Agenzia Rockflood - Fascicolo 23: il caso della Match Patrol scomparsa
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Written by Veleno

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Subject [FF][ARF] Fascicolo 23 - Part 13 of MAXINT
Date 19/04/97 8.07.40
Organization CILEA
Lines 405
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Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa 
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Part 13 of MAXINT

Duranti si fece largo tra il caos che  stava  nuovamente creandosi,
alimentato  dai  curiosi che  si  erano  assembrati  nell'area  per 
cogliere anche un solo attimo delle scene che si sarebbero viste.
Nella calca della folla, nessuno si avvide degli sguardi sbalorditi
ri Lady Ren e Veleno, che si trovarono  ad  osservare  un  fenomeno 
provato talmente tanto sulla loro pelle e  che  credevano  di  loro
unico uso.
- Santo Dio - sibilo' Veleno, osservando il taglio sulla fronte del
giovane, che lentamente si cicatrizzava.
- Cosa... - lei  segui'  lo  sguardo  del  compagno, puntato  sulla 
fronte - Ma... Non puo' essere... - lo stupore si impadroni' di lei
come un tronco trascinato via dalla corrente di un fiume in piena.
Il silenzio calo' sulla coppia, intenta a scrutare intensamente  la
fronte di Rebel Yell, ora solo sporca di sangue, senza alcun  segno
della ferita.
Il ferito riapri' lentamente gli occhi, per spalancarlo  poco dopo,
sentendosi scosso da una terribile vertigine. Non vide  tremare  le 
due ombre sfocate che lentamente presero le fattezze di Veleno e di
Ren, al suo capezzale.
Gli occhi grigi della donna interrogarono il  volto meditabondo  di
Veleno.
Senti' gli occhi di lei posati sul suo volto come una rovente brace
appoggiata  sulla  carne  viva...  Si  chiese, ben  sapendolo, cosa 
stesse  cercando.  Mosse i  suoi  occhi  lentamente,  scrutando   i 
dintorni per  sincerarsi  che  solo  loro  due  avessero  notato il 
fenomeno a cui Rebel era stato soggetto. Quando il peso  di  quegli 
occhi grigi sulla sua nuca ora, divenne insostenibile, si costrinse
a voltarsi.
Annui' semplicemente, leggendo la domanda nelle pagiuzze dorate che
tempestavano le iridi di Lady Ren. 
"Anche  lui?". "Si'... Anche  lui...". Per  un  istante  offri'  al 
giovane uno sguardo amorevole, condividendo  il  suo  destino... Ma 
immediatamente dopo gli stessi occhi si colmarono di tristezza.
Il destino che era stato assegnato a Yell non era  certo  dei  piu' 
invidiabili.
- Tutto a posto, ragazzo? - domando' aiutandolo a rialzarsi.
- Accidenti... - Rebel si  massaggio' per  un  po' la  testa - Devo 
aver preso una bella tranvata... -.
- Direi - valuto' Veleno, o meglio finse  di  farlo. Ren  si  alzo'
e rimase in silenzio, osservando i  due. Ebbe  un  fugace  pensiero 
che la strattono' indietro nel tempo, duecento e piu' anni prima.
Veleno si stava comportando nello stesso modo... Avrebbe  informato
il giovane del suo destino, ma lo avrebbe fatto a tempo debito.
Questi pensieri furono interrotti  da  un  forte  bang  sonico  che 
crepo' alcune vetrate. 
- Il bastardo ha attivato anche l'aereosistema! - esclamo' TheGIO.
- Gioca duro - Veleno  si  alzo' e  si guardo' attorno - Bene... E' 
arrivato anche il nostro turno - annui' in direzione dell'amico. 
TheGIO estrasse  dalla  tasca  un  piccolo  aggeggio  nero, che  si 
affretto' a premere, sussurandoci dentro qualcosa.
- Sei in grado di reggerti in piedi, ragazzo? ' Veleno  scrollo' le
spalle di Yell, levandogli cosi' gli ultimi postumi della botta.
- Un po' rintronato ma... -.
- Bene - disse assestandogli una pacca su  di  una  spalla  che per 
poco non lo avrebbe fatto ruzzolare a terra, il suo orgoglio  e  le
sue gambe assorbirono il colpo meglio di quanto avesse sperato.
- Thunderhawk in arrivo - inforo' TheGIO.
- Andiamo   a   tirarlo   giu'   dal   cielo,  quel  fidiputt! - fu 
l'intercalare di Crossbones.
- Ispettore, abbia cura della nostra  collega - fu  l'ultima  frase 
che Veleno dedico' a Duranti, prima di  avvicinarsi  al veicolo che 
era appena arrivato, con stridore di gomme, vicino al marciapiede.
Era una macchina rossa, di grossa cilindrata, a quanto  dicevano le 
varie prese  d'aria  disposte  sulla  carrozzeria. Sul  cofano, uno 
sbalzo lasciava posto ad un led rosso che correva avanti e indietro
emettendo un sibilo sinistro.
- Che diavoleria sarebbe mai questa? - domando' dubbioso Crossbones
mentre si chinava ad osservare il led.
- Che  hai  da  guardare  amico? - una  voce  metallica proveniente 
dall'abitacolo lo fece sussultare.
- Oh e' una cosina che mi ha passato  EoS, un  sistema  esperto  di 
guida e gestione dell'intero ambaradan del Thunderhawk - si mise al
posto del passeggero, dopo aver caricato dentro a forza  Rebel, che
un po' intontito sosteneva di non voler entrare in una macchina che
parla e che arrivava da una serie minore come Mask.
- Che ci fai al mio posto? - domando' Veleno.
- E che devo fare, tutto  io? - recrimino' lui - Pilota  un  po' tu 
per  oggi, che  io  mi  godo  Parigi - incrocio' le  braccia,  dopo 
essersi assicurato al sedile con la cintura.
- E come si chiama? - domando' Crossbones.
- Si chiama Kitt - TheGIO gongolava sul sedile, finalmente  un  po' 
di meritato riposto.
- Si' si! - il pilota si sbracciava  verso  Crossbones, invitandolo 
ad entrare in macchina - Kittammuorto! CB! All'anima di 'sto  coso, 
entra! Te lo spiega in macchina no? -.
Lady Ren, assieme a Duranti, segui' questa incomprensibile scena da
pochi metri di distanza, cristallizzata sul marciapiede. Allora era
quella la cosa che stavano cercando li' a Parigi. La sua  macchina.
"Beh, avrebbero anche potuto  chiedermela  a  IAC  City, invece  di 
tirare su tutto questo casino", si disse sbuffando, "Valli a capire
tu, gli uomini...".
Al posto di guida, Veleno strinse le mani sul volante  fino  a  far
diventare bianche le sue nocche. Non c'era un  minuto  da  perdere,
la  Match  Patrol  era  ora  solo  un  puntino  che  si allontanava 
velocemente nel cielo parigino. La avrebbero ripresa...
- Vai  Danguard! - grido'  nell'abitacolo  che  amplifico' la  voce 
dandole uno strano effetto eco. La macchina  non  si  mosse  ed  il 
computer di pordo emise un sonoro rutto elettronico di protesta.
- Bel cesso - sibilo', mentre gli  altri  sportisi  dai  finestrini 
osservavano la sagoma scura del Satellizzatore della  base  Yashdam 
stagliarsi nel cielo.
- A-hem - TheGIO tossicchio' - Vel... - gli batte' sulla spalla per
attirare la sua attenzione.
- Che c'e'! - ringhio' l'altro - Questo  catorcio non  vuol saperne
di muoversi! - dal volante usci' un piccolo ugello  che  lancio' un
getto di olio nerastro sulla cravatta del pilota.
La plancia  dell'automobile  si  sgretolo' allo  sguardo  truce  ed 
estremamente  arrabbiato  di  Veleno. Attorno  a  lui  si  profilo' 
un'aura  rossa, bordata  di  nero, seguita  da  un  forte  mormorio 
glutturale di non ben identificata provenienza.
- Troia... - aggiunse. L'ugello sputo' ancora olio - Ed e' pure  un
catorcio - ignoro' la terza  spruzzata - Fottutamente  permaloso! -
si volse verso TheGIO, che ebbe una netta visione della bocca degli
inferi, o almeno, cosi' racconto' in seguito. Il  volto  di  Veleno 
era trasfigurato in una maschera formata  da  odio, furia  cieca  e
rabbia, dalla sua bocca usciva a  sbuffi  un  fumo violaceo, le sue 
orbite erano dimora di vuoti non-occhi che brillavano di  un acceso 
porpora. Al timbro della sua voce ed allo sguardo che  feri' l'aria  
dalla parte di TheGIO, un intero lastrone di asfalto si  alzo' e si 
sgretolo' a mezz'aria, mentre alcune vetrate dei negozi andarono in 
frantumi.
- Vel... - tento' di richiamarlo all'ordine con un timbro  di  voce 
pacato - Hai sbagliato... Guarda - indico' la sagoma  del  Danguard
ormai lontana, lanciata verso chissa' dove - E' partito il Danguard
non  Thunderhawk... - l'istante  che  segui' scandalizzo' ancor  di 
piu' il passeggero. Veleno aveva un'aureola dorata sopra  il  capo,
ed  uno  sguardo  innociente, corroborato  da  due  piccole  alucce 
piumate e candide, alla schiena - Hai detto "Vai  Danguard!" E... -
stavolta solo Rebel Yelle  Crossbones osservarono  la  scura  ombra 
del satellizzatore  sorvolare  gli  Champes  Elisees. "Accidenti!",
borbotto' TheGIO, "Vorrei stare qui  una  giornata  continuando  ad
urlare Vai Danguard!", un'altro rombo li scosse... Ora erano tre  i
satellizzatori in volo. "Pork... Ma... Anche solo  a  pensarlo! Che
ce ne hanno un arsenale pieno o cosa?".
- Oh - mormoro' candidamente Veleno con i pugni chiusi  poco  sotto 
il  mento -  Ops...  - il  suo  volto  torno'  normale,  o  meglio, 
normalmente arrabbiato. Innesto' con forza la marcia della vettura, 
strinse il volante, premette forte l'acceleratore  e  questa  volta 
pronuncio' la formula giusta.
- VAI THUNDERHAWK! - gli Champes Elisees un secondo dopo avevano il
ricordo di quella vettura, formato da un  bagliore  azzurro  ed  un 
forte vento, che alzo' numerose gonne.
- Ce l'ho sul radar - TheGIO osservava  uno  schermo  circolare  di 
fronte al suo sedile, emerso dal cassetto del cruscotto - E di poco 
avanti a noi, dovremmo raggiungerla in meno  di  cinque  minuti - i 
numeri  verdastri  che  lo   schermo   accanto   al   radar   erano 
ragionevolmente veritieri.
- Tallyho! - esclamo' Veleno - La  vedo... - il puntino  che  prima 
era sembrato loro cosi' lontano ora non lo era  poi  tanto - Stiamo 
guadagnando terreno -.
- Armi in batteria - da  dietro  si  avverti' il  caricamento di un  
fucile di grosso calibro.
- Posa  il  cannone  CB, dobbiamo  prenderla,  non  abbatterla - lo 
riprese TheGIO, per poi concentrarsi di piu' sul radar.
- Uff - sbuffo' Crossbones, dietro a Veleno, che  si  risistemo' il
codino con la sinistra.
- Dann... Contatto! Rilevo tre banditi ad ore nove in rapido avv...
- un fischio un po' sordo fece vibrare Thunderhawk, Veleno la tenne
in assetto, osccillando pericolosamente sull'asse.
- Erano... Erano... - TheGIO puntava un dito sulle tre  sagome  che 
continuavano la loro  corsa  incuranti  del  pericolo  che  avevano 
scampato - Impossibile! Il sistema li  identifica  come  veicoli  a  
propulsione ionica! Twin Ion Engine! -.
- Un Advanced e due Fighter - confermo' Veleno - Capo Rosso  chiede
di rompere la formazione ed attaccare! - TheGIO si  trovo' a  dover
parlare con un uomo in tuta bianca ed arancione con un casco grigio
che portava uno strano fregio sui lati ed una visiera arancione.
- Vel... - il pilota si giro' lentamente verso il navigatore...
- Lo ho sentito... Su uno di quei caccia c'era.... Lui... Gio... Sa  
che sono qui - disse con pacatezza - Io devo... Vi sto rovinando la 
missione! - esclamo'.
- Ma perche' ogni volta  che  si  vola  finisce  cosi' con  lui  ai 
comandi! - domando'  al  cruscotto. Lascio'  che  i  suoi  pensieri 
morissero per concentrarsi sul radar - E' a tiro! E' a tiro! -.
Veleno schiaccio' il bottone di trasmissione dell'apparato radio.
- Match  Patrol!  Match  Patrol!  Atterra  immediatamente!  Atterra 
immediatamente o apriremo il fuoco - sentenzio'.
- AHR AHR AHR - ridacchio' CB - Questa e' la parte che mi piace  di
piu' - afferro' il poggiatesta del sedile di Veleno - Di' di no, ti
prego... Ti prego! Ti prego! -.
Il velivolo davanti a loro scarto' bruscamente in una virata.
- Match Patrol, ultimo avvertimento! Atterra! - non vi fu  risposta
dall'altro velivolo, se non manovre evasive.
- CB, avvertilo che facciamo sul  serio - disse  TheGIO, osservando 
un ammasso ridacchiante sul sedile  posteriore, che  incomincio' ad 
armeggiare con qualcosa.
Un Dumb Fire evito' di misura l'ala sinistra della Match Patrol.
- Ah! So also apes can fight! - gracchio' la radio.
- Enno' - gemette Gio - Ma allora e' una congiura! - si volse verso
il pilota, che ora indossava  una  tuta  azzurra, un  giubbotto  di 
pelle e quello che poteva sembrare un casco da enduro.
- Here kitty, kitty, kitty! Die furball! - fu la risposta di Veleno 
sul circuito radio.
- Ecco, lo sapevo... -.
- Ehi! - la voce di Yell li riporto' alla ragione - Sta  scendendo!
- quattro paia d'occhi si incollarono agli  scarichi  del  velivolo 
che stavano inseguendo, mentre incominciavano  ad  imitare  la  sua 
picchiata.
- Sta tornando verso Parigi - commento' Veleno, vedendo  la  sagoma 
della Tour Eifell, assieme al tetto della cattedrale di Notre  Dame 
entrare nel campo visivo.
- Gia' - ammise TheGIO - Ha  capito  che  in  cielo  e' ancor  piu' 
vulnerabile  che  in  terra, quando  chi  lo  insegue  puo' stargli 
dietro - si concesse  una piccola  pausa, guardandosi  attorno - In 
citta', con la confusione, puo' nascondersi  molto  meglio, facendo
perdere le sue tracce -.
- Accid... Brutto fidiputt - fu l'intercalare di CB.
- Credo che sia venuto il momento... - Veleno premette un  pulsante 
sul quadro del cruscotto, ed un ronzio si diffuse  nella  vettura -
Spettro...  Azione -  una  maschera  di  lattice  raffigurante  uno 
sbozzato volto umano, a meta' tra il lattigginoeo ed  il verdastro, 
con un nero cappuccio, calo' sul volto di Veleno.
- Gulliver... Azione - il volto  di  un  uomo  con  un  cappello  a 
tricorno, con un sorriso sincero ed il  naso  arrossato  forse  dal 
troppo vino, scese su TheGIO.
- Lobo... Azione - fu la volta di Crossbones.
-  Maschera  di  Lobo  non  disponibile...  -  comunico'  una  voce 
metallica.
- Acc! Azusa... Azione! - la risposta del sistema fu identica.
- Allora... Craxi! - questa volta fu accontentato, con una maschera
disegnata addirittura da Forattini. "Ed io che scherzavo!", penso'.
- Miiiiiiiinnniii - fu il turno di Rebel Yell, la cui richiesta non 
ebbe nessun ritardo, il braccio meccanico si mosse, piazzandogli in 
testa la maschera di Minni.
- Come MINNI! - esclamarono gli  altri  in  coro. Non  che  a  loro 
fossero  capitate  cose  migliori, anzi,  per  dirla  tutta  quella 
macchina aveva interpretato a modo suo le attrezzature della  serie  
da cui era stata tratta, ma la maschera di Minni...
Dopo qualche istante, avendo realizzato che le attrezzature fornite 
dal sistema non erano  loro  di  alcuna  utilita'  (non  che  delle 
maschere non  siano  utili, ma  in  quel  frangente  non  lo  erano 
affatto),  i  quattro  se  le  levarono,  gettandole  fuoribordo  e 
tornarono a concentrarsi sulla discesa della  Match  Patrol  in una 
delle vie di Parigi.
-  Sta  scendendo  velocemente  in  Gare  de  Lyon  -  Rebel  Yell, 
afferrandosi al poggiatesta del sedile di Gio  e  puntando  il  suo 
indice verso gli scarichi del velivolo che stavano inseguendo.
- Non  gliela  daremo  vinta  cosi'  facilmente - borbotto' Veleno,
lanciando in picchiata Thunderhawk.
I tetti delle case parigine incominciarono a sfrecciare sempre piu'
velocemente e piu' vicini alle ruote  di  Thunderhawk, lanciata  in 
una corsa ora assestata in volo orizzontale.
- Lo stronzo si abbassa ancora - noto' TheGIO, mentre anche loro si
stavano  avvicinando  sempre  piu' al  terreno  -  Cristo  Santo! - 
impreco'  accorgendosene  -  Ma  sei  impazzito!  Cosi'  andremo  a 
sfrittellarci su qualche casa! -.
- Fidati di me... - sibilo' Veleno - Io so quel che faccio -.
- E' questo  che  mi  preoccupa - borbotto' continuando  a guardare 
avanti.
D'un  tratto  si  senti'  uno  squarcio  penetrante, come  di  tela 
strappatala realta' divenne a quadri bianchi e blu.
- Che diavolo! Non vedo piu' niente!!!! - Thunderhawk si lancio' in 
una vite orizzontale, nonostante gli sforzi del  pilota  di tenerla 
in assetto.
Nell'abitacolo si alzarono quattro  voci  urlanti, mentre  sui lati
del parabrezza, ogni sorta di indumenti facevano da gonfalone.
TheGIO sporse un braccio, arrancando nell'aria, sfidando  l'attrito 
dell'aria ringhiando senza scopo se non la sua frustrazione per non
comprendere cosa stava accadendo. Il  suo  polso  si  impiglio'  in 
qualcosa e quando fece per racquistare il  suo  assetto  originale, 
questo qualcosa lo  trattenne. Tiro', sentendosi  preso  oramai  in 
trappola.  Che  diamine  poteva  essere... Dopo  qualche  strattone 
deciso quella "cosa" sembro' allentarsi. TIro' ancora e ancora e...
Ritrovandosi in mano una molletta da bucato, osservo' il  filo  per
stendere assieme a  fari  indumenti, cadere  al suolo volteggiando,
mentre  la  realta' tornava  nuovamente  davanti  a  loro,  con  la 
spaventosa, massiccia e inequivocabile eloquenza che  solo  il muro 
di un caseggiato puo' avere.
Urlarono di nuovo, tutti e quattro, mentre la macchina  si  gettava 
in una impennata che incollo tutti ai sedili.
- Non governo piu'! - fu il grido di Veleno - Merda merda merda! -
- Merda merda merda! - giunse da dietro.
- Merda merda merda! - fu  il  grido  di  TheGIO, mentre  strappava 
dalla faccia del pilota un reggiseno.
- Luce! - Veleno accolse con questo grido la forma del giallo disco 
solare che lo costrinse a  socchiudere  gli  occhi  fino  a  quando 
Thunderhawk non  torno' in  assetto, all'inseguimento  della  Match
Patrol.
- Ma non te ne eri accorto? - borbotto' sventolandogli  davanti  al
naso il capo di biahcneria intima femminile.
- Zitto e lasciami fare! - fu la risposta burbera, mentre strappava
irosamente il reggiseno dalla mano del colelga.
- E' atterrato! - CB  guardava  fisso  di  fronte a  loro, la Match 
Patrol aveva ripegato le ali, disattivando l'aerosistema e si stava
nuovamente intrufolando nelle vie parigine.
- E noi gli staremo attaccati come una pulce al culo di  un cane! -
la  macchina  sbando' violentemente,  derapando,  quando  le  ruote 
incontrarono l'asfalto, passando da una velocita' che  superava  di 
molto i trecento all'ora ad una piu'  adatta  alle  strade  di  una 
citta'. Il che voleva dire decelearare violentemente evitando anche
gli ostacoli naturali imposti dall'ambiente.
- Ha appena svoltato! La'! - gli occhi del giovane Yell erano  bene
allenati.
- Visto! - le gomme della vettura stridettero  nella  curva, mentre
entrava claudicante nella via in cui la Match Patrol stava fuggendo
spedita, supero'  con  disappunto  degli  ammortizzatori  del  lato 
destro un gruppo di persone che erano accrochiate  sul  lato  della 
strada ad osservare quel fulmine bianco rosso e blu sfrecciare  nel
viottolo.
- Branco di deficienti! - impreco' dando un colpo di polso che fece
balzare berso sinistra il volante. Il  tempo  si  dilato'  in  modo 
esagerato, tanto che Veleno pote' vedere una pallina da tennis  che 
rimbalzava dolcemente sul cofano, causando un  suono  prolungato  e 
metallico, simile a quello di un gong, che in realta' duro' meno di 
un secondo. Davanti al muso di Thunderhawk, senza  provocare  alcun 
danno,  incredibilmente,  se  non  lo  spavento  dato  ai  quattro, 
balzarono in avanti due vetture, una  Aston  Martin  di  un  chiaro 
grigio metallizzato ed una Bentley, che si frapposero tra loro e la
Match Patrol.
- Chi e' il deficiente che ha  una  calamita  coprica  in  tasca! - 
esclamo' Veleno, tentando di trovare  una  valida  ragione  per  la 
quale quella mattina  a  Parigi  c'era "un'alta  concentrazione  di 
stronzi!", parole sue.
Mentre l'intero abitacolo di Thunderhawk coniava nuove imprecazioni 
sulla  discendenza  degli  automobilisti  che  li  ostacolavano, il 
passeggero  della  Bentley,  brandendo  una  racchetta  da  tennis, 
scambiava colpi con l'autista della Aston Martin, anche lui  armato
di racchetta.
- Ma vedi di morire in fretta! - urlo' Veleno sporgendosi fuori dal 
finestrino, sortendo l'unico risultato di prendersi  una  palla  in
faccia - Che possa soffrire di priapismo  per  il  resto  della sua
miserabile  e  spero  lunghissima  vita! - borbotto', affiancandosi 
alla Bentley. Proprio in quell'istante dal posteriore della  Martin 
fuoriusci' una nube bianca e candida, da cui emersero  due  arpioni 
che si  conficcarono  bene  in  profondita'  in  due  muri  solidi, 
stendendo una rete in carbionio kevkar Du Pont che blocco' entrambe 
le vetture inseguitrici.
Tra le imprecazioni videro transitare  un  taxi  londinese  ad  una 
decina di metri da  loro, che passo' con la  flemma  tipica  che si 
puo' trovare solo nelle vie della citta' a cui apparteneva.
- Ehi, perche' quel taxi aveva sulla portiera il segno  della Nike? 
- domando' candidamente Yell.
- Non lo so - Veleno usci' dalla macchina, e sbatte' irosamente  la
portiera - Non lo so! Non me ne frega niente! - tuono'.
- Merd... Dannato fidiputt, mi stavi per spappolare lo stinco! C'e'
mancato un pelo! - recrimino' Crossbones.
TheGIO  si  senti' gelare  il  sangue,  avvertendo  lo  scatto  del 
carrello di una pistola automatica.
- Okay, stronzi - la mano di Veleno saetto' nel  finestrino  aperto
del passeggero della Bentley, afferrandogli la cravatta e tirandolo
fuori per meta' del busto. Questo rantolo' qualcosa, mentre  veniva
strattonato.
- Io non so perche' tu abbia deciso stamattina di rompermi  l'anima
- sibilo', con una voce degna del gelo di una macchina - Non  ne ho
la minima idea e non me ne importa... Tanto tra meno di  un  minuto 
io ti uccido! - appoggio' la pistola alla testa dell'uomo, per  poi 
lasciare la presa sul colletto dell'uomo.
TheGIO non fece nemmeno a tempo  ad  uscire  dalla  macchina  ed  a 
girare attorno al cofano della macchina, Veleno aveva gia' avvitato
un silenziatore Qual-A-Tec alla pistola.
- Ehi, Vel...  Che hai... - avverti' solo  un "click"  sommesso, lo 
scatto di un otturatore, mentre il passeggero si accasciava come un
conulo di stracci.
- CB, il resto a te, se ti va - mormoro', spostandosi di lato.
- AHR  AHR  AHR,  bene  bene! -  Crossbones  usci' gongolando dalla 
vettura.
Sulla portiera della Bentley c'era un foro grosso quasi quanto  una 
moneta da dieci franchi. TheGIO  trasse  un  sospiro  di  sollievo, 
aveva sparato nella portiera della macchina,  facendo  prendere  un 
grande spavento agli occupanti ma nulla piu', anche  se  era  certo 
che Veleno avesse potuto uccidere quell'uomo senza battere ciglio.
No, non era certo uno  psicopatico, avrebbe  eseguito l'azione  con 
freddezza e determinazione, non avrebbe provato piacere nel  farlo, 
non avrebbe provato rimorso.
- Oramai  li  abbiamo  persi -  disse sconsolato Rebel dall'interno 
della macchina. Nessun'altro  commento' ulteriormente, non serviva, 
avrebbero peggiorato unicamente il loro stato d'animo.
- Andiamocene! - annuncio' TheGIO risalendo in  macchina - CB, dai!
- richiamo' il collega.
-  Accidenti!  -  Crossbones  arrivo'  lentamente  alla   macchina, 
brontolando - Mi stavio giusto scaldando, mi stavo... Uff... -.
Il passeggero della Bentley si riprese e fece per  tornare  al  suo
posto, ovvero, seduto comodamente in macchina.
- Ehi - una voce attiro' la sua attenzione ed  il  suo  sguardo, ma 
prima che questo riuscisse a focalizzare la figura che gli stava di 
fronte ed a realizzare chi questa fosse, un jab ben assestato  fece
velocizzare l'operazione che stava  compiendo, facendolo  atterrare  
in modo cdecisamente scoordinato sul sedile in pelle della vettura.
- Non ringraziarmi - minimizzo' Veleno, salendo  in  macchina - Era 
un favore disinteressato - cotinuo' - Solo per farti sapere che  la
prossima volta mirero' decisamente meglio, sia a pugni  che  con la
pistola -.
Thunderhawk fece marcia indietro, fino a  tornare  nella  strada da 
cui aveva svoltato poco prima ed un  fumo  azzurrognolo sali' dalle
gomme posteriori, che  strisciarono  l'asfalto, mentre  la  vettura
scompariva nel traffico parigino.


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* "C'e' chi ha perso una brutta partita, pero' forse una fiche gli e'  *
* restata e puo' darsi ci sia un altro giro di ruota..." (L. Ligabue)  *
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