A tutti gli IACers faccio i miei migliori auguri di Buon Natale
e di Felice Anno Nuovo.
E' il secondo Natale che festeggio con voi e nonostante ci si
scorni sulle sign, sulle fanfic, sugli accendini messi in prua
alle bagnarole, sui robottoni con la prolunga che non fan tempo
ad uscire e gia' triturano la nostra virilita', penso che
difficilmente rinuncerei a tutto questo...
Ed anche quest'anno ecco la Fanfic di Natale!!!
Agenzia Rockflood
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Fascicolo Classificato - File personale: Veleno
Ultimo capitolo: "Nulla e' per sempre"
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Una lattea luce soffusa illuminava a tratti scialbi l'ufficio.
Un puntino aranzione continuava a fare evoluzioni da un tavolo ad
una figura arsorta nell'ombra.
- E cosi'... - non riusci' a terminare la frase.
- Gia'... Ma... - nemmeno il suo interlocutore era poi molto deciso,
a quanto sembrava.
- Pare sia inevitabile -.
- Accidenti, con due casi aperti... E' una follia... -.
- Credi che mi piaccia? - "Uh oh...", se non aveva sentito male quella
era proprio rabbia... No, forse semplice frustrazione.
- Non lo metto in dubbio - TheGIO si rilasso' sulla sedia, lasciando
che una lama di luce gli illuminasse una parte del volto.
- Chissa', forse ve la caverete anche meglio - menti' lui.
- Non dire balle Vel! - scatto' in piedi, poggiando pesantemente i
palmi sulla scrivania - Non a me! Non lo accetto! - la sua voce
vibro' della stessa rabbia che aveva avuto poco prima quella del
collega.
- Alla fine ero un peso - mormoro' lui - Non lo so Gio... Non...
Insomma, sto incominciando a comportarmi in modo strano, non sono
piu' professionale - ammise.
- Sei solo un po' cretino, nient'altro - rispose TheGIO.
Entrambi riuscirono a ridacchiare per qualche secondo.
- Ma non mi piace - aggiunse TheGIO - Non mi va molto la cosa... -.
- Gia', perche' io invece sto morendo dalla contentezza eh? - Veleno
si alzo', afferrando una scatola di cartone che aveva in quel momento
la consistenza del piombo.
- Sai - TheGIO si arresto' poco prima della porta, guardandolo in
volto - Non mi ero mai accorto in quanto poco spazio possano stare
due anni di ricordi - Veleno sorrise con aria stentata, indicando
la scatola che aveva sottobraccio.
- Se stessero tutti li', saresti ben povero -.
- Gia'... -.
- Lo hai detto agli altri? - domando poi TheGIO.
- No - non pronuncio' altro che quel diniego.
- Sei una carogna - lo rimprovero' TheGIO.
- Sai che odio gil addii -.
Uscirono lentamente dall'ufficio di Veleno, con passo lento e misurato.
Non parlarono per buona parte del tratto di strada che li separava dalla
porta girevole dell'ingresso dello stabile.
- E... Per il resto, hai gia' messo a posto tutto? - TheGIO lo scruto'
con una severa occhiata interrogativa.
- Sono stato tutta la sera al Rick's Bar... Ho salutato Rebel, sono
passato dal Lord, ma ho trovato solo Sydia... CB non era a casa, Sato
e' chissa' dove... - svelo' lui.
- Glielo hai detto? -.
Veleno si limito' a scuotere la testa in segno di diniego.
- Non mi avrebbero lasciato partire -.
"Maledizione!", invei' su se' stesso, "Proprio ora...".
Che bella grana, proprio ora che tutto stava andando cosi' bene, proprio
in quel tempo, in cui aveva trovato un posto dove vivere in pace, con
gente che sapeva chiamarlo amico, proprio ora doveva andarsene.
Saper chiamare amico qualcuno non era cosa da poco, e lui ci era riuscito,
anche se non era stato del tutto facile.
Digrigno' i denti, sentendo montar su' per la gola uno strano groppo.
"Guerriero! Cosa credi di fare! Hai visto cosi' tante battaglie che
potresti cantare il tempo come se tu fossi il suo Signore!".
"Vaffanculo anche a te, maledetta voce!"
"Non biasimare... Infine anche se per te e questo capellone qui accanto
il tempo pare non aver dominio, ahime', ne sei soggetto".
Lentamente nei suoi ricordi emersero i volti di tutti coloro che avevano
"saputo" chiamarlo amico.
Non aveva alcun problema a riconoscere i primi, ma non fu quello di
TheGIO che apparve, bensi' quello di una donna...
"Ah, ti stai rammollendo, uomo... Non li perderai e lo sai..".
La paura era forte pero', dannazione.
Odiava la paura...
Era semplice dire quelle poche lettere: "Amico", ma era difficile
farlo sentire cosi' tanto...
Ricordo' battute fatte ad un distributore di bevande in un posto
non ben identificato, assieme ad altri...
Ed eccoli li'. Diversi eppure uguali, tutti quanti.
Un sorriso o una facezia, uno sguardo o una pacca sulla spalla...
Non ci voleva molto ad essere amici, soprattutto se le circostanze
erano simili... La guerra rendeva tutti amici, ma il dolore comune
fortificava piu' di altri.
Ne aveva salutati molti di amici, avvolti in cenci oppure lasciati
alla terra, senza onori se non un silenzio ed un mormorio di saluto.
Altri li aveva visti dissolversi all'interno di bacelli ultratecnologici,
altri non aveva saputo salvarli...
Ed anche i loro volti tornavano a salutarlo.
- Cosa c'e' - la voce di TheGIO era calma, seria.
- Non lo so... Non so cosa ci sia... - Strinse convulsamente nella
sinistra un accendino - Dannazione! Lo so cosa c'e'... Non mi va affatto.
Mi piaceva stare qui - ammise, facendo ridere TheGIO.
- E' un bel posto no? - si fermarono ad osservare le strade della citta',
avvolte nel manto della sera.
- Mi voi prendere in giro? La mattina ti svegli con una cacca in testa,
il pommeriggio salti a ritmo di foxtrot con le mitragliate di CB, ora
pure i robottoni con la prolunga cirano da queste parti... -.
- Ma e'... E' la nostra citta' - sentenzio TheGIO con aria di chi la
sapeva lunga.
- Si' - ammise grevemente Veleno - Sai... Ho sempre pensato che non
ce ne sarebbe stata una uguale... Non ce ne sara'. - prosegui' - Mi
piace, accidenti se mi piace... Sia quando e' viva che quando
sussurra, come ora, al ritmo di una sonnacchiosa serata -.
- Stiamo invecchiando - ridacchio' TheGIO.
- Eh, una volta ci voleva un po' di adrenalina e qualche testa da
spaccare... - Veleno rise tristemente con lui.
- Ti ricordi quella quando il Lord aveva incontrato per la prima
volta Sidya? -.
- E Sato? Quando la tenda del cuoco era volata via... -.
Andarono avanti cosi' per cinque minuti buoni.
- Ho paura Gio - ammise poi Veleno.
- Tu? - l'altro rise veramente di gusto - Paura? Vel... ti devo
mandare a cagare ora, o prima posso prenderti a cazzotti? -.
- Non sto scherzando Gio... - il suo volto era duro, come il granito.
- Lo so... - ammise grevemente l'amico.
- In Normandia sapevo gia' ridere, gioire, soffrire, piangere, amare...
Ma qui... Beh, avevo dimenticato quanto fosse bello, sembra quasi che
questo posto sia uno strano e misterioso amplificatore. Qui l'ho fatto
di piu'... -.
- Erano altri tempi - obbietto' Gio.
- A me sembravano piu' veri, insomma, a quell'epoca ci bastava poco per... -.
- Hai solo riincominciato a farlo - obbietto' Gio.
- Hai ragione - ammise Veleno - Aaaah! Cazzo! -.
- Cosa c'e' -.
- Ora vorrei non averlo fatto, vorrei non andarmene alla chetichella -
TheGIO rise.
- Non e' nel tuo stile - disse poi.
"Non puoi farci nulla guerriero, ora devi solo andare avanti".
"Come sempre".
Ecco nuovamente i ricordi.
Erano pochi i volti, davvero pochi, ma in quegli anni avevano diviso
sofferenze, gioie, lacrime e sorrisi. Anche se erano tutti cosi' "Machi"
da non piangere mai, perche' era da donnicciole, avevano imparato a
leggere tutto il loro dolore in uno sguardo.
Ecco, ora ne aveva bisogno... Avrebbe voluto ridere con Lord V, bere
una birra con Sato, scherzare con Rebel, che due volte su tre non se
ne accorgeva, prendere in giro Rosita che piu' di un sorriso ed un
calcio negli stinchi non gli dava, bere un pastisse con Ren...
"Merda! Odio avere dei ricordi!", grido' dentro di se'.
Girarono l'angolo della strada, per immettersi in uno dei viali principali
di IAC City.
- Cosa direbbero gli altri se ti vedessero cosi'? -.
- Ah gia'! - la voce usci' stridula e sarcastica, TheGIO si avvide
immediatamente di aver commesso un probabile errore - Cosa direbbero...
Veleno, quello cattivo, quello tosto, quello che e' sempre in piedi,
freddo, razionale, calcolatore, preciso, sempre professionale, mai
uno sgarro... Beh, vedrebbero che alla fine, sono solo balle e basta! -.
- Allora devo davvero prenderti a cazzotti - mormoro' TheGIO.
- Gia', non credo cambierebbe di molto la situazione, sai... - Veleno
si permise una risata sarcastica.
- Vel, non e' la fine del mondo! -.
- Credi che non lo sappia? Ma... Dannazione, non lo sara, ma hai
idea di quanto mi roda lasciare tutto questo? - svoltarono ancora una
volta, per immettersi in un vialetto illuminato.
- Lo so quanto ti rode, ma... -.
- Gio, non venirmi a raccontare balle, lo sai... Nulla e' per sempre! -.
- Ma puoi sempre tornarci... Qualche volta... - propose timidamente lui
- Lo hai appena detto... Nulla e' per sempre - rigiro' su di lui le sue
stesse parole. Veleno chiuse gli occhi, sorridendo, non udi' le parole
di TheGIO, ma rivide un volto pronunciarle. "Dove sei?", le chiese, "Come
mai sei sempre qui, ogni volta che chiudo gli occhi...". Quello che
segui' fu l'immagine di un lido calmo e pacifico, dalle sabbie dorate.
In lontananza una macchia bianca si stagliava sulle brulle colline che
stava osservando. Il suo sguardo si sposto' mentalmente lungo un molo,
in una linea immaginaria, quasi a cercare qualcuno... Si riscosse!
- Lo sai che appena potro'... -.
- Lo so... E' una bella citta' - Veleno venne illuminato dai fari di un
autobus, mentre TheGIO strizzava gli occhi per adeguarsi alla nuova
sorgente di luce - E c'e' brava gente... -.
- Si' - ammise Veleno - Tutta brava gente - ripete' - La casa e' dove sta
il cuore - mormoro' Veleno.
- Hm? -.
- La casa - ripete' - e' dove sta il cuore - mise un piede sul predellino
dell'entrata del veicolo - E... Lo giuro... Io giuro che tornero' a casa -.
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Si' si', non state sbagliando, e' proprio quello che sembra.
Un addio... Io spero vivamente che sia un arrivederci (ci saranno
sempre i meeting), ma da marzo ho seri dubbi sulla mia presenza in rete.
Vi ringrazio per tutto cio' che e' stato e per tutto cio' che mi avete
dato, anche se come al solito non ce ne accorgiamo mai, e' stato molto.
Mi ha fatto piacere essere parte di questo gruppo, e' stato davvero
bello, fino a che e' durato.
Questo addio non poteva esser altro che una FF, come e' d'obbligo per
me...
Non abbiate timore, la mia mailbox esistera' ancora per molto, molto
tempo. Almeno li' saro' ancora recuperabile, anche se solo per qualche
ora il Sabato, ma il piacere di leggervi ancora non credo me lo neghero'
per molto... Lo prometto.
Questo racconto e' per tutti voi, che avete saputo sopportatmi :).
E' per tutto quello che e' successo e per tutto quello che succedera'.
Perche' non abbiamo bisogno di Fanfic che ci dicano cosa siamo riusciti
a fare in questo tempo, con questo gruppo, non abbiamo bisogno di
complimenti o altro... Perche' anche se passeranno gli anni e magari
vedremo se gli IACers nel futuro sono davvero come nelle fanfic...
Perche' anche da soli, o parlando dei propri ricordi con altri, sapremo
di poter dire che c'era un tempo, verso la fine del secondo millennio,
in cui siamo stati davvero grandi.
Mi spiace dilungarmi, ma come si sa', noi milanesi ce la tiriamo,
quindi e' il momento delle dediche:
Per primi vengono tutti i miei lettori affezionati, che hanno dato
credito e nuova forza a tutti gli autori di Agenzia Rockflood,
spingendoci a continuare. Grazie per tutte le soddisfazioni che
mi avete e ci avete dato.
A TheGIO, che continuero' a rivedere, come Lord V, Bosk, CB, quello
scorreggioned di EoS e gli altri.
Se non ci sareste stati voi non avrei mai avuto cosi' tanto piacere
nel rimanere in questo gruppo...
A Rebel Yell, che cosi' tante volte al tramonto ha visto la luce del
mio fuoco e ccn cui per altrettante abbiamo diviso carne secca, acqua,
parole, abbracci e sorrisi. Il sapere di poter contare sulla tua spada
mi ha sempre aiutato moltissimo, guerriero.
Non so dove siate ora tu e Renata, presi come me da mille impegni e/o
casini, ma so come ritrovarvi ogni volta che voglio, chiudendo gil occhi...
Tanto so che, prima o poi, vi vedro emergere dagli alberi, attirati
dalla luce del fuoco.
A Sato 1/2 ed a Robert A. Heinielin, che con le sue parole ci ha insegnato
molto e per una volta l'inno non sara' per il corpo ma per noi due, amico
mio, perche' nonostante tutto, continuaremo a lanciarci ed a combattere.
Cosa importa quante cicatrici avremo?
A Kirone, che so in grado di assumere pienamente e nel migliore dei modi
possibili il Rettorato che lascio vacante.
A Grado, che e' cara a questo disgraziato quanto la nostra immaginaria
cittadina... Che rivedro' sicuramente prima di IAC City... La sua
aurora mi ha stregato oramai... E smettila di sorridere tu, perche' lo
sai benissimo che queste righe sarebbero dovute essere in testa a tutte
e non relegate qui in fondo :).
A tutti gli altri che mi hanno concesso fiducia e rispetto, vedendo in
me qualcosa piu' di un nickname, o di un acido e scontroso ragazzo,
facendomi diventare orgoglioso di cio' che sono, sapendo che non esiste
moneta cosi' preziosa per ripagare queste cose, che io non credo di
aver mai meritato appieno.
A tutti noi che ci sentiamo Fanti! Sono orgoglioso di poter dire di
essermi lanciato con voi. Non saro' cosi' presuntuoso da prendere un
comando, anche se i "Rompicolli di Rota" puo' suonar bene...
L'aver potuto contare su di voi al mio fianco per me non e' mai stata
cosa da poco.
Grazie a tutti, ragazzi...
"All'Immortale Gloria della Fanteria Spaziale Mobile!"
Veleno.
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