Avviso(in ritardo):questa Fanfic e' © della F.MA.Publishing Co.
L'autore non e' a conoscenza di effetti nocivi o terapeutici che possano
derivare dalla lettura:
si prega coloro che dovessero riscontrare tali effetti di avvisarne
l'autore.
Grazie
^__^
Questo e' stato il mio primo(ancora incompiuto)esperimento di
fanfic,addirittura pre-IACchica,(e' precedente a quella che ti feci
leggere a Faenza Erne'...),recuperato oggi,quando ormai ne
disperavo,dalle pieghe di un dischetto da cui non ero riuscito a cavarla
in piu'di un anno di prove.
E' dunque:
1)una fanfic classica,cioe' con _tutti_ personaggi di manga ed
anime(manco a farlo apposta:Lamu');
2)Lo stile puo' risultare pomposo,non escludo di abbassarlo
prossimamente.
3)Trattasi soltanto dei primi quattro paragrafi del capitolo 1:forse fra
una decina d'anni l'avro' finita,abbiate pazienza.
Oh,il notice di sopra e' valido,se volete coprirmi di improperi,fatelo
dove preferite ^___^
Capitolo 1°
Incontro
Par. I
"E' ora di alzarsi,signorino"disse il maggiordomo dopo avere con levita'
bussato alla porta:dischiuso l'uscio entro' nella stanza dirigendosi a
passi spediti verso la finestra,e giuntovi fece lentamente scorrere la
cordicella,ottenendo di altrettanto lentamente fare aprire le tende
ricamate di pura seta che interdicevano il passo alla luce del sole
alzatosi già da un paio di ore sull'orizzonte di quell'alba aprilina.
"Ah,tu non sai che vita faticosa sia la mia,con tutte le responsabilita'
che mi attendono ogni giorno,non appena mi alzo da questo letto",rispose
il giovane da dietro le cortine mentre con calma sottraeva le proprie
membra all'abbraccio delle ricche coperte,lenzuola e federe lavorate che
lo avevano tenuto sufficientemente caldo durante la notte ancora
abbastanza fresca della tenuta;il maggiordomo guardo' stupito il ragazzo
mentre diceva quelle parole,molto probabilmente chiedendosi cosa ci
fosse di faticoso nella vita di una persona a capo di un impero
economico come quello del suo padroncino,il quale ogni mattina
guadagnava qualche decina di miliardi,solo guardando lo schermo del
computer,sul quale comparivano le quotazioni d'apertura dei titoli della
borsa;il ragazzo nel frattempo si era alzato,e mentre si metteva la
vestaglia da camera aveva fissato lo sguardo sul maggiordomo,che si mise
rapidamente a rassettare il letto,onde evitare di avere problemi di
qualsiasi genere,in quanto che aveva notato negli occhi che conosceva
ormai da anni un pericoloso velo di irritazione,come se avessero capito
subito quello che aveva avuto l'ardire di pensare:certo,dati gli anni di
reciproca frequenza,ormai succedeva spesso che l'intuito sostituisse le
parole,anche se il signorino non aveva mai dimostrato troppo interesse
per la sua persona,molto spesso sbagliando nome;frequentemente aveva
lamentato che in quella casa nessuno lo ascoltava;ma,ciononostante,si
era sviluppato inconsciamente un rapporto per cui egli poteva
abitualmente anticipare le richieste del ragazzo.
In realta',si disse,era un errore che continuasse a considerarlo un
ragazzo,come se ancora frequentasse quel liceo piuttosto
burrascoso,anche ora che il tempo passato da quel periodo era divenuto
abbastanza considerevole...
Era una deformazione,dovuta al fatto che lo aveva veduto crescere da
quando era in fasce;così come aveva visto la nascita,i primi anni,la
fanciullezza,l'adolescenza e la pubertà della di lui sorella:lo aveva
visto assistere non troppo felice al matrimonio di lei,con la quale il
signorino aveva un rapporto a suo parere piuttosto strano e
complicato;però,pur con tutti i problemi che lo avevano costellato,quel
curioso rapporto era in fondo affettuoso,come dal burrascoso periodo
liceale erano uscite alcune amicizie molto salde,anche con persone che a
prima vista non poteva sopportare,e che invece aveva finito per aiutare
numerosissime volte,anche se continuava a dire che lo faceva solo per
lei,non certo per lui...
C'era stato un periodo in cui aveva perso completamente la testa per
lei,in cui era stata il suo fine,durante gli anni del liceo;poi se ne
era fatto un'idea,lasciandola a lui,anche se dopo avervi rinunciato si
era rifiutato di prendere in considerazione qualsiasi candidata al
matrimonio che gli avessero presentato i suoi genitori,che da anni si
rammaricavano che questa sua scelta mettesse in pericolo il futuro del
prestigioso casato e gli facessero sempre più spesso pressioni,pressioni
che egli si lasciava altezzosamente scorrere addosso,cosa che non faceva
che esasperare ancor più i genitori,i quali andavano sempre più spesso
dicendo di essersi pentiti di avere alienato buona parte del loro
patrimonio a favore del figlio;ma essi non potevano certo lamentarsi
delle sue capacita' di capitano d'industria,dato che in pochi anni di
gestione era riuscito a decuplicare le sue risorse economiche,suscitando
ammirazione in tutto il mondo;col passare degli anni aveva sviluppato un
invidiabile carisma,ed egli era benvoluto dai suoi dipendenti.
Mentre pensava a tutto questo,aveva risistemato il letto,ed il
signorino,che si era quasi del tutto rivestito dopo il bagno,si era
posto vicino alla finestra,ma osservava la stanza
intentatamente;guardandolo,il maggiordomo gli disse,dopo qualche attimo
di pausa:"Ehm,padroncino...se vuole seguirmi...la colazione sara'
sicuramente pronta."
Il giovane si volto',fece un cenno di assenso col capo e si diresse
verso lo specchio per sistemarsi la cravatta:era una specchiera del 1700
sistemata nell'ampia camera da letto insieme ai tappeti,ai quadri,ad
altri mobili antichi,ceramiche;dopo aver per circa cinque minuti
osservata la stanza in tutta una serie di dettagli,si decise a varcarne
la soglia per dirigersi in sala da pranzo.
Salito su una delle macchine elettriche del tipo di quelle che vengono
usate sui campi da golf e che era solito usare quando si spostava
all'interno della grande casa di famiglia,cui egli aveva fatto
aggiungere un paio di grandi ali ad ovest,avvio' il motore e comincio' a
percorrere il corridoio che conduceva in sala da pranzo;arrivo' a
destinazione dopo una quindicina di minuti:venne accolto da una
cameriera che lo invito' a togliersi la giacca di velluto nero che si
mise subito a spazzolare con cura;un cameriere gli preparo' la sedia,e
non appena si fu seduto un'altra cameriera gli distese un tovagliolo
sulle ginocchia e gliene mise al collo un altro,onde evitare che
accidentalmente si macchiasse durante la colazione,che era stata
preparata dai cuochi di casa stando attenti a che fosse nutriente ma non
troppo pesante e soddisfacesse il palato:mezz'ora dopo si alzo' dal
tavolo,avendo consumato scrupolosamente la colazione;la cameriera gli
riporse la giacca ed egli si diresse verso l'atrio,dove gli si fece
nuovamente incontro il maggiordomo:egli lo fisso' con uno sguardo
interrogativo,ed il maggiordomo gli porse alcuni tabulati,che ad una
scorsa veloce si dimostrarono i soliti mattutini aggiornamenti sulle
quotazioni d'apertura della borsa,e quelle finali delle borse che
avevano chiuso durante la notte,che attestavano i guadagni fatti;poi il
maggiordomo disse:"Signorino,volevo ricordarle che fra un'ora ha un
appuntamento in centro citta'";il giovane si fermo' un attimo in
riflessione,poi rispose:"Ah si',mi ricordo,grazie".
Poi si avvio' alla porta,dove lo attendeva l'usciere;appena fuori sali'
in macchina,dove lo seguirono quattro guardie del corpo,e due altre auto
si sistemarono davanti e dietro,ed il convoglio si diresse verso
l'uscita della tenuta:la parte della tenuta piu' vicina alla villa,tre
ettari circa,egli l'aveva voluta riservata ai vari stili di
giardino,come un giardino all'inglese sul lato nord,uno all'italiana sul
lato sud ed uno alla giapponese sul lato est;piu' in la' una parte a
bosco;a nord-ovest un colle con una costruzione in stile neoclassico e
vicino una stanza da te';e poi,siccome bisogna lasciare spazio alla
pratica,c'erano le coltivazioni e le case per i contadini:la maggior
parte dei terreni coltivati erano dedicati al riso,ma nella tenuta era
rimasto spazio sufficiente per far crescere grano,mais,avena ed
altro,oltre che per i legumi e l'erba medica,necessari per non far
esaurire i terreni.
Uscite dalla proprieta',le macchine si diressero verso la citta',mentre
il ragazzo pensava che era molto tempo che non li vedeva,e si chiedeva
il perche' di questa improvvisa richiesta di incontro:c'era sotto
qualcosa che non gli piaceva affatto,un'impressione negativa si era
impossessata di lui subito dopo che il maggiordomo gli aveva fatto
presente che avrebbe dovuto andare a quell'incontro,e piu' il tempo
passava,piu' quella impressione si faceva forte;col passare degli anni
si era reso conto che quello era un tipo al quale era legato piu' di
quanto avesse mai voluto ammettere in quegli anni liceali in cui lo
vedeva tutti i giorni e tutti i giorni riusciva,con il suo
atteggiamento,a fare esplodere in lui una rabbia incontrollata,che non
avrebbe mai voluto manifestare cosi' platealmente perche' gli era stato
insegnato fin dall'eta' piu' giovane che una persona del suo rango,della
sua classe sociale,doveva imparare a contenere le proprie
emozioni,quando si trovasse in pubblico;gli era stato insegnato che,in
quanto erede di una schiatta che aveva dato al paese grandi uomini,in
grazia della sua indubbia superiorita' rispetto alla plebaglia avrebbe
dovuto dimostrare di saper tollerare cose che gli altri non sarebbero
riusciti a sostenere senza reagire;eppure"quello"non era comune,non era
un normale essere umano:qualcosa di speciale lo aveva sempre aiutato a
capire dove e quando colpire per ottenere gli effetti piu' devastanti;in
quel momento la stessa sensazione di anni prima,ormai da tempo
dimenticata,si stava impossessando di nuovo di lui:era convinto che
tutto quel mistero fosse inutile,e che la colpa di quella sceneggiata
fosse tutta sua,e quando si sarebbe rivelata essere la solita
stupidaggine,gliela avrebbe fatta pagare!
Venne strappato al giro dei suoi pensieri da una visione
improvvisa:aveva appena superata una portantina chiusa retta da otto
uomini in nero e cio' gli aveva ricordato qualcuno di
familiare,soprattutto per lo stemma che aveva intravisto sulla porta;di
scatto disse:"Frena,torna subito indietro!"
"Ma,signore...",abbozzo' l'autista;la voce dietro si fece quasi
feroce:"Torna indietro,ho detto!"
L'autista repentinamente innesto' la retromarcia,perche' quella irata
voce alle sue spalle gli fece ignorare il codice stradale,schiaccio' a
fondo sull'acceleratore;una manovra che fece schizzare la lunga e
pesante automobile all'indietro convincendo certi incauti pedoni che
fosse giunto il momento di stimolare al massimo i propri riflessi,onde
cercare di evitare un impatto che si sarebbe quantomeno rivelato
fortemente dannoso e doloroso,costringendo ad una poco desiderabile
durevole permanenza in ospedale.
La corsa si arresto' duecento metri piu' indietro,ed ad un cenno del
giovane l'autista diede un altro brusco colpo di sterzo che pose l'auto
di traverso lungo la strada proprio di fronte alla
portantina;l'altrettanto improvviso arrestarsi dei portatori fece
sbattere i passeggeri di quel mezzo ormai piuttosto rado a vedersi per
le strade della citta', se non unico;difatti la porta scorrevole
scivolo' all'indietro sulla guida celerissimamente solo alcuni secondi
dopo la subitanea fermata,ed il modo in cui il giovane che ne usci' pose
piede sulla via lasciava presagire come fosse pronto a chiarire in modo
piuttosto energico che a nessuno era disposto a concedere di
interrompere in modo si' brusco il suo tragitto;nel frattempo la
portiera della macchina si apri' con studiata lentezza,di modo
che,quando il passeggero ne discese,l'altro giovane era ormai prossimo a
lui:il passeggero dell'automobile squadro' l'altro con un lieve ghigno
di superiore disprezzo,pensando fra se' che l'unico dettaglio in cui il
suo rivale era cambiato in quegli anni era il mezzo di trasporto:dai
piedi a quella portantina che era sempre stata l'antiquato chiodo fisso
di colei che si era scelto per moglie.
Par. II
"Vedo che il mio caro cognato e sua moglie,la a me sempre cara
sorella,hanno deciso di farmi il poco gradito onore di percorrere
insieme a me un tratto di strada:posso sapere,Mizunokoji,cosa spinge lei
e la sua consorte in questi paraggi?"
"Mendo..."
"A dir il vero e volendo essere in tutto sinceri,Mendo-san",-rispose una
voce femminile dalla portantina,-"noi non saremmo affatto tenuti a
darle la benche' minima spiegazione circa il motivo che ci fa trovare in
questo luogo ora,e le rispondo quindi che siamo qui perche' ci siamo;ed
inoltre le dico che non abbiamo alcuna intenzione di spiegarle dove
siamo diretti":alla fine della frase gli occhi del giovane erede di casa
Mendo poterono vedere la ben conosciuta figura della sorella eretta di
fianco alla portantina,quella sorella che aveva avuto l'ardire di
assestare il colpo definitivo al loro burrascoso rapporto sposando quel
pazzo mangiatore,deglutitore di palle da baseball,che era Mizunokoji
Tobimaro;ma ella riprese:"comunque,se lei volesse spostare la sua
interminabile automobile e lasciasse un minimo spazio,noi saremmo ben
contenti di farle il favore di sottrarle la nostra tanto sgradita
compagnia".
"Le porgo,mia dilettissima sorella ed illustre signora Mizunokoji,le
piu' sentite scuse di cui sia capace il mio cuore,se l'improvviso impeto
di curiosita' che ha subitaneamente preso possesso di me ha turbato il
suo animo e rischiato di soffocare il suo consorte...non sia mai che io
osi intralciare l'accorrere di si' nobile coppia su un luogo dove
sicuramente essa e' chiamata da questioni della massima importanza.
Tu!" -disse quindi rivolto al proprio autista-"Manovra celermente,al
fine di consentire il passaggio,nel minor tempo possibile,di questa
antica portantina,fido e celere mezzo che deve,ratto,condurre i signori
a destinazione!
Non hai ancora fatto?"sbotto' sarcastico cercando di non prorompere in
una fragorosa risata;e non appena l'autista ebbe fatto recuperare
all'auto la corretta posizione,di nuovo disse:"Eccovi ora,signori,tutto
lo spazio necessario a consentirvi di proseguire il vostro viaggio:sono
sicuro che per arrivare in centro non impiegherete piu' di quattro
giorni!"
"Io,Mendo-san,le auguro di tutto cuore che gli autisti della sua e delle
automobili di scorta siano dotati di buona vista e di una patente per
autoarticolati,perche' non vorrei mai che in una curva finisse per
incastrarsi in un muro e non riuscisse a giungere in tempo al suo
improrogabile appuntamento.Addio.
Vieni,Tobimaro!"
"Mendo,sei fortunato ad avermi trovato in compagnia di mia moglie,che
non vuole problemi..."
"Oh,non si preoccupi signor Mizunokoji,so bene che lei non farebbe mai
qualcosa che sua moglie non volesse!"
"Questa non te la faccio passare liscia!!!!"
"Come?"rispose Mendo sguainando la spada...
"Tobimaro!"
"Arrivo!Ma la prossima volta..."
"Sempre pronto!"
Shotaro Mendo rimase fermo nei pressi della sua macchina ad osservare la
lieve figura di sua sorella che si nascondeva all'interno della
portantina;segui' anche Mizunokoji,che vide salire e scomparire nello
stesso mezzo subito dopo la moglie,e poi osservo' i portatori sollevare
da terra quella cosa ed avviarsi:subito dopo decise di risalire in
macchina,dato che aveva perso piu' tempo di quanto non avrebbe voluto in
quella discussione ed ora era costretto a muoversi in fretta,nonostante
odiasse essere in situazioni frenetiche,se voleva arrivare in tempo sul
luogo dell'appuntamento-Proseguiamo,e vedi di fare
velocemente-disse,rivolto all'autista:"Si',signorino,non si
preoccupi,arrivera' puntuale,sul mio onore!"
"Fermo!"
"Sissignore!"
Ridiscese dalla macchina e si chino' verso terra.
"Una busta...A Mizunokoji Tobimaro e signora...tieni,quando saremo
tornati dall'appuntamento ricordami di restituirglielo per mezzo di un
cane!"
"Si' signore,non dubiti!"
"Ora andiamo"
"Ai suoi ordini,signore".
La macchina riprese a muoversi lungo la strada verso il luogo di
destinazione,cosi' come le macchine di scorta,che avevano dovuto fare
retromarcia anche piu' repentinamente di quella,quando la videro
scattare senza preavviso all'indietro.
Sua sorella...sua sorella e Tobimaro;mentre il corteo di automobili si
dirigeva speditamente verso il locale,a Mendo si ripresento' quel
convulso periodo:
"Mi oppongo!Mi oppongo e mi opporro' sempre a questa pazza idea di
questa folle di mia sorella,che intenderebbe insultare il mio nome,il
mio onore,sposando nel salone principale di questa casa quell'insulso
fagocitatore di palle da baseball senza un kimono decente che e' uno dei
miei peggiori avversari!
L'unica femmina del ramo principale del casato Mendo in eta' da marito
che fra tutti gli uomini possibili a questo mondo decide di sposare
Mizunokoji Tobimaro!!!
Accetterei di piu' che si sposasse con Megane!
Con un gajin spiantato!!
Ma non con quello!!!!"
Quelle erano state alcune delle frasi con cui aveva commentato la
notizia del matrimonio imminente di sua sorella Ryoko.
Cio' che piu' lo aveva fatto inferocire era stato notare che i suoi
genitori non avevano obiettato nulla,e che anzi sembrassero felici di
quello che stava per accadere.
"Non e' concepibile che voi siate ben disposti a concedere la mano di
vostra figlia ad un parvenu straccione come quello!
Non vi rendete conto di quanto il prestigioso nome del nostro nobile
casato risentirebbe di una simile unione?
Nonostante siate i miei genitori ed io vi debba rispetto,sono costretto
a pensare che voi siate ormai incapaci di intendere,visto che non vi
rendete conto del detrimento che apportate alla nostra dignita'
acconsentendo ad un simile delitto!"
"In primo luogo,se tu ci portassi il rispetto che dici,non ti
rivolgeresti a noi con il tono e le parole che hai appena usate..."disse
il padre;
"In secondo luogo il giovane Mizunokoji e' fra i pochi che possa
assicurare a tua sorella il tenore di vita al quale e' da sempre
abituata;e poi non è affatto un parvenu,poiche' la sua famiglia e'
discendente di funzionari imperiali per generazioni..."disse la madre;
"Appunto,un parvenu,uno che si porta ancora addosso l'odore di
borghesuccio arricchito dei suoi antenati..."
"...e poi"-riprese la madre-"non dovresti paventare neppure per scherzo
il matrimonio di una giovane giapponese di rango quale tua sorella e'
con un gajin o con Megane,sebbene questa seconda ipotesi sarebbe
sicuramente preferibile alla prima";
"In terzo luogo,oni-sama"-intervenne Ryoko-"Io sposo Mizunokoji-san
perché e' sicuramente l'uomo migliore che conosca:se tu fossi in grado
di trovarmi un pretendente che fosse in grado di fornirmi gli stessi
suoi agi e mi volesse bene con lo stesso suo disinteresse,potrei anche
metterlo a confronto con Tobimaro per circa tre secondi;ma non credo che
tu abbia un simile candidato,per cui tutto il tuo opporti e'
completamente inutile".
"Pero'..."
"Inoltre"-riprese Ryoko-ho gia' ottenuto il benestare di nostro padre e
di nostra madre,che mi e' piu' che sufficiente per andare alla cerimonia
nuziale in massima tranquillita' e senza preoccuparmi eccessivamente del
tuo parere:tieni conto del fatto che,essendo maggiorenne,anche se essi
mi avessero negato la loro benedizione,io avrei comunque sposato
Tobimaro...":rivolta verso di lui,Ryoko poteva comunque immaginare il
fremito che stava percorrendo i suoi genitori in reazione ad una si'
sfrontata affermazione.
Gli occhi di Mendo caddero in quel momento sulla busta appoggiata in un
vano del cruscotto,e subito dopo prese di nuovo in mano il biglietto
d'invito che era la causa di questo suo dirigersi in centro:"I coniugi
Moroboshi la invitano a presentarsi nel locale di fronte al liceo di
Tomobiki..."
"...per comunicarle una notizia della massima importanza.
Sarebbe gradita la sua presenza.
Tobimaro,secondo te qual'e' questa importantissima notizia?"-disse Ryoko
rivolta al marito"-;
"Non saprei cara,ma posso assicurarti che sono ansioso quanto te di
scoprirne la natura.
Era molto tempo che non avevamo notizie di Moroboshi e sua
moglie,l'ultima volta che li abbiamo incontrati e' stato al nostro
banchetto di nozze,quando loro erano già sposati da circa sei mesi:tu
avresti potuto vederli un'altra volta,se quel testardo stupido di tuo
fratello si fosse deciso a prendere moglie;ma,benche' fosse l'unico
rimasto scapolo,non ha mai voluto recedere dalla sua decisione;sebbene
io non l'abbia mai considerato troppo intelligente,pensavo che un
giovane ricco come lui e discretamente bello-mai come me-non avrebbe
avuto difficolta' a sposarsi:invero,ho saputo che gli e' stata
presentata piu' di una giovane discendente da rispettabilissima genia,e
che lui tutte le ha rigettate,senza nemmeno voler concedere loro una
minima possibilita'.
E pensare che è sempre stato quello preoccupato in sommo grado del
casato:cosi' andra' contro tutti quei principi continuamente sbandierati
e fara' scomparire il nome dei Mendo!"
"Ti prego,Tobimaro caro,queste sono argomentazioni che periodicamente
sono costretta a sentire quando uno dei miei genitori viene a trovarci,e
non mi va che turbino anche questo breve viaggio;io non sono certo
contenta del comportamento tenuto da mio fratello,che mi sembra comunque
aver dimostrato di essere un giovane brillante,con i risultati che è
riuscito a conseguire in questi anni:i nostri rapporti non saranno mai
piu' quelli di una volta,perche' non posso tollerare l'opposizione
eccessiva che ha fatto al nostro matrimonio;ma rispetto la sua scelta e
posso comprenderla,perche' molte di quelle giovani discendenti da
rispettabilissima genia-come tu le hai teste' definite-non erano in
grado di reggere il confronto con le qualita' di colei che ancora oggi
rimpiange:riguardo alla nobilta' di sangue poi,ella può vantare una
nobilta' ereditaria di cosi' lunga data che al paragone anche noi Mendo
siamo plebei.
Mi ha fatto una grandissima offesa quando quel giorno disse che
piuttosto che con te avrebbe preferito vedermi sposata con un gajin o
con Megane..."
Par. III
"Ehm,senti,non avresti qualcosa da mangiare?"
"I-insomma Kibi,devi smetterla di divorare incessantemente cibo,fermare
per qualche tempo quelle voraci mandibole;smetterla di chiederci
caramelle,tavolette di cioccolato assortite ed altro ancora quando sai
che abbiamo a fatica di che sostentare noi stessi,con lo stipendio che
abbiamo:in questo momento abbiamo altre cose da fare,dobbiamo
meditare,riflettere,soppesare ogni minimo elemento a nostra disposizione
per cercare di dissipare questo mistero,dobbiamo discutere.
Pondera,pensa Kibi:e non al sukiyaki che ti sogni di notte,perche' non
potrai mai permettertelo, neanche se facessi lavori saltuari per
venticinque ore al giorno.
Cerca di aiutarci a capire cosa nascondono questi biglietti.
Perma,Kakugari,naturalmente gradirei dell'aiuto anche da parte vostra!"
"Tu hai ragione,Megane,ma il fatto e' che ho trovato a fatica i soldi
per la metro...qui c'e' un gran rumore ed una ressa che non mi aiuta a
pensare;e poi stamattina non ho mangiato per poter prendere il
convoglio, e la fame non giova alla mia concentrazione..."
"Il digiuno e' un efficacissimo mezzo per fortificare lo
spirito,Kibi:anche noi siamo a stomaco vuoto,eppure non ci lamentiamo ed
agitiamo come te;e poi se il locale che e' il luogo dell'incontro
stabilito sul biglietto e' quello che penso,forse facendo una piccola
colletta riusciremo a mettere insieme abbastanza soldi per farti
inghiottire qualcosa;ma sii minimamente dignitoso ed aspetta di
arrivare!"
"In effetti questi biglietti sono materia su cui meditare"-disse
Perma-"I coniugi Moroboshi la invitano a presentarsi nel locale di
fronte al liceo di Tomobiki per comunicarle una notizia della massima
importanza.
Sarebbe gradita la sua presenza.
Se questo cui ci invitano fosse un incontro personale,ci avrebbero
spedito una lettera,non un biglietto formale:secondo me ci sara' qualcun
altro,oltre a noi;e poi questo biglietto...sono assolutamente sicuro che
lo ha scritto lei,perche' il nostro caro ex-compagno non ha di certo una
cosi' bella calligrafia ed un biglietto scritto a mano da lui
risulterebbe orripilante;mentre questo e' ordinato,addirittura ha una
grazia squisita:lo ha senza alcuna ombra di dubbio scritto lei!
A meno che in questi anni non si sia applicato indefessamente a
migliorare la propria calligrafia sotto la sua guida fino ad ottenere
questi risultati..."
"No...concordo con te,Perma"-replico' Megane-"e' assolutamente
impossibile che in questi anni la sua calligrafia sia migliorata cosi'
tanto,al liceo era ancora assolutamente inguardabile,e per arrivare a
tale livello di raffinatezza ad uno come lui non sarebbero stati
sufficienti il doppio degli anni che sono trascorsi da allora,lavorando
esclusivamente su questo aspetto giorno e notte,senza interruzione,per
giungere ad un simile livello...
Sono in pieno accordo con te,questi biglietti devono essere opera di
lei:dopo le iniziali,comprensibili difficolta',la sua invidiabile
intelligenza le permise di parlare la nostra lingua come e meglio di
noi,ed il suo gusto e la finezza dei suoi occhi e mani di scrivere
pagine che erano autentiche meraviglie.
"Ah,stupendi ricordi di una giovinezza trascorsa!"esclamo' Kibi.
"Ma fra poco la rivedremo..."sospiro' Kakugari.
"Finalmente,dopo anni,un momento di gioia nella sua
contemplazione!"urlo' Megane;e tutti nel vagone si voltarono verso i
quattro...
"...e sapremo."bisbiglio' Perma.
"Devo ammettere che al solo pensiero di vederla di nuovo dopo tanto la
mia fame e' scemata:non scomparsa ma diminuita,alleviata,resa
maggiormente sopportabile dalla speranza di poter nuovamente godere
dello spettacolo della sua bellezza."
"La mistica gioia che antivedi,della contemplazione della ultraterrena
fascinazione della sua figura, non ha dunque ottenuto di compiutamente
saziarti,o piccolo impuro?
Non ti basta poter credere nell'eventualita' che possa concederti un
benevolo sorriso?
Che possa sfiorare la tua mano nel saluto?
Che piu' ti serve per vivere nei prossimi trent'anni,miscredente?
Come preferisci essere punito per la tua immane colpa,pazzo?
Dovresti per lei esser pronto a qualsivoglia sacrificio,a digiunare un
mese;ed invece hai l'impudenza di dire che la certezza di un insperato
miracolo ha unicamente l'effetto di ridurre la forza di uno dei tuoi più
bassi istinti.
Meriteresti il rogo immediato per le parole mostruosamente eretiche che
hai pronunciate!"grido' Megane,ormai totalmente invasato:era sempre,fin
dall'inizio stato il più convinto,assoluto,pervicace,incondizionato fra
i suoi ammiratori e difensori;all'epoca del liceo aveva più volte
malmenato,coadiuvato da coloro che in quel momento viaggiavano con lui
su quel treno della metropolitana diretto alla stazione piu' vicina al
luogo del richiesto incontro,"quel pazzo"perche' dimostrava
ostinatamente di non gradire le attenzioni di cui era fatto oggetto e
che invece lui avrebbe con tutte le forze del suo desiderio agognato,se
si fosse trovato nelle sue condizioni.
"La tua unica fortuna,Kibi,e' che non ho ora a portata di mano una
tanica di benzina;ed inoltre che darti fuoco qui sarebbe pericoloso per
l'incolumità nostra e degli altri passeggeri:altrimenti,poiche' ho un
accendino in tasca,non esiterei un solo istante ad appiccarti le
fiamme;ma forse ti risparmierei comunque,poiche' sarebbe lo stesso una
condanna troppo lieve!"
"Su Megane,sara' bene che ti calmi:hai attirato l'attenzione di tutti,e
non vorrei che fra un paio di fermate salissero sul vagone un paio di
poliziotti ed infermieri per accompagnarti allo psichiatrico",disse
Perma.
"Si',tranquillizzati Megane"- disse Kakugari posando una mano sulla
spalla di quest'ultimo-"ancora qualche sosta e saremo arrivati;qualche
metro a piedi fuori della stazione e potrai saziarti della sua
vista,ricevere direttamente dalle sue labbra tutte le spiegazioni:non
essere così idrofobico..."
"Ma io non reggo,non ce la faccio...come mai questa metropolitana e'
cosi' lenta?
Sono esasperato!!"
"Megane,anche la metropolitana necessita di una certa quantita' di tempo
quando deve attraversare l'intera citta':dovresti considerarti
fortunato, poiche' abbiamo preso il treno in un orario propizio,quando
le linee sono scarsamente frequentate e quindi arriveremo in un tempo
inferiore a quello normalmente occorrente a percorrere questa tratta.
Pazienta!"
"No,non posso!
Io fremo!!
Voglio essere libero!
Libero di smaniare al suo pensiero!!
Libero di arrovellarmi cercando una soluzione all'enigma intricato di
questi biglietti,un enigma che voi non mi aiutate di certo a
risolvere,che lasciate tutto sulle mie spalle...
Siete dunque cosi' freddi?
Da quale certezza vi deriva una simile placidita'?
Da quando qualcosa che proviene da lei vi lascia cosi' spassionati?
Cosa vi ha cosi' trasmutati in questi anni?
Voi ancora siete quelli che ho conosciuti al liceo o qualcuno ha
sostituito i miei amici con una copia ed ora io parlo con qualcosa che
ha solo l'aspetto di chi ricordo ma non il suo passato?
Siete lo scherzo di un folletto ed io sto sognando tutto questo o siete
delle volpi?
Se anche fosse,non mi interessa:che sia realta' ovvero
miraggio,allucinazione,fola non ha per me rilevanza alcuna;il solo
immaginare di rivederla e' per me conforto bastevole a vivere felice..."
"Posso assicurarti Megane che non siamo affatto frutto di un delirio,che
siamo proprio noi,che nessuno ci ha soppressi e sostituiti;"disse
Kakugari"e di certo non stai sognando,anche se immagino che precedenti
esperienze che hai vissute possano farti dubitare delle mie
parole...comunque,vedi di strepitare meno,perche' stai inutilmente
attirando l'attenzione su di noi e non vorremmo essere costretti,per
evitare che fra un paio di stazioni salgano un paio di persone con un
candido camice bianco,cosa che sarebbe per noi causa di sincero
imbarazzo,a ridurti a piu' miti consigli con la
forza...tranquillizzati,va bene?"
"Impormi un'artificiale controllo delle mie emozioni in questo momento
e' richiedermi di una pratica inconcepibilmente masochistica;ma se
questo mi consentira' di tornare a rimirare la sua forma,sottoporro' me
stesso anche ad una simile violenza con gaudio:non mi alterero',mi
siedero' con tutta la compostezza di cui sono capace e non parlando
stornero' da voi la cura di cui siete oggetto quantomeno per i prossimi
cinque minuti e ventotto secondi,nell'attesa insofferente,convulsa di
verificare l'iteratamente da voi assicuratami sua brevita';pure,vi
avviso che la mia sofferenza non potra' in caso alcuno durare molto
oltre quel confine...
Ecco,mi acquieto."
"Bene,siamo quasi arrivati..."-disse Perma-e' ora che ci prepariamo a
scendere.
Par. IV
In quel momento,ad un incrocio poco distante,mentre attendeva di poter
attraversare la strada,un uomo stava cercando di rispondere ad una
domanda:"Tsubame,tu sei riuscito a spiegarti questi inaspettati
biglietti?
Io non ci vedo nulla di buono...proprio nulla...lui non è mai stato
fortunato,sempre posseduto da uno spirito di dongiovanni da strapazzo,e
percio' colpito da ogni sorta di calamita';purtroppo qualsiasi
tentativo di rendere quella specie di demone libidinoso un essere vicino
ad un normale umano non ha mai ottenuto risultati troppo
soddisfacenti,ha continuato per anni ad inseguire qualsiasi donna di una
certa avvenenza con una insistenza sfibrante per pazienze di saldissima
tempra;cio' nonostante,ella ha dimostrato una costanza che, devo
ammettere,piu' volte mi e' apparsa come una pervicace testardaggine
insensatamente abbarbicata ad una contorta immagine di lui personalmente
elaborata;o forse,altre volte ho pensato che quella sua pertinacia
fosse dettata da una capacita' di vedere cio' che altri non erano in
grado di vedere;praticamente a tutti lui appariva un farfallone-a
volte,devo ammetterlo,ho pensato che nonostante tutti i suoi difetti non
gli si potesse negare uno spiccato buongusto,segnalato dal fatto che ci
provasse ostinatamente con una donna della mia innegabile grazia,anche
se la sua era un'insistenza eccessiva-;ma lei ne aveva dissennatamente
fatto il suo"tesoruccio"...".
"Devo ammettere di non riuscire,per quanto mi sforzi,a trovare una
minimamente valida motivazione per questa inattesa
convocazione,Sakura"-rispose l'uomo alla domanda rivoltagli-"ma io li
conosco assai meno di te:non ho avuto occasione di considerarli piu' di
irritanti e sommamente inopportuni scocciatori,dato che svariatissime
volte ci hanno interrotti in importantissimi momenti;tu invece li
conosci bene entrambi,avendoli frequentati per anni,sia a scuola che
fuori."
"Certo,certo"-riprese Sakura,che in quegli anni era riuscita a mantenere
pressoche' intatta la sua invidiabile bellezza,mentre Tsubame,che ella
aveva nel frattempo sposato,era riuscito a divenire un uomo
accettabile-"lui aveva persino penetrato i miei sogni,turbato le mie
notti,trasformato il mio riposo in un incubo,pensavo che non sarei mai
riuscita a liberarmene;eppure,quando furono trascorsi alcuni mesi senza
che ne avessi avuto notizia,il suo ricordo giunse a provocarmi un
profondo senso di nostalgia che persisteva tenacemente anche se
continuavo a dirmi che non era possibile che lo rimpiangessi:mi sentii
sollevata quando lo rividi contento al suo matrimonio ed in seguito in
occasioni consimili:i primi biglietti d'invito che scrissi per il nostro
matrimonio furono i loro,prima ancora di quello per lo zio,per mia
madre;in questi anni quasi tutte quelle persone si sono sposate,se si
esclude Mendo e quei quattro che nessuna donna sensata vorrebbe,quindi
ho avuto occasioni abbastanza numerose per rivederli,ed ogni volta ho
risentito quella sensazione di gioia tutta particolare,di trovarmi con
le uniche persone realmente importanti per la mia vita:era una
sensazione che gia' avevo provata in un sogno anni fa,e che puntualmente
si ripresenta quando siamo tutti radunati.
Un legame si e' creato fra noi in conseguenza di tutte le vicende che
abbiamo vissute insieme,ed e' in virtu' di questo legame che ora avverto
qualcosa di molto importante e doloroso in questi biglietti d'invito:era
un'altra la percezione che afferravo quando,in precedenza,ricevevo
biglietti di questo tipo...".
In quel momento il semaforo disse che era concesso traversare.
"Anche io ricevo della negatività da questi biglietti"-disse Tsubame una
volta giunti sull'altro marciapiede-"benche' il mio legame con loro sia
praticamente nullo,e la percepisco troppo fortemente perche' possa
giustificare un simile impatto con le mie personali capacita':o questo
campo negativo e' di una intensita' senza pari;oppure la mia percezione
e' acutizzata per tuo tramite:indubbiamente il tuo vincolo con quel
gruppo di scalmanati e' saldo,e forse piu' ancora di quanto non abbia
mai voluto credere".
"Devo ammettere controvoglia che sei piu' intelligente di quanto abbia
mai supposto,caro il mio giovane"-intervenne improvvisamente una voce
alle spalle dei due,facendoli trasalire;essi si voltarono,ed un paio di
secondi di secondi dopo Sakura disse con voce stizzosa:"Zio!Ma sei
ancora vivo,tu?"
"Ebbene si'"-fece di rimando con una calma profondissimamente religiosa
che aveva sempre irritato la nipote quel monaco curvo-"il vecchio
Sakurambo continua a calcare questa terra;ma d'altronde lo sai bene,dato
che non sei ancora stata,affettuosissima nipote,invitata a presenziare
all'ultimo viaggio delle mie spoglie mortali..."
"Ed in questi anni non hai affatto perso l'abitudine di
giungere...inatteso!"-replico' Sakura.
"Intendevi forse dire indesiderato?Sai,ho l'impressione che la pausa che
hai fatto ti sia servita per attenuare la forza del termine che in
verita' intendevi usare di primo acchito."
"Inatteso,inatteso!"-quasi urlo' Sakura,nuovamente irritata dalla
strisciante frase dello zio-"perche' dovrei curarmi di usare una parola
piuttosto che un' altra,quando ti parlo?"
"Forse perche' vorresti farmi credere che mi rispetti piu' di quanto sia
vero..."
"No,no,no!Non riuscirai a farmi perdere la pazienza ed a farmi litigare
con te in mezzo alla strada proprio quando sto andando insieme a mio
marito ad un importantissimo appuntamento e non posso per motivo alcuno
perdere tempo:di'rapidamente cio' che devi dire e poi prosegui
tranquillamente il tuo tragitto."-disse Sakura riprendendo
progressivamente il controllo di se'.
"Stavo tentando di dire a tuo marito,prima che mi salutassi con una
gioia veramente parentale"-riattacco' allora il vecchio-"che invero
l'ipotesi giusta in questo caso e' un insieme delle due che ha formulate
poc'anzi;difatti,a prescindere da cio' di cui la natura lo ha fornito,la
forte impressione che riceve da quei biglietti e' dovuta in primo luogo
all'aura negativa potentissima che li circonda,che va'al di la' di ogni
sua possibile oscura previsione,anche se non e' un'aura di morte..."
"Vecchiaccio menagramo!"-intervenne Sakura-"...in secondo
luogo"-proseguì senza fare alcun commento alla battuta della nipote
Sakurambo,rivolgendosi ora direttamente a Tsubame-al fortissimo vincolo
che lega la tua consorte a quegli scalmanati usciti da quel pazzo
liceo,in special modo a Moroboshi e sua moglie:essendo tu accomunato a
lei,ed avendo entrambi grandi capacita',il flusso negativo che proviene
da loro per mezzo di questi biglietti,si trasmette a te con grande
potenza tramite lei,e quindi non erri quando percepisci una negativita'
molto forte,ed altrettanto non sbagli quando individui in lei colei che
ti permette di avvertirla cosi' distintamente,anche se non a sufficienza
per divinarne il motivo:neppure io vi riesco".
"Tu!"-proruppe Sakura-"io valgo quattro volte te,senza alcuna ombra di
dubbio!"
"Si'?"-fece Sakurambo-"io sono ben più vecchio di te,di te ho assai piu'
praticato queste cose,ho maggiore esperienza,e vorresti pretenderti
superiore?
Cos'e',hai studiato tutta questa materia su qualche enciclopedia?"
"Vi prego,non litigate qui"- Tsubame si frappose fra i due che gia'
avevano preso a guardarsi minacciosamente-"mi pare chiaro che tutti e
tre concordiamo in un parere,cioe' che questi biglietti che io e Sakura
abbiamo ricevuti celano una sciagura:puo' darsi che i nostri comuni
sforzi riescano a squarciare le nebbie dell'indeterminazione e ci
facciano scoprire quale sia l'esatta portata di quella che,almeno per
noi,si configura come una catastrofe.
Propongo quindi che,approfittando del fatto che da qui al luogo
dell'appuntamento mio e di mia moglie non vi dovrebbero essere piu'
ostacoli necessitanti di particolare attenzione,ci congiuntamente
sforzassimo di meglio chiarire la situazione".
"Vorrei comunque far presente"-disse a quel punto Sakurambo"-che mi
trovavo in questi paraggi per un validissimo motivo,che mi obbliga a
fare il vostro stesso percorso in questo ultimo tratto..."
"Non posso credere che anche tu...non dirmi che..."-la stupefazione si
avverti' con evidenza nella pronuncia esitante e sussurrata,nei tremori
di rabbia che scuotevano il corpo della bellissima donna-"e'
inconcepibile,se c'e' mai stata una cosa che hanno sempre desiderato,con
tutte le forze del loro corpo e della loro mente,non ne ho mai dubitato
per un solo momento in tutti questi anni,e' stato potersi liberare della
tua ubiqua presenza,apportatore di disgrazie universali!
Oh,anche io avrei molteplici volte voluto ardentissimamente non dover
sopportare il peso,la vergogna di avere un parente quale tu sei: vecchio
scroccone sfacciato ed orribile!"
"Sakura..."
"Non preoccuparti,Tsubame,e' solo che era troppo tempo che non si
sfogava su di me;sono abituato a queste sue sfuriate,e posso
tranquillamente difendermi da solo;del resto non ho necessita' di
difesa alcuna:non hai torto Sakura,hai intuito il giusto:guarda
questo!"-e detto cio' presento' agli occhi della nipote quello che ella
si era ripetutamente imposta di credere,dal momento in cui lo aveva
incontrato, che suo zio non potesse in alcun modo avere ottenuto:non era
possibile che essi avessero masochisticamente pensato di volutamente
portare la grossolanita' e la sventura che egli rappresentava cosi'
perfettamente in un incontro di quella intuibile importanza...
A meno che esso non avesse una tale definitiva portata,che essi fossero
stati portati a considerare tollerabile perfino cio' che andava senza
dubbio oltre qualsiasi umanoide sopportabilita';ma allora la notizia
doveva essere di una gravita' inconcepibile anche dalla piu' fervida
immaginazione:poteva forse essere...ma no,era un'inimmaginabile
eventualita'.
Si scosse ed allungo' una delle sue mani,miracolo di perfette
proporzioni,di candore e leggiadria,verso cio' che il vecchio le porgeva
con una fermezza superiore a quella di moltissimi uomini della sua
eta',continuando a covare nell'intimo la segreta speranza di errare...
-"Su Sakura,avanti,prendi senza esitare:dopo,vedrai che ogni tuo residuo
di dubbio sara' stato fugato inequivocabilmente,ed avrai modo di
crucciarti con piena ragione,e non piu' semplicemente per partito
preso;non indugiare quindi,tutto ti sarà chiaro non appena avrai fatto
ciò che comunque sai di dover fare!"
-Ella, rotta a quelle parole ogni mora rimasta,strappo' al monaco quello
che aveva fra le mani,estrasse il biglietto che lei aveva in tasca,e
prese a confrontare fra di loro i due oggetti comparativamente,parte a
parte:prima grandezze e materiale,dal quale esame ottenne di scoprire
che essi erano simili sotto entrambi gli aspetti,e che erano quindi due
biglietti di un cartoncino di ottima qualita';poi passo' a controllare i
testi,che risultarono anch'essi uguali;indi,non contenta,scruto' le
calligrafie utilizzate,che si dimostrarono frutto della stessa mano.
"Allora che dici?
Non sono forse obbligato,tuo malgrado,ad accompagnarmi vosco in questo
tratto?
Ehi,Sakura!"
"D'accordo,d'accordo,sono costretta ad ammettere cio' che non avrei
voluto;anche tu,stupido vecchio,sei stato invitato nel luogo dove siamo
diretti:sei contento,ora che l'ho ammesso?
Questa e' una cosa di cui,al momento opportuno,chiedero' adeguate e ben
motivate spiegazioni:per ora,quindi,puoi percorrere impunemente la mia
stessa strada;pero',poi che non voglio farmi vedere a te
accompagnata,fra noi sara' interposta un'adeguata distanza,almeno di
duecento o trecento metri:io andro',con Tsubame,prima;e tu verrai
secondo.
E' chiaro?"
-"Si',mia adorata nipote"-rispose con un sorrisetto Sakurambo-"non ti
curare di ripetere il concetto,perche' le parole che hai usate lo hanno
esposto con invidiabile limpidezza e precisione:faro' come tu vuoi,sai
che mai farei qualcosa che possa essere causa di una tua
contrarieta'..."
"Certo,mio caro zio,conosco assai bene la tua delicatezza d'animo e
sensibilita':non posso contare le volte che hai digiunato,scosso da
qualche grave notizia..."-disse Sakura.
"Tu non sai quanto mi faccia felice vedere che la tua innata franchezza
ti spinge a lodare anche in mia presenza le mie virtu';ma ora non e' più
tempo di indugiare qui a farci reciprocamente festa,anche se il molto
tempo trascorso dacche' ci siamo visti l'ultima volta sia un motivo che
possa giustificare questo attardarsi:andate quindi,miei amati,io vi
seguiro' passo passo nel modo stabilito da voi,e che dimostra il vostro
indefettibile affetto nei miei confronti...".
"Bene,concordo"-disse Tsubame approfittando del breve momento di
silenzio-.
"Hai ragione"-disse Sakura-"Tsubame,hai avuto un'ottima idea:andiamo".
"Veramente l'idea e' stata mia..."accenno' Sakurambo:gli rispose un
plumbeo silenzio.
"Ora dunque che il clima si e' rasserenato"-esordi' Tsubame-"possiamo
concordemente unire le nostre capacita' per cercare di giungere alla
soluzione del problema..."-si appuntarono sul suo viso due torvi sguardi
compatenti e minacciosi allo stesso tempo che gli chiarirono
inequivocabilmente come quella cui si trovava di fronte in quel momento
non fosse una pace,bensi' una tregua,un armistizio;difatti Sakura lo
interruppe dicendo:
-"A questo punto io troverei preferibile attendere di avere chiarimenti
nel unico luogo dove sicuramente li otterremo,senza lanciarci in troppo
azzardate ipotesi;ovverosia nel locale dove e' stato fissato
l'appuntamento:oramai non dovremo troppo pazientare,poiche' mancano solo
poche centinaia di metri".
"Anche lei,zio"-fece Tsubame rivolto a Sakurambo-"concorda con
l'opinione di mia moglie?"
"Direi di si'"-rispose allora il vecchio:ed un disagiato silenzio calò
fra i tre.
Dunque ripresero a camminare dirigendosi alla meta circonfusi da una
greve atmosfera,affrettando il passo per avere al piu' presto un
pretesto che permettesse loro di rompere quella opprimente sensazione di
imbarazzo generata dall'innaturale assenza di parole quando,giunto il
gruppo ormai quasi a destinazione,Sakura si fermo' di colpo,per cui
Tsubame,rivolto alla moglie,disse:
"Cosa c'e' cara,cosa e' accaduto?"
Sakura stava per rispondere,quando una voce di donna esclamo':
"Figlia,fratello,caro genero!
Come sono felice di vedervi!
Stavate forse venendo a farmi una visita?
Ma,visto che ci siete tutti,come mai non avete portato con voi anche i
miei nipotini?
Se solo foste arrivati un poco prima,mi avreste trovata in casa..."
Sakura si rivolse a Tsubame dicendo solamente,in un bisbiglio:
"Ecco perche' mi sono fermata"-poi guardo' male lo zio,il quale di
rimando fece:
"Perche' guardi me?
E perche' così?
Non mi dirai forse che sei anche una figlia irrispettosa e che ti
dispiace rivedere e salutare tua madre?
Su,che aspetti?"
Allora Sakura si avvicino' alla madre;quando vide di non essere stata
seguita,fece agli altri due un cenno brusco e stizzoso per farli venire
avanti,ed una volta assicuratasi di essere stata obbedita(i due uomini
sapevano bene come in certi momenti fosse assai opportuno operare
rapidamente nel senso voluto dalla giovane),disse:
"Mamma,tu ci vedi qui senza i tuoi nipoti poiche' siamo diretti ad un
appuntamento in un luogo qui vicino,un appuntamento invero molto
importante ed al quale rischiamo di giungere in ritardo;abbiamo per caso
incontrato lo zio lungo la strada,cosi' ci vedi ora insieme:per la
visita,sara' il caso di farla una prossima volta.
Giuro che sara' a breve,e porteremo con noi Saeko e Ryuji..."
Il viso dell'anziana donna si incupi' e la fronte si corrugo'
lievemente,poi rispose:
"Cosi' neppure questa volta ti incontro in questo quartiere,dove una
volta abitasti,dove hai vissuto molto tempo dividendo il tetto con tua
madre,anche quando gia' eri in eta' da marito,a motivo di una visita
alla tua vecchia madre,ora sola nella casa di tua gioventu'...
Ebbene,aspettero' ancora;ma sappi che sono ormai in un'eta' che non mi
consente di attendere troppo:altri sono morti piu' giovani di me,benche'
credessero di avere ancora tempo.
Se non fossi uscita per andare a fare spesa,chissa' quando vi avrei
rivisti."
"Quindi,mio caro genero"-riprese la vecchia curva rivolta a Tsubame-"Tu
e mia figlia avete un importante incontro qui nelle vicinanze al quale
non potete assolutamente derogare per alcun motivo..."
"Si',in effetti signora madre,con tutto il rispetto,devo dirle che e'
proprio cosi';"-rispose il giovane,sentitosi chiamato in causa-"comunque
posso riconfermarle la promessa fattale da sua figlia:in breve torno di
tempo verremmo a trovarla insieme ai suoi nipoti;purtroppo ci troviamo
in una situazione che non ci permette di sorvolare sul nostro
appuntamento ed allietarci con la sua compagnia."
"E tu,fratello mio,sei forse venuto per alleviare il peso di un
pomeriggio di solitudine con la tua presenza nella mia casa?"-disse la
donna.
Sakurambo ebbe un attimo di smarrimento,sentendosi in trappola;poi
rispose:
"In verita',carissima sorella,non devi pensare che mi stia inventando
sul momento una scusa poco originale modellata sulla risposta data da
tua figlia,ma anche io ho un improrogabile impegno che mi attende..."
"Ah si'?"-fece sorridendo la vecchia-"quale mensa scolastica?"
"Non c'entrano nulla le cucine delle mense liceali!"-ruggi' arrossendo
il monaco.
"Si tratta dunque di un liceo?"-replico' la vecchia.
"No!"-rispose Sakurambo,ormai cianotico ed evidentemente in
difficolta'-"sono stato chiamato per liberare una casa dagli spiriti che
la infestano,nella mia autorevole veste di esperto di esorcismi!"
"Allora"-disse la donna-"ti lascio immediatamente andare,perche' non
vorrei che la tua grande reputazione di esorcista,guadagnata in anni di
pratica,venisse macchiata da un ritardo che non si sa quali danni
potrebbe arrecare:buona ginnastica monastica,e leggi i libri giusti,mi
raccomando!"
"Non ti preoccupare,so quel che faccio!"-replico' il vecchio.
"Ora dunque vi lascio"-disse la donna ai tre-"perche' anche io ho da
giungere celermente ai negozi per fare la spesa,se oggi voglio mangiare!
Arrivederci!"
Mentre ella si allontanava Sakura disse,rivolta allo zio:
"Ti ha messo alle corde,eh?
Come ti senti?"
"Benissimo"-disse con una vibrazione quasi feroce nella voce il
monaco-"ci vuol altro,per me!"
"Io l'avevo vista-riprese Sakura- e mi ero bloccata nel tentativo di
trovare un posto dove rincantucciarci in attesa che se ne andasse"-e
mentre diceva cio',guardava Tsubame.
"Andiamo dunque"-disse la giovane:e ripresero l'ormai breve cammino.
--
M.T.M.
Anibas don't need long signature
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