Agenzia Rockflood - Fascicolo 23: il caso della Match Patrol scomparsa
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Written by Veleno

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Subject [FF][ARF] Fascicolo 23 - Part 16 of MAXINT
Date 15/05/97 11.32.01
Organization Italia Online
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Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa 
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Part 16 of MAXINT

Dai vari settori a cui erano state  assegnate, le  pattuglie  della 
squadra speciale incominciarono a fare il loro rapporto.
- Settore sud-est, pulito. In ricerca del bersaglio -.
- Settore nord-ovest, nulla da segnalare. Incominciamo la  fase  di 
pattugliamento -.
- Settore nord-est, tutto a posto. Anche noi siamo in ricerca -.
TheGIO e Veleno stavano incominciando a gironzolare per il punto in
cui erano penetrati nell'area d'azione, aiutati da Rebel Yell e  da
un paio altri.
- Settore sud-ovest, tutto a posto, abbiamo beccato tre cattivoni e 
due dei miei stanno incominciando il patt... - la comunicazione  fu 
invasa da scariche elettromagnetiche.
- Sergente  Landreu! Sergente  Landreu! Rispondete! - fu  la  frase 
concitata che segui'.
- Aaaagh! Raaagni! Raaaaagniiii! Ragni a Pasqua  Dieci! No, undici!
Riquadro  uno  di  Blackie!   Ne  sto  bruciando  a  migliaia! - il 
messaggio giunse in un perfetto inglese.
Veleno, dando sonore pacche al suo auricolare  osservo' TheGIO  con
una smorfia incredula.
- Questi comunicatori non funzionano molto bene - commento' l'altro
osservando il suo - Anche tu hai sentito quello strano messaggio? -
il suo sguardo interrogo' Veleno che si limito' ad annuire.
- Invasione di Ragni  ad  Albert  Due! - nuovamente  una  serie  di  
scariche elettromagnetiche  si  sovrappose  alla  comunicazione - E 
siamo giunti alla fine del primo  tempo... Il  grande  gioco  della 
Toho, forte del duo Lenders-Mellow ha  avuto  la  meglio  contro...
Il premier cinese, che all'uscita  dalla  sede  del  Parlamento  ha 
dichiarato... Minc*a! Il lilla che e' tammannera -.
- Ricordami che quando torniamo a casa devo far revisionare tutti i 
nostri impianti di intercomunicazione - disse TheGIO.
- Shh! - lo ammoni' Veleno - Voglio sentire com'e'  finita  tra  la 
Toho e il premier cinese... E' la volta buona che  faccio  13  alla
schedina, anche se mi pareva giocasse  con  il  St. Francis  questa
settimana -.
- Qui Jerome - furono le  parole  diffuse  appena  le  interferenze 
cessarono - Qui Jerome. Mi ricevete. Qui  Jerome... Il  sergente... 
Oh mio Dio, il sergente... - Veleno sbuffo' forse  deluso  dal  non 
essere riuscito a carpire l'informazione voluta.
- Ehi, e' tornato il contatto! -.
- Dimmi Rebel - TheGIO ignoro' le parole  di  Veleno, credendo  che 
dall'altra parte ci fosse il giovane a parlare. 
- Rebel - rispose invece la radio.
- Cosa vuoi? - domando' Rebel Yell arrivando alle spalle di Veleno.
- Gio, questo deve essere il cretino  che  giocava  con  la  torcia 
prima, vista l'intelligienza - lo ammoni' Veleno.
- Credo anche io - borbotto' - Sempre a fare scherzi del cacchio te 
- rimbotto' Rebel Yell mentre si voltava. 
- Ma... Ma... Stavolta che ho fatto? -.
- Sta zitto per una buona volta! - lo  redargui' Veleno - Sempre  a
far casino, te!!! -.
- E tu, cretino, ascoltami bene - bercio' poi nella radio - Vedi di
sbrigarti in quello che hai da dire, non abbiamo tutta la  notte, e
per giunta abbiamo pure poca voglia di starti ad ascoltare! -.
- Eh ma allora non parlo, e le notizie me  le  tengo  per  me! Ecco 
ecco! -.
- Senti, esempio di deficienza! - Veleno si sovrappose a TheGIO - O
tu ora sciogli la lingua o mi premurero' di  farlo  io  utilizzando
dell'acido! -.
- Qui mi trattano tutti male - piagnucolo' la voce.
- Se fai il  tuo  rapporto  senza  dire  scemate, sono  disposto  a 
rimangiarmi tutti gli insulti che ti ho detto - propose Veleno.
L'uomo chiamato Jerome fece un rapporto che duro' per  piu' di  tre  
minuti, e forse stimolato dalla promessa, questo fu oggetto di  una 
precisione quasi straziante.
- ... E questo e' tutto! Ora chiedimi scusa! -.
- Ehi, ma questo c'ha creduto davvero - fu la risposta di Veleno.
-  Si  vede  che  e'  veramente  deficiente  come  sembra  - TheGIO 
rafforzo' la posizione. Per i minuti seguenti il  canale  radio  fu
riempito di risa e lazzi verso quel tale Jerome e dai suoi pianti.
- Vel... - TheGIO guardo' Veleno con fare apprensivo, nel  rapporto
di quel pazzo, anche se inaffidabile e sconnesso, era emerso che  i
vari appartenenti alla squadra, escluso lui ed un altro  che  erano
di pattuglia nei dintorni erano stati uccisi.
- Si', credo sia il caso di andare a  controllare. Rebel, muoviti -
il giovane si volto' verso Veleno e raggiunse il gruppo rapidamente
- Dobbiamo controllare  quel  rapporto - l'espressione  che  Veleno
aveva in volto non suggeriva nulla di buono.

La scena che si presento' davanti agli occhi dei tre era a dir poco
terribile, TheGIO e Veleno mormorarono silenziose preghiere  dentro
di loro.
- Era da tre secoli che non vedevo cose di  questo genere - sibilo'
TheGIO.
- Era da tre secoli che pregavo per non rivederle - ribatte' Veleno
sempre sottovoce - Sai cosa significa, vero? - indico' le labbra di
un taglio molto esteso, che passava il  torace  di  uno  di  quegli
uomini.
- Vorrei fosse solo un  brutto  sogno - mormoro' TheGIO, mentre  si
inginocchiava ad esaminarne uno, coprendosi la bocca ed il naso con
la manica del giubbotto  per  non  essere  soverchiato  dai  miasmi
carichi del dolciastro odore di morte.
- Era Xavier - il compagno alzo' la testa di scatto.
- Tu  lo  sapevi!?!? - prese  il  collega  per  il  colletto  e  lo
trascino' forte del suo peso, su di una  parete - Tu  lo  sapevi! -
ripete', a pochi centimetri dal suo naso. Veleno sospiro'.
- Si' - ammise - Era uno dei possibili contatti che avrebbero usato
per ricettare la merce - TheGIO ringhio' sommessamente - Ho sperato
fino alla fine che non fosse lui... -.
- Hai mandato questi uomini a morire! - non  alzo' troppo  la voce,
per non farsi notare dagli altri, anche se a dire  il  vero  quella
loro diatriba aveva attirato l'attenzione.
Rebel Yell intanto osservava la Match  Patrol, che  a  prima  vista
appariva intatta.
- A quanto pare, questo - uno dei poliziotti lo condusse dall'altra
parte della parete accanto al veicolo - Gli avrebbe coperto la fuga
- continuo', mostrando un grande robottone.
- Hm... Un esoscheletro? - il giovane osservo che vicino ad esso vi
era una grande bobina che ospitava un rocchetto di filo decisamente
lungo, "200 Metri", si disse esaminando meglio i lati della bobina,
che recava una sigla: "BTicino 200M".
- Raggio d'azione limitato... - borbotto' Yell.
- Quanto bastava per difendere la macchina... - il  poliziotto  gli
fece notare che l'altro capo del filo avvolto nel grande  rocchetto
si infilava nel finestrino semichiuso della macchina e terminava in
una presa SCART attaccata all'accendisigari.
- Che scifo di mezzo - aggiunse.
-  Gia'  -  Yell  rafforzo'  l'affermazione -  Potevano  procurarsi
qualcosa  di  meglio.   Bleah,  un  esoscheletro  alimentato  dalla
batteria di un'auto deve essere proprio un cesso di mezzo -.
- Poca autonomia... Al massimo cinque minuti - convenne l'altro.
- Spetta che mi segno come si chiama sto bidone - il poliziotto  lo
osservo' scribacchiare "EVA" su di un taccuino - Cosi' avverto  Gio
di non comprarlo manco se glielo regalano -.
- Sapevi anche tu i nomi dei bersagli! Arnoulf e Rostand - replico'
Veleno.
- Ma  non  sapevo  CHI  era  Rostand! - bercio' poi - Potevi  anche
dirmelo! -.
Nell'auricolare esplose una scarica di parole, codici e segnali  di
allerta ed in meno di  due  minuti, tutte  le  pattuglie  si  erano 
riunite al di fuori del palazzo. 
- Questa non ci voleva - disse Simona, aggiungendo qualche colorita 
imprecazione per insaporire la frase.
- Pare si tratti di un rapimento... E' a soli quattro chilometri da
qui, che facciamo? - domando' il comandante della squadra.
- Interveniamo! - rispose duro il maggiore.
TheGIO e Veleno si guardavano attorno, tentando di riunire la  loro
squadra.
- Cosa  sta  succedendo? - Crossbones  arrivo'  con  aria  giuliva, 
lasciando ciondolare distrattamente  quell'arma  non  convenzionale 
che si ostinava a chiamare fucile, assicurato a tracolla.
- Non ne ho idea - rispose Ren, sentendosi chiamata in  causa, dato 
che aveva seguito l'azione a fianco del maggiore.
- Dividiamoci -  sentenzio'  TheGIO  -  Io,  Crossbones  e  Duranti 
rimaniamo qui a controllare che la Match Patrol sia intatta  e  che
sia la vera Match Patrol, gli altri vanno con la  squadra  speciale 
per dare un'occhiata alla faccenda, chissa', magari c'e' un legame.
- Veleno annui'.
- Rebel - chiamo' poco dopo - Muoviamoci - Ren li segui' su di  una
delle camionette della squadra, mentre il maggiore  relazionava  ai
tre la situazione.

- Non pare sia  qualcosa  di  rilevante - mormoro' Rebel, scendendo 
dalla camionetta.
- Credo anche io che sia stato un viaggio inutile - Ren  corroboro' 
la frase di Yell con queste parole.
- Mal che vada andiamo a berci una  birra - borbotto' Veleno, alla
ricerca di una sigaretta. Lasciarono che  il  grosso  delle  forze 
salisse le scale fino al luogo della  malefatta e si accodarono al 
gruppetto della sezione  scientifica  della  Surete' parigina, che 
sali' tre rampe di scale con lentezza e  flemma  causata  piu' che 
altro dalle grosse valigiette che contenevano tutti i loro  arnesi
"da stregoni". Chissa' come mai, la squadra scientifica era sempre
considerata una setta particolare degli organi  di  polizia, quasi
fosse composta da sciamani e stregoni dediti ad una  arcana  magia
nera.
- Tre rampe di scale inutili - Veleno  si  appoggio' al  corrimano 
del pianerottolo, osservando distrattamente la tromba delle scale.
- Non direi - il maggiore emerse dalla folla seguita da un ragazzo
dall'aria familiare - Credo che questo ti riguardi - mise in  mano
a Veleno un foglietto spiegazzato.
- Navarre... Che diamine... - gli occhi di  Veleno  si  spostarono
frenetici sul foglio che reggeva. Ren vide le sue mani  fremere  e
stringere i lembi del foglio, sgualcendoli, mentre  le  sue nocche 
sbiancavano.
- Vel... Cosa... - Ren avvicinandosi udi' solo un sordo  brontolio 
che proveniva dal profondo delle  viscere  dell'uomo. Un  rauco  e
tetro ruggito che  la  fece  esitare  per  qualche  istante, tanto 
quanto bastava affinche' le mani  di  lui  appallottolassero  quel 
foglio con gesti concitati e rantolanti.
- Papa' io... - Veleno non udi' quelle parole, era  troppo  tardi, 
si era gia' lanciato  in  una  corsa  frenetica  lungo  le  scale, 
ignorando gli improperi di coloro che scalzava da  terra  nel  suo
cammino.

Sali' rapidamente le scale del Trocadero, seguito da Rebel  e  Ren,
mentre i suoi polmoni bruciavano, quasi qualcuno avesse  colato  in
essi del piombo fuso.
La sua mente lavorava frenetica... Xavier, quel carnefice, era alla
fine riuscito a scontrarsi nuovamente con lui. Aveva voluto evitare
di incrociare le armi con quell'uomo, poiche' sapeva molto bene che
sarebbe ricorso  ad  ogni  piu' spregevole  trucco  per  indurlo  a 
combattere, per farlo adirare abbastanza per fargli  commettere  un
solo, unico, piccolo errore, che  avrebbe  fatto  oscillare  la sua 
difesa.
Un'ombra rimaneva immobile al centro del grande spiazzo  lastricato
in pietra. Si fermo' sul limitare delle scale, osservandola.
- Benvenuto! - grido' questa - Alfine ci si rivede, amico  mio - si
permire di ridere.
- Non ho mai voluto essere amico di un verme! - tuono'.
Rebel  fece per  estrarre la  sua  Striker  Gun, con  l'intento  di 
puntarla verso la sagoma.
- No - le parole di Ren risuonarono lievi come la brezza  mattutina
che increspa lievemente le onde del mare. Scosse la testa con calma
e riepte' il suo disappunto.
- Ma... - Rebel dovette deisstere, al terzo diniego.
- Vedo che hai un tuo simile! - la voce di Xavier giunse squillante
nella notte - Bene... - gongolo'.
- Poniamo fine a questa storia, Xavier - annuncio' Veleno.
- Mio caro - si mosse lentamente, come  un  opulento  mercante, che
faceva  una teatrale  presentazione della  sua merce  piu' pregiata
- Non dirmi che sei ancora  arrabbiato  per  quella  storia, oramai
vecchia... Sai quanta acqua ha visto la Senna? Era ancora limpida a
quel tempo - si permise una risatina - Hmmm... Forse in quei giorni
non lo era poi tanto... Era rossa... Ricordi? - rise ancora, di una
risata acida
- Bastardo! - fu la sua risposta, sussurrata al vento, poche  aspre
lettere che portavano con loro l'astio  di decenni, secoli, la  sua
maledizione, il suo disprezzo, il suo odio.
- E' sempre bello ricordare i vecchi tempi, no? -.
- Quell'acqua  era  rossa  per  merito  tuo! - urlo'  Veleno - Quel 
15 luglio, sterminasti ottanta persone! Bella  soddisfazione, vero,
Xavier? L'omicidio legalizzato di due interi reparti di  guardie...
Diamine, deve essere stato il tuo colpo migliore - il tono  vibrava 
di collera.
Accanto al giovane Yell accadde qualcoa di palpabile, lui  avverti' 
un cambiamento nel mondo circostante, qualcosa non andava, qualcosa
era fuori posto. L'aria era talmente gelida da essere  cristallina,
si volto' verso Lady Ren, comprendendo finalmente cio' che lo aveva
cosi'  inquietato.  La  donna  era  ritta  in  piedi,  senza  alcun 
movimento apparente, quasi fosse una statua di cera, le sue  lunghe
ciglia non battevano, le palpebre ferme, gli occhi  fissi  sui  due
figuri.
Quasi al pari di una folgore, quella frase la aveva immobilizzata.
Solo il suo petto si alzava  e  si  abbassava  ritmicamente, mentre
nella sua mente correvano i ricordi di qualcosa che una volta aveva 
chiamato vita.
"Capitano", risuono' nelle sue orecchie una  voce  proveniente  dal
cuore. Quella voce, che tornava ancora ogni tanto, quando  rimaneva
da sola, la sera, a guardare il fuoco, mentre accarezzava la ruvida
stoffa di una divisa rossa. "Girodel", rispose dentro di se'.
Yell la vide arretrare di un passo. "Ma che diamine sta accadendo?"
fu la domanda che si fece. Come mai il suo collega se ne stava  li' 
a parlottare con un ricettatore, che poi era anche, a quanto diceva
Veleno, un pluriomicida. Perche' Ren  aveva  reagito  cosi' male  a 
queste parole. Che diavolo stava accadendo  e  perche' nessuno  gli
voleva spiegare qualcosa? Perche' non poteva sapere!?!
Rebel si guardo' attorno, dall'altro lato del Trocade4ro arirvavano  
degli  scalpiccii, piu'  di  una  persona, che  stava  salendo  una  
scalinata gemella a quella che loro avevano appena fatto di corsa.
L'uomo che Veleno  chiamava  Xavier  si  volto', mentre  tre  altre 
sagome apparivano dall'altra parte dello spiazzo.
Riconocsiuti i compagni, TheGIO, Crossbones  e  l'ispettore Duranti 
si riunirono al gruppo.
- Oh! - Xavier assunse un tono estremamente stupito - Un altro? Ehi
avete fatto un raduno senza dirmelo? - guardo' Veleno, il suo volto
sembrava esprimere un rammarico sincero - Non e' corretto da  parte
tua, lo sai? - il tono era realmente addolorato - Non  dovevi - poi
con la maestria di un attore, che interpreta un  pagliaccio  folle, 
si fece allegro - Ma io ti ho portato lo stesso un  regalo - quello 
che inizialmente Veleno aveva pensato fosse una  sacca  voluminosa, 
non era altro che una persona dalla statura molto bassa.
- Papa'! - chiamo' questo. Tutti i presenti osservarono  la  figura
di Veleno vacillare.
- Wil! - il  grido  era  tanto  forte  quanto  disperato. Fece  per 
muoversi verso l'uomo che  tratteneva  il  bambino, quando  la  sua 
spalla destra si rifiuto', essendo stretta da una mano. La  scosto' 
con un brusco movimento delle  spalle, voltandosi  con  quanta  ira 
aveva in corpo.
- No - mormoro' Ren. Lui lesse negli occhi il  gelo  che  la  aveva 
avvolta. Ebbe una istante di frivolezza, in cui penso' quanto erano 
sprecati i suoi occhi per tali espressioni, quanto potevano  essere 
inopportuni e senza valore per l'odio. Conosceva  quegli  occhi  da 
cosi' tanto tempo da essere certo di averne visto  quasi  tutte  le 
luci che potevano dare vigore  allo  sguardo  di  Ren. Aveva  letto 
cosi' spesso le sue emozioni in quegli occhi. Esaltavano ogni cosa, 
odio, amore, felicita', gioia, dolore, tristezza... "Sono  sprecati
per l'odio", ma il suo volto era impassibile, mentre lei si  faceva 
piu' vicina. 
- Voglio farlo io - gli ordino'. Lui scosse la testa.
- Ha mio figlio! - non vi era disperazione nella voce, solo  dolore
e determinazione.
- Ha ucciso i miei uomini - sibilo' lei.
- Ha ucciso molte persone - considero' Veleno - E  non  voglio  che
accada anche a mio figlio! - non era disposto a lasciare che quella
faccenda non fosse  risolta da  lui. Ma  Ren  aveva  le  sue  buone 
ragioni per chiedere vendetta. Forse  piu' concrete  delle  sue, si 
disse, dato che la morte e' uno dei pochi fatti veramente  concreti 
della vita di un uomo. Ren  doveva  vendicare  qualcuno, lui doveva 
solo fare in modo che Xavier non uccidesse Wil.
"Non vuoi  nemmeno  che  lei  si  scontri  con  lui...", si  disse, 
ammettendo solo per qualche istante la pura verita'.
- Spetta a me! - Ren perentoriamente si mise di mezzo passo davanti 
a lui, estraendo una spada dal  lungo  pastrano - Deve  pagare  per 
Girodel! Per tutti! Erano tutti buoni soldati, dal primo all'ultimo
ed avrebbero dato la vita per il loro comandante! - questo lo disse 
piu' per lei che per  Veleno  o  Xavier, o  chiunque  altro. Le sue 
stesse parole  la  scossero. "Avevano dato  la  vita  per  il  loro 
comandante",  la  frase  rimbombo' nella  sua  mente.  Per  qualche 
istante, in cui ebbe la  netta  sensazione  che  il  tempo  venisse  
scandito dal battito del  suo cuore, fu l'unica  cosa  che  senti', 
menrte con fragore questo tentava  di  esplodere, in  un  misto  di 
rabbia e furore. Non aveva assistito alla loro  esecuzione  appunto 
perche' il suo reparto e  quello  di  guardie  reali, comandati  da 
Girodel, le avevano coperto  la ritirata. Aveva sempre creduto  che 
fossero stati uccisi giusto per quel motivo, per aver protetto  una
nobile. Per aver protetto lei. 
La notizia della loro esecuzione le era stata  portata  proprio  da 
Veleno, giorni dopo. Anche se non aveva visto le fucilazioni, aveva
sempre creduto che nessuno di quei bravi e coraggiosi  soldati  era
morto piangendo, o maledicendo il suo nome, anche se lei  era stata 
la causa della loro morte. No. Nessuno di loro  aveva  versato  una 
lacrima, nessuno di loro era mai stato un vigliacco. Aveva visto la
loro morte ricordando i volti sorridenti, corrucciati, imbronciati,
orgogliosi, di tutti quei giovani, ricordando per ogniuno  di  loro 
un aneddoto, un cicchetto, un gesto. Non sapeva se fosse o meno  la
verita', e si sarebbe stupita nel sapere che queste sue convinzioni
erano esatte. "Forse", si disse, "Io sto proprio  vivendo  il  loro 
dono, tutti i loro anni che non hanno potuto vivere...", non  volle  
avere una risposta, dato  che  le  lacrime  premevano  agli  angoli 
degli occhi, facendoli bruciare. L'unico  dato  che  conosceva  era 
racchiuso nel cammino che  avevano  fatto  i  condannati  prima  di 
essere umiliati, con lo spoglio della divisa, fatto da  un  civile,
che non poteva capire l'orgoglio che ogniuno di quei ragazzi  aveva 
nell'indossare quelle giubbe. I due  reparti  avevano  marciato  in 
citta', inquadrati e schierati come se fossero  uno  solo, cantando
le loro cadenze, alternando quelle della guardia reale  con  quelle
della guardia cittadina, tutti assieme, non  orgogliosi  di  essere
guardie, ma orgogliosi di avere servito lo stesso  comandante  sino
alla fine. Uniti nella fede per qualcuno e non per qualche cosa.
Spesso si era chiesta chi di loro era  morto  invocando  lo  slogan 
della Rivoluzione, chi chiamando il suo nome, chi sull'attenti, chi
con il motto del reparto a fior di labbra.
- Lui  e' mio! - aggiunse,  rivendicanco  la  paternita' di  quello  
scontro.
- Lascia il bambino! - Veleno si fece  avanti, disarmato - E  dimmi
cosa vuoi - aggiunse, in sengo di resa incondizionata.
"Vuoi la mia testa, Xavier?", domando' con lo sguardo all'uomo.
- Io voglio questa vendetta! - lo riprese  Ren, implorando  il  suo
diritto di aver soddisfazione.
- Io voglio mio figlio! - le rispose Veleno - Vivo! - aggiunse.
- Per vederlo morire? - queste  parole  le  uscirono  dalle  labbra 
prima ancora che potesse fermarle. Si morse il labbro inferiore, da
quale lato del suo cuore erano uscite? Perche' aveva detto una cosa
del genere a Veleno? Era maledettamente  vero, pero'. Anche  Veleno
lo sapeva, ma... Non  era  mai  bene  ricordarlo. Anche  lei  aveva 
voluto bene a dei mortali. Sapeva cosa significasse e sapeva quanto
quell'affetto era  necessario. Si  penti' nuovamente, ripromettendo
a se' stessa che avrebbe dovuto ricontrollare il suo tatto...
- Sei cieca di  rabbia! - la  riprese  lui, e  Ren  dovette  dargli 
ragione, ma il sangue che pulsava e ribolliva nelle vene come lava,
il cuore che pompava all'impazzata, no, quelli non poteva ignorarli
e lasciare libero il campo. Aveva atteso troppo, era tempo che  lei
potesse trovare soddisfazione per quel misfatto. 
- Vuoi la vendetta? - domando' - Sei riuscita a serbare rancore per 
cosi' tanto tempo - le  si  avvicino' e  le  strinse  l'avambraccio 
sinistro.
Ren fu sbalordita, si sarebbe aspettata una stretta dolorosa, quasi
fosse una rivalsa sulla frase che gli aveva elargito poco prima. Ma
non fu cosi'. Era una stretta morbida e calda, non era per fermare,
ne per ferire, ma per dimostrare. "Cosa...", non seppe  trovare  ne
una risposta, ne il seguito della frase.
- Come hai fatto a non impazzire? - le domando', mutando  voce  con 
la rapidita' con cui un camaleonte si mimetizza - Xavier ha  scotti
da pagare anche verso di me, e da molto piu' tempo... - aggiunse.
- Avanti! - lo esorto' Xavier - Non  ho  certo  tutta  la  notte! - 
aggiunse, esprimendo vera impazienza.
- Cosa vuoi Xavier? - domando' Veleno, muovendosi  verso  di  lui -
Vuoi vedere se sei ancora bravo come un tempo, oppure vuoi solo  la
mia testa? - mise un piede davanti all'altro, con flemma misurata.
"Che cosa sta  accadendo?", si  domando' nuovamente  Yell, "Perche' 
non ha gia' sparato! Quel bambino offre un buon profilo di tiro per
la maggiorparte della parte superiore della figura! Puo' piazzargli 
una palla in testa senza troppa fatica!", avanzo' di un  passo. "Ma
perche' cavolo non lo ha ancora fatto".
Ren era rimasta a meta' tra lo  sgomento  e  lo  sbigottito, alcuni 
passi dietro a Veleno, osservando la scena. No, Xavier non  avrebbe
potuto non combattere... O si'? Veleno si  era  fatto  problemi per
porre fine alla sua vita, una notte di molto  tempo  prima, chissa'
se Xavier avrebbe avuto un ripensamento simile? Molto probabilmente
no, si rispose.
- Dove stai andando - sibilo' la sua voce alla notte - Non vedi che
ti passera' a  fil  di  spada?!? - vide  nel  volto  che  le  stava 
sorridendo una tacita dichiarazione.
- Lo sai?!? - sussurro', lui  si  limito' ad  annuire, ma  dopo  si 
senti' in dovere di dire qualcosa in piu'.
- E' mio  figlio - ammise,  torno'  a  voltarsi  ed  a  coprire  la 
distanza che lo separava da Xavier - Non posso fare altro -.
"Perche' stai sorridendo?", chisesero i suoi occhi, mentre scrutava
il volto dell'amico.
Con un ampio gesto del braccio, la  mano  destra  dell'uomo  emerse 
dalle pieghe del soprabito, luccicando nella notte, per merito  del
metro e piu' di spada che reggeva.
- Finalmente! - la  voce  di  Xavier  vibro',  forse  in  preda  ad  
un'estati senza precedenti. Il  braccio  si  alzo' per  sferrare un 
forte colpo  di  taglio  alla  base  del  collo  della  vittima, ma 
qualcosa fermo' l'uomo.
Lo sguardo di  entrambi segui' la  fonte  di  disturbo, una  manina 
tirava una falda del soprabito di Xavier.
- Ehi, signore... -.
- Che cosa vuoi, moccioso? - chiese con visibile irritazione.
- I soldi che mi  aveva  promesso, me  li  da? - in  quel  momento, 
illuminato dalla  luce  della  luna, Veleno  noto' che  il  bambino 
non era Wil, ma vi assomigliava.
- Proprio ora? - sbuffo Xavier, estraendo un paio di banconote  che
mise in mano al piccolo.
- Gia'... - ammise il bambino - Cosi' almeno  sono  sicuro  che  mi 
paghi, con i truffatori che  ci  sono  in  giro, non  si  sa  mai - 
rispose, dopodiche' si mise in bocca  una  caramella - E  poi  devo 
andare a casa, e' tardi - aggiunse - Mia madre e' preoccupata -.
- Non sia mai - borbotto' Xavier - Non sono un truffatore, e con  i
tempi che corrono, ragazzo, devo dire che sono  fortunato  ad  aver
trovato un solo rapinatore stanotte - poi assunse un'aria pensosa -
Tua madre? - domando' al ragazzino - Ma non eri orfano? -.
- Se dici alla gente che sei orfano, ti paga meglio -.
Xavier si limito' a fare un grugnito e porse qualche  banconota  al
bambino.
- Buonanotte  signore - lo  saluto',  correndo  via - E'  stato  un 
piacere! - agito' la mano da lontano, sparendo poi nella notte.
- Buonanotte,   ragazzo - gli  auguro'  sottovoce,  Xavier - E  con 
quello che ti ho pagato, ti credo  che  e' un  piacere... Maledetto 
vampiro -  aggiunse,  voltandosi  nuovamente  verso  Veleno  - Dove 
eravamo rimasti? - domando'.
- Finalmente... Sguaino della spada... Preparazione del  fendente - 
riassunse Veleno.
- Ah  gia' - mormoro' - Scusa,  ma  sai... Al  giorno  d'oggi  'sti 
ragazzini, piu' infidi dei sperpenti... -.
- Nulla - minimizzo' Veleno, rovistando  nell'impermeabile - Scusa, 
disturbo se fumo? -. 
- No no - rispose  Xavier - Fai  pure... Anzi... Ci  prendiamo  una
pausa? E' da stamattina che corro avanti e indietro -.
- Hmmm... Gia'. Vita da cani... Saranno almeno un  paio  di  giorni 
che non faccio altro che girare per Parigi -.
- Merda - impreco'  l'altro - Pero' non  e' giusto!  Ragazzino  del 
cavolo! - Xavier invei' nella direzione in cui il bimbo  era  corso 
via - Mi ha fregato... -.
- Oh, nulla da dire... Devo ammettere che la trovata del bimbo  era
molto azzeccata -.
Xavier scoso' l'altra falda del suo leggero soprabito.
- Poco male - mostro' il contenuto dell'interno del capo - Mi  sono
premunito - un'altra sagoma piccola  e  scura  era  nascosta  dalle 
ombre  del  vestiario - Questo  e'  tuo  figlio,  quello  vero... - 
aggiunse, facendo notare che questo nuovo bambino era  imbavagliato 
e si divincolava, dato che le mani erano legate dietro alla schiena
- Quello di prima era solo una garanzia - ridacchio'.
- Non mi pare corretto pero' - mormoro' Veleno.
- Non c'e' correttezza a questo mondo... - torno' a voltarsi  verso 
di lui - Finita la sigaretta? - Veleno si  limito' ad  un  semplice
cenno del capo.
- Ok, riprendiamo... Dove... Ah! Ricordo... - il  dialogo continuo' 
dove si era arrestato, questa volta con  un  ostaggio  d'eccezione,
e con una vittima altrettanto eccellente.
- Inginocchiati  per  favore - domando' con  gentilezza - Mi  rendi 
scomodo il colpo di taglio - aggiunse - Se mi fai  la  cortesia  di 
metterti  in  una  posizione  migliore... -  attese  qualche  altro 
istante - Almeno cosi' tuo  figlio  potra'  guardarti  negli  occhi 
mentre muori -.
Veleno apri' la falda sinistra del suo impermeabile, estraendone un 
oggetto che luccico' nella notte, forse una spranga di ferro. 
Dal tintinnio che  questa  produsse, infilandosi  a  terra, in  una 
delle vene tra i blocchi di pietra, ai presenti  annuncio' che  era
una lunga spada.
Rebel  Yell, osservando  il  tutto, non  sorti' altro  effetto  che 
rendere  ancor  piu' incomprensibile  cio' che  stava  tentando  di 
comprendere.
- Che diavolo stanno facendo quei due fidiputt - domando' dietro di
lui la voce di Crossbones - Ora  vediamo  quanto  reggono  questo -
si  senti' lo  scatto  di  un  otturatore  di  grandi  dimensioni - 
Che dici, la smetteranno con questa mascherata? - quando  fece  per
schiacciare  il delicato  grilletto  dell'arma, trovo' la  mano  di 
TheGIO sulla canna, che la abbassava lentamente.
- No - fu la sua unica parola.
"Cosa avra' inventato stavolta  quello?", si  domando' Yell. Veleno
non poteva non avere qualcos'altro in mente. Non avrebbe  corso  un
rischio cosi' grosso. Era un fereddo bastardo, l'unica persona  che
nella sua vita poteva contare era lui stesso... Non  avrebbe  certo
ceduto cosi', aveva  in  mente  qualcosa... Ma  quel  qualcosa  era 
ancora troppo nascosto per essere notato. "O forse no? Forse non ha
in mente niente", non  volle  nemmeno  prendere  in  considerazione 
quella possibilita', era  troppo... Rischioso... Lui  non  lavorava 
cosi'. Era tranquillo, in ogni frangente, aveva sempre  una  via di 
uscita... "Ma ce ne sono? Quel bastardo ha in  mano  suo  figlio, e
lui...", arresto' il flusso di pensieri. Perche' non  aveva  ancora
utilizzato la pistola?
Xavier con un rapido gesto della mano, levo' il bavaglio del bimbo, 
dopo aver liberato la destra, che  reggeva  la  spada, per  tenerla 
sottobraccio.
- Papa'! - grido' Wil.
- E' tutto a posto, tesoro - fu la calma  risposta  di  Veleno - E'
tutto a posto - rincaro', sussurrandolo quasi.
Ren osservo' Rebel Yell arretrare  di  mezzo  passo, osservando la 
scena. "Ma che sta  succedendo?", domando' dentro  di  se, stavano 
tutti impazzendo? Veleno che stava dichiarando la resa, Rebel Yell 
che si comportava in modo strano. Lei che non riusciva a prendersi
la giusta rivincita, sempre per colpa di Veleno... "Ma  quello  ha
in mano suo figlio, pero'...", non si avvide che la sua epressione 
era cambiata notevolmente, "Fino a ieri, manco lo sapevo!", un po'
era offesa dal fatto che Veleno le avesse nascosto quella notizia.
Insomma, erano sempre stati buoni  amici... "Buoni  amici", decise 
che quelle parole, per definire cio' che provavano reciprocamente,
era solo un riduttivo eufemismo. Si scopri' ad osservare una scena
struggente, a  tinte  color  seppia, di  un  bambino  decenne  che 
conferiva con un uomo di mezza eta', morente.
*ta-tum*
- Papa'! -.
*ta-tum*
- Rebel, figlio mio -.
*ta-tum*
- Papa'! -.
*ta-tum*
- Tesoro mio -.
*ta tum*
TheGIO diede di gomito nel fianco di CB.
- Azz', pure in Francia lo fanno! - si volse verso  Duranti - Anche
da voi 'sto film spopola? - domando'.
- A dir le vere - borbotto' l'ispettore, osservando le  sequenze in 
bianco e nero - Non l'ho mai visto -. 
Ren lo osservo' per qualche tempo... "A dire il vetro?", si  chiese  
cosa  mai  avesse  voluto  dire, ma  dato  che  aveva  una  maggior  
conoscenza dell'ispettore, decise che era meglio lasciar perdere.
Avrebbe potuto anche utilizzare l'affermazione "A dir le noir", che
non avrebbe camiato di molto il senso della frase, sempre che ce ne
fosse stato uno.
- A me pare una bufala - borbotto' CB - Niente spari, niente azione
e sangue... -.
- Ma  che  ne  capisci  te  di  film - ribatte  Gio - Che  confondi 
Stallone  con  Bruce  Willis, Rambo  con  L'Ultimo  Boy  Scout - lo 
rimprovero'.
- Io non ho mai confuso quei due  film - ribatte' offeso  l'altro - 
Dico semplicemente che Rambo e' la storia  di  un  boy  scout! - ci 
tenne a precisare.
Gli altri due, Rebel e Ren, continuavano a valutare  la  situazione 
per  cercare  una  via  di  uscita  o  per  comprendere  cosa stava 
accadendo. Era cosi' stupido pensare che cio' che  stava  accadendo 
davanti  ai  loro  occhi  fosse  vero,  era  troppo  ovvio,  troppo 
disarmante.
- Pronto? - domando' Xavier, alzando la spada verso il cielo.
- Devi promettere che libererai mio figlio - richiese Veleno.
- Non  preoccuparti, non  e' lui  che  voglio, ma  te - nel  dirlo, 
sogghigho',  lasciando  che  i  suoi   denti,  lucidi   di   saliva 
baluginassero alla luce delle stelle.
- No! - un grido proveniente dalle  spalle  di  Veleno. Lui  non si 
volto', aveva gia' riconosciuto la voce.
- Ren! Non muoverti! - rispose a quel diniego - Non osare farlo! -.
- Ma... - ora il tono era sommesso, non piu' un urlo  disperato, ma
un lecito dubbio.
- Non voglio - anche il tono dell'uomo era mutato.
"Non puoi!", volle gridare, "Non devi!", ma non poteva, la sua gola
era ostruita da chissa' cosa, fose dallo stesso diniego di Veleno.
"Santiddio!", seguirono alcune imprecazioni, che le labbra di  Yell 
non lasciarono trapelare, "Ma che cosa...".
- Ti uccidera'... - sussurro' lei, oramai a qualche passo dai  due,
comprendendo il semplice piano dell'amico.
- Lo so - rispose Veleno, senza indugio.
- Lascia che sia io a... - non servi' nemmeno che lui scuotesse  la
testa, non parlo', o meglio non parlo' a lei.
- Yell! - chiamo', invece - Tieni sotto tiro il bersaglio! - la voce  
torno' nuovamente autoritaria, quasi fosse  uno  strale  arroventato 
che deturpava le carni.
"Finalmente!", estrasse rapidamente la sua  Striker  Gun, puntandola
verso Xavier, "Azione! Finalmente!".
- Cosa credi di fare? - domando' Xavier a Veleno.
- Accidenti! - borbotto' in  tutta  rispota  l'altro  uomo - Ma che
diavolo  hai  capito,  Rebel! - lo  riprese - Noi  lui!  Lei! - con 
questa frase riusci' finalmente a far fare tilt al giovane.
"Come lei?!?", si domando'.
- Ma... Capo... - balbetto' il giovane.
- Cristo Santo, Yell! - Veleno tento' di scuoterlo con il suo  tono
autoritario - Mi hai sentito perfettamente! Tienila  sotto  tiro  e 
se fa solo un passo verso di me, spara! - "Cosa diavolo... Perche'!
Come mai devo tenere sotto tiro  Lady  Ren?!?!", si domando' Rebel,
non aveva senso, non c'era nessun motivo per farlo... Ren era della
squadra! Che cosa stava accadento! Sembravano tutti impazziti!
- Abbassa quell'arma, Rebel - Ren aveva lo stesso tono  di  Veleno, 
ora. Certo, se quel giovane le avesse puntato addosso  la  pistola, 
lei non avrebbe potuto farci molto, doveva  starsene  ferma. "Pensa
che roba, magari lui ti infila una palla in corpo e tu, dopo cinque
secondi ti rialzi, notando che il  peggio  che  ti  abbia  fatto e' 
l'averti rovinato la pettinatura, oppure l'aver  sgualcito  il  tuo 
vestito", non  era  certo  una  bella  prospettiva, avrebbe  dovuto 
costringere Rebel ad abbassare l'arma.
- Capo, io... - nuovamente  la debole lamentela di Yell fu troncata
dalla voce di Veleno.
- Per  una  volta - lo  imploro', spazientito - Per  una  schifosa, 
dannata, fottutissima volta... Per l'ultima volta. Fammi  il favore 
di non eseguire i tuoi incarichi di testa tua, ma  di  seguire  gli
ordini! Per piacere! -.
- Vel, ma lei... -.
- Non me ne importa niente! Non un passo, mi hai capito?!? - questa
volta il tono di voce era molto alto, quasi un urlo.
Dalle labbra del giovane non usci' un suono, se non un gemito.
- Ragazzo! - invoco' nuovamente Veleno - Fallo, dannazione! -.
La sofferenza, la tensione, l'elettricita' era  palpabile. Avverti'
distintamente  un  muscolo  facciale  guizzare  nervosamente.  "Sei 
troppo teso!", si disse, tentando di riportare  serenita' nei  suoi
pensieri. La Striker Gun  faticava  ad  essere  tenuta  nel  giusto 
assetto. Stava tremando. "Merda!". Il mirino oscillava troppo... Un
fremito in piu' ed avrebbe rischiato di esplodere un colpo.
- Io non... - gemette.
- YELL! - ringhio' esasperato l'altro. Il suo cuore pompava come un
tamburo incollerito e folle, fino  a  giungaergli  in  gola, fino a 
gonfiare la sua lingua, fino a far vibrare  il  suo  palato, fino a
martellare le sue tempie. Ebbe una  repentina  vertigine. "Calma!", 
quella parola di  solito  lo  riportava in  se, ma  i  tremiti  non 
cessarono.
- Per l'alor del cielo! Fai come ti dico! - lo sguardo del giovane,
oramai sconcertato si alternava  tra  la  figura inginocchiata, che 
gli voltava le spalle, in attesa della  sua  conferma, alla  donna, 
che  lo  squadrava  con  decisione  e,  "Com'e'   possibile?",  con 
altrettanto timore  negli  occhi. I  secondi  si dilatarono, fino a 
diventare  minuti, ore, giorni, settimane, anni... Eoni...  Schegge
di  eternita'. Quando, infine,  giunse  qualcosa  che  lo  riporto' 
indietro da questo suo delirio.
- Rebel, abbassa la pistola - Ren al contrario del suo socio  aveva
un tono piu' dolce, piu' caldo, suadente.
- Non ascoltarla, Yell! - Veleno  lo  scuoteva, lo  riportava  alla 
realta'. "Cristo!", fu l'unica cosa sensata che  riusci' a  carpire 
del flusso di pensieri che lo stava  invadendo, e  questo  provoco'
una smorfia crudele sul volto del  giovane. Non  stava  capendo  la
situazione e questo lo innervosiva molto. Non poteva  decidere, non
poteva agire... Non poteva  fare nulla! E  questo  non  gli  andava 
affatto a genio. Se non si muoveva a fare l'una cosa o l'altra, era
certo che le cose sarebbero precipitate e non averne  il  controllo
poteva significare solo una cosa. Morte, per se o per qualcun'altro
dei  suoi  colleghi.  No...  Decisamente  non  era  una  situazione 
piacevole...
Noto' solo in quell'istante di iperattivita' celebrale che  vi  era 
un particolare, un'assenza che fino a quel momento non aveva ancora
notato. Dove diamine era GNAGNA?!? Questa domanda lo colse come una
luce improvvisa, tanto che lo costrinse a socchiudere gli occhi, in
una smorfia che era piu' una posa mentale.
Il coso era scomparso, la domanda che lo  attanagliava, escluso  il 
dove fosse ed il cosa stesse facendo, che sicuramente rappresentava
un serio e probabilissimo pericolo, era il cosa  era  scomparso con 
lui? Lancio' uno sguardo alle sue  spalle, notando  le  luci  della
torre Eiifel, sospirando sollevato. Almeno quella c'era ancora.
Vide un qualcosa di strano attorno alla figura di Xavier, forse  un
guizzo di una luce, magari una macchina che in  lontananza svoltava 
in loro direzione, ammiccando con i fari...


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