Cenerantolo - touch by IGK


Written by Aaron Boss

From aaronboss@MULEGIA.hotmail.com
Newsgroup it.arti.cartoni
Subject [FF] VISTO (e corretto) PER VOI: CENERANTOLO (touch by IGK)
Date 24/03/98 15.53.26
Organization Mulegia Group .Inc
Lines 494
Message-ID <35174A54.C3E57CF2@MULEGIA.hotmail.com>
NNTP-Posting-Host 195.120.248.247

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                     MULEGIA GROUP .INC PRESENTA

              UNA PRODUZIONE MULEGIA ENTERTAINMENT .INC

                CON LA COLLABORAZIONE DELLA ZIO'S ART

                      regia de IL GRANDE KAHUNA

                     scritto da IL GRANDE KAHUNA

                    da un'originale di WALT DISNEY

           una nuova serie di fanfic del MULEGIA GROUP .INC

                 **>>> VISTO (e corretto) PER VOI <<<**

                               File #2

                      CENERANTOLO (touch by IGK)

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ma prima
                        MARTUFELLO SHOW !!!!!

Personaggi e interpreti:

Mila                     => Zio (mooolto travestito)
Shiro                    => Martufello
Cassiere                 => IGK
uoce fuori campo (ufc)   => Martufello


ufc: Ce stanno Milla e Shirro (ho detto shirro, non scirru..)
     che uanno in un negozio de palloni a comprare un pallone de
     pallauolo. Milla se guarda in giro, e poi prende nu pallone

Mila: "Uacca (e' la vicinanza di martufello), quanto costano i
      palloni... Shiro, quanti soldi hai ??"

Shiro: "Tengo nu 10.000"

Mila: "Ma tu sei scemo, che pallone ci compro con 10.000 ??? Non
      hai di piu' ??"

Shiro: "Di piu', nin'zo !!!"

Mila: "[mode Banfi] Che che**o centra ???[/mode] ..Senti, ua a
      pagare questo"

ucf: e schiaffa in mano a Shirro nu pallonne

Shiro: "Anuedi oh, Milla, ma pagattelo te stu bioccione !!!!! !!! "

Mila: "PIOC !!! !!! (che in dialetto valtellinese sta per pidocchio,
      avaro NdTraduttore), ua a pagare il pallone !!"

Shiro: "..."

ucf: Shirro ua apppaga lu pallonne alla cassa

Shiro: "Pavelo !!!!! !!! che ce fai ar posto der cassiere ???"

*BONK* !!!!!!!!
Pav..ehm, IGK: "Cretino, continua a recitare !!!!!"

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>
> uicf: Shirro ua apppaga lu pallonne alla cassa
>
Shiro: "Deuo paga er boccione de quellalla' !!!"

Cassiera: "Seimila"

Shiro: "No, so Shirro !!!!!"



AH AH AH AH !!!!!!!! !!! Fa rite ???

IACers: NO FA SCHIFO !!!!!!



*BONK*
IGK: Vattene, Martufello, che non ne azzecchi una !!!
*TUMP*

Martufello: Pavelo !!!!!! !!! Dai, uedrai chella prossima uolta te
            facco uinvere l'Oscaro !!!!!!

IGK: "..."
.
.
.
*BONK*
.
.

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                     MULEGIA GROUP .INC PRESENTA

              UNA PRODUZIONE MULEGIA ENTERTAINMENT .INC

                CON LA COLLABORAZIONE DELLA ZIO'S ART

                      regia de IL GRANDE KAHUNA

                     scritto da IL GRANDE KAHUNA

                    da un'originale di WALT DISNEY

           una nuova serie di fanfic del MULEGIA GROUP .INC

                 **>>> VISTO (e corretto) PER VOI <<<**

                               File #2

                      CENERANTOLO (touch by IGK)


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LEGENDA: txt libero => narrazione
     txt preceduto da un nome =>parla il personaggio
     txt tra parentesi (txt) => azione
     txt tra quadre [txt]=> rumore da fumetto, tipo [mumble]
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INTRODUZIONE

Per far felici gli IACers ancora un po' bambini, ho deciso di postare
questa favola trovata in un vecchio libro impolverato.
Nell'introduzione originale l'autore assicura che la storia da lui
raccontata ha un fondo di verita'. Io ne dubito.

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CERAUNAVOLTA


Ceraunavolta un piccolo regno chiamato Cippirimerlo. Si trattava di
un luogo felice ove la gente lavorava nei week-end e faceva festa dal
lunedi al venerdi'. Il lavoro iniziava alle 10 e terminava alle 6, ma
erano previste una pausa-pranzo, due pause cappuccino, una pausa
svago e tre pause rilassamento. Il popolo amava il suo re Festin IV
(specialmente a causa dell'ultimo decreto grazie al quale il Natale
sarebbe stato festeggiato il 25 di ogni mese), ma adorava soprattutto
la principessa Azzurra a causa delle sue enormi qualita' morali
(90-60-90). Solo la squadra di calcio locale, la Cippirimerlese, le
poteva tenere testa nel cuore dei sudditi.
La capitale di Cippirimerlo era Cippirimerlo City, una ridente
cittadina nella quale le feste si susseguivano senza pause. Le sue
strade erano ricoperte di materassi cosi' che nessuno dovesse
soffrire di mal di piedi. Dai rubinetti non uscivano acqua calda e
acqua fredda, bensi' birra e gazzosa che potevano essere miscelate a
piacere (per la gioia di Ranma che vi si era trasferito), oppure,
a scelta, si poteva avere un tubo che portava in casa direttamente
dallo stabilimento la Minc*a Cola (quando si dice dal produttore al
consumatore...). Le case avevano le forme piu' strane: quella del
fruttivendolo era a forma di mela, quella del banchiere a forma di
cassaforte, l'ufficio postale era un timbro, il tribunale un
martello, il ristorante una zuppiera, il palazzo del governo una
bustarella. La casa del formaggiaio era a forma di groviera e il
poveretto aveva sempre il raffreddore a causa degli spifferi.
Nella piazza principale c'era una grossa fontana piena di whisky
e/o vodka nella quale la gente affogava i propri dispiaceri. Al
centro della cittadina si ergeva il castello reale con le sue quattro
grandi torri: la torre di Pisa (ove risiedevano gli squilibrati), la
torre degli Asinelli (dove i ragazzi Cippirimerlesi seguivano te
lezioni scolastiche: era proibito non chiacchierare, i professori
distribuivano dolciumi, le materie principali erano giocattologia
applicata e festivita' comparata), la torre Eiffel (dove viveva il
cuoco francese la cui importantissima mansione lo rendeva di diritto
primo consigliere del re) e la torre degli Scacchi (essendo finiti i
mattoni, i Cippirimerlesi avevano acquistato la quarta torre in un
negozio di giocattoli nel paese dei giganti). Purtroppo quest'ultima
torre dava di tanto in tanto qualche problema poiche' non aveva perso
il vizio di mangiarsi i pedoni e i cavalli che le passavano vicino.


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CENERANTOLO


Poco lontano dalla citta' c'era una casupola abitata dalla perfida
Arsenica, madre di Arnold e Sylvester (i due attaccanti della
Cippirimerlese) e matrigna del nostro eroe: Cenerantolo, uno
sfortunatissimo ragazzo che veniva regolarmente colpito da ogni sorta
di malattia. Era chiamato Cenerantolo poiche' tutti quelli che lo
conoscevano si aspettavano sempre di sentirlo emettere l'ultimo
rantolo prima di stramazzare a terra morto. Ma Cenerantolo resisteva
e, seppure con un piede nella fossa (e l'altro piede nella bara), si
trascinava avanti nella sua triste esistenza. Cio' che lo teneva in
vita era il suo immenso amore per la principessa Azzurra che aveva
visto un giorno sfilare per le vie di Cippirimerlo City. Ella gli
aveva sorriso e Cenerantolo si era sciaguratamente messo in testa
l'idea di baciare la sua mano. In quel periodo la malattia di turno
per Cenerantolo era il morbillo e, ovviamente, egli lo attacco' alla
figlia del re trasformandola in principessa Azzurra a Pallini Rossi.
Il re subito emano' un decreto che impediva la presenza di
Cenerantolo a meno di dieci chilometri dalla principessa.


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IL RAPIMENTO


La vita scorreva tranquilla nel regno ma, un funesto 1^ aprile nel
letto della principessa Azzurra fu trovato un enorme tonno che disse
(a quei tempi i tonni sapevano parlare, poi li inscatolarono e
rimasero senza parole): "Pesce d'aprile!!!! !!! La principessa e'
stata rapita dal cattivissimo Re Incubo !!!!". Re Festin IV soffri
moltissimo per la scomparsa di sua figlia e a nulla valsero i
tentativi del cuoco di sollevargli il morale con tonno alla griglia,
tonno sott'olio vitello tonnato e pasticcio di tonno. Quali giorni
oscuri furono quelli !!! (si vede che non c'era il nostro guerriero
della luce, Shiryu... NdIACers.) La gente era triste, il cielo era
cupo, i bimbi piangevano, i cani guaivano, i fiori appassivano,
un'intera famiglia di topi cerco' di suicidarsi andando a sdraiarsi
nella ciotola del gatto di corte, ma questo aveva perso l'appetito a
causa della scomparsa della sua padroncina. Cenerantolo pianse a
dirotto senza curarsi delle lacrime che infradiciavano i suoi abiti
e cosi' prese la polmonite. Capendo che senza la sua amata sarebbe
morto, decise di andare a cercarla anche se i piu' valenti cavalieri
avevano tentato vanamente l'impresa: essi partivano fiduciosi, ma
dopo pochi giorni facevano ritorno i soli cavalli (a dire la
verita' non e' che fosse sempre andata cosi' male: a volte tornava
anche qualche pezzo di cavaliere (un braccio, mezza gamba, un etto di
fegato .....)).
Il nostro eroe munse una cioccomucca dalla quale ricavo' il
necessario per una tavoletta di cioccolato Minc*a (la sua colazione)
e poi parti' per la grande impresa nel bel mezzo dei festeggiamenti
per il 25 aprile (che non era il giorno della liberazione, ma il
Natale apriliano, come da decreto reale n0 3451637). Egli non era
pero' un incosciente e aveva preso le sue precauzioni: uno scolapasta
metallico in testa, una grossa grattugia sul petto come armatura e il
mattarello della matrigna infilato nella cintura.

[comment]
C_R_O_S_S_B_O_N_E_S: pfui... questo qui di armamenti non se ne
                     intende proprio....

IGK: Lo so CB, ma se gli davo anche solo meta' del tuo armamento
     tipico finivo la fanfic in 1/2 kbyte.. e poi, sfigato com'e con
     tutta quella roba minimo minimo gli veniva l'artrite, il gomito
     del tennista, il polso dello scrittore, il callo del seg***lo..

CB: insito che e' poco armato....

IGK: La fanfic e' mia e decido io !! e ora zitto se no ti sguinzaglio
     ancora dietro Celine Dion !!

Celine Dion: ..........my heart will go on.........

CB: "...."
[/comment]

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LA RICERCA


Cammina e cammina, Cenerantolo si lascio' indietro i rossi campi di
ravioli al ragu' e inizio' ad addentrarsi in luoghi sconosciuti. In
questo oscuro viaggio era accompagnato dal fido Fido un coccogatto
(meta' gallina, meta' gatto). Si trattava di un simpatico animaletto
considerato a quei tempi il miglior amico dell'uomo. Era dotato di
grande intelligenza: gli mancava solo la parola (in compenso sapeva
scrivere). Ad un certo punto Cenerantolo udi' una soave vocina
esclamare: "Ehi, amico, hai da accendere ?". Il nostro eroe si
guardo' in giro, ma non vide nessuno. Di nuovo la soave vocina si
fece sentire: "Cioe', ma sei cieco ? Sono qua sotto!!!". Abbassando
lo sguardo, egli vide una piccola fatina alata, sdraiata su
un'amachina, con un grosso "sigaro" in bocca. Il povero ragazzo ebbe
un attacco d'asma per lo spavento e la fatina esclamo':"Cioe',
figuriamoci se uno come te fuma. Vabbe' rinuncero' al "sigaro".
Vorra' dire che mi faro' un cicchetto". E cosi dicendo si attacco' al
collo di una bottiglia di vodka.
Ripresosi, Cenerantolo chiese: "Signora fatina, potete aiutarmi
dicendomi ove se trova lo regno d'Incubo?". La gentile fatina emise
un ruttino e, col naso gia' rosso, disse: "Innanzitutto sciono
scignorina, hic!, e poi non sciaprei sce e' il caso di dirtelo
poiche' e' un poshto pericoloscio, hic!, ma vishte le tue condizioni,
mi sa che non hai niente da perdere: vai diritto per queshta shtrada
fino a che il callo del ditone deshtro non ti fara' ululare dal
dolore, allora gira a scinistra e cammina fino alla locanda dell'Orso
Tisico. La' ti sciapranno dire qualcosha di piu', hic"' Detto cio' la
fatina stramazzo' al suolo con un sorriso beato stampato sul viso.


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LA LOCANDA DELL'ORSO TISICO


Ricammina e ricammina, Cenerantolo giunse alla locanda e si trovo'
davanti ad una porticina e ad un portone. La prima era aperta e
recava la scritta: "Entrata per il rifornimento delle vivande". Sul
portone, chiuso, c'era scritto: "Entrata per i soci". Non volendo
perdere tempo prezioso, Cenerantolo entro' nella locanda attraverso
la porticina. L'interno era piuttosto singolare poiche' tavoli e
sedie erano enormi. Tuttavia il nostro eroe non se ne curo' e chiese
all'oste: "Scusi, ove e' lo. .", ma l'oste lo interruppe: "In fondo a
destra". E Cenerantolo: "Non voglio saper ove e' lo gabinetto bensi'
ove se trova lo regno d'incubo". L'oste rispose: "Innanzitutto anco
lo meo gabinetto e' uno incubo poiche' la di' noi donna delle pulizie
e' una che inizia presto, finisce presto et de solito non pulisce lo
water. (chi e' che si ricorda che pubblicita' era questa ??? NdIGK) E
poi lo regno d'incubo e' proprio in fondo a destra. Ho intuito cio'
che desideravate demandare poiche' sono passate decine de cavalieri
che desideravano la stessa informazione."
Avendo un certo languorino, Cenerantolo ringrazio' per l'indicazione
e chiese il menu. I piatti del giorno erano: bambino in salmi,
ragazzini alla griglia, bocconcini di cavaliere, pulzelle in
salamoia, caffe'. Cenerantolo, intuendo il significato della scritta
sulla porticina, ritenne prudente una veloce fuga. Purtroppo fu
catturato da un cliente che stava entrando in quel momento: un orco
dell'esercito di Re Incubo. L'oste mise il nostro eroe in padella e
questi disse: "Sono fritto !!". "No, ci vorra' ancora una decina di
minuti" rispose l'oste. Fortunatamente in quel momento arrivo' un
agente del NAS (Nucleo Anti Sofisticazioni) che minaccio' di far
chiudere il locale se non buttavano via quel cibo portatore di
malattie. Uscito che fu dal bidone della spazzatura dove era stato
scaraventato, Cenerantolo decise di sfamarsi con un uovo del
coccogatto. Il povero Cippirimerlese si bevve l'uovo tutto d'un fiato
e per poco non resto' soffocato dai peli di gatto poiche', come e'
risaputo, nelle uova di coccogatto a volte ci sono alcuni peli di
gatto. Cenerantolo disse alcune parolacce a Fido e questi penso':
"Quel Cenerantolo quante scene che fa !!! E' sempre li a cercare il
pelo nell'uovo !!!". Ad ogni modo, il nostro eroe si rimise in
cammino e ando' in fondo a destra come gli era stato detto.


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IL REGNO D'INCUBO


Cenerantolo si trovo' davanti ad un'oscura grotta. A fianco
dell'entrata c'era un cartello: "Entrata segreta del regno d'incubo.
Stare alla larga. Se avete l'ardire di entrare, perlomeno pulitevi i
piedi sullo zerbino". Il nostro eroe accese una torcia ed entro'.
In men che non si dica arrivo' ad un bivio. Il cartello diceva: "Per
di qua". Un altro: "No, per di qua". Cenerantolo si stava lasciando
prendere dal panico quando vide un piccolo bruco con un cappello
recante la scritta: "Guida autorizzata". Costui gli disse:"Seguimi".
Dopo aver percorso due metri in mezzora, Cenerantolo capi che era
meglio prendere in mano il bruco e farsi guidare a voce.
In quattro e quattr'otto al cubo, il valente Cippirimerlese usci da
quel labirinto e si chino' a cercare qualche moneta d'oro nella sua
borsa per quel bravo bruco-guida. Trovate le monete si volto' per
darle al bruco, ma non lo vide da nessuna parte. Per un attimo si
insospetti' vedendo il coccogatto che fischiettava facendo
l'indifferente, ma poi lascio' perdere e diete un'occhiata a quel
luogo tenebroso, Le nebbie avvolgevano lugubri boschi popolati da
creature da incubo: ciclopi strabici, giraffe con il torcicollo,
talpe claustrofobiche, terze vhs di Eva, Highlander che leggevano
Sailor Moon, IACers a braccetto con Don Marco, Veleno senza sigarette
accese, Beltrame in mono, LordV serio, Lenders in C1 ecc... ecc....
Cenerantolo si fece forza e attraverso' quei boschi infernali fino a
giungere al castello di re Incubo.


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IL CASTELLO


Ovviamente il castello era lugubre, i pipistrelli svolazzavano sopra
le mura, c'era un tremendo temporale e si udivano urla raccapriccianti.
Cenerantolo non sapeva come penetrare in quella fortezza e stava
elaborando una serie di piani strampalati quando calo' dal cielo la
piccola fatina ubriachina che gli disse: "Cioe', lascia fare a me che
e' meglio, ma stai attento: la mia magia durera' solo fino a
mezzanotte". Detto cio', agito' la bacchetta magica e trasformo'
Cenerantolo in un piazzista e il coccogatto in una valigia. Poi la
fatina ubriachina saluto' il nostro amico e con il "sigaro" di prima
in bocca (finalmente acceso) volo' via per un altro "viaggio".... 8)
Il Cippirimerlese si fece coraggio e suono' al campanello del
maniero. Venne ad aprire il maggiordomo Frankie (dotato dei
caratteristici bulloni): "Non abbiamo bisogno di niente, se ne vada o
sciolgo i cani anti-piazzista". E Cenerantolo: "No, no, aspetti, miri
lo contenuto de ista valigia, io vendo attrezzatura per le torture:
fruste, tenaglie, ghigliottina, schiaccia-dita, cava-occhi,
torci-naso, allunga-orecchie, tira-capelli, suona-Masini et lo ultimo
ritrovato della tecnica: piume-solletica-piedi".
Frankie si mostro' molto interessato, anche se non capiva cosa ci
facesse un uovo di coccogatto all'interno di quella valigia. Fece
quindi entrare il nostro eroe e gli disse di aspettare un momento
nell'atrio, ma Cenerantolo, non appena il maggiordomo se ne ando',
parti' alla ricerca della sua bella. Arrivato nei sotterranei,
inizio' ad aprire le celle delle prigioni. Libero' cosi' Mignolino
(figlio di Pollicino), Cirino Pomicino (l'ottavo nano), la Bella
Addormentata (che, seccata per essere stata svegliata, si precipito'
nel bosco per continuare il suo pisolino), Ginocchio (fratello di
Pinocchio e amante del gin; quando lo beveva il suo naso si
illuminava di rosso), zio Paperone (che pote' cosi' recuperare il suo
primo decino rubatogli da re incubo che era cugino di Amelia) e
Schirciotto (che non so proprio chi sia). Finalmente Cenerantolo
riusci' a trovare la principessa Azzurra e i due fuggirono
assieme dal castello.


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LA FUGA


Re Incubo, accortosi dell'inganno, si infurio' assai e li fece
inseguire dalle sue orde di orchi. Il nostro furbo eroe, pero',
butto' per terra il suo campionario e gli orchi, eterni bambinoni,
rimasti affascinati da quei "giocattoli", smisero di inseguire i due
sventurati e si misero a giocare. Re Incubo allora gli mando' contro
il terribile e gigantesco Sgnacruxibode ma, come e' risaputo, gli
Sgnacruxibodi vivono in zone caratterizzate dal clima torrido. Basto'
quindi che Cenerantolo gli attaccasse il raffreddore per farlo
stramazzare al suolo. A re Incubo venne una colica per la rabbia


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IL RITORNO


Fu cosi' che Cenerantolo riusci' a riportare la sua bella a
Cippirimerlo City. Ella, affascinata dalla sua audacia, stava per
rivelargli il suo amore quando Cenerantolo senti' le campane scoccare
dodici rintocchi. In preda al panico egli fuggi' via sennonche'',
inciampando, perse uno dei suoi due scarponi da piazzista (vengono
usati per impedire agli sventurati clienti di chiudere la porta).
Azzurra si precipito' dal padre e gli chiese di ritrovare il suo bel
piazzista. Re Festin IV era molto felice di aver ritrovato la sua
cara figliola, ma non riteneva convenienti eventuali nozze con un
piazzista. Pero' la viziata principessa si mise a strillare: "Lo
voglio, lo voglio, lo voglio !! Tutte le mie amiche ne hanno uno !!".
Re Festin IV non sapeva resistere alle richieste della figlia e
quindi ordino' ai suoi soldati di andare in giro per il regno per
provare lo scarpone a tutti i sudditi. Lo scarpone pero', non andava
bene a nessuno. Neppure Arnold e Sylvester riuscirono a calzarlo e la
perfida Arsenica si guardo' bene dal dire che aveva anche un
figliastro. I soldati stavano per rinunciare, ma uno di essi penso'
che era meglio provare anche con i malati dell'ospedale. Fra questi
c'era Cenerantolo che si era preso un esaurimento nervoso per essersi
dovuto allontanare dalla sua principessa sul piu' bello. Ovviamente
lo scarpone gli calzo' a pennello e quindi fu portato dinanzi al re
che disse: "Sei peggio di quel che credevo". Ma, sposandosi con la
sua amata, Cenerantolo si ristabili' e non si ammalo' mai piu'.


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EPILOGO


Attualmente Cenerantolo e Azzurra vivono felici e contenti, re Festin
IV ha dichiarato feste nazionali i compleanni dei suoi quattordici
nipotini, la Cippirimerlese e' retrocessa in serie B, Arnold e
Sylvester si sono dati al cinema, la fatina ha comprato una
distilleria di grappa con annesso coffe' shop, Re Incubo ha abdicato
e si e' ritirato in campagna e gli orchi hanno creato una democrazia
nella quale possano circolare liberamente le tangenti, lo
Sgnacruxibode sta ancora facendo suffumigi per il raffreddore e il
coccogatto ha deciso di diventare uno scrittore famoso e ha scritto
questa storia.


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FINE


La favola e' finita e, come in ogni buona favola, anche in questa
c'e' un insegnamento. Se per caso lo trovate, diteci qual e'.

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