Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa
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Part 4 of MAXINT
Avevano parcheggiato il blindato poco prima della macchina del
'pesce'. La folla non era cosi' pressante, ma era sufficiente per
impedire che il quartetto potesse rimanere compatto.
- Credo sia il caso di dividerci - propose TheGIO.
- Giusto - ammise CB - Potremo seguirlo meglio... -.
- Rebel - chiamo' Veleno - Seguimi... - aggiunse, mentre la sua
figura si mischiava tra mille altre, nella folla - Mantieniti ad
una quindicina di metri da me, non troppo vicino, non troppo
lontano - gli disse una volta divisi - Non starmi tra i piedi, fai
il tuo lavoro come devi, quando uno di noi lo vede avvisera' subito
gli altri. - Yell obbietto', sarebbe stato meglio girare in coppia.
- Cosi' se sparano a me fanno fuori anche te - commento' acido
Veleno - Non se ne parla ragazzo - demoli' la sua proposta con
quelle cinque parole - Avremo piu' possibilita' di individuarlo e
nel caso uno di noi due si trovi nei guai l'altro sara' abbastanza
vicino per dargli aiuto - una mano calo' pesante sulla spalla del
giovane - Ricevuto? - Yell annui'.
- Una cosa ancora - la folla si stava infoltendo, era sempre piu'
difficile riuscire a seguire una sagoma nel mare di persone in cui
si erano tuffati - Non strafare -.
Rebel Yell serro' le mascelle per non inveire contro il compagno.
Che diamine! Non era un pivello, era un ex poliziotto! Certe cose
le sapeva anche lui, era stato addestrato a dovere! No, decise tra
se', Ken Franco non gli sarebbe sfuggito...
- Tallyho! - segnalo' una voce nell'auricolare del gruppo -
Bersaglio in vista! Qui Tango, ripeto, bersaglio in vista! -
annuncio' TheGIO - Si dirige verso ovest, il maledetto si prende
anche il tempo per guardare la merce nelle vetrine! - sibilo' - Lo
ho avvistato poco dopo Via Hara - si guardo' attorno - Direi a
duecento metri da Via Hara -.
- Roger Tango - rispose CB - Charlie Bravo in avvicinamento -.
- Qui Victor, ricevto, in avvicinamento. Rebel Yell, mantieni la
posizione rispetto a me ma seguimi - scivolava tra la gente con
naturalezza, mentre ripensava ai gesti dell'uomo - Tango da Victor
- nel ricevitore la sua voce suono' nervosa.
- Tango in ascolto, parla pure -.
- Il porco non guarda nelle vetrine per hobby. E' il miglior modo
per controllare se e' seguito. Non si ferma piu' di un minuto,
vero? - non attese la conferma della sua informazione. Si fermava
ogni tanto, fingendo interesse solo per fare in modo che un
eventuale pedinatore dovesse interrompere il contatto per non farsi
scoprire. Avvicinarsi troppo equivaleva a mostrarsi e quando vedevi
un uomo una volta, era una coincidenza, quando lo vedevi per la
seconda era una probabilita', alla terza volta questa mutava in
certezza. Inoltre se l'eventuale sorveglianza venisse effettuata
da un'angolazione non immediatamente visibile, le vetrine di un
negozio erano il massimo, con il loro riflesso fungevano da
ottimo specchio per controllare i dintorni.
- Lo vedo - annuncio' Rebel Yell - Accidenti, no! Volevo dire, qui
Romeo, lo vedo, e' ad una ventina di metri da me... - ebbe in
risposta una risata, forse perche' aveva eseguito male la chiamata,
o forse perche' non era poi cosi' importante farla in quella
formula.
- Romeo da Charlie, Calma Jerome - gli impose la voce di Crossbones
che lo vezzeggiava ironicamente forse proprio per spezzare la
tensione che Rebel Yell aveva trasmesso al gruppo - Arrivano i
nostri - avrebbe anche potuto omettere quella frase, i tre stavano
rapidamente convergendo verso il punto in cui il giovane aveva
segnalato la presenza del 'pesce'.
La tentazione di estrarre l'arma era fortissima per tutti, ma non
era certo indicato in quella bolgia urlante, non avrebbero fatto
altro che scatenare del panico inutile, che avrebbe portato ad un
conseguente peggioramento delle condizioni di sorveglianza... Se
si fossero trovati in un fuggi-fuggi generale, il loro uomo sarebbe
di certo scomparso. Non era facile distinguere una sagoma tra cento
nel caos...
Un leggero prurito stuzzico' il fianco di Veleno, che abbasso' la
destra per sopirlo, interrompendo l'incessante e nervosa carezza
sul calcio della pistola. Dopo pochi passi la fastidiosa sensazione
torno'. E scomparve... Si blocco' in mezzo alla folla... Qualcuno
aveva grattato il suo fianco. Ancora... Ed ancora...
Infilo' la mano nella falda sinistra del suo impermeabile,
rovistando furiosamente... Il suo dito indice brucio' di dolore,
ed il formicolio si estese alla mano... Qualcosa lo aveva morso.
- Ahi! - quando la mano emerse, osservo' stupito GNAGNA che
stava appeso alla sua falange, addentandola.
- Che diavolo ci fai tu qui! - chiese con brutalita', dopo essersi
liberato la mano.
- Che cosa e' un'ondata? - fu la risposta della palla di pelo.
- Un'ondata e' quell'innumerevole numero di calci che ti daro' dopo
che tu mi avrai spiegato cosa ci facevi nel mio impermeabile -.
- Un'ondata a ovest - rispose.
- Qui Victor - annuncio' nel comunicatore - Ho un problema... -.
- Victor da Tango, cosa? -.
- Qui Victor. Il problema e' peloso e viola - commento' con stizza.
- Che diavolo ci fa li'! -.
- Non ne ho id... - un ronzio prolungato e delle scariche
elettriche invasero le loro orecchie.
- Ridammi il trasmettitore! - udirono.
- Ridammi il tuo... - rispose GNAGNA, offeso forse di non essere
stato messo a parte della faccenda e di non essere stato incluso
nella squadra.
- Palletta! Non ora! Dammelo ho detto! - bercio' Veleno.
- Palletta di speciale - mormoro' avvilito il botolo - Non mi dici
CIAO ciao ad informarti, siamo arrivati? - GNAGNA aveva espresso a
modo suo l'ingiusta esclusione, chiedendo a gran voce di fare parte
del piano.
- Va bene! Va bene! - Veleno alzo' le braccia con fare esasperato
- Ma ora ridammi la trasmittente! - mosse deciso verso il coso un
palmo aperto. Dopo aver rovistato per qualche tempo nella sua scura
peluria l'esserino gli mise in mano un aggeggio.
Osservandolo, l'uomo noto' un pulsante su di un lato, non era il
suo... Premette il tasto e l'affare si apri', emettendo un cicalino
sommesso.
- Che diavolo e' questo! Non mi serve ferraglia inutile, mi serve
il mio trasmettitore - alzo' la voce, per enfatizzare la richiesta.
- Cosa sta succedendo! Qui NCC-1701 - gracchio' lo strano coso che
reggeva nella mano. Un lampo si accese negli occhi della palletta,
sarebbe stato arduo definirlo 'di genio', forse era pura e semplice
intuizione. GNAGNA si riprese l'apparecchio, lo richiuse e torno' a
rovistare nel magazzino ambulante che si portava appresso.
- Non sei il capitano Kirk - gli disse, forse in tono di scusa,
forse per spiegare il suo errore. Gli mise in mano un'altra cosa,
dall'aspetto simile, o meglio, il fregio che aveva su di un lato
era identico a quello dell'attrezzatura precedente. Questa ronzo'
per qualche istante, zufolando e lasciando poi spazio, sul piccolo
monitor che ospitava, al logo di Microsoft Windows 95.
- Che diavoleria e' mai questa! - lo punto' verso GNAGNA. Il visore
dell'aggeggio si illumino', fornendogli una scansione del soggetto
su cui era puntato.
- Non capisci nulla di speciale, siamo spiacenti ma non e' Super
Tubo -.
- Che non fosse un Super Tubo lo ho capito anche io. Non ne
ha l'aspetto - borbotto'.
- Ecco! ECCO! Capitano Kirk. Trycorder di speciale - rispose GNAGNA
riprendendosi l'aggeggio e mettendogli in mano un televisorino
con il manico, ancor piu' strano... Stavolta c'erano due bacchette
con led che correvano avanti e indietro. Si volto' di lato, mentre
le bacchette si alzavano come le braccia di un cavatappi.
- Eccolo! Eccolo! - disse qualcuno dietro di lui - Dei del cielo...
Ha una forza ectoplasmica sconfinata... - un tizio con gli occhiali
aveva in mano il medesimo aggeggio, puntato contro un grande omone
che assomigliava molto al testimonial della Michelin.
- Andiamo Spengler! - lo esorto' un altro, il gruppo era vestito
con tute color cachi e degli strani zaini sulla schiena... Forse
una squadra speciale di pronto intervento, si disse Veleno.
Nel frattempo GNAGNA si era ripreso il trabiccolo e lo aveva
sostituito con una spilla. L'uomo la sfioro'...
- Picard - la voce proveniva dalla spilla.
- Signore, sono il tenente La Forge... Abbiamo qualche problema con
i motori... - non pote' seguire ulterioremente la discussione,
il peloso amico se l'era gia' ripreso, e finalmente gli aveva
restituito il suo agognato trasmettitore.
- Qui Victor... Sono di nuovo in gioco... - annuncio' al gruppo.
- Victor da Charlie, guarda che rimani indietro - lo avverti'.
- Victor da Tango... Vel! Lo schieramento... -.
"Perche' ho la maledettta sensazione che tutto questo sia gia'
accaduto?", si chiese, avanzando a grandi passi nella folla.
- Victor da Romeo, sono davanti a te, a cinquanta metri -.
- Romeo da Victor, ti vedo... -.
- Un buon braccio meccanico da GNAGNA dice: "Noi no, non siamo
spiacenti" - questa provoco' un'occhiata in cagnesco al peloso, da
parte di Veleno.
- Qui Tango, il pesce e' entrato in un vicolo - li avverti'.
Rebel Yell stava per accusare la ricevuta della chiamata, quando
il suo sguardo si blocco' su una coppia vestita in blu. Non ci fece
molto caso inizialmente, ma quando si volto' verso il vicolo vide
altre due figure abbigliate al medesimo modo.
"Poliziotti... Che... Cosa cavolo sta succedendo!", la prima coppia
poteva anche non saltare immediatamente all'occhio, pattugliavano
tutta la citta' in coppia. Ma due unita' nello stesso posto... Non
erano un po' troppe per un settore di cento metri quadri... No...
Non poteva essere normale. Forse pero' erano solo le ronde dei
rispettivi settori e tutto quello era un caso. Poteva accadere che
fossero vicine, magari una stava terminando il giro, mentre l'altra
lo iniziava... Si disse che era meglio non pensarci, doveva
preoccuparsi di cose ben piu' importanti. Dove diavolo era finito
Veleno... Si volto' per stimare la distanza che li separava.
Sarebbe giunto alla sua posizione in meno di un minuto, valuto',
osservandolo scivolare tra la gente.
"No!". Soffoco' un'imprecazione. Dietro di lui un'altra coppia di
poliziotti si stava allontanando, dandogli la schiena.
Stava accadendo qualcosa... Qualcosa di sgradevole...
E lui sarebbe stato disposto a dare qualsiasi cosa per saperlo...
Forse si stavano infilando in un'operazione di polizia? No era da
escludere. L'agenzia non cooperava con la polizia... L'unico legame
che avevano escluso lui, derivava dalle taglie che alle volte
intascavano per la cattura di qualcuno. Fu colto da un urgente
desiderio di pregare affinche' tutto fosse andato per il meglio, ma
non si ricordava nemmeno gli scongiuri. Ricaccio' nel fondo della
gola la paura, che come ultimo regalo gli lascio' un fastidioso
formicolio alla vescica. Si chiese se anche gli altri tre potessero
soffrire di tale disturbo... Non trovo' una risposta, era troppo
concentrato a scrutare i dintorni, ignorando che non si poteva
fermare la paura. Solo addestrarsi a sopportarla.
Fisso' il suo sguardo su di una delle divise blu che gravitavano
attorno a quel vicolo...
"Che diavolo ci fa LUI qui!", strillo' nella sua mente, mentre
osservava l'odiato volto del Direttore della Sesta Sezione.
- Romeo da Victor - la chiamata risuono' roboante nelle orecchie di
Rebel Yell - Rebel! Smettila di stare li' imbambolato, non e' il
momento di giocare alle belle statuine! Sara' la terza volta che ti
chiamo! Muoviti! -.
- Roger Victor - rispose rapidamente - Capito Vel. Scusa... - si
mosse verso TheGIO e Crossbones, fermi poco piu' in la' dell'angolo
opposto del vicolo in cui era entrato il sospetto.
Veleno camminava spedito tra la folla, pestando piedi, urtando
rotule, elargendo spallate e suscitando le piu' variopinte repliche
dai relativi possessori del materiale orgainco. Vi rispose quasi
inconsciamente, masticando imprecazioni, volte piu' all'immobilita'
del compagno che alle lamentele che fiorivano al suo passaggio.
Rebel Yell fu strattonato all'indietro.
- Ora spiegami perche' eri fermo a guardarti intorno - sibilo'
Veleno, apparso improvvisamente al suo fianco - E spera che sia una
buona ragione, ragazzo! -. Certo che sapeva come mettere a proprio
agio le persone, si disse Rebel, tra se'.
Torno' a guardarsi attorno e con semplici movimenti della testa e
degli occhi indico' il motivo della sua stasi.
- Qui Victor - ringhio' nella trasmittente - Sta accadendo qualcosa
di imprevisto. Vedo sei, ripeto sei agenti di polizia a meno di
venti metri dal vicolo. Pare non ci abbiano notato, ma... Non ci
scommetterei... -.
- Qui Tango. La cosa non mi piace - la tensione stava salendo - Che
facciamo? -.
- Qui Charlie. Continuiamo... Non vorrete mica darmi a bere che
abbiamo fifa di sei giacche blu -.
- Qui Victor... Roger Charlie, per me puo' continuare -.
- Qui Tango. La situazione non e' delle migliori, non mi piace, ma
per me e' okay... -
- E tu? - chiese Veleno a Yell - Non dici nulla -.
- Qui Romeo - esordi' l'altro, stuzzicato dal compagno - Io ci sto
- confermo' - Diamogli un bel calcio nel sedere! - aggiunse.
La squadra torno' ad eseguire la manovra di avvicinamento.
- Perche' non hai fatto la chiamata appena li hai visti? - chiese
Veleno.
- Appena li ho visti sei arrivato tu - si giustifico' il giovane,
tentando di imitare il tono del compagno.
La vetrina di un negozio di abbigliamento ammiccava agli occhi di
una ragazza, vestita con la classica marinaretta da liceale.
Accanto a lei, con un'espressione che differiva totalmente da
quella sognante dell'amica, una biondina abbigliata al medesimo
modo attendeva un po' scocciata un segno di vita da lei.
- Non e' stupendo, Risa? - chiese con tono distante.
- Gia'... Stupendo - rispose l'altra distrattamente, guardandosi
attorno - Sono le nove - le fece notare, osservando l'orologio -
Non credi che tua madre sia in pensiero? -.
- Accidenti! - pronuncio' la parola con enfasi, tanto che qualche
passante si volto' incuriosito - Devo passare anche dal nonno - si
ricordo'.
- Da tuo nonno? - a Risa non piaceva tanto il nonno di Sonoko...
Era sempre misterioso. Un ometto che a guardarlo non gli avresti
dato nemmeno un centesimo, ma aveva la mente fine come la lama di
un rasoio. Stava sempre rintanato nella sua cantina, a fare chissa'
cosa e ogni tanto usciva con qualche nuova diavoleria in mano.
- Lo so che non ti piace andare dal nonno - Sonoko si avvicno' alla
ragazza, stringendola - Ma ti prego... Dai... Accompagnami -.
- E va bene - mormoro' Risa, abbassando il capo. "Accidenti a lei,
perche' non riesco mai a dirle di no!", si domando'. Sonoko stava
ridendo, ora. "Perche' sono una stupida e le voglio bene!", rispose
tra se', "Perche' non voglio lasciarla da sola e ho paura che le
capiti qualcosa... Sonoko... Sei cosi' ingenua... Se le succedesse
qualcosa non potrei mai perdonarmelo... Non lo sopporterei...".
Era la sua amica piu' cara...
- Ehi! - Sonoko era indietreggiata apparentemente per nulla, ma
stava guardando qualcosa ai suoi piedi. Risa segui' lo sguardo
dell'amica, per incontrare un batuffolone viola su due zampe.
- Piccolo - Sonoko si inginocchio' per carezzargli la testolina -
Cosa ci fai qui tutto solo? -.
- Piccolo GNAGNA non riesci sulla Luna... Tempio Nero del tuo
epitalamo - rispose l'animale - Cosa vuoi, una spanna d'acqua? -.
- Ma che cavolo dice questo sgorbio? -.
- Risa! - Sonoko la stava squadrando con occhi colmi di furore -
Poverino... Forse si e' perso... - l'animale mostro' di apprezzare
molto le carezze della ragazza - Eh? Cosa mi dici coccolone? Ti sei
perso? - gli domando'.
- Sei sporco? Non vedi il tuo solito elefante rosa... -.
Per Risa era gia' abbastanza.
- Sonoko, sono le nove passate! Dobbiamo andare a casa... Lasciamo
che se ne occupi qualcun'altro di questo... Questo coso... - le
suggeri'. Venne scalzata da terra con moderata forza da una sagoma
nera che le sfreccio' di fianco... L'animale sgrano' gli occhi e
schizzo' via, come un lampo, dietro alla figura, per poi saltargli
su di una spalla. Sonoko osservo' prima avvilita e poi rincuorata,
che lo strano animale aveva ritrovato il suo padrone, dimenticando
che il batuffolo, tentando di svicolare, l'aveva fatta cadere.
- Ah! Sei qui', disastro viola -.
- Ehi! Tu! - Risa aveva riacquistato il suo equilibrio e la sua
boria - Non ti pare che sarebbe il caso di chiederci scusa? - si
fece avanti con fare battagliero.
- Oh, merd... - si volto' verso le due ragazze - Scusatemi - disse
sbrigativo - Va tutto bene? - aiuto' Sonoko a rialzarsi in piedi,
forse un po' troppo bruscamente. Un istante dopo le due osservavano
la sua schiena allontanarsi.
- Credi di essertela cavata cosi', razza di screanzato! - gli urlo'
dietro Risa - Eh no... - disse poi.
- Risa... Calmati... Ci ha chiesto scusa, no? -.
- No! - era infuriata - Quel... Quel... Accidenti... Con la fretta
che aveva era sicuramente un ladro o qualcosa del genere... -.
- Non aveva l'aria da criminale... - Sonoko aveva avuto il tempo di
guardarlo bene in faccia - Anzi... -.
- Che ti succede - la riprese l'amica - Puah... Hai il cuore troppo
tenero, Sonoko - poi si volto' verso l'uomo - Ora ti faccio vedere
io... - afferro' la mano di Sonoko e si getto' all'inseguimento del
tizio.
- Risa! Risa... Fermati! - obbietto' l'altra.
- Eh no! Deve chiederti scusa per bene quel prepotente! -.
che lo strano animale aveva ritrovato il suo padrone, dimenticando
che il batuffolo, tentando di svicolare, l'aveva fatta cadere.
- Ah! Sei qui', disastro viola -.
- Ehi! Tu! - Risa aveva riacquistato il suo equilibrio e la sua
boria - Non ti pare che sarebbe il caso di chiederci scusa? - si
fece avanti con fare battagliero.
- Oh, merd... - si volto' verso le due ragazze - Scusatemi - disse
sbrigativo - Va tutto bene? - aiuto' Sonoko a rialzarsi in piedi,
forse un po' troppo bruscamente. Un istante dopo le due osservavano
la sua schiena allontanarsi.
- Credi di essertela cavata cosi', razza di screanzato! - gli urlo'
dietro Risa - Eh no... - disse poi.
- Risa... Calmati... Ci ha chiesto scusa, no? -.
- No! - era infuriata - Quel... Quel... Accidenti... Con la fretta
che aveva era sicuramente un ladro o qualcosa del genere... -.
- Non aveva l'aria da criminale... - Sonoko aveva avuto il tempo di
guardarlo bene in faccia - Anzi... -.
- Che ti succede - la riprese l'amica - Puah... Hai il cuore troppo
tenero, Sonoko - poi si volto' verso l'uomo - Ora ti faccio vedere
io... - afferro' la mano di Sonoko e si getto' all'inseguimento del
tizio.
- Risa! Risa... Fermati! - obbietto' l'altra.
- Eh no! Deve chiederti scusa per bene quel prepotente! -.
Sonoko con la forza di un toro.
Risa sfreccio' accanto ad una biondina, poco prima che Veleno e
il giovane Yell si incontrassero. Le sue maledizioni volte verso la
figura in impermeabile attirarono la sua attenzione, inducendola a
conoscere il motivo dell'arrabbiatura della ragazza.
Il suo sorriso divertito per la grinta di Risa mori', quando vide
la coppia di uomini verso cui le due ragazzine si dirigevano...
"Mio Dio", penso', "Ma quello... Quello e' Rebel...".
I quattro si chiusero attorno all'uomo, in una perfetta manovra a
tenaglia, anche se per quattro soggetti parlare di tale manovra era
azzardato.
- Mani sul bancone, amico - sussurro' Crossbones nel suo orecchio,
mentre il freddo della sua pistola fungeva da deterrente ad ogni
azione, ben premuto sulla tempia del bersaglio.
- Ah-ah-ah! - mormoro' TheGIO serrandogli la destra in una morsa -
Niente movimenti bruschi, niente scherzetti, niente trucchi - gli
intimo'. Alla pistola sulla tempia se ne aggiunse un'altra premuta
sui lombi.
- Okay, bastardo - disse Rebel Yell dietro al 'pesce' - Ora sei mio
- sentenzio'. Veleno era in stato di apparente ozio, fumando
soddisfatto, con la schiena appoggiata al bancone del bar. Era la
retroguardia, non potevano permettersi di essere colti di sorpresa,
non ora, era necessario che almeno uno di loro guardasse le spalle
alla squadra. Veleno si era arrogato tale ruolo, scrutando con
occhio clinico l'ambiente. Quando ritenne la zona opportunamente
sicura, lo comunico' agli altri con un semplice cenno della mano.
- Ehi ehi ehi! - strillo Franco, mentre veniva voltato in malo modo
al bordo del bar - Calma! Sono disarmato! -.
- Seee certo - borbotto' Veleno, perquisendolo. CB lo reggeva ben
stretto da un fianco. Le mani di Veleno incominciarono a rovistare
nelle tasche dell'uomo...
- Eri disarmato, eh! - le sue mani tornarono allo scoperto, con una
Smith & Wesson Special Detective. Torno' ad indagare sul contenuto
delle tasche.
- Ma bene! - questa volta estrasse una Walther PPK. In sequenza
diede a Rebel Yell due granate, un coltello da caccia, dei
caricatori di riserva per PPK e due tamburi per la 38 Special.
TheGIO colto da qualche dubbio controllo' la veridicita' della
perquisizione... Accidenti! Crossbones era cosi' appiccicato a Ken
Franco che Veleno stava rovistando nelle tasche dell'amico e non in
quelle del malfattore. "Mi sembrava che portasse troppa roba in una
tasca sola, il manigoldo!", penso'.
- Questa e' bella! - Disse osservando il portafoglio che reggeva
tra le mani - CB, questo ha dietro una foto della tua donna - gli
mostro' l'astuccio di pelle nera che incorniciava la foto di Azusa.
- Brutto porco! - CB assesto' uno sgranadenti a Franco che fini'
lungo disteso. Intanto TheGIO stava confabuilando con Rebel Yell,
che esibiva un volto illuminato dalla suprema conoscenza e poi
osservava ripetutamente l'arsenale che reggeva tra le mani.
- Avanti! - disse Veleno facendosi avanti verso la masnada di
gente che aveva formato un circolo attorno al gruppo - Chi altro di
voi bastardi se la fa con questa! - li incito' - Forza! -.
- Ehi... Vel... - TheGIO lo riprese - Basta... - l'altro annui',
restituendo la foto a CB.
Il silenzio fu rotto da un tango incalzante.
- Gio - chiamo' Veleno, mentre la masnada di gente vestita di pelle
e catene si faceva avanti.
- Dimmi - rispose quello, voltandogli le spalle e facendosi vicino.
- Dove diavolo siamo capitati? - domando' - Come si chiama questo
locale, forse "The House of Leather and Chains"? -.
- Non mi ricordo... - si guardo' attorno - Rebel, hai mica visto
l'insegna del locale quando stavamo entrando? -.
Rebel Yell stava arretrando verso il centro del circolo come gli
altri due.
- Hmmm - era piu' occupato a capire cosa stava succedendo, che a
rispondere - Credo una cosa come Black Cluster - ci penso' un po'
su' mentre ora anche Crossbones, conscio dell'accaduto stava
riunendosi al gruppo - No non era Black ma Blue... Blue Lobster...
No... No, aveva il nome di un... Si' di un fiore -.
Una montagna con un elmo vichingo si diresse verso Gio, prendendolo
per mano, mentre un altro con pantaloni di pelle e canottiera a
rete si occupava di Veleno. Anche gli altri due erano sotto questo
strano attacco. D'un tratto un lampo di luce illumino' i volti di
TheGIO e Veleno.
- Bluuuueeeeeeeee Ooysteeeeeeeeeeerrr! - fu il grido che lanciarono
entrambi, ma nessuno pote' sentirlo, le parole furono inghiottite
dal vorticoso ritmo del tango.
Tra un casque' e l'altro i quattro videro passare anche altri due
malcapitati in divisa da poliziotto. Rebel Yell riconobbe nell'uomo
piu' anziano il suo comandante. Ogni volta che la musica si fermava
per poi riprendere sempre piu' trascinante, la voce di questo
ultimo scandiva il nome del sottoposto: "Prooooctoooooooooooooor!".
La quarta volta che i loro cavalieri si incrociarono, Rebel Yell
avverti' Crossbones che Ken Franco si stava muovendo... Era troppo
vicino alla porta perche' i quattro potessero bloccarlo.
Dopo essersi divincolati dai ballerini, imboccarono a spron battuto
l'uscita per due evidenti motivi.
- Accidenti... Non ricordavo bene i passi - borbotto' Veleno, al
fianco di TheGIO - Avrei preferito una Salsa, un Mambo... - l'altro
gli pianto' un cartone sul muso.
- E non azzardarti chiedermi il perche' - entrambi sapevano che lui
odiava cordialmente ogni tipo di danza.
Crossbones e Yell intanto erano corsi in avanti, a bloccare Franco
prima che potesse infilarsi nella fiumana di gente, all'imboccatura
del vicolo.
- Altola' brutto fidiputt - intimo' CB, spianando la sua pistola, o
meglio, una delle tante che si portava dietro.
- Ricordi il gioco che abbiamo fatto prima - Rebel Yell indico' con
la canna della sua arma il muro - Era divertente... Tu appoggi le
mani al muro e noi ti perquisiamo... -.
Un cono di luce bianca inondo' il vicolo. Il faro al magnesio di un
veicolo era puntato verso di loro, dalla parte opposta di Viale
Shirow. il lamento di una sirena, dei lampeggi blu e rossi... La
polizia...
- Maledizione - sibilo' Veleno avvicinandosi alla vettura, con le
mani alzate e l'arma bene in vista, che oscillava nella destra,
retta dal suo indice infilato nel paragrilletto.
- Ehi, gente - sorrise amabilmente - Nessun problema... E' tutto a
posto... - esibi' le sue credenziali. TheGIO aveva invece raggiunto
gli altri due, per vigilare sullo svolgimento dell'azione.
- Questo e' da vedersi... Amico - disse una voce dietro di lui,
proveniente dall'ingresso del locale.
- Salve Signore - Veleno saluto' con apparente cordialita' il
direttore della Sesta Sezione.
odiava cordialmente ogni tipo di danza.
Crossbones e Yell intanto erano corsi in avanti, a bloccare Franco
prima che potesse infilarsi nella fiumana di gente, all'imboccatura
del vicolo.
- Altola' brutto fidiputt - intimo' CB, spianando la sua pistola, o
meglio, una delle tante che si portava dietro.
- Ricordi il gioco che abbiamo fatto prima - Rebel Yell indico' con
la canna della sua arma il muro - Era divertente... Tu appoggi le
mani al muro e noi ti perquisiamo... -.
Un cono di luce bianca inondo' il vicolo. Il faro al magnesio di un
veicolo era puntato verso di loro, dalla parte opposta di Viale
Shirow. il lamento di una sirena, dei lampeggi blu e rossi... La
polizia...
- Maledizione - sibilo' Veleno avvicinandosi alla vettura, con le
mani alzate e l'arma bene in vista, che oscillava nella destra,
retta dal suo indice infilato nel paragrilletto.
- Ehi, gente - sorrise amabilmente - Nessun problema... E' tutto a
posto... - esibi' le sue credenziali. TheGIO aveva invece raggiunto
gli altri due, per vigilare sullo svolgimento dell'azione.
- Questo e' da vedersi... Amico - disse una voce dietro di lui,
proveniente dall'ingresso del locale.
- Salve Signore - Veleno saluto' con apparente cordialita' il
direttore della Sesta Sezione.
- Oh! Guarda un po' chi abbiamo qui... - si avvicino' gongolante -
Non ditemi che eravate in giro a fare la passeggiatina della sera -
obbietto', puntandogli addosso il sigaro.
- Veramente... - lancio' un'occhiata verso il resto della squadra.
Altri poliziotti stavano perquisendo sia Franco che loro.
- Direttore - aumento' il tasso di cordialita' nella voce, con
malavoglia, ma doveva farlo - Siamo tuti colleghi... Insomma... -.
- I bastardi vigliacchi come te io non li chiamo colleghi - fu la
replica del direttore.
"Dimmelo ancora e ti faccio ingoiare il sigaro, deficiente!".
"Bastardo vigliacco lo sarai tu, grande sacco di immondizia con le
gambe", fu il pensiero di Rebel Yell.
Tutti avvertirono rumori di lotta dal gruppo dove Franco era in
stato di fermo. Il tutto culmino' con un urlo... Non era di un
uomo...
"Brutto bastardo!", almeno una decina di persone nel vicolo
pensarono la medesima cosa, "Non lei... Non una ragazzina!".
- Sonoko! - un'altra emerse dalle ombre del vicolo, trattenuta in
men che non si dica da TheGIO, il piu' vicino alla scena.
- Ferma ragazza - le intimo' - Non servira' a nulla... -.
- Lasciami brutto... Brutto... -
- Zitta! - le intimo' con determinazione. Risa si zitti'.
"Assomiglia tanto a Riujy", si disse, "Soprattutto nel modo in cui
stringe...". Escusa la corporatura ed il modo di fare, pero', quel
tipo non aveva nulla a che fare con Riujy Goda, il capo dei
Cheerleaders... "Chissa' se anche lui, quando era a scuola si
faceva pulire dai piu' piccoli le scarpe con la lingua...", si
chiese, non volendo veramente conoscere la risposta.
- Le spezzo il collo! - grido' Franco, inclinando la testa della
ragazza, che urlava terrorizzata - Giuro che se non ve ne andate le
spezzo il collo! - intimo', facendosi avanti. Quel pericolo indusse
i piu' vicini ad indietreggiare, tenendo bene in vista le armi.
- Fallo pure - dal fondo giunse la voce del comandante della Sesta
Sezione - Cosi' poi ti arresto per omicidio - gongolo'.
"Sonoko", gemette nella sua mente Risa, "Sonoko... Accidenti alla
mia testardaggine... E' tutta colpa mia...", fece per divincolarsi,
urlando il nome dell'amica.
- La vuoi smettere! - sibilo' TheGIO nel suo orecchio - Hai cosi'
tanta voglia di morire giovane? - Risa si lascio' andare nelle sue
braccia, mentre la volonta' la abbandonava lentamente. Pianse in
silenzio, disperata e senza forza nemmeno per un singulto.
- Ehi - una voce la riscosse dal suo torpore, era l'uomo che la
stringeva a se' - Non preoccuparti - le mormoro'. Oh, come era
diverso il tono in cui le parlava ora... Cosi' dolce... Cosi'... Lo
guardo'. L'espressione truce che aveva trovato prima sul suo volto
era diventata un sorriso.
- La salveremo - le mormoro', poco prima che svenisse.
No... Quel tipo non assomigliava affatto a Riujy Goda.
"Maledetto figlio di un cane", le parole che solcavano la mente di
Yell erano totalmente differenti da quele di Risa, "Come puoi star
li' a trastullarti con quel tuo merdoso sigaro, mentre giochi con
la vita di una ragazza...". Fece una smorfia, un ringhio, diretto a
quella figura, ma che trovo' invece lo sguardo del poliziotto che
gli stava accanto.
- Calmo Yell - lo ammoni' quello, aveva i capelli brizzolati ed un
un tempo era stato anche suo compagno di pattuglia, per poco - Non
preocuparti... Il vostro turno viene dopo... - un acido sorriso si
dipinse sul volto del poliziotto, che immediatamente dopo torno' a
concentrarsi sulla situazione in cui erano invischiati.
Fortunatamente i poliziotti che stavano perquisendo la squadra
interruppero le loro incombenze per far fronte alla nuova minaccia,
indi i quattro avevano ripreso le loro armi e potevano agire...
Per quanto la loro unita', non autorizzata e totalmente fuori da
ogni schema potesse agire, con di fianco dei pubblici ufficiali.
Veleno aveva lasciato la sua posizione, per mettersi dietro al
cerbero che rispondeva alla qualifica di comandante della squadra
in divisa, mentre CB stava scivolando lentamente di lato... Era una
procedura standard se si era in superiorita' numerica. Bastava che
uno si spostasse in un punto cieco del sequestratore e l'altro
attirasse la sua attenzione. Il bersaglio si sarebbe spostato per
istinto verso chi lo aveva attirato, cosi' l'altro poteva, con
tutta la tranquillita' del caso piombargli alle spalle o quantomeno
sparargli alla schiena. CB non avrebbe sparato... C'era il rischio
di ferire la ragazzina, tuttavia il freddo di una canna di pistola
puntata alla sua tempia, avrebbe sicuramente dissuaso Franco.
Tutto accadde cosi' rapidamente che pochi tra i presente ebbero la
prontezza di rendersene conto... La pressione sul collo della
ragazza aumento' abbastanza da farla gridare di paura. Franco era
diviso tra un misto di terrore ed un misto di soddisfazione, i suoi
due lati, quello emotivo e quello professionale si stavano
pericolosamente ed irrimediabilmente mischiando.
Non si avverti' nemmeno uno scricchiolio... La ragazza non ebbe il
tempo di urlare, tanto fu rapida la cosa...
E GNAGNA fu sul viso del malvivente, urlando come un forsennato.
- No no! - grido il peloso - Non essere Associazione Miners e ovest
ad informarti che tu sei Diablo!!!! -.
Franco lascio' la presa e cadde a terra, assieme al botolo. Dopo
una breve colluttazione riusci a scalzarlo dal suo volto, spedendo
un urlante massa viola a cozzare contro i bidoni dell'immondizia.
Rebel Yell si trovo' di fronte ad un Ken Franco steso a terra, con
il sangue dei graffi che colava sugli occhi.
- Bloccalo! - gli grido' Veleno.
Un calcio di Franco fece cadere Yell a terra. Mentre il giovane si
rialzava a fatica, il malvivente fece un rapido movimento con la
mano destra... Un luccichio. "Una pistola!", urlo' il suo istinto
dentro di se'. Doveva gettarsi su di lui per fermarlo...
Franco urlo' nel momento in cui il piede di Veleno prese le nocche
della sua mano, e la pistola intanto volava via, scivolando dalla
maldestra presa. CB era gia' al fanco dei due, spianando contro la
fronte del criminale la sua pistola.
- Okay bastardo, ti consento solo di respirare... - sibilo'
Crossbones - E non farmi pentire di avertelo concesso -.
- Voi quattro! Congelatevi! - li scosse la voce di un poliziotto.
Veleno stava per voltarsi verso la ragazza a terra quando vide
un fagotto violaceo muoversi tra l'immondizia. Per poco non cadde,
olrtepassando Franco, sull'asfalto reso sdrucciolevole dalla
pioggia. Si avvicino' all'animale, che respirava affannosamente,
lo prese tra le mani, era un po' zuppo... La pioggia, o chissa' che
altro, si disse.
Questo socchiuse gli occhi e sorrise debolmente.
- Palletta... - disse prendendolo in braccio. Se qualcuno avrebbe
potuto vederlo in volto, si sarebbe stupito dell'espressione cosi'
diversa che aveva assunto... Era incrediblmente umana e dolce...
- Palletta di speciale... - sussurro'. Veleno annui', quasi
cullandolo - Un buon GNAGNA, in alto nel cielo... -.
- Si', amico mio... - mormoro', carezzandolo - Sei una palletta
speciale... Molto speciale... -.
- Io vado... Non vedi? Non sono bagnato... - la voce stava quasi
morendo, coperta dal respiro rantolante.
- Ehi... - lo scosse un poco - Dove vuoi andare... Non... - trasse
indietro la mano sinistra, reggendolo sottobraccio, osservandola
sbigottito. Era impregnata di un liquido verdastro.
- Un ambulanza! - il suo grido infranse la notte - Chiamate una
maledetta ambulanza! - urlo' ancora, mentre si sfilava con foga
l'impermeabile e lo avvolgeva attorno all'animale, a guisa di
coperta.
- Avanti palletta! - disse nervosamente - Parla... Di' qualcosa,
accidenti... Non farmi prendere paura... Non te la perdono se e'
uno scherzo, sai! - lo scosse, ma gli occhi di GNAGNA rimasero
chiusi.
- Arriva questa dannata ambulanza? - grido' voltandosi verso la
gente che stava incominciando a intasare la strada li' vicino.
Buona parte dei poliziotti erano stati distaccati a tenere lontano
la folla.
- Avanti! - Veleno ora era inginocchiato accanto ad un cumulo di
cartoni e ci aveva appoggiato sopra il fagotto, affinche' fosse
piu' comodo - Non puoi darci questa fregatura, disastro viola...
Non te lo permetto! - lo esorto'. La sua voce fu coperta dalla
sirena di un'ambulanza. Lo prese con se', portandolo verso la
folla nella quale l'ambulanza stava arrancando.
- Spazio! Spazio maledizione!!!! - strillo', dando gomitate e calci
ad ogni ostacolo che incontrava.
- Bene - da un'altro lato della strada un crocchio di uomini si
osservava in cagnesco - Ora potete anche consegnarcelo -.
CB intanto faceva notare le particolarita' della sua pistola al
criminale.
- Guarda... E' una riduzione del kazooka - stava dicendo. Sorrise e
schiaccio' il grilletto, la pistola emise un sonoro *PwE*.
- E' per fregare i fessi come te - sostenne, sventolandogliela in
faccia: *PwE*PwE*PwE*. L'uomo cadde in un disperato pianto.
- Come sta? - chiese TheGIO, vedendo un impermeabile arrivare verso
di loro.
- Come vuoi che stia... Male... - ribatte' Veleno.
- Se lo sogna, capo - disse Rebel Yell sopra tutti - Questo tizio
ha una taglia sulla testa e lo abbiamo preso noi -.
- Se quello ha una taglia sulla testa - gli soffio' il fumo del
sigaro in faccia - Lo stabilisco io -.
- Fottiti - il complimento giunse dalle spalle di Yell - Quello e'
nostro! - sbraito' Veleno - Ha ferito anche uno della squadra... -
fu bloccato dalla risata dell'uomo.
- Quel coso straparlante e ridicolo uno della vostra squadra? - li
canzono' - Ed avete dentro anche questa donnicciola - indico' con
la brace del sigaro la faccia di Rebel.
Rise ancora.
Qualcosa gli impedi' di continuare... Forse perche' stava anche
cadendo a terra. Rebel in un affondo magistrale lo aveva colpito al
mento. In men che non si dica, gli altri due poliziotti che lo
affiancavano, reagirono, stendendo Rebel.
Un ringhio da dietro li avvisava che qualcun'altro era in agguato,
e mentre il primo si voltava per incrociare dritto sul naso il
diretto di Veleno, l'altro aveva gia' estratto il manganello,
affondandoglielo in pancia.
- Figlio di pu... - la parola mori' in gola al giovane Yell, che fu
rivoltato sul dorso da un calcio assestato nello stomaco.
- Hai detto qualcosa? - gli chiese la volteggiante faccia del suo
ex comandante, che gli sorrideva sovrastandolo.
- Io ti... - TheGIO si fece avanti come un bisonte. Il vile di
istinto fece qualche passo indietro, scivolando e cadendo a terra,
con un'espressione spaventata, che immediatamente si dileguo' per
fare posto ad una cieca rabbia, forse dettata dalla stessa paura.
- Fermo Gio - gemette Veleno, rialzandosi - Non concluderemo nulla
scazzottandoci -.
- Almeno mi toglierei la soddisfazione di levargli qualche dente -
opino' l'altro mentre tentava di recuperare la sua solita calma.
- Uno di voi - sostenne quello, agitando il manganello davanti a
se - almeno ha del buon senso - ridacchio'.
- Spera che non ti incontri in uno di questi vicoli - sibilo'
TheGIO - Altrimenti potrei decidere di non ricordare cosa sia il
buon senso per levarmi una soddisfazione -.
L'omuncolo fece finta di non aver sentito la minaccia, continuando
ad osservare con soddisfazione la brillante, per lui, operazione
che avevano appena concluso.
- Vogliamo meta' della taglia di quel criminale - sostenne Veleno.
- Non avrete nemmeno una lira - ribatte' il comandante.
- CB - grido' TheGIO - Lascialo andare - Crossbones osservo' con
vivo stupore il gruppetto, non capendo la consegna.
L'ufficiale fece marcia indietro, ritrattando. Avrebbe accettato
meta' della taglia, ma non di piu'.
Quando Franco entro' nella volante, tutti trassero un sospiro di
sollievo. Anche quella era fatta, senza troppi danni.
- Io e te dobbiamo parlare - Yell venne avvertito da Veleno, che
lo trascino' con se, addentrandosi di piu' nel vicolo. Entrambi
avevano di meglio da fare che notare la biondina che li stava
seguendo. Non fu cosi' per TheGIO e Crossbones, che nonostante la
stessero ignorando, non poterono fare a meno di seguire i due.
Stava accadendo qualcosa, ed era meglio limitare i danni, quella
sera ne avevano viste abbastanza.
- Cosa credevi di fare, eh? - sbraito' Veleno, a qualche centimetro
dal naso del giovane.
- Il mio lavoro, no? - ribatte' calmo Rebel.
- Lasciandomi da solo nella folla? Ti avevo detto di stare a venti
metri da me! Non di andartene a cercare Franco per i fatti tuoi! -
gli pianto' un indice nel petto - Non devi cercare medaglie! Devi
fare il tuo lavoro... Qui non ci sono promozioni ed encomi ma solo
la fiducia dei tuoi colleghi, e te la guadagni solo lavorando bene!
Non prendendo rischi! -.
- Ma capo... Io -.
- Non chiamarmi capo! Io non sono il tuo capo, lo vuoi capire! -.
- Cosa dovevo fare?! Potevamo perderlo! -.
- Bastavano Gio e CB... - replico' Veleno - E poi... Il resto e'
nato tutto per i casini che hai combinato! Non sei stato capace
di tenere a bada quel fottuto criminale! -.
- Ma mi ha... -
- Per questa tua bravata, intanto uno dei nostri e' all'ospedale,
lo sai? O oltre che stupido sei anche cieco?!? -.
- Al diavolo, non ho piu' intenzione di starti ad ascoltare! - si
volto', e fece per andarsene. Una morsa lo trattenne alla spalla
sinistra e mentre si voltava, una luce arancione esplose nella sua
testa, facendolo cadere a terra. Si rialzo', respirando a fatica,
per gettarsi a testa bassa sull'altro, facendogli fare la fine che
poco prima era toccata a lui e rovinandogli sopra.
Quando gli fu sopra, assesto' un pugno alla mascella, e fece per
continuare, quando un ginocchio premette violentemente sul suo
addome. Andarono avanti per qualche minuto, ritrovandosi alla fine
faccia a faccia. Entrambi avevano piu' o meno subito i medesimi
colpi...
- Basta! - grido' una voce di donna dietro a loro.
- E questa che diavolo vuole? - sussurro' Veleno.
- Rosita! - esclamo' Rebel, mentre questa gli correva incontro.
- Come stai? - chiese apprensivamente - Lei! - ora ce l'aveva con
l'altro - Come... Insomma, le sembra il caso di picchiare in questo
modo un suo collega, un poliziotto! -.
Rebel ricordo' che in fondo non era stato poi molto peggio di una
delle loro liti e rise.
TheGIO arrivo' a tenere Veleno. Non avrebbe fatto l'errore di
colpire ancora Yell... Non era stato solo uno sfogo con lui, ma
era qualcosa di piu'. Veleno aveva bisogno di sfogarsi. Certo
questo non lo giustificava, tuttavia era comprensibile, non si
poteva certo dire che Yell fosse stato esemplare... Ma forse lui
ci aveva calcato un po' la mano... Sarebbe servito anche questo,
si disse.
- Tutto bene? - chiese Rosita poco lontano.
- Si' si' - lui si nego' al suo aiuto - Tutto bene - volse lo
sguardo ad un malconcio Veleno, che si stava facendo avanti.
- Ancora? - chiese con un mezzo sorriso.
- No - gli passo' invece un braccio attorno al collo - Scusa
ragazzo - biascico', un po' intontito - Non e' stata colpa tua -.
- Davvero? -.
- Scusa, volevo dire: non e' stata tutta colpa tua - rettifico'.
I due si strinsero la mano, con la forza di una zanzara e poi
risero di gusto, ignorando il dolore che le loro membra provavano a
causa dei colpi.
- E poi danno del pazzo a me - sentenzio' Crossbones. TheGIO si
limito' a fare spallucce, era finito bene, e cio' bastava si disse
mentre si allontanava.
Rosita ora reggeva un Rebel che si era ripreso quasi del tutto,
non barcollava nemmeno.
- Ora puoi anche lasciarmi - disse lui aspramente.
- Cos'e' successo? - prima che Rebel potesse parlare, non per
spiegarle l'accaduto, ma per mandarla al diavolo, lei gli riferi'
cosa aveva visto.
- Non sono piu' un poliziotto - mormoro'. Dentro di se la donna
sospiro' sollevata. Una delle sue piu' grando preocupazioni era
che "Rebellino" si facesse del male, o meglio che se lo facesse
da solo, dato che ogni tanto le martellate lasciavano il segno.
Poco lontano il trio dei suoi colleghi incrocio' le due ragazzine,
una intenta a piangere sulla spalla dell'altra, scusandosi per
chissa cosa, e l'altra che tentava di riprendersi dallo shock del
rapimento.
- Tutto a posto voi due? - chiese TheGIO avvicinandosi. L'unica che
poteva guardarlo in viso era Sonoko, che annui' debolmente.
- Cos'ha la tua amica? - questa non gli rispose, concentrando la
sua attenzione su Veleno. Si diresse verso di lui, quasi fosse
ipnotizzata. Risa, persa la spalla su cui faceva appoggio, cadde
elargendo all'asfalto una memorabile facciata.
- So...Sonoko - chiamo', forse piu' addolorata dal colpo che dal
gesto dell'amica. CB la aiuto' a rialzarsi.
- Signore - Veleno si volto', dopo essersi acceso una sigaretta,
i capelli erano disordinati, e qualche escoriazione spiccava sul
volto... Si passo' entrambe le mani sulla nuca, per poi rialzare lo
sguardo sulla ragazza, perfettamente pettinato.
"Ma non era... Spettinato?", imputo' il fatto al suo stato di shock
e tento' di non darci peso.
- Cosa vuoi? - chiese, ignorando volutamente qualche sospiro e il
tonfo da svenimento che il suo gesto aveva provocato nelle schiere
di curiosi. Una delle ragazzine svenute cadde in coma per due
settimane, in seguito i medici tentarono di svegliarla facendole
ascoltare della musica, ma purtroppo dopo tre giorni di Masini
initerrotti, la poveretta spiro'. Il medico curante, il mese dopo
occupava con il suo volto la prima pagina dello IAC Post, imputato
di eutanasia.
- Come sta il suo... Amico - si chiese se quello fosse il giusto
nome per l'animale che poco prima seguiva l'uomo.
- Chi? GNAGNA? - lei annui', assumendo un'espressione rincuorata.
- Non bene - lui fugo' tutte le sue speranze.
- Mi... Mi dispiace - fu tutto cio' che riusci' a dire.
- Anche a me - commento' atono.
- Io mi chiamo Sonoko! - disse poco dopo, porgendogli la mano.
Lui scruto' per qualche istante il volto della ragazza, che ora
sorrideva, come se non fosse accaduto nulla in quel quarto d'ora.
- Veleno - la mano della ragazza torno' a giungersi con l'altra nel
grembo, senza essere stretta.
- Che bel nome! - "Dio Santo, ma le ragazzine al giorno d'oggi
hanno segatura nel cervello o antistatico?", si chiese lui.
Non aveva alcuna intenzione di dilungare quel discorso, tuttavia
sapeva che la ragazza aveva bisogno di parlare, lo shock, per
quello che poteva vedere, era stato molto forte. Lo testimoniava il
violento tremolio al quale il corpo della ragazza era soggetto sin
da prima che lei si avvicinasse. Assomigliava tanto ad un pulcino
bagnato ed infreddolito.
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