Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa
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Part 12 of MAXINT
- Manca descisamente poco - mormoro' Duranti, mentre Rebel gli si
parava nuovamente al fianco, dopo aver attraversato la strada.
- Eh? - domando', essendosi perso buona parte della frase - Arranca
poco? - osservo' nuovamente il curioso abbigliamento di Duranti -
Cosa voleva dire? -.
- No no - si affretto' l'altro a smentire - Manca descisamente poco
al ponte dell'appontement con la nostra colega - preciso'.
- Che ponte? -.
- No il ponte! Il ponte! - gli Champes Elisees erano frementi di
calca, come un laborioso formicaio, solo che tutto era caos, una
marea umana che si muoveva frenetica.
- Eh, appunto! Che ponte? - ridomando' mentre passavano di fronte
ad un illusionista. Duranti si fermo' indignato.
- Non ponte! Non il ponte ma il ponte! Sacrebleu! - impreco'.
- Accidenti, ma non ho capito che ponte! - sbraito' il giovane Yell.
Poco lontano tre figure li osservavano.
- Perche' diamine si sono fermati quei due fidiputt? -.
- Sa Dio come mai - borbotto' TheGIO.
- Maledico il momento in cui ho proposto il ragazzo per questo
incarico - commento' aspro e impietoso Veleno, per poi accendersi
una sigaretta con la medesima noncuranza.
- Ma se l'e' cavata bene - lo scuso' TheGIO.
- Fermandosi in mezzo alla strada a contrastare con quel poliziotto
un po' matto? - CB si fece avanti - Ora - esibi' un Colt M16 con un
affusto cilindrico piazzato sotto la canna, un lanciagranate M-204
- Li metto a posto io... Una pillola al fosforo e... - la mano di
TheGIO calo' sul soppressore di fiamma cilindrico del fucile.
- Calma - impose al compagno.
- Merda... - fu la parola che invece offri' Veleno agli altri due -
Contatto! Cosa vuole quel cialtrone? - l'illusionista si avvicino'
ai due.
- Allora qual'e' il ponte? - ridomando' Rebel - Io non vedo ponti,
Duranti mormoro' qualcosa piu' simile ad un invettiva contro i
genitori del ragazzo che contro il fato.
- Ma non capisci niente! - esordi', fermato immediatamente dopo da
quell'illusionista un po' bislacco, che indossava una canottiera
lercia e strappata, un mantello nero ed un cappello forse elegante
quando fu comperato, venti anni prima.
Biascico' una frase che parve incomprensibile anche ad un orango,
mentre lo stuzzicadenti in un movimento quasi ipnotico si muoveva
da una parte all'altra della piaga urlacchiante che era la sua
bocca.
- Aoaoaohamma trinotri turris frupafogli auamammanaia - stavolta i
due si mostrarono ancor piu' sbalorditi di quanto lo fossero nel
loro discorso.
- Eh ci mancava questo a far casino! - Rebel, spazientito, lo
scosto'.
- Eh! Sarai bello te, sarai bello! - replico' il cencioso mago da
strapazzo - Capisci l'italiano! - borbotto, grattandosi il basso
ventre - Lui stava a dire il ponte, ma... - si infilo' una mano
nella patta dei pantaloni, cavandone una carta da gioco,
apparentemente, che recava delle linee ondulate una sopra l'altra -
Non quello su cui scorre o'fiume - mise una mano sotto la ascella
destra, mentre Duranti e Yell indietreggiavano gia' visibilmente
indisposti dal gesto precedente. Quando la mano riemerse, un'altra
carta era stretta tra le dita.
- Tu non hai capito... L'omo vuleva di' il punto! - oscillo' con le
mani puntate sui fianchi, tronfio - Capisci l'italiano? - domando'
nuovamente, scoppiando poi in quello che sembrava un urlo di
richiamo, chissa' per quale animale, forse gli allocchi e i
fresconi che potevano credere in quelle cialtronerie... Molti
passanti si voltarono.
- Aoooooooooo Ho'! - alzo' le mani di fronte a lui, in un gesto tra
il mistico e il teatrale - Con la sola imposizione delle mani posso
ungervi giacca, camicia e cravatta! - questo forse, si dissero i
due vittime della dubbia magia del tipaccio, era il suo slogan.
- Non avrei alcun dubbio - replico' Yell, trascinando via Duranti.
Un saltimbanco le si paro' davanti, era poco piu' di un ragazzo,
con i capelli castani ed un paio di occhiali da motococlista
fissati sulla nuca, forse per tenere a posto la capigliatura che
rischiava di cadergli davanti agli occhi nelle sue prodezze. Aveva
stretta nel palmo destro un'armonica a bocca.
- Salve bella signora - la apostrofo' - E' una splendida giornata,
non e' vero? - e le fece una piroetta attorno.
Ren rise divertita, vedendoselo sfrecciare sul lato, mentre
eseguiva una ruota.
- Tieni, ragazzo! - un fruttivendolo gli lancio' una mela rossa,
che il giovane prese al volo.
- Mille grazie - rispose, infilandosela nel pastrano marrone che lo
copriva fino a meta' coscia. Torno' a suonare la sua melodia
allegra, saltando di qua e di la, dopo aver consegnato la sua mela
ad una bambina che sedeva vicino ad una sacca militare, vestita di
una tunichetta rosa, con un piccolo cane, un cucciolo dal pelo
chiarissimo, color crema.
Questa lo ringrazio' e rise nel vedere le sue acrobazie.
Ren prosegui' facendo qualche passo e tentando di trovare nella
folla, a bordo del marciapiede, il bianco tettuccio della sua auto
sostitutiva, che il garage di IAC City le aveva inviato.
- Ore undici, cento metri avanti a noi - chiamo' TheGIO.
- La vedo - annuncio' Crossbones.
- Ricevuto e confermato. Contatto postivo - sorrise Veleno - Ecco
la nostra amica - incomincio' a dirigere verso Ren, imitato dagli
altri.
Yell e Duranti avevano gia' stabilito il contatto.
- Ehi ragazzi! - Ren si sbraccio' verso i due amici, lasciando che
il sacchetto di croissant frusciasse ancora, sbatacchiato in ogni
direzione dal suo polso.
- Ecco la signorina - Duranti indico' la donna che si prodigava in
ogni modo per farsi notare.
- Eh gia - mormoro' Yell - E' difficile non notarla - sorrise - Non
vi sarebbe modo - alzo' il braccio in segno di saluto.
Ren corse loro incontro, con l'enfasi e la leggiadria di una
ragazzina al suo primo appuntamento.
Avvicinandosi, mentre CB considerava i dintorni ed i loro pericoli,
TheGIO e Veleno si scambiarono un sorriso di intesa.
- Tutto okay? - domando' Rebel, osservando la donna. Questa rispose
con un cenno di assenso ed un sorriso che era la quintessenza della
gioia.
- Gia', tutto bene - aggiunse, per corroborare il sorriso - Voi? -.
Duranti si limito' ad annuire, imitato da Rebel, che si volse verso
i compagni.
- Non siamo soli, i nostri angeli custodi ci hanno accompagnato -
sorrise, mostrando dietro di loro, ad una ventina di metri i tre
compagni che si avvicinavano.
Un rombo li fece voltare tutti, un rombo molto pronunciato, di un
motore di grande potenza, seguito da un sibilo leggero.
- Ehi! - sbotto' Ren - La mia macchina! -.
- Che io sia dannato! - strillo' Gio - Quello e' un dannato motore
ad Elerio 115! -.
- Cristo Santo! - segui' Veleno - La... La Match Patrol! - ora il
rombo era piu' forte - Puttana di una... Merda! E la sa anche
usare! - il pilota aveva attivato ogni funzione del motore, il
sibilo della pompa di aspirazione del fluido energetico dei
cristalli di Elerio era inconfondibile - CB! - strillo' in mezzo
alla folla.
- Roger! - rispose una voce tra mille teste che incominciavano a
muoversi con una frenesia maggiore di quella che una semplice via
colma di vita aveva. Menando spallate, calci, urtando gomiti,
stinchi e ginocchia, Veleno, TheGIO e Crossbones si fecero strada
tra la folla, dando una sferzata maggiore al panico che questa
stava covando.
- Aria! Dannazione aria! Fatemi passare - gridava uno.
- Schifosi fidiputt! Avanti! Largo! -.
- Muoversi! Accidenti a voi! E fate spazio! -.
- Che... - Rebel si guardo' attorno, in cinque secondi si era
scatenato il finimondo - Dann... - aveva perso contatto con gli
altri e l'unica cosa che poteva fare era trattenere Ren per un
braccio, impedendole di essere trascinata via e controllare ogni
secondo Duranti, che come lui aveva tirato fuori la pistola. In
mancanza di altro, quando un poliziotto non sa cosa fare, si affida
al calcio della sua fida amica.
- Falli sgombrare ragazzo! - grido' la voce di Veleno. Rebel compi'
un giro su se' stesso, non trovando il volto del compagno.
- Vel! - grido' allarmato.
- Fammi un buco! Santiddio! Un buco! Siamo fermi! - grido' ancora.
- Do... -.
- RAGAZZO! -.
Yell si volse verso Duranti, anche egli piegato sulle gambe, nel
tentativo di scrutare i dintorni.
- Ispettore! - tuono', mentre questo arrancava con una mano nella
tasca del suo impermeabile.
- Surete' de Paris! - la sua voce si mischio' nelle mille urla del
mondo attorno a loro - Surete' de Paris! - provo' ancora a gridare,
per calmare gli animi - Sono un ufficiale di polizia - si
identifico' - State tutti a terra! - pochi, solo quelli che gli
erano a tiro di voce constatarono che l'uomo era effettivamente un
ufficiale della polizia, ma colti dal panico, non lo ascoltarono.
- YELL! - ancora un grido, piu' lontano, troppo lontano. Dalla
parte opposta in cui doveva trovarsi effettivamente.
- Non ti vedo! - fu la risposta.
- Maledizione! In aria! Spara in aria! - cogliendo al volo il
consiglio, il giovane esplose alcuni colpi in aria, lasciando che
il polso accompagnasse il movimento della sua Striker Gun.
- La strada! - fu la voce di Gio.
- E' okay! - una raffica di mitragliera avverti' che Crossbones era
in posizione - Da qui non esce! - ora la gente incominciava a
diradarsi, chi scivolando nelle vie laterali, chi gettandosi a
terra, in cerca di un fittizio riparo. Erano ancora in molti pero'
ad essere in piedi ed a correre. Qualcuno si sarebbe potuto fare
del male, sotto i passi di una folla impazzita, si disse Veleno.
La Match Patrol fece per uscire dal parcheggio, arrestata pero' da
un bagliore bianco ed una fumata, un colpo di lanciagranate le
aveva appena notificato il fatto che la strada era un percorso non
consigliabile. Crossbones aveva appena sancito la sua supremazia su
quella lingua d'asfalto.
Il guidatore, impossibilitato nell'uscire sulla strada decise in
men che non si dica di usare un'altra via, forse meno sgombra, ma
lui era pagato per portare via quella macchina e non gli era stato
detto che nel farlo avrebbe potuto incontrare tali ostacoli. Non
gli era stato nemmeno detto che non poteva investire persone.
La Match Patrol rombo' ancora, mentre le sospensioni anteriori si
attivavano per minimizzare l'urto dei pneumatici sulla cordonatura
del marciapiede.
- Il figlio di puttana! - sbraito' TheGIO, tentando di arrancare
tra la folla.
Un'altra sgasata e anche le ruote posteriori furono in posizione,
stridendo per l'accelerata che ne segui'... La folla si dirado' al
pari di uno stormo di oche impazzite, starnazzando, urlando e
strepitando.
- Giu' - Yell si getto' su Lady Ren, trascinandola a terra e
compiendo una mezza rotazione, facendo in modo che il suo fianco
sinistro fosse il primo contatto con la solida superficie del
marciapiede. Il secondo contatto fu con lo scalino di porfido di un
negozio, che lo lascio' dolorante a terra, unitamente alla
strisciata che probabilmente gli avrebbe elargito una estesa
abrasione sul braccio sinistro.
Mentre si stava formando un corridoio di gente spaventata, che per
l'autista scellerato si poteva considerare una grande occasione,
alcuni passanti erano cristallizzati, come congelati in quella posa
terrorizzata, osservando il muso della macchina che incombeva su di
loro. Come ricci immobilizzati ed ipnotizzati dai fari di un'auto
in una strada di campagna, nel bel mezzo della notte, questi
rimasero fermi, attendendo il fato.
Veleno noto' due figure troppo vicine alla vetture e troppo lente
nei movimenti... Una bambina con una tunichetta rosa stringeva al
seno un cagnolino, quasi a proteggerlo dall'impatto, mentre un
ragazzo voltato di schiena, tentava di sgusciare via dal paraurti
della Match Patrol, ma era troppo impaurito...
Si piego' sulle ginocchia, caricando i suoi quadricipiti e spicco'
un poderoso balzo verso il ragazzo.
La bambina trovandosi faccia a faccia con la griglia esterna del
radiatore dell'auto, urlo', forse era l'unica cosa che potesse
fare.
- Keeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeennnnnnnnnnnnnnnnn! -.
Due ombre fulminee sfrecciarono di fronte al parabrezza della
vettura, mentre le figure dei malcapitati scomparirono alla vista
del guidatore.
Poco lontano, sul limitare di una vetrina di un negozio, Veleno si
inginocchio', strmato ed ansante, ce l'aveva fatta... Si senti'
tirare la manica...
- Ehi signore - lo chiamo' una vocina dal basso - Mi vuole lasciare
andare? - si ritrovo' a reggere sottobraccio la bambina con la
tunichetta rosa che lo osservava con grando occhioni viola.
- Cos... - si volto', trovandosi faccia a faccia con un corpulento
uomo, che portava un giubbotto di jeans senza maniche ed una
maglietta rossa.
- Credo che questa sia sua - disse porgendogli la bambina che
reggeva per la collottola del vestitino.
- Oh - non mosse un muscolo, nemmeno per manifestare lo
sbalordimento che lo colse - Gia'... Ma... Accidenti, io mi ero
buttato su Lynn... - si ritrovo' faccia a faccia con il ragazzo su
cui si era gettato Veleno - A-hem... -.
- Avrebbe la cortesia di lasciarmi? - chiese il ragazzo, che fu
immediatamente accontentato, mentre la bambina si gettava tra le
braccia del corpulento uomo.
- Ken - piagniucolo'.
Veleno ignoro' la scena, non era di sua competenza, ora stava
osservando il posteriore della vettura che, tornata in strada, si
defilava con rapidita', suscitando imprecazioni e strombazzamenti
da parte degli altri automobilisti.
- Merda - sibilo', continuando a ripetere la parola per un paio di
altre volte.
Si senti' uno squarcio, come della tela strappata con violenza,
seguito da sibili stridenti, che culminarono in esplosioni verso il
fondo della strada.
- Maledetto fidiputt! Se solo ti prendo! -.
- Crossbones! - fu la voce di TheGIO a scuoterlo - Metti via quella
dannatissima batteria anticarro! - questa frase fu seguita da un
mugugno da parte dell'interessato e dalla fine degli spari.
- E' andato! - queste parole, proferite da Veleno con stizza,
furono seguite da una imprecazione, guardandosi attorno, ignorando
volutamente i volti scossi e terrorizzati dei passanti, per cercare
un segno dei suoi compagni. Trovo' poco lontano l'impermeabile di
Duranti, volto di schiena, che lo stava imitando.
- Ispettore - chiamo'.
- Mon ami! - fu la risposta.
Non curandosi degli spintoni, delle mani schiacciate e del resto,
si fece strada per raggiungerlo.
- Dove sono Rebel Yell e Lady Ren? - fu la domanda seguente,
interrogando le tasche del suo impermeabile, volto a sincerarsi che
le sue preziose sigarette fossero intatte.
- Vel! - fu una voce di donna a strapparlo da quella importante,
almeno per lui, mansione - Da questa parte! -.
- Ren! - i suoi passi furono piu' rapidi e la voce tradiva
apprensione. La donna abbasso' il capo e sorrise discretamente,
Veleno non era riuscito a mascherare la sua ansia, come spesso
invece faceva.
- Come stai? - si piego' verso di lei, prendendole il volto tra le
mani, muovendolo lentamente, con misurata e dolce calma, lasciando
che entrambi i profili fossero esaminati con dovizia - Non sei
ferita, almeno non mi pare - aggiunse dopo.
- Io no... - abbasso' lo sguardo sulla figura a terra.
- Dann... Ragazzo... - Veleno si accuccio' accanto a lei, muovendo
lentamente il capo del giovane Yell, da un taglio sulla fronte
zampillava un liquido vermiglio.
- Dammi un fazzoletto - domando' con tono greve. Ren inomcinio' a
frugarsi nelle tasche per poi porgere al compagno un fazzoletto
ornato da decorazioni in organza. Veleno premette forte il tampone
sulla fronte del giovane, che mormoro' qualcosa a meta' tra una
parola ed un gemito.
- Calma figliolo - gli impose l'altro, facendo motto a Ren di
tenere il tampone. Quando la mano della donna si sovrappose alla
sua, si senti' libero di poter sfilarsi l'impermeabile per
ripiegarlo e metterglielo sotto il capo.
- Okay, cosi' dovrebbe essere a posto - considero'. Stimo' con una
lunga occhiata la ferita di Yell, meditando, mentre le dita della
sinistra cincischiavano con la barba. Scosse la cenere della
sigaretta con flemma.
- Pare sia solo una brutta botta... - sentenzio', pochi istanti
prima che il suono delle sirene invadesse la strada.
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* "C'e' chi ha perso una brutta partita, pero' forse una fiche gli e' *
* restata e puo' darsi ci sia un altro giro di ruota..." (L. Ligabue) *
* -><- Member of Neuro Zone -><- Only neuro can make it possible! -><- *
* -><- In real life: Dario Rota -><- Papa di Eris + altri titoli. -><- *
* -><- E-mail address: veleno@little.usr.dsi.unimi.it -><- *
* -><- http://little.usr.dsi.unimi.it/home/veleno/Home.html -><- *
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