The Disclaimer
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Agenzia Rockflood - Fascicolo 23 - Il caso della Match Patrol scomparsa.
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(Parte 2 di MAXINT)
*driiiiiiiiiiiiinnn!!!*
...
*driiiiiiiiiiiiinnn!!!*
...
*driiiiiiiiiiiiinnn!!!*
*tlack!*
- PRONTO! -, la gigantesca bolla di mocciolo che gli pendeva dal
naso esplose in un insignificante *pop!* - MA CHI E' CHE ROMPE A
QUEST'ORA? - urlo' imbestialito nella cornetta del telefono...
- Ascoltami bene, ragazzo, dato che te lo diro' una volta sola! -
gracchio' una voce conosciuta dall'altra parte dell'apparecchio -
Ho qualcosa per te, dobbiamo incontrarci immediatamente... Quindi
mettiti due stracci e fatti trovare sotto casa entro cinque
minuti! -.
- Veleno, aspett... - *click*, troppo tardi, Rebel non fece neanche
in tempo a replicare. Borbotto' un'imprecazione e, ignorando
l'oscurita' della stanza, cerco' di mettere a fuoco il significato
di quelle parole che gli rimbombavano ancora nel cervello.
"Veleno? Ma che diavolo sara' successo?" si chiese, "Ma che ore
sono?", ancora disteso sul letto, giro' la testa in direzione del
comodino: il quadrante luminoso della radiosveglia digitale segnava
le 3:56 AM.
- Merda! - esclamo', battendo un pugno sul materasso. Con un
piccolo sforzo si tiro' su ed ebbe un leggero capogiro (classico
risveglio da dopo sbornia, tipico dei veri duri). Scrollo' la testa
per qualche istante, giusto per far sparire quella fastidiosa
sensazione, e lascio' che le gambe cadessero fuori dal letto.
Provo' un piccolo brivido quando i piedi nudi vennero a contatto
con il freddo del pavimento. Annaspando nel buio con la mano,
riusci' a trovare l'interruttore del piccolo lume in stile francese
che si trovava sul suo comodino.
*clack!*
*WHAMP!*
L'onda di luce colpi' le sue pupille con la violenza di una
tsunami.
<DOWN-TO-UP CAM MOVEMENT>
Tappeto francese polveroso.
Piedi nudi con dita rattrappite a contatto con il pavimento.
Pantaloni sgualciti in modo indecente.
Lembo di camicia fuori dai pantaloni.
Camicia mezza sbottonata e ridotta in stato pietoso.
Cravatta a zig-zag.
Faccia di Rebellino che, con sorrisetto da ebete e occhietti
semichiusi, fa ciao ciao con la manina...
piccolo sforzo si tiro' su ed ebbe un leggero capogiro (classico
risveglio da dopo sbornia, tipico dei veri duri). Scrollo' la testa
per qualche istante, giusto per far sparire quella fastidiosa
sensazione, e lascio' che le gambe cadessero fuori dal letto.
Provo' un piccolo brivido quando i piedi nudi vennero a contatto
con il freddo del pavimento. Annaspando nel buio con la mano,
riusci' a trovare l'interruttore del piccolo lume in stile francese
che si trovava sul suo comodino.
*clack!*
*WHAMP!*
L'onda di luce colpi' le sue pupille con la violenza di una
tsunami.
<DOWN-TO-UP CAM MOVEMENT>
Tappeto francese polveroso.
Piedi nudi con dita rattrappite a contatto con il pavimento.
Pantaloni sgualciti in modo indecente.
Lembo di camicia fuori dai pantaloni.
Camicia mezza sbottonata e ridotta in stato pietoso.
Cravatta a zig-zag.
Faccia di Rebellino che, con sorrisetto da ebete e occhietti
semichiusi, fa ciao ciao con la manina...
REGISTA: STOOOOOOP! STOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOP! Ma che diavolo fai?
RY: Ehm... volevo salutare la mamma... ^___^;;;
REGISTA: MA SUL COPIONE NON C'E' SCRITTO "SALUTARE LA MAMMA"!
SCENEGGIATORE: Ops... dai, non e' il caso di prenders...
REGISTA: SILENZIO! Rifare, rifare... forza!
CIAKISTA: Rebel sul letto, scena 2... seconda... *ciak!*
...cravatta a zig-zag.
Faccia di Rebellino che si stropiccia gli occhi e sbadiglia.
</DOWN-TO-UP CAM EFFECT>
*yawn!*
"Beh, i due stracci addosso ce li ho gia'... Devo solo mettermi le
scarpe", penso'. Con la vista ancora appannata, cerco' di
localizzare dove fossero finiti i calzini che si era tolto prima di
buttarsi sul letto (i veri duri, prima di andare a letto, o si
tolgono solo i calzini o si tolgono tutto tranne i calzini): uno
era ancora attorcigliato intorno alla maniglia della porta a mo' di
fiocco pasquale, l'altro, invece penzolava da un bicchiere sporco
di tequila dimenticato sul cassettone.
Era il momento di muoversi, non poteva perdere altro tempo... Si
mise in piedi di scatto e, barcollando come un vecchio ubriaco,
recupero' i calzini e si infilo' le scarpe. Ci fu una specie di
lampo, che rischiaro' la stanza per un attimo: ora i suoi vestiti
erano stirati come se fossero stati appena ritirati in lavanderia,
persino i capelli erano tornati in ordine ed era svanita dal suo
viso ogni traccia di sonnolenza (solo un vero duro puo' fare queste
cose incredibili).
Cerco' di non far caso al fatto che il letto era sgualcito solo
dalla sua parte: ormai si era quasi abituato a svegliarsi senza di
lei... Ma quella sensazione di vuoto e di solitudine non voleva
saperne di sparire. Doveva farcela, "ce la devo fare" amava
ripetersi... E sapeva benissimo che quello era solo un modo per
farsi coraggio: la desiderava, sentiva sempre di piu' la sua
mancanza... Quanto avrebbe voluto vedere di nuovo un suo sorriso!
*sospiro-trasognato*
Sollevo' una specie di imbragatura dallo schienale di una sedia e,
con un movimento rapido e disinvolto, la fece aderire alle sue
spalle... Serro' i due moschettoni alla cintura dei pantaloni.
Velocemente, passo' in rassegna il "modesto" armamentario
trattenuto da quel groviglio di cinghie: la Striker-Gun con i due
caricatori aggiuntivi, due stiletti affilatissimi, uno Spas-15 a
pompa con caricatore prismatico, ventiquattro cartucce calibro 12
per lo Spas, un paio di manette rosa, due cassette musicali con le
piu' grandi porcherie cantate da Critina Kellogg's, cinque puntine
da disegno, una peretta, tre fialette puzzolenti e un ciufolo di
orzonite.
- Si, c'e' tutto... Possiamo andare - commento' tra se' e se'.
Prese un lungo impermeabile scuro dall'armadio e, scavalcando
Florindo The Cat che sonnecchiava acciambellato sul tappeto del
corridoio, si affretto' a uscire di casa.
REGISTA: Mappork'... L'avevo detto allo scenografo di tenere
lontano dal set quel gattaccio nero portasfiga!
SCENEGGIATORE: Guardi che quello che lei chiama "gattaccio" fa
parte del cast... E inoltre e' anche una delle star a quattro zampe
piu' famosa in circolazione!
REGISTA: Baaahhh... non ne posso piu' di 'ste cose pelose! *sgrunt*
- Hey Vel, ma quanto ci mette questo qui? E' peggio di una
donnicciola! -.
- Stai calmo EoS, eccolo... - getto' dal finestrino il mozzicone di
sigaretta e scese dalla 500. Il massiccio portone in legno del
palazzo si apri' di scatto, la luce dell'androne investi' Veleno in
pieno viso e lo costrinse a socchiudere leggermente gli occhi.
Una nube giallognola di fumo denso e acre fuoriusci' attraverso lo
squarcio di luce e si riverso' sul marciapiede...
<HELL-VISION SMOKING EFFECT>
Tra uno sbuffo e l'altro, si materializzo' la sagoma di uomo
avvolto in un lungo impermeabile nero... Un super-eroe?
L'amministratore del condominio? Joe Nembo, detto "La Scorreggia"?
No, niente di tutto questo...
- Eccomi... - mormoro' Rebel, mentre il portone si richiudeva
lentamente alle sue spalle.
</HELL-VISION SMOKING EFFECT>
Veleno, investito in pieno dalla coltre nebbiosa, cerco' di
ripararsi alla bell'e meglio coprendosi il naso e la bocca con un
braccio.
- *coff* Ma che tanfo terrificante! *cough* - esclamo'. Poi attese
un paio di secondi, giusto il tempo di permettere al fumo di
disperdersi nell'oscurita' della notte, quindi, serrando le
mascelle per contenere una tremenda incazzatura, fece cenno al
ragazzo di salire in macchina con un movimento della testa.
Rebel capi' subito che non era quello il momento di fare domande
(il suo "spettacolino" non aveva avuto tanto successo) e,
senza fiatare, prese posto sul sedile posteriore dell'autovettura.
- Era ora! - grugni' Eos, il tono della sua voce era palesemente
irritato, ma Rebel lascio' correre (ma che bell'arietta festosa che
tirava!). Veleno monto' in macchina e, senza neanche voltarsi,
sibilo' qualcosa che fece drizzare i capelli sulla testa di Yell.
REGISTA: Beh? E che gli avra' mai detto?
SCENEGGIATORE: Ehm... qualcosa tipo "La prossima volta che fai una
####### come questa, ti apro lo stomaco, ti appendo a un albero per
il #### del #### e ti lascio in pasto ai corvi!"... *ulp*
REGISTA: Aaaah... ^___^;;;
Eos non volle tergiversare ulteriormente, bisognava fare presto:
inseri' direttamente la terza e schiaccio' con forza il piede
sull'acceleratore scaricando a terra tutta la potenza del motore
sovralimentato della 500.
Non appena Eos raggiunse una velocita' sufficientemente
incontrollata (e incontrollabile) premendo a fondo il piede
sull'acceleratore, Veleno frugo' nelle sue tasche e si piazzo' una
sigaretta tra le labbra. Al sesto tentativo infruttuoso di far
collimare la fiamma dell'accendino con la punta della sigaretta,
intimo' minacciosamente a Eos di rallentare un po'.
<DEEPLY INSIDE EFFECT>
L'aria che tirava non era per niente buona e Rebel se n'era accorto
fin dal primo momento in cui aveva messo piede dentro quella
macchina. Sul volto di Veleno era dipinta un'espressione piu' cupa
del solito... E il fatto che quella sigaretta gli fosse durata meno
di tre minuti era segno evidente di un certo nervosismo. Il bisogno
di chiedere spiegazioni era quasi insopprimibile, ma il giovane ben
sapeva che le sue domande non avrebbero avuto altro effetto che
rendere l'atmosfera ancora piu' tesa di quanto non lo fosse gia'.
Decise di pazientare ancora un po', almeno fino a quando non
avessero raggiunto la destinazione di quella folle corsa
notturna...
</DEEPLY INSIDE EFFECT>
CB e TheGIO li stavano aspettando insieme al Flender in un vicolo
buio e puzzolente situato nella periferia sud di IAC City. TheGIO
camminava nervosamente su e giu' per la stradina, facendo
attenzione a non calpestare i rifiuti sparpagliati un po' ovunque.
Nella mano stringeva ancora una delle "cimici spia" che aveva
rinvenuto in ufficio, sotto la sua scrivania.
"Chissa' quante ancora ce ne sono in giro..." penso' preoccupato.
CB, nel frattempo, si era appollaiato su una delle scale metalliche
antincendio e sorvegliava dall'alto tutta la zona. Solo un occhio
esperto avrebbe potuto individuare da lontano le due fluorescenze
verdi emesse dalle lenti del suo visore notturno stereoscopico.
- Micio micio, psssttt psssttt... vieni qui, micio micio... - CB si
giro' di scatto, ma senza scomporsi troppo. Si trovo' faccia a
faccia con una vecchietta in vestaglia che reggeva in mano un
piattino pieno di rimasugli della cena. Senza effettuare movimenti
bruschi, Crossy afferro' saldamente l'impugnatura del suo BFG666,
pronto a mettere fine a quella inutile vita.
- Micio micio... psssttt... - chiamo' di nuovo la vecchietta che,
con passo tremolante, si era fatta ancora piu' vicina. La micidiale
arma era puntata nella sua direzione, pronta a vomitare un inferno
di fuoco e distruzione...
REGISTA: Aaaalt! Stooop! Non dirmi che fa fuori anche la vecchia?
SCENEGGIATORE: Si' si', certamente! Il responsabile degli effetti
speciali ha gia' preparato una cinquantina di chili di carne
tritata e interiora sanguinolente da usare per la scena!
REGISTA: No no, e poi no! Mi passi immediatamente il copione!
SCENEGGIATORE: Eccolo, ma che vuole farc...
REGISTA: Dammi qua! *scratch* *scratch*... Mumble mumble... Si'
si'... Cosi' puo' andar bene...
CB capi' in un istante che se avesse premuto il grilletto avrebbe
rovinato tutta l'operazione. Veleno sarebbe sicuramente saltato su
tutte le furie...
Ripose il BFG666 sotto l'impermeabile, si accuccio' a quattro zampe
ed emise un tremolante - Meeeoooowww!-.
La vecchietta deposito' il piatto sul pianerottolo metallico e,
spingendolo con una mano, lo avvicino' al muso di CB.
- Mangia micetto bello, mangia tutta la pappa... - incito' con voce
gentile l'anziana signora - Ti ho lasciato un po' di cavolfiori con
trippa e uova sode, proprio come piacciono a te! - concluse.
CB annuso' il contenuto del piatto "Bleargh! Che fogna!", penso'.
Ma quando la vecchia inizio' a grattarlo sulla testa, capi' che per
uscire da quella situazione non poteva fare altro che ingurgitare
quelle schifezze.
*mgnam*
*munch*
*chomp*
Quando ebbe finito *beurp*, la vecchia riprese il piatto e,
con un'ultima carezza, si allontano' nell'oscurita'. Non appena si
udi' il rumore di una porta che si chiudeva, CB si mosse e riprese
la sua posizione. Promise a se' stesso che all'indomani avrebbe
nuclearizzato l'intero quartiere.
- Ascolta ragazzo - la voce di Veleno ruppe finalmente quella
gelida atmosfera che regnava nell'abitacolo della 500 di Eos -
Abbiamo per le mani un caso piuttosto complicato - prosegui' - E
sembra anche che qualcuno non abbia tanta voglia di farsi gli
affari suoi... - il tono della sua voce era duro e distaccato come
al solito, non lasciava trasparire la benche' minima
preoccupazione anche mentre urlava per coprire il boato del motore
della 500.
Rebel smise di giocherellare con la chiave n.13 che aveva rinvenuto
sul sedile posteriore e riverso' su Veleno tutta la sua attenzione.
Non si accorse neanche che Eos era a 130 Km/h in contromano sulla
tangenziale.
- Potrei sapere dove stiamo andan... -
- Questo non ti deve interessare - lo interruppe Veleno - Ci sono
cose ben piu' importanti che devi sapere! -.
Era irritato, Rebel se n'era accorto un po' in ritardo.
- Un cliente ci ha commissionato l'incarico di recuperare la sua
macchina - riprese, senza neanche voltarsi verso il giovane - Una
macchina, per cosi' dire, un po' "particolare"... Il nome di Aran
Banjo dovrebbe esserti sufficiente. Comunque, troverai tutti i
dettagli in un fascicolo che Gio ti ha preparato nel pomeriggio -
il giovane fece cenno con la testa di aver capito...
*sbrang*
La macchina sussulto' per un attimo - Uh, devo aver preso sotto
qualcosa... Voi l'avete visto? - chiese distrattamente Eos. Veleno
lo freddo' con uno sguardo severo e riprese a parlare: - Non
sappiamo ancora chi sia stato a trafugare la Match Patrol di Aran,
ma siamo riusciti a rintracciare un nostro vecchio informatore e
abbiamo organizzato un incontro per questa notte... Ed e' a questo
punto che entri in ballo tu, Rebel. -
- Io? E cosa dovrei far... -
- E fammi finire di parlare, prima di iniziare a fare domande! - lo
zitti' l'altro bruscamente - Dunque... - cerco' di pesare bene le
parole - Per quel poco che mi ha spiegato Gio, dovrebbe trattarsi
di una semplice "procedura di infiltrazione"... Un gioco da
ragazzi, quindi, ma il fatto e' che abbiamo pochissimo tempo a
nostra disposizione. Domande? -
- Si, perche' proprio io? -
- Perche' io e Gio ci siamo gia' esposti abbastanza e non
passeremmo di certo inosservati. I metodi di CB gia' li conosci
bene *grin*, e non credo che siano adatti a un incarico del genere.
Per cui, sei rimasto solo tu -
- Uhm... - un'espressione pensierosa si dipinse sul volto del
giovane - E dov'e' che dovrei mettere in pratica questa semplice
"procedura di infiltrazione"? -
- In un'officina... - fu la risposta secca... E fu anche l'ultima
frase della conversazione, dato che proprio in quel momento, la 500
di Eos inizio' a girare vorticosamente su se' stessa. Prima solo
sull'asse orizzontale... Poi anche in tutte le altre direzioni.
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