Agenzia Rockflood - Fascicolo 23: il caso della Match Patrol scomparsa
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Written by Veleno

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Subject [FF][ARF] Fascicolo 23 - Part 15 of MAXINT
Date 19/04/97 8.43.38
Organization CILEA
Lines 492
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Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa 
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Part 15 of MAXINT


Era uno dei piu' grandi parcheggi del nuovo quartiere parigino, uno
dei tanti tratti  che  facevano  assomigliare  quella  parte  della 
citta' ad una  metropoli  americana, fatta  di  fibra  di  vetro  e 
metallo, con gente che alle otto ed alle sei di sera cammina veloce
lasciando oscillare al  fianco  una  valigetta  ventiquattr'ore, ed 
infatti di sera non e' che  ci  fosse  poi  molta vita, soprattutto 
attorno ai grandi palazzi che contenevano uno sconfinato numero  di
uffici. Forse l'unico brandello di vita era composto dal Mac Donald
poco lontano dal grande arco, simbolo  del  quartiere  La  Defense, 
assieme alla stazione della metropolitana.
In uno dei grandi parcheggi ancora aperti di un  grattacielo, c'era
del trambusto  di  cui  solo  le  persone  coinvolte  ne  erano  al 
corrente.
- Karl!  Komm  hier...  Gibt  mir  eine  zigarette,  bitte - l'uomo
chiamato Karl, dai lunghi capelli biondi  e  lisci, si avvicino' al
collega, rovistando in una delle tasche del suo gilet in nylon nero
rubato chissadove in uno dei magazzini della Bundeswher tedesca.
- Ja, naturlich - rispose, offrendogli il  pacchetto aperto - Aber, 
hast du ein kaugummi? - l'altro ridacchio', estraendo un  pacchetto 
di gomme da  masticare  in  lastrine  e  barattandone  una  per  la 
sigaretta.
- Dankeshoen, Hans - ringrazio' Karl.
Il piccolo trasmettitore a banda digitale, che  assomigliava  tanto 
ad un apparecchio di telefonia cellulare, trillo' per  un  paio  di 
secondi.
- Hans! - rispose l'uomo dopo aver acceso la sigaretta.
- Come procede, amico mio? - domando' una  voce  con  forte accento
francese.
- Alles gut, tutto bene, Xavier - "Idiota! Perche  ci  chiami  ogni 
cinque minuti  per  sentire  come va, tanto se ci sparano, di certo 
sentirai l'eco dei colpi.".
- Sembra  un  lavoro  tranquillo, stavolta - Karl  si  appoggio' al 
cofano di una Renault amaranto.
- Gia' - si guardo' attorno - Mi ricorda tanto il  Nakatomi, questo
parcheggio - disse osservando il soffitto.
- Teufel! - impreco' Karl - Spero che stavolta almeno non  ci sara' 
quel cowboy tra i piedi -.
- Parlate, parlate pure e fumte quanto vi pare, stronzi - commento'
una voce che  i  due  non  potevano  udire, perche' era  a  piu' di 
duecento metri di distanza.
- Manco li conosci e gia' ti stanno  antipatici? - domando' TheGIO,
mentre Veleno gli passava il binocolo Noctron che stava utilizzando
pochi istanti prima.
- Chiunque possa spararmi addosso mi sta antipatico - si  alzo' dal 
luogo in cui erano appostati.
- Non posso darti torto - commento' TheGIO  senza  staccarsi  dagli 
occhi il binocolo - Ne vedo solo due su questo lato, dici che  sono
tutti qui quelli che abbiamo beccato? -.
- Non ti bastano quei sei uomini armati che abbiamo  visto  girare,
forse? -.
- Mi sembra strano che siano cosi' pochi -.
- Mah... Per me ce  ne  sono  altrettanti che  se ne  stanno  belli 
nascosti - commento' Veleno, accendendosi una sigaretta.
- Anche io ho  questo  presentimento e... - si  volto', rialzandosi 
pure lui - Merda Vel! Non fumare, lo sai che ti  sfasa  la  visione
notturna! Ci metti venti minuti poi a riabituarti - lo riprese.
- Non credo che entreremo in azione prima di mezz'ora, ho tutto  il
tempo - torno' a  guardarsi  attorno - E  poi  col  cavolo  che  ci 
servira' la visione  notturna, fino  a  che  questi  cretini  della 
speciale - diede  una  pacca  alla  mano  di  uno  dei  poliziotti, 
facendogli rotolare a terra il nero tubo che stava reggendo - vanno 
avanti e indietro sventolandoci sotto il naso  ste  cazzo  di torce 
elettriche! - il poliziotto  si  era  immobilizzato, sedendosi  per 
terra e piangendo sommessamente, confortato da  un  collega, mentre
un altro raccoglieva e gli riportava la torcia elettrica.
- Tra quanto saranno pronti? - domando' TheGIO infilando  la  testa
in una delle camionette dove Marecau ed i  comandanti  delle  varie
squadre stavano discutendo, circondati da  un  groviglio  di  fili, 
microfoni, radio ed altri apparecchi sofisticati. La  risposta  non 
arrivo', erano ancora  troppo  indaffarati  a  impostare  i  soliti
dettagli inutili che in una azione  andavano  sempre  a  puttane  o 
perche' li si programmava troppo o troppo poco.
- Sara' sempre troppo tardi, dannazizone - Veleno fece scattare  il
carrello della sua pistola, riinserendola nella fondina poco dopo.
- Io  sono  pronta  anche  subito, se vuoi, tisoro - Simona imito' 
Veleno con l'otturatore di un Heckler & Kock MP5.
- Ci avrei scommesso - commento' lui.
- Non vedo l'ora di cominciare - CB si fece avanti  con  uno  zaino
ben fornito.
- Siamo daccordo? - domando' TheGIO a Crossbones.
- Non mi va molto, ma  almeno  cosi' mi  divertiro' abbastanza, voi 
filmate tutto da vicino, mi raccomando -.
- Puoi scommetterci - disse Veleno, indossando sull'occhio sinistro
un oculare ad infrarossi con a lato un corpo ottico  che  integrava
una telecamera con dispositivo a luce stellare  ed  intensificatore 
di luminosita'.
- Rebel, dov'e' la nostra attrezzatura completa? - TheGIO  osservo' 
il giovane che in risposta alla sua domanda lascio' cadere a  terra
un sacco.
- Hm... Bene - Veleno inomincio' a rovistare nel  sacco - Ma... Che
cos... - dal sacco emerse  uno  squillante  fischio  e  la  mano di 
Veleno esmerse dal sacco con in mano una trombetta in plastica - Ma
Cristo! Questa e' la nostra attrezzatura di carnevale! - CB intanto
giocherellava con una granata, che gli scivolo' di mano, cadendo in
una camionetta e facendola saltare.
- Gia', queste granate sono ipocaricate! Ufff... - sbuffo'.
- Okay, basta giocare - Simona si avvicino al gruppo - Entriamo  in
azione tra trenta  minuti, diamo  tempo  agli  uomini  di  prendere 
posizione - li avverti' con tono professionale.
- Che ti avevo detto - Veleno  si  rivolse  a  Gio. Vicino  a  loro 
passo' il poliziotto che poco prima  aveva  giocato  con  la torcia 
elettrica alle loro  spalle  e, fermando  la  sua  corsa, fece  una 
sonora pernacchi a Veleno, mostrandogli  una  nuova  torcia, pronta 
all'uso nell'alloggiamento alla cintura. 
- Allora anche noi possiamo andare a piazzarci? - domando' TheGIO a
Simona, che di spalle sferzava a suon di parole gli uomini.
- Mi raccomando, CB - diceva intanto Veleno - Aspetta  che  noi  si
sia  piazzati  prima  di  fare  i  fuochi  d'artificio - Crossbones 
sbuffo'.
- Ma cosi' non e' divertente! - lamento'.
- Ma  cosi'  noi  non  ci  lasceremo  la  pelle! - ribatte'  Veleno 
voltandosi alla ricerca  di  Rebel - Muoviti, figliolo, abbiamo  un 
lavoro da fare - lo esorto'.
I quattro si diressero fuori dall'area presidiata dai furgoni della
SWAT, pronti  a  prendere  i  posti  che  si  erano  assegnati  per 
quell'incarico. Questa era la bellezza di fare un lavoro  da liberi 
professionisti, nessuno ti diceva quello che dovevi fare.
- Non avrete mica intenzione  di  lasciarmi fuori? - Ren  si  paro' 
davanti al quartetto poco dopo l'ultimo furgone della polizia - Non
potete  farlo - ribadi' - Voglio  venire  con  voi  e  non  potrete 
impedirmelo! -.
Quasi la cosa fosse stata programmata precedentemente, nel  momento 
in cui i quattri si trovarono  di  fronte  a  Ren, si  divisero  in 
coppie e con sincronia prefetta la aggirarono, due da un lato e due 
dall'altro. 
- Si' Si', come no... - commento' Veleno.
- Ah, certo, finche' ne e' convinta lei... - aggiunse Gio.
Lei rimase a guardarli quasi incredula, per poi sbottare: - Uomini!
Tutti uguali! - lo fece a  voce  alta  perche  loro  sentissero, ma 
nemmeno questo servi'. Almeno pero' si era sfogata.
- Ehi! - la chiam' una voce che la  indusse  a voltarsi, giusto  in 
tempo  per  ricevere  in  grembo  una  mitraglietta  MP5. Simona le 
sorrideva poco lontano.
- Se vuoi dare una mano e sai usare una di  quelle, sei  ancora  in 
tempo - aggiunse.
Con aria superba Ren annui', mentre  la  sinistra  afferrava decisa 
l'otturatore e lo faceva scorrere, portando il colpo in canna.
Intanto dall'altro lato della strada TheGIO stava ricapitolando  il
piano per l'ennesima volta, di fronte agli occhi attenti di Rebel e
a quelli apparentemente piu' annoiati degli altri due.
- E mi raccomando - concluse, guardandosi  attorno - Facciamo  meno
rumore possibile. Questo pero' non vale per te, CB - disse battendo
un paio di volte sullo zaino che portava sulle spalle il compagno.
- Puoi scommetterci - ghigno' Crossbones.
- Andiamo - taglio' corto Veleno, incominciando a muoversi.
- Mi raccomando, meno rumore possibile - ricordo' nuovamente TheGIO
giusto in tempo per essere smentito da Rebel che, dimenticandosi di
alzare il copriobbiettivo dei visualizzatori notturni aveva  appena 
sbattuto contro un palo ed era caduto all'indietro, su di un bidone 
delle immondizie  il cui  coperchio  era  finito  per  cozzare  sul 
parafango di una macchina dall'antifurto sensibile che aveva  fatto 
scattare quello di altre tre.
- Dicevi? - domando' Veleno a TheGIO, che per poco non  rischio' di 
avere una crisi di pianto. Rialzandosi Rebel schiaccio' la coda  di 
un gatto randagio, che nella corsa  incoccio' in  un  suo  compagno 
di razza canina il cui abbaiare avrebbe svegliato anche un morto.
- Meglio che gli dia una mano, prima che faccia scattare per errore
l'allarme di una intera catena  di  negozi... - Veleno  si  diresse
rapidamente verso Rebel Yell, aiutandolo ad alzarsi, per poi fargli 
comprendere il mistero del velo di oscurita' caduto sui suoi occhi.

- Was... - l'uomo chiamato  Karl alzo' di scatto  la testa, imitato 
da Hans, che scambio' con lui una dubbiosa occhiata.
- Wie bitte? - rispose il compagno.
- Cosa diavolo e'? - un rumore inconfondibile rumore di  ferrraglia 
si era sentito rimbombare nello spazio circoscante.
- Facciamo un giro di perlustrazione - suggeri' Hans - Avverti  gli 
altri - aggiunse poi, mentre si avviava di avanguardia.

Un nero non-occhio azzurrognolo, che riportava su  di  un  lato  la 
dicitura "Zeiss", si sollvo', cancellando il pallido vedre  di  cui
la realta' si era tinta. Poco sotto una bocca si contrasse  in  una 
smorfia.
- Maledetti cornuti! - impreco' in  direzione  di  chi  non  poteva 
sentirlo, sperando pero'  che  le  sue  maledizioni  coprissero  in 
fretta il centinaio di metri che lo separava da  quel  drappello in 
movimento - La  puntualita' non  e' di  certo  una  tra  le  vostre 
migliori qualita' - sibilo', mentre  slacciava  le  fibbie  di  uno 
zaino, rilasciando  anche  una  base  metallica  assicurata  ad  un 
moschettone.
- Ho sempre odiato fare le cose di fretta! - borbotto' estraendo un
liscio e nero affusto di metallo della lunghezza di  piu' di  mezzo 
metro e lo lascio' scivolare dolcemente a terra - Ho sempre  odiato
la gente poco puntuale! - assicuto' un piccolo treppiede a tre  dei
lati della base metallica, avvitandoli rapidamente con  chiusure  a
farfalla - Quella che arriva in  anticipo poi! - fece  scorrere  un
anello lungo il tubo metallico, che si fermo' scattando a  meno  di
un terzo della sua lunghezza - Come li  odio, oh  come  li  odio! - 
pianto' con  forza  l'affusto  sul  piano  metallico. Sulla  staffa 
principale  del  treppiede,  come  sulla  base  metallica  su   cui 
l'affusto era poggiato, due cursori collegati ad  altrettante  leve 
indicavano delle scale graduate. Due mani abili li fecero scorrere, 
coadiuvate da un infallibile occhio e da un binocolo.
- Li  ammazzerei  tutti, quei  fidiputt! - sibilo', mentre lasciava 
scivolare  nel  tubo  un proiettile. Il sordo "stunf" che emise, si 
confuse con i rumori della citta' e gratifico' Crossbones  con  una 
bianca fumata che fu espulsa dalla base dell'affusto del mortaio.
Meno sordo e meno inconfondibile fu invece il sibilo che la  caduta
di questo provoco'. 

- Che... - Rebel Yell elvo' il naso al cielo.
- Giu' ragazzo! - abbaio' Veleno, mentre il braccio di  TheGIO  gli 
afferrava una spalla e lo strattonava a terra. Una  nube  arancione
sali' a meno di ternta metri da loro, mentre una pioggia di detriti 
si abbatteva sulle vetture attorno a loro. Qualcuna esplose.
- Crossbones! - grido' TheGIO nel microfono che  portava  attaccato 
all'auricolare - Sant'Iddio! Che  ci  vuoi  ammazzare!  Questa  era 
vicino! -.
- Poche ciance Gio! - fu la risposta - Gli stavate finendo in bocca
o  cosi' oppure  finivate  a  fare  concorrenza  con  il  formaggio 
svizzero -. 
- Non raccontare ball... - le parole di  Veleno  furono  fermate da 
una raffica di un'arma da fuoco.
- Tenete giu' il culo se non volete bruciarvelo - l'avvertimento di 
Crossbones fu seguito da un altro colpo di mortaio.

- Che cavolo stanno facendo quei quattro! - urlo il maggiore  nella
radio.
- Signore, non lo so! - rispose una  voce  piuttosto anonima - Quel
pazzo ha incominciato a sparare con il mortaio, come  se  fosse  un
invasato! Sta radendo al suolo l'intera  area  esterna  della  zona
operativa, non posso fare intervenire i nostri uomini! -.
- Trova uno schifosissimo modo di farli passare! Non mi  dirai  che
sta cannoneggiando comtemporaneamente l'intera  area! - ribatte' il
maggiore. 
- Nossignore, l'intera area no, ma  buona  parte  di  essa  si'! E' 
dannatamente bravo con quel coso, signore! - dalla  radio  si  udi' 
una deflagrazione. Ren alzo' il braccio  libero  a  proteggersi  il 
volto da una ventata di aria calda.
- Capitano! - grido' nuovamente il maggiore nella radio - Capitano!
- insiste'. Ren intanto osservava  la  sua  capigliatura  con  aria
sconsolata.
- Dannazione! - Simona  arrivo'  alla  stessa   valutazione   della 
collega - Un pomeriggio dal parrucchiere sprecato in  meno  di  due  
secondi... -.
- Gia' - sospiro' con aria sofferente l'altra - Accidenti a CB! -.
- Maggiore -  chiamo'  la  radio - La  prima  squadra  e'  passata, 
entrando nel perimetro esterno del palazzo -.
- Bene, piazzate anche la seconda squadra e  poi  fate  entrare  in 
azione il cingolato leggero - dall'altra parte del canale una  voce 
accuso' il ricevuto e confermato dell'ordine.
 
Un'altra esplosione li avviso' che la piccola  utilitaria  Pegueot,
quella a cui uno dei loro avversari aveva bucato il  serbatoio, era
saltata per aria.
- Ehi, lo zoppo e' ancora vivo - commento' TheGIO, alzando  di poco
la testa allo  scoperto - Credevo di  essere  riscito  a  prenderlo 
meglio -.
- Bellosguardo invece ha appena fatto saltare la Pegueot  a  destra 
- informo' Veleno - Mi ha mancato circa di 20 metri -. 
Un finestrino alle spalle di Rebel Yell esplose in mille pezzi.
- Attento a Guglielmo Tell - lo avverti' Gio.
- Ma e' possibile che quelli piu' tosti me li debba beccare  sempre
io? - commento' aspro, mentre ricaricava la pistola.
- Da qualche parte dovrai pure incominciare no? - commento' Veleno,
che nel frattempo poggiava la schiena sul  parafango  anteriore  di 
una vettura, intento a far scivolare indietro il carrello della sua
pistola.
- Uno...  Due... - tutti  e  tre  annuirono - E...  Tre! - da   tre 
posizioni differenti scattarono allo scoperto ed  incominciarono  a 
sparare. Non fecero in tempo a trascorrere nemmeno sei secondi, che 
i tre erano nuovamente al coperto, richiamando per l'ennesima volta
una gragnuola di proiettili su di loro.
- Fa tanto Butch Cassidy e Billy the Kid - borbotto' Gio.
- Fa tanto schifo vorrai dire... Non possiamo mica continuare cosi'
per tutta la notte - preciso' Veleno.

- Maggiore, il  Belier  e'  in  arrivo - avverti'  la  voce  di  un 
sergente - Entrera' dal lato  est dello  scacchiere - dopo  qualche
secondo un mezzo blindato  salto' dentro  i  giardini  del  palazzo 
assediato con la vivacita' di un  tappo  di  champagne. Il  piccolo 
dosso erboso che proteggeva il giardino, un terrapieno ben curato e
comprendente anche un ampio parcheggio, fu sfruttato  dal "Montone"
(Belier in francese vuol dire "ariete", ma anche "montone" e questo
e' il nomignolo che viene dato a questi mezzi d'assalto leggero), a 
guisa di trampolino.

- Hmmm... Ach so! Wunderbar... - mormoro' un'ombra al secondo piano 
dell'edificio, mentre imbracciava  un  cannone  d'assalto. Una mano 
guantata libero' con un movimento secco il gancio  che  fungeva  da 
fermo alla finestra. Prese il tempo necessario  per  inquadrare  il
veicolo nel mirino, indugiando forse un po' troppo  sui "Turbo" che 
erano stati appiccicati dietro, vicino  alle  griglie  del  motore, 
sulla nera antenna a banana con una coda di castoro in cima e forse
esagero' quando  il reticolo di mira si poso' sul coniglietto  rosa
in  peluche  che  era  stato  assicurato  sul  davanti  del  mezzo, 
impegnato nel fare un gesto di vittoria, indossando  una  maglietta
che recava la scritta: "E' permesso?".
Il veicolo si arresto' di fronte ad una rampa di scale  che  saliva 
verso l'ingresso del palazzo. Dietro ad esso stavano  incominciando 
a scemare le due squadre speciali  della  polizia  parigina, ignare 
che un paio d'occhi stavano osservando quei movimenti con  spietato
interesse. Il rombo del motore sali' di intensita', il  veicolo  si
stava preparando a salire quella rampa  di  scale. L'uomo  indugio' 
ancora, meglio  fermarlo  sulle  scale, sarebbe  stato  un'ostacolo 
di migliore utilita'.
Intanto colpi di mortaio esplodevano tutto attorno.

- Che diavolo stanno aspettando quelli? - si domando' il  maggiore, 
osservando il veicolo fermo di fronte alla  salita. Ren  arrivo' un
po' troppo pesantemente dietro il riparo che Simona aveva adottato.
- Ahia! -.
- Hai intenzione di abbatterlo quest'albero? - domando' mentre  una 
pioggia di foglie le copriva. 
- Cosa stiamo aspettando? - domando' l'altra, scostandosi le foglie 
di dosso e imbracciando meglio la mitraglietta. Fece per assestarsi 
meglio dietro il tronco, quando le piombo' in  grembo  un  nido  di 
passeri.
- Andiamo! Volete darvi da fare!!! - urlo' l'altra nella radio.
- Dai! Li spaventi! - la riprese Ren, mentre osservava con  sguardo 
amorevole i tre passerottini pigolanti.

Il dito guantato strinse con decisione sul grilletto e per poco  il
rinculo non lo fece  balzare  all'indietro. Pianto'  saldamente  un 
piede nel terreno per non cadere e riusci' nell'intento.
Una scia di fuoco  feri' l'aria, producendo  un  acuto  sibilo, per 
andare ad incontrare la  leggera  blindatura del  Belier, riducendo 
in fuoco, vapore e metallo  incandescente  tutto  cio' incontro' la 
sua sfera di morte.

- Bellosguardo e' giu' e... - le  parole  morirono  nel  torace  di 
Veleno mentre un caldo gli strappava violentemente  il  fiato. Ebbe
la netta  sensazione  che  i  suoi  polmoni  fossero  diventati  un 
sacchettino di cellophane dove un gigante bambino  si  divertiva  a 
soffiare ed aspirare l'aria con titta la sua forza. Alcune  vetture
vicine esplosero, altre si ribaltarono  a  causa  dell'onda  d'urto 
dell'esplosione. Come fosse stato un bambolotto di pezza, si senti'
sollevare di forza da una calda mano invisibile e lanciare su di un
muro a poca distanza dalla sua posizione.
TheGIO vide l'esplosione all'angolo estremo destro  del  suo  campo
visivo e l'unica cosa  che  riusci' a  fare  fu  gettarsi a  terra, 
mentre una macchina volava sulla sua testa ed incontrava  il  suolo 
pesantemente qualche metro piu' in la'.
- Dannazzione - Veleno si rialzo' a fatica, sentendo  in  bocca  il 
gusto del sangue. Tossi' ed osservo' con  distacco  il  rosso  filo 
spumoso che scendeva dalla sua  bocca, sangue  misto  a  saliva. Si
volto' per determinare  i  danni  che  quell'area  aveva  subito  e 
recuperare i suoi compagni.
Una voce poco lontano lo riscosse.
- Karl! Joachim! Wo sinds sie? -.
Vide due  figuri  che  riconobbe  come  due  dei  tre  che  stavano 
sparando loro addosso poco prima.
Tento' di reagire, essere li' in piedi era come fare il piccione in 
una gara di tiro. Il suo corpo purtroppo pero' era stato debilitato
in maniera pesante dalla deflagrazione e non rispose  perfettamente
agli ordini impartiti dal suo cervello.
- Hier! Hier! - grido' uno dei due indicando Veleno, il  cui  primo 
pensiero fu rivolto al loro idioma, che  diavolo  ci  facevano  dei 
tedeschi a Parigi? Forse poteva guadagnare tempo, si disse.
- Leute!  Leute! - grido' - Hilfe  mir,  mein  Herren! - questi  si 
voltarono verso di lui, visibilmente  sgomenti. Uno, constato' lui, 
aveva una brutta ferita al capo, mentre l'altro teneva un braccio a 
tracolla, infilato nella camicia. Come minimo aveva un polso rotto,
si disse.
Nello stesso mmomento in cui termino' di formulare la sua richiesta
d'aiuto comprese che quella poteva essere un'arma a doppio  taglio, 
ma  avebbe  dato  la  possibilita' a  Gio  e  al  giovane  Yell  di 
organizzarsi. Purtroppo per lui pero', le cose si svolsero  con una
velocita' inaspettata. 
L'uomo chiamato Hans, dopo esseresi riconguinto  con  Karl  e  dopo 
aver realizzato che Joachim era probabilmente morto  dato  che  non 
era la figura che aveva appena attirato la loro  attenzione, giunse 
ad una ovvia conclusione, era uno degli attaccanti.
- Cosa si prova a guardare la morte in  faccia? - gli grido' mentre
puntava verso di lui un fucile mitragliatoer d'assalto.
Quando fu pronto per sparare, una  fulminea figura  attiro' la  sua
attenzione,  impedendogli  di  sparare.  Questa  sagoma  si   mosse 
rapidamente di fronte a loro, gettandosi sulla sinistra e  sparando
all'impazzata utilizzando una  pistola  per  mano. Udirono  solo un
grido piuttosto incomprensibile.
- Hippy Hay Hee, stronzi! - Karl cadde - Hippy Hay Hee! - gli occhi 
di Veleno furono piu' rapidi, la figura era un uomo  in  canottiera
con un paio di jeans un po' sgualciti - non che la canottiera fosse
poi in buono stato -, la pelle annerita da  qualche  esplosione  e, 
cosa singolare, era scalzo. Anche Hans ora  era  a  terra, con  tre 
rossi fori nel petto.
- E-ehi... - Rebel Yell indico' la  sagoma  che  stava  scomparendo 
nelle fiamme - Chi era quello? -.
- Perche' ho  la  sensazione  di  aver  gia' visto questa  scena? - 
borbotto' TheGIO.
"No, e' impossibile.. Non era Bruce  Willis...", si  disse  Veleno,
mentre spostava lo sguardo verso il motivo della deflagrazione.
- Perche' ho  la  sensazione  di  aver  gia' visto questa  scena? - 
mormoro' poi osservando il mezzo blindato in fiamme sulle scale del
palazzo.  TheGIO  intanto  stava  annoverando  i  danni  che  aveva 
provocato l'esplosione e scopri' che il dolore alla spalla era  una
questione piu' seria di  un  livido. Con  una  smorfia  soppeso' il
modo in cui l'osso era uscito dalla sua normale sede, provocandogli
una lussazione. Rebel Yell intanto si stava alzando a  fatica  poco
lontano.
- Tutto bene ragazzo? - domando' Veleno, mentre quello scuoteva  la
testa per dissolvere una strana nebbia  che  era  calata  sui  suoi 
occhi.
- Abbastanza - sussurro' - Voi? -.
- Non molto - Gio stava massaggiandosi la spalla sinistra.
- Brutta lussazione, vecchio mio - Veleno lancio' un'occhiata  alla
ferita del compagno.
- Nemmeno tu  sei  poi  una  bellezza, sai? - commento', mentre  si 
guardava attorno cercando finalmente cio' che voleva.
- Ha parlato Mister Universo - le sue mani cercarono  nelle  tasche 
un pacchetto di sigarette - Vuoi una  mano  per  quella? - domando' 
mentre faceva brillare una fiammella in mezzo a quel rogo.
- No - presa una piccola rincorsa, sbatte' vuolentemente  la  parte 
sinistra del busto su di un cofano di  una  macchina, cavandone  un 
sordo "bong", ed uno scricchiolare d'ossa, per poi cadere  a  terra 
bocchegghiante. 
- Perche' ho  la  sensazione  di  aver  gia' visto questa  scena? - 
domando' Rebel Yell osservando i due, quando, passando una mano sul
volto si trovo' ad osservare due dita invischiate del suo sangue...
D'improvviso la realta' perse il suo colore trasformandosi  in  una
rovinata pellicola in bianco e nero, dove  un  bimbo  stringeva  la 
mano di un uomo di mezza eta'.
*ta-tum*
- Papa'! -.
*ta-tum*
- Rebel, figlio mio -.
*ta-tum*
- Papa'! -.
*ta-tum*
- Tesoro mio -.
*ta tum*
- Perche' ho  la  sensazione  di  aver  gia' visto questa  scena? - 
TheGIO e Veleno lo domandarono l'uno  all'altro. Come  per  incanto 
pero'  questo  fenomeno  svani' altrettanto  rapidamente  come  era 
cominciato. Forse auitato anche dai boati incessanti  del  mortaio, 
che non davano segni di cedimento.
- CB! - urlo' TheGIO nel suo comunicatore - Puoi anche finirla  ora
- lo avverti'. Con  qualche  rimostranza  Crossbones  si  decise  a 
riporre il mortaio, imbracciando un voluminoso fucile.
- Okay, finito - li avverti' - Ma  era  divertente - aggiunse - Ora 
vi copriro' a richiesta - fu il termine della comunicazione.
- Sara'  stato  pure  divertente - Veleno  continuava  a  guardarsi 
attorno - Ma qui' non c'e' piu' nulla che non  sia  stato  raso  al 
suolo -.
- Hanno  fatto  un  bel  macello - Yell tento'  di  stimare  quante 
vetture erano rimaste intatte e quante invece avevano subito danni,
ma abbandono' quest'intenzione. La portata della  devastazione  era 
tale da non permettere quella stima.
- Maggiore, mi ricevi? - la voce di TheGIO torno' a  farsi  sentire 
negli auricolari del gruppo.
- Forte e chiaro, come ve la passate? - domando' - Qui  fa  un  po'
caldo -.
- Felice di sentire che il tuo sederino e' al coperto, maggiore -. 
- Veleno, non credo sia il  momento  per  fare  dello  spirito - lo 
riprese lei - Ditemi piuttosto come siete messi voi -.
- Qualche ammaccatura, ma cose di poco conto - relaziono' TheGIO. 
- Le nostre attrezzature sono tutte andate - Yell e Veleno  stavano 
intanto valutando gli effetti dell'esplosione sui loro apparati  di
monitoraggio e visualizzazione notturna.
- Non credo ci serviranno poi a molto, con tutta la luce che c'e' -
fece notare Rebel. Veleno  annui' decisamente, era  il  momento  di 
entrare in azione, ma sul serio.
- Gio, incominciamo a darci da fare - propose.
- Maggiore, serve una mano  dalle  vostre  parti? - domanto' TheGIO 
nel suo microfono.
- Potremmo farcela da soli - rispose la donna - C'e' solo un figlio 
di puttana al secondo piano  con  un  lanciarazzi  o  qualcosa  del 
genere, che ci tiene sotto tiro e fa buchi grandi come  molgolfiere 
tutto attorno alla  scalinata - li  informo' - Avete  un  qualsiasi 
tipo di suggerimento, sono aperta a consigli d'ogni genere -.
- Basta credere in Dio, maggiore - rispose Veleno.
- Speravo  in  qualcosa  di  piu' pratico,  soldato - la  voce  del 
maggiore giunse acida.
- Ed io non  stavo  scherzando, maggiore, basta  credere  in  Dio - 
ribadi' Veleno - Dio... Ci sei? - cio' che accadde dopo  lascio' di
stucco mole persone sintonizzate su quella frequenza.
- Parla figliola, Dio ti ascolta - giunse la voce di Crossbones.
- Visto  sorella? - ridacchio'  Veleno - Chiedigli  pure  cio'  che 
vuoi -.
Dopo qualche minuto, il fucile  pesante  d'assalto  calibro  50  di 
Crossbones canto' ancora per una volta la sua musica di morte.


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