PREFAZIONE
14 Febbraio 1998: qual miglior giorno per postare un fanfic contenente
una dichiarazione d'amore, pur se non rientrante nei canoni
tradizionali? Nella seguente, abbastanza breve, fanfic ho ripreso un
episodio noto di "Ranma 1/2", ricamandogli attorno, per quanto mi e'
stato possibile, alcune congetture riguardanti il "come" il
personaggio protagonista del passaggio riesca ad appropriarsi di una
data tecnica. La narrazione si svolge principalmente su due binari:
l'appropriamento della tecnica stessa e il raggiungimento di una nuova
consapevolezza di se' e del mondo esterno grazie all'allenamento
(concetto ricorrente nelle arti marziali, se non vado errato).
Un'ultima nota. I dolori del giovane Ryoga messi in luce nella fanfic
sono tre: due li mette in luce Obaba, ma ne resta un terzo. Secondo
voi quale potrebbe essere?
AVVERTENZA
Niente spoilers, niente sesso, niente parole forti (che noia, vero?).
Solo, un passaggio centrale ardito e che tenta un umile accostamento a
ben piu' noti e alti esempi di "flusso di coscienza". Prendetelo come
vi va. E per i piu' scaltri, anche un paio di citazioni 'tarocche' da
un grande gruppo reggae/rock dei primi anni 80 (e' come se vi
avessi gia' detto tutto...).
There's a black spot on a rock today
and a blind man looking for a shadow of doubt
(A SpeedWagon Foundation production)
He has stood there before inside the pouring rain
with the world turning circles round his brain
(Obaba, Akane, Ryoga and all the cast from "Ranma 1/2" belongs to
Rumiko Takahashi)
It's his destiny to be
THE KING OF PAIN
(written by Joseph Joestar)
"Questa volta ce la faro'!"
Appeso ad un albero tramite una corda, la mano sinistra legata dietro
la schiena, la mano destra serrata a pugno dal quale solo l'indice
sporge...
-Ora ti lascio andare, Ryoga.
-Vai vecchietta, sono pronto.
Il volo. Cadere, no, oscillare verso un'altra forma, il bersaglio,
l'avversario di tutta una vita: Ranma Saotome. L'indice teso, non
ancora puntato verso il nemico.
-Il punto giusto, Ryoga! Devi sentire dentro di te il punto giusto:
solo allora lo vedrai.
Era facile, per la vecchietta: quanti anni d'esperienza aveva alle
spalle? E quanti tentativi? Per lui quello era solo il secondo giorno
d'allenamento, come poteva pretendere che imparasse la tecnica esatta
in cosi' poco tempo? Aveva gia' fatto la conoscenza di parecchi
macigni, ed oramai la sua cute era divenuta insensibile ad ogni tipo
di urto. Ma lo stesso, rimaneva un'impresa disperata, come disperati
erano stati gli ultimi suoi giorni: battuto ed umiliato da Ranma al
cospetto di Akane stessa. Akane, che aveva allontanto quindi Ranma e
gli aveva rivolto parole di conforto. Conforto e pietà.
PIETA'!
Akane aveva avuto pieta' di lui, della sua debolezza, della sua
incapacita'. Erano stati gli attimi piu' penosi della sua vita.
Ma ora.... ora Akane era al suo fianco, aveva deciso di seguire lui e
non Ranma, aveva scelto di tenere in ordine il suo accampamento, di
assisterlo negli allenamenti, di cucinare per lui. Doveva cancellare
la sua debolezza, doveva annullare la sua inferiorita', doveva
superare quel maledetto Ranma. Solo cosi'.... solo cosi' avrebbe
potuto accedere al cuore di Akane, solo in questa maniera le avrebbe
potuto rivelare i propri sentimenti. Non c'era nessun'altra via.
Il macigno.
-ATATATATATATATATATATAAAAAAAAAHHHHHH!!!
-Ryoga?
-Si'?
-Non avevi detto che sconfiggere Ranma era il tuo unico obiettivo?
-Certo, vecchia! Che domande sono?
-E allora mi spieghi perche' hai scritto "Akane" sul quel masso?
-Ryoga! Obaba! E' pronta la cena, venite, presto!
Akane comparve all'improvviso giusto al di sotto del ragazzo
penzolante il quale, con un balzo ferino, si attacco' all'enorme
roccia che gli stava davanti, come a coprire qualcosa.
-Ah ah! Certo Akane, arriviamo subito!!
La ragazza in grembiule da cucina osservo' perplessa la strana scena
che le si parava d'innanzi.
-Va tutto bene Ryoga?
-Ah! Ah ah! Certo, Akane, non preoccuparti! Adesso scendo e vengo a
cenare.... tu precedimi pure...
-E lei Obaba? Non mangia?
*gocc* -Ehm, *cough cough*, vedi Akane, ti ringrazio, ma per noi
vecchi basta poco, qualche foglia di verdura non condita e un sorso
d'acqua....
Finita la cena e auguratisi la buonanotte i due giovani si ritirarono
nelle rispettive tende. La luna era alta e non spirava vento. Obaba
senti' Ryoga rantolare nella propria tenda per una buona mezz'ora,
prima di acquietarsi e prendere sonno.
"Fra gli allenamenti per la Bakusai Tenketsu e la cucina di Akane
questo ragazzo ne sta passando, di pene dell'inferno", penso'
l'anziana istruttrice. "Speriamo non si consumi"
-Bene, Ryoga, la sfida con Ranma e' per dopodomani. Quindi oggi dovrai
assolutamente imparare la Bakusai Tenketsu per poterla poi migliorare
domani. Sei pronto?
-Lascia.
Ryoga chiuse gli occhi.
La sensazione di cadere, precipitare. Affogare. Riemergere tramutato
nel corpo. Ed era solo colpa di Ranma: Ranma, che gli aveva preso la
dignita' di essere un uomo, Ranma, che gli aveva preso Akane.
"Sangue.... si', sangue che mi esce dalle narici... strani millenni in
cui anche la morte può morire, isola d'ignoranza nel mare nero
dell'immenso, destino o non destino, pazzo, pazzo come il fuoco
imprevedibile che sprigiona questo amore che io provo per te. Pazzo.
You got me wrapped around your finger. Pazzo ubriaco. Non riesco a
dare una ragione senza di te, non riesco ad immaginare cosa sarebbe
senza di te. Voglio dare il mio primo bacio a te, voglio dare ciò che
io sono e sono stato a te, voglio dare tutto ciò che possiedo e penso
a te. Se i sentimenti avessero parole, tutti i libri di questa terra
sarebbero solo per te, Akane.
Akane.
Solo il parlare di te mi fa star bene, solo il pensare di te mi fa
star bene. Forse mi manca il sonno, o il buon cibo o Dio sa cosa
altro. Io so solo che mi manchi tu. Solo tu. Non riusciro' a dire per
sempre, ma fino a quando vivro', fino a quando vivranno le nuvole,
fino a quando i monti non rovinerranno nei mari, quando il metallo non
si fonderà sotto il sole, quando non si spezzerà questa terra sotto le
furie di miliardi di fulmini, fino a quando non saltera' l'universo
nella conflagrazione finale, nella terribile luce della fine,
l'implosione di abissali distanze, di stratosferiche masse di
energia e materia, universi sconosciuti e tempi e spazi che nessuno sa
e mai sapra', nelle creazioni di mille dei che muoveranno il loro
terribile verbo per dare un inizio alla fine e una fine all'inizio e
cosi' sia e le morti di centinaia di agnelli e migliaia di litri di
sangue sgorgheranno dagli occhi degli angeli di dio e di satana e di
quelli caduti e di quelli fedeli e strane ferite sopra l'umanita' si
riemargineranno nello spazio di un femto secondo e mani gigantesche si
protrarranno oltre questo tempo per prendere cio' che e' sempre stato
loro e noi abbiamo rubato per pretendere cio' che e' e non puo' non
essere cio' che tutti sanno ma nessuno ha mai detto cio' che fece
paura ai nostri padri all'imperatore del sole e agli imperatori degli
infiniti imperi che ci sono stati in milioni di anni che non
conosciamo e nemmeno ne abbiamo la minima cognizione il tutto in uno e
l'uno indivisibile che emana il logos che indica la strada il budda
sotto l'albero che annulla la trinita' che comanda punisce salva
consola giudichera' tutto per pochi secondi di vita confrontati al
tempo e a tutte le dimensioni del possibile e dell'invisibile
indivisibile che e' e non potrà mai non essere cio' che e' abusato ma
non capito che tutti dicono ma nessuno sa cio' che mi
mette in ginocchio adesso e mi fa ridicolo classico distrutto e
dimenticato cio' che io voglio dirti che capisco e comprendo ora cosi'
profondamente tanto che non riesco a dirtelo cio' che tutti gli altri
tranne me dicono cosi' tante volte perche' nemmeno immaginano
IMMAGINANO cosa sia altrimenti si cucirebbero la bocca con ancore
e corde e si fustigherebbero fino a cavarsi le ossa si strapperebbero
le unghie e i denti e si maciullerebbero il corpo senza nessun timore
perche' hanno sbagliato, sbagliato nella cosa più importante,
nell'unica cosa NELL' UNICA cosa, l'unica che esista su questa terra e
nella nostra vita, l'unica che ci e' stato concesso conoscere
sull'isola d'ignoranza in cui vaghiamo dispersi, ciechi nella penombra
di antico sole, sordi nel non udire parole cosi' semplici, bestie nel
non capire cio' che anche i sassi hanno capito prima che arrivasse la
vita, prima che arrivassimo noi, le nostre parole corrotte, i nostri
sogni marci.
L' amore.
Io ti amo, Akane."
"Ho paura, ma il dolore forse potrà insegnarmi ancora di più di quello
che so ora. Anche se non vorrei imparare più nulla, anche se non
vorrei fare piu' nulla. Se non poter amare te."
Ryoga apri' gli occhi: era... era assurdo!
"BAKUSAI TENKETSU!"
Il tempo sembro' cristallizarsi mentre il dito di Ryoga penetrava in
profondita' nella solida roccia: avvenne tutto molto lentamente. Quel
punto! Lo aveva sempre avuto sotto gli occhi, davanti a lui, cosi'
semplice, cosi' facile da individuare e raggiungere... Era la strada
piu' corta, era la via piu' semplice; era la porta aperta, l'uscio
sotto il quale sarebbe potuto passare in qualsiasi momento, se solo la
volonta' glielo avesse permesso.
BOOOOOOM!!!!!
L'enorme macigno che stava per schiacciare Ryoga per l'ennesima volta,
si vaporizzo' in miriadi di frantumi.
-Ce l'hai fatta, ci sei riuscito, Ryoga.
"Non ancora, vecchia, non ancora... Solo quando riusciro' ad usare
questa tecnica con Akane, potro' dire di avercela fatta"
Il ragazzo con la bandana osservo' pensieroso la giovane donna che,
con sguardo atterrito, aveva assistito al primo successo di Ryoga.
Quanti giorni ancora di allenamento avrebbe dovuto fare per quello?
THE END
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