Finalmente siamo alla fine di questa fanfic... Ma attenti... Altre
avventure attendono l'Agenzia.
Hehehehehehe.
Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa
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Part 19 of MAXINT
I colori brillanti dell'alba illuminavano il profilo di una IAC
City insanguinata dall'apparire del disco solare, soffiava una
leggera brezza, che portava con se il salmastro del mare, misto a
qualche goccia che parlava di onde infrante sul frangiflutti.
Veleno osservava il mare, fumando silenzioso, il suo impermabile si
gonfiava sotto il tocco del vento. Sembrava quasi un cavaliere di
altri tempi, si disse Yell, uno di quelli di cui parlano le
leggende, quelli senza macchia e senza paura, con il mantello
svolazzante e la spada al fianco. "No", si corresse poi, "Ha l'aria
piu' di un angelo vendicatore che di un cavaliere".
- Capo, io davvero non riesco a crederci - disse. Per un istante
credette che la sua voce fosse stata portata via dal vento, visto
che lui non aveva accennato ad alcuna reazione.
- Cristo, ragazzo! - non si mosse dalla sua posizione, continuo' a
parlare voltato di spalle - Cosa devo fare per fartelo credere,
tagliarti la testa? - spense la sigaretta con rabbia - O credi alle
mie parole o un giorno potresti trovarti davvero nei guai -.
- Ma... Mi sembra assurdo... Come e' possibile? -.
- E che ne so'... Io non me ne sono mai chiesto il perche' o il
come - menti' Veleno - So solo che e' cosi'. E che se vuoi vivere
devi stare attento al tuo collo -.
- Tieni! - Rebel afferro' al volo l'oggetto che Veleno gli aveva
lanciato. Si stupi' di come era riuscito a tenere una cosa cosi'
voluminosa senza dare nell'occhio. Era una spada, quella che si
poteva classificare come "spada lunga" o "broadsword", Rebel non
aveva una grande dimestichezza con quel tipo di armi, ma di certo
era di ottima fattura, a giudicare dall'elsa e dallo stato della
lama.
- Cosa... ? -.
- Quello sara' il tuo biglietto da visita d'ora in poi, ragazzo -.
- Ma capo, io mi sento un po' cretino a... -.
- Non ne abbatterai mai uno a pistolettate, credimi - gli mise una
mano sulla spalla - E nemmeno in altri modi... Potrai farlo solo
con questa, perche' d'ora in poi i tuoi nemici saranno molto piu'
duri e vorranno la tua testa - nelle sue mani apparse un'altra
spada, simile a quella che gli aveva dato, se non che sull'elsa
della sua vi erano strane iscrizioni e su quella di Veleno delle
ossa in argento, che terminavano in teschi. Avverti' distintamente
che la spada di Veleno gli daav una sensazione differente.
- Questa e' Raven Feeder, conosce la mia mano da piu' di mille
anni - spiego' il suo "maestro" - E' una spada magica, si dice e
piu' di una volta mi ha salvato la vita in combattimento - roteo'
piu' volte la lama, facendola fischiare - Ed ora, ragazzo, in
guardia, e' ora che ti insegni come rimanere vivo negli anni a
venire... La guerra che ti aspetta e' sanguinosa, vedrai morire
molta gente attorno a te, ma questo e' il nostro destino - vibro'
un colpo, parato debolmente dal giovane, che fece solo in modo di
deviarlo, facendolo mirare al terreno.
- Ti troverai a combattere nei posti piu' impensati, per le ragioni
piu' impensabili, come ad esempio quella piu' imprtante, che e'
scritta nella tua esistenza, che dominera' ogni tua azione, ne
rimarra' uno solo - spiego' - E dovrai combattere con persone che
spesso non nutriranno rancore verso di te, anzi' non avranno alcun
motivo apparente per combatterti se non proprio quello di rimanere
in vita - Yell paro' un'altro colpo, ma fu fiacco e la spada
rischio' di scivolare via dalla sua presa.
- Tutto questo e' molto stupido -.
- Sembrera'molto stupido a te, figliolo, ma per me invece e' la
cosa piu' vera del mondo - ribatte' Veleno.
- Anche se dovessi combattere contro di te? - domando'.
- Si', anche se dovessimo combattere - dimostro' un vivo rammarico,
nel pronunciare queste parole, e Rebel si disse che forse l'unica
volta, da quando lo conosceva, che lo sentiva cosi' sincero - Non
farti fregare... - vibro' un altro colpo che si fermo' a qualche
centimetro dal suo braccio destro - Non fidarti di nessuno, perche'
ti capitera' prima o poi di dover combattere con chi ti sta a cuore
- schivo' con facilita' l'attacco del giovane - Perche' ricorda
che... -.
- Lo so, lo so - lo interruppe Rebel - Ne rimarra' uno solo -.
- E tu dovrai fare ogni cosa in tuo potere per essere quello che
rimarra' - aggiunse Veleno.
- Ma cosa spettera' a chi rimarra'? -.
- Questo, purtroppo, lo ignoro - rispose Veleno con sincerita' - Ed
ora basta perdere tempo! - il suo attacco che segui' fu piu' deciso
- Devi imparare a combattere... Ricorda, non combatterai mai in
terra consacrata, questa e' una regola che devi rispettare,
altrimenti tutti noi ti cercheremo per ucciderti - si guardo'
attorno - Ed ora zitto! Scommetto che mi hai fatto parlare solo per
perdere tempo... Non e' tempo di parlare, mostrami di cosa sei
capace - tiro' una nuova stoccata, che incontro' il dorso della
mano sinistra di Yell.
- Ahi! -.
- Sei troppo scoperto - lo rimprovero'.
- Non ho mai impugnato una spada in vita mia - si giustifico' lui.
- Cosa credi che ci stia a fare allora io? - sbuffo' Veleno - Ed
ora riproviamo - sospiro'.
- Daccordo - Yell fece per attaccare, ma fu fermato da un colpo in
fronte che Veleno gli diede con il palmo.
- Sei deconcentrato! - lo rimprovero' - Ora riprova... E ricorda,
concentrazione, ci vuole soprattutto concentrazione, partiamo dalla
formula. Questi incontri si svolgono sempre secondo le regole della
cavalleria, regole che vantano piu' di mille anni di eta'... -
- Io sono Veleno, Conte di Momiano - stigmatizzo' Veleno - Ne
rimarra' uno solo... - attese la sua risposta.
- Io sono Reb "Kazzuto" Hunter... Ne rimarra' uno solo -.
Nei minuti seguenti attorno a loro vi fu' solo il clangore delle
armi...
- Ragazzo... - commento' Veleno una decina di minuti dopo, seduto
assieme a Rebel sul muretto di protezione che cingeva il molo.
- Hm? -.
- Rebel Yell va bene, non e' amle come nome... Davvero - gli cinse
le spalle con un braccio - E ti consiglio di usarlo, se non vuoi
che chi affronterai non ti scoppi a ridere in faccia... Lascia
perdere i consigli di CB... -.
- Daccordo capo -.
- Ora rincominciamo... Faro' di te uno spadaccino provetto in meno
di un mese... Lo giuro... -.
Rebel Yell si volse verso l'unico spettatore di quella scena.
- Ma sta dicendo sul serio? - domando'.
- Oh, ci puoi scommettere - rispose TheGIO - Ce la fara', o ti
ammazzera' nel tentativo di farlo -.
- Certo che cho un culo... - commento' a bassa voce.
- Cosa? - domando' TheGIO.
- Oh, nulla, nulla - Yell strinse nuovamente l'elsa della spada nel
pugno e rialzo' la lama, ma fu costretto a riabbassarla quasi
subito. La sua testa era stata invasa da un fastidioso ronzio, la
base del suo collo, era un continuo formicolare che si propagava
dal cervelletto giu' per tutta la colonna vertebrale. Si guardo'
attorno, notando con distaccato disprezzo che il tremito lo aveva
colto troppo alla sprovvista, tant'e' che la spada tremolava
leggermente e non vi era modo di fermarla.
Anche Veleno e Gio era come se si fossero calati in uno stato di
contemplazione estrema dell'ambiente e lo scritavano con estrema
cirospezione.
- Cosa... -.
- Shhhh! - gli intimo' TheGIO.
- Lo senti anche tu - riusciv a percepire le parole di Veleno
frammiste alla sensazione che lo stava pervadendo - Lo senti anche
tu, vero? - domando', ricevendo un cenno di assenso.
- Che cos'e'? -.
- Uno di noi... Ricorda bene questa sensazione, ragazzo, e' cosi'
che avverti la sua presenza - Rebel aveva gia' conosicuto quella
sensazione era da quando avevano fatto ritorno a casa che avvertiva
quel disturbo... Credeva fosse solo una reazione alla botta che
aveva preso su quel marciapiede degli Champes Elisees, il medico
gli aveva detto che sarebbe presto passata. Evidentemente anche il
medico si sbagliava.
Veleno avverti' un fruscio dietro di lui, seguito da un sibilo, che
termino' in un rumore squillante, di metallo contro metallo. Rebel
si volto', vedendo Veleno inginocchiato, con la spada inclinata
sopra la testa, che voltava le spalle al suo avversario. Un rapido
scarto della lama che prima era stata fermata, si trasformo' in un
fendente che puntava alla spalla. Ancora una volta Veleno blocco'
il colpo, senza mutare posizione, sempre voltando le spalle al suo
avversario, questa volta tenendo la spada accanto al fianco, in
verticale. Tutto questo era avvenuto nel breve spazio di due
secondi al massimo.
- Sono Veleno - disse lui voltandosi - Ne rimarra' uno solo - e
sgrano' gli occhi alla vista del nemico.
- Sono Lady Ren - fu la risposta dell'avversario - E sono qui per
riscuotere il mio debito... Ne rimarra' uno solo -.
L'unica risposta di entrambi alle parole, le occhiate ed il
significato della sfida, fu un sorriso.
- Come mai stanno combattendo? Mica si taglieranno la testa -
chiese Rebel Yell a TheGIO.
- Oh, no... - rispose lui distrattamente - Capita almeno una volta
su tre, quando quei due si incontrano - minimizzo' - E' del tutto
normale, vedrai... Non si faranno nulla, capita estremamente di
rado che si feriscano, se la sanno cavare - lancio' un'occhiata
impietosa al giovane - Loro - aggiunse con un pizzico di meschina
malvagita' - Vuoi del popcorn? - Rebel si trovo' sotto il naso un
cartoccio colmo di popcorn. Voltandosi verso TheGIO, lo trovo'
intento a gogersi lo scontro, con una bibita in una mano e con del
popcorn nell'altra.
- No... - Yell degluti' a fatica - Grazie -.
- Vuoi fare una scommessa? -.
Questa volta Rebel si trovo' di fronte ad una visiera nera, che
nascondeva in parte gli occhi di TheGIO. Anche stavolta declino'
l'invito, semplicemente scuotendo la testa.
- Acc - si lamento' TheGIO poco dopo - Qui non si vede bene,
abbiamo il sole in faccia -. Il giovane stavolta rinucio' al
chiedersi come mai fossero capitati in un palco dell'Opera, dalle
poltrone in velluto rosso e dai finimenti in broccato. Si impose di
seguire il combattimento, usando come scusa il fatto che gli
avrebbe insegnato qualcosa, ma era un trucco per distogliere la
mente dalla domanda sul perche' lui vestiva abiti ottocenteschi da
damerino e TheGIO fosse vestito come una signora dell'epoca che
reggeva su di un'asticella un piccolo binocolo.
- Non molli mai eh? - chiese Veleno.
- Mai... E tu lo faresti? - non fu necessaria alcuna risposta,
bastava ascoltare il clangore delle loro spade, per comprendere,
un clangore che come musica si spandeva in quello scorcio di alba,
abbacinato talvolta dai sanguigni riflessi del sole sulle lame.
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