Nuvolo e freddo. Grigio mezzogiorno sopra il cimitero.
Arancio e' il colore dell'ombrello, Marta lo tiene con due mani,
stretto, e guarda in basso. Vicino a lei Rea, e poi Morea, piu'
distante Emi, da loro. "E' stato duro il colpo, per Emi, piu' che per
tutte noi." dice piano Rei alle compagne. Il viale di ghiaia e' lungo,
taglia a mezzo la distesa delle lapidi, fino al muro, scorticato dal
passaggio degli eventi, scrostato, nido di piante rampicanti. Dei
passi, i sassolini crepitano. Si voltano, Eles, Milena e Sidia
giungono. Marzio resta ancora al cancello, sanno che non s'avvicinera'
mai con loro li'. Di fronte a loro il marmo freddo, la croce di
granito, e la foto: il terzo giorno in cui erano venute li', dopo il
funerale. Bunny era morta... non volevano pensare al come, non
potevano. "Proprio cosi' doveva lasciarci, ma perche?!" l'atroce
rabbia di Morea quando l'aveva saputo. Milena porta dei fiori, rossi
come il fuoco, come il Sole nel suo tramonto estivo, li pone sulla
pietra levigata, sotto la foto gia' sbiadita dalla pioggia di quei
pochi giorni. Un sentimento comune avvolge le loro coscienze,
all'avvenire di quell'atto. Sidia, la maestra del Tempo, si volge a
loro, e parla, dice del loro effimero valore in quanto meri personaggi
di un cartone: "Il Tempo passa e nulla alla sua forza puo' resistere.
Il dolore ci ha colpito, la realta' ha dispiegato le sue forme, e ci
ha mostrato cio' che puo'. E' da questo evento privo di significato,
che noi, significanti scollati dal contesto, possiamo riprenderci,
riassumere la nostra identita'. Svestitevi dalle costanti contingenti
riconoscendole, ed accettandole in quanto tali potrete rifiutarle e
contrastarle. Riprendiamoci i nostri nomi: Ami, Rei, Minako, Makoto,
Haruka, Michiru, io, Setsuna, e poi lei, Usagi".
Sola ora rimane Ami dinanzi alla tomba di Usagi. Le altre sono tutte
andate via. Le altre non avrebbero mai potuto capire il suo dolore di
fronte a quell'evento. Gia', lei lo sapeva, per le altre era facile,
il tempo sarebbe passato, la dimenticanza sarebbe giunto, quel fatto
sempre piu' lontano sarebbe stato, sbiadito, remoto, un fatto come
tanti altri, un evento nell'infinito universo degli eventi. Una mano
sulla spalla, di qualcuno, si volta Ami. "Mamoru... ", che fino a quel
momento era rimasto al cancello, in attesa che nessuno piu' vi fosse,
per parlare in silenzio con Usagi e la sua tomba. Si guardano negli
occhi. Azzurri, opalescenti sono quelli di Ami, e' in essi che si
getta, e naviga, oltre le sue porte, cancelli dorati, cupe vibrazioni
risorgenti da ere primordiali, vacuita' cristalline di mondi senza
fine, sublimi convergenze, oceanica bellezza, divina e demoniaca,
sorgente e scaturigine dell'immensita' dell'universo, dimensioni altre
senza limiti e confini, spazi celestiali, sfere iperuraniche di
tenebra e di luce, mare senza fondo........... si prendono per mano.
Si guardano e capiscono. Il Tempo passera', e tutto distruggendo,
tutto guarira'.
Vuoto ora e' il cimitero. E' dall'alto da una collina li' vicino,
che tutto ha visto Hotaru, che gia' tre giorni prima aveva visto il
funerale. Ironico, su se' stessa, e' il sorriso che passa sul suo
volto: "Manco m'hanno invitata, manco si sono ricordate di me,
d'avvisarmi del fatto." Si ricorda ancora, di come avessero lottato
per lei, ma ora sa e capisce la verita'... ora che da li' aveva potuto
vedere tutto. I suoi occhi hanno visto. Ma in fondo gia' dall'inizio
lo sapeva, di quanto a loro, di lei, gliene fregasse. Combattere per
lei... Usagi, almeno, nella sua ingenuita', si preoccupava per lei.
Chibiusa, invece, era stata la sua amica. Ma ora non c'era piu'. Usagi
era morta, e Chibiusa non aveva retto, l'aveva voluto seguire, e
l'aveva fatto. Ed ora Hotaru era di nuovo sola.
Il piccolo cimitero in mezzo alla pianura, cinto dai cipressi. Gli
alberi nudi, neri, lanciano i rami verso il cielo, frustati dal vento.
Il cielo e' nuovolo. Alza Hotaru gli occhi al cielo, presto sarebbe di
nuovo piovuto, qualche goccia cominciava gia' a cadere. Torna a casa,
Hotaru, la tua casa fredda e vuota che t'attende, allontanati nel
paesaggio spoglio, le nuvole sono grigie e si agitano nel cielo, si
torcono spostate dai venti d'alta quota.
Sempre piu' piccola e' Hotaru che lontana sulla strada cammina, una
figura nera che si muove. Non rimane nessuno. Il cielo e' grigio e
nuvolo. E' freddo il mezzogiorno sopra il cimitero.
Lord Yupa - Yupa sama
*** Fondatore e membro del BOKABO (Boikott Kappa Boys) ***
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