Lupin III e l'astronave Argo
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Written by Kontorotsui

From controzz@cli.di.unipi.it
Newsgroup it.arti.cartoni
Subject [fanfic] LupinVsArgo - cap 10
Date 07/02/96 12.54.47
Organization Dipartimento di Informatica, Universita' di Pisa
Lines 314
Message-ID <5df8mn$pee@serra.unipi.it>
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Capitolo 10

Il professore era riuscito ad abbandonare la nave gamilonese pochi minuti
prima che fosse spazzata via dal cannone ad onde moventi.
Approfittando di una momentanea distrazione della guardia, aveva attivato
il meccanismo di ritorno immediato alla macchina del tempo. Il gamilonese
non aveva avuto la possibilita' di intervenire, tantomeno il tempo di 
informare i suoi superiori perche' pochi istanti dopo il cannone ad onde 
moventi aveva distrutto la nave.
Appena tornato nel proprio laboratorio, il professore aveva immediatamente
attivato i comandi di caricamento della macchina.
"Devo far presto, molto presto. I Guerrieri delle Stelle sono riusciti
a salvarsi ancora una volta, sicuramente cercheranno di farmela pagare",
dice il professore affrettandosi a completare le operazioni di puntamento
quadrimensionale della macchina del tempo.
"Con la distruzione della seconda macchina non sono piu' in grado di
reclutare i migliori uomini della storia per portare a compimento le mie
vendette, tuttavia c'e' ancora qualcosa che posso fare.", aggiunge il
professore.

Nel frattempo Lupin e Wildstar si sono introdotti all'interno della
villa-fortezza. Grazie all'abilita' di ladro del primo e alle capacita'
di guastatore del secondo, i due si erano inoltrati con facilita'
oltre le prime difese.
"Non mi piace per niente.", dice Lupin dopo aver voltato con cautela
un'angolo, "Questo corridoio lungo ed apparentemente vuoto potrebbe
essere una trappola mortale."
"Le insidie peggiori sono quelle che non si vedono", dichiara Wildstar,
"tuttavia non possiamo perdere tempo a cercare un'altra via. Secondo
le indicazioni di Sandor la sala della macchina del tempo si trova
vicino alla fine di questo corridoio".
Lupin annuisce e risponde, "Dobbiamo proseguire, tieni gli occhi ben
aperti e stai pronto a gettarti di lato: di solito le trappole sono
concentrate verso il centro del corridoio".
"Sono pronto", dice Wildstar e incomincia a seguirlo.

La macchina del tempo sta ultimando i test preliminari, ma in quel momento
il segnale di allarme si attiva.
"Due intrusi.", digrigna il professore dopo un'occhiata sul visore, "Sono
riusciti a superare le difese anti-intrusione, ma non arriverano vivi fin
qui. Nemmeno Lupin III in persona potrebbe farcela."

Nel silenzio assoluto Lupin e Wildstar avanzano, nervi tesi al massimo,
attraverso il corridoio.
Giunti in prossimita' del centro del corridoio, la tensione cresce ancor
di piu; gocce di sudore rigano i loro volti.
Con un leggero clic, dal soffito spuntano alcune semisfere.
I due amici hanno una frazione di secondo per reagire: dalle sfere partono
molti colpi mortali.
Lupin e Wildstar si gettano in direzioni opposte ed estraggono le loro
pistole; le semisfere vengono distrutte con precisi colpi.
Wildstar si guarda intorno, temendo che possano spuntare nuove insidie,
ma Lupin gli urla, "Questa non e' la vera trappola, ma solo l'esca per
disorientarci. La trappola reale sta per scattare, corri!"
Troppo tardi, sotto i loro piedi il pavimento prima si inclina e poi
si apre.

I calcoli del professore vengono momentaneamente interrotti da un suono
proveniente dalla console di controllo dei meccanismi di difesa.
"Bene, quei due sciocchi sono caduti nella botola. E' un vero peccato
che non possa sapere chi erano", termina il professore con una risata
maligna.

Wildstar osserva atterrito il pavimento che si apre sotto i suoi piedi,
con uno sforzo enorme ed un po' di fortuna il neocomandante dell'Argo riesce
a risalire il pavimento inclinato e ad aggrapparsi al punto in cui si
aggancia al pavimento rimasto orizzontale prima che la botola si sia
aperta completamente.
Dietro di lui lo sfortunato Lupin si trova in prossimita' della frattura
nel pavimento che divide i due piani rientranti della botola, sul lato
opposto a quello su cui si trovava Wildstar; il ladro non ha alcuna 
possibilita' di risalire in tempo e l'ultima cosa che Wildstar riesce a
vedere e' Lupin che prende la rincorsa verso di lui e salta nel vuoto.
Dopo essere risalito sul terreno solido, Wildstar si volta verso la botola,
ma di Lupin non c'e' alcuna traccia. Con cautela guarda verso il basso, la
visione e' terribile: sotto la botola c'e' una vasca piena di acido con
alcuni scheletri che vi galleggiano!
Il liquido e' agitato, come se qualcosa ci fosse caduto dentro. In quel
momento emerge un'altro scheletro umano.
"Lupin!", urla Wildstar non riuscendo a trattenere le lacrime, "Amico mio, 
che morte orribile."
"Il professore paghera' anche questa, maledetto", digrigna Wildstar e
comincia a correre, pistola in mano, lungo il corridoio.

"Preparativi ultimati, finalmente.", dice il professore, "Ora posso
attuare la mia vendetta, questa volta agiro' di persona, non ci saranno
errori", e si avvicina ai comandi di attivazione della macchina del
tempo.
Alle sue spalle giunge il suono di alcuni passi.
Allarmato, il professore si volta e si trova a fissare inorridito la 
faccia furente di Derek Wildstar.
"Sei giunto al capolinea, bastardo", dice, con calma letale, Wildstar
mentre alza la pistola.
Il professore recupera velocemente il controllo di se e, non visto,
mette la mano sopra un pulsante dietro di lui. Per guadagnare tempo, dice,
"E cosi' sei riuscito a salvarti dalla mia botola, non mi dire che l'altro
che non ce l'ha fatta era Sandor."
"Sandor ha scoperto ogni tua mossa, ma quello che hai ucciso era Lupin III",
risponde Wildstar, preparandosi a sparare, "E ora pagherai per la sua morte
e per quella di Hokozaemon Ishikawa".
"Sono contento che Sandor non sia morto, era l'unico con un briciolo di
intelligenza tra voi", risponde velocemente il professore preparandosi
a premere il pulsante, "riguardo a Lupin, mi ha deluso: era un inetto, cosi'
come lo sono gli altri suoi compari, e la morte del discendente di Goemon
ne e' la conseguenza".
A quel punto il professore preme il pulsante e dice, "Non ti preoccupare,
povero sciocco, li raggiungerai presto".
Troppo tardi Wildstar si accorge della barriera trasparente che si sta
innalzando tra lui ed il suo avversario, il colpo viene deviato, mentre 
alle sua spalle si alza un'identica barriera.
Ormai in trappola, Wildstar non puo' che correre verso la barriera e
tempestarla di pugni, urlando, "Vigliacco, combatti da uomo invece di
usare questi trucchi meschini".
"Trucchi meschini? Ti sembro il tipo che combatte un duello, pistola
in mano?", dice il professore con una sprezzante risata, "La mia vittoria
personale viene dall'intelligenza e dall'analisi della situazione storica."

"Gli strumenti confermano che la macchina del tempo e' stata correttamente
predisposta.", dice Sandor, "Ormai Wildstar e Lupin dovrebbero aver
raggiunto la sala di controllo, spero che..."
Sandor stava per dire "siano ancora vivi", ma dopo un'occhiata a Nova
e agli altri, conclude, "facciano in tempo".
Come Sandor teme, pero', quei cupi pensieri sono condivisi da tutti; da
troppo tempo Wildstar e Lupin sono entrati nella villa-fortezza, dovevano
aver fermato il professore ben prima che il caricamento della macchina
del tempo fosse completato.

"Non perdero' il mio prezioso tempo ad ucciderti, visto che questo presente
non esistera' piu' dopo il mio intervento.", dice il professore, "Mancano 
solo 85 secondi al momento della mia partenza, ma sono sufficienti a 
descrivere cosa faro' non appena tornero' in questo stesso giorno di
2 anni fa."
Wildstar, furente, tenta inutilmente di rompere la barriera e fissa
con sguardo carico di odio il suo avversario.
"Voi Guerrieri delle Stelle mi avete umiliato, io proposi di usare l'Argo 
per distruggere i gamilonesi qui nel nostro Sistema Solare.", continua
il professore, "Stava a noi scienziati purificare la Terra dalla 
radioattivita'. Ma non mi avete ascoltato, il Capitano Avatar e' partito 
per la sua gloriosa missione e anche se non e' tornato vivo e' passato alla 
storia, rubando i meriti che erano soltanto miei."
"Per questo motivo", continua il professore senza dare a Wildstar il tempo
di rispondere, "tornero' nel passato, esattamente due anni fa. Con
questa", il professore mostra un pistola, "mi rechero' a casa del Capitano
Avatar, a pochi giorni dalla sua partenza per Plutone con l'ultima flotta 
rimasta, e lo uccidero'!"
"In questo modo nessuno comandera' l'Argo", conclude il professore, "che
restera' sotto il mio controllo e, agli ordini di un comandante proposto da
me, distruggera' i gamilonesi, mentre un team di scienziati ai miei
ordini creera' un apparecchio per purificare la Terra senza l'aiuto di
quella Starsha di Iscandar."
"Sei pazzo! Senza l'aiuto di Starsha e del suo Cosmo DNA la Terra e' perduta,
la nostra tecnologia non e' abbastanza sviluppata.", urla Wildstar, "In cosi' 
poco tempo e con la Terra in quelle condizioni non avevamo speranza di 
salvezza, se non fosse stato per Starsha adesso l'umanita' sarebbe 
scomparsa. Cambiando il passato sarai il responsabile della nostra fine."
"Sciocco, meglio perire che subire l'umiliazione di essere salvati da
una aliena.", risponde il professore.
"Se noi tutti siamo ancora vivi e' grazie a Starsha e...", incomincia
Wildstar, ma in quel momento il panello di controllo della macchina del
tempo avverte che mancano 20 secondi alla partenza.
Il professore si reca sul lato opposto della stanza a prendere il dispositivo
di ritorno e si posiziona davanti al portale luminoso che si sta aprendo
alle sue spalle, le sue ultime parole sono un sibilo velenoso, "Forse
ti trovero' un posto come mozzo sulla mia Argo, Widlstar".
Detto questo il professore salta dentro il portale e scompare.

La luce rossa lampeggiante all'interno del display dello strumento di
Sandor scompare, sostituita da una verde.
"Il professore ce l'ha fatta.", annuncia con voce piatta Sandor, "E' partito
verso il passato".
"Come faremo a tornare nel nostro tempo, adesso?", si chiede Jigen.

Wildstar, caduto a terra, non si accorge che alle sue spalle la barriera si 
sta alzando, e continua a mormorare, "Capitano Avatar, come quando ero a 
bordo dell'Argo, anche questa volta non sono stato in grado di salvarle
la vita. Stavolta pero', per colpa mia, anche l'umanita' e' perduta."
La mano che si posa sulla sua spalla, per un attimo, pare quella del suo
maestro di vita, ma subito dopo l'istinto di Wildstar lo fa scattare in
piedi, pronto a difendersi.
Gli occhi di Wildstar fissano quelli di Lupin III.
"Lupin!", dice Wildstar dopo un attimo di incertezza, "Sei ancora vivo, ho
visto il tuo scheletro dentro la vasca di acido."
"Ci vuole ben altro per farmi fuori.", dichiara Lupin, "Quando ho realizzato 
che ero nel centro della botola sono corso verso uno dei piani pieghevoli, 
sono saltato e mi sono appoggiato al bordo, dandomi la slancio per finire 
dentro la botola, ma al di la' della vasca."
"Lo scheletro che hai visto riemergere non era ovviamente il mio", continua
Lupin, "ma quello di una delle vittime, colpito dalla mia scarpa.", e indica
il suo piede sinistro.
"Devi scusarmi se non ho fatto niente per fartelo capire, per ingannare il
professore era necessario che anche tu credessi che fossi morto.", conclude
Lupin.
Wildstar non puo' pero' rallegrarsi, "Purtroppo sei arrivato tardi, quel 
vigliacco mi ha imprigionato ed e' andato due anni indietro nel tempo ad 
uccidere il comandante dell'Argo, il capitano Avatar."
"Lo so, ero nascosto vicino al pannello di controllo della macchina del
tempo ed ho sentito tutto.", dice Lupin, "Mentre il professore si divertiva
ad esporre il suo piano, ho approfittato del suo momento di distrazione
per cambiare la data di arrivo."
La speranza si riaccende nello sguardo di Wildstar, "Che data hai scelto?"
"Ho tentato di spostare la data avanti di un mese, in modo che finisse
in mezzo allo spazio vuoto", risponde Lupin, "purtroppo il dispositivo di 
sicurezza lo impediva. Cosi' mi sono ricordato di una frase detta dal 
professore, e l'ho spedito esattamente un anno fa."
"Un anno fa.", cerca di ricordare Wildstar, "Se non sbaglio proprio in
questo periodo ci fu uno degli ultimi, e piu' massicci, bombardamenti
della Terra con le bombe planetarie gamilonesi".
"Esattamente, mi sono ricordato che il professore si diverti', al momento
della nostra partenza, a dire che doveva stare attento a non mandarci alla
destinazione un anno prima altrimenti avremmo avuto poche ore per fuggire,
dato che la zona, compresa la sua villa, era stata rasa al suolo da
una bomba planetaria".
"Aspetta un attimo, il professore ha con se il dispositivo di ritorno", 
dice Wildstar ed estrae nuovamente la pistola, "sicuramente lo attivera' 
e tornera' qui. Non ce lo faremo sfuggire stavolta."
"Parli di qesto?", chiede Lupin con un sorriso astuto, ed estrae il
dispositivo di ritorno.
"Come fai ad averlo tu? Ho visto il professore mentre lo prendeva", si
stupisce Wildstar.
"Quel pazzo era indubbiamente bravo ad analizzare il passato per sapere
dove e quando colpire, ma non era molto sveglio.", dichiara Lupin, 
"Altrimenti si sarebbe certamente accorto che quello che aveva preso non era
il dispositivo di ritorno, ma la mia radio portatile".
"Anche se nella tua epoca sei un ladro, sei uno dei migliori uomini che
abbia mai incontrato.", dichiara sinceramente Wildstar e porge la sua
mano a Lupin, "Mi piacerebbe avere uno come te sull'Argo."
Lupin stringe calorosamente la mano di Wildstar e risponde, "Avevo promesso
che gliela avrei fatta pagare", e sorride, "Lupin mantiene sempre la sua
parola. Ti immagini la sua faccia quando ha capito che stava maneggiando 
una radio del XX secolo?"
I due, finalmente liberi dalla tensione nervosa, sono piu' che predisposti
ad immaginarsi l'ironica fine del comune nemico.
"Chissa' se avra' fatto in tempo a dire in quel anno e' stata fabbricata, 
prima di essere divorato dalle radiazioni", dichiara Wildstar e inizia a 
ridere.
In pochi secondi i due non si reggono in piedi dal ridere e sono costretti
a sostenersi l'un l'altro, mentre si avviano verso l'uscita.
In realta' la fine del professore era stata ancora piu' terribile di quanto
Wildstar e Lupin si potessero immaginare.

Il professor Takashi si era materializzato ad una manciata di secondi
dall'impatto della bomba planetaria che aveva distrutto la sua villa e
molte migliaia di chilometri quadrati di territorio.
Con una grossa dose di sangue freddo, era riuscito a capire che aveva,
per qualche assurdo motivo, sbagliato di un anno e che era a pochi secondi
dalla morte.
Freneticamente aveva messo mano al dispositivo di ritorno, ma si era accorto
di avere in mano una radio da museo; a quel punto il panico aveva dominato
i suoi ultimi istanti di vita: a pochi secondi dall'impatto non poteva
far altro che alzare pateticamente il braccio per proteggersi dalla
immensa bomba planetaria gamilonse...

"Un momento.", dice Sandor spezzando l'atmosfera di sconforto che li
attanaglia, "Noi siamo sempre tutti qua, non e' vero?"
Dopo un attimo di esitazione, Margot annuisce e dice, "Direi di si, non
dovremmo?"
"Non dovremmo, a meno che il viaggio nel passato del professor Takashi
sia fallito.", risponde Sandor, "E' evidente che la sua missione tendeva
a colpire il passato dell'Argo e i Guerrieri delle Stelle oppure quello
della vostra banda. In entrambi i casi, un successo di questa missione
avrebbe cambiato il passato e non ci sarebbero le condizioni affinche'
noi ci potessimo incontrare in questa epoca, semplicemente perche' non
ci sareste voi oppure noi e l'Argo."
Nova, Jigen e Margot non hanno capito il ragionamento, ma prima che uno
dei tre osi chiedere spiegazioni, Nova vede Lupin e Wildstar che escono
dalla villa-fortezza del professore, "Guardate la', sono loro!"
"Che cos'hanno? Sono feriti?", chiede Margot vedendoli barcollare e
sostenersi reciprocamente. 
Dopo una rapida occhiata, Jigen si sistema il cappello sugli occhi per
nascondere un sorriso e risponde, "No, stanno solo ridendo a crepapelle,
tipico di Lupin."
Tutti si alzano per andare incontro ai due, ma Jigen appoggia la mano
sul braccio di Sandor e gli chiede, "Il professore e' morto?"
"Credo di si, altrimenti sarebbe gia' tornato indietro. Se sia morto
in questo tempo o nel passato, sta a Wildstar e Lupin dircelo."
"Ancora una domanda.", lo incalza Jigen, "Se il professore fosse morto
nel passato, cio' avrebbe delle conseguenze sul presente?"
"Sul presente ci sono le conseguenze causate da alterazioni nel passato
provocate dal professore prima della sua morte, ma se queste ci siano
state o no, non lo sapremo mai, dato che non possiamo confrontare il
presente attuale con quello che era prima di una qualche alterazione.",
risponde Sandor, "Riguardo a conseguenze date dalla morte del professore,
sono tutte e sole, sia sul presente che sul futuro, quelle che ci sarebbero
se il professore fosse morto nel presente."


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Andrea Controzzi - Student of Computer Science at University of Pisa - Italy
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