Agenzia Rockflood - Fascicolo 23: il caso della Match Patrol scomparsa
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Written by Veleno

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Newsgroup it.arti.cartoni
Subject [FF][ARF] Fascicolo 23 - Part 12 of MAXINT
Date 12/04/97 8.35.39
Organization CILEA
Lines 314
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Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa 
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Part 12 of MAXINT

- Manca descisamente poco - mormoro' Duranti, mentre Rebel  gli  si
parava nuovamente al fianco, dopo aver attraversato la strada.
- Eh? - domando', essendosi perso buona parte della frase - Arranca
poco? - osservo' nuovamente il curioso abbigliamento  di  Duranti -
Cosa voleva dire? -.
- No no - si affretto' l'altro a smentire - Manca descisamente poco
al ponte dell'appontement con la nostra colega - preciso'.
- Che ponte? -.
- No il ponte! Il ponte! - gli Champes Elisees  erano  frementi  di 
calca, come un laborioso formicaio, solo che  tutto  era  caos, una 
marea umana che si muoveva frenetica.
- Eh, appunto!  Che ponte? -  ridomando' mentre passavano di fronte
ad un illusionista. Duranti si fermo' indignato.
- Non ponte! Non il ponte ma il ponte! Sacrebleu! - impreco'.
- Accidenti, ma non ho capito che ponte! - sbraito' il giovane Yell.
Poco lontano tre figure li osservavano.
- Perche' diamine si sono fermati quei due fidiputt? -.
- Sa Dio come mai - borbotto' TheGIO.
- Maledico il momento in cui ho  proposto  il  ragazzo  per  questo 
incarico - commento' aspro e impietoso Veleno, per  poi  accendersi 
una sigaretta con la medesima noncuranza.
- Ma se l'e' cavata bene - lo scuso' TheGIO.
- Fermandosi in mezzo alla strada a contrastare con quel poliziotto
un po' matto? - CB si fece avanti - Ora - esibi' un Colt M16 con un
affusto cilindrico piazzato  sotto la canna, un lanciagranate M-204
- Li metto a posto io... Una pillola al fosforo e... - la  mano  di 
TheGIO calo' sul soppressore di fiamma cilindrico del fucile.
- Calma - impose al compagno.
- Merda... - fu la parola che invece offri' Veleno agli altri due -
Contatto! Cosa vuole quel cialtrone? - l'illusionista  si avvicino'
ai due.
- Allora qual'e' il ponte? - ridomando' Rebel - Io  non vedo ponti,
Duranti mormoro' qualcosa piu' simile  ad  un  invettiva  contro  i 
genitori del ragazzo che contro il fato.
- Ma non capisci niente! - esordi', fermato immediatamente dopo  da
quell'illusionista un po' bislacco, che  indossava  una  canottiera
lercia e strappata, un mantello nero ed un cappello forse  elegante 
quando fu comperato, venti anni prima.
Biascico' una frase che parve incomprensibile anche ad  un  orango, 
mentre lo stuzzicadenti in un movimento quasi ipnotico  si  muoveva 
da una parte all'altra della piaga  urlacchiante  che  era  la  sua 
bocca.
- Aoaoaohamma trinotri turris frupafogli auamammanaia - stavolta  i
due si mostrarono ancor piu' sbalorditi di quanto  lo  fossero  nel 
loro discorso.
- Eh  ci  mancava  questo  a  far  casino! - Rebel, spazientito, lo 
scosto'. 
- Eh! Sarai bello te, sarai bello! - replico' il  cencioso  mago da
strapazzo - Capisci  l'italiano! - borbotto, grattandosi  il  basso 
ventre - Lui stava a dire  il  ponte, ma... - si  infilo' una  mano 
nella  patta  dei  pantaloni,  cavandone  una   carta   da   gioco, 
apparentemente, che recava delle linee ondulate una sopra l'altra -
Non quello su cui scorre o'fiume - mise una mano sotto  la  ascella
destra, mentre Duranti e  Yell  indietreggiavano  gia' visibilmente
indisposti dal gesto precedente. Quando la mano  riemerse, un'altra 
carta era stretta tra le dita.
- Tu non hai capito... L'omo vuleva di' il punto! - oscillo' con le 
mani puntate sui fianchi, tronfio - Capisci  l'italiano? - domando' 
nuovamente, scoppiando poi  in  quello  che  sembrava  un  urlo  di 
richiamo, chissa'  per  quale  animale,  forse  gli  allocchi  e  i 
fresconi  che  potevano  credere  in  quelle  cialtronerie... Molti 
passanti si voltarono.
- Aoooooooooo Ho'! - alzo' le mani di fronte a lui, in un gesto tra 
il mistico e il teatrale - Con la sola imposizione delle mani posso
ungervi giacca, camicia e cravatta! - questo  forse, si  dissero  i  
due vittime della dubbia magia del tipaccio, era il suo slogan.
- Non avrei alcun dubbio - replico' Yell, trascinando via Duranti.

Un saltimbanco le si paro' davanti, era poco  piu' di  un  ragazzo, 
con i capelli castani  ed  un  paio  di  occhiali  da  motococlista 
fissati sulla nuca, forse per tenere a posto  la  capigliatura  che 
rischiava di cadergli davanti agli occhi nelle sue  prodezze. Aveva
stretta nel palmo destro un'armonica a bocca.
- Salve bella signora - la apostrofo' - E' una splendida  giornata,
non e' vero? - e le fece una piroetta attorno.
Ren  rise  divertita,  vedendoselo  sfrecciare  sul  lato,   mentre 
eseguiva una ruota.
- Tieni, ragazzo! - un fruttivendolo gli  lancio'  una  mela rossa, 
che il giovane prese al volo.
- Mille grazie - rispose, infilandosela nel pastrano marrone che lo 
copriva  fino  a  meta' coscia. Torno' a  suonare  la  sua  melodia 
allegra, saltando di qua e di la, dopo aver consegnato la  sua mela  
ad una bambina che sedeva vicino ad una sacca militare, vestita  di 
una tunichetta rosa, con un  piccolo  cane, un  cucciolo  dal  pelo 
chiarissimo, color crema.
Questa lo ringrazio' e rise nel vedere le sue acrobazie.
Ren prosegui' facendo qualche passo e  tentando  di  trovare  nella
folla, a bordo del marciapiede, il bianco tettuccio della sua  auto
sostitutiva, che il garage di IAC City le aveva inviato.

- Ore undici, cento metri avanti a noi - chiamo' TheGIO.
- La vedo - annuncio' Crossbones.
- Ricevuto e confermato. Contatto  postivo - sorrise  Veleno - Ecco 
la nostra amica - incomincio' a dirigere verso Ren,  imitato  dagli 
altri. 
Yell e Duranti avevano gia' stabilito il contatto.

- Ehi ragazzi! - Ren si sbraccio' verso i due amici, lasciando  che
il sacchetto di croissant frusciasse ancora, sbatacchiato  in  ogni 
direzione dal suo polso.
- Ecco la signorina - Duranti indico' la donna che si prodigava  in
ogni modo per farsi notare.
- Eh gia - mormoro' Yell - E' difficile non notarla - sorrise - Non
vi sarebbe modo - alzo' il braccio in segno di saluto.
Ren corse loro  incontro, con  l'enfasi  e  la  leggiadria  di  una 
ragazzina al suo primo appuntamento.
Avvicinandosi, mentre CB considerava i dintorni ed i loro pericoli,
TheGIO e Veleno si scambiarono un sorriso di intesa.

- Tutto okay? - domando' Rebel, osservando la donna. Questa rispose
con un cenno di assenso ed un sorriso che era la quintessenza della
gioia.
- Gia', tutto bene - aggiunse, per corroborare il sorriso - Voi? -.
Duranti si limito' ad annuire, imitato da Rebel, che si volse verso
i compagni.
- Non siamo soli, i nostri angeli  custodi ci hanno  accompagnato - 
sorrise, mostrando dietro di loro, ad una ventina di  metri  i  tre 
compagni che si avvicinavano.

Un rombo li fece voltare tutti, un  rombo  molto pronunciato, di un 
motore di grande potenza, seguito da un sibilo leggero.
- Ehi! - sbotto' Ren - La mia macchina! -.
- Che io sia dannato! - strillo' Gio - Quello e' un dannato  motore 
ad Elerio 115! -.
- Cristo Santo! - segui' Veleno - La... La  Match Patrol! - ora  il
rombo era  piu' forte - Puttana  di  una... Merda! E  la  sa  anche 
usare! - il pilota  aveva attivato  ogni  funzione  del  motore, il 
sibilo  della  pompa  di  aspirazione  del  fluido  energetico  dei 
cristalli di Elerio  era  inconfondibile - CB! - strillo' in  mezzo 
alla folla.
- Roger! - rispose una voce tra mille  teste  che  incominciavano a 
muoversi con una frenesia maggiore di quella che una  semplice  via 
colma  di  vita  aveva. Menando  spallate,  calci, urtando  gomiti, 
stinchi e ginocchia, Veleno, TheGIO e Crossbones si  fecero  strada 
tra la folla, dando una sferzata  maggiore  al  panico  che  questa 
stava covando.
- Aria! Dannazione aria! Fatemi passare - gridava uno.
- Schifosi fidiputt! Avanti! Largo! -.
- Muoversi! Accidenti a voi! E fate spazio! -.
- Che... - Rebel  si  guardo' attorno, in  cinque  secondi  si  era 
scatenato il finimondo - Dann... - aveva  perso  contatto  con  gli 
altri e l'unica cosa che poteva fare  era  trattenere  Ren  per  un 
braccio, impedendole di essere trascinata via  e  controllare  ogni
secondo Duranti, che come lui aveva  tirato  fuori  la  pistola. In 
mancanza di altro, quando un poliziotto non sa cosa fare, si affida
al calcio della sua fida amica.
- Falli sgombrare ragazzo! - grido' la voce di Veleno. Rebel compi'
un giro su se' stesso, non trovando il volto del compagno.
- Vel! - grido' allarmato.
- Fammi un buco! Santiddio! Un buco! Siamo fermi! - grido' ancora.
- Do... -. 
- RAGAZZO! -.
Yell si volse verso Duranti, anche egli  piegato  sulle  gambe, nel
tentativo di scrutare i dintorni.
- Ispettore! - tuono', mentre questo arrancava con una  mano  nella 
tasca del suo impermeabile.
- Surete' de Paris! - la sua voce si mischio' nelle mille urla  del
mondo attorno a loro - Surete' de Paris! - provo' ancora a gridare,
per  calmare  gli  animi  -  Sono  un  ufficiale  di  polizia -  si 
identifico' - State tutti  a  terra! - pochi, solo  quelli  che gli 
erano a tiro di voce constatarono che l'uomo era effettivamente  un
ufficiale della polizia, ma colti dal panico, non lo ascoltarono.
- YELL! - ancora  un  grido,  piu'  lontano, troppo  lontano. Dalla
parte opposta in cui doveva trovarsi effettivamente.
- Non ti vedo! - fu la risposta.
- Maledizione! In  aria! Spara  in  aria! - cogliendo  al  volo  il 
consiglio, il giovane esplose alcuni colpi in  aria, lasciando  che 
il polso accompagnasse il movimento della sua Striker Gun.
- La strada! - fu la voce di Gio.
- E' okay! - una raffica di mitragliera avverti' che Crossbones era
in posizione - Da qui  non  esce! - ora  la  gente  incominciava  a 
diradarsi, chi scivolando nelle  vie  laterali,  chi  gettandosi  a 
terra, in cerca di un fittizio riparo. Erano ancora in molti  pero' 
ad essere in piedi ed a correre. Qualcuno  si  sarebbe  potuto fare 
del male, sotto i passi di una folla impazzita, si disse Veleno.
La Match Patrol fece per uscire dal parcheggio, arrestata  pero' da
un bagliore bianco ed una  fumata, un  colpo  di  lanciagranate  le 
aveva appena notificato il fatto che la strada era un percorso  non
consigliabile. Crossbones aveva appena sancito la sua supremazia su
quella lingua d'asfalto.
Il guidatore, impossibilitato nell'uscire sulla  strada  decise  in 
men che non si dica di usare un'altra via, forse  meno  sgombra, ma 
lui era pagato per portare via quella macchina e non gli era  stato 
detto che nel farlo avrebbe potuto  incontrare  tali  ostacoli. Non 
gli era stato nemmeno detto che non poteva investire persone.
La Match Patrol rombo' ancora, mentre le sospensioni  anteriori  si
attivavano per minimizzare l'urto dei pneumatici sulla  cordonatura 
del marciapiede.
- Il figlio di  puttana! - sbraito' TheGIO, tentando  di  arrancare 
tra la folla.
Un'altra sgasata e anche le ruote posteriori furono  in  posizione,
stridendo per l'accelerata che ne segui'... La folla si  dirado' al
pari di  uno  stormo  di  oche  impazzite, starnazzando, urlando  e 
strepitando.
- Giu' - Yell  si  getto'  su  Lady  Ren, trascinandola  a  terra e 
compiendo una mezza rotazione, facendo in modo che  il  suo  fianco 
sinistro fosse il primo  contatto  con  la  solida  superficie  del 
marciapiede. Il secondo contatto fu con lo scalino di porfido di un
negozio,  che  lo  lascio'  dolorante  a  terra,  unitamente   alla 
strisciata  che  probabilmente  gli  avrebbe  elargito  una  estesa 
abrasione sul braccio sinistro.
Mentre si stava formando un corridoio di gente spaventata, che  per
l'autista scellerato si poteva  considerare  una  grande occasione, 
alcuni passanti erano cristallizzati, come congelati in quella posa
terrorizzata, osservando il muso della macchina che incombeva su di
loro. Come ricci immobilizzati ed ipnotizzati dai fari  di  un'auto 
in  una  strada  di  campagna, nel  bel  mezzo  della notte, questi 
rimasero fermi, attendendo il fato.
Veleno noto' due figure troppo vicine alla vetture e  troppo  lente 
nei movimenti... Una bambina con una tunichetta rosa  stringeva  al
seno un  cagnolino, quasi  a  proteggerlo  dall'impatto, mentre  un 
ragazzo voltato di schiena, tentava di sgusciare via  dal  paraurti
della Match Patrol, ma era troppo impaurito...
Si piego' sulle ginocchia, caricando i suoi quadricipiti e  spicco'
un poderoso balzo verso il ragazzo.
La bambina trovandosi  faccia a faccia con la griglia  esterna  del
radiatore dell'auto, urlo', forse  era  l'unica  cosa  che  potesse 
fare. 
- Keeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeennnnnnnnnnnnnnnnn! -.
Due ombre fulminee  sfrecciarono  di  fronte  al  parabrezza  della 
vettura, mentre le figure dei malcapitati scomparirono  alla  vista 
del guidatore.
Poco lontano, sul limitare di una vetrina di un negozio, Veleno  si
inginocchio', strmato ed  ansante, ce  l'aveva  fatta... Si  senti' 
tirare la manica...
- Ehi signore - lo chiamo' una vocina dal basso - Mi vuole lasciare
andare? - si ritrovo' a reggere  sottobraccio  la  bambina  con  la 
tunichetta rosa che lo osservava con grando occhioni viola. 
- Cos... - si volto', trovandosi faccia a faccia con un  corpulento
uomo, che portava un  giubbotto  di  jeans  senza  maniche  ed  una 
maglietta rossa.
- Credo che questa  sia  sua - disse  porgendogli  la  bambina  che 
reggeva per la collottola del vestitino.
-  Oh  -  non  mosse  un  muscolo,  nemmeno  per   manifestare   lo 
sbalordimento  che  lo colse - Gia'... Ma... Accidenti, io  mi  ero 
buttato su Lynn... - si ritrovo' faccia a faccia con il ragazzo  su
cui si era gettato Veleno - A-hem... -.
- Avrebbe  la  cortesia  di  lasciarmi? - chiese il ragazzo, che fu  
immediatamente accontentato, mentre la bambina si  gettava  tra  le
braccia del corpulento uomo.
- Ken - piagniucolo'.
Veleno ignoro' la  scena, non  era  di  sua  competenza, ora  stava 
osservando il posteriore della vettura che, tornata  in  strada, si
defilava con rapidita', suscitando imprecazioni  e  strombazzamenti
da parte degli altri automobilisti.
- Merda - sibilo', continuando a ripetere la parola per un paio  di 
altre volte.
Si senti' uno squarcio, come della  tela  strappata  con  violenza, 
seguito da sibili stridenti, che culminarono in esplosioni verso il
fondo della strada.
- Maledetto fidiputt! Se solo ti prendo! -.
- Crossbones! - fu la voce di TheGIO a scuoterlo - Metti via quella
dannatissima batteria anticarro! - questa frase fu  seguita  da  un
mugugno da parte dell'interessato e dalla fine degli spari.
- E' andato! - queste  parole, proferite   da  Veleno  con  stizza, 
furono seguite da una imprecazione, guardandosi  attorno, ignorando
volutamente i volti scossi e terrorizzati dei passanti, per cercare
un segno dei suoi compagni. Trovo' poco  lontano l'impermeabile  di 
Duranti, volto di schiena, che lo stava imitando.
- Ispettore - chiamo'.
- Mon ami! - fu la risposta.
Non curandosi degli spintoni, delle mani schiacciate e  del  resto,
si fece strada per raggiungerlo.
- Dove sono Rebel  Yell  e  Lady  Ren? - fu  la  domanda  seguente, 
interrogando le tasche del suo impermeabile, volto a sincerarsi che
le sue preziose sigarette fossero intatte. 
- Vel! - fu una voce di donna a strapparlo  da  quella  importante,
almeno per lui, mansione - Da questa parte! -.
- Ren! - i  suoi  passi  furono  piu'  rapidi  e  la  voce  tradiva 
apprensione. La donna abbasso' il  capo  e  sorrise  discretamente, 
Veleno non era riuscito a  mascherare  la  sua  ansia, come  spesso 
invece faceva.
- Come stai? - si piego' verso  di lei, prendendole il volto tra le
mani, muovendolo lentamente, con  misurata e dolce calma, lasciando
che entrambi i profili  fossero  esaminati  con  dovizia - Non  sei 
ferita, almeno non mi pare - aggiunse dopo.
- Io no... - abbasso' lo sguardo sulla figura a terra.
- Dann... Ragazzo... - Veleno  si accuccio' accanto a lei, muovendo 
lentamente il capo del giovane  Yell, da  un  taglio  sulla  fronte 
zampillava un liquido vermiglio.
- Dammi un fazzoletto - domando' con  tono greve. Ren  inomcinio' a 
frugarsi nelle tasche per poi porgere  al  compagno  un  fazzoletto 
ornato da decorazioni in organza. Veleno  premette forte il tampone
sulla fronte del giovane, che  mormoro' qualcosa  a  meta' tra  una
parola ed un gemito.
- Calma figliolo - gli  impose  l'altro, facendo  motto  a  Ren  di 
tenere il tampone. Quando la mano  della donna  si sovrappose  alla 
sua,  si  senti'  libero  di  poter  sfilarsi   l'impermeabile  per 
ripiegarlo e metterglielo sotto il capo.
- Okay, cosi' dovrebbe essere a posto - considero'. Stimo' con  una
lunga occhiata la ferita di Yell, meditando, mentre le  dita  della
sinistra  cincischiavano  con  la  barba. Scosse  la  cenere  della 
sigaretta con flemma.
- Pare sia  solo una  brutta  botta... - sentenzio', pochi  istanti
prima che il suono delle sirene invadesse la strada.

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* "C'e' chi ha perso una brutta partita, pero' forse una fiche gli e'  *
* restata e puo' darsi ci sia un altro giro di ruota..." (L. Ligabue)  *
* -><- Member of Neuro Zone -><- Only neuro can make it possible! -><- *
* -><- In real life: Dario Rota -><- Papa di Eris + altri titoli. -><- *
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