Zamengo 'Kirone' Filippo (kirone@dei.unipd.it) wrote:
: Eugeal wrote:
Kirone, non puoi lanciare Instant FF sulla caccia ecc. e sperare che
io rimanga silente! :) [Comunque e' venuta bene]
Lo sai quanto sia pericoloso provocarmi :))))))))))).
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: > Piu' Forte della Volonta'
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: Cap 2 - Uguali e contrari
: Questa notte ha inizio la caccia.
Cap 3 - Cacciatori e Prede.
Vento.
Maledetto vento, ti faceva bruciare gli occhi e ti correva fino
giu' nell'anima, portandoti via tutto.
Forse aveva soffiato troppe volte, visto che da un po' di tempo a
questa parte, dentro di lui sentiva solo lo sbatacchiare furioso degli
ultimi cenci sporchi e strappati della sua anima arida.
Il cielo sembrava un tubo catodico sintonizzato su di un canale morto
e l'aria aveva il gusto di monete succhiate.
"Dannazione!".
Il suo respiro pesante palpitava con il suo cuore e con la sua adrenalina.
Nostaliga.
Ricordo' quante altre volte lo aveva fatto, quante altre volte aveva
corso in mezzo a rifiuti, in vicoli dai miasmi nauseabondi, a meta' tra i
il pesce marcio e l'urina di topo, con uno spruzzo di carogna che lui
ignorava debitamente. Non era stato sempre solo in quei vicoli.
C'era sempre uno al mondo che poteva chiamare amico, anche se la sera,
nei boulevard c'era gente disposta anche ad accettare 20 crediti per
farsi chiamare amica e se gliene davi 50 poteva anche chiamarti "amore mio".
Qualcheduna magari ci credeva anche, qualcheduna era stata sincera.
Era... Le aveva uccise.
Un cacciatore non guarda gli occhi della preda se non per rubarle l'ultimo
bagliore di vita, spegnendoglielo. Raggiungendo il suo scopo, in
quell'incarico che aveva poche alternative ed un unica soluzione: la morte.
Era una carogna.
Alle volte ne era certo. Se solo stava a pensarci, i volti che gli tornavano
in mente erano quelli di pochi amici, di molti nemici e di qualche donna
che o lo aveva schiaffeggiato o gli aveva sputato in faccia ed aveva chiuso
dietro di se' la porta di casa. Casa SUA!
Fece un soffocato complimento, dedicato a tutte loro, una fantastica
vita con l'uomo ideale, tra una coltellata un piatto rotto ed una bestemmia.
Soffio' fuori il fumo di uno stretto e lungo sigaro masticandone la
piccola appendice che stringeva tra i denti.
Impreco'.
Annuso' l'aria come un lupo in cerca della sua preda, non era lontana.
Lo scalpiccio dei suoi passi su quelle scale fredde e metaliche aveva
confuso le tracce.
Ecco cosa gli piaceva di quello schifo. Senti' formicolare le narici,
mentre l'aria puzzolente invadeva i suoi polmoni. Ghigno', accarezzando
con una mano il calcio di una voluminosa arma da fuoco.
Non era lontano.
Preda... Sangue... Carne... Un fremito spasmodico lo colse al pensiero
di quando l'avrebbe catturata.
Il clangore di una porta lo riporto' alla realta'.
E fu come al solito un istante, il suo polso scatto' in alto, lo assecondo',
senza irrigidire ne' il gomito, ne' la spalla. Lasciandosi traspostare
dal peso dell'arma fino a quando non la richiamo' e lo rifece...
Mugolo'.
Come sempre il tempo si dilato', mentre a rallentatore il corpo cadeva
al suolo, con tre malefici fiori rissi che gli erano sbocciati in petto.
Udi' il sordo tonfo di un sacco di patate e uno sciacquio strano.
Il cacciatore aveva vinto ancora.
Appese il nero impermeabile fradicio di pioggia nell'ingresso.
Respirava ancora a fatica, mentre si sfilava la fondina ascellare e
la riponeva in un cassetto, assieme ad un coltello da lancio ed a due
caricatori.
Si mosse silenzioso, accendendo solo il piccolo tubo a fluorescenza
della cucina... Prese una piccola fetta di torta abbandonata sul tavolo
e mise il piattino nell'acquaio. Lo sciacuo' bene e lo rimise a posto.
Mentre l'acqua correva si lavo' la bocca e lascio' che le sue mani
indagassero sull'entita' del danno che un colpo sul lato sinistro del
volto aveva provocato all'interno.
Un fiotto di acqua, sangue e saliva fu trasportato via dall'acqua.
Si mosse silensiozo verso la camera da letto e vi scivolo' al buio.
Il respiro ora era diventato piu' delicato, sommesso... Tuttavia vi
era qualcosa di strano. Troppa calma.
Capito' come sempre, un movimento fulmineo, un avambraccio si strinse
alla sua gola, facendolo capitolare sul letto. Stranamente la lotta
continuo' per qualche tempo.
Preda... Carne... Desiderio...
Infine si senti' coprire il volto da una matassa riccia e profumata,
tra le risate ed i baci, cadde con un tonfo sordo, rilassandosi
completamente.
Il cacciatore aveva vinto ancora.
[Chiedo venia per gli eventuali errori di battitura, e mi rimetto
alla clemenza degli IACers, sfruttando le stesse parole di venia
che furoono di Kirone]
Omaggi.
Veleno.
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