrompe Pomantik, "MA DOVE SIAMO ? io vi caccio tutti, MASSA DI
FROCI !!". Ranma ormai stravolta raggiunge il suo Signore, "buon compleanno mio
Signore, Vi trovo in forma... cosa fa' stasera ?", e ammicca. Pomantik
stravolto, "EH ? ma che fai, ci provi con me ? ma io ti...", si trattiene e
continua, "BAH, in fondo cosa potevo aspettarmi da te, ti compatisco, non e'
colpa tua,... ti avevo fatto o fatta chiamare, che ne so' !", e lei, "mah, e chi
lo sa', ormai non ci capisco piu' niente nemmeno io", "APPUNTO !", esclamo'
L'Imperatore, "dicevo, avevo chiesto di te. Io sono comprensivo e capisco la...
vostra condizione, e nonostante tutto, compresa la tua insolenza, ti permetto di
rimanere ! ma, occhio fate i bravi, altrimenti potrei ricredermi", "ci siamo
capiti ?" rivolgendosi anche agli inseguitori di prima, ed insieme, "SI' MIO
SIGNORE, faremo i buoni e non turberemo piu' la quiete e la tranquillita' di
questo posto", udito questo Pomantik era compiaciuto, "bravi, spero che abbiate
capito, potete andare tutti... ma in silenzio, senza correre", i poveretti si
incamminano a passo sempre piu' spedito e quelli di prima riprendono a correre e
ad inseguire Ranma che ovviamente riprende a scappare come prima, Pomantik si
mette una mano sulla faccia e scuotendo la testa esclama sconsolato "io questi
prima o poi li caccio, oh se li caccio !".
Gio'-Aniba cerca di consolarlo, "non si preoccupi Mio Signore, dopo ci parlo
io, vedro' di aggiustare le cose", "ma cosa aggiusti tu ?", replico' Lui, "con
quello schifo di home page che avevi e di cui andavi tanto fiero non sei molto
credibile, lascia perdere va'", il sottomesso col capo chino, "ha ragione Lei,
come ho potuto dire una simile sciocchezza ? mi scuso per la mia superbia", "sei
scusato, sei scusato, tutti possono sbagliare, il fatto e' che tu abusi troppo
di questa liberta'".
"EHILA' CAPO COME VA', BELLO ESSERE RE VERO ?", irruppero bonariamente il
principe Kento, Banjo, Tesuya, Actarus e tutti gli altri in ordine sparso.
"EHILA' BESTIE, siete ancora vivi ? Banjo, come te la passi ?", "eh Poma' (lui
poteva chiamarlo cosi', tutti loro potevano farlo, loro non erano suoi sudditi
ma quasi suoi pari) che te devo da di', senza Reika e Beauty proprio non ce
potevo sta', grazie per averle fatte veni' qua", "figurati, per tanto poco",
replico' compiaciuto Lui, ad un certo punto si ricordo' di una cosa che voleva
dirgli, "ma lo sai che sulla terra hai lasciato tutti in ansia ? potevi almeno
spegnere la luce, non credi ?", "eh gia', hai ragione", "ma ero cosi' contento
della tua chiamata che ho dimenticato tutto, persino di dire che non sarebbe
uscita una seconda serie perche' io venivo qui da te", "male ! potevi aspettare,
facevi qualche puntata e poi venivi... che fretta c'era ?", "si', hai ragione,
ma sai m'ero scocciato di combattere e poi chi me lo faceva fare ? rischiare la
vita per che ? per la gloria ? No, avevo gia' Reika e Beauty ! era un'attivita'
troppo rischiosa e per nulla renumerativa, seguire la scia del Meganoide che mi
spia... du' palle ! e poi ero quasi sul lastrico e dovevo scappare dai miei
creditori, ero pieno di debiti ! e qui almeno ho tutto gratis, grazie Pom !",
concluse Banjo commosso, Pomantik anche Lui commosso, lo abbraccio' e cosi' fece
con tutti gli altri, anche loro commossi dalla bonta' del loro Signore ed Amico.
Dopodiche' Pomantik prosegui' con i saluti, "Actarus, Maria !", si avvicina a
loro, chiama a se' Actarus e gli parla ad un orecchio, "dai che a me puoi dirlo,
non e' che con Venusia, eh ? ci siamo capiti, dai su' confessa a me puoi dirlo",
lui, scuro in volto e visibilmente turbato risponde, "a Poma' tu mi vuoi
rovinare, non ora... e' una lunga storia, ma sai, lontano da casa dagli affetti,
visto anche come era iniziata la serie, se becco l'assassino !", e tace
visibilmente commosso ripensando alle prime puntate della serie a lui dedicata.
Pomantik capisce ma non puo' far nulla per lui, ora c'e' Maria, che fine
farebbe ? lei era in dolce attesa; rivolgendosi ad entrambi disse "amici, come
chiamerete vostro figlio ?", loro si guardano e annuiscono ed Actarus esclama in
modo fiero, "Sergik !" (per chi non lo sapesse questo era il nome del nostro
eroe), "BRAVI ! grazie per il pensiero, lunga vita e prosperita' a voi ed alla
vostra progenie", i due si inchinano per ringraziare e si allontanano.
Ed ancora, "Kodai, Yuki ! ma ditemi un po', siete riusciti alla fine a... ?",
viene interrotto bruscamente da Kodai, "NO ! aspettavamo il tuo consenso e la
tua benedizione", Pomantik, "lo sai bene che per certe cose sono all'antica ! ti
dice niente l'espressione ius prime noctis ?", Yuki, non vista da Kodai, ha un
sussulto di gioia: non aveva mai osato confidare a Lui i suoi veri sentimenti,
ora era Lui che poteva renderla finalmente e realmente felice, anche se per un
solo momento. Kodai vede Yuki arrossire e chinare il capo, irritato fino
all'inverosimile e con un pugnale di rito in mano minacciando di farla finita
esclama, "NO ! non puoi, lei e' mia !", "tranquillo, scherzavo, ti pare che io
possa fare una cosa simile ? ricomponiti su'", sentendo questo Yuki capisce che
per lei era tutto finito, ma non si arrendeva, sarebbe riuscita un giorno a
realizzare il suo sogno d'amore.
Pomantik prosegui', "e dimmi, com'e' andata la cerimonia ?", a questo punto
tra il gruppo dei mostri Aniba uno di loro tenta la fuga ma viene prontamente
bloccato dagli altri, non si accorgono di nulla e Kodai risponde, "beh ! bene,
ma fino ad un certo punto", "spiegati meglio", chiese Lui, "un tizio bassino con
indosso una tuta dell'Italia ha cercato di bloccare la cerimonia, ha osato dire
che la mia sposa, Yuki, non dovesse essere di nessun altro, ha cercato di
rapirla ! capisci ?", nel dir questo Kodai sudava e fremeva col pugnale in mano,
era stato ferito nell'onore e non aveva potuto vendicarsi di un tale affronto,
quel tizio era scappato ed aveva lasciato di se' soltanto un modellino di
plastica della Yamato che quel tale portava sempre con se', Kodai lo mostra a
Pomantik e Lui che aveva gia' capito tutto, ha una conferma, ma non dice nulla.
Kodai continua, "se lo becco, se solo potessi averlo tra le mani", detto
questo si scaglia contro quell'inerme giocattolo ma viene bloccato da un urlo
disumano "NO ! non farlo, confesso, sono io quel tale, sono pronto a pagare per
quello che ho fatto ma non fare nulla a LEI !", scoppia in lacrime e si
inginocchia, era quel mostro Aniba che aveva tentato di scappare prima e di cui
nessuno di loro si era accorto, ma non Yuki, lei lo aveva riconosciuto e da quel
momento accusava uno strano malessere ! intervenne Pomantik, "vile suddito, chi
sei ?!", "come hai osato ?", "io ti... !", si ricompone e prosegue "verrai
punito come ti meriti, ma sara' Kodai a farlo, Kodai va' e torna vincitore,
almeno questa volta", ma interviene Yuki, "oh Derek (piccolo problema di
doppiaggio) perdonalo, fallo per me... in fondo e' gia' stato punito abbastanza
dalla sorte che l'ha fatto nascere cosi' com'e'", Kodai non sapeva trattenersi
dal piangere quando lei gli parlava in questo modo e, tra un singhiozzo e
l'altro, si fermo' ad un millimetro dal petto dello sventurato e disse, "puoi
andare !".
Si ricompose e corse ad abbracciare la sua sposa, i due si guardavano
intensamente negli occhi, si promisero amore eterno. Lui diceva "Yuki !" lei
rispondeva "oh Derek !" (un doppiaggio da schifo) sarebbero rimasti cosi' in
eterno se non fosse intervenuto Lui, "Ehi voi,... ALLORA ! la finite ? AOH !!
COLOMBI la finite ? avete la mia benedizione, capito ?", tutti gli altri loro
colleghi ed i sudditi Aniba erano profondamente sconvolti da quella visione,
tranne uno... che era in estasi mistica ! ben presto pero', dietro l'insistenza
del nostro eroe, i due smisero si parlare, FINALMENTE, ed iniziarono a darsi da
fare... Urla, schiamazzi, fischi, qualcuno faceva la ola altri chiedevano il
bis, ben presto tutto fini'. Applaudirono mestamente ed ognuno torno' a fare
quello che faceva prima. Yuki e Kodai salutano Pomantik e Lui, non visto da
Kodai, le fa' l'occhietto ! lei capisce e sorride, si sarebbero rivisti !
Pomantik in fondo era buono e sapeva tutto !! anche se a malincuore voleva
rendere felice quella brava ma sfortunata ragazza.
Pomantik saluta altri suoi vecchi amici, fa' un saluto particolare a Capitan
Harlock e si intrattiene col principe Kento, "Non mi guardare cosi' ! lo so' che
prima questo pianeta era tuo, pero' dai... te lo tratto bene no ?!", il
principe, "certo, certo... scusa ! tu sei l'Imperatore dell'Universo, non potevo
certo competere. E poi mi accontento di poco, non ho mai potuto sopportare
l'idea di dover lasciare la terra, anzi, vedi, ti ringrazio, adesso sono un uomo
libero", Pomantik concluse, " e comunque resti il mio secondo, il mio vice, non
hai nulla di cui preoccuparti". Pomantik saluta altri suoi vecchi amici e si
dirige verso i suoi sudditi, gli Aniba.
I suoi sudditi, gli eletti, erano schierati e pronti per essere passati in
rassegna dal loro Signore. Gio'-Aniba Lo informava volta per volta
sull'identita' e sulle mansioni di ogni Aniba.
Pomantik, "questo chi e' ? e che fa' ?", Gio'-Aniba rispose,
"Andrea-Bonsignori-Aniba, il suo compito e' quello di controllare tutte le
trasmissioni dell'Universo in modo da impedire ogni tipo di censura. E' a capo
della C.I.A. e' esperto in intercettazioni telematiche e, a tempo perso, fa' il
doppiatore di film porno."
Pomantik rivolgendosi al suddito "bravo, bravo... poi mi farai vedere alcuni
tuoi lavori di doppiaggio", il suddito si inginocchia e risponde "Signore, non
sono degno di tale onore", e Lui, "certo, certo lo so', ma io mi accontento di
poco, hai nulla da riferire in merito al tuo lavoro di agente segreto ?", "NO !
Signore, da quando la vecchia guardia e' sparita e' sparito ogni tipo di
censura, cosi' i bambini possono essere traviati da sesso e violenza, e noi
siamo tutti piu' contenti, lo scopo della C.I.A. in fondo e' questo e ci
riusciamo benissimo", disse questo con orgoglio e sicuro di aver reso felice il
Suo Signore che commento', "uff... che noia, mai niente di nuovo..."
E continuando, "tu chi sei ?", il suddito rispose "Andrea-Beltrame-Aniba,
Signore !", Pomantik ad un tratto si ricorda di lui e dice, "Ehila' scudiero,
come se la passa Beralios ? lo curi bene ?", e lui, "certo ! Signore ! e' la mia
unica ragione di vita"
... nel frattempo in lontananza si sentivano le voci di due mostri Aniba che
litigavano aspramente dicendosele di tutti i colori, Pomantik poteva distinguere
chiaramente cio' che si dicevano ma li lasciava sfogare, ci sarebbe stato tempo
anche per loro...
Pomantik sempre rivolto al suo scudiero, "ottimo, ma... dimmi, lo nutri sempre
allo stesso modo ?", Beltrame-Aniba sudava e balbettava era fuori di se' ed
incapace di restare in piedi, buttandosi in ginocchio disse "ce-r-to !
Si-gn-o-re ! co-me da su-o or-di-ne... " e Lui sorpreso "ma che ti succede ?
calmati, mi fai quasi paura. Ma allora me lo sai dire di che si nutre il mio
Leone ?", Beltrame-Aniba era ormai stravolto e privo di ogni parvenza umana e
sussurro', "gra-z-ie Si-gn-o-re ! a Be-ra-lios do' una... una... una ", Pomantik
fortemente irritato lo interrompe, "MA PORCA MISERIA, la smetti di balbettare ?
se non la smetti ti metto a pulire i cessi... UNA COSA ?", Beltrame-Aniba si fa'
forza e grida, "UNA... UNA GUERRIERA SAILOR AL GIORNO ! SIGNORE !", e Pomantik,
"ehhh ! e per tanto poco, cosa vuoi che sia ! Lui gradisce ?", Pomantik era
divertito, sapeva quanto fosse dura per questo suddito adempiere al suo compito.
A questo punto Beltrame-Aniba era pronto a tutto e rialzandosi spavaldamente
rispose, "certo che gradisce ! ci mancherebbe (sputando !!)", Pomantik
fortemente irritato ma molto divertito rispose, "COME OSI ? guardie mettetelo in
cella di isolamento televisivo, niente piu' Sailor Moon per un mese ! cosi'
impari !", il poveretto, capito il suo errore, "NO ! NO ! NO ! Signore, Padrone
abbia pieta', non lo faccio piu'... giuro sulla testa di Sailor Mercury che non
osero' mai piu' mancarLa di rispetto", Pomantik soddisfatto, " e sia ! ti
perdono, ma non peccare piu'... !!", Beltrame-Aniba ringrazia e va' via, era ora
di pranzo.
Intanto le voci in lontananza erano sempre piu' forti e dalle parole si stava
passando ai fatti, ma la situazione era sotto controllo, Pomantik sapeva cosa
fare.
Saluta ancora qualche suo suddito ma arriva ad una faccia conosciuta. "Questo
lo conosco", disse, "come ti chiami ?" e quello,"Andrea-Amato-Aniba, Signore !",
e Lui,"ah, gia', mi ricordo di te, chi ti ha dato quel nome ?","Lei, Signore !",
"bene, bene, ne sei contento ? ti piace il tuo nome ?", sempre piu' sottomesso,
"certo Signore ! ne sono felice, non potevo chiedere di meglio, per me e' un
onore...", Pomantik lo interrompe scocciato, "ok, ok, ho capito ! bravo, bravo,
se tutti i miei sudditi fossero sottomessi come te la mia vita sarebbe molto
noiosa e nessuno pulirebbe i cessi ! Ma, dimmi, come sta la tua famiglia ?", e
lui quasi piangendo per l'emozione, "bene, bene, anche se da quando AVM e'
andata in pensione, in casa mia non si vive piu', non fa' che andare in giro con
un paio di forbici ed urlare, 'devo tagliare, devo tagliare... datemi qualcosa
da tagliare...' sigh, povera donna, che fine indegna...", "capisco ! e il resto
della famiglia ?", Amato-Aniba sempre piu' disperato, "sono a pezzi Signore,
abbia pieta' ! mia figlia Cristina e' scappata con un rokkettaro dal ciuffo blu'
e non so' piu' nulla di lei da 3 mesi, l'altra mia figlia, Maria, e'
innamoratissima di Speedy Gonzales e mi sta prosciugando col telefono, le
intergalattiche costano !! mia moglie, invece, purtroppo... e' sempre con me,
sigh, sob, strasob".
E Lui capendo quella brutta condizione dice, "non piangere, torna a casa, e
vedrai che tutto si e' aggiustato", Amato-Aniba ormai non osava piu' nemmeno
calpestare la Sua ombra e replico', "grazie, grazie, Signore ! sapevo di poter
contare nel mio unico Signore e Padrone".
Pomantik pensava tra se' e se' e rideva, "torna, torna pure a casa, AVM avra'
sfogato le sue manie sulla tua collezione di manga tua figlia Cristina e'
tornata con l'intero gruppo dei Beehive che prova in garage tutte le notti,
Maria si sara' sposata con Speedy Gonzales e ti ritroverai per casa un topo che
avra' fatto cosi' tanti danni che tutti ti chiederanno risarcimenti... come sono
perfido, ma non avresti dovuto dire quelle infamita' ! CREPA. Ma con te non e'
finita qui".
Gio'-Aniba si rivolge al suo Re, "Signore, quei due stanno esagerando, non
sarebbe il caso di intervenire ?", Pomantik, "apprezzo la tua fermezza, ma
lasciali stare, me ne occupero' alla fine".
Pomantik non negava un saluto a nessuno, per la guerra c'era tempo.
Ad un tratto vede un tizio, con calzoncini corti calzettoni di lana della
nonna, scarpe da calcio degli anni '20, maglietta della salute a maniche lunghe
ascellare, pancera modello bordello della belle-epoque, faccia da fesso occhi
spalancati, costui stava correndo sul posto ed aveva in mano una frusta.
Pomantik si tratteneva dal ridere a malapena e chiese, "ehm... ! tu chi sei ?",
"Andrea-Lenders-Aniba, Signore !", "dimmi, ma... che stai facendo ?", "mi
alleno, Signore ! mi alleno per la finale del campionato", "quale campionato ?",
e lui sempre correndo, "il campionato giovanile intergalattico, Signore !", "e
tu in quale squadra giochi ?", "nella Sua Signore ! << i giovani Leoni di
Helios >> !", "e in quale ruolo giochi ?", "SONO IL CAPITANO !! che domanda !!",
"EHHH ?? il capitano ? ed io dovrei affidare una cosi' importante partita
seguita ovunque nell'Universo, ad uno come te ?", Pomantik scuotendo la testa si
guardava attorno, ad un certo punto lo vide, era salvo, si rivolge allora
all'Aniba, "dunque, dunque, visto che la squadra e' mia TI ESCLUDO dalla finale,
vieni avanti Oliver", "eccomi Pom !", "ottimo, tu guiderai la mia squadra alla
vittoria ?", "certo Pom, come sempre ! io non perdo mai", Pomantik compiaciuto,
"bravo, vai, vai pure, la tua squadra ti aspetta".
Rivolgendosi all'ex-capitano, "tu puoi andare...", l'Aniba osa interromperlo,
"MA... ma !! non puo', no ! Lei non puo' fare questo, faro' appello mi affidero'
ai sindacati, LA FARO' CACCIARE DALLA F.U.F.A. (Federation Universal Football
Association)... io... io", Pomantik era sorpreso ma contento, aveva trovato la
sua vittima giornaliera, "LA F.U.F.A. SONO IO ! FESSO ! e tu puoi tornare a fare
quello che facevi prima, qual'e' la tua vera occupazione ?", e lui ormai conscio
del suo destino, "lavoro al circo, faccio il domatore di tigri !", e Lui, "oh !
vedi ? bravo, quello devi fare... ma prima, eh si', prima, ANDRAI A PULIRE I
CESSI IMPERIALI, e' da un po' che non si lavano", "No ! no ! i cessi no !
perdono, perdono, perdono", Pomantik, "perdono ? eh si' troppo comodo io perdono
e i cessi chi li lava ? vai vai, non infastidirmi ancora", l'Aniba viene portato
via dalle guardie reali.
Pomantik pensava, "che giornata, che gente ! pero' almeno il problema dei
cessi l'ho risolto !". Ad un certo punto sente uno strano odore, un odore di
grappa e di fumo e vede un tale, un capellone, che fuma e beve e come se non
bastasse, incurante del suo Signore e Padrone, ascoltava musica in cuffia e
ballava sul posto ! Pomantik stava per fare un gesto inconsulto, ma venne
fermato da Gio'-Aniba, "non lo faccia Signore ! deve capirlo, e' appena uscito
da un centro di disintossicazione da alcool, ma non e' guarito", e piangendo,
"forse non guarira' mai... sigh", "buono, buono... non piangere ! lo sai che mi
commuovo !", "OK, OK... vorra' dire che lo lascero' stare, contento ?", e
Gio'-Aniba, "grazie Signore ! Lei e' troppo buono, sono felicissimo di essere un
suo umile servo", ed insieme, "noi tutti siamo felici di esserlo". E Pomantik
scocciato, "si,si... vabbe', avete studiato troppo !"
Pomantik ormai era scocciato da quella compagnia, "si e' fatto tardi, e'
giunto il momento di concludere !", Gio'-Aniba risponde sorpreso, "ma come ?
tutti gli altri suoi sudditi desiderosi di un suo saluto ci rimarranno male !",
e Lui "non ti preoccupare quest'altri saranno salutati appena me ne daranno il
motivo e quando cio' accadra' si pentiranno di cio' che hanno fatto !",
Gio'-Aniba e tutti gli altri appena salutati (meno Lenders-Aniba) avevano il
capo chino ed erano rossi in volto, rossi dalla vergogna, Pomantik continuo'
"potete andare", tutti i suoi sudditi vanno via, ma aggiunge, "voi due !! si voi
due ! e tu, Gio'-Aniba, dovete rimanere", quei due che avevano litigato per
tutto il tempo erano stati fermati.
"Avete trascorso tutto questo tempo a litigare... cos'avete da dire a vostra
discolpa ?", ed i due in coro indicando l'un l'altro, "ha cominciato lui !",
Pomantik scuote la testa ed aggiunge, "ditemi ! chi siete ?!", interviene
Gio'-Aniba, "sono Andrea-Sato-Aniba ed Andrea-Controzzi-Aniba, sia clemente con
loro...", "clemente dici ? impossibile, devono subire" e rivolgendosi a quei due
"tu Controzzi-Aniba sei gia' stato punito per la tua intromissione al matrimonio
di Kodai e Yuki ma questo e' solo l'inizio, per te, Sato-Aniba, ci sara' tempo,
se non t'e' bastato !", e continuando aggiunge "mi sono giunte strane voci sul
vostro conto, voci brutte, molto brutte... che non vi fanno onore !",
riferendosi a Gio'-Aniba "vammi a prendere il computer imperiale", e lui "si'
mio Imperatore !" e va' via.
Riferendosi ai due mostri sentenzia, "VOI DUE AVETE OSATO DERIDERE E SFOTTERE
IL MIO IO TERRESTRE !! ne avete dette troppe... ORA... DOVETE PAGARE" i due
spauriti replicano in coro "NO!NO!NO! non e' vero non e' vero, siamo innocenti!"
,Pomantik aspettava questo momento da molto tempo "OSATE METTERE IN DUBBIO LA
MIA PAROLA ?", nel frattempo torna Gio'-Aniba col computer Imperiale, Lui lo
accende e continua "dunque, mi collego con Uninet (l'evoluzione naturale di
Internet/Usenet)... ora col server Imperiale spazio-temporale news.Pomantik.he
mi collego al vecchio server dell' io terrestre, news.nettuno.it, nel periodo
febbraio/marzo 1996 e adesso vediamo... quali sono le vostre colpe", i due
tapini erano consapevoli del loro destino.
"ECCO, ECCO !!", grido' Pomantik, "il 2 febbraio del 1996 -data terrestre- tu,
Controzzi-Aniba dici che solo Pomante avrebbe potuto scrivere cosi' tante
stronzate, inoltre lo minacci di rappresaglia telefonica e lo saluti dicendogli
CREPA ! e poi il 6 stesso mese stesso anno tu, Sato-Aniba, paragoni Pomante ad
un rospo e lo chiami Demetan ed il 9 lo ribadisci. Il 28, sempre tu, Sato-Aniba,
nella tua guerra privata contro Controzzi-Aniba metti in mezzo Pomante
chiamandolo Pomantan e nominandolo Ammiraglio della Blue Noah ! e non ti stanchi
di sfotterlo. E tu, Controzzi-Aniba, il 4 marzo dello stesso anno scrivi che
nemmeno Pomante era tanto idiota dal credere cio' che diceva il tuo rivale
Sato-Aniba. Ed il 6 scrivi che il mio io terrestre avesse scarsa capacita'
nell'avere belle idee, e poi il 12 sempre tu, Sato-Aniba, sfotti ancora Pomante,
continuandolo a chiamare Pomantan e sfottendolo su Daltanious ! vile eretico,
tutto cio' e' imperdonabile. E poi per finire questo tuo ennesimo contributo
alla tua distruzione fai finire Pomantan nella pancia di Controzzi-Aniba e
continui, insisti, a sfotterlo. E poi, sempre tu, ignobile mostro, fai tornare
Pomantan, e lo metti in mezzo ad una massa di froci ! capisco che tu sia
abituato a simili compagnie, non c'e' assolutamente nulla di male ! ma il tuo
intento era quello di sfottere ancora una volta l'innocente Pomante, e tutto
cio' e' imperdonabile".
Controzzi e Sato Aniba si erano fatti piccoli, piccoli, piccoli e non osavano
neanche pensare alla loro sorte, ma ebbero uno sprazzo di orgoglio ed
esclamarono in coro "Signore ! Padrone ! ci affidiamo alla sua clemenza ed alla
sua bonta' pero'... le vorremmo far notare che non eravamo i soli a sfottere
Pomante, si e' dimenticato del Pomantan Post Construction Kit...", Pomantik li
interrompe violentemente, "io non ho dimenticato nulla, ignobili mostri e
vigliacchi, voi due forse avete dimenticato che io non sono piu' Pomante, ora
sono Pomantik, il vostro Imperatore ed unico Signore e Padrone, mi dovete
massima obbedienza... bruttissimi mostri Aniba, io quasi quasi vi manderei a far
compagnia a Lenders-Aniba (poi vado a controllare se ha fatto un buon lavoro,
con la lingua glieli faccio pulire !), ma non mi va' di sprecare in questo modo
tutto il potenziale di servilismo di cui siete dotati. Ma anche per tutti gli
altri non c'e' piu' scampo ! subirete fino alla fine dei vostri giorni ovvero,
finche' lo vorro' io !".
L'Imperatore continua, "la mia ira sta crescendo, sta crescendo sempre piu',
dimmi Gio'-Aniba, tu come ti vendicheresti di tutto cio' ?", Gio'-Aniba sgrana
gli occhi, per lui e' un grande onore, Pomantik chiede la sua opinione ! non era
mai successo, "Signore ! io mi affiderei al vecchio detto, riadattato per il
caso, cioe': chi di fanfic ferisce di fanfic perisce... !", Pomantik scuote il
capo e replica, "sbagliato ! c'e' di peggio... la verita' fa' piu' male della
finzione ! e la verita' e' una, soltanto una", Pomantik con sguardo fiero
rivolto verso l'immensita' del cielo stellato ha l'idea giusta e continua
dicendo "A ME DEI FOGLI, A ME UNA PENNA !!" ed inizia a scrivere.
Di tanto in tanto Gio'-Aniba sbirciava su quei fogli che Pomantik stava
riempiendo come un fiume in piena, ebbe modo di leggere il titolo di quel
manoscritto "POMANTIK, L'Imperatore dell'Universo", li' per li' non capiva,
continuava a sbirciare "...Qualunque fosse il posto, qualunque fosse il tempo
Pomantik era li', doveva essere li'...", continuava a non capire, e non smetteva
di sbirciare "...Ranma ormai stravolta raggiunge il suo Signore...", cominciava
a capire qualcosa, ma gli semmbrava tutto molto strano.
Ben presto il suo Signore finisce di scrivere ed e' invitato a leggere,
"tieni, Gio'-Aniba, dimmi cosa ne pensi", Gio'-Aniba legge con avidita' quelle
pagine e finalmente capisce qualcosa, "Signore ! ha descritto la giornata di
oggi, la festa per il suo compleanno ! ma non mi e' ancora chiaro a cosa possa
servire tutto cio' per vendicare Pomante delle derisioni e degli sfotto' di cui
e' stato vittima tanto tempo fa' ed in un luogo tanto lontano", "ovvio che tu
non capisca, con questo manoscritto combattero' le loro falsita' con la verita',
e la verita' e' che tutti loro, te compreso, sfottevano e deridevano colui che
era destinato a diventare il loro unico Signore e Padrone", Gio'-Aniba, "ma
Signore ! non crede che sia inutile ? che importanza ha, cio' che e' stato e'
stato..." e Lui interrompendolo "ti sbagli ! la mia vendetta e' doverosa, non
posso lasciar perdere, laggiu' da qualche parte nell'universo, in uno dei bracci
a spirale della galassia chiamata Via Lattea c'e' stata un'ingiustizia, il mio
dovere e' di ristabilire l'ordine e di fare giustizia, non posso lasciar
perdere, verrei meno al mio dovere".
"Ma Signore ! ci sono tanti mondi da salvare, tanti torti da sanare tante
ingiustizie da eliminare, non le sembra di perdere tempo..." e Lui scoppiando a
ridere "AHAHHAHH !! Gio',Gio',Gio'-Aniba ma allora tu non hai capito nulla, voi
inferiori e sottomessi avete di questi problemi, per me, da quando sono
diventato Pomantik, non esiste piu' un passato, non esiste piu' un futuro ma
soltanto un unico immenso ed eterno PRESENTE ! io sono ovunque, ed in qualunque
momento, non ho vincoli temporali e spaziali, io sono POMANTIK L'ETERNO !!
quando qualcosa accade io sono li', a sanare cio' che c'e' da sanare. Ma per
questo caso scelgo una strada alternativa, ambigua".
"Ma Signore ! nessuno credera' ad una storia simile..." si interrompe e chiede
"Signore ! cosa fa', continua a scrivere ? ma cosa scrive ?", Pomantik stava
scrivendo tutto, anche quel dialogo, tutto quello che accadeva e tutto quello
che i due si dicevano veniva scritto su quei fogli, tutto cio' faceva parte
della sua vendetta.
E Lui, "vedi... non importa se nessuno credera' a questa storia, la verita'
non ha bisogno di essere creduta per essere tale ! sono dei miseri mortali
privi di ogni minima capacita' intellettiva, e' ovvio che non capiranno", e
l'altro, "ma qualcuno potrebbe far finta di credere in questa storia, potrebbe
inventarsi qualcosa di assurdo, potrebbe copiare dalla realta', non ci ha
pensato ?", "CERTO ! forse lo faranno ! e li compatiro', poveretti !", e, sempre
continuando a scrivere, viene interrotto da Gio'-Aniba, "e gia' e' vero ! loro
sono soltanto dei miseri mortali" e Lui sorpreso "e perche' tu cosa credi di
essere ?", "ma come ? noi sudditi non siamo immortali per poterla servire in
eterno ?", "certo ! ma lo siete per mio volere, basta un gesto e puff, tornate
nell'oblio ! questo non vuol dire essere immortali", "gia' e' vero, sono proprio
uno zuccone !", ed insiste, "continuo a non capire pero' in che modo vuole usare
questo manoscritto per la sua vendetta", "e' semplice, mio umile servo, spediro'
il tutto nel vecchio gruppo it.arti.cartoni, il resto e' storia !".
"Ma Signore ! potrebbe non funzionare, potrebbero...", viene distratto un
attimo da Pomantik che armeggia sul computer e continua, "dicevo, potrebbero
ignorarLa, far finta di nulla e continuare impunemente a deridere e sfottere
l'innocente Pomante !", interviene Lui, "caro mostriciattolo, solo ignorandomi
potranno avere una minima possibilita' di salvezza, ma credo che cio' non
accadra', non ORA !", Gio'-Aniba da' una sbirciatina sul vecchio I.A.C. e fa'
una scoperta "ma Signore ! ho visto che Pomante ha fatto qualche anticipazione,
il 17 marzo ha persino detto esplicitamente che stava per arrivare POMANTIK,
scritto a caratteri cubitali ! tutto cio' non fara' che aumentare l'incredulita'
degli IACers, io stesso non ci crederei !".
"Pomante ha fatto cio' che io gli ho detto ! l'ho contattato via e-mail e l'ho
istruito ! all'inizio pensava che fosse uno scherzo, persino lui non credeva...
ma poi ha cambiato idea !", Gio'-Aniba sorpreso, "ma come, come ha fatto ? Lei
e' uno stratega perfetto, non potranno nulla contro di Lei, poveretti !", "e non
solo, quando Pomante e' andato a Lucca ha continuato a far credere di aver in
mente qualcosa, l'ex Lord V, ora Andrea-Lord-Aniba, gli ha persino chiesto se
avesse qualcosa a che fare con Pomantik, cioe' con me, e Sergio ha risposto di
si' e che aveva scritto 13/14 pagine ed era in procinto di spedire il tutto, ha
continuato a far credere di aver sistemato questo e quello, ha fatto credere di
aver scritto qualcosa di incredibile ! ed invece no ! la verita' e' che lui,
Pomante, non e' me, ma io... sono lui !"
"Ma ora basta parlare, basta scrivere... Gio'-Aniba prendi questo manoscritto
e digitalizzalo", "ma Signore ! non potremmo usare...", lo interrompe
bruscamente, "NO ! ti rifiuti di obbedire ? osi forse... ?", Gio'-Aniba prende i
fogli ed inizia a battere sulla tastiera, una volta finito chiede, "e ora come
lo spediamo ?", "sara' semplice, collegati col computer di Pomante !", "ma
Signore come e' possibile... !", "puoi farlo, Pomante aveva un nodo registrato a
suo nome, era un host !", Gio'-Aniba esegue gli ordini "Signore, il computer e'
spento !", "OK riprovaci", Pomante accende il computer e si collega, "fatto !
Signore !", "bene, ora utilizza il suo computer per spedire su IAC", "in quale
data lo spedisco ?", Pomantik ci pensa un attimo, "il due Aprile, nella tarda
serata, quando costa di meno !", Gio'-Aniba esegue, ed aspetta gli ordini del
suo Signore, "ben presto avro' la mia vendetta, pagheranno per tutto il male
fatto... LA PAGHERANNO, NON HANNO PIU' SCAMPO...", Gio'-Aniba preoccupato,
"Signore cos'ha ? cosa le sta accadendo ? Signore ! Signore ! Lei mi fa' quasi
paura...", "IO SONO
sssss eeeee nn nn ddddd "
ss ee nnn nn dd dd
POMANTIK, L'IMPERATORE DELL'UNIVERSO ! ED ORA ... sssss eeee nn n nn dd dd
ss ee nn nnn dd dd
sssss eeeee nn nn ddddd
SERGIK POMANTIK - Imperatore dell'Universo
*** Pianeta Helios ***
Terza Galassia in fondo a destra, alla sinistra della grande montagna.
|