Agenzia Rockflood
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Fascicolo 35 - Luce Mortale
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Part 2 of MAXINT
La porta d'ingresso dell'Agenzia si apri' con difficolta' e Sydia
non impiego' poi molto a scoprirne il motivo, amche se una volta che
lo ebbe raccolto, lo osservo' con sguardo stupito... Una borsetta da
donna...
Trovo' la proprietaria della borsetta, poco lontano, seduta al suo
solito posto, tuttavia il totale stato di abbandono in cui si era
calata mollemente, come se il mondo fosse avvolto da uno spesso
strato di morbida bambagia che impedisse ad ogni sensazione di
trapelare.
- Milena - chiamo' dolcemente Sydia e come immaginava non ricevette
risposta se non uno sguardo distratto.
- Milena - ripete' scuotendola.
- Cosa - la voce era un flebile lamento - Cosa sta succedendo, Sydia
- non era una domanda o non ne aveva la forza - Dimmelo... Ti prego,
dimmelo... - gemette.
Tre dei quattro uffici erano aperti e si sentiva un frenetico
rovistare. Dopo una esplosione che scosse le mura dell'edificio,
facendo cadere calcinacci sulle due donne, la voce di Crossbones
segui' al fragore.
- Ecco dove krispolo avevo messo quella cassa di Claymore! -.
Quell'esplosione parve scuotere Milena. " E vorrei ben vedere", si
disse Sydia, "Con quel po' po' di casino che ha combinato, o la
scuoteva questo, oppure solo un litro di grappa avrebbe sortito un
un'effetto simile", si disse. "No...", la correzione fu istantanea,
"Forse un uomo nudo avrebbe potuto fare di meglio". In quel
momento nell'ufficio entro' Lord V con una cassa di birra sulle
spalle e la appoggio' pesantemente al tavolo della reception.
Ne prese una, la apri', la bevve con avidita' e la vuoto'.
Dopodiche' saluto' le due e riprese il cartone, dirigendosi nel
corridoio degli uffici, lascio' che la sua presenza fosse annunciata
da un sonoro e sconquassante rurtto.
- Hm - Veleno alzo' la testa, osservando TheGIO - Dovrebbe essere
arrivato Lord V -.
- Gia' - convenne l'altro - Con la birra - tossicchio' - Dopo questa
polvere ci voleva -.
- E non mi direte - incomincio' Lord V appoggiando a terra la sporta
- Che abbiamo intenzione di presentarci sobri! -.
Veleno afferro' una lattina al volo.
- Per mandare giu' un boccone cosi' - disse dopo un lungo sorso - Ce
ne vorrebbero altre due di casse! - borbotto', terminando la birra e
accartocciando la lattina.
Ignoravano volutamente il drappello di sei persone in uniforme
militare che gironzolavano per l'ufficio, controllando ogni cosa.
I due posti ai lati dell'ingresso avevano un'aria imperturbabile,
che nemmeno l'esplosione della mina Claymore muto'.
L'unica cosa che li fece muovere fu l'entrata di Rebel Yell
nell'ingresso, che si trovo' di fronte questi due corpulenti uomini
e che atterro' con la stessa calma che questi dimostrarono poco
prima.
- Salve capo - disse Rebel presentandosi sulla porta dell'ufficio di
Veleno, dedicando piu' attenzione al suo vestito ed alla cravatta
che alla realta' che lo circondava in quel momento - Che succede? -.
I quattro individui impegnati a bere birra alle dieci di mattina lo
squadrarono con occhiate dubbiose, chiedendosi quale delle cose che
stavano accadendo fosse piu' singolare, se bere birra di mattina
presto, giudicare normale il casino che c'era in ufficio quella
mattina, la giacca di Rebel Yell, il suo enorme lecca lecca oppure
gli insulti, i gestacci e le pernacchie rivolte ai militari da Lord
V, oramai irrimediabilmente ubriaco.
- Chi sono questi tizi? - chiese, tentando di infastidire il loro
lavoro, spostando un cartone pieno di schede, ostacolando il cammino
ad un altro, tentando di ottenere da loro una reazione superiore a
quella che si potesse ottenere da un automa. Ma cio' non accadde.
Quando i due uomini alla porta si riebbero, corsero verso l'ufficio
nel quale era stato visto entrare il giovane, con atteggiamento
baldanzoso e battagliero.
Veleno si limito' ad alzare una mano perche' essi si fermassero
sulla porta e tornassero sui loro passi.
- Uh - Rebel osservo' l'episodio e torno' a voltarsi verso Veleno -
Ehi capo! Dici che se ci provo pure io funziona? - incomincio' a
scivolare accanto ai militari indaffarati e ad alzare la destra, ma
desistette poco dopo, sembrando vivamente avvilito - No... Non
funziona. Com'e' che a te va', invece? - si sedette accanto agli
altri e prese una lattina anche lui - Non e' male come idea quella
della birra - Lord V protesto' debolmente, volgendo maledizioni al
giovane e dicendogli che stava bevendo il suo sangue - Ma come mai
vi e' venuto in mente solo ora? - poi li guardo' uno a uno - E
perche' siete vestiti tutti alla stessa maniera? -.
CB lo osservo', con un sorriso a meta' tra il divertito e l'idiota,
come unica risposta senti' montare in gola un sommesso rutto che
sapeva di birra.
- Cosa si festeggia? - domando' ancora, osservando i dintorni - Ehi!
ma mi volete spiegare! -.
Veleno pos' una mano sulla sua spalla, indicendolo a voltarsi.
- Ragazzo - lo chiamo' - Ci sono delle cose nella vita di un uomo
che... - "Che diavolo sto dicendo, appunto?" - Volevo dire... Gio,
CB e io se ne dovremo andare per un po' e tu sei la persona di cui
mi fido di piu'... - "Piu' fatti e meno stronzate, guerriero!", si
rimprovero', notando che quel ragionamento sregolato era indice che
la sua sobrieta' se ne stava andando molto velocemente.
- Sta per dirti che dovrai occuparti di tutto per un po' - annuncio'
TheGIO, scostando pesantemente Veleno che fini… dritto a terra.
- Dovrei occuparmi di tutto!?! IO?!? - esclamo' Yell.
- Precisamente figliolo! - assenti' Veleno senza spostarsi dalla sua
posizione, sdraiato su di un lato - Hai vinto un'altra lattina di
birra - in grembo gliene arrivo… una vuota.
- Questa cosa - commento… Yell, osservando la lattina vuota - Mi sa
tanto di fregatura -.
- Ma no, ma no! - CB gli cinse le spalle, facendolo oscillare
sensibilmente - Sara' una passeggiata, vedrai! - Rebel non parve
affatto convinto delle affermazioni di Crossbones.
Uno dei militari si avvicino' al gruppo ed annuncio' con voce atona
che loro avevano finito.
- E' ora, signore - disse rivolto a TheGIO.
I quattro si alzarono senza proferir parola.
- Ed ora dove state andando? - domando' rebel, guardandosi attorno.
- Via, ragazzo. E' semplice - rispose Veleno.
- Ma... E l'Agenzia? -.
- Te l'ho gia' detto, curala tu per qualche tempo - rispose Veleno.
- Ma non posso! - improvvisamente represse quella strana sensazione
di panico che lo stava invadendo - E i casi?!? Cosa seguo? -.
- Quello che piu' credi - ribatte' Veleno.
Giunti in corridoio videro che oltre a Sydia era giunta anche Lady
Ren. Lord V recupero' quasi totalmente la sua integrita', per fare
motto alla sua segretaria di seguirlo.
- Ehi, buongiorno! - li saluto' Ren.
- Salve a te *beurp* - rispose TheGIO. Veleno soffoco' anch'egli un
discreto rutto e visto che non era riuscito a parlare, le offri' un
semplice cenno della mano come saluto.
- Cosa succede? - la donna si guardo' attorno - E come mai puzzate
di birra a quest'ore? Cosa si festeggia? Perche' non me l'avete
detto? - CB fece per spiegarle quando i suoi occhi si illuminarono
di una luce gioiosa - Ah! Era una sorpresa! Che carini! Grazie! -.
Si prodigo' nel dare un bacio sulla guancia a tutti, uno per uno.
- Ma per cosa? - domando' poi, senza mutare il suo sorriso di un
millimetro.
Rebel si riscosse e si fece avanti, mosso da una disperazione che
nemmeno lui sapeva individuare con certezza.
- Ren! Aiutami! Se ne vogliono andare - e tutto d'un fiato le fece
uno straziante racconto.
Nel mentre i sei militari avevano sgomberato l'area in silenzio e
stavano attendendo i quattro giu' in strada.
- Mhamud, hai da accendere? - l'uomo chiamato Mhamud getto' una
busta di fiammiferi all'altro soldato.
- Cosa stiamo aspettando, sergente? - domando' un altro all'uomo
seduto sul sedile anteriore della jeep che avrebbe dovuto scortare
la vettura dei quattro ufficiali.
- Loro - l'uomo con i galloni dorati sulle spalline dell'uniforme
non si scompose, si limito' a indicare con il mento la porta della
palazzina, rimanendo olimpicamente calmo, con le braccia conserte.
- Bah... Che incarico di merda! - sbotto' un caporale seduto dietro
al sergente.
- Caporale - chiamo' il sergente senza apparente iracondia nella
voce - Ti piace stare nella Brigata? -.
- Uh? Eh? Ma certo sergente! - ribatte' questo con entusiasmo, non
capendo dove stava andando a parare il suo superiore.
- Solo che... Ecco... Sergente? - con un'occhiata di estremo
disappunto il sergente si volto' nuovamente verso il caporale,
infastidito dall'ulteriore disturbo - Mi sembra strano che il
comando abbia reintegrato quei quattro traditori! -.
- Da quanti anni sei nella Divisione Omega, caporale? -.
- Da piu' di due anni - rispose questo con orgoglio.
- Puoi fare domanda di trasferimento ad un altro reparto se vuoi -.
- Oh? No! - ribatte' ancora, con la stessa sicurezza - Non ci penso
nemmeno! - non capiva come mai il suo sergente stesse reagendo in
quel modo.
- Hmm... Si pensa che un soldato come te queste cose le sappia gia'
prima di diventare di carriera... - borbotto' - Ma ti concedero' la
spiegazione - disse con tono paterno - Noi andiamo dove ci dicono
di andare, portiamo a termine la nostra missione, come sempre,
scattando. Ma questo te lo hanno insegnato con lunghi mesi di corso
o mi sbaglio? - il caporale annui' - Quindi non discutere i
maledetti ordini. Eseguili! - bercio'.
Mentre il suo sguardo tornava a scrutare il retro della jeep che
dovevano scortare, lo sguardo del sergente divenne vacuo, perso nei
ricordi del passato. Si', stavano per scortere dei traditori, la
cosa non gli andava a genio. Non gli piaceva che la Divisione Omega
avesse reintegrato quegli ufficiali, era segno che gli alti
papaveri del comando stavano raschiando il fondo del barile.
Potevano essere davvero giunti cosi' in basso, si chiese.
Si rammento' di anni prima, quando era un semplice sottoufficiale
in sovrannumero nello staff tecnico del comandante Sato. Ricordava
molto bene quella missione... E non era nemmeno sicuro della
definizione che il comando dava di quei quattro uomini..
"Traditori" poteva voler dire molte cose. Soprattutto se avevano
tradito le aspettative di un generale piuttosto che di tutto il
consiglio dello Stato Maggiore della Divizione. E soprattutto cio'
che voleva lo Stato Maggiore della Divisione non era sempre la
stessa cosa che i politici cercavano e nemmeno la Cosa Giusta in
cui era stato addestrato a fare ed a servire.
E il comandante... Capitano Sato, si corresse, parve difenderli.
"Operazione ClusterFuck" l'avevano chiamata, perche' proprio come
un clusterfuck avrebbe potuto spazzare tutto via se solo un errore
umano si fosse verificato. Se questo fosse accaduto, si disse il
sergente, lui non sarebbe seduto su quel sedile ma almeno due palmi
sotto terra. Non accadde infatti, la missione ando' perfettamente,
ma qualcuno decise che era un vero e proprio fallimento, che si
risolse con l'allontanamento disonorevole di chi poteva essere
allontanato e con il rimaneggiamento di altri. Forse a qualcuno non
piacevano come comandanti, o forse la loro presenza al comando non
soddisfava. Strano, perche' il comandante - capitano, si corresse
ancora -, gli era sempre parso un eccellente ufficiale comandante.
Forse era un semplice problema di vedute... I loro superiori non le
condividevano.
Accantono' quel pensiero. Lui era un semplice sergente maggiore e
una volta andato in pensione avrebbe sposato una donna grassa con
i suoi stessi gusti, cosa poteva saperne lui di quale fosse la
Cosa Giusta. Di certo un generale non veniva messo in un posto se
non era capace di fare il suo lavoro. E spesso cio' che facevano i
generali non aveva un motivo chiaro, ma faceva parte di un disegno
complesso. Troppo complesso per un semplice sergente maggiore,
decise infine.
La "rimessa" dell'Agenzia era illuminata da una fredda luce bianca
difusa da grandi riflettori posti sui lati del soffitto. EoS stava
armeggiando con gli attrezzi nella buca sotto l'elevatore numero 5,
dove era stato piazzato il blindato.
- Passami quella che ti ho dato prima - disse ad un ragazzo che lo
assisteva. Il suo palmo fu rinfrancato dal fredo e solido contatto
con la chiave inglese e la strinse forte nel pugno.
- Maestro... E' sicuro? - domando' il giovane, poco piu' di un
ragazzo, mentre si asciugava le mani con uno straccio lercio che le
rese ancor piu' sporche.
- Ma certo Yoshi! - borbotto', stringendo un bullone - Quanto e'
vero che la mia 500-D vola! Stringendo questo avremo fini... - al
secondo giro di dado, uno schizzo di olio nero e compatto gli
investi' il volto - Merda! - sibilo, mentre sputava a terra.
- Maestro io... -.
- Me l'avevi detto, me l'avevi detto, lo so! - sbuffo' - Avanti, e'
tempo di prenderci una pausa... - usci' dalla buca e si lavo' le
mani in un bidone pieno d'acqua che assurgeva il ruolo di bacile.
- Maestro! No, non quello! E' antigelo! -.
Dopo qualche imprecazione EoS trovo' il bacile giusto e si lavo'
energicamente le mani, coadiuvato da del sapone in polvere.
Il riflesso all'interno del bacile cambio', mostrandogli il volto
di TheGIO, accanto alla sua spalla.
- EoS - lo chiamo' debolmente.
- Cosa c'e'! - sbotto' lui - Il Blindato non e' ancora pronto! Ho
bisogno di tempo! Te l'ho gia' de... - si trovo' di fronte
all'Agenzia al completo.
- Che diavolo volete tutti qui? -.
Rebel e Milena avevano un'aria strana, quasi in trance, attaccati
ad una disperata speranza, che tutto quello fosse solo un sogno.
Per un istante anche EoS condivise quel barlume di illusione.
- Che diavolo ci fate voi quattro vestiti cosi'! - indico' le loro
uniformi - Non mi direte che si torna tutti da quei porci! - fu il
commento una volta notate le divise che Lord V, TheGIO, Veleno e
Crossbones indossavano. Le insegne della Divisione Omega erano in
bella mostra sulla spalla destra di ogni tuta.
- Non tutti - preciso' Veleno - Solo noi, Guggia... -.
- COSA? - EoS getto' a terra lo straccio e avanzo' verso di lui.
- Cosa significa! Lo sapete benissimo che senza di me, senza
queste mani, non durereste nemmeno una settimana! - urlo' in preda
al risentimento, senza nemmeno archiviare il nome che Veleno aveva
usato per chiamarlo. Non lo chiamava Guggia da molto, molto tempo.
TheGIO ammise in cuor suo che il vecchio EoS diceva il vero.
- Cosa vuol dire "solo noi"? - Veleno fu investito dalla frase.
mista alla saliva sprizzata dall'ira che muoveva la lingua di EoS.
- Solo noi - ribatte' calmo - Questi sono gli ordini -.
Crossbones cinse le spalle di EoS, brandendo una lattina di birra
e investendo il malcapitato dell'acre aura di birra che avvolgeva
il quartetto.
- Orsu' vecchio scorreggione - lo canzono' - Non te la prendere,
ti porteremo un paio di regalini e qualche nuova cassa di ricambi,
te lo prometto - al finire della frase, EoS scaravento' via il
socio.
- Aaaah! Levatemelo di torno! - si riavvicino' TheGIO e Veleno - E
va bene! Va bene! - concesse una rapida occhiata a Yoshi che si
catapulto' verso Crossbones per aiutarlo ad alzarsi. Quando ci
riusci', CB lo scaravento' via come EoS aveva fatto con lui,
biascicando qualcosa riguardo al fatto che nessuno gli voleva bene
e che si sentiva solo al mondo, rovinando addosso a Lord V, che
accolse l'evento con un rutto, suscitando da parte di Sydia una
occhiata di infiammato disappunto ed un'epsressione di disdicevole
rassegnazione.
- Questa ve la lascio passare - l'ira di EoS si sbolli' in fretta
- Ma se non riportate a casa la pellaccia - brandi' una pistola da
ingrassaggio - Guai a voi! - si volto' verso Yoshi - Giovanotto! -
il richiamo fece sussultare il ragazzo - Avanti! Abbiamo riposato
abbastanza! Al lavoro - lo sprono' - Quando tornerete - si rovolse
infine al quartetto - Sara' come nuovo! -.
Yoshi osservo il suo maestro che si gettava per l'ennesima volta
nella buca dell'elevatore 5 mentre lui trotterellava al suo fianco
con la cassetta degli attrezzi.
Si sposto' di lato per far scivolare Deunan nella buca assieme ad
EoS, e rimase ad osservare i quattro che se ne andavano.
TheGIO si volse per l'ultima volta, gridando un "Grazie!" cosi'
forte che EoS lo senti' eccheggiare anche quando lo scalpiccio dei
sette "intrusi" in quello che lui considerava il suo regno,
scomparve.
Deunan lo osservo' lavorare con foga e soprassedette alla sua
scorbutica reazione quando la accuso' di essergli di impiccio.
- Che non si azzardino a dire nulla una volta tornati! - borbotto'
nella buca - Sara' un gioiello questo blindato! Oh se lo sara'! -
prosegui'.
Lei non disse nulla, si limito' ad abbracciarlo di schiena, con
una morsa decisa e teneramente dolce.
- Lo sara' - sussurro - E sono certa che loro lo sanno -.
EoS fu scosso come da un colpo di tosse e si asciugo' la fronte
imprelata di sudore.
- Accidenti se lo sara'! - disse con voce meno burbera.
Lei appoggio' la testa sulla sua schiena, decisa a non lasciare la
sua presa, anzi, strinse di piu'.
- Lo sai che gli mancherai vero? - passo' una mano sui suoi corti
capelli - Sai che gli mancherai quanto loro mancheranno a te... -.
EoS non rispose e Deunan accetto' quell'ammissione.
- Stupido brontolone - si concesse un piccolo bacio alla base del
largo collo dell'uomo e rimase in quella posizione, certa che la
sua vicinanza potesse confortare un po' il suo uomo.
- Capo io... - Rebel alzo' ancora una volta gli occhi su Veleno.
- Non dire niente Rebel - lo blocco' - Non c'e' nulla da dire - si
volto' di spalle - Tieni alto il nome dell'Agenzia -.
- Ma capo io... -.
- E non chiamarmi capo -.
- Ca... Vel, io non so se... - il rapido volgersi di Veleno verso
di lui lo arresto'.
- Ti aiutera' Milena - Rebel segui' lo sguardo di Veleno e non gli
fu difficile capire che Milena non gli sarebbe stata di grande
aiuto nei prossimi giorni.
- Quando tornerete? - domando'. Fu irritato e preoccupato dalla
stizzosa risata che la sua domanda provoco' nell'interlocutore.
- Sai, sarebbe piu' semplice ridare la vista ad un cieco che
rispondere a questa domanda - replico' Veleno.
- E allora fatemi venire con voi! - imploro' il giovane.
- No - rispose seccamente Veleno - E poi qualcuno dovra' pur
badare all'Agenzia -.
- C'e' Milena - torno' a guardare la donna, che piangeva sulla
spalla di Sydia ora - Come non detto - borbotto'.
- Mi raccomando Rebel, metto tutto nelle tue mani... - gli diede
una pacca sulla spalla per poi avvicinarsi a Ren.
- Ciao Ren - le sfioro' la guancia con un bacio, come avevano
fatto gli altri in precedenza - Mi raccomando - le sussurro'
all'orecchio - Tieni d'occhio Rebel e stagli vicino - lei annui'.
- Sembra che tu sia partendo per andare in guerra - lo canzono'.
- Forse e' proprio cosi' - liquido' lui.
- Vuoi spiegarmi cosa sta succedendo? - chiese lei immediatamente
dopo.
- Non ora... E' troppo tardi - taglio' corto lui.
- Vel, e schiodati! - lo esorto' TheGIO. Veleno si diresse verso
jeep e vi sali'.
- Portatemi con voi! - Rebel Yell si aggrappo' cosi' decisamente
al portellone posteriore della jeep che nemmeno le pedate di CB lo
fecero desistere dal suo desiderio di andare con loro.
Quando comprese la futilita' del gesto si senti' molto stupido e
si vergogno' che i suoi compagni lo avessero visto in quello stato
anche se era certo che tutti loro lo comprendessero.
- E le mie lezioni? - chiese, aggrappandosi a quella domanda con
il suo ultimo barlume di speranza.
- Non ho piu' niente da insegnarti - concluse lapidario Veleno -
Ora devi contare solo su di te. Non deluderci -.
Rebel Yell improvvisamente senti' le parole di Veleno scuoterlo in
tutto e per tutto, vibrando fino ai recessi piu' profondi del suo
animo. Si alzo' con decisione e riprese un contegno, sistemandosi
la giacca e tornando finalmente ad essere un uomo.
- Ricevuto! - rispose con decisione.
Il sorriso che ricevette da Veleno e TheGIO gli diede la certezza
che la missione affidatagli non sarebbe fallita. Lui non poteva
fallire. Ne andava del rispetto dei suoi amici e dell'Agenzia...
TheGIO diede una pacca all'autista che mise in moto e pigio' sul
pedale dell'acceleratore.
D'improvviso comprese quanto tutto quello fosse importante per lui
e nello stesso momento Rebel vide buona parte di quel mondo
allontanarsi e svoltare a sinistra all'incrocio.
Nemmeno per un istante aveva distolto lo sguardo dagli occhi di
TheGIO e Veleno, che gli parlavano in un linguaggio molto piu'
eloquente di milioni di parole.
- Su' con la vita - TheGIO diede una pacca sulla spalla a Veleno -
Il posto in cui stiamo andando sara' sicuramente peggio di quello
che troveremo al nostro ritorno -.
Veleno annui' sommessamente.
- Volevi portarlo con te? - domando' TheGIO stuzzicando l'amico -
Sai che non potevamo -.
- Avrei preferito farlo - TheGIO ridacchio a quella frase.
- Ammettilo che vuoi bene a quel ragazzo - lo stuzzico' ancora.
- Questo non e' il punto Gio - preciso' Veleno - E' il lasciarlo
da solo a gestire tutta l'Agenzia che mi preoccupa! -.
- Vedrai che se la cavera' benissimo - lo tranquillizzo' TheGIO.
- Noi una volta avevamo una bella agenzia investigativa - sospiro'
Veleno. TheGIO rispose con una sonora risata.
Il viaggio per le strade di IAC City fu rapido, fino a giungere al
cancello dell'aeroporto militare, dove furono imbarcati su di un
VC-135 dell'esercito. Il pilota scosse la testa nel vedere che i
passeggeri assegnati a quel volo erano gia' alticci e consiglio'
alle hostess di non servire loro nulla di piu' furte di una Minc*a
Cola con una fetta di limone. Suggerimento inutile, poiche' Veleno
forte del fascino della divisa, si piaciono' una rossa dagli occhi
verdi che propino' ai quattro tutto cio' che desiderassero, fu
cosi' condiscendente da fornire pure il suo numero di telefono, il
tutto condito da strizzatine d'occhio e sorrisi.
Veleno si rilasso' sul proprio sedile, osservando TheGIO che i
tracannava il primo dei suoi tre martini, aveva chiesto alla rossa
che le loro richieste venissero servite in triplice copia,
e soprattutto che i martini fossero agitati e non mescolati.
Rigiro' distrattamente tra le dita della destra il foglietto che
conteneva il numero di telefono della hostess e decise che dopo il
terzi giro avrebbe fatto un sonnellino.
Alla quinta grappa al ginepro Lord V balzo' in piedi al centro del
corridoio dell'aereo, agitando forsennatamente gli anfibi, che si
era levato, implorando ogni essere di sesso femminile nei
dintorni di fare qualcosa per i suoi piedi che con l'altezza, il
condizionamento dell'aria e varie altre improbabili cause, erano
gelati. Sydia arrossi' vistosamente e tento' di farlo rinsavire.
CB dopo una decina di minuti si scuso' e si alzo' diretto verso il
bagno con il proposito di svuotare la vescica, ma quando scorse un
paio di moka nello stipetto del separe' del bar dell'aereo, si
inginocchio' di fronte alla hostess, commosso sino alle lacrime e
con una preghiera a fior di labbra.
- Oh Dio del cielo! La prego! La prego! - strillo' gettandosi a
terra e imprigionando nelle sue mani le caviglie della donna - Mi
faccia fare il caffe'! - continuo' ad umiliarsi fino a quando la
signorina non perse l'equilibrio, gettando il vassoio con alcuni
tramezzini in faccia ad uno dei soldati.
Visto che la donna risultava essere sorda al suo implorare, CB si
rimise in piedi, si rassetto' la divisa e prosegui' nella sua
impresa, conquistare la tazza del water nella toilette dell'aereo.
Con la stessa calma con cui era entrato usci' sorridente, mentre
chiudeva la porta dietro di se, finalmente libero e dichiarava con
serenita' di aver portato a compimento il suo coraggioso incarico.
- Bomba in buca! - annuncio' gioiosamente, tornando a sedersi
giusto in tempo per evitare di essere sballottato da una parte
all'altra dell'aereo per la detonazione. Cosa che invece capito'
alla hostess impietosa, che spalmo' un'altro cabaret di tramezzini
sull'uniforme dello sfortunato soldato, causandogli una nota di
demerito del suo sergente con motivazione: "Uniforme macchie 4 e
pezzi di frittata sul basco", che gli frutto' ben sei giorni di
ramazza. Quando l'ultima fetta di pomodoro emerse dalle sue tasche
sei mesi e trentasette note di demerito dopo, fu investito del
titolo di Gran Maestro di Scopa di Saggina, nonostante continuasse
ad essere una schiappa nella scopa normale e in quella d'assi.
Il comandante riusci' a mantenere l'aereo in assetto quasi
perfetto, limitando mirabilmente la decompressione e facendo si'
che i passeggeri avvertissero solo due leggeri scossoni ed una
imbardata modesta. Almeno cosi' credeva, anche se l'aggettivo
"modesta" a TheGIO non e' che andasse molto a genio, visto che la
"superba" manovra aveva fatto rovesciare il suo castello di carte.
- Che diamine... Dose! Vai a controllare che Cristo e' successo! -
grido' il comandante Over mentre tentava di mantenere il velivolo
in assetto e urlava ordini al suo secondo pilota, un uomo di
colore alto piu' di due metri, che vestiva la divisa dei Lakers di
Los Angeles ed assomigliava in modo stupefacente a Kareem Abdul
Jabar.
L'addetto alle comunicazioni si alzo' e fece per uscire, ma quando
apri' la porta che condiceva dalla cabina di pilotaggio all'area
passeggeri, si trovo' di fronte ad una scena apocalittica.
Lord V urlava in mezzo al corridoio, CB sghignazzava senza ritegno
alcuno, TheGIO era aggrappato ad un sedile, gridando come un
forsennato: "Sono un Koaaaalaaaaaa!", Veleno dormiva placidamente.
Appena vide l'ufficiale, TheGIO si rimise in piedi e tento' di
assumere un'espressione seriosa. Lo squadro' con aria minacciosa e
si fece avanti.
Il comandante Dose, trovatosi di fronte ad un TheGIO decisamente
incattivito - e decisamente sbronzo -, l'unica cosa che riusci' a
fare fu solo un rumoroso deglutire.
- Sei tu che hai abbattuto il mio castello di carta? - chiese con
voce tonante. L'uomo, ammutolito, si limito' a scuotere la testa,
sperando che quella reazione non adirasse ancor di piu' l'altro.
TheGIO lancio' una distratta occhiata alla cabina di pilotaggio
che si intravedeva alle spalle dell'ufficiale.
Non attese la risposta dell'uomo, si limito' a scaraventarlo di
lato con una sonora manata e si fece strada verso i sedili dei
piloti.
- Chi ha abbattuto il mio castello di carte? - domando' con tono
piatto, facendo sembrare quella domanda piu' inesorabile della
morte. L'uomo in tenuta da giocatore di basket si volto' e dopo
aver strabuzzato gli occhi di fronte a quel pericoloso soggetto
sbronzo, indico' forsennatamente il collega ai comandi dell'aereo.
Il comandante venne investito da una zaffata di fiato caldo e
dal pesante odore di alcool. Si volto' trovando poco lontano dal
suo naso l'espressione allampanata di TheGIO.
- Sei tu che hai distrutto il mio castello di carte? - domando'
per l'ennesima volta, irritato dal fatto di non ottenere risposta.
- Oh merda viola! - impreco' il pilota - E stavolta non ho nemmeno
mangiato pesce! -.
TheGIO lo afferro' per il colletto della camicia e lo sollevo'
quanto le cinture che assicuravano il pilota al sedile glielo
permettessero.
- Sto lentamente perdendo la pazienza - disse in tono calmo - E
quando mi spazientisco divento cattivo - marco' molto l'ultima
parola - Sei stato tu ad abbattere il mio castello di carte? -.
Il comandante non seppe che rispondere e non ne ebbe il tempo,
poiche' un colpo alla nuca lo stordi'.
- Tiralo via da quel sedile Gio, non vedi che sta male? - disse
Veleno, ciondolando alle spalle dell'amico.
Inceneri' il secondo pilota con uno sguardo.
- Tu, Jabar - lo chiamo - Vatti a sedere di la' e stai buono -.
- Non sono Kareem Abdul Jabar! - salto' su questo - Insomma! Non
sono Kareem Aaaa... - la sua voce mori' in gola quando la canna di
una pistola si poso' dolcemente sotto il suo mento.
- Ho detto - scandi' con mortale lentezza e precisione Veleno - Di
andare di la' e di metterti seduto -.
TheGIO intanto, dopo aver rimosso il comandante dal suo incarico,
gettandolo sul primo sedile che trovo' - poco contava che fosse
occupato dalla hostess che Veleno aveva abbordato -, torno' in
cabina di pilotaggio, mormorando una breve scusa alla donna in
lacrime. Si appiatti' su di un lato della porta per far passare
un Kareem Abdul Jabar piagnucolante.
- Sai - disse poco dopo, mettendosi al posto del comandante Over -
Mi sono sempre chiesto come debba essere il pilotare uno di questi
cosi - afferro' con decisione la cloche e mise mano ai doppi
comandi del gas.
- Uhm... Ci ho volato ma non li ho mai pilotati - borbotto' Veleno
sbocconcellando un tramezzino.
- Ehi! Cibo! - noto' TheGIO - Dove lo hai trovato? - Veleno fece
segno di guardare alle sue spalle ed indico' un soldato coperto di
pane bianco e farcitura.
- Ce ne dovrebbero essere ancora un paio interi... Uno sulla
schiena, vicino alla scapola sinistra ed uno sulla spalla destra -
si alzo' - Vuoi? -.
- Basta che non ci sia dentro il cetriolo... Sai che lo odio -.
- Qualcosa da bere, anche? - Veleno si premuro' di informarsi.
- Quel martini non era male... - disse in tutta risposta TheGIO,
osservando gli strumenti e cercando di decifrarne i reconditi
significati, quando improvvisamente gli sovvenne un particolare
decisamente importante.
- E quei sei manichini? -.
- Bah - Veleno si scosto' per fare in modo che TheGIO vedesse cosa
stava accadendo nell'area passeggeri - Hanno abbastanza da fare
con il Lord e CB - liquido' scomparendo per andare a raccattare
provviste.
Sato si muoveva nervosamente avanti e indietro di fronte alla jeep
parcheggiata a ridosso della pista d'atterraggio. Diede una rapida
occhiata all'orologio digitale che portava al polso e torno a
scrutare il cielo.
- Dove diavolo e' quel dannato aereo? - domando' ad un caporale.
- Signore, il comandante ha lanciato un mayday per un'esplosione a
bordo e poi non abbiamo ricevuto nessun contatto se non qualche
sporadico rutto nel microfono come risposta alla nostra richiesta
di informazioni. Da piu' di sette minuti la comunicazione pare
essere interrotta - relaziono' il caporale.
TheGIO osservo' Lord V inginocchiato poco dietro di loro, che
batteva furiosamente la cuffia radio di TheGIO con un martelletto
per frantumare i cubetti di ghiaccio.
- Non muore! - gridava - Non muore!!! Guardate! Non muore! - e
batteva con furia l'oggetto che continuava a gracidare: "Alfa-Gold
Romeo-Echo 4-2-2-9 mi sentite? Comandante Over, comandante Over
risponda! AG-RE 4229 accusate ricevuta e rispondete! Qual'e' la
vostra situazione...".
- Che ha detto? - borbotto' TheGIO controllando l'immaginaria
virata che il mondo stava avendo, inclinandosi sul sedile.
- Credo abbia detto: "Non muore... Non muore!" - commento' Veleno,
giocherellando con un quadrante analogico la cui lancetta si stava
inclinando pericolosamente verso sinistra. Gli elargi' qualche
colpetto con le dita e la lancetta torno' su' per qualche tacca.
- Poi se ne e' andato - aggiunse non vedendo Lord V in cabina.
- No... Non il Lord... La radio... - preciso' l'altro.
- Boh - Veleno spense la sigaretta sul bracciolo del suo sedile
- Il Lord l'ha appena rotta -.
- E le cuffie che hai in testa tu? - TheGIO indico' con una mano
barcollante un centinaio di direzioni tra cui vi era anche la
testa di Veleno, ma di poco.
- Oh queste? - rispose l'altro come se fosse la prima volta che
vedesse uno di quegli aggeggi - Sono sintonizzate su una stazione
a dir poco schifosa! Sono tre ore che il disk jockey sta dicendo
la stessa, fottutissima, identica cosa: "Alfa-Gold Romeo-Echo 4-2-
2-9 mi sentite? Comandante Over, comandante Over risponda" e poi
AG-RE 4229 accusate ricevuta e rispondete! Qual'e' la vostra
situazione" - si fermo' per qualche secondo - Tu hai idea di che
cazzo sia? - domando' poi leggendo il blocco che era stato del
giocatore di Basket - Comunque credo che questi Comandante Over e
il loro singolo, Alfa-Gold e stracacchi vari siano davvero famosi
- mostro' il blocco a TheGIO - Sono scritti dappertutto, guarda -.
TheGIO si alzo' dal sedile e l'aereo viro' bruscamente a tribordo.
Quando lo riporto' in rotta ed in assetto, si rialzo', ma non
prima di aver inserito l'autopilota.
- Incomincia a studiarti quel blocco - disse a Veleno, puntellando
il corpo con i palmi delle mani appoggiati al soffitto della
cabina per barcollare di meno - Credo sia il piano di volo... -.
Tornato nell'area riservata ai passeggeri noto' la tranquillita'
dell'ambiente, i sei militari giagevano in un angolo legati come
salami con CB che controllava periodicamente i legacci e i nodi,
affinche' non fossero troppo stretti. Osservo' la targhetta
dell'uomo che prima di lui aveva seduto al posto del pilota.
- Over - rivolse un'occhiata di disprezzo alla persona - Sei poco
professionale, comandante Over, davvero poco professionale! - si
guardo' attorno e trovo' Sydia seduta da sola in disparte, nei
posti vicino alle hostess, che chiaccherava sommessamente con loro
accudendo periodicamente Lord V e preoccupandosi che nulla
turbasse il suo sonno.
- Militari - dichiaro' con vivo disprezzo - Puah! - fece dietro
front e torno' in cabina di pilotaggio.
- Accidenti che noia - Veleno picchietto' ancora una volta sul
quadrante che faceva le bizze e questa volta la lancetta ritorno'
su', ma era piu' bassa di prima. Rovisto' in una delle tasche
superiori della giubba, cavandone fuori una musicassetta e sorrise
- Facciamo un po' di rock'n'roll! - la inseri' in un qualcosa che
assomigliava ad un mangianastri accanto a lui e giro… il pomello
del volume ed una chitarra dura annuncio' l'inizio di un pezzo dal
sentore cattivo, nell'angusto spazio della cabina.
- Questa si' che e' musica! - scuotendo la testa il braccio del
piccolo microfono correlato alla cuffia si abbasso' al livello
della bocca.
- Yeah! E benevenuti su Radio Minc*a! La radio che e' Tammannera!
Questi sono i Def Leppard con "Smoke on the Water"! -.
- Cosa? Alfa-Gold Romeo-Echo non riusciamo a capire! Ripetere il
messaggio! Comandante Over, ripeta il messaggio - gracido' la
radio.
- Altro che gli Over! - rispose Veleno - Questo e' rock amico! -.
TheGIO gli lancio' un'occhiata distratta mentre tornava a sedersi.
A un centinaio di chilometri di distanza un uomo si stacco' la
cuffia radioricevente e osservo' il suo superiore.
- Signore... Credo ci sia qualche interferenza. Sembra quasi che
una radio stia usando le nostre frequenze -.
- Dammi quel dannato aggeggio! - l'ufficiale gli strappo' di mano
la cuffia e diede una rapida occhiata al tracciato radar - Volo
AG-RE 4229! Volo AG-RE 4229! Qui Controllo! Qui Controllo! Sono il
comandante Steve McCroskey dell'Areonautica Militare! Siete troppo
bassi! Siete troppo bassi! Qui McCroskey! Qui McCroskey! Siete
troppo bassi! Siete troppo bassi! -.
- Ehi Gio! - si senti' dall'altra parte - Qui c'e' un certo
McCroskey che ripete sempre due volte le cose, dice di usare gli
strumenti e che siamo troppo bassi... -.
- Beh, piu' strumenti di questi cosa vuole - rispose l'altro
portando a se' dolcemente la cloche, secondo l'altimetro erano al
di sotto delle rotte militari di almeno 1000 metri, sempre che
quanto diceva il piano di volo fosse esatto - E poi che diavolo,
ora l'aeronautica arruola solo giocatori di basket? - a quelle
parole entrambi si volsero ad osservare Jabar.
- Senti McCroskey - Veleno porto' il microfono piu' vicino alla
bocca per farsi udire meglio - Questi sono gli AC-DC - la cassetta
era intanto passata a Back in Black - E per come sa usare il suo
strumento Angus Young, credo che i vostri Over ne hanno di strada
da fare! E, dalla fiera altitudine di un metro e settantacinque,
ti dico che tutto va bene e che voi spilungoni potete andare a
farvi fottere! -.
- Signore... Signore... - McCroskey depose la cuffia con lentezza
disarmante, accasciandosi lentamente.
- O forse intendeva dire che la musica era bassa? - domando TheGIO
con espressione dubbiosa.
- Oh, va be', credo che di un po' la si possa alzare, ora ci provo
- Veleno giro' di poco il pomello del volume - Ehi! Watusso
irlandese cosi' va meglio? -.
- Signore... - l'uomo riprese la sua cuffia e torno' alla sua
postazione, tentando di sintonizzare meglio la trasmissione - Non
sono affatto male, pero'... - borbotto' seguendo le note della
canzone. L'ufficiale si alzo' stancamente e si guardo' attorno.
- Lo sapevo - mormoro' McCroskey - Lo sapevo... Ho scelto il
giorno sbagliato per smettere di sniffare cocaina -.
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* restata e puo' darsi ci sia un altro giro di ruota..." (L. Ligabue) *
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