Agenzia Rockflood
=================
Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa
--------------------------------------------------
Part 15 of MAXINT
Era uno dei piu' grandi parcheggi del nuovo quartiere parigino, uno
dei tanti tratti che facevano assomigliare quella parte della
citta' ad una metropoli americana, fatta di fibra di vetro e
metallo, con gente che alle otto ed alle sei di sera cammina veloce
lasciando oscillare al fianco una valigetta ventiquattr'ore, ed
infatti di sera non e' che ci fosse poi molta vita, soprattutto
attorno ai grandi palazzi che contenevano uno sconfinato numero di
uffici. Forse l'unico brandello di vita era composto dal Mac Donald
poco lontano dal grande arco, simbolo del quartiere La Defense,
assieme alla stazione della metropolitana.
In uno dei grandi parcheggi ancora aperti di un grattacielo, c'era
del trambusto di cui solo le persone coinvolte ne erano al
corrente.
- Karl! Komm hier... Gibt mir eine zigarette, bitte - l'uomo
chiamato Karl, dai lunghi capelli biondi e lisci, si avvicino' al
collega, rovistando in una delle tasche del suo gilet in nylon nero
rubato chissadove in uno dei magazzini della Bundeswher tedesca.
- Ja, naturlich - rispose, offrendogli il pacchetto aperto - Aber,
hast du ein kaugummi? - l'altro ridacchio', estraendo un pacchetto
di gomme da masticare in lastrine e barattandone una per la
sigaretta.
- Dankeshoen, Hans - ringrazio' Karl.
Il piccolo trasmettitore a banda digitale, che assomigliava tanto
ad un apparecchio di telefonia cellulare, trillo' per un paio di
secondi.
- Hans! - rispose l'uomo dopo aver acceso la sigaretta.
- Come procede, amico mio? - domando' una voce con forte accento
francese.
- Alles gut, tutto bene, Xavier - "Idiota! Perche ci chiami ogni
cinque minuti per sentire come va, tanto se ci sparano, di certo
sentirai l'eco dei colpi.".
- Sembra un lavoro tranquillo, stavolta - Karl si appoggio' al
cofano di una Renault amaranto.
- Gia' - si guardo' attorno - Mi ricorda tanto il Nakatomi, questo
parcheggio - disse osservando il soffitto.
- Teufel! - impreco' Karl - Spero che stavolta almeno non ci sara'
quel cowboy tra i piedi -.
- Parlate, parlate pure e fumte quanto vi pare, stronzi - commento'
una voce che i due non potevano udire, perche' era a piu' di
duecento metri di distanza.
- Manco li conosci e gia' ti stanno antipatici? - domando' TheGIO,
mentre Veleno gli passava il binocolo Noctron che stava utilizzando
pochi istanti prima.
- Chiunque possa spararmi addosso mi sta antipatico - si alzo' dal
luogo in cui erano appostati.
- Non posso darti torto - commento' TheGIO senza staccarsi dagli
occhi il binocolo - Ne vedo solo due su questo lato, dici che sono
tutti qui quelli che abbiamo beccato? -.
- Non ti bastano quei sei uomini armati che abbiamo visto girare,
forse? -.
- Mi sembra strano che siano cosi' pochi -.
- Mah... Per me ce ne sono altrettanti che se ne stanno belli
nascosti - commento' Veleno, accendendosi una sigaretta.
- Anche io ho questo presentimento e... - si volto', rialzandosi
pure lui - Merda Vel! Non fumare, lo sai che ti sfasa la visione
notturna! Ci metti venti minuti poi a riabituarti - lo riprese.
- Non credo che entreremo in azione prima di mezz'ora, ho tutto il
tempo - torno' a guardarsi attorno - E poi col cavolo che ci
servira' la visione notturna, fino a che questi cretini della
speciale - diede una pacca alla mano di uno dei poliziotti,
facendogli rotolare a terra il nero tubo che stava reggendo - vanno
avanti e indietro sventolandoci sotto il naso ste cazzo di torce
elettriche! - il poliziotto si era immobilizzato, sedendosi per
terra e piangendo sommessamente, confortato da un collega, mentre
un altro raccoglieva e gli riportava la torcia elettrica.
- Tra quanto saranno pronti? - domando' TheGIO infilando la testa
in una delle camionette dove Marecau ed i comandanti delle varie
squadre stavano discutendo, circondati da un groviglio di fili,
microfoni, radio ed altri apparecchi sofisticati. La risposta non
arrivo', erano ancora troppo indaffarati a impostare i soliti
dettagli inutili che in una azione andavano sempre a puttane o
perche' li si programmava troppo o troppo poco.
- Sara' sempre troppo tardi, dannazizone - Veleno fece scattare il
carrello della sua pistola, riinserendola nella fondina poco dopo.
- Io sono pronta anche subito, se vuoi, tisoro - Simona imito'
Veleno con l'otturatore di un Heckler & Kock MP5.
- Ci avrei scommesso - commento' lui.
- Non vedo l'ora di cominciare - CB si fece avanti con uno zaino
ben fornito.
- Siamo daccordo? - domando' TheGIO a Crossbones.
- Non mi va molto, ma almeno cosi' mi divertiro' abbastanza, voi
filmate tutto da vicino, mi raccomando -.
- Puoi scommetterci - disse Veleno, indossando sull'occhio sinistro
un oculare ad infrarossi con a lato un corpo ottico che integrava
una telecamera con dispositivo a luce stellare ed intensificatore
di luminosita'.
- Rebel, dov'e' la nostra attrezzatura completa? - TheGIO osservo'
il giovane che in risposta alla sua domanda lascio' cadere a terra
un sacco.
- Hm... Bene - Veleno inomincio' a rovistare nel sacco - Ma... Che
cos... - dal sacco emerse uno squillante fischio e la mano di
Veleno esmerse dal sacco con in mano una trombetta in plastica - Ma
Cristo! Questa e' la nostra attrezzatura di carnevale! - CB intanto
giocherellava con una granata, che gli scivolo' di mano, cadendo in
una camionetta e facendola saltare.
- Gia', queste granate sono ipocaricate! Ufff... - sbuffo'.
- Okay, basta giocare - Simona si avvicino al gruppo - Entriamo in
azione tra trenta minuti, diamo tempo agli uomini di prendere
posizione - li avverti' con tono professionale.
- Che ti avevo detto - Veleno si rivolse a Gio. Vicino a loro
passo' il poliziotto che poco prima aveva giocato con la torcia
elettrica alle loro spalle e, fermando la sua corsa, fece una
sonora pernacchi a Veleno, mostrandogli una nuova torcia, pronta
all'uso nell'alloggiamento alla cintura.
- Allora anche noi possiamo andare a piazzarci? - domando' TheGIO a
Simona, che di spalle sferzava a suon di parole gli uomini.
- Mi raccomando, CB - diceva intanto Veleno - Aspetta che noi si
sia piazzati prima di fare i fuochi d'artificio - Crossbones
sbuffo'.
- Ma cosi' non e' divertente! - lamento'.
- Ma cosi' noi non ci lasceremo la pelle! - ribatte' Veleno
voltandosi alla ricerca di Rebel - Muoviti, figliolo, abbiamo un
lavoro da fare - lo esorto'.
I quattro si diressero fuori dall'area presidiata dai furgoni della
SWAT, pronti a prendere i posti che si erano assegnati per
quell'incarico. Questa era la bellezza di fare un lavoro da liberi
professionisti, nessuno ti diceva quello che dovevi fare.
- Non avrete mica intenzione di lasciarmi fuori? - Ren si paro'
davanti al quartetto poco dopo l'ultimo furgone della polizia - Non
potete farlo - ribadi' - Voglio venire con voi e non potrete
impedirmelo! -.
Quasi la cosa fosse stata programmata precedentemente, nel momento
in cui i quattri si trovarono di fronte a Ren, si divisero in
coppie e con sincronia prefetta la aggirarono, due da un lato e due
dall'altro.
- Si' Si', come no... - commento' Veleno.
- Ah, certo, finche' ne e' convinta lei... - aggiunse Gio.
Lei rimase a guardarli quasi incredula, per poi sbottare: - Uomini!
Tutti uguali! - lo fece a voce alta perche loro sentissero, ma
nemmeno questo servi'. Almeno pero' si era sfogata.
- Ehi! - la chiam' una voce che la indusse a voltarsi, giusto in
tempo per ricevere in grembo una mitraglietta MP5. Simona le
sorrideva poco lontano.
- Se vuoi dare una mano e sai usare una di quelle, sei ancora in
tempo - aggiunse.
Con aria superba Ren annui', mentre la sinistra afferrava decisa
l'otturatore e lo faceva scorrere, portando il colpo in canna.
Intanto dall'altro lato della strada TheGIO stava ricapitolando il
piano per l'ennesima volta, di fronte agli occhi attenti di Rebel e
a quelli apparentemente piu' annoiati degli altri due.
- E mi raccomando - concluse, guardandosi attorno - Facciamo meno
rumore possibile. Questo pero' non vale per te, CB - disse battendo
un paio di volte sullo zaino che portava sulle spalle il compagno.
- Puoi scommetterci - ghigno' Crossbones.
- Andiamo - taglio' corto Veleno, incominciando a muoversi.
- Mi raccomando, meno rumore possibile - ricordo' nuovamente TheGIO
giusto in tempo per essere smentito da Rebel che, dimenticandosi di
alzare il copriobbiettivo dei visualizzatori notturni aveva appena
sbattuto contro un palo ed era caduto all'indietro, su di un bidone
delle immondizie il cui coperchio era finito per cozzare sul
parafango di una macchina dall'antifurto sensibile che aveva fatto
scattare quello di altre tre.
- Dicevi? - domando' Veleno a TheGIO, che per poco non rischio' di
avere una crisi di pianto. Rialzandosi Rebel schiaccio' la coda di
un gatto randagio, che nella corsa incoccio' in un suo compagno
di razza canina il cui abbaiare avrebbe svegliato anche un morto.
- Meglio che gli dia una mano, prima che faccia scattare per errore
l'allarme di una intera catena di negozi... - Veleno si diresse
rapidamente verso Rebel Yell, aiutandolo ad alzarsi, per poi fargli
comprendere il mistero del velo di oscurita' caduto sui suoi occhi.
- Was... - l'uomo chiamato Karl alzo' di scatto la testa, imitato
da Hans, che scambio' con lui una dubbiosa occhiata.
- Wie bitte? - rispose il compagno.
- Cosa diavolo e'? - un rumore inconfondibile rumore di ferrraglia
si era sentito rimbombare nello spazio circoscante.
- Facciamo un giro di perlustrazione - suggeri' Hans - Avverti gli
altri - aggiunse poi, mentre si avviava di avanguardia.
Un nero non-occhio azzurrognolo, che riportava su di un lato la
dicitura "Zeiss", si sollvo', cancellando il pallido vedre di cui
la realta' si era tinta. Poco sotto una bocca si contrasse in una
smorfia.
- Maledetti cornuti! - impreco' in direzione di chi non poteva
sentirlo, sperando pero' che le sue maledizioni coprissero in
fretta il centinaio di metri che lo separava da quel drappello in
movimento - La puntualita' non e' di certo una tra le vostre
migliori qualita' - sibilo', mentre slacciava le fibbie di uno
zaino, rilasciando anche una base metallica assicurata ad un
moschettone.
- Ho sempre odiato fare le cose di fretta! - borbotto' estraendo un
liscio e nero affusto di metallo della lunghezza di piu' di mezzo
metro e lo lascio' scivolare dolcemente a terra - Ho sempre odiato
la gente poco puntuale! - assicuto' un piccolo treppiede a tre dei
lati della base metallica, avvitandoli rapidamente con chiusure a
farfalla - Quella che arriva in anticipo poi! - fece scorrere un
anello lungo il tubo metallico, che si fermo' scattando a meno di
un terzo della sua lunghezza - Come li odio, oh come li odio! -
pianto' con forza l'affusto sul piano metallico. Sulla staffa
principale del treppiede, come sulla base metallica su cui
l'affusto era poggiato, due cursori collegati ad altrettante leve
indicavano delle scale graduate. Due mani abili li fecero scorrere,
coadiuvate da un infallibile occhio e da un binocolo.
- Li ammazzerei tutti, quei fidiputt! - sibilo', mentre lasciava
scivolare nel tubo un proiettile. Il sordo "stunf" che emise, si
confuse con i rumori della citta' e gratifico' Crossbones con una
bianca fumata che fu espulsa dalla base dell'affusto del mortaio.
Meno sordo e meno inconfondibile fu invece il sibilo che la caduta
di questo provoco'.
- Che... - Rebel Yell elvo' il naso al cielo.
- Giu' ragazzo! - abbaio' Veleno, mentre il braccio di TheGIO gli
afferrava una spalla e lo strattonava a terra. Una nube arancione
sali' a meno di ternta metri da loro, mentre una pioggia di detriti
si abbatteva sulle vetture attorno a loro. Qualcuna esplose.
- Crossbones! - grido' TheGIO nel microfono che portava attaccato
all'auricolare - Sant'Iddio! Che ci vuoi ammazzare! Questa era
vicino! -.
- Poche ciance Gio! - fu la risposta - Gli stavate finendo in bocca
o cosi' oppure finivate a fare concorrenza con il formaggio
svizzero -.
- Non raccontare ball... - le parole di Veleno furono fermate da
una raffica di un'arma da fuoco.
- Tenete giu' il culo se non volete bruciarvelo - l'avvertimento di
Crossbones fu seguito da un altro colpo di mortaio.
- Che cavolo stanno facendo quei quattro! - urlo il maggiore nella
radio.
- Signore, non lo so! - rispose una voce piuttosto anonima - Quel
pazzo ha incominciato a sparare con il mortaio, come se fosse un
invasato! Sta radendo al suolo l'intera area esterna della zona
operativa, non posso fare intervenire i nostri uomini! -.
- Trova uno schifosissimo modo di farli passare! Non mi dirai che
sta cannoneggiando comtemporaneamente l'intera area! - ribatte' il
maggiore.
- Nossignore, l'intera area no, ma buona parte di essa si'! E'
dannatamente bravo con quel coso, signore! - dalla radio si udi'
una deflagrazione. Ren alzo' il braccio libero a proteggersi il
volto da una ventata di aria calda.
- Capitano! - grido' nuovamente il maggiore nella radio - Capitano!
- insiste'. Ren intanto osservava la sua capigliatura con aria
sconsolata.
- Dannazione! - Simona arrivo' alla stessa valutazione della
collega - Un pomeriggio dal parrucchiere sprecato in meno di due
secondi... -.
- Gia' - sospiro' con aria sofferente l'altra - Accidenti a CB! -.
- Maggiore - chiamo' la radio - La prima squadra e' passata,
entrando nel perimetro esterno del palazzo -.
- Bene, piazzate anche la seconda squadra e poi fate entrare in
azione il cingolato leggero - dall'altra parte del canale una voce
accuso' il ricevuto e confermato dell'ordine.
Un'altra esplosione li avviso' che la piccola utilitaria Pegueot,
quella a cui uno dei loro avversari aveva bucato il serbatoio, era
saltata per aria.
- Ehi, lo zoppo e' ancora vivo - commento' TheGIO, alzando di poco
la testa allo scoperto - Credevo di essere riscito a prenderlo
meglio -.
- Bellosguardo invece ha appena fatto saltare la Pegueot a destra
- informo' Veleno - Mi ha mancato circa di 20 metri -.
Un finestrino alle spalle di Rebel Yell esplose in mille pezzi.
- Attento a Guglielmo Tell - lo avverti' Gio.
- Ma e' possibile che quelli piu' tosti me li debba beccare sempre
io? - commento' aspro, mentre ricaricava la pistola.
- Da qualche parte dovrai pure incominciare no? - commento' Veleno,
che nel frattempo poggiava la schiena sul parafango anteriore di
una vettura, intento a far scivolare indietro il carrello della sua
pistola.
- Uno... Due... - tutti e tre annuirono - E... Tre! - da tre
posizioni differenti scattarono allo scoperto ed incominciarono a
sparare. Non fecero in tempo a trascorrere nemmeno sei secondi, che
i tre erano nuovamente al coperto, richiamando per l'ennesima volta
una gragnuola di proiettili su di loro.
- Fa tanto Butch Cassidy e Billy the Kid - borbotto' Gio.
- Fa tanto schifo vorrai dire... Non possiamo mica continuare cosi'
per tutta la notte - preciso' Veleno.
- Maggiore, il Belier e' in arrivo - avverti' la voce di un
sergente - Entrera' dal lato est dello scacchiere - dopo qualche
secondo un mezzo blindato salto' dentro i giardini del palazzo
assediato con la vivacita' di un tappo di champagne. Il piccolo
dosso erboso che proteggeva il giardino, un terrapieno ben curato e
comprendente anche un ampio parcheggio, fu sfruttato dal "Montone"
(Belier in francese vuol dire "ariete", ma anche "montone" e questo
e' il nomignolo che viene dato a questi mezzi d'assalto leggero), a
guisa di trampolino.
- Hmmm... Ach so! Wunderbar... - mormoro' un'ombra al secondo piano
dell'edificio, mentre imbracciava un cannone d'assalto. Una mano
guantata libero' con un movimento secco il gancio che fungeva da
fermo alla finestra. Prese il tempo necessario per inquadrare il
veicolo nel mirino, indugiando forse un po' troppo sui "Turbo" che
erano stati appiccicati dietro, vicino alle griglie del motore,
sulla nera antenna a banana con una coda di castoro in cima e forse
esagero' quando il reticolo di mira si poso' sul coniglietto rosa
in peluche che era stato assicurato sul davanti del mezzo,
impegnato nel fare un gesto di vittoria, indossando una maglietta
che recava la scritta: "E' permesso?".
Il veicolo si arresto' di fronte ad una rampa di scale che saliva
verso l'ingresso del palazzo. Dietro ad esso stavano incominciando
a scemare le due squadre speciali della polizia parigina, ignare
che un paio d'occhi stavano osservando quei movimenti con spietato
interesse. Il rombo del motore sali' di intensita', il veicolo si
stava preparando a salire quella rampa di scale. L'uomo indugio'
ancora, meglio fermarlo sulle scale, sarebbe stato un'ostacolo
di migliore utilita'.
Intanto colpi di mortaio esplodevano tutto attorno.
- Che diavolo stanno aspettando quelli? - si domando' il maggiore,
osservando il veicolo fermo di fronte alla salita. Ren arrivo' un
po' troppo pesantemente dietro il riparo che Simona aveva adottato.
- Ahia! -.
- Hai intenzione di abbatterlo quest'albero? - domando' mentre una
pioggia di foglie le copriva.
- Cosa stiamo aspettando? - domando' l'altra, scostandosi le foglie
di dosso e imbracciando meglio la mitraglietta. Fece per assestarsi
meglio dietro il tronco, quando le piombo' in grembo un nido di
passeri.
- Andiamo! Volete darvi da fare!!! - urlo' l'altra nella radio.
- Dai! Li spaventi! - la riprese Ren, mentre osservava con sguardo
amorevole i tre passerottini pigolanti.
Il dito guantato strinse con decisione sul grilletto e per poco il
rinculo non lo fece balzare all'indietro. Pianto' saldamente un
piede nel terreno per non cadere e riusci' nell'intento.
Una scia di fuoco feri' l'aria, producendo un acuto sibilo, per
andare ad incontrare la leggera blindatura del Belier, riducendo
in fuoco, vapore e metallo incandescente tutto cio' incontro' la
sua sfera di morte.
- Bellosguardo e' giu' e... - le parole morirono nel torace di
Veleno mentre un caldo gli strappava violentemente il fiato. Ebbe
la netta sensazione che i suoi polmoni fossero diventati un
sacchettino di cellophane dove un gigante bambino si divertiva a
soffiare ed aspirare l'aria con titta la sua forza. Alcune vetture
vicine esplosero, altre si ribaltarono a causa dell'onda d'urto
dell'esplosione. Come fosse stato un bambolotto di pezza, si senti'
sollevare di forza da una calda mano invisibile e lanciare su di un
muro a poca distanza dalla sua posizione.
TheGIO vide l'esplosione all'angolo estremo destro del suo campo
visivo e l'unica cosa che riusci' a fare fu gettarsi a terra,
mentre una macchina volava sulla sua testa ed incontrava il suolo
pesantemente qualche metro piu' in la'.
- Dannazzione - Veleno si rialzo' a fatica, sentendo in bocca il
gusto del sangue. Tossi' ed osservo' con distacco il rosso filo
spumoso che scendeva dalla sua bocca, sangue misto a saliva. Si
volto' per determinare i danni che quell'area aveva subito e
recuperare i suoi compagni.
Una voce poco lontano lo riscosse.
- Karl! Joachim! Wo sinds sie? -.
Vide due figuri che riconobbe come due dei tre che stavano
sparando loro addosso poco prima.
Tento' di reagire, essere li' in piedi era come fare il piccione in
una gara di tiro. Il suo corpo purtroppo pero' era stato debilitato
in maniera pesante dalla deflagrazione e non rispose perfettamente
agli ordini impartiti dal suo cervello.
- Hier! Hier! - grido' uno dei due indicando Veleno, il cui primo
pensiero fu rivolto al loro idioma, che diavolo ci facevano dei
tedeschi a Parigi? Forse poteva guadagnare tempo, si disse.
- Leute! Leute! - grido' - Hilfe mir, mein Herren! - questi si
voltarono verso di lui, visibilmente sgomenti. Uno, constato' lui,
aveva una brutta ferita al capo, mentre l'altro teneva un braccio a
tracolla, infilato nella camicia. Come minimo aveva un polso rotto,
si disse.
Nello stesso mmomento in cui termino' di formulare la sua richiesta
d'aiuto comprese che quella poteva essere un'arma a doppio taglio,
ma avebbe dato la possibilita' a Gio e al giovane Yell di
organizzarsi. Purtroppo per lui pero', le cose si svolsero con una
velocita' inaspettata.
L'uomo chiamato Hans, dopo esseresi riconguinto con Karl e dopo
aver realizzato che Joachim era probabilmente morto dato che non
era la figura che aveva appena attirato la loro attenzione, giunse
ad una ovvia conclusione, era uno degli attaccanti.
- Cosa si prova a guardare la morte in faccia? - gli grido' mentre
puntava verso di lui un fucile mitragliatoer d'assalto.
Quando fu pronto per sparare, una fulminea figura attiro' la sua
attenzione, impedendogli di sparare. Questa sagoma si mosse
rapidamente di fronte a loro, gettandosi sulla sinistra e sparando
all'impazzata utilizzando una pistola per mano. Udirono solo un
grido piuttosto incomprensibile.
- Hippy Hay Hee, stronzi! - Karl cadde - Hippy Hay Hee! - gli occhi
di Veleno furono piu' rapidi, la figura era un uomo in canottiera
con un paio di jeans un po' sgualciti - non che la canottiera fosse
poi in buono stato -, la pelle annerita da qualche esplosione e,
cosa singolare, era scalzo. Anche Hans ora era a terra, con tre
rossi fori nel petto.
- E-ehi... - Rebel Yell indico' la sagoma che stava scomparendo
nelle fiamme - Chi era quello? -.
- Perche' ho la sensazione di aver gia' visto questa scena? -
borbotto' TheGIO.
"No, e' impossibile.. Non era Bruce Willis...", si disse Veleno,
mentre spostava lo sguardo verso il motivo della deflagrazione.
- Perche' ho la sensazione di aver gia' visto questa scena? -
mormoro' poi osservando il mezzo blindato in fiamme sulle scale del
palazzo. TheGIO intanto stava annoverando i danni che aveva
provocato l'esplosione e scopri' che il dolore alla spalla era una
questione piu' seria di un livido. Con una smorfia soppeso' il
modo in cui l'osso era uscito dalla sua normale sede, provocandogli
una lussazione. Rebel Yell intanto si stava alzando a fatica poco
lontano.
- Tutto bene ragazzo? - domando' Veleno, mentre quello scuoteva la
testa per dissolvere una strana nebbia che era calata sui suoi
occhi.
- Abbastanza - sussurro' - Voi? -.
- Non molto - Gio stava massaggiandosi la spalla sinistra.
- Brutta lussazione, vecchio mio - Veleno lancio' un'occhiata alla
ferita del compagno.
- Nemmeno tu sei poi una bellezza, sai? - commento', mentre si
guardava attorno cercando finalmente cio' che voleva.
- Ha parlato Mister Universo - le sue mani cercarono nelle tasche
un pacchetto di sigarette - Vuoi una mano per quella? - domando'
mentre faceva brillare una fiammella in mezzo a quel rogo.
- No - presa una piccola rincorsa, sbatte' vuolentemente la parte
sinistra del busto su di un cofano di una macchina, cavandone un
sordo "bong", ed uno scricchiolare d'ossa, per poi cadere a terra
bocchegghiante.
- Perche' ho la sensazione di aver gia' visto questa scena? -
domando' Rebel Yell osservando i due, quando, passando una mano sul
volto si trovo' ad osservare due dita invischiate del suo sangue...
D'improvviso la realta' perse il suo colore trasformandosi in una
rovinata pellicola in bianco e nero, dove un bimbo stringeva la
mano di un uomo di mezza eta'.
*ta-tum*
- Papa'! -.
*ta-tum*
- Rebel, figlio mio -.
*ta-tum*
- Papa'! -.
*ta-tum*
- Tesoro mio -.
*ta tum*
- Perche' ho la sensazione di aver gia' visto questa scena? -
TheGIO e Veleno lo domandarono l'uno all'altro. Come per incanto
pero' questo fenomeno svani' altrettanto rapidamente come era
cominciato. Forse auitato anche dai boati incessanti del mortaio,
che non davano segni di cedimento.
- CB! - urlo' TheGIO nel suo comunicatore - Puoi anche finirla ora
- lo avverti'. Con qualche rimostranza Crossbones si decise a
riporre il mortaio, imbracciando un voluminoso fucile.
- Okay, finito - li avverti' - Ma era divertente - aggiunse - Ora
vi copriro' a richiesta - fu il termine della comunicazione.
- Sara' stato pure divertente - Veleno continuava a guardarsi
attorno - Ma qui' non c'e' piu' nulla che non sia stato raso al
suolo -.
- Hanno fatto un bel macello - Yell tento' di stimare quante
vetture erano rimaste intatte e quante invece avevano subito danni,
ma abbandono' quest'intenzione. La portata della devastazione era
tale da non permettere quella stima.
- Maggiore, mi ricevi? - la voce di TheGIO torno' a farsi sentire
negli auricolari del gruppo.
- Forte e chiaro, come ve la passate? - domando' - Qui fa un po'
caldo -.
- Felice di sentire che il tuo sederino e' al coperto, maggiore -.
- Veleno, non credo sia il momento per fare dello spirito - lo
riprese lei - Ditemi piuttosto come siete messi voi -.
- Qualche ammaccatura, ma cose di poco conto - relaziono' TheGIO.
- Le nostre attrezzature sono tutte andate - Yell e Veleno stavano
intanto valutando gli effetti dell'esplosione sui loro apparati di
monitoraggio e visualizzazione notturna.
- Non credo ci serviranno poi a molto, con tutta la luce che c'e' -
fece notare Rebel. Veleno annui' decisamente, era il momento di
entrare in azione, ma sul serio.
- Gio, incominciamo a darci da fare - propose.
- Maggiore, serve una mano dalle vostre parti? - domanto' TheGIO
nel suo microfono.
- Potremmo farcela da soli - rispose la donna - C'e' solo un figlio
di puttana al secondo piano con un lanciarazzi o qualcosa del
genere, che ci tiene sotto tiro e fa buchi grandi come molgolfiere
tutto attorno alla scalinata - li informo' - Avete un qualsiasi
tipo di suggerimento, sono aperta a consigli d'ogni genere -.
- Basta credere in Dio, maggiore - rispose Veleno.
- Speravo in qualcosa di piu' pratico, soldato - la voce del
maggiore giunse acida.
- Ed io non stavo scherzando, maggiore, basta credere in Dio -
ribadi' Veleno - Dio... Ci sei? - cio' che accadde dopo lascio' di
stucco mole persone sintonizzate su quella frequenza.
- Parla figliola, Dio ti ascolta - giunse la voce di Crossbones.
- Visto sorella? - ridacchio' Veleno - Chiedigli pure cio' che
vuoi -.
Dopo qualche minuto, il fucile pesante d'assalto calibro 50 di
Crossbones canto' ancora per una volta la sua musica di morte.
--
************************************************************************
* "C'e' chi ha perso una brutta partita, pero' forse una fiche gli e' *
* restata e puo' darsi ci sia un altro giro di ruota..." (L. Ligabue) *
* -><- Member of Neuro Zone -><- Only neuro can make it possible! -><- *
* -><- In real life: Dario Rota -><- Papa di Eris + altri titoli. -><- *
* -><- E-mail address: veleno@little.usr.dsi.unimi.it -><- *
* -><- http://little.usr.dsi.unimi.it/home/veleno/Home.html -><- *
************************************************************************
|