Agenzia Rockflood - Fascicolo 23: il caso della Match Patrol scomparsa
- 4 di 19 -

Written by Veleno

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Subject [FF][ARF] Fascicolo 23 - Part 4 of MAXINT
Date 08/04/97 8.46.03
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Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa
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Part 4 of MAXINT

Avevano parcheggiato il  blindato poco  prima  della  macchina  del
'pesce'. La folla non era cosi' pressante, ma era  sufficiente  per
impedire che il quartetto potesse rimanere compatto.
- Credo sia il caso di dividerci - propose TheGIO.
- Giusto - ammise CB - Potremo seguirlo meglio... -.
- Rebel - chiamo'  Veleno - Seguimi... - aggiunse,  mentre  la  sua
figura si mischiava tra  mille  altre, nella  folla - Mantieniti ad
una  quindicina  di  metri  da  me, non  troppo  vicino, non troppo
lontano - gli disse una volta divisi - Non starmi tra i  piedi, fai
il tuo lavoro come devi, quando uno di noi lo vede avvisera' subito
gli altri. - Yell obbietto', sarebbe stato meglio girare in coppia.
- Cosi' se sparano  a me  fanno  fuori  anche  te - commento' acido
Veleno - Non  se ne parla  ragazzo - demoli' la  sua  proposta  con
quelle cinque parole - Avremo piu' possibilita' di  individuarlo  e
nel caso uno di noi due si trovi nei guai l'altro sara'  abbastanza
vicino per dargli aiuto - una mano calo' pesante sulla  spalla  del
giovane - Ricevuto? - Yell annui'.
- Una cosa ancora - la folla si stava infoltendo, era  sempre  piu'
difficile riuscire a seguire una sagoma nel mare di persone in  cui
si erano tuffati - Non strafare -.
Rebel Yell  serro' le mascelle per non inveire  contro il compagno.
Che diamine! Non era un pivello, era un ex  poliziotto! Certe  cose
le sapeva anche lui, era stato addestrato a dovere! No, decise  tra
se', Ken Franco non gli sarebbe sfuggito...
-  Tallyho!  -  segnalo'  una  voce  nell'auricolare  del  gruppo -
Bersaglio  in  vista!  Qui  Tango, ripeto, bersaglio  in  vista!  -
annuncio' TheGIO - Si dirige verso ovest, il  maledetto  si  prende
anche il tempo per guardare la merce nelle vetrine! - sibilo' -  Lo
ho  avvistato  poco  dopo  Via Hara - si guardo' attorno - Direi  a
duecento metri da Via Hara -.
- Roger Tango - rispose CB - Charlie Bravo in avvicinamento -.
- Qui Victor, ricevto, in  avvicinamento. Rebel  Yell, mantieni  la
posizione rispetto a me ma seguimi - scivolava  tra  la  gente  con
naturalezza, mentre ripensava ai gesti dell'uomo - Tango da  Victor
- nel ricevitore la sua voce suono' nervosa.
- Tango in ascolto, parla pure -.
- Il porco non guarda nelle vetrine per  hobby. E' il  miglior modo
per controllare se e' seguito. Non  si  ferma  piu' di  un  minuto,
vero? - non attese la conferma della sua  informazione. Si  fermava
ogni  tanto, fingendo  interesse  solo  per  fare  in  modo  che un
eventuale pedinatore dovesse interrompere il contatto per non farsi
scoprire. Avvicinarsi troppo equivaleva a mostrarsi e quando vedevi
un uomo una volta, era una coincidenza, quando  lo  vedevi  per  la
seconda era una probabilita', alla  terza  volta  questa  mutava in
certezza. Inoltre se  l'eventuale  sorveglianza  venisse effettuata
da un'angolazione non immediatamente  visibile, le  vetrine  di  un
negozio  erano  il  massimo, con  il  loro  riflesso  fungevano  da
ottimo specchio per controllare i dintorni.
- Lo  vedo - annuncio' Rebel Yell - Accidenti, no! Volevo dire, qui
Romeo, lo vedo, e' ad  una  ventina  di  metri  da  me... - ebbe in
risposta una risata, forse perche' aveva eseguito male la chiamata,
o forse  perche' non  era  poi  cosi' importante  farla  in  quella
formula.
- Romeo da Charlie, Calma Jerome - gli impose la voce di Crossbones
che lo vezzeggiava  ironicamente  forse  proprio  per  spezzare  la
tensione  che  Rebel  Yell  aveva  trasmesso al gruppo - Arrivano i
nostri - avrebbe anche potuto omettere quella frase, i tre  stavano
rapidamente convergendo verso il punto  in  cui  il  giovane  aveva
segnalato la presenza del 'pesce'.
La tentazione di estrarre l'arma era fortissima per  tutti, ma  non
era certo indicato in quella bolgia  urlante, non  avrebbero  fatto
altro che scatenare del panico  inutile, che avrebbe portato ad  un
conseguente peggioramento delle  condizioni  di  sorveglianza... Se
si fossero trovati in un fuggi-fuggi generale, il loro uomo sarebbe
di certo scomparso. Non era facile distinguere una sagoma tra cento
nel caos...
Un leggero prurito stuzzico' il fianco di Veleno, che  abbasso'  la
destra per sopirlo, interrompendo l'incessante  e  nervosa  carezza
sul calcio della pistola. Dopo pochi passi la fastidiosa sensazione
torno'. E scomparve... Si blocco' in  mezzo  alla folla... Qualcuno
aveva grattato il suo fianco. Ancora... Ed ancora...
Infilo'  la  mano  nella   falda   sinistra del  suo  impermeabile,
rovistando furiosamente... Il suo dito  indice  brucio' di  dolore,
ed il formicolio si estese alla mano... Qualcosa lo aveva morso.
- Ahi! -  quando  la  mano  emerse,  osservo'  stupito  GNAGNA  che
stava appeso alla sua falange, addentandola.
- Che diavolo ci fai tu qui! - chiese con brutalita', dopo  essersi
liberato la mano.
- Che cosa e' un'ondata? - fu la risposta della palla di pelo.
- Un'ondata e' quell'innumerevole numero di calci che ti daro' dopo
che tu mi avrai spiegato cosa ci facevi nel mio impermeabile -.
- Un'ondata a ovest - rispose.
- Qui Victor - annuncio' nel comunicatore - Ho un problema... -.
- Victor da Tango, cosa? -.
- Qui Victor. Il problema e' peloso e viola - commento' con stizza.
- Che diavolo ci fa li'! -.
-  Non  ne  ho  id...  - un  ronzio  prolungato  e  delle  scariche
elettriche invasero le loro orecchie.
- Ridammi il trasmettitore! - udirono.
- Ridammi il tuo... - rispose GNAGNA, offeso forse  di  non  essere
stato messo a parte della faccenda e di non  essere  stato  incluso
nella squadra.
- Palletta! Non ora! Dammelo ho detto! - bercio' Veleno.
- Palletta di speciale - mormoro' avvilito il botolo - Non mi  dici
CIAO ciao ad informarti, siamo arrivati? - GNAGNA aveva espresso  a
modo suo l'ingiusta esclusione, chiedendo a gran voce di fare parte
del piano.
- Va bene! Va bene! - Veleno alzo' le braccia con  fare  esasperato
- Ma ora ridammi la trasmittente! - mosse  deciso verso il coso  un
palmo aperto. Dopo aver rovistato per qualche tempo nella sua scura
peluria l'esserino gli mise in mano un aggeggio.
Osservandolo, l'uomo noto' un pulsante su di un  lato, non  era  il
suo... Premette il tasto e l'affare si apri', emettendo un cicalino
sommesso.
- Che diavolo e' questo! Non mi serve ferraglia  inutile, mi  serve
il mio trasmettitore - alzo' la voce, per enfatizzare la richiesta.
- Cosa sta succedendo! Qui  NCC-1701 - gracchio' lo strano coso che
reggeva nella mano. Un lampo si accese negli occhi della  palletta,
sarebbe stato arduo definirlo 'di genio', forse era pura e semplice
intuizione. GNAGNA si riprese l'apparecchio, lo richiuse e torno' a
rovistare nel magazzino ambulante che si portava appresso.
- Non sei il capitano Kirk - gli disse, forse  in  tono  di  scusa,
forse per spiegare il suo errore. Gli mise in mano  un'altra  cosa,
dall'aspetto simile, o meglio, il fregio che aveva su  di  un  lato
era identico a quello dell'attrezzatura  precedente. Questa  ronzo'
per qualche istante, zufolando e lasciando poi spazio, sul  piccolo
monitor che ospitava, al logo di Microsoft Windows 95.
- Che diavoleria e' mai questa! - lo punto' verso GNAGNA. Il visore
dell'aggeggio si illumino',  fornendogli una scansione del soggetto
su cui era puntato.
- Non capisci nulla di speciale, siamo spiacenti  ma  non  e' Super
Tubo -.
- Che non fosse un  Super  Tubo  lo  ho  capito  anche  io.  Non ne
ha l'aspetto - borbotto'.
- Ecco! ECCO! Capitano Kirk. Trycorder di speciale - rispose GNAGNA
riprendendosi  l'aggeggio  e  mettendogli  in  mano un televisorino
con il manico, ancor piu' strano... Stavolta c'erano due  bacchette
con led che correvano avanti e indietro. Si  volto' di lato, mentre
le bacchette si alzavano come le braccia di un cavatappi.
- Eccolo! Eccolo! - disse qualcuno dietro di lui - Dei del cielo...
Ha una forza ectoplasmica sconfinata... - un tizio con gli occhiali
aveva in mano il medesimo aggeggio, puntato contro un grande  omone
che assomigliava molto al testimonial della Michelin.
- Andiamo  Spengler! - lo  esorto' un altro, il gruppo era  vestito
con tute color cachi  e degli strani zaini  sulla  schiena... Forse
una squadra speciale di pronto intervento, si disse Veleno.
Nel  frattempo  GNAGNA  si  era  ripreso il  trabiccolo e  lo aveva
sostituito con una spilla. L'uomo la sfioro'...
- Picard - la voce proveniva dalla spilla.
- Signore, sono il tenente La Forge... Abbiamo qualche problema con
i motori... - non  pote'  seguire  ulterioremente  la  discussione,
il peloso  amico se  l'era  gia' ripreso, e  finalmente  gli  aveva
restituito il suo agognato trasmettitore.
- Qui  Victor... Sono di nuovo in gioco... - annuncio' al gruppo.
- Victor da Charlie, guarda che rimani indietro - lo avverti'.
- Victor da Tango... Vel! Lo schieramento... -.
"Perche' ho la maledettta sensazione  che  tutto  questo  sia  gia'
accaduto?", si chiese, avanzando a grandi passi nella folla.
- Victor da Romeo, sono davanti a te, a cinquanta metri -.
- Romeo da Victor, ti vedo... -.
- Un buon braccio meccanico  da  GNAGNA  dice: "Noi  no, non  siamo
spiacenti" - questa provoco' un'occhiata in cagnesco  al peloso, da
parte di Veleno.
- Qui  Tango, il pesce e' entrato in un vicolo - li avverti'.
Rebel Yell stava per accusare la  ricevuta  della  chiamata, quando
il suo sguardo si blocco' su una coppia vestita in blu. Non ci fece
molto caso inizialmente, ma quando si volto' verso il  vicolo  vide
altre due figure abbigliate al medesimo modo.
"Poliziotti... Che... Cosa cavolo sta succedendo!", la prima coppia
poteva anche non saltare  immediatamente  all'occhio, pattugliavano
tutta la citta' in coppia. Ma due unita' nello stesso  posto... Non
erano un po' troppe per un settore  di  cento metri quadri... No...
Non poteva essere normale. Forse  pero'  erano  solo  le  ronde dei
rispettivi settori e tutto quello era un caso. Poteva accadere  che
fossero vicine, magari una stava terminando il giro, mentre l'altra
lo  iniziava... Si  disse  che  era  meglio  non  pensarci,  doveva
preoccuparsi di cose  ben piu' importanti. Dove diavolo era  finito
Veleno... Si volto' per stimare la distanza che li separava.
Sarebbe giunto alla sua posizione in meno  di  un  minuto, valuto',
osservandolo scivolare tra la gente.
"No!". Soffoco' un'imprecazione. Dietro di lui un'altra  coppia  di
poliziotti si stava allontanando, dandogli la schiena.
Stava accadendo qualcosa... Qualcosa di sgradevole...
E lui sarebbe stato disposto a dare qualsiasi cosa per saperlo...
Forse si stavano infilando in un'operazione di polizia? No  era  da
escludere. L'agenzia non cooperava con la polizia... L'unico legame
che  avevano  escluso  lui, derivava  dalle taglie che  alle  volte
intascavano per la cattura di  qualcuno. Fu  colto  da  un  urgente
desiderio di pregare affinche' tutto fosse andato per il meglio, ma
non si ricordava nemmeno gli scongiuri. Ricaccio' nel  fondo  della
gola la paura, che come ultimo  regalo  gli  lascio' un  fastidioso
formicolio alla vescica. Si chiese se anche gli altri tre potessero
soffrire di tale disturbo... Non  trovo' una  risposta, era  troppo
concentrato a scrutare i  dintorni, ignorando  che  non  si  poteva
fermare la paura. Solo addestrarsi a sopportarla.
Fisso' il suo sguardo su di una delle divise  blu  che  gravitavano
attorno a quel vicolo...
"Che diavolo ci  fa  LUI  qui!", strillo' nella  sua  mente, mentre
osservava l'odiato volto del Direttore della Sesta Sezione.
- Romeo da Victor - la chiamata risuono' roboante nelle orecchie di
Rebel Yell - Rebel! Smettila di  stare  li' imbambolato, non  e' il
momento di giocare alle belle statuine! Sara' la terza volta che ti
chiamo! Muoviti! -.
- Roger  Victor - rispose  rapidamente - Capito  Vel. Scusa... - si
mosse verso TheGIO e Crossbones, fermi poco piu' in la' dell'angolo
opposto del vicolo in cui era entrato il sospetto.
Veleno camminava  spedito  tra  la  folla, pestando  piedi, urtando
rotule, elargendo spallate e suscitando le piu' variopinte repliche
dai relativi possessori del materiale orgainco.  Vi  rispose  quasi
inconsciamente, masticando imprecazioni, volte piu' all'immobilita'
del compagno che alle lamentele che fiorivano al suo passaggio.
Rebel Yell fu strattonato all'indietro.
- Ora spiegami  perche' eri  fermo  a  guardarti  intorno - sibilo'
Veleno, apparso improvvisamente al suo fianco - E spera che sia una
buona ragione, ragazzo! -.  Certo che sapeva come mettere a proprio
agio le persone, si disse Rebel, tra se'.
Torno' a guardarsi attorno e con semplici movimenti  della  testa e
degli occhi indico' il motivo della sua stasi.
- Qui Victor - ringhio' nella trasmittente - Sta accadendo qualcosa
di imprevisto. Vedo sei, ripeto sei agenti di  polizia  a  meno  di
venti metri dal vicolo. Pare non ci  abbiano  notato, ma... Non  ci
scommetterei... -.
- Qui Tango. La cosa non mi piace - la tensione stava salendo - Che
facciamo? -.
- Qui  Charlie. Continuiamo... Non vorrete mica darmi  a  bere  che
abbiamo fifa di sei giacche blu -.
- Qui Victor... Roger Charlie, per me puo' continuare -.
- Qui  Tango. La situazione non e' delle migliori, non mi piace, ma
per me e' okay... -
- E tu? - chiese Veleno a Yell - Non dici nulla -.
- Qui  Romeo - esordi' l'altro, stuzzicato dal compagno - Io ci sto
- confermo' - Diamogli un bel calcio nel sedere! - aggiunse.
La squadra torno' ad eseguire la manovra di avvicinamento.
- Perche' non hai fatto la chiamata appena li  hai  visti? - chiese
Veleno.
- Appena li ho visti sei arrivato  tu - si  giustifico' il giovane,
tentando di imitare il tono del compagno.
La vetrina di un negozio di abbigliamento ammiccava agli  occhi  di
una  ragazza, vestita  con  la  classica  marinaretta  da  liceale.
Accanto  a  lei, con  un'espressione  che  differiva  totalmente da
quella sognante dell'amica, una  biondina  abbigliata  al  medesimo
modo attendeva un po' scocciata un segno di vita da lei.
- Non e' stupendo, Risa? - chiese con tono distante.
- Gia'...  Stupendo - rispose  l'altra  distrattamente, guardandosi
attorno - Sono le nove - le  fece  notare, osservando  l'orologio -
Non credi che tua madre sia in pensiero? -.
- Accidenti! - pronuncio' la  parola con enfasi, tanto che  qualche
passante si volto' incuriosito - Devo passare anche dal  nonno - si
ricordo'.
- Da tuo nonno? - a Risa non piaceva tanto il nonno di Sonoko...
Era sempre misterioso. Un ometto che a  guardarlo  non  gli avresti
dato nemmeno un centesimo, ma aveva la mente fine come la  lama  di
un rasoio. Stava sempre rintanato nella sua cantina, a fare chissa'
cosa e ogni tanto usciva con qualche nuova diavoleria in mano.
- Lo so che non ti piace andare dal nonno - Sonoko si avvicno' alla
ragazza, stringendola - Ma ti prego... Dai... Accompagnami -.
- E va bene - mormoro' Risa, abbassando il capo. "Accidenti  a lei,
perche' non riesco mai a dirle di no!", si  domando'. Sonoko  stava
ridendo, ora. "Perche' sono una stupida e le voglio bene!", rispose
tra se', "Perche' non voglio lasciarla da sola e ho  paura  che  le
capiti qualcosa... Sonoko... Sei cosi' ingenua...  Se le succedesse
qualcosa non potrei mai perdonarmelo... Non lo sopporterei...".
Era la sua amica piu' cara...
- Ehi! - Sonoko era  indietreggiata  apparentemente  per  nulla, ma
stava  guardando  qualcosa  ai  suoi piedi. Risa segui' lo  sguardo
dell'amica, per incontrare un batuffolone viola su due zampe.
- Piccolo - Sonoko si inginocchio' per carezzargli  la  testolina -
Cosa ci fai qui tutto solo? -.
- Piccolo  GNAGNA  non  riesci  sulla  Luna... Tempio Nero del  tuo
epitalamo - rispose l'animale - Cosa vuoi, una spanna d'acqua? -.
- Ma che cavolo dice questo sgorbio? -.
- Risa! - Sonoko la stava squadrando con occhi  colmi  di  furore -
Poverino... Forse si e' perso... - l'animale mostro' di  apprezzare
molto le carezze della ragazza - Eh? Cosa mi dici coccolone? Ti sei
perso? - gli domando'.
- Sei sporco? Non vedi il tuo solito elefante rosa... -.
Per Risa era gia' abbastanza.
- Sonoko, sono le nove passate! Dobbiamo andare  a casa... Lasciamo
che se ne  occupi  qualcun'altro  di  questo... Questo coso... - le
suggeri'. Venne scalzata da terra con moderata forza da una  sagoma
nera che le sfreccio' di fianco... L'animale  sgrano' gli  occhi  e
schizzo' via, come un lampo, dietro alla figura, per poi  saltargli
su di una spalla. Sonoko osservo' prima avvilita e poi  rincuorata,
che lo strano animale aveva ritrovato il suo  padrone, dimenticando
che il batuffolo, tentando di svicolare, l'aveva fatta cadere.
- Ah! Sei qui', disastro viola -.
- Ehi! Tu! - Risa aveva riacquistato il suo  equilibrio  e  la  sua
boria - Non ti pare che sarebbe il caso  di  chiederci  scusa? - si
fece avanti con fare battagliero.
- Oh, merd... - si volto' verso le  due ragazze - Scusatemi - disse
sbrigativo - Va tutto bene? - aiuto' Sonoko a rialzarsi  in  piedi,
forse un po' troppo bruscamente. Un istante dopo le due osservavano
la sua schiena allontanarsi.
- Credi di essertela cavata cosi', razza di screanzato! - gli urlo'
dietro Risa - Eh no... - disse poi.
- Risa... Calmati... Ci ha chiesto scusa, no? -.
- No! - era infuriata - Quel... Quel... Accidenti... Con  la fretta
che aveva era sicuramente un ladro o qualcosa del genere... -.
- Non aveva l'aria da criminale... - Sonoko aveva avuto il tempo di
guardarlo bene in faccia - Anzi... -.
- Che ti succede - la riprese l'amica - Puah... Hai il cuore troppo
tenero, Sonoko - poi si volto' verso l'uomo - Ora ti  faccio vedere
io... - afferro' la mano di Sonoko e si getto' all'inseguimento del
tizio.
- Risa! Risa... Fermati! - obbietto' l'altra.
- Eh no! Deve chiederti scusa per bene quel prepotente! -.
che lo strano animale aveva ritrovato il suo  padrone, dimenticando
che il batuffolo, tentando di svicolare, l'aveva fatta cadere.
- Ah! Sei qui', disastro viola -.
- Ehi! Tu! - Risa aveva riacquistato il suo  equilibrio  e  la  sua
boria - Non ti pare che sarebbe il caso  di  chiederci  scusa? - si
fece avanti con fare battagliero.
- Oh, merd... - si volto' verso le  due ragazze - Scusatemi - disse
sbrigativo - Va tutto bene? - aiuto' Sonoko a rialzarsi  in  piedi,
forse un po' troppo bruscamente. Un istante dopo le due osservavano
la sua schiena allontanarsi.
- Credi di essertela cavata cosi', razza di screanzato! - gli urlo'
dietro Risa - Eh no... - disse poi.
- Risa... Calmati... Ci ha chiesto scusa, no? -.
- No! - era infuriata - Quel... Quel... Accidenti... Con  la fretta
che aveva era sicuramente un ladro o qualcosa del genere... -.
- Non aveva l'aria da criminale... - Sonoko aveva avuto il tempo di
guardarlo bene in faccia - Anzi... -.
- Che ti succede - la riprese l'amica - Puah... Hai il cuore troppo
tenero, Sonoko - poi si volto' verso l'uomo - Ora ti  faccio vedere
io... - afferro' la mano di Sonoko e si getto' all'inseguimento del
tizio.
- Risa! Risa... Fermati! - obbietto' l'altra.
- Eh no! Deve chiederti scusa per bene quel prepotente! -.
Sonoko con la forza di un toro.
Risa sfreccio' accanto ad una biondina, poco  prima  che  Veleno  e
il giovane Yell si incontrassero. Le sue maledizioni volte verso la
figura in impermeabile attirarono la sua attenzione, inducendola  a
conoscere il motivo dell'arrabbiatura della ragazza.
Il suo sorriso divertito per la grinta di Risa  mori', quando  vide
la coppia di uomini verso cui le due ragazzine si dirigevano...
"Mio Dio", penso', "Ma quello... Quello e' Rebel...".

I quattro si chiusero attorno all'uomo, in una perfetta  manovra  a
tenaglia, anche se per quattro soggetti parlare di tale manovra era
azzardato.
- Mani sul bancone, amico - sussurro' Crossbones nel suo  orecchio,
mentre il freddo della sua pistola fungeva  da  deterrente  ad ogni
azione, ben premuto sulla tempia del bersaglio.
- Ah-ah-ah! - mormoro' TheGIO serrandogli la destra in una  morsa -
Niente movimenti bruschi, niente  scherzetti, niente  trucchi - gli
intimo'. Alla pistola sulla tempia se ne aggiunse un'altra  premuta
sui lombi.
- Okay, bastardo - disse Rebel Yell dietro al 'pesce' - Ora sei mio
- sentenzio'.  Veleno  era  in  stato  di  apparente  ozio, fumando
soddisfatto, con la schiena appoggiata al bancone del  bar. Era  la
retroguardia, non potevano permettersi di essere colti di sorpresa,
non ora, era necessario che almeno uno di loro guardasse le  spalle
alla squadra. Veleno  si  era  arrogato  tale  ruolo, scrutando con
occhio clinico l'ambiente. Quando ritenne  la  zona  opportunamente
sicura, lo comunico' agli altri con un semplice cenno della mano.
- Ehi ehi ehi! - strillo Franco, mentre veniva voltato in malo modo
al bordo del bar - Calma! Sono disarmato! -.
- Seee certo - borbotto' Veleno, perquisendolo. CB lo  reggeva  ben
stretto da un fianco. Le mani di Veleno incominciarono a  rovistare
nelle tasche dell'uomo...
- Eri disarmato, eh! - le sue mani tornarono allo scoperto, con una
Smith & Wesson Special Detective. Torno' ad indagare sul  contenuto
delle tasche.
- Ma bene! - questa volta  estrasse una  Walther  PPK. In  sequenza
diede  a  Rebel  Yell  due  granate,  un  coltello  da  caccia, dei
caricatori di riserva per PPK e due tamburi per la 38 Special.
TheGIO  colto  da  qualche  dubbio  controllo' la veridicita' della
perquisizione... Accidenti! Crossbones era cosi' appiccicato a  Ken
Franco che Veleno stava rovistando nelle tasche dell'amico e non in
quelle del malfattore. "Mi sembrava che portasse troppa roba in una
tasca sola, il manigoldo!", penso'.
- Questa e' bella! - Disse osservando il  portafoglio  che  reggeva
tra le mani - CB, questo ha dietro una foto della  tua  donna - gli
mostro' l'astuccio di pelle nera che incorniciava la foto di Azusa.
- Brutto porco! - CB assesto' uno sgranadenti a  Franco  che  fini'
lungo disteso. Intanto TheGIO stava confabuilando con  Rebel  Yell,
che esibiva un volto illuminato  dalla  suprema  conoscenza  e  poi
osservava ripetutamente l'arsenale che reggeva tra le mani.
- Avanti! - disse Veleno  facendosi  avanti  verso  la  masnada  di
gente che aveva formato un circolo attorno al gruppo - Chi altro di
voi bastardi se la fa con questa! - li incito' - Forza! -.
- Ehi... Vel... - TheGIO  lo  riprese - Basta... - l'altro  annui',
restituendo la foto a CB.
Il silenzio fu rotto da un tango incalzante.
- Gio - chiamo' Veleno, mentre la masnada di gente vestita di pelle
e catene si faceva avanti.
- Dimmi - rispose quello, voltandogli le spalle e facendosi vicino.
- Dove diavolo siamo capitati? - domando' - Come si  chiama  questo
locale, forse "The House of Leather and Chains"? -.
- Non mi ricordo... - si  guardo' attorno - Rebel, hai  mica  visto
l'insegna del locale quando stavamo entrando? -.
Rebel Yell stava arretrando verso il centro del  circolo  come  gli
altri due.
- Hmmm - era piu' occupato a capire cosa  stava  succedendo, che  a
rispondere - Credo una cosa come Black Cluster - ci  penso' un  po'
su'  mentre  ora  anche  Crossbones,  conscio  dell'accaduto  stava
riunendosi al gruppo - No non era Black ma Blue... Blue  Lobster...
No... No, aveva il nome di un... Si' di un fiore -.
Una montagna con un elmo vichingo si diresse verso Gio, prendendolo
per mano, mentre un altro con pantaloni di  pelle  e  canottiera  a
rete si occupava di Veleno. Anche gli altri due erano sotto  questo
strano attacco. D'un tratto un lampo di luce illumino' i  volti  di
TheGIO e Veleno.
- Bluuuueeeeeeeee Ooysteeeeeeeeeeerrr! - fu il grido che lanciarono
entrambi, ma nessuno pote' sentirlo, le parole  furono  inghiottite
dal vorticoso ritmo del tango.
Tra un casque' e l'altro i quattro videro passare anche  altri  due
malcapitati in divisa da poliziotto. Rebel Yell riconobbe nell'uomo
piu' anziano il suo comandante. Ogni volta che la musica si fermava
per poi  riprendere  sempre  piu' trascinante, la  voce  di  questo
ultimo scandiva il nome del sottoposto: "Prooooctoooooooooooooor!".
La quarta volta che i loro cavalieri  si  incrociarono, Rebel  Yell
avverti' Crossbones che Ken Franco si stava muovendo... Era  troppo
vicino alla porta perche' i quattro potessero bloccarlo.
Dopo essersi divincolati dai ballerini, imboccarono a spron battuto
l'uscita per due evidenti motivi.
- Accidenti... Non ricordavo  bene  i  passi - borbotto' Veleno, al
fianco di TheGIO - Avrei preferito una Salsa, un Mambo... - l'altro
gli pianto' un cartone sul muso.
- E non azzardarti chiedermi il perche' - entrambi sapevano che lui
odiava cordialmente ogni tipo di danza.
Crossbones e Yell intanto erano corsi in avanti, a bloccare  Franco
prima che potesse infilarsi nella fiumana di gente, all'imboccatura
del vicolo.
- Altola' brutto fidiputt - intimo' CB, spianando la sua pistola, o
meglio, una delle tante che si portava dietro.
- Ricordi il gioco che abbiamo fatto prima - Rebel Yell indico' con
la canna della sua arma il muro - Era divertente... Tu  appoggi  le
mani al muro e noi ti perquisiamo... -.
Un cono di luce bianca inondo' il vicolo. Il faro al magnesio di un
veicolo era puntato verso di loro, dalla  parte  opposta  di  Viale
Shirow. il lamento di una sirena, dei lampeggi  blu  e  rossi... La
polizia...
- Maledizione - sibilo' Veleno avvicinandosi alla  vettura, con  le
mani alzate e l'arma bene in  vista, che  oscillava  nella  destra,
retta dal suo indice infilato nel paragrilletto.
- Ehi, gente - sorrise amabilmente - Nessun problema... E' tutto  a
posto... - esibi' le sue credenziali. TheGIO aveva invece raggiunto
gli altri due, per vigilare sullo svolgimento dell'azione.
- Questo e' da vedersi... Amico - disse una  voce  dietro  di  lui,
proveniente dall'ingresso del locale.
- Salve  Signore - Veleno  saluto'  con  apparente  cordialita'  il
direttore della Sesta Sezione.
odiava cordialmente ogni tipo di danza.
Crossbones e Yell intanto erano corsi in avanti, a bloccare  Franco
prima che potesse infilarsi nella fiumana di gente, all'imboccatura
del vicolo.
- Altola' brutto fidiputt - intimo' CB, spianando la sua pistola, o
meglio, una delle tante che si portava dietro.
- Ricordi il gioco che abbiamo fatto prima - Rebel Yell indico' con
la canna della sua arma il muro - Era divertente... Tu  appoggi  le
mani al muro e noi ti perquisiamo... -.
Un cono di luce bianca inondo' il vicolo. Il faro al magnesio di un
veicolo era puntato verso di loro, dalla  parte  opposta  di  Viale
Shirow. il lamento di una sirena, dei lampeggi  blu  e  rossi... La
polizia...
- Maledizione - sibilo' Veleno avvicinandosi alla  vettura, con  le
mani alzate e l'arma bene in  vista, che  oscillava  nella  destra,
retta dal suo indice infilato nel paragrilletto.
- Ehi, gente - sorrise amabilmente - Nessun problema... E' tutto  a
posto... - esibi' le sue credenziali. TheGIO aveva invece raggiunto
gli altri due, per vigilare sullo svolgimento dell'azione.
- Questo e' da vedersi... Amico - disse una  voce  dietro  di  lui,
proveniente dall'ingresso del locale.
- Salve  Signore - Veleno  saluto'  con  apparente  cordialita'  il
direttore della Sesta Sezione.
- Oh! Guarda un po' chi abbiamo qui... - si  avvicino' gongolante -
Non ditemi che eravate in giro a fare la passeggiatina della sera -
obbietto', puntandogli addosso il sigaro.
- Veramente... - lancio' un'occhiata verso il resto della  squadra.
Altri poliziotti stavano perquisendo sia Franco che loro.
- Direttore - aumento' il  tasso  di  cordialita'  nella  voce, con
malavoglia, ma doveva farlo - Siamo tuti  colleghi... Insomma... -.
- I bastardi vigliacchi come te io non li chiamo  colleghi - fu  la
replica del direttore.
"Dimmelo ancora e ti faccio ingoiare il sigaro, deficiente!".
"Bastardo vigliacco lo sarai tu, grande sacco di immondizia con le
gambe", fu il pensiero di Rebel Yell.
Tutti avvertirono rumori  di lotta dal gruppo dove  Franco  era  in
stato di fermo.  Il tutto culmino' con un  urlo... Non  era  di  un
uomo...
"Brutto  bastardo!",  almeno  una  decina  di  persone  nel  vicolo
pensarono la medesima cosa, "Non lei... Non una ragazzina!".
- Sonoko! - un'altra emerse  dalle ombre del vicolo, trattenuta  in
men che non si dica da TheGIO, il piu' vicino alla scena.
- Ferma ragazza - le intimo' - Non servira' a nulla... -.
- Lasciami brutto... Brutto... -
- Zitta! - le intimo' con determinazione. Risa si zitti'.
"Assomiglia tanto a Riujy", si disse, "Soprattutto nel modo in  cui
stringe...". Escusa la corporatura ed il modo di  fare, pero', quel
tipo non  aveva  nulla  a che  fare con  Riujy  Goda, il  capo  dei
Cheerleaders... "Chissa' se  anche  lui, quando  era  a  scuola  si
faceva pulire dai piu' piccoli  le  scarpe  con  la  lingua...", si
chiese, non volendo veramente conoscere la risposta.
- Le spezzo il collo! - grido' Franco, inclinando  la  testa  della
ragazza, che urlava terrorizzata - Giuro che se non ve ne andate le
spezzo il collo! - intimo', facendosi avanti. Quel pericolo indusse
i piu' vicini ad indietreggiare, tenendo bene in vista le armi.
- Fallo pure - dal fondo giunse la voce del comandante della  Sesta
Sezione - Cosi' poi ti arresto per omicidio - gongolo'.
"Sonoko", gemette  nella sua mente Risa, "Sonoko... Accidenti  alla
mia testardaggine... E' tutta colpa mia...", fece per divincolarsi,
urlando il nome dell'amica.
- La vuoi smettere! - sibilo' TheGIO  nel suo orecchio - Hai  cosi'
tanta voglia di morire giovane? - Risa si lascio' andare nelle  sue
braccia, mentre la  volonta' la abbandonava  lentamente. Pianse  in
silenzio, disperata e senza forza nemmeno per un singulto.
- Ehi - una voce la riscosse dal  suo torpore, era  l'uomo  che  la
stringeva  a  se' - Non  preoccuparti - le  mormoro'. Oh, come  era
diverso il tono in cui le parlava ora... Cosi' dolce... Cosi'... Lo
guardo'. L'espressione truce che aveva trovato prima sul suo  volto
era diventata un sorriso.
- La salveremo - le mormoro', poco prima che svenisse.
No... Quel tipo non assomigliava affatto a Riujy Goda.
"Maledetto figlio di un cane", le parole che solcavano la mente  di
Yell  erano totalmente differenti da quele di Risa, "Come puoi star
li' a trastullarti con quel tuo merdoso sigaro, mentre  giochi  con
la vita di una ragazza...". Fece una smorfia, un ringhio, diretto a
quella figura, ma che trovo' invece lo sguardo del  poliziotto  che
gli stava accanto.
- Calmo Yell - lo ammoni' quello, aveva  i capelli brizzolati ed un
un tempo era stato anche suo compagno di pattuglia, per  poco - Non
preocuparti... Il vostro turno viene dopo... - un acido sorriso  si
dipinse sul volto del poliziotto, che immediatamente dopo torno'  a
concentrarsi sulla situazione in cui erano invischiati.
Fortunatamente i poliziotti  che  stavano  perquisendo  la  squadra
interruppero le loro incombenze per far fronte alla nuova minaccia,
indi i quattro avevano ripreso le loro armi e potevano agire...
Per quanto la loro unita', non autorizzata e  totalmente  fuori  da
ogni schema potesse agire, con di fianco dei pubblici ufficiali.
Veleno aveva lasciato  la sua  posizione, per  mettersi  dietro  al
cerbero che rispondeva alla qualifica di comandante  della  squadra
in divisa, mentre CB stava scivolando lentamente di lato... Era una
procedura standard se si era in superiorita' numerica. Bastava  che
uno  si  spostasse  in  un  punto cieco del sequestratore e l'altro
attirasse la sua attenzione. Il bersaglio si sarebbe  spostato  per
istinto verso  chi  lo  aveva  attirato, cosi' l'altro  poteva, con
tutta la tranquillita' del caso piombargli alle spalle o quantomeno
sparargli alla schiena. CB non avrebbe sparato... C'era il  rischio
di ferire la ragazzina, tuttavia il freddo di una canna di  pistola
puntata alla sua tempia, avrebbe sicuramente dissuaso Franco.
Tutto accadde cosi' rapidamente che pochi tra i presente ebbero  la
prontezza di  rendersene  conto... La  pressione  sul  collo  della
ragazza aumento' abbastanza da farla gridare di  paura. Franco  era
diviso tra un misto di terrore ed un misto di soddisfazione, i suoi
due  lati,  quello  emotivo  e  quello  professionale  si   stavano
pericolosamente ed irrimediabilmente mischiando.
Non si avverti' nemmeno uno scricchiolio... La ragazza non ebbe  il
tempo di urlare, tanto fu rapida la cosa...
E GNAGNA fu sul viso del malvivente, urlando come un forsennato.
- No no! - grido il peloso - Non essere Associazione Miners e ovest
ad informarti che tu sei Diablo!!!! -.
Franco lascio' la presa e cadde  a terra, assieme  al  botolo. Dopo
una breve colluttazione riusci a scalzarlo dal suo  volto, spedendo
un urlante massa viola a cozzare contro i bidoni dell'immondizia.
Rebel Yell si trovo' di fronte ad un Ken Franco steso a  terra, con
il sangue dei graffi che colava sugli occhi.
- Bloccalo! - gli grido' Veleno.
Un calcio di Franco fece cadere Yell a terra.  Mentre il giovane si
rialzava a fatica,  il malvivente  fece un rapido  movimento con la
mano destra... Un luccichio. "Una pistola!", urlo' il  suo  istinto
dentro di se'. Doveva gettarsi su di lui per fermarlo...
Franco urlo' nel momento in cui il piede di Veleno prese le  nocche
della sua mano, e la pistola intanto volava  via, scivolando  dalla
maldestra presa. CB era gia' al fanco dei due, spianando contro  la
fronte del criminale la sua pistola.
- Okay  bastardo,  ti  consento  solo  di  respirare...  -  sibilo'
Crossbones - E non farmi pentire di avertelo concesso -.
- Voi quattro! Congelatevi! - li scosse la voce di un poliziotto.
Veleno stava per voltarsi verso la  ragazza  a  terra  quando  vide
un fagotto violaceo muoversi tra l'immondizia. Per poco non  cadde,
olrtepassando  Franco,  sull'asfalto  reso   sdrucciolevole   dalla
pioggia. Si  avvicino' all'animale, che  respirava  affannosamente,
lo prese tra le mani, era un po' zuppo... La pioggia, o chissa' che
altro, si disse.
Questo socchiuse gli occhi e sorrise debolmente.
- Palletta... - disse prendendolo in braccio. Se  qualcuno  avrebbe
potuto vederlo in volto, si sarebbe stupito dell'espressione  cosi'
diversa che aveva assunto... Era incrediblmente umana e dolce...
-  Palletta  di  speciale...  -  sussurro'.  Veleno  annui',  quasi
cullandolo - Un buon GNAGNA, in alto nel cielo... -.
- Si', amico  mio... - mormoro',  carezzandolo - Sei  una  palletta
speciale... Molto speciale... -.
- Io vado... Non vedi? Non sono bagnato... - la  voce  stava  quasi
morendo, coperta dal respiro rantolante.
- Ehi... - lo scosse un poco - Dove vuoi  andare... Non... - trasse
indietro la  mano  sinistra, reggendolo  sottobraccio, osservandola
sbigottito. Era impregnata di un liquido verdastro.
- Un ambulanza! - il suo grido  infranse  la  notte - Chiamate  una
maledetta ambulanza! - urlo' ancora, mentre  si  sfilava  con  foga
l'impermeabile e  lo  avvolgeva  attorno  all'animale, a  guisa  di
coperta.
- Avanti  palletta! - disse  nervosamente - Parla...  Di' qualcosa,
accidenti... Non farmi prendere paura... Non te la  perdono  se  e'
uno scherzo, sai! - lo scosse, ma  gli  occhi  di  GNAGNA  rimasero
chiusi.
- Arriva questa  dannata  ambulanza? - grido' voltandosi  verso  la
gente che stava incominciando a intasare la strada li' vicino.
Buona parte dei poliziotti erano stati distaccati a tenere  lontano
la folla.
- Avanti! - Veleno ora era inginocchiato accanto ad  un  cumulo  di
cartoni e ci aveva  appoggiato  sopra  il  fagotto, affinche' fosse
piu' comodo - Non puoi darci  questa  fregatura, disastro  viola...
Non te lo permetto! - lo esorto'. La  sua  voce  fu  coperta  dalla
sirena di  un'ambulanza. Lo  prese  con  se', portandolo  verso  la
folla nella quale l'ambulanza stava arrancando.
- Spazio! Spazio maledizione!!!! - strillo', dando gomitate e calci
ad ogni ostacolo che incontrava.
- Bene - da un'altro lato della strada un  crocchio  di  uomini  si
osservava in cagnesco - Ora potete anche consegnarcelo -.
CB intanto faceva notare le  particolarita' della  sua  pistola  al
criminale.
- Guarda... E' una riduzione del kazooka - stava dicendo. Sorrise e
schiaccio' il grilletto, la pistola emise un sonoro *PwE*.
- E' per fregare i fessi  come  te - sostenne, sventolandogliela in
faccia: *PwE*PwE*PwE*. L'uomo cadde in un disperato pianto.
- Come sta? - chiese TheGIO, vedendo un impermeabile arrivare verso
di loro.
- Come vuoi che stia... Male... - ribatte' Veleno.
- Se lo sogna, capo - disse Rebel Yell sopra  tutti - Questo  tizio
ha una taglia sulla testa e lo abbiamo preso noi -.
- Se quello ha una taglia sulla  testa - gli  soffio' il  fumo  del
sigaro in faccia - Lo stabilisco io -.
- Fottiti - il complimento giunse dalle spalle di Yell - Quello  e'
nostro! - sbraito' Veleno - Ha ferito anche uno della  squadra... -
fu bloccato dalla risata dell'uomo.
- Quel coso straparlante e ridicolo uno della vostra  squadra? - li
canzono' - Ed avete dentro anche  questa  donnicciola - indico' con
la brace del sigaro la faccia di Rebel.
Rise ancora.
Qualcosa  gli  impedi' di  continuare... Forse  perche' stava anche
cadendo a terra. Rebel in un affondo magistrale lo aveva colpito al
mento. In men che non si dica, gli  altri  due  poliziotti  che  lo
affiancavano, reagirono, stendendo Rebel.
Un ringhio da dietro li avvisava che qualcun'altro era in  agguato,
e mentre il primo si voltava per  incrociare  dritto  sul  naso  il
diretto di  Veleno,  l'altro  aveva  gia' estratto  il  manganello,
affondandoglielo in pancia.
- Figlio di pu... - la parola mori' in gola al giovane Yell, che fu
rivoltato sul dorso da un calcio assestato nello stomaco.
- Hai detto qualcosa? - gli chiese la volteggiante faccia  del  suo
ex comandante, che gli sorrideva sovrastandolo.
- Io ti... - TheGIO  si fece avanti come  un  bisonte. Il  vile  di
istinto fece qualche passo  indietro, scivolando e cadendo a terra,
con un'espressione spaventata, che  immediatamente si  dileguo' per
fare posto ad una cieca rabbia, forse dettata dalla stessa paura.
- Fermo Gio - gemette Veleno, rialzandosi - Non  concluderemo nulla
scazzottandoci -.
- Almeno mi toglierei la soddisfazione di levargli qualche  dente -
opino' l'altro mentre tentava di recuperare la sua solita calma.
- Uno di voi - sostenne quello, agitando il  manganello  davanti  a
se - almeno ha del buon senso - ridacchio'.
- Spera  che  non  ti  incontri  in  uno di questi vicoli - sibilo'
TheGIO - Altrimenti  potrei  decidere di  non ricordare cosa sia il
buon senso per levarmi una soddisfazione -.
L'omuncolo fece finta di non aver sentito la  minaccia, continuando
ad osservare con soddisfazione  la  brillante, per  lui, operazione
che avevano appena concluso.
- Vogliamo meta' della taglia di quel criminale - sostenne Veleno.
- Non avrete nemmeno una lira - ribatte' il comandante.
- CB - grido' TheGIO - Lascialo  andare - Crossbones  osservo'  con
vivo stupore il gruppetto, non capendo la consegna.
L'ufficiale fece  marcia  indietro, ritrattando. Avrebbe  accettato
meta' della taglia, ma non di piu'.
Quando Franco entro' nella volante, tutti trassero  un  sospiro  di
sollievo. Anche quella era fatta, senza troppi danni.
- Io e te dobbiamo parlare - Yell venne  avvertito  da  Veleno, che
lo trascino' con se,  addentrandosi  di  piu' nel  vicolo. Entrambi
avevano di meglio da fare che  notare  la  biondina  che  li  stava
seguendo. Non fu cosi' per TheGIO  e Crossbones, che  nonostante la
stessero ignorando, non poterono fare a meno di seguire i due.
Stava accadendo qualcosa, ed era  meglio limitare  i  danni, quella
sera ne avevano viste abbastanza.
- Cosa credevi di fare, eh? - sbraito' Veleno, a qualche centimetro
dal naso del giovane.
- Il mio lavoro, no? - ribatte' calmo Rebel.
- Lasciandomi da solo nella folla? Ti avevo detto  di stare a venti
metri da me! Non di andartene a cercare Franco per  i fatti tuoi! -
gli pianto' un indice nel petto - Non  devi cercare  medaglie! Devi
fare il tuo lavoro... Qui non ci sono promozioni ed encomi ma  solo
la fiducia dei tuoi colleghi, e te la guadagni solo lavorando bene!
Non prendendo rischi! -.
- Ma capo... Io -.
- Non chiamarmi capo! Io non sono il tuo capo, lo vuoi capire! -.
- Cosa dovevo fare?! Potevamo perderlo! -.
- Bastavano Gio e CB... - replico' Veleno - E poi... Il  resto  e'
nato tutto per i casini che hai combinato! Non  sei  stato  capace
di tenere a bada quel fottuto criminale! -.
- Ma mi ha... -
- Per questa tua bravata, intanto uno dei nostri  e' all'ospedale,
lo sai? O oltre che stupido sei anche cieco?!? -.
- Al diavolo, non ho piu' intenzione di starti ad  ascoltare! - si
volto', e fece per andarsene. Una morsa lo trattenne  alla  spalla
sinistra e mentre si voltava, una luce arancione esplose nella sua
testa, facendolo cadere  a terra. Si rialzo', respirando a fatica,
per gettarsi a testa bassa sull'altro, facendogli fare la fine che
poco prima era toccata a lui e rovinandogli sopra.
Quando gli fu sopra, assesto' un pugno alla mascella, e  fece  per
continuare, quando un ginocchio  premette  violentemente  sul  suo
addome. Andarono avanti per qualche minuto, ritrovandosi alla fine
faccia a faccia. Entrambi  avevano  piu' o  meno subito i medesimi
colpi...
- Basta! - grido' una voce di donna dietro a loro.
- E questa che diavolo vuole? - sussurro' Veleno.
- Rosita! - esclamo' Rebel, mentre questa gli correva incontro.
- Come stai? - chiese apprensivamente - Lei! - ora  ce l'aveva  con
l'altro - Come... Insomma, le sembra il caso di picchiare in questo
modo un suo collega, un poliziotto! -.
Rebel ricordo' che in fondo non era stato poi molto peggio di  una
delle loro liti e rise.
TheGIO arrivo' a  tenere  Veleno. Non  avrebbe  fatto  l'errore  di
colpire ancora  Yell... Non  era stato solo uno sfogo  con  lui, ma
era qualcosa  di  piu'. Veleno  aveva  bisogno  di  sfogarsi. Certo
questo non  lo  giustificava, tuttavia  era  comprensibile, non  si
poteva  certo  dire  che Yell fosse stato esemplare... Ma forse lui
ci aveva calcato  un  po' la mano... Sarebbe servito anche  questo,
si disse.
- Tutto bene? - chiese Rosita poco lontano.
- Si' si' - lui  si  nego' al  suo  aiuto - Tutto  bene - volse  lo
sguardo ad un malconcio Veleno, che si stava facendo avanti.
- Ancora? - chiese con un mezzo sorriso.
- No - gli  passo'  invece  un  braccio  attorno  al  collo - Scusa
ragazzo - biascico', un po' intontito - Non e' stata colpa tua -.
- Davvero? -.
- Scusa, volevo  dire: non e' stata tutta colpa tua - rettifico'.
I due si strinsero la  mano, con  la forza di  una  zanzara  e  poi
risero di gusto, ignorando il dolore che le loro membra provavano a
causa dei colpi.
- E poi  danno  del pazzo a  me - sentenzio' Crossbones. TheGIO  si
limito' a fare spallucce, era finito bene, e cio' bastava  si disse
mentre si allontanava.
Rosita ora reggeva un  Rebel  che si era ripreso quasi  del  tutto,
non barcollava nemmeno.
- Ora puoi anche lasciarmi - disse lui aspramente.
- Cos'e'  successo? - prima  che  Rebel  potesse  parlare, non  per
spiegarle  l'accaduto, ma  per mandarla al diavolo, lei gli riferi'
cosa aveva visto.
- Non sono  piu' un  poliziotto - mormoro'. Dentro di se  la  donna
sospiro' sollevata. Una  delle  sue piu' grando  preocupazioni  era
che "Rebellino" si  facesse del  male, o meglio che se  lo  facesse
da solo, dato che ogni tanto le martellate lasciavano il segno.
Poco lontano il trio dei suoi colleghi  incrocio' le due ragazzine,
una intenta a  piangere  sulla  spalla  dell'altra, scusandosi  per
chissa cosa, e l'altra  che  tentava di riprendersi dallo shock del
rapimento.
- Tutto a posto voi due? - chiese TheGIO avvicinandosi. L'unica che
poteva guardarlo in viso era Sonoko, che annui' debolmente.
- Cos'ha la tua amica? - questa  non  gli  rispose, concentrando la
sua attenzione su Veleno. Si  diresse  verso  di  lui, quasi  fosse
ipnotizzata. Risa, persa la spalla  su  cui faceva  appoggio, cadde
elargendo all'asfalto una memorabile facciata.
- So...Sonoko - chiamo', forse piu' addolorata dal  colpo  che  dal
gesto dell'amica. CB la aiuto' a rialzarsi.
- Signore - Veleno si volto', dopo essersi  acceso  una  sigaretta,
i capelli erano disordinati, e qualche  escoriazione  spiccava  sul
volto... Si passo' entrambe le mani sulla nuca, per poi rialzare lo
sguardo sulla ragazza, perfettamente pettinato.
"Ma non era... Spettinato?", imputo' il fatto al suo stato di shock
e tento' di non darci peso.
- Cosa vuoi? - chiese, ignorando volutamente  qualche  sospiro e il
tonfo da svenimento che il  suo gesto aveva provocato nelle schiere
di curiosi. Una delle ragazzine  svenute  cadde  in  coma  per  due
settimane, in  seguito  i  medici tentarono di svegliarla facendole
ascoltare della musica, ma purtroppo  dopo  tre  giorni  di  Masini
initerrotti, la poveretta spiro'. Il medico curante, il  mese  dopo
occupava con il suo volto la prima pagina dello IAC  Post, imputato
di eutanasia.
- Come sta il suo... Amico - si chiese se quello  fosse  il  giusto
nome per l'animale che poco prima seguiva l'uomo.
- Chi? GNAGNA? - lei annui', assumendo un'espressione rincuorata.
- Non bene - lui fugo' tutte le sue speranze.
- Mi... Mi dispiace - fu tutto cio' che riusci' a dire.
- Anche a me - commento' atono.
- Io mi chiamo Sonoko! - disse poco dopo, porgendogli la mano.
Lui scruto' per qualche istante il  volto  della  ragazza, che  ora
sorrideva, come se non fosse accaduto nulla in quel quarto d'ora.
- Veleno - la mano della ragazza torno' a giungersi con l'altra nel
grembo, senza essere stretta.
- Che bel nome! - "Dio Santo, ma  le  ragazzine  al  giorno  d'oggi
hanno segatura nel cervello o antistatico?", si chiese lui.
Non aveva alcuna intenzione di  dilungare  quel  discorso, tuttavia
sapeva che la  ragazza  aveva  bisogno  di  parlare, lo  shock, per
quello che poteva vedere, era stato molto forte. Lo testimoniava il
violento tremolio al quale il corpo della ragazza era  soggetto sin
da prima che lei  si  avvicinasse. Assomigliava tanto ad un pulcino
bagnato ed infreddolito.


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