Agenzia Rockflood - Fascicolo 35: Luce Mortale
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Written by Veleno

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Subject [FANFIC] Agenzia Rockflood - Fascicolo 35 - Part 2 of MAXINT
Date 03/11/97 11.30.42
Organization CILEA
Lines 652
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Agenzia Rockflood
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Fascicolo 35 - Luce Mortale
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Part 2 of MAXINT

La porta d'ingresso dell'Agenzia si  apri' con  difficolta' e  Sydia 
non impiego' poi molto a scoprirne il motivo, amche se una volta che
lo ebbe raccolto, lo osservo' con sguardo stupito... Una borsetta da
donna...
Trovo' la proprietaria della borsetta, poco lontano, seduta  al  suo 
solito posto, tuttavia il totale stato di abbandono in  cui  si  era
calata  mollemente, come  se  il  mondo  fosse avvolto da uno spesso 
strato di morbida bambagia  che  impedisse  ad  ogni  sensazione  di
trapelare.
- Milena - chiamo' dolcemente Sydia e come immaginava non  ricevette
risposta se non uno sguardo distratto.
- Milena - ripete' scuotendola. 
- Cosa - la voce era un flebile lamento - Cosa sta succedendo, Sydia
- non era una domanda o non ne aveva la forza - Dimmelo... Ti prego,
dimmelo... - gemette.
Tre  dei  quattro  uffici  erano  aperti  e  si sentiva un frenetico 
rovistare. Dopo  una  esplosione  che  scosse le mura dell'edificio, 
facendo cadere calcinacci  sulle  due  donne, la  voce di Crossbones
segui' al fragore.
- Ecco dove krispolo avevo messo quella cassa di Claymore! -.
Quell'esplosione parve scuotere Milena. " E  vorrei  ben vedere", si 
disse  Sydia, "Con  quel po' po' di  casino  che  ha combinato, o la 
scuoteva questo, oppure solo un litro di grappa avrebbe  sortito  un
un'effetto simile", si disse. "No...", la correzione fu  istantanea,
"Forse  un  uomo  nudo  avrebbe  potuto  fare  di  meglio". In  quel 
momento nell'ufficio entro' Lord V  con  una cassa  di  birra  sulle
spalle e la appoggio' pesantemente al tavolo della reception. 
Ne prese una, la apri', la bevve con avidita' e la vuoto'. 
Dopodiche' saluto' le  due  e  riprese  il  cartone, dirigendosi nel 
corridoio degli uffici, lascio' che la sua presenza fosse annunciata
da un sonoro e sconquassante rurtto.
- Hm - Veleno alzo' la  testa, osservando  TheGIO - Dovrebbe  essere 
arrivato Lord V -.
- Gia' - convenne l'altro - Con la birra - tossicchio' - Dopo questa
polvere ci voleva -.
- E non mi direte - incomincio' Lord V appoggiando a terra la sporta
- Che abbiamo intenzione di presentarci sobri! -.
Veleno afferro' una lattina al volo.
- Per mandare giu' un boccone cosi' - disse dopo un lungo sorso - Ce
ne vorrebbero altre due di casse! - borbotto', terminando la birra e
accartocciando la lattina.
Ignoravano  volutamente  il  drappello  di  sei  persone in uniforme 
militare che gironzolavano per l'ufficio, controllando ogni cosa.
I due posti ai lati dell'ingresso  avevano  un'aria  imperturbabile, 
che nemmeno l'esplosione della mina Claymore muto'.
L'unica  cosa  che  li  fece  muovere  fu  l'entrata  di  Rebel Yell 
nell'ingresso, che si trovo' di fronte questi due corpulenti  uomini
e che atterro' con  la  stessa  calma  che  questi dimostrarono poco 
prima. 
- Salve capo - disse Rebel presentandosi sulla porta dell'ufficio di
Veleno, dedicando piu' attenzione al suo vestito  ed  alla  cravatta 
che alla realta' che lo circondava in quel momento - Che succede? -.
I quattro individui impegnati a bere birra alle dieci di mattina  lo
squadrarono con occhiate dubbiose, chiedendosi quale delle cose  che
stavano accadendo fosse piu' singolare, se  bere  birra  di  mattina 
presto, giudicare normale il casino  che  c'era  in  ufficio  quella 
mattina, la giacca di Rebel Yell, il suo enorme lecca  lecca  oppure
gli insulti, i gestacci e le pernacchie rivolte ai militari da  Lord 
V, oramai irrimediabilmente ubriaco.
- Chi sono questi tizi? - chiese, tentando di  infastidire  il  loro
lavoro, spostando un cartone pieno di schede, ostacolando il cammino
ad un altro, tentando di ottenere da loro una reazione  superiore  a
quella che si potesse ottenere da un automa. Ma cio' non accadde. 
Quando i due uomini alla porta si riebbero, corsero  verso l'ufficio 
nel quale era stato  visto  entrare  il  giovane, con  atteggiamento 
baldanzoso e battagliero.
Veleno si limito' ad alzare  una  mano  perche' essi  si  fermassero 
sulla porta e tornassero sui loro passi.
- Uh - Rebel osservo' l'episodio e torno' a voltarsi verso  Veleno -
Ehi capo! Dici che se ci  provo  pure  io  funziona? - incomincio' a 
scivolare accanto ai militari indaffarati e ad alzare la  destra, ma
desistette  poco  dopo,  sembrando  vivamente  avvilito - No...  Non 
funziona. Com'e' che a te  va', invece? - si  sedette  accanto  agli 
altri e prese una lattina anche lui - Non e' male come  idea  quella
della birra - Lord V protesto' debolmente, volgendo  maledizioni  al
giovane e dicendogli che stava bevendo il suo sangue - Ma  come  mai
vi e' venuto in mente  solo  ora? - poi  li  guardo' uno  a  uno - E 
perche' siete vestiti tutti alla stessa maniera? -.
CB lo osservo', con un sorriso a meta' tra il divertito e  l'idiota, 
come unica risposta senti' montare in gola  un  sommesso  rutto  che 
sapeva di birra.
- Cosa si festeggia? - domando' ancora, osservando i dintorni - Ehi!
ma mi volete spiegare! -.
Veleno pos' una mano sulla sua spalla, indicendolo a voltarsi.
- Ragazzo - lo chiamo' - Ci sono delle cose nella vita  di  un  uomo
che... - "Che diavolo sto  dicendo, appunto?" - Volevo  dire... Gio, 
CB e io se ne dovremo andare per un po' e tu sei la persona  di  cui
mi fido di piu'... - "Piu' fatti e  meno  stronzate, guerriero!", si 
rimprovero', notando che quel ragionamento sregolato era indice  che
la sua sobrieta' se ne stava andando molto velocemente.
- Sta per dirti che dovrai occuparti di tutto per un po' - annuncio'
TheGIO, scostando pesantemente Veleno che fini… dritto a terra.
- Dovrei occuparmi di tutto!?! IO?!? - esclamo' Yell.
- Precisamente figliolo! - assenti' Veleno senza spostarsi dalla sua
posizione, sdraiato su di un lato - Hai vinto  un'altra  lattina  di
birra - in grembo gliene arrivo… una vuota.
- Questa cosa - commento… Yell, osservando la lattina vuota - Mi  sa
tanto di fregatura -.
- Ma  no, ma  no! - CB  gli  cinse  le  spalle, facendolo  oscillare 
sensibilmente - Sara' una  passeggiata,  vedrai! - Rebel  non  parve 
affatto convinto delle affermazioni di Crossbones.
Uno dei militari si avvicino' al gruppo ed annuncio' con voce  atona
che loro avevano finito.
- E' ora, signore - disse rivolto a TheGIO. 
I quattro si alzarono senza proferir parola.
- Ed ora dove state andando? - domando' rebel, guardandosi attorno.
- Via, ragazzo. E' semplice - rispose Veleno.
- Ma... E l'Agenzia? -.
- Te l'ho gia' detto, curala tu per qualche tempo - rispose  Veleno.
- Ma non posso! - improvvisamente represse quella strana  sensazione
di panico che lo stava invadendo - E i casi?!? Cosa seguo? -.
- Quello che piu' credi - ribatte' Veleno.
Giunti in corridoio videro che oltre a Sydia era  giunta anche  Lady
Ren. Lord V recupero' quasi totalmente la sua  integrita', per  fare
motto alla sua segretaria di seguirlo.
- Ehi, buongiorno! - li saluto' Ren.
- Salve a te *beurp* - rispose TheGIO. Veleno  soffoco' anch'egli un
discreto rutto e visto che non era riuscito a  parlare, le offri' un
semplice cenno della mano come saluto.
- Cosa succede? - la donna si guardo' attorno - E  come mai  puzzate
di birra a quest'ore? Cosa  si  festeggia? Perche'  non  me  l'avete
detto? - CB fece per spiegarle quando i suoi occhi  si  illuminarono
di una luce gioiosa - Ah! Era una sorpresa! Che carini! Grazie! -.
Si prodigo' nel dare un bacio sulla guancia a tutti, uno per uno.
- Ma per cosa? - domando' poi, senza mutare il  suo  sorriso  di  un
millimetro.
Rebel si riscosse e si fece avanti, mosso  da una  disperazione  che
nemmeno lui sapeva individuare con certezza.
- Ren! Aiutami! Se ne vogliono andare - e tutto d'un fiato  le  fece
uno straziante racconto.

Nel mentre i sei militari avevano sgomberato l'area  in  silenzio  e
stavano attendendo i quattro giu' in strada.
- Mhamud, hai  da  accendere? - l'uomo  chiamato  Mhamud  getto' una 
busta di fiammiferi all'altro soldato.
- Cosa stiamo  aspettando, sergente? - domando'  un  altro  all'uomo
seduto sul sedile anteriore della jeep che avrebbe  dovuto  scortare
la vettura dei quattro ufficiali.
- Loro - l'uomo con i galloni dorati  sulle  spalline  dell'uniforme 
non si scompose, si limito' a indicare  con il mento la porta  della
palazzina, rimanendo olimpicamente calmo, con le braccia conserte.
- Bah... Che incarico di merda! - sbotto' un  caporale seduto dietro
al sergente.
- Caporale - chiamo' il  sergente  senza  apparente  iracondia nella 
voce - Ti piace stare nella Brigata? -.
- Uh? Eh? Ma certo sergente! - ribatte' questo  con  entusiasmo, non
capendo dove stava andando a parare il suo superiore.
- Solo   che...  Ecco...  Sergente?  - con  un'occhiata  di  estremo
disappunto  il  sergente  si  volto'  nuovamente  verso il caporale,
infastidito  dall'ulteriore  disturbo - Mi  sembra  strano  che   il
comando abbia reintegrato quei quattro traditori! -.
- Da quanti anni sei nella Divisione Omega, caporale? -.
- Da piu' di due anni - rispose questo con orgoglio.
- Puoi fare domanda di trasferimento ad un altro reparto se vuoi -.
- Oh? No! - ribatte' ancora, con la stessa sicurezza - Non ci  penso
nemmeno! - non capiva come mai il suo sergente  stesse  reagendo  in 
quel modo.
- Hmm... Si pensa che un soldato come te queste  cose le sappia gia'
prima di diventare di carriera... - borbotto' - Ma  ti concedero' la
spiegazione - disse con tono paterno - Noi andiamo  dove  ci  dicono
di andare, portiamo  a  termine  la  nostra  missione, come  sempre, 
scattando. Ma questo te lo hanno insegnato con  lunghi mesi di corso
o  mi  sbaglio? - il  caporale   annui' - Quindi  non  discutere   i 
maledetti ordini. Eseguili! - bercio'.
Mentre il suo sguardo tornava a scrutare il  retro  della  jeep  che
dovevano scortare, lo sguardo del sergente  divenne vacuo, perso nei
ricordi del passato. Si', stavano  per  scortere  dei  traditori, la
cosa non gli andava a genio. Non gli  piaceva che la Divisione Omega
avesse  reintegrato  quegli  ufficiali,   era  segno  che  gli  alti
papaveri del comando stavano raschiando il fondo del barile. 
Potevano essere davvero giunti cosi' in basso, si chiese.
Si  rammento' di  anni prima, quando era un semplice  sottoufficiale 
in sovrannumero nello staff tecnico del  comandante  Sato. Ricordava
molto bene  quella  missione...  E  non  era  nemmeno  sicuro  della
definizione che il comando dava di quei quattro uomini.. 
"Traditori" poteva  voler  dire  molte  cose. Soprattutto se avevano
tradito  le  aspettative di un  generale  piuttosto che di tutto  il
consiglio  dello Stato Maggiore  della Divizione. E soprattutto cio' 
che voleva lo Stato Maggiore  della  Divisione  non  era  sempre  la
stessa  cosa  che  i politici  cercavano e nemmeno la Cosa Giusta in 
cui era stato addestrato a fare ed a servire.
E il comandante... Capitano Sato, si corresse, parve difenderli.
"Operazione  ClusterFuck" l'avevano  chiamata, perche' proprio  come
un clusterfuck  avrebbe potuto spazzare tutto via se solo un  errore
umano si fosse  verificato. Se questo fosse  accaduto, si  disse  il
sergente, lui  non sarebbe seduto su quel sedile ma almeno due palmi
sotto  terra. Non accadde infatti, la missione  ando' perfettamente,
ma  qualcuno decise che era un vero  e  proprio  fallimento, che  si
risolse  con  l'allontanamento  disonorevole  di  chi  poteva essere 
allontanato  e con il rimaneggiamento di altri. Forse a qualcuno non
piacevano  come comandanti, o forse la loro presenza al comando  non
soddisfava. Strano, perche' il  comandante - capitano,  si  corresse
ancora -, gli era sempre parso un eccellente ufficiale comandante.
Forse era un semplice problema di vedute... I loro  superiori non le
condividevano.
Accantono' quel  pensiero. Lui era un semplice sergente  maggiore  e
una volta andato  in pensione avrebbe sposato una donna  grassa  con 
i  suoi  stessi  gusti,  cosa  poteva  saperne lui di quale fosse la 
Cosa Giusta. Di  certo  un  generale non veniva messo in un posto se 
non era capace di  fare il suo lavoro. E spesso cio' che facevano  i
generali non aveva  un motivo chiaro, ma faceva parte di un  disegno
complesso. Troppo  complesso  per  un  semplice  sergente  maggiore, 
decise infine.

La "rimessa" dell'Agenzia era illuminata da una fredda  luce  bianca
difusa da grandi riflettori posti sui lati del  soffitto. EoS  stava
armeggiando con gli attrezzi nella buca sotto  l'elevatore numero 5,
dove era stato piazzato il blindato.
- Passami quella che ti ho dato prima - disse  ad un ragazzo che  lo
assisteva. Il suo palmo fu rinfrancato dal fredo  e solido  contatto 
con la chiave inglese e la strinse forte nel pugno.
- Maestro... E' sicuro? - domando'  il  giovane,  poco  piu'  di  un 
ragazzo, mentre si asciugava le mani con uno straccio lercio  che le
rese ancor piu' sporche.
- Ma  certo  Yoshi! - borbotto', stringendo  un bullone - Quanto  e' 
vero che la mia 500-D vola! Stringendo  questo  avremo  fini... - al
secondo  giro  di  dado, uno  schizzo  di  olio  nero e compatto gli 
investi' il volto - Merda! - sibilo, mentre sputava a terra.
- Maestro io... -.
- Me l'avevi detto, me l'avevi detto, lo  so! - sbuffo' - Avanti, e'
tempo  di  prenderci una pausa... - usci' dalla  buca e si  lavo' le 
mani in un bidone pieno d'acqua che assurgeva il  ruolo di bacile.
- Maestro! No, non quello! E' antigelo! -.
Dopo qualche imprecazione EoS trovo' il bacile  giusto  e  si  lavo'
energicamente le mani, coadiuvato da del sapone in polvere.
Il riflesso all'interno del bacile  cambio', mostrandogli  il  volto
di TheGIO, accanto alla sua spalla.
- EoS - lo chiamo' debolmente.
- Cosa  c'e'! - sbotto' lui - Il Blindato  non e' ancora  pronto! Ho
bisogno  di  tempo!   Te  l'ho  gia' de... -  si  trovo'  di  fronte 
all'Agenzia al completo.
- Che diavolo volete tutti qui? -.
Rebel e Milena avevano  un'aria strana, quasi  in  trance, attaccati
ad una disperata  speranza, che tutto quello fosse solo un sogno. 
Per un istante anche  EoS condivise quel barlume di illusione.
- Che diavolo ci fate  voi quattro vestiti  cosi'! - indico' le loro
uniformi - Non mi direte  che si torna tutti  da quei porci! - fu il
commento una volta notate  le divise  che  Lord  V, TheGIO, Veleno e
Crossbones indossavano. Le  insegne della  Divisione Omega erano  in
bella mostra sulla spalla destra di ogni tuta.
- Non tutti - preciso' Veleno - Solo noi, Guggia... -.
- COSA? - EoS getto' a terra lo straccio e avanzo' verso di lui.
- Cosa  significa!  Lo  sapete  benissimo  che  senza  di  me, senza 
queste mani, non  durereste nemmeno una settimana! - urlo' in  preda
al risentimento, senza  nemmeno archiviare il nome che Veleno  aveva
usato per chiamarlo. Non  lo chiamava Guggia da molto, molto  tempo.
TheGIO ammise in cuor suo  che il vecchio EoS diceva il vero.
- Cosa vuol dire "solo  noi"? - Veleno fu  investito  dalla   frase.
mista alla saliva sprizzata  dall'ira che muoveva la lingua di  EoS.
- Solo noi - ribatte' calmo - Questi sono gli ordini -.
Crossbones cinse le spalle di  EoS, brandendo una lattina  di  birra
e investendo il malcapitato  dell'acre aura di birra  che  avvolgeva
il quartetto.
- Orsu' vecchio  scorreggione - lo  canzono' - Non te  la  prendere,
ti porteremo un  paio di regalini e qualche nuova cassa  di ricambi,
te lo prometto - al  finire  della  frase,  EoS  scaravento' via  il
socio.
- Aaaah! Levatemelo di  torno! - si  riavvicino' TheGIO e Veleno - E
va bene! Va bene! - concesse  una rapida  occhiata a  Yoshi  che  si
catapulto' verso  Crossbones  per  aiutarlo  ad  alzarsi. Quando  ci
riusci',  CB  lo  scaravento'  via  come  EoS  aveva  fatto con lui, 
biascicando  qualcosa riguardo  al fatto che nessuno gli voleva bene
e che si sentiva  solo al mondo, rovinando  addosso  a  Lord  V, che
accolse  l'evento  con  un  rutto, suscitando  da parte di Sydia una 
occhiata  di infiammato disappunto ed un'epsressione  di disdicevole
rassegnazione.
- Questa  ve la lascio passare - l'ira di EoS si  sbolli' in  fretta
- Ma se non  riportate a casa la pellaccia - brandi' una  pistola da
ingrassaggio - Guai  a voi! - si volto' verso  Yoshi - Giovanotto! -
il richiamo fece  sussultare il ragazzo - Avanti!  Abbiamo  riposato
abbastanza! Al  lavoro - lo sprono' - Quando  tornerete - si rovolse
infine al quartetto - Sara' come nuovo! -.
Yoshi osservo  il suo maestro che si gettava  per  l'ennesima  volta
nella buca  dell'elevatore 5 mentre lui  trotterellava al suo fianco 
con la cassetta degli attrezzi.
Si sposto' di  lato per far scivolare Deunan  nella buca assieme  ad
EoS, e rimase ad osservare i quattro che se ne andavano.
TheGIO si volse  per  l'ultima  volta,  gridando  un "Grazie!" cosi' 
forte che EoS lo  senti' eccheggiare anche  quando lo scalpiccio dei
sette  "intrusi"  in  quello  che  lui  considerava  il  suo  regno, 
scomparve.
Deunan lo  osservo' lavorare  con  foga  e  soprassedette  alla  sua
scorbutica reazione quando la accuso' di essergli di impiccio.
- Che non si  azzardino a dire  nulla una volta tornati! - borbotto'
nella buca - Sara' un  gioiello  questo blindato! Oh se lo  sara'! -
prosegui'.
Lei  non  disse  nulla,  si limito' ad  abbracciarlo di schiena, con
una morsa decisa e teneramente dolce.
- Lo sara' - sussurro - E sono certa che loro lo sanno -.
EoS  fu  scosso  come da un colpo di tosse  e si asciugo' la fronte 
imprelata di sudore.
- Accidenti se lo sara'! - disse con voce meno burbera.
Lei appoggio' la testa sulla sua schiena, decisa  a non lasciare la
sua presa, anzi, strinse di piu'.
- Lo sai che gli mancherai vero? - passo' una mano  sui suoi  corti
capelli - Sai che gli mancherai quanto loro mancheranno  a te... -.
EoS non rispose e Deunan accetto' quell'ammissione.
- Stupido brontolone - si  concesse un piccolo bacio alla  base  del
largo collo dell'uomo e rimase  in quella  posizione, certa  che  la
sua vicinanza potesse confortare un po' il suo uomo.

- Capo io... - Rebel alzo' ancora una volta gli occhi su Veleno.
- Non dire niente Rebel - lo blocco' - Non  c'e' nulla  da dire - si
volto' di spalle - Tieni alto il nome dell'Agenzia -.
- Ma capo io... -.
- E non chiamarmi capo -.
- Ca... Vel, io  non so se... - il rapido volgersi di  Veleno  verso 
di lui lo arresto'.
- Ti aiutera' Milena - Rebel segui' lo sguardo di  Veleno  e non gli
fu difficile capire che Milena  non  gli  sarebbe  stata  di  grande
aiuto nei prossimi giorni.
- Quando tornerete? - domando'.  Fu  irritato  e  preoccupato  dalla
stizzosa risata che la sua domanda provoco' nell'interlocutore.
- Sai, sarebbe  piu' semplice  ridare  la  vista  ad  un  cieco  che 
rispondere a questa domanda - replico' Veleno.
- E allora fatemi venire con voi! - imploro' il giovane.
-  No  - rispose  seccamente  Veleno - E  poi  qualcuno  dovra'  pur
badare all'Agenzia -.
- C'e' Milena - torno' a  guardare  la  donna,  che  piangeva  sulla 
spalla di Sydia ora - Come non detto - borbotto'.
- Mi  raccomando  Rebel, metto tutto nelle  tue  mani... - gli diede
una pacca sulla spalla per poi avvicinarsi a Ren.
- Ciao Ren - le  sfioro' la  guancia  con  un  bacio,  come  avevano 
fatto  gli  altri  in  precedenza  - Mi  raccomando -  le  sussurro'
all'orecchio - Tieni d'occhio Rebel  e  stagli vicino - lei annui'.
- Sembra che tu sia partendo per andare in guerra - lo canzono'.
- Forse e' proprio cosi' - liquido' lui.
- Vuoi spiegarmi cosa  sta  succedendo? - chiese lei  immediatamente
dopo.
- Non ora... E' troppo tardi - taglio' corto lui.
- Vel, e schiodati! - lo  esorto' TheGIO. Veleno  si  diresse  verso
jeep e vi sali'.
- Portatemi con voi! - Rebel  Yell  si  aggrappo'  cosi' decisamente
al portellone posteriore della jeep che nemmeno le  pedate  di CB lo
fecero desistere dal suo desiderio di andare con loro. 
Quando comprese la futilita' del gesto  si  senti' molto  stupido  e 
si vergogno' che i suoi compagni lo  avessero  visto in quello stato
anche se era certo che tutti loro lo comprendessero.
- E le mie lezioni? - chiese, aggrappandosi  a  quella  domanda  con 
il suo ultimo barlume di speranza.
- Non ho piu' niente  da  insegnarti - concluse  lapidario  Veleno -
Ora devi contare solo su di te. Non deluderci -.
Rebel Yell  improvvisamente  senti' le parole di Veleno scuoterlo in
tutto e  per  tutto, vibrando fino ai recessi piu' profondi del  suo
animo. Si  alzo'  con decisione e riprese un  contegno, sistemandosi
la giacca e tornando finalmente ad essere un uomo.
- Ricevuto! - rispose con decisione.
Il  sorriso  che  ricevette da Veleno e TheGIO gli diede la certezza 
che la  missione  affidatagli non sarebbe  fallita. Lui  non  poteva
fallire. Ne  andava  del rispetto dei suoi amici e dell'Agenzia...
TheGIO diede  una  pacca all'autista che mise in moto  e  pigio' sul
pedale dell'acceleratore.
D'improvviso  comprese  quanto tutto quello fosse importante per lui
e nello  stesso  momento  Rebel  vide  buona  parte  di  quel  mondo 
allontanarsi e svoltare a sinistra all'incrocio. 
Nemmeno per un  istante  aveva distolto lo sguardo  dagli  occhi  di
TheGIO e Veleno, che gli  parlavano  in  un  linguaggio  molto  piu'
eloquente di milioni di parole.
- Su' con la vita - TheGIO diede  una  pacca sulla spalla a Veleno -
Il posto in cui stiamo andando  sara' sicuramente  peggio di  quello
che troveremo al nostro ritorno -.
Veleno annui' sommessamente.
- Volevi portarlo con te? - domando'  TheGIO  stuzzicando  l'amico -
Sai che non potevamo -.
- Avrei preferito farlo - TheGIO ridacchio a quella frase.
- Ammettilo che vuoi bene a quel ragazzo - lo stuzzico' ancora.
- Questo non e'  il  punto  Gio - preciso' Veleno - E' il  lasciarlo
da solo a gestire tutta l'Agenzia che mi preoccupa! -.
- Vedrai che se la cavera' benissimo - lo tranquillizzo' TheGIO.
- Noi una volta  avevamo  una bella agenzia investigativa - sospiro' 
Veleno. TheGIO rispose con una sonora risata. 

Il viaggio per le strade di  IAC City  fu rapido, fino a giungere al
cancello dell'aeroporto militare, dove  furono  imbarcati su  di  un
VC-135 dell'esercito. Il pilota scosse la  testa  nel vedere  che  i
passeggeri assegnati a quel volo  erano  gia' alticci  e  consiglio'
alle hostess di non servire loro  nulla  di piu' furte di una Minc*a
Cola con una fetta  di  limone. Suggerimento inutile, poiche' Veleno
forte del fascino  della  divisa, si piaciono' una rossa dagli occhi
verdi che  propino'  ai  quattro  tutto  cio' che  desiderassero, fu
cosi' condiscendente  da  fornire pure il suo numero di telefono, il
tutto condito da  strizzatine  d'occhio e sorrisi. 
Veleno  si  rilasso'  sul  proprio  sedile,  osservando TheGIO che i
tracannava il primo dei suoi tre martini, aveva  chiesto  alla rossa
che  le  loro  richieste  venissero  servite   in   triplice  copia, 
e soprattutto che i martini fossero agitati e non mescolati.
Rigiro' distrattamente tra le dita  della  destra il  foglietto  che
conteneva il numero di telefono  della  hostess e decise che dopo il
terzi giro avrebbe fatto un sonnellino.
Alla quinta grappa al ginepro  Lord V  balzo' in piedi al centro del
corridoio dell'aereo, agitando  forsennatamente  gli anfibi, che  si  
era   levato,   implorando  ogni   essere  di  sesso  femminile  nei 
dintorni  di  fare  qualcosa  per i suoi piedi che con l'altezza, il
condizionamento dell'aria e  varie  altre  improbabili  cause, erano
gelati. Sydia arrossi' vistosamente e tento' di farlo rinsavire.
CB dopo una decina di minuti  si  scuso' e si alzo' diretto verso il
bagno con il proposito di  svuotare  la vescica, ma quando scorse un
paio di moka nello  stipetto  del  separe' del  bar  dell'aereo,  si
inginocchio' di fronte  alla  hostess, commosso sino alle lacrime  e
con una preghiera a fior di labbra.
- Oh Dio  del  cielo! La  prego! La  prego! - strillo' gettandosi  a
terra e  imprigionando  nelle sue mani le caviglie della  donna - Mi
faccia  fare  il caffe'! - continuo' ad umiliarsi fino a  quando  la
signorina  non  perse l'equilibrio, gettando il vassoio  con  alcuni
tramezzini in faccia ad uno dei soldati. 
Visto che la  donna  risultava essere sorda al suo implorare, CB  si 
rimise  in  piedi, si  rassetto' la  divisa  e  prosegui' nella  sua 
impresa, conquistare  la  tazza del water nella toilette dell'aereo.
Con la stessa calma con  cui  era  entrato  usci' sorridente, mentre 
chiudeva la porta dietro  di  se, finalmente libero e dichiarava con
serenita' di aver portato  a  compimento il suo coraggioso incarico.
- Bomba  in  buca! - annuncio'  gioiosamente,  tornando  a   sedersi
giusto  in  tempo  per  evitare di essere sballottato da  una  parte 
all'altra dell'aereo per la  detonazione. Cosa  che  invece  capito'
alla hostess impietosa, che  spalmo' un'altro  cabaret di tramezzini
sull'uniforme dello  sfortunato  soldato, causandogli  una  nota  di
demerito del suo  sergente  con motivazione: "Uniforme macchie  4  e
pezzi di frittata  sul  basco", che gli frutto' ben  sei  giorni  di
ramazza. Quando l'ultima  fetta  di pomodoro emerse dalle sue tasche
sei  mesi  e  trentasette  note  di  demerito dopo, fu investito del 
titolo di Gran Maestro di Scopa  di  Saggina, nonostante continuasse
ad essere una schiappa nella scopa normale e in quella d'assi.
Il  comandante  riusci'  a  mantenere  l'aereo  in   assetto   quasi 
perfetto, limitando mirabilmente la  decompressione  e  facendo  si'
che i passeggeri  avvertissero  solo due  leggeri  scossoni  ed  una
imbardata  modesta.  Almeno  cosi'  credeva,  anche  se  l'aggettivo 
"modesta" a TheGIO  non  e' che andasse molto a  genio, visto che la 
"superba" manovra  aveva  fatto rovesciare il suo castello di carte.
- Che diamine... Dose! Vai  a  controllare che Cristo e' successo! -
grido' il comandante Over  mentre  tentava di mantenere il  velivolo
in assetto  e  urlava  ordini  al  suo  secondo  pilota, un  uomo di
colore alto  piu' di  due metri, che vestiva la divisa dei Lakers di
Los Angeles ed  assomigliava  in modo stupefacente  a  Kareem  Abdul
Jabar.
L'addetto alle  comunicazioni  si alzo' e fece per uscire, ma quando
apri' la porta  che  condiceva dalla cabina di  pilotaggio  all'area
passeggeri, si trovo' di fronte ad una scena apocalittica.
Lord V urlava in mezzo  al  corridoio, CB sghignazzava senza ritegno
alcuno,  TheGIO  era  aggrappato  ad  un  sedile, gridando  come  un 
forsennato: "Sono  un  Koaaaalaaaaaa!", Veleno dormiva placidamente.
Appena vide l'ufficiale,  TheGIO  si  rimise  in  piedi e  tento' di
assumere  un'espressione  seriosa. Lo squadro' con aria minacciosa e
si fece avanti.
Il  comandante  Dose, trovatosi di fronte ad un  TheGIO  decisamente
incattivito - e  decisamente  sbronzo -, l'unica cosa che riusci'  a
fare fu solo un rumoroso deglutire.
- Sei tu che hai  abbattuto  il mio castello di carta? - chiese  con
voce tonante. L'uomo,  ammutolito, si  limito' a scuotere la  testa,
sperando che quella reazione non  adirasse  ancor di piu' l'altro.
TheGIO lancio' una  distratta occhiata  alla  cabina  di  pilotaggio 
che si intravedeva alle spalle dell'ufficiale.
Non  attese  la  risposta  dell'uomo, si  limito' a scaraventarlo di 
lato con una sonora manata e si  fece  strada  verso  i  sedili  dei
piloti.
- Chi ha abbattuto il  mio  castello di  carte? - domando' con  tono
piatto,  facendo  sembrare  quella  domanda  piu'  inesorabile della 
morte. L'uomo in tenuta  da  giocatore di basket  si  volto' e  dopo
aver strabuzzato gli occhi  di  fronte a  quel  pericoloso  soggetto
sbronzo, indico' forsennatamente il  collega  ai comandi dell'aereo.
Il comandante venne  investito da  una  zaffata  di  fiato  caldo  e
dal pesante odore di alcool. Si  volto' trovando  poco  lontano  dal
suo naso l'espressione allampanata di TheGIO.
- Sei  tu  che  hai distrutto il mio castello  di  carte? - domando' 
per l'ennesima volta, irritato dal fatto di non  ottenere  risposta.
- Oh merda viola! - impreco' il pilota - E  stavolta  non ho nemmeno
mangiato pesce! -.
TheGIO  lo  afferro' per  il  colletto  della  camicia e lo sollevo' 
quanto  le  cinture  che  assicuravano  il pilota al  sedile  glielo 
permettessero. 
- Sto lentamente perdendo  la  pazienza - disse  in  tono  calmo - E 
quando  mi  spazientisco  divento  cattivo - marco'  molto  l'ultima 
parola - Sei stato tu ad abbattere il mio castello di carte? -.
Il comandante non seppe che rispondere  e  non  ne  ebbe  il  tempo, 
poiche' un colpo alla nuca lo stordi'.
- Tiralo via da quel sedile Gio,  non  vedi  che  sta  male? - disse 
Veleno, ciondolando alle spalle dell'amico.
Inceneri' il secondo pilota con uno sguardo.
- Tu, Jabar - lo chiamo - Vatti a sedere di la' e stai buono -.
- Non sono Kareem  Abdul  Jabar! - salto'  su  questo - Insomma! Non
sono Kareem Aaaa... - la  sua  voce mori' in gola quando la canna di
una pistola si poso' dolcemente sotto il suo mento.
- Ho detto - scandi' con  mortale  lentezza e precisione Veleno - Di
andare di la' e di metterti seduto -.
TheGIO intanto, dopo aver rimosso  il  comandante dal suo  incarico,
gettandolo sul primo sedile  che  trovo' - poco  contava  che  fosse
occupato dalla  hostess  che  Veleno  aveva  abbordato -, torno'  in
cabina  di  pilotaggio, mormorando  una  breve scusa  alla  donna in 
lacrime. Si appiatti' su di un lato  della  porta  per  far  passare
un Kareem Abdul Jabar piagnucolante.
- Sai - disse poco dopo, mettendosi al posto  del  comandante Over -
Mi sono sempre chiesto come debba essere il  pilotare  uno di questi
cosi - afferro' con  decisione  la  cloche  e  mise  mano  ai  doppi 
comandi del gas.
- Uhm... Ci ho volato ma non li ho  mai  pilotati - borbotto' Veleno
sbocconcellando un tramezzino.
- Ehi! Cibo! - noto' TheGIO - Dove  lo  hai  trovato? - Veleno  fece
segno di guardare alle sue spalle  ed  indico' un soldato coperto di
pane bianco e farcitura.
- Ce  ne  dovrebbero  essere  ancora  un  paio interi... Uno sulla 
schiena, vicino alla scapola sinistra ed uno sulla spalla destra -
si alzo' - Vuoi? -.
- Basta che non ci sia dentro  il  cetriolo... Sai che lo odio -.
- Qualcosa da bere, anche? - Veleno  si  premuro' di informarsi.
- Quel martini non era male... - disse  in  tutta  risposta  TheGIO,
osservando gli  strumenti  e  cercando  di  decifrarne  i  reconditi
significati, quando  improvvisamente  gli  sovvenne  un  particolare
decisamente importante.
- E quei sei manichini? -.
- Bah - Veleno si scosto' per fare in  modo  che TheGIO vedesse cosa
stava accadendo  nell'area  passeggeri - Hanno  abbastanza  da  fare 
con il Lord  e  CB - liquido' scomparendo per  andare  a  raccattare
provviste.

Sato si muoveva  nervosamente  avanti e indietro di fronte alla jeep
parcheggiata a ridosso  della  pista d'atterraggio. Diede una rapida
occhiata all'orologio digitale  che  portava  al  polso  e  torno  a
scrutare il cielo.
- Dove diavolo e' quel dannato aereo? - domando' ad un caporale.
- Signore, il comandante ha lanciato  un  mayday per un'esplosione a
bordo e poi non abbiamo ricevuto  nessun  contatto  se  non  qualche
sporadico rutto nel microfono come  risposta  alla nostra  richiesta 
di informazioni. Da piu'  di  sette  minuti  la  comunicazione  pare 
essere interrotta - relaziono' il caporale.

TheGIO  osservo'  Lord  V  inginocchiato  poco  dietro  di loro, che 
batteva furiosamente la cuffia radio di TheGIO  con  un  martelletto
per frantumare i cubetti di ghiaccio.
- Non  muore! - gridava - Non  muore!!!  Guardate!  Non  muore! -  e 
batteva con furia l'oggetto che  continuava  a gracidare: "Alfa-Gold
Romeo-Echo 4-2-2-9 mi  sentite?  Comandante  Over,  comandante  Over
risponda! AG-RE  4229  accusate  ricevuta  e  rispondete! Qual'e' la
vostra situazione...".
- Che  ha  detto? - borbotto'   TheGIO   controllando  l'immaginaria 
virata che il mondo stava avendo, inclinandosi sul sedile.
- Credo abbia detto: "Non  muore... Non  muore!" - commento' Veleno,
giocherellando con un quadrante analogico  la  cui lancetta si stava
inclinando  pericolosamente  verso  sinistra.  Gli  elargi'  qualche 
colpetto con le dita e la lancetta torno' su' per qualche tacca.
- Poi se ne e' andato - aggiunse non vedendo Lord V in cabina.
- No... Non il Lord... La radio... - preciso' l'altro.
- Boh - Veleno spense la sigaretta  sul  bracciolo  del  suo  sedile
- Il Lord l'ha appena rotta -.
- E le cuffie che hai in testa tu? - TheGIO  indico'  con  una  mano 
barcollante un centinaio di  direzioni  tra  cui  vi  era  anche  la 
testa di Veleno, ma di poco.
- Oh queste? - rispose l'altro  come  se fosse la  prima  volta  che 
vedesse uno di quegli aggeggi - Sono  sintonizzate  su una  stazione 
a dir poco schifosa! Sono tre ore che il  disk  jockey  sta  dicendo 
la stessa, fottutissima,  identica  cosa: "Alfa-Gold Romeo-Echo 4-2-
2-9 mi sentite? Comandante  Over, comandante  Over  risponda" e  poi 
AG-RE  4229  accusate  ricevuta  e  rispondete!  Qual'e'  la  vostra 
situazione" - si fermo' per qualche secondo - Tu  hai  idea  di  che
cazzo sia? - domando' poi leggendo  il  blocco  che  era  stato  del
giocatore di Basket - Comunque  credo  che questi Comandante Over  e
il loro singolo, Alfa-Gold  e stracacchi  vari siano davvero  famosi
- mostro' il blocco a  TheGIO - Sono  scritti dappertutto, guarda -.
TheGIO si alzo' dal sedile e  l'aereo  viro' bruscamente a tribordo.
Quando lo  riporto' in  rotta  ed  in  assetto, si  rialzo', ma  non 
prima di aver inserito l'autopilota.
- Incomincia  a  studiarti quel blocco - disse a Veleno, puntellando
il corpo con  i  palmi  delle  mani  appoggiati  al  soffitto  della 
cabina per barcollare di meno - Credo sia il piano di volo... -.
Tornato nell'area riservata ai passeggeri noto'  la  tranquillita'
dell'ambiente, i  sei  militari giagevano in un angolo  legati  come
salami con CB  che  controllava periodicamente i legacci e  i  nodi,
affinche'  non  fossero  troppo   stretti.   Osservo'  la  targhetta 
dell'uomo che prima di lui aveva seduto al posto del pilota.
- Over - rivolse un'occhiata  di  disprezzo alla persona - Sei  poco
professionale, comandante  Over, davvero  poco  professionale! - si
guardo' attorno  e trovo' Sydia seduta  da  sola  in  disparte, nei 
posti vicino alle  hostess, che chiaccherava sommessamente con loro
accudendo   periodicamente   Lord  V   e  preoccupandosi  che  nulla 
turbasse il suo sonno.
- Militari - dichiaro'  con  vivo  disprezzo - Puah! -  fece  dietro
front e torno' in cabina di pilotaggio.
- Accidenti che noia - Veleno   picchietto'  ancora  una  volta  sul 
quadrante che faceva le bizze e questa volta  la  lancetta  ritorno' 
su', ma  era  piu' bassa  di  prima. Rovisto' in  una  delle  tasche 
superiori  della  giubba, cavandone fuori una musicassetta e sorrise 
- Facciamo  un  po' di rock'n'roll! - la inseri' in un qualcosa  che
assomigliava  ad  un mangianastri accanto a lui e giro…  il  pomello
del volume ed  una  chitarra dura annuncio' l'inizio di un pezzo dal 
sentore cattivo, nell'angusto spazio della cabina.
- Questa si' che  e'  musica! - scuotendo la testa  il  braccio  del 
piccolo microfono  correlato  alla  cuffia  si  abbasso' al  livello 
della bocca.
- Yeah! E benevenuti su  Radio  Minc*a! La radio che  e' Tammannera!
Questi sono i Def Leppard con "Smoke on the Water"! -.
- Cosa? Alfa-Gold  Romeo-Echo  non riusciamo a  capire! Ripetere  il 
messaggio!  Comandante  Over,  ripeta  il  messaggio -  gracido'  la 
radio.
- Altro che gli Over! - rispose Veleno - Questo e' rock amico! -.
TheGIO  gli  lancio' un'occhiata distratta mentre tornava a sedersi.
A un  centinaio  di chilometri di distanza  un  uomo  si  stacco' la
cuffia radioricevente e osservo' il suo superiore.
- Signore... Credo  ci  sia qualche interferenza. Sembra  quasi  che 
una radio stia usando le nostre frequenze -.
- Dammi quel  dannato  aggeggio! - l'ufficiale gli strappo' di  mano
la cuffia e  diede  una rapida occhiata  al  tracciato  radar - Volo 
AG-RE 4229! Volo  AG-RE  4229! Qui Controllo! Qui Controllo! Sono il 
comandante Steve  McCroskey  dell'Areonautica Militare! Siete troppo
bassi! Siete  troppo  bassi! Qui  McCroskey!  Qui  McCroskey!  Siete 
troppo bassi! Siete troppo bassi! -.
- Ehi  Gio! -  si  senti'  dall'altra  parte  - Qui  c'e'  un  certo 
McCroskey che ripete sempre due volte  le  cose, dice  di usare  gli
strumenti e che siamo troppo bassi... -.
- Beh,  piu'  strumenti  di  questi  cosa  vuole - rispose   l'altro 
portando a se' dolcemente la cloche, secondo  l'altimetro  erano  al
di sotto delle rotte  militari  di  almeno  1000  metri, sempre  che 
quanto diceva il piano di  volo  fosse esatto - E poi  che  diavolo,
ora l'aeronautica  arruola  solo  giocatori  di  basket? - a  quelle
parole entrambi si volsero ad osservare Jabar.
- Senti McCroskey - Veleno  porto'  il  microfono  piu' vicino  alla 
bocca per farsi  udire  meglio - Questi sono gli AC-DC - la cassetta
era intanto passata  a  Back  in  Black - E per come sa usare il suo 
strumento Angus Young, credo  che  i vostri Over ne hanno di  strada
da fare! E, dalla fiera  altitudine  di un  metro  e settantacinque, 
ti dico che tutto va bene  e  che voi  spilungoni  potete  andare  a 
farvi fottere! -.
- Signore... Signore... - McCroskey  depose  la cuffia  con lentezza
disarmante, accasciandosi lentamente.
- O forse intendeva dire che la musica  era  bassa? - domando TheGIO
con espressione dubbiosa.
- Oh, va be', credo che di un po' la si  possa  alzare, ora ci provo
- Veleno  giro'  di  poco  il  pomello  del  volume -  Ehi!  Watusso 
irlandese cosi' va meglio? -.
- Signore... - l'uomo riprese  la  sua  cuffia  e  torno'  alla  sua 
postazione, tentando di  sintonizzare  meglio la  trasmissione - Non
sono affatto  male,  pero'... - borbotto'  seguendo  le  note  della 
canzone. L'ufficiale si alzo' stancamente e  si  guardo' attorno.
- Lo  sapevo  -  mormoro'  McCroskey - Lo  sapevo...  Ho  scelto  il 
giorno sbagliato per smettere di sniffare cocaina -.


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* "C'e' chi ha perso una brutta partita, pero' forse una fiche gli e'  *
* restata e puo' darsi ci sia un altro giro di ruota..." (L. Ligabue)  *
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