Piu Forte della Volonta' - Capitolo 5: (in progress)!!!
By Eugeal & Kirone
Il vento e' tiepido questa sera.
Lo sento avvolgere il mio corpo mentre salto dalla finestra.
Atterro senza danni e mi fermo a guardare la casa.
Lui e' li', fermo nel punto in cui ero io fino a pochi secondi prima.
La sua figura, incorniciata dalle tende bianche, sembra quasi
irreale.
Mi guarda ed io sostengo il suo sguardo.
Sa che non sto fuggendo.
Questa notte e' troppo bella per combattere all'interno
dell'appartamento.
Improvvisamente decido che lo portero' in un posto dove non avevo mai
portato nessuna delle mie vittime...nessuna tranne una.
Lentamente, allungo una mano verso la finestra, come per invitarlo.
Poi mi giro e comincio a correre.
Non ho bisogno di voltarmi a guardarlo.
So che mi seguira'.
***
La raffica l'ha mancata. Un attimo e sono alla finestra.
Ha smesso di piovere, e la luce della luna la illumina in modo
fantastico tra quella foschia che poco prima era pioggia.
Con un gesto mi invita o mi schernisce, chissa'. Alzo la Beretta,
ma lei e' gia' lontana.
Mi concentro e salto.
Sto facendo la cosa piu' stupida, le sto consentendo di condurre
il gioco. Devo riprendere il controllo.
Ma e' troppo veloce; si lascia intravvedere quel tanto che basta
perche' non la perda.
Rallento. Espando le sensazioni.
Si', e' li' davanti, che segna il passo. Ora vedo dove mi sta
portando.
Il mio passo diventa silenzioso, cambio la direzione. Forse non
bastera',
ma almeno all'inizio potrei disorientarla, se e' troppo sicura di se'.
***
E' dietro di me, lo sento. Fatica a seguirmi, ma non si arrende.
Sento la sua grande energia vitale, la sua enorme forza d'animo che
rende
questa sfida cosi' eccitante.
Improvvisamente, lo sento scomparire.
Mi fermo e lo cerco con lo sguardo, pur sapendo che e' inutile.
Si e' nascosto.
So che e' una trappola.
Ora devo stare molto attenta.
Ha una pistola.
Questa e' una cosa che non avevo previsto.
Lascio che l'oscurita' mi avvolga.
La sua arma non mi spaventa piu' di tanto.
Molti mi hanno puntato una pistola contro, pochi sono riusciti ad
usarla e
nessuno e' mai riuscito a ferirmi in modo serio.
Pero' preferirei che non la usasse.
Voglio combattere con lui da vicino.
Quando il colpo finale sara' inferto, uno di noi due vedra' l'altro
morire.
E dovra' farlo guardandolo negli occhi.
Il vincitore, chiunque sara', ricordera' questo combattimento per
sempre.
Chiudo gli occhi e cerco di percepire la sua presenza.
Il suo attacco non mi cogliera' impreparata.
***
Si e' fermata; dev'essersi accorta che il gioco e' cambiato.
Niente piu' sorpresa... E allora sotto.
Cerca la complicita' delle tenebre, ma non le bastera'.
Avanzo con cautela, un passo falso ed e' la fine.
Angolo. Libero. Ostacolo: passo lungo. Spiazzo.
La luna si scrolla di dosso un manto di nubi e lei e' la'.
Mi giro, la Beretta punta la preda come un cane da caccia.
Lei apre gli occhi e mi guarda; non leggo paura, e' oltre la paura.
Eccola li'. Una tale *concentrazione* di male...
Eccola qui... giusta nel mirino...
E c'e' solo una cosa *sensata* che potrei... o dovrei... fare...
... premere il grilletto e cancellarla dalla faccia della terra.
Non vedo una singola ragione per non farlo...
... eccetto...
... e' proprio l'avversario che non vorrei che fosse...
Non una sopravvissuta, ma una che ha saputo dominare il proprio
destino. E, onestamente, non so se *ce la farei* con lei.
Non voglio un'uscita di sicurezza. Potrei essere tentato di
usarla.
Un sorriso duro mi compare sulla faccia mentre lascio scivolare
soprabito e pistola a terra. Lei sorride tranquillamente, a sua
volta.
Scatto in avanti, lei cerca di anticiparmi. La katana scatta in
avanti, quasi avesse una propria volonta', lasciandosi dietro il
fodero come una pelle vecchia. Ci incrociamo, la katana le bacia
una guancia, ci sorpassiamo.
Mi blocco e mi giro. La sua reazione e' troppo veloce. La katana
vola lontano.
Estraggo il coltello e concentro le energie. Mi rilasso e lascio
che l'addestramento prenda il controllo.
Tutto si muove in una danza di linee mortali ed equilibri e
bilanciamenti. Tento un affondo ma lei si piega e mi tira un
calcio rotante alle caviglie. Io proseguo l'azione saltandole
oltre. Rotolo e sono di nuovo in guardia, giusto in tempo per
evitare che la mia schiena si spezzi in due. Lei si ritrae.
***
E' forte, non posso negarlo.
E sa combattere.
Forse e' il primo vero avversario che abbia mai avuto da molti anni a
questa parte.
A parte me stessa intendo.
Si', una volta ho provato a combattere contro la mia stessa natura,
ho tentato di salvare la persona che amavo.
E ho perso.
Mi fermo per un solo istante stupita dal mio stesso pensiero.
La persona che amavo. Il pensiero e' quasi fulminante.
Allora sono ancora capace di amare?
Un dolore bruciante alla spalla mi riporta alla realta'.
Quel secondo di smarrimento e' bastato a permettergli di avvicinarsi
e ferirmi col suo pugnale.
Istantaneamente il mio istinto di sopravvivenza riprende il
sopravvento e lo colpisco con un calcio alto.
Cade a terra, la mia reazione e' stata troppo veloce per permettergli
di schivare il colpo.
Ne approfitto per balzare indietro e controllare la ferita.
Fa male, ma non e' grave come temevo.
Riesco ancora a muovere il braccio se ignoro le fitte di dolore.
Spero solo che la lama non fosse avvelenata...
Approfitto della breve pausa per respirare profondamente.
La lotta sta per ricominciare e io devo essere pronta.
***
Nebbia. Nebbia rosata. No.
Devo reagire. Mi rialzo barcollando. Cerco nel profondo il nucleo
oscuro.
Eccolo. Mi deride, sa che non riusciro' mai a liberarmi di lui, che
prima
o poi lo cerchero'. Beh, quel momento e' adesso. Lo afferro, si
espande,
mi pervade. Urla silenziosamente il suo trionfo.
Sono fermo. Tutto e' incredibilmente nitido, il dolore e' solo una
sensazione
lontana... nessuna emozione... solo uno *scopo*.
Eccola. Comincio ad avanzare, lentamente, pesantemente. Ora l'intero
universo
esiste solo per raggiungere quello scopo.
Una furia gelida, essenziale, scorre al ritmo del battito del cuore.
Un lupo ulula, in lontananza. So come si sente.
Il suo sguardo e' prima perplesso, poi allarmato. Si ritrae. Lo fanno
sempre.
Riconoscono la lontananza, l'inesorabilita', l'orlo dell'abisso.
Si riprende, coraggiosamente. Ma e' un coraggio forzato. Fra poco
sara'
tutto
finito.
***
Si rialza e mi attacca.
Non sembra piu' lui.
E' come se fosse posseduto da un potere oscuro, piu' forte della sus
stessa volonta'.
Istintivamente arretro.
Quello sguardo mi opprime.
Poi anche il mio istinto prende il sopravvento.
E' un attimo.
Ora so che non potrei fermarmi nemmeno se volessi.
Schivo il suo attacco ed afferro la katana, la stessa katana che
aveva cercato di usare contro di me.
Entrambi attacchiamo con tutte le nostre forze.
Per vari, interminabili minuti nessuno dei due sembra essere in
vantaggio.
Poi tutto accade in un solo secondo.
L'abilita' non c'entra, tutto dipende dalla fortuna.
Lui arretra per poter affondare il colpo finale, il colpo destinato
ad uccidermi.
Non si e' reso conto di essersi avvicinato troppo agli alberi durante
il combattimento.
Il suo braccio urta contro il tronco.
Approfitto del momento per inchiodarlo all'albero conficcandogli la
katana nella spalla.
In un attimo sono sopra di lui e lo immobilizzo.
Il suo gelido furore sembra scomparso ora.
Sa di aver perso.
Ed entrambi sappiamo che non lo meritava.
Lo guardo fisso negli occhi.
Non ha paura.
Il suo sguardo mi fa esitare, per un istante mi sembra di poter
leggere nella sua anima.
Dunque e' cosi' che mi vede?
Sono davvero solo questo?
Un parassita che strappa la vita agli altri...
Vigliaccamente chiudo gli occhi e accosto le mie labbra alle sue.
La sua vita e' li', cosi' vicina...
Ho fame, solo ora me ne accorgo, l'essenza vitale di un Cacciatore
e' molto diversa da quella dei mortali, posso percepirlo chiaramente.
Ed e' li'.
Posso prenderla con un semplice gesto e lui non puo' impedirlo.
Sollevo la testa e lo guardo.
Sembra stupito di essere ancora vivo.
Lo sono anche io.
Non ho rubato la sua vita.
Allora POSSO resistere al mio istinto?
Mille domande si affollano nella mia mente.
E se la mia immortalita' avesse un altro significato?
Se mi limitassi a nutrirmi della vita che abbandona gli uomini
naturalmente...senza dover uccidere...
Sono confusa.
Mi passo una mano sul viso e mi accorgo che e' bagnata.
Lacrime...
Io sto piangendo? Proprio io?
Lo guardo.
Anche lui sembra perplesso, ma ha approfittato del momento per
strapparsi la katana dalla spalla e ora la impugna, pronto a colpire
se necessario.
All'improvviso so che non sono io a dover decidere del mio destino.
Tendo una mano verso di lui, non piu' in segno di sfida.
Ma non e' neanche una supplica...
Non voglio morire, ma non ho paura.
Accettero' la sua decisione, qualunque sia.
Per la prima volta dopo secoli mi sento in pace.
Ora so che forse la mia anima non e' del tutto perduta.
Gli sorrido debolmente.
"Dimmi, Cacciatore, c'e ancora speranza per me?"
***
Che cosa... Cosa *diavolo* e' successo?
Dolore. La spalla. Di nuovo la fottuta spalla. Sta diventando
un'abitudine.
Qualcosa... Qualcosa mi ha richiamato dal berserk...
Non il dolore, no. Impossibile. Qualcos'altro...
Confuso. Tutto dannatamente confuso. Fermate quella dannata campana!
Lei... si avvicina... Troppo! Cristo, sono fregato! Fregato, senza
neanche sapere il perche'. Cosa... Non ancora. Fortunato bastardo.
*heh*
Perche'... Il suo volto... ha qualcosa che non va. Sembra quasi
umana. Lacrime?!?
Guardo perplesso la mia mano che impugna la katana. La sua lama
gioiosamente tinta di rosso. La sua anima canta.
Lei sta dicendo qualcosa... Speranza?? Come puo' esserci speranza
in questo mondo disperato?
Ma forse...
Antiche parole risuonano attraverso il tempo.
"Forse."
Spalanca gli occhi, non si aspettava una risposta.
"Forse c'e' un modo. Ma dovrai sacrificare tutto quello che hai.
La tua vita per la vita."
"Cosa... cosa intendi dire?"
"Dovrai morire. Per poter rinascere."
"Morire?" La sua voce e' soffocata dall'angoscia.
Annuisco. "Esatto. Colpendoti in un punto particolare posso
distruggere
la tua anomalia. Puoi sopravvivere se in te c'e' sufficiente volonta'
di farlo. Altrimenti morirai, senza speranza. Nel primo caso tornerai
ad essere un semplice essere umano."
La guardo riflettere. "Dubito fortemente che tu possa riuscire a
rinunciare a tutto. Ma il fatto che siamo ancora vivi, che qualcosa
in te mi abbia fermato quando niente su questa terra avrebbe potuto
farlo... beh... Sappi comunque che solo uno in tutta la
storia e' riuscito a lasciare il tuo club.
La scelta e' tua."
***
Morire. Morire per tornare umana.
Sembra cosi' impossibile... e anche ingiusto.
Ho ucciso per secoli e secoli.
Mortale.
Sembra troppo semplice.
Vivere una vita normale e poi morire, senza poter riscattare del
tutto la
mia malvagita'...
Una vita non basterebbe a riparare al male che ho fatto.
E anche la possibilita' di rinascere come umana sembra cosi'
remota...
Se fallissi, se non avessi abbastanza forza di volonta', morirei
subito,
senza poter far nulla.
E non sarebbe giusto.
Lo guardo. Sta aspettando la mia risposta.
La katana sembra essere viva nelle sue mani.
Un'idea mi attraversa la mente all'improvviso.
Dopotutto io non voglio perdere la mia immortalita'.
Ora so di poter controllare il mio istinto.
E ora mi chiedo il perche' della mia natura.
La mia immortalita' serve solo a far del male agli altri?
No, la mia vita non puo' essere solo questo, sento che ci deve essere
un
altro modo di sfruttare la mia natura.
E io voglio scoprirlo.
Tornare ad essere umana sarebbe come arrendersi.
Lentamente mi avvicino a lui.
Mi guarda attentamente, la katana pronta a scattare al minimo segno
di
pericolo.
Sa che non ho cattive intenzioni ora, ma e' pronto nel caso che il
mio
istinto prenda il sopravvento.
Appoggio una mano sulla sua ferita e chiudo gli occhi.
In passato non lo avevo mai notato, tesa a cercare l'essenza vitale
degli
esseri umani, ma ora sento che intorno a me ci sono altre possibili
fonti
di nutrimento, energie che potrei sfruttare senza far male a
nessuno...
Lentamente, sopprimendo la voce che mi grida di prendere la vita del
Cacciatore, comincio ad assorbirle.
Dopo un po' la voce che risuona nella mia mente si indebolisce.
Sorrido. Ho placato la mia fame senza uccidere.
E ora provero' a fare qualcosa che non ho mai fatto in vita mia.
Io, che ho sempre preso l'essenza vitale, provero' a darla...
E' difficile. E fa male.
Pero' POSSO farlo.
E quando riapro gli occhi, la ferita sulla sua spalla e' sparita.
Mi sento un po' debole e mi appoggio leggermente a lui.
Gli sorrido.
"E se invece di diventare mortale decidessi di cambiare club? Potrei
esserti utile, Cacciatore..."
****
...
Il suo sguardo e' incerto, eppure una luce limpida cerca di emergervi.
Ha appena scoperto di poter andare controcorrente. Non sa, non sa...
Mi sento quasi male al pensiero di dover distruggere quella sua falsa
speranza.
"Non e' possibile." scuoto la testa. "Quello che hai appena fatto...
la tua condizione e' solo temporanea. La fame ti tornera', piu'
violenta che mai. E ogni volta sara' sempre peggio. E' come calmare
la fame bevendo acqua..."
E' stordita. Il colpo e' stato troppo forte. Nessuna speranza. Niente.
Il suo sguardo oscilla ancora tra luce ed ombra; alla fine pero'
l'oscurita' prevale. Non rinuncera'.
La lama scatta in avanti, tutto il mio peso a sostenere la sua azione.
Lei ansima, cercando l'aria. Mi afferra le braccia, mi guarda
sorpresa.
"La spalla. Perche' me l'hai guarita?"
Batte le palpebre, nuovamente sorpresa, poi comprende e sorride.
Viene piu' avanti, incurante della ferita; appoggia le labbra alle
mie mormorando "Grazie".
La lascio scivolare dolcemente a terra.
La notte e' piu' fredda mentre mi allontano.
...
"No, e' impossibile. Le possibilita' sono quelle. Il motivo lo
conosci: quello e' solo un palliativo, insufficiente a mantenerti.
Deperirai di giorno in giorno, senza poter morire, fino a diventare
uno scheletro ambulante. Finche' non perderai il controllo e tutto
ricomincera'. Solo che il tuo aspetto rimarra' rovinato."
"Ma allora... Non c'e' nessun altro modo?"
Scuoto la testa in un cenno di diniego, senza perderla di vista.
Lei alza lo sguardo al cielo, avverto una profonda calma.
Tutto e' come sospeso; il tempo sembra essersi fermato qui con
noi, per vedere come andra' a finire.
Probabilmente sta ripassando la sua vita - una vita fuori della
vita, passata guardando gli altri vivere - cercando di comprendere
il nucleo in fondo al suo cuore.
Finalmente si riscuote, la calma che permane immutata.
"Sembra che non abbia molta scelta..."
"Gia'."
"Beh, allora cominciamo. Sono pronta."
La guardo attentamente.
"Bene".
"Prima, pero'..."
Ah! Occhio.
"Si'?"
"Un ultimo desiderio. Un ultimo bacio."
*merde* Qui rischio di farmi fregare. E poi, perche' un bacio?
Eppure non avverto pericolo, soo un po' di tensione.
Lei si fida di te, fino in fondo. Devi avere uguale fiducia in lei.
Forse. E se invece e' una trappola?
Beh, non e' standotene li' impalato che lo scoprirai, fesso.
"Perche'?"
"Per tutto quello che avrebbe potuto essere, per tutto quello
che potrebbe essere."
"... D'accordo."
Abbasso la lama, d'un tratto silenziosa.
Le sue labbra hanno un lieve sapore di fragola, non l'avevo notato
prima. Il suo bacio e' triste quanto puo' esserlo un bacio.
Si stacca, gli occhi chiusi, le labbra ancora dischiuse.
"Adesso."
La katana torna in vita, la contengo con le due mani. Il colpo
dovra' essere di una precisione assurda.
Il rilassamento passa come un'ondata dalla testa ai piedi, ogni
fibra si mette sotto controllo.
La guardo intensamente, fino a separarne l'aura. I nodi cominciano
a brillare di luce propria, dietro quello centrale una forma oscura.
La katana vibra, impaziente.
...
Il sole battente riesce a tirarmi fuori anche l'ultima goccia di
sudore. Dannazione. Sposto la pistola nell'altra mano e mi asciugo
il palmo. Sbircio oltre l'angolo. Quello stronzo riesce chissa'
come a mascherarsi dietro il rumore di fondo.
Un movimento in alto. So chi e'. Bene. Un sorriso mi storce le
labbra secche. Ci passo la lingua, con scarsi risultati.
Torno a sporgermi per cercare la forma sui tetti. Mi fa dei
cenni. Accenno di si', ho capito.
Torno al riparo, finisco di asciugare il sudore e mi allontano
dall'altra parte. Spero di poterlo aggirare. Dovremo fare
un'azione di concerto: distrarlo e colpirlo alle spalle.
Dovrebbe essere qui dietro. Lo specchietto, dov'e' il fottuto
specchietto?
Niente. Non riesco a vederlo. Dev'essersi spostato.
Il colpo e' talmente violento che diventa tutto buio, poi
arrivano le stelle, e con loro il dolore.
Rotola! Muoviti! La pistola, dov'e' la pistola?
La mano riprende sensibilita'. La pistola e' al suo posto.
Finalmente la vista comincia a tornare. Dov'e'?
Continua a muoverti, dannato imbecille.
Il secondo colpo mi prende in movimento, cosi' riesco ad
attutirlo; la polvere ha il solito sapore.
Rotolo e sono in ginocchio, la sua ombra e alzo la pistola.
Sento qualcosa scricciolare sotto il suo calcio. L'arma
vola lontano, imprecando contro la mia stupidita'.
Alzo lo sguardo. Il suo ghigno risplende nella sua faccia
in ombra.
Mi sembra che sia abbastanza distratto, ora, o no?
Sobbalza. Il suo ghigno si spegne per fare posto ad un'espressione
stupefatta.
Si'. Mi rialzo. E' il mio turno di ghignare.
Le mi sorride, mentre ci allontaniamo.
"Un altro lavoro ben fatto"
Mi massaggio la mano fasciata.
"Ben fatto. Proprio." ma le sorrido, a mia volta.
Si afferra al mio braccio, si appoggia a me.
"Sai, stavo pensando..."
"Mh?"
"Pensavo che magari ci sono altri che potrebbero fare come ho
fatto io."
"Forse. Ma posso assicurarti che la maggior parte sono dei
sadici bastardi come quello di oggi. Pensa solo a quelli che
hai conosciuto."
"O magari" proseguo "quelli che potrebbero farlo si tengono
defilati, cosi' e' molto piu' difficile individuarli."
"Magari con un annuncio..."
Rido "Davvero. Mai sentito parlare di trappole?"
"Vabbe', ma..."
"Ne parliamo piu' tardi, ora abbiamo altro da fare."
"Ah?" la sua voce si e' fatta maliziosa, si appoggia di piu'.
"... e in futuro niente piu' azioni di giorno, non sotto un
sole come questo."
"Ti senti fiacco?"
Mi rifila un pugno nelle reni e scappa ridendo.
Il sole la fa brillare tutta. Dopotutto anche giornate come
questa hanno i loro pregi. Come anche l'immortalita'.
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% Eugeal, the Italian dubbed version of Eudial (eugeal@iol.it), %
% proud owner of the "Eudial and Witches 5 Shrine" %
% Future Conqueress of the World (sorry, of the Universe!) %
% Official member of Neo Witches 5, Member of FSC too! %
% And now member of MASSM & GEDAM! %
% Remember: NEVER call me Eugy.... %
%같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같같�%
% Visit my site at: http://www.geocities.com/Hollywood/Hills/6542 %
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