Agenzia Rockflood - Fascicolo 23: il caso della Match Patrol scomparsa
- 3 di 19 -

Written by Veleno

From veleno@kame.usr.dsi.unimi.it
Newsgroup it.arti.cartoni
Subject [FF][ARF] Fascicolo 23 - Part 3 of MAXINT
Date 08/04/97 9.16.41
Organization Centro Servizi Interbusiness
Lines 423
Message-ID <5id2dp$5u7@server-b.cs.interbusiness.it>
NNTP-Posting-Host 194.243.24.2

Agenzia Rockflood
=================

Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa
--------------------------------------------------

Part 3 of MAXINT

Un sonaglio attaccato  ad  una  catenella  di  fine  maglia  oziava
fissato ad un gancio, poco sopra lo  stipite  della  porta, che  lo
stuzzicava inducendolo  a trillare  ogni  qualvolta  questa  veniva
aperta.
L'ambiente non assomigliava ai tanti locali notturni a cui  si  era
abituati, la luce soffusa non c'era, non c'era  nemmeno l'atmosfera
che si trova in una birreria. Assomigliava tanto ad uno di quei bar
di quartiere.
Un piccolo tovagliolo di carta fece la sua entrata sul bancone  per
fare da sottobicchiere ad una delle consumazioni.
Poco lontano dal bancone una compagnia rumoreggiante stava  ridendo
ad alta voce. Una donna corpulenta si stava esibendo in  una  danza
goffa, un uomo distinto in apparenza stava  tentando  un  gioco  di
abilita' tenendo in equilibrio due bottigliette di sake', altri due
erano seduti in silenzio con il bicchiere davanti  a  loro, ma  non
ancora toccato. La donna era molto  bella, la  sua  pelle  sembrava
di pura porcellana ed il volto  senza  trucco  era  ornato  da  una
cascata fluente di capelli neri. L'uomo che le stava accanto  aveva
la sua stessa espressione, un imbarazzo di  difficile comprensione,
non si capiva se i due fossero in  imbarazzo  per  la  condotta dei
compagni, oppure per non avere il  coraggio di  prendere  parte  ai
divertimenti.
Davanti a due occhi stanchi si stava  spegnendo  l'ultimo  alito di
vita di un mozzicone, in una giungla  di  suoi  simili. Osservo' il
bicchiere che stava di fronte a lui. La sorsata fece scendere fuoco
liquido  nella  sua  gola.  Le  sue  palpebre  si  abbassarono  per
esorcizzare la fiamma che bruciava nel suo stomaco  e  di  rimando,
come mute testimoni di cio' che era appena accaduto  dentro  il suo
corpo, agli angoli degli occhi arrossati si formarono due lacrime.
Dopo aver eliminato la causa che gli impediva una corretta  visione
dell'ambiente, torno' a scrutare il posto.
Poco lontano, in un angolo male illuminato del bancone, una  figura
che  sfoggiava  un  cappello  nero  abbassato  sugli  occhi  ed  un
altrettanto nero soprabito dal collo alzato fino al  mento, lascio'
i soldi della sua consumazione sul bancone e face per uscire.
Il resto del vitro liquido che aveva albergato nel  bicchiere  fece
la fine per cui  era stato  versato, altri  soldi  scivolarono  sul
bancone ed un altro seggiolino  fu  libero, dopo  una  schiarita di
voce da parte dell'occupante. Questo  tentativo  di  cancellare  il
bruciore che il liquore gli aveva provocato in gola fu accompagnato
da una mano chiusa a pugno davanti alla bocca.
- Qui  Victor. Il pesce sta  uscendo - sussurro' al  piccolo  stelo
nero che reggeva nel palmo - Lo seguo -.
- Victor da Tango - gracchio' la chiocciola elettronica che  teneva
nel padiglione destro dell'orecchio - Occhi aperti -.
- Tango da Victor - sibilo' nella sua mano - Wilco. Gettate la rete
e pronti a tirare - la mano torno' a nascondersi in una tasca.
Quando la porta del bar  si apri', gli occhi dell'uomo sondarono  i
dintorni, era sera e l'illuminazione  in  quel  quartiere  non  era
delle migliori, ma non era difficile distinguere una  sagoma  sotto
il cono di luce di un lampione.
- Qui  Victor. Il pesce nuota verso Charlie Bravo - avverti'.
- Victor da Charlie Bravo, vedo il pesce, viene dritto verso il mio
amo -.
- Qui  Tango. Pesce in vista anche per me - l'uomo allento' di poco
la presa sull'auricolare per fare in modo che quella mano andasse a
liberare l'abbottonatura della sua giacca, avrebbe  potuto  rendere
complicati i movimenti ed essere impacciati era proprio quello  che
non serviva in un'azione di quel tipo.
- Romeo Yankee da Victor - attese il ricevuto della sua  chiamata -
Spostati verso di me... - dal fondo della strada il miagolio di  un
gatto ed il conseguente abbaiare di cani nel vicinato fu  la  degna
conclusione di qualche  bidone  dell'immondizia  rovesciato. L'uomo
che si era fatto chiamare Victor avvicino' nuovamente il suo  pugno
alla bocca, concedendosi prima un disperato sbuffare.
- Romeo Yankee da Victor. Fai con calma, Romeo, mi raccomando, meno
rumore fai meglio e' -.
-  Victor  da  Romeo  -  la  voce  era  un   po'  barcollante,  tra
l'imbarazzato e l'emozionato - Roger - rispose e poco dopo un'altra
figura attraversava la strada frettolosamente per affiancarsi  alla
voce chiamata Victor.
- Qui Tango Gold - la coppia chiamata Victor e  Romeo  Yankee aveva
camminato per cinque minuti prima di quella chiamata - Il pesce sta
salendo sulla barca - avverti'.
- Maledizione, lo perderemo - mormoro' l'altro alla brezza notturna
con aria scicciata.
- Calmati ragazzo - le mani dell'altro si richiusero  a  coppa  per
fare da protezione al nascere di una fiamma - Dovresti trovare  una
valvola di sfogo per la tua tensione - mormoro'.
- Non ho intenzione di diventare una ciminiera, non  ho  intenzione
di vivere a caffe', non mi va di continuare a  mangiare  cioccolato
per sopperire alle volte che non mangio -.
- Ora che hai enunciato alcuni difetti delle persone con cui lavori
potresti startene un po' zitto, per Dio - borbotto' quello chiamato
Victor. "Un altro che si crede il Padrenostro", penso' soffiando il
fumo bianco-azzurro della sigaretta nella notte.
- Qui Charlie Bravo, il pesce se  ne  sta  andando - avverti' nelle
loro orecchie una voce.
- Qui Victor, roger - annuncio' l'uomo sibilando nel suo pugno.
- Qui  Tango  Gold -  giunse  un'altra  voce,  immediatamente  dopo
- Dirigetevi verso il peschereccio, vi preleveremo per strada -.
- Romeo Yankee ricevuto -.
- Victor ricevuto -.
Da lontano si avverti' un gorgoglio  ed un  velo  nero  oscuro' uno
spicchio di cielo, dipingendo un baffo piu' scuro nella notte.
- Sta arrivando il sommergibile rosa - mormoro' con fare  acido  la
figura chiamata Romeo.
- Speriamo arrivi in tempo e speriamo che tu abbia assicurato  bene
il  segnalatore  su  quella  dannata  macchina  -  fu  la  risposta
dell'altro - Se il lavoro che hai fatto e' stato svolto come quello
dei giorni precedenti del tuo incarico, siamo a cavallo -.
- Cosa vorresti dire? -.
L'altro schiaccio' con disprezzo il mozzicone sotto il tacco  della
scarpa.
- Ti abbiamo  messo dentro  quell'officina  due  giorni  prima  che
entrasse quella macchina solo per darti una  copertura, ti  abbiamo
assicurato credenziali di tutto rispetto, e hai combinato un  guaio
dietro l'altro - lo accuso', senza alzare di un decibel il sussurro
che aveva caratterizato la discussione fino a quel momento.
- Ma... - fece per obbiettare l'altro.
- Vuoi cercare di spiegarmi perche' hai messo in stato di fermo  il
proprietario che stava facendo uno sconto  a un  buon  cliente  con
l'accusa di ricettazione. Hai  fatto un  occhio nero  ad uno  degli
altri meccanici solo perche' non  riusciva  ad aprire  la  portiera
della sua macchina, accusandolo di furto d'auto... - si volto' come
un fulmine vreso l'altro e con altrettanta rapidita' fece un rapido
scatto verso quello, che si trovo' ad osservare un indice fluttuare
di fronte al suo naso - Mettiti in testa una cosa, ragazzo. Tu  non
sei piu' nella polizia! Tu sei un investigatore privato  e  nessuno
ti dara' una medaglia per le cose che hai fatto, tutti  ti  daranno
dei soldi per fare qualcosa e non ci sara' nessun premio  se  avrai
fatto qualcosa in piu' che a  loro  non  serviva - si  volto' verso
l'imbocco della strada, notando che un ammasso vivacemente colorato
stava sferragliando sulla strada, avvicinandosi.
- Ti diro' solo due parole, ma giuro  che se  non te  le  pianti in
quella zucca vuota, provvedero' io a piantartele in testa  a  forza
di pugni e te le imprimero' a fuoco sulla  pelle - il  blindato  si
fermo' accanto a loro e l'uomo  incomincio' a  salire, imitato  dal
compagno. Prima che entrasse nella torretta del  blindato  afferro'
il colletto dell'altro.
- Io non ti piaccio  vero? - domando' una  voce  da  sotto  le  sue
scarpe.
- Non e' vero - smenti' - Tu mi piaci, ma non so se delle volte  ti
comporti piu' da stupido o piu' da poliziotto... Anche  se  non  so
dove stia la differenza -.
- Se mi comportassi da stupido a quest'ora  avrei  gia' tentato  di
ucciderti, non credi? - rispose l'altro.
- Due parole, ragazzo... - la sua faccia era cosi' vicina a  quella
dell'altro che entrambi potevano  sentire  il  misto  di  nicotina,
menta, grappa e  altro, formato  dai  loro  aliti - Non  strafare -
lascio' la presa. L'altro si risistemo' il vestito e  poi  scivolo'
nel boccaporto del blindato.
- Okay, la  NZ  Airilens  vi  da  il  benvenuto  a  bordo - esordi'
il pilota - Spegnete le sigarette e allacciatevi le cinture, gente!
-.
- Vaffanculo - fu la  risposta  tra  lo  scatto  di  una  fibbia  e
l'altro.
- Fammi indovinare - chiese  il pilota - Sei a corto di  sigarette?
Hai perso il tuo accendino? E' scarico? Ti sei accorto di non avere
un colpo per la pistola? Hai perso l'agenda con dentro i due numeri
delle due donne che non ti hanno ancora detto no alla domanda: "Sei
libera stasera?". Hai  incontrato  uno che fa  parte  di  quei  tre
quarti di mondo che odi? - ridacchio'.
- Controllo postazioni - arrivo' dalla sinistra  del  pilota, forse
un tentativo di interrompere il discorso per tornare a qualcosa  di
piu' serio, anche se TheGIO non aveva mai staccato  gli  occhi  dal
monitor che evidenziava la traccia del segnalatore.
- Pilota a posto -.
- Torretta a posto -.
- Artigliere pronto! Facciamo fuochi d'artificio? -.
- Servente al pezzo a posto -.
I quattro elementi erano ai loro posti e pronti all'azione.
- Deve esistere - borbotto' Veleno, mentre incominciava a dare  una
rapida occhiata a tutti i quadranti che si trovava di fronte - Deve
esistere... Non puo' non esistere! Deve esistere la  fottuta  buona
ragione per cui io non  sono mai  stato  posto  al  comando  di  un
bombardiere tattico - mugugno' - O il perche' io non  abbia  mai  a
portata di mano un maledetto fucile d'assalto quando serva! -.
- Detto - si senti' un clangore nella parte posteriore del  veicolo
- Fatto! - in braccio a Veleno piombo' un Colt M16 da assalto.
- Maledizione, ma quello li' prende proprio  tutto  alla  lettera -
strillo' nell'abitacolo.
- Pensa se gli avresti chiesto una granata  fumogena - uno  scatto,
metallo contro metallo, qualcosa che rimbalzava contro il  piancito
dell'abitacolo.
- Merda Gio! - fu la frase  che  segui' tempo  dopo, mentre  i  due
aprivano i portelli laterali del blindato, lasciando  uscire volute
di fumo rossastro dal veicolo - Dovevi proprio dirlo? -.
- Chissa' cosa avrebbe combinato  CB  se avessi  detto  granata  al
fosforo - la zona  fu  scossa  da  un  lungo  fischio  e  del  fumo
biancastro  sostitui' quello  rossastro. I  due  si  osservarono, i
volti coperti da una fine patina bianca.
- La prossima volta - borbotto' Rebel Yell, battendo con energia le
mani sui brandelli di vestito che ora indossava - Mi fate il favore
di stare zitti!?! -.
Un gorgoglio sali' dal motore del veicolo, alzando una fumata  nera
che investi' il trio in un misto di fuliggine, olio bruciato e  gas
di scarico, riducendoli a dei dalmata antropomorfi.
- Aaaah! - esordi' una voce dalla santabarbara - Adoro l'odore  del
Napalm la mattina presto -.
- Ci mancava solamente Apocalypse Now - concluse Veleno, inforcando
nuovamente la cuffia che comprendeva un complesso ricetrasmittente.
- Soggetto in movimento rapido verso  il  centro  citta' - avverti'
TheGIO - Credo sia il caso di mettere un po' di pepe alle ruote -.
- Lo sapevo - borbotto' CB - Non dovevo mangare pesante stasera -.
Gli sguardi  di  tutti  si  incrociarono. Veleno  era  impallidito,
assieme a CB, Rebel Yell era attonito, non  capendoci  un  piffero,
TheGIO sorrideva, stringendo una strana leva.
- Non vorrai mica... - l'indice di Veleno indicava  la  leva -  Non
la Velocita' Smodata!!! -.
- Allacciarsi le cinture! - zufolo' TheGIO, spingendo in avanti  il
doppio comando di propulsione fino a che questo non  si  blocco' su
un'area marcata in rosso, al termine della sua corsa.
Nelle  buie  strade  della  periferia  qualche  "yatai" (il  tipico
venditore ambulante  di cibo), tese  l'orecchio  per  ascoltare  un
grido terrorizzato che infranse il silenzio, cullato dalle  morbide
cantava con voce calda da tenore, una vecchia canzone  che  parlava
di baci, di capelli profumati e di petali di ciliegio.
- Ri...cevo il... Segnale - balbetto' TheGIO.
- Do... Ve - fu la domanda soffocoata di Veleno, l'accelerazione si
faceva sentire in quel cubicolo zeppo di attrezzature elettroniche.
- Stiamo... Viaggiando... A 2000... Unita'... - fu  il  rantolo  di
Rebel Yell, che stava tenendo d'occhio il  quadro  di  ripartizione
dell'energia.
I due nei posti anteriori sentirono le vibrazioni di un veicolo che
li stava superando e mossero  lo  sguardo  lungo  il  campo  visivo
offerto dalle feritoie poste in testa all'abitacolo. Uno  scafo  di
una nave li sorvolo', scuotendo il veicolo incollato  al  suolo. Su
questo spiccava una cremisi linea di galleggiamento  che  ammiccava
con intenzione alle luci della citta' sottostante...
"Ma e' mai possibile", penso' TheGIO, "Che ogni volta che ci capiti
una cosa del genere ci sorvoli sempre sto cesso di portaerei?".
Ignorava che il suo compagno stesse pensando la  stessa  cosa. Poco
dopo, la Blue Noah viro' di bordo e si allontano' nel profondo  blu
del cielo.
- Pronti... - fu il richiamo del pilota.
- Arresto... Propulsione... - la mano di Veleno si mosse lentamente
verso i comandi dei freni aerodinamici del veicolo, compatibilmente
con  i  G  impressi  all'ammasso  di  lamiere  per  assumere quella
velocita'.
- Ora! - strillo' TheGIO,  mentre la mano del copilota si abbatteva
sul pulsante  di  atttivazione, al di  sotto  della  parola BRAKES,
scritta in un rosso vivace.
- Impattooooooooo! - grido' Veleno, mentre le budella spingevano ai
lati dell'esofago per trovare una via  di  fuga  nelle  narici. Una
sirena incomincio' a zufolare nell'abitacolo.
- ARRESTO  DI  COLLISIONE!  ARRESTO  DI  COLLISIONE! - fu l'allarme
lanciato dal giovane Yell.
Un violento scontro con qualcosa  di  grosso  e  resistente  fu  il
preludio di una fitta pioggia di calcinacci.
- Tutti sani? - chiese il pilota, slaciandosi le cinture.
- A dritta  tutti  sani! - rispose  Veleno, elargendo  un  colpo al
fermo delle cinture che lo legavano al sedile.
- A poppa tutto a posto! - mormoro' Crossbones - Dann! Avevo finito
di riordinare le rastrelliere proprio ieriii! - i suoi tentativi di
divincolarsi erano coronati da una sinfonia di clangori.
- A tribordo tutto bene... - rispose con  voce  meno  sicura  Rebel
Yell.
- CB - chiamo' Veleno - Dai un'occhiata fuori, per vedere  cosa  e'
capitato e se c'e' da portar soccorso a qualcuno... -.
- Ricevuto... Prendo anche il kit medico -.
- Prendi quello del blindato, non il tuo - lo ammoni' TheGIO.
- Ma in quello del blindato ci sono solo  medicine! Per  abbatterne
uno devo usare almeno tre fiale di morfina! - obbietto'.
- Non devi abbatterli! - lo redargui' Veleno - Devi curarli! -.
- Uffa, mai che mi facciate ammazzare qualcuno negli intervalli tra
le azioni, eh? - bofonchio'.
- Vedila cosi' - mormoro' TheGIO, mentre dirigeva  Rebel  Yell  nei
primi controlli dei sistemi del blindato - Se li rimetti in  sesto,
poi sara' piu' divertente ammazzarli - le parole  erano  supportate
da un sottofondo di interruttori attivati, acuti bip  di  strumenti
elettronici e il ticchettare di pulsanti.
- Gia'... -  Crosbsbones sorrise - Non  avevo  mai  considerato  le
pratiche di pronto soccorso sotto questa luce -.
TheGIO sorrise ad un modulo di alimentazione, che rispose alle  sue
manipolazioni con un borbottio elettrornico, seguito da un rutto.
- Avanti bersagluicci miei! - esordi' l'altro, uscendo dal portello
superiore  della  torretta  -  Venite  dalla  vostra   crocerossina
preferita!  AHR  AHR  -  diede  un  piccolo  sguardo  ai  dintorni,
devastati dal proiettile blindato di discreto tonnellaggio che  era
il loro veicolo.  Per dare  maggiore  enfasi e maggiore  potenza di
fuoco  alle parole, sparo' un'intero  caricatore  di  Desert  Eagle
verso  il soffitto.
Si udi' un grido soffocato, un sordo tonfo, il tutto seguito da  un
fagotto di vestiti ed una pioggia di pezzi di legno.
- Accidenti, ma proprio sulla balaustra  doveva  stare? - borbotto'
l'improvvisato dottore. Un pezzo di legno cadde su di una  pianola,
attivandola. Era uno di quei  piani  verticali  da  saloon, con  lo
spartito forellato per fare in  modo che in  assenza  del  pianista
potesse funzionare  ugualmente. Dal  bancone  saltarono  fuori  due
ceffi, uno con una traversa  ed un corsetto bianco ed un'altro  con
due cinturoni legati alla vita.
- Pull! - grido' Crossbones, freddandoli quasi immediatamente.
Dal bancone incominciarono avolare bottiglie contro il blindato.
- Che  diavolo  sta  succedendo  la'  fuori? - chiese  Rebel  Yell,
passandosi una mano sulla fronte. Mille  aghi gli  si  conficcarono
sull'arcata sopracciglire destra, mentre  ritirava una mano  sporca
di sangue. I vetri di un quadrante, forse  l'unico esploso, avevano
trovato una sede provvisoria sulla sua fronte.
- S-Sangue... -
*ta*tum*
- Rebel, figlio mio -...
Il suo respiro si fece affannoso.
*ta*tum*
- Papa'... -
Il ronzio nelle sue orecchie si  trasformo' nella  voce, rotta  dal
pianto, di un bambino.
*ta*tum*
- Tesoro mio -...
*ta*tum*
- Deve essere un nuovo film - mormoro' TheGIO, osservando  la scena
con fare pensoso.
- Gia', e' la seconda volta che vedo il trailer... - rispose Veleno
accendendosi una sigaretta - Peccato sia in bianco e nero, a colori
avrebbe reso di piu' - constato'.
- Hmmm... Gia'... non ti sembra che il bambino sia una faccia  gia'
vista? -.
- Sai com'e' fatto il  mondo  del  cinema, magari  e' diventato  un
attore di successo... - soffio' il fumo verso l'alto.
- Ehi! Qui non si puo' fumare... - una maschera stava piantando una
torcia elettrica in faccia a Veleno.
- E chi sta al cinema! - intanto un coro di persone si  era  levato
dal  fondo,  facendo  apprezzamenti  piu' o  meno  lusinghieri  sul
popolo dei fumatori e sugli antenati del fumatore in questione.
Veleno infilo' la mano  sotto la giacca, estraendo la sua pistola e
sparando qualche colpo in aria.
- Basta! - poteva capire  il disagio dei non  fumatori, ma  i  suoi
antenati  erano  una  faccenda  personale -  Fuori  chi  ha   detto
l'ultima frase! - una persona si alzo' dal fondo.
- Sono stato io! - non ebbe nemmeno il tempo  di aggiungere  altro,
se non il macchiare di sangue i vestiti degli  spetttatori accanto,
mentre cadeva al suolo colpito a morte.
- E poi qui  non siamo in una  sala  cinematografica! Siamo  in  un
maledetto blindato! Il mio  blindato  per  giunta! - urlo' - Forza!
Tutti fuori! - indico' il portellone posteriore del blindato.
- Che cosa  ci  faceva tutta  questa  gente  qui  dentro - domando'
TheGIO in una poltroncina accanto a Veleno mentre sgranocchiava del
pop-corn.
- E che ne so  io! - borbotto' l'altro, osservando  la  colonna  di
gente che stava uscendo ordinatamente.
La maschera si scuso' con debita cortesia e si uni' alla  fila, per
controllare che l'operazione si svolgesse con ordine.
Intanto fuori i cocci di vetro delle bottiglie  rimbalzavano  sulla
corazzatura anteriore del blindato, spargendo  abbondanti  dosi  di
vari liquori.
- Fico 'sto tiro a segno! Devo ricordarmi  il posto! - mormoro' CB,
annotando l'indirizzo su di un blocchetto appoggiato alla torretta,
utilizzato anche come segnapunti. Mentre scriveva  la  sua  pistola
continuava imperterrita a colpire le bottiglie in  volo, quasi  che
questa possedesse una propria coscienza.
Poco dopo salto' fuori un altro uomo dal  bancone, urlava, reggendo
in una mano una damigiana e nell'altra un togligraffette.
La damigiana cadde in  frantumi un istante dopo, assieme a  chi  la
impugnava...
- Mi dispiace amico - mormoro' CB soffiando via il fumo dalla canna
cromata dell'arma - Questa volta il togligraffettte non ti e' stato
di alcuna utilita' - concluse, riinfoderando la pistola  e  facendo
per tornare nel cuore del blindato. Quando  si  volto' di  schiena,
dal bancone di noce emerse un  uomo  in  calzamaglia  nera, con  un
sospensorio assicurato in vita, su cui batteva una grande bottiglia
di plastica. I primi due colpi lo mancarono, dato che saltellava da
una parte e dall'altra del piano in marmo. Il terzo lo inchiodo' al
vetro che il bar ospitava dietro al bancone, che  ospitava  mensole
oramai colme di cocci di bottiglia.
- Accidenti, quello credo fosse il bersaglio piu' difficile... Heh.
Ma nulla puo' competere con me. Tze'... Pivelli - fu la sentenza.
- Qualche problema? - si informo' TheGIO, mentre la schiena  di  CB
scendeva lungo i predellini della scaletta.
- No... Nessuno... - mormoro'.
- Cos'era quella baraonda la' fuori - chiese Rebel Yell, che  stava
utilizzando un fazzoletto come tampone per la ferita. Quando  aveva
estratto quel fazzoletto, con i  cuoricini  ed  i  martelletti, una
dolorosa  stilettata  aveva  percorso  il  suo  cuore,  mentre  per
l'ennesima volta l'immagine di Rosita si materializzava  nella  sua
mente. Aveva pero' constatato che  ora  assomigliava  ad  una  foto
sgualcita, e forse era un bene. La stava dimenticando...
- Oh nulla - liquido' Crossbones - Non ci crederete  mai  ma  siamo
capitati in un tiro a segno! Era fichissimo! Peccato che lo abbiamo
sfasciato... - trattenne un singulto.
- Anche una strada affollata per te e' un tiro a segno! - borbotto'
Veleno, mentre le  sue  dita  armeggiavano  con  il  quadrante  dei
sistemi di monitoraggio.
- Tallyho! - avverti' - Ho il segnale della  RodaSbusa, Ken  Franco
e' diretto verso il quartiere dei  locali  notturni... Sta  andando
verso est su Viale Shirow...  Ha  appena  superato  l'incrocio  con
Via Tagami -.
- Non e' lontano... - TheGIO si piazzo' rapidamente ai comandi  del
veicolo - Possiamo saltargli addosso quando vogliamo. Datemi cinque
minuti - il motore del blindato  borbotto' per qualche secondo, per
poi mettersi in moto con un gorgoglio sommesso  ed  una  nuvola  di
fumo pernicioso.
- Non mi piace - borbotto' Rebel Yell.
- Cosa? - chiese Veleno, mentre luci ambra  illuminavano  a  tratti
il suo volto.
- La zona... - aggiunse l'altro.
- Non mi dirai che tu - TheGIO si fermo' per evitare  una  macchina
mentre lanciava il blindato sulla nera lingua di asfalto  di  Viale
Shirow - Hai paura di qualche insegna al neon, eh, ragazzo? -.
Rebel Yell si zitti'. Veleno gli diede una amichevole  pacca  sulla
spalla. Avevano scherzato, certo... A  nessuno  di  loro  andava  a
genio l'idea di agire in quel posto. Le  zone  molto  affollate non
erano certo i posti migliori per eventuali scontri a  fuoco. Troppa
gente, troppo rischio, troppe persone  innocenti che potevano farsi
male... E non li entusiasmava nemmeno l'idea di inseguire un  tizio
in una bolgia vociante di  persone, nessuno  aveva  mai  detto  che
pedinare qualcuno fosse facile, ma quel Ken Franco  stava  rendendo
complicata la cosa.
- O forse hai paura che  qualche avvenente spogliarellista da night
club possa approfittare della tua innocenza,  Jerome? - chiese  CB,
ridacchiando.
Rebel Yell mastico' un'imprecazione verso CB.
- Jerome! - lo riprese Veleno - Ti pare  questo  il  linguaggio  da
usare! - quell'atmosfera non  gli andava  proprio  a  genio, certo,
era meglio quella che la Sesta Sezione, ma anche  li' era  l'ultimo
arrivato... Doveva provare a quei tre che non era un moccioso  come
tutti credevano, doveva dimostrare che era capace di fare qualcosa,
o lo avrebbero sempre trattato cosi'.

--
- Pandora Milano S.r.l.                                     Tel. 02/4390578
- Via dei Gracchi, 30 - 20146 Milano -                      Fax. 02/4693155
-><- Dario 'Veleno' Rota -><- Quality System Integrator (e _non_ chiedetemi
cosa voglia dire) -><-  Responsabile vendite Pandora  -><-  Join us!  -><-
E-mail address: veleno@milano.pandora.it
* -><- Only Neuro can make it possible -><- NeUrO ZoNe LiVeS FoReVeR -><- *