Cosi', mentre molti (^_^;;;) IACers aspettano il quarto e definitivo
capitolo di Video Man GAI, ecco qui una bella ff dedicata al MITO.
(capierete presto...).
Come al solito e' abbstanza corta (non riesco a scrivere cose troppo lunghe,
dopo un po' mi annoio), quindi in 10-15 minuti massimo fate in tempo a leggerla.
Buona lettura!
Ah, dimenticavo, e' una ff sentimentale (^_^;;;) , cosi' ora almeno dopo
quella di Maki e di Kirone siamo a 3 e la triade per le nomination
all'Oscar di IAC sono complete ^___^
I'll never forget you - Ricordi di un altro cuore
Riesci a sentire i battiti del mio cuore?
No, non credo. Sei in cucina, al piano di sotto. Siamo vicini,
distanti solo pochi metri (riesco a distinguere la tua voce, ma
non cio' che dici), ma mai come ora mi sento distante da te.
Probabilmente ti stai dando fare per cucinare qualche prelibatezza
del tuo lontano paese, non sempre apprezzata da chi dovrebbe
(insomma..., diciamo che spesso fai cose "originali"). Ti stai
divertendo, lo so, sento un tono gioioso nella tua voce.
Non sono solo in questa camera, sai? Che poi neppure e' mia, ma
ormai la conosco a perfezione, tante sono le volte che ci sono
venuto.
Poco distante da me, fuori dalla penombra, c'e' Mendo appoggiato
al muro. In mano tiene come al solito la sua spada, e la fissa, in
silenzio.
Intanto io mi guardo attorno, e mi accorgo subito delle differenze
tra questa stanza e la mia.
A casa mia tu, ritratta su poster e foto appese e sparse un po'
dovunque sul muro, riempi l'aria che respiro. Sopra il letto, di
fianco all'armadio, sopra alla scrivania: il tuo sguardo dovunque,
su foto rubate agli attimi di felicita' che hai sempre regalato a
chi ti stava intorno.
Ma qui no. In questa camera non servono tue immagini. Qui non
serve ricreare illusioni della tua presenza.
Illusioni di un amore mai avuto, purtroppo.
Qui ci sei tu, e questo basta.
Ah, come ho fatto a dimenticarmelo? Qualcosa che ti ricorda c'e'
ancora: e' il tuo tappeto, che tu avevi portato in questa camera
quando decidesti di rimanere in questa citta', ricordi?
Ed e' rimasto qui, tutti questi anni. Ho allungato una mano e lo
sto sfiorando, come fosse una reliquia. I colori sono ormai
sbiaditi, e al tatto si sente abbastanza l'usura cui e' stato
sottomesso per tutto questo lungo periodo.
I bordi sono un po' rovinati, ma si riconosce ancora distintamente
la figura dell'animale che rappresenta.
Una tigre.
Anche Mendo si e' accorto che sto fissando il tappeto tigrato. I
nostri sguardi per un momento si sono incrociati, per poi tornare,
nuovamente, al tappeto, senza dire neppure una parola.
Per un attimo sono riuscito ad intravedere nei suoi occhi la
stessa rassegnazione che credo lui scorga nei miei. Forse riesce
meglio a nascondere le proprie emozioni, ma dopo tanti anni che lo
conosco un po' sono riuscito a capirlo.
La luce sulla scrivania e' sempre accesa, ma irrora debolmente la
stanza.
Vorrei spegnerla, ma non oso pensare come reagirebbe Mendo chiuso
in una stanza al buio... anche quelli come lui hanno punti deboli,
sai?
- Ehi Mendo ! - alzo un po' il tono, ma senza urlare.
Mendo alza la sguardo e mi fissa, ma non riesco a capire se abbia
voglia o meno di parlare.
- Mmmh? - beh, almeno mi ha risposto.
No, non credo che abbia poi tanta voglia. Ma rimanere ancora cosi'
in silenzio un po' m'innervosisce. E poi, non ci eravamo riuniti
qui proprio per parlare dell'Evento? E poi, a che pro? Forse per
consolarci?
- Allora? Come ti senti ?- ritento di aprire un dialogo
- Mi sembra che il mio aspetto rifletta bene il mio stato
d'animo...
- Poca voglia di parlare, eh? Ti capisco...
- Infatti. Ma spero che tra qualche giorno mi passera'. Sempre che
sopravviva al domani.
Domani? Per un momento non avevo capito il senso della frase, ma
poi... Domani ci sarebbe stato il grande evento, e dopo, le cose
(spero) sarebbero tornate alla normalita'.
Ma la normalita' future purtroppo rappresentera' solo la morte
delle nostre speranze, se mai ne avessimo avute qualcuna.
Si', e' vero, ci eravamo tutti rassegnati da tempo.
Che lei amasse quel deficiente, purtroppo, era un dato di fatto.
Anche se non ho capito mai perche'.
Anche se nessuno non ha mai capito perche'.
Forse neanche lui conosce il motivo.
Ma l'illusione di un miracolo era sempre continuata. Vederla,
parlarle, magari farla ridere, questo era quello di cui ci
accontentavamo.
Il loro legame, dopotutto, non si era mai ufficializzato, e questo
ci dava perlomeno liberta' d'azione. Era quasi come un gioco.
Ma da domani no.
Domani il gioco sarebbe finito. E i nostri cuori, avrebbero avuto
ancora la forza di misurarsi in questa competizione tutto sommato
cosi' crudele, ma che perlomeno dava alla nostra vita uno Scopo?
Chissa', forse per Mendo le cose si sarebbero messe a posto, in
qualche modo. Intorno a se' ha sempre stuoli di ammiratrici,
colpite dalla sua eleganza e dai suoi (TROPPI) soldi.
In qualche modo si sarebbe consolato.
Anche se nel suo cuore la ferita sarebbe stata eterna. Un po' meno
della mia, credo, ma se lo sarebbe ricordato.
Non aveva mai digerito il fatto che uno come quel cretino avesse
potuto batterlo cosi' nettamente, ma era una corsa in cui tutti
escluso Lui partivano svantaggiati.
Ma per me era la fine.
Fine di tutto. Sofferenza, quando non potevo averla con me,
felicita', quando mi rivolgeva la parola, rassegnazione, quando
sapevo che mai il suo cuore avrebbe potuto essere mio, gioia.
Era forse il termine della mia vita adolescenziale, fatta di sogni
e di speranze, sempre affrontate con un gruppo di amici che mai
scordero'.
Stavo diventando adulto?
Ma se adulto voleva dire sprofondare nell'apatia comune, essere
uno dei tanti infelici che camminavano su questo pianeta non era
meglio rimanere ragazzo? Peccato. Immagino che sia un sogno
irrealizzabile.
Mi stai pensando?
No, non credo. Ma io penso a te, sempre, e il fatto che ti sto
perdendo per sempre forse affievolira' le mie speranze, ma non i
miei ricordi.
Tutto, ricordo tutto.
Forse non perfettamente (non ho mica in testa un computer, io), ma
i momenti che ho passato con te non riusciro' mai a scordarli. E
tutti quegli scherzi fatti al tuo ragazzo, nel tentativo di
allontanarvi... Ero crudele, lo so, ma al tempo era l'unico modo
per sperare che vi lasciaste.
Ero geloso.
Eravamo gelosi.
Credo che nessuno non abbia mai capito cosa hai provato per Lui
quando vi siete visti per la prima volta. Tu eri venuta da
lontano, da molto lontano, per sfidare tutti noi.
A rappresentarci fu scelto proprio Lui. Come scordarlo?
Perche' non tocco' a me? Perche' solo gli altri hanno queste
fortune ? Perche'?
Forse era destino, ma mai come allora si rivelo' piu' crudele.
E adesso ?
Dopo l'Evento di domani cosa' saro' io ? Dove cerchero' l'amore ?
Domande, domande, domande. Tutte senza risposte. Ma in qualche
modo devo reagire.
Non posso sprecare cosi' tutti questi anni passati a inseguirti
disperatamente, mia chimera.
Non posso sprofondare nel baratro della depressione, magari
dimenticando per sempre il tuo volto.
Non voglio scordarti, anche se tu domandi non Potrai piu' essere
mia, ne'di nessun altro, tranne che di lui.
Oh, sento dei passi. Qualcuno sta salendo la scala. Tu non puoi
essere, quando viene in questa stanza di solito voli.
- Ehi, Mendo, Megane, siete vivi ? - mi fa qualcuno fuori dalla
porta.
Ho gia' riconosciuto la voce.
Anche Mendo, che ha gia' sfoderato la spada.
- Sai cosa pensavo, Megane ? - mi dice, con la spada ben serrata
in mano.
- Credo di si'...
- Dici che se lo uccido .... - ma so gia' che sta solo bluffando.
Il dolore che recherebbe a Lei sarebbe immenso e non consolabile.
Ataru intanto e' gia' entrato in stanza, ed ha acceso la luce
della camera.
- Allora, di cosa stavate parlando, voi due ? - il tono e' sempre
il solito, e mi viene voglia di strangolarlo - siete stati dentro
per piu' di un'ora, ma quasi non vi ho sentito.
- Meditavamo sul futuro - risponde Mendo
- Sul futuro ? - replica Ataru, e come al solito da la sensazione
di non aver capito nulla.
- Siediti un attimo, devo farti qualche domanda - propone Mendo,
ma la spada che tiene in mano rende quella proposta praticamente
un ordine.
- Ma cosa vuoi ? Un interrogatorio ? Devo prepararmi
spiritualmente per domani, e pensavo che voi due stanotte mi
avreste organizzato una festa come si deve...
E' incredibile che pensi solo a quello. Ataru ha una mente monodirezionale,
rivolta solo verso le ragazze. L'ho sempre saputo, ma pensavo che
almeno il giorno prima diventasse piu' serio.
- Senti, Ataru - inizia Mendo, sedutosi per terra nella stessa
posizione di prima - ti senti pronto per domani ?
- Si', perche' ? - anche Ataru siede per terra, ma vicino alla
finestra.
- Sai cosa ti succedera' una volta terminato il tutto? - li faccio
io.
- Si', ma non me ne preoccupo. Era destino che succedesse, e dopo
tutto quel casino con i funghi di Rupa, ne sono sollevato. Prima o
poi era ora.
- Ma non ti manchera' la liberta' d'azione ? Sai cosa intendo,
vero - riprendo.
- E chi ha detto che smettero' di dare la caccia alle ragazze ?
Quella e' la mia vita!
- NO! - sia io che Ataru ci voltiamo verso Mendo, che si e' alzato
e impugna la sua lama.
- NO! Non sara' piu' la tua vita. Sara' la VOSTRA vita, e questo,
oltre a rendermi tremendamente nervoso, mi obbliga comunque a
ricordarti i tuoi doveri verso...
- E smettila, Mendo. E chi se ne frega ? Io faccio quello che
voglio - Ataru e' incorreggibile.
Ma coerente, dopotutto. Se lo faceva prima, perche' fermarlo
adesso. E magari Lei si sarebbe stancata.
- Tu non capisci! I tuoi doveri ti dicono di...
- No - l'interrompe ancora - sei tu che non capisci!
Sto guardando Ataru, e ora il suo sguardo, solitamente stupido, si
e' fatto serio.
- Vedi, Mendo, io ho PAURA. PAURA di non essere pronto, PAURA che
in un futuro lei si stufi di me, PAURA di crescere. Se tento di
fare le stesse cose che facevo prima e' solo per allontanare
questo stato d'animo che mi ha catturato. Non sai cosa si sente e
forse potrai capirlo solo quando capitera' a te.
Non voglio crescere, ma voglio AMARE come prima. Si', lo so, in
questi anni mi sono sempre comportato male, ma solo perche' dando
la caccia alle ragazze riuscivo a capire pienamente cos'era Lei
per Me. In nessuna ho trovato quello che cercavo veramente. In
nessuna ho letto negli occhi l'amore che Lei prova per me. In
nessuna.
E solo ora che sono sicuro, sento che devo rimanere uguale.
Cercare altre ragazze,ma non per tradirla, ma per pensare a lei ogni volta e
ricordarmela in ogni mio gesto, in ogni mia azione. Capire che Lei
e solo Lei e' l'unica creatura perfetta per me. Tenere viva la mia
passione, ma solo per riscaldare Lei con il mio affetto.
Non riesci a capire Mendo ? IO AMO LAMU', l'ho sempre amata, ed e'
per questo che domandi la sposero' ufficialmente. - e finito di
parlare, torno' a sedere.
Mi aveva sorpeso. Mai avevo visto Ataru cosi' serio nelle sue
intenzioni, mai ero riuscito a capirlo piu' di adesso. E per Mendo
era lo stesso.
Aveva riposto la sua spada nella fodera ed era tornato a sedere,
in silenzio.
Non avevo mai capito la profondita' dell'amore che legava Ataru e
Lamu'.
Forse non avevo mai aperto abbastanza gli occhi (ho pulito gli
occhiali, che per me e' lo stesso).
Tentare di dividere quei due era impossibile.
Inutile provare.
Ma ero felice, almeno un po'. Ora sapevo perlomeno che Tu saresti
stata felice con Ataru, nonostante tutto.
Mi sentivo meglio, e la depressione di prima mi era passata.
Certo, pensarti sposata ad Ataru era ancora un pensiero
sofferente, ma gia' iniziavo ad abituarmici
all'idea.
- Tesorucciooooo ! -
Eccoti. La tua voce. Come fare a non distinguerla ?
Ti stavi avvicinando alla camera, probabilmente volando. E cercavi
Ataru, come sempre.
- Tesoruccio! Eccoti qua! -
Hai spalancato la porta e ci hai trovati tutti e tre, ma il tuo
sguardo si e' inevitabilmente posato sul tuo futuro marito.
- Tesoruccio, si mangia! -
- Adesso scendo, Lamu' - risponde Ataru, alzandosi e dirigendosi
verso la porta
- Ah, ma ci sono anche Mendo e Megane ! Ciao! Volete mangiare con
noi ?
- Certo, Lamu'. Ora scendiamo anche noi. - e anche Mendo si dirige
verso la porta.
Ataru e Mendo sono gia' usciti. Solo Lamu' si guarda ancora
intorno, spegne la luce sulla scrivania, e fa per allontanarsi.
Come sempre, nella mia vita. Non ha fatto altro che andare via.
E come al solito non riesco a dire niente di intelligente oltre a:
- Adesso scendo anch'io - che tristezza...
Sai, vorrei dirti che non ho mai amato nessuna come te, non ho mai
tentato neppure di tradire il tuo pensiero, tu che per me eri una
Dea.
Riesci a sentire i battiti del mio cuore?
No, non credo. Non li hai mai sentiti, e non li sentirai mai, e
ora stai uscendo definitivamente dalla stanza.
- Si', Megane - ti sei fermata sulla porta - li sento. Da sempre.
Ma i miei sono solo per Ataru. Mi dispiace - e ti sei allontanata.
Per un po' sono rimasto fermo nel buio.
Ma il buio e' solo in superficie. Il cuore e' illuminato da quella
frase.
Sono felice che hai capito almeno cosa provo per te veramente.
Era destino.
Si', me lo ripeto sempre.
E nel cervello, ogni giorno, continuero' a ripetermelo
Era destino.
Ma il cuore non lo sa. Il mio cuore continua ad amarti.
Ora.
Per sempre.
Lamu'.
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