Mansion IACkoku - Joseph cerca casa


Written by Joseph Joestar

From joseph@lettere.unipd.it
Newsgroup it.arti.cartoni
Subject [IMPORTANTE] [FANFIC] Mansion IACkoku - Joseph cerca casa
Date 05/05/98 10.13.52
Organization SpeedWagon Foundation
Lines 506
Message-ID <354ee497.98412059@sirio.cineca.it>
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I colori di quell'alba erano lividi: l'aria, fredda, un coltello che
trafiggeva i polmoni. Il sole, che si stava affaticando nella sua
abituale ascesa mattutina, stava iniziando ad illuminare l'enorme
costruzione. 
15 piani superiori e 15 inferiori, si poteva leggere nel progetto
ufficiale depositato negli archivi di IAC City.
"E chissa' quante altre diavolerie", aggiunse mentalmente il vecchio
che stava con non poca fatica scendendo, trascinando con se' un non
indifferente bagaglio, da una camionetta parcheggiata poco al di fuori
del giardino del caseggiato.
-Arrivederci, signor Joestar, e buona permanenza.
-Grazie di tutto, arrivederci.
La camionetta porpora, le cui fiancate portavano impresso
l'inconfondibile logo della SpeedWagon Foundation, si allontano'
velocemente nella stessa direzione dalla quale era giunta pochi minuti
prima, lasciando il vecchio solo davanti a quella che sarebbe molto
probabilmente divenuta la sua nuova, ennesima, casa.

-The IACkoku Mansion Song-
(music: U2; revised lyrics: Joseph Joestar)
If CB is a mystery
and Eugeal... history
if AnimalO is feeded on a plate
and the GEDAMmers are the fountain of hate
what am I to do
have I got the Anibility to get me through
the gates of that mansion

if Genma is more than a toon
and the Ciupola's deeper than a tomb
if Shiryu is an obsession
and Dark Angel... depression
what have we got to lose
another push and maybe we'll be through
the gates of that mansion

I never posted a St.Antony's chain
I never flamed in anyone's thread
the Gundams they're like chatedrals
I guess some EVAs took their place
Gandamu "COME ON DOWN";
don't wake Serena, she'll come around

MINC*A is a kind of religion
where you're damned for eating too much
I never did see that OAV
I never did read that manga
VB come on down
let your lifter come around

don't know if I can hold on
don't know if I'm that strong
don't know if I can wait that long
till the TheGIO come flashing
and to read a LordV new fanfic

then will there be Veleno's return
then Lenders will end his civil service
and though I can't say why
I know I've got to cazzegg'

I'll go diving in that -7 dark and gloom
it's Tonilia that gets me through
the gates of the IACkoku Mansion

then will there be lotta time for Durnik
then will there be lotta time for Kino
then will there be lotta time for Kahr Su
then will there be lotta time for Kappa


Joseph si carico' il proprio inconfondibile zaino viola in spalla, si
calco' il cappello sulla fronte e, prese le altre due valigie che
aveva portato con se', entro' nel giardino della Mansion. Alle sue
spalle stava lasciando uno dei soliti tafferugli creatisi nel
frattempo, un genere di cose che, nei quasi tre mesi durante i quali
aveva iniziato ad esplorare IAC City, era arrivato a conoscere oramai
molto bene. Il vecchio tese per qualche attimo l'orecchio, potenziato
da un apparecchio acustico ultimissimo modello, giusto il tempo per
sentire: 
-Quello e' il mio nick! 
-Se facessi piu' attenzione, noteresti una G in fondo :PPPP 
-Non fa poi tutta questa differenza! 
-Ok *grin* allora ne prendero' uno da uomo.
-Ma neppure Misato vi va bene?????????
Riprese quindi il suo cammino, sorridendo fra se' (anche perche', ne
era sicuro, di li' a poco la temperatura circostante avrebbe raggiunto
livelli per lui e per la sua veneranda eta' alquanto venefici... I
saldi invernali dei lanciafiamme erano stati un successone,
quell'anno).
Tutto preso in queste compiaciute considerazioni, Joseph quasi non si
accorse dell'uomo con un pacco di giornali sotto braccio che gli stava
passando a pochi metri di distanza.
-PRESS! PRESS! PRESS!- ripeteva in continuazione l'IACer. 
Visto Joseph, la sua espressione cambio' da inebetita a tagliente: 
-Te!- fulmino' Joseph, indicandolo pure con un dito -...di VGA non
capisci proprio niente.
Rimasto impalato e senza parola alcuna da profferire, Joseph non pote'
fare altro che osservare Kirone allontanarsi scuotendo la testa e
bofonchiando:
-Bof, almeno c'e' un po' di sangue nuovo...

-KYYYYYYYYAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!
L'urlo colse Joseph completamente di sorpresa.
-Cos... cosa succede?- domando' all'uomo con la spada che gli si stava
facendo incontro correndo dal giardino della Mansion.
L'uomo, dopo aver percorso in 5 km a zig zag i nove metri che lo
separavano da Joseph, gli si pianto' davanti, squadrandolo dall'alto
in basso, agitando minacciosamente la sua spada.
-Non sarai mica un altro di quei testimoni, vero?
-No.... no, sono un nuovo inquilino.
Detto questo, il volto di High si illumino'.
-Bene! Entra pure, IACer! Anzi, aspetta un attimo, segui me.
Questa volta i km passati a zigzagare furono almeno il doppio, e il
cuore di Joseph, affaticato dal lungo viaggio e dal pesante bagaglio,
non ne trasse proprio quel che si suol chiamare conforto. Durante il
tragitto, Joseph ebbe modo di notare un paio di tende ed una cuccia:
strano, non gli aveva detto nessuno che nella Mansion si potessero
tenere degli animali.
-Scusa- fece rivolgendosi ad High -Ma tenete un cane?
-No- rispose distrattamente High -Molto di peggio- aggiunse, piu'
preoccupato di mettere i piedi nei posti giusti che di rispondere al
vecchio appena arrivato.

-Ok, qui siamo all'entrata, terreno consacrato... Non dovresti correre
piu' alcun rischio...
-Joseph. Joseph Joestar.
-Piacere, Highlander: sto in una delle due tende che hai visto.
-E nell'altra, chi ci sta?
-DarkAngel: non disturbarlo, credo ne stia preparando un'altra delle
sue.
-Eh?
-Oh, non preoccuparti, niente di fisicamente pericoloso.
-Ah, per fortuna...?
-Be', ci si vede, Jo.
-Ciao- rispose Joseph, osservando High allontanarsi in una nuova,
contortissima corsa mentre urlava qualcosa come: -There can be only
one!!!! There can be only one!!!!! I am the one, the only
oneeeeeee....

Bene, era davanti all'entrata dell'edificio. Gli bastava solo
oltrepassare il grande portone a doppi vetri che gli si parava innanzi
e sarebbe entrato a far parte, in una nuova, ulteriore maniera, di
quella comunita' di cui a lungo aveva sentito parlare. Tre mesi, circa
novanta giorni, che si aggirava per le vie della citta', dapprima
impacciato e confuso, poi, man mano che il tempo passava e comunicava
con altri IACers, in maniera sempre piu' familiare ed amichevole.
Aveva forse trovato il luogo adatto a lui? 
-GET WILD AND TOUGH!- intono' ad alta voce per rinfrancarsi e compiere
il passo che lo avrebbe condotto all'interno della Mansion.
-BAKA! QUELLA E' LA MIA CANZONE, TROVATENE UN'ALTRAAAAAAA!
La persona in camice bianco da dentista che si era appena affacciata
da una finestra del terzo piano lascio' Joseph piuttosto immobile ed
interdetto.
-HAI CAPITO? TE NE DEVI TROVARE UN'ALTRAAAAAA!!
-SI' SI', HO CAPITO, SCUSAMI.....
-Ma guarda te che gente, arrivano e pensano che sia tutto
loro....NIUBBIIIIIII!
-MA GUARDI CHE VERAMENTE, IO, SON TRE MESI CHE....
-NON M'INTERESSA NIENTE, GNURANTE!
Bisognava essere piu' forti di loro, o almeno dimostrare di avere una
scorza altrettanto dura. 
-RYOOOOO....
-SI'?- il dentista si sporse nuovamente dalla finestra del suo studio.
-SUKAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!
-COSA? MA IO TI....- prima di poter portare a termine la frase, un
paio di mani femminili cinsero il collo del Mad Dentist e lo
trascinarono nuovamente all'interno dello studio. Prima di abbassare
nuovamente lo sguardo verso l'entrata, i miopi occhi di Joseph colsero
di riflesso un guerriero muscoloso che si stava ergendo al di sopra
del 15esimo piano della Mansion, sul torrione di quello che si sarebbe
potuto definire un castello... Un guerriero che stava sventolando
ostentatamente all'indirizzo dell'intera IAC City un pezzo di carta:

-AH AH AH!! Studenti non militesenti: DIESSEMME! DIESSESSE!!
Dopo essere stato ad ascoltare per un po' i solenni proclami del
trionfante Juza, il vecchio scosse la testa e prosegui' oltre,
perdendo cosi' l'occasione di assistere all'inceneritura della laurea
di Juza da parte di un Gundam leggermente fuori traiettoria di
atterraggio e alla successiva crisi mistica dello stesso Juza che, da
Nuvola, si converti' alla scuola dell'Uccello d'Acqua di Nanto, con
risultati purtroppo poco soddisfacenti, come testimoniarono in seguito
i numerosi IACers che soccorsero l'alquanto appiattito Maestro.

Non appena ebbe varcato la porta d'entrata, Joseph fu accolto da un
sorridente ed elegante ragazzo:
-Benvenuto! A nome dell'URNA e di tutto.... Ah, ma sei tu Jo... Mi
potevi anche avvertire, cosi' evitavo di dovermi mettere in ghingheri-
ritirata fulmineamente la mano in precedenza stesa all'indirizzo del
'nuovo' entrato, CarMas si allento' il cravattino nero e, sbottonatosi
la giacca, si spaparanzo' comodamente su di una poltrona (dagli
scricchiolii che emise nell'occasione, la poltrona in questione
sembro' non gradire affatto tale mossa).
-Allora capo, coma va con l'ufficio?
-Uh, siamo in fase di rodaggio, alcuni dipendenti si lamentano del
carico di lavoro troppo elevato e ci sono ancora delle carte
fondamentali sulla cui stesura dovremo darci veramente da fare-
rispose CarMas esibendosi in contorsioni e grugniti degni del miglior
Giucas Casella per riuscire a sistemarsi una posizione anche solo
minimimamente comoda.
-Dai, che adesso sono arrivato io.
-Era cio' che mi preoccupava di piu'.
-Ci vediamo dopo- taglio' corto Joseph sorridendo forzatamente,
procurandosi cosi' una semi-paresi facciale (erano lontani i tempi in
cui la tecnica concentrica gli permetteva il controllo completo su
tutti i muscoli del suo corpo).

Prima ancora di avvicinarsi all'ascensore, un nuovo IACer fece la sua
comparsa dalle scale, avvicinandosi subito a Joseph.
-Ciao, sei uno nuovo?
-Be', si', abbastanza.
-Sei di Pisa?
-No...
-Oh, allora come ti chiami?
-Joseph Joestar.
-Piacere, Supremo.
-Be' *smile* anche io sono molto contento e lusingato di fare la tua
conoscenza.
-Ma che hai capito? Supremo Sato!
-Eh? Oh! *gocc* Avevo capito che... si', insomma...- Joseph avrebbe
voluto sprofondare: iniziava proprio bene con uno degli IACers piu'
noti e famosi.
-Ma dove sono tutti?- cerco' di riprendersi Joseph.
-Tutti chi?
-Tutti quelli che ho citato nella sigla di apertura.
-Ah, sembra sia tornato l'ex-ammiraglio di una sottospecie di tinozza.
Ha detto che non voleva feste, e cosi' gliene stanno organizzando una.
"Ma mi sta prendendo in giro? Forse sara' per la gaffe di prima...
facciamo finta di niente..."
-Ah, bene, ho capito *gocc*.
Un silenzio molto imbarazzante (per Joseph) calo' fra i due.
-Ehm, ecco, ancora piacere di averti conosciuto, adesso mi scuserai,
ma devo andare nel mio appartamento.
-Ok, ciao. E un'ultima cosa: non sei degno.
"Qui non mi frega" esulto' mentalmente il vecchio.
-Eh, gia', non siamo degni.
-No no, solo TE non sei degno.

Joseph ci rinucio'. Accomiatatosi da Sato premette il pulsante di
chiamata dell'ascensore, che arrivo' poco dopo. Apertosi, la scena che
si presento' agli occhi di Jo fu abbastanza singolare: nello spazio di
un metro quadro erano ammassati macchinari tecnologici da milioni e
milioni di lire, e, dietro a tutto questo ben di dio informatico,
stava appollaiato su di un trespolino, intentissimo a seguire ogni
singolo monitor (Joseph avrebbe giurato che ce ne fossero almeno una
ventina) e a battere su due diverse tastiere contemporaneamente,
l'inquilino dell'ascensore. Inquilino che prese subito la parola,
rivelando una voce lirica e profonda, senza mai dare, nel corso
dell'intero colloquio, l'impressione di staccare gli occhi dai suoi
monitor.
-Chi sei?
-Jos...
-Che vuoi?
-Scend...
-No.
-Ma io...
-Ho detto no, l'ascensore e' fuori servizio.
-Ma perch...
-E' mio e l'ho inventato io: nella mia magnanimita' ve ne ho concesso
l'utilizzo, ma mi sono stufato di gente che lo usa senza ringraziarmi
o menzionarmi, che ne abusa e se ne vanta. Adesso basta!
-Ma quand....
-Non appena avro' ridiscusso tutta la questione con i consociati.
Arrivederci.

Dopo che VB se ne fu andato, e con lui l'ascensore, a Joseph non
rimase altro che di dirigersi verso le scale, nella discesa delle
quali incorse in due strani episodi.
Il primo, al terzo livello sotterraneo, vide protagonista uno
scienziato di mare che fece la sua comparsa rotolando per tutto il
pianerottolo. Nei pressi di Joseph, che nel frattempo si era
cautamente fermato, riusci' a modulare, in mezzo alle risate che stava
emettendo, anche uno stiratissimo nonche' stridentissimo
"Cooooooordialmente!", per poi riprendere la sua rotolata verso altri
lidi.
"Strano" penso' Joseph "Mica e' Giovedi' sera... Comunque, se non si
chiama ROTFLare quello...".
Il secondo fatto strano (che poi tanto strano non fu) avvenne a due
piani da quello che sarebbe divenuto l'appartamento di Joseph: una
serie di mugolii e sospiri di piacere inquietarono non poco il vecchio
e fecero saltare un paio di passaggi ai due peace-maker in parallelo
che aveva installati nel cuore, i quali ripresero a funzionare
ottimamente non appena che il vecchio fu sceso di un altro piano. 
"Ubi maior, Harem Bigii cessat" constato' amaramente Joseph che, dopo
qualche altro minuto di discesa, arrivo' finalmente al livello -7. 

Ecco, la' era il suo appartamento. Aperta che ebbe la porta, una
zaffata di aria fredda, umida e che oltretutto sapeva di muffa, lo
investi'. "Tutta salute, per il mio asma bronchiale...". Entro'. Un
unico, grande locale, senza finestre e con due sole porte: una, dalla
quale stava entrando, e l'altra, situata sulla parete opposta alla
porta d'entrata, che presumibilmente conduceva ai servizi.
L'appartamento era completamento spoglio, eccezion fatta per un
materasso buttato in un angolo, un telefono a disco vetustissimo, un
fornellino a gas, un lavello e un paio di lampadine nude da pochi,
miserrimi watt penzolanti dal soffitto, uniche fonti di luce
dell'intera stanza.
Dopo aver tirato due respiri rantolanti, Joseph chiuse la porta e
inizio' a segnare su di un piccolo taccuino alcuni appunti:
-letto;
-fornello, forno, frigorifero e freezer (accanto a questa annotazione
disegno' un piccolo cappello da cuoco con dentro scritto &quot;Eudy&quot;);
-tavolo, scrivania, sedie;
-stereo e televisione;
-lampadine e lampadari.

"Se non altro sara' un ottimo posto dove tenere il vino" cerco' di
rinfrancarsi il vecchio, chiudendo il taccuino ed iniziando ad
estrarre dalle due valigie che aveva portato con se' tutta una serie
di bottiglie e bottigline che, man mano che venivano estratte,
provvedeva egli stesso a sistemare in accurata riga tutto attorno al
perimetro delle mura dello stanzone: cabernet, pinot, picolit,
fragolino, barbera, lambrusco, tocai, falerno ed altri nomi ancora
campeggiavano sulle etichette impresse sulle bottiglie che oramai
avevano completamento invaso l'appartamento.
Mentre stava finendo questa operazione, Joseph senti' distintamente lo
scarico del bagno.
Un uomo  di media altezza, vestito in maniera decisamente bizzarra,
usci' dalla porta dei servizi. L'uomo in questione aveva un che di
antico, di passato, sia nel modo di muoversi e guardarsi attorno
quanto nello strano abbigliamento (che, dopo un accurato studio, si
sarebbe potuto definire da servo domestico dei primi dell'ottocento),
dal quale risaltavano un largo fazzoletto rosso annodato molto
disinvoltamente attorno al collo e un berretto bianco posizionato
senza molta cura su di un lato della testa. L'uomo si fece lentamente
incontro a Joseph.

-Oh, sei gia' qui Sam?
-Il lavoro prima di tutto, come disse il boia accorciando di un po' la
statura di Anna Bolena: ho dato una pulita, anche se non c'era molto
da pulire, e una sistemata alla mobilia, anche se, idem con patate
come prima, di mobili non e' che ce ne fossero poi molti, come dissero
i Turchi cercando di minimazzare i danni causati dall'esplosione del
Partenone. 
-Hai incontrato qualche difficolta' nell'arrivare?
-Nessuna, signore.
-Hai visto qualche inquilino della Mansion?
-Si', qualcuno.
-Che ne pensi?
-Strana gente, stravagante, ma sembrano simpatici, come dissero i
selvaggi subito dopo aver visto Cristoforo Colombo approdare sulla
spiaggia della loro isola.

Dopo qualche secondo di silenzio durante il quale i due uomini si
guardarono attorno con fare abbastanza sconsolato, Sam disse:
-Vedo che ha gia' provveduto a scaricare il bottigliame.
-Si', avevo paura di romperle: meglio sistemarle subito, mi sono
detto.
-Previdente e cauto come sempre, signore. Comunque c'e' un buon clima,
qui dentro, per conservare il vino fresco.
-Te ne sei accorto anche tu, eh? Quasi quasi mi porto qui tutta la
riserva. Ho fatto un buon affare a trasferirmi qui, no?
-Ottimo, signore, veramente un colpo di genio degno di lei.
-Grazie, sei come al solito troppo gentile.
-Si figuri, signore. Ah, c'e' una cosa di cui vorrei parlare...
-E cioe'?
-Il telefono.
-C'e' qualcosa che non va col telefono?
-Per funzionare funziona, ma c'e' una piccola, trascurabile certo,
particolarita' di cui non credo sia stato messo al corrente, signore:
trascurabile almeno tanto quanto tutte quelle piccole particolarita'
che tennero nascoste a Shinji Ikari nel momento in cui si decise a
pilotare l'EVA-01.
-Spiegati meglio, Samuel!
-Il telefono c'e', ma c'e' anche un'unica linea per l'intera Mansion.
-Vuoi dire che, anche se c'e' un singolo apparecchio per ogni
inquilino, e' come se tutti ne avessimo uno in comune?
-Arguto e sagace come non mai, signore: ha centrato in pieno la
questione.
-Be', a parte qualche minimo disagio, non vedo che problema ci sia.
-Invece il problema c'e', signore, ed ha anche un nome: Videogirl.
Prenda in mano la cornetta ed ascolti.
Joseph si avvicino' al telefono e fece quanto dettogli da Sam. Dal
telefono provenivano strani suoni.
-Deve essere collegata ad internet. 
-E a quanto ne so- fece eco Sam -sono gia' quattro giorni che e'
collegata non stop.

Data un'ulteriore sistemata alle bottiglie e accatastati in un angolo
i video e i manga che Joseph aveva portato nel suo zaino, Samuel
Weller chiese al suo datore di lavoro se avesse altri incarichi da
assegnarli.
-Oh, si', ho scritto una lista di cose che mi occorrono: puoi uscire e
vedere quante riesci a procurartene?- rispose Joseph strappando dal
taccuino il foglietto prima riempito e porgendolo a Sam.
Datagli una veloce scorsa, Sam annui', saluto' il vecchio ed usci'
dall'appartamento.

Per la prima volta in quel giorno Joseph si ritrovo' completamente
solo, con la certezza che, almeno per un po' di tempo, non sarebbe
stato disturbato da nessuno. 
Lasciatosi cadere sul materasso nudo e finita di aspirare a fondo la
nube di polvere che da quella sua azione era stata generata, Joseph si
abbandono' al corso dei propri pensieri.
Ripenso' al viaggio sul furgone della SpeedWagon, a quanto erano
tranquille le strade di IAC City la mattina, durante l'alba, in quel
breve periodo di stasi e sospensione in cui le creature della notte si
ritiravano sazie nei loro rifugi e gli esseri del giorno non erano
ancora sufficientemente pronti (e svegli) per iniziare ad aggirarsi
nuovamente per perigliosi sentieri. Ripenso' a tutti gli incontri di
quella mattinata e alle parole che aveva sentito. Ripenso' infine alla
Mansion in cui ora egli si stava apprestando a vivere.

Perche' si trovava la'? Era quello il suo posto, era quella la sua
casa? Come e quando aveva deciso di arrivarci?
"Chi siamo noi?", penso' ironico il vecchio. No, la domanda, quella
vera, era un'altra: chi era lui? La risposta, meccanica, gia' la
sapeva: un aniba. Ma quella era solo una parola, la risposta di rito
ad una frase predeterminata, una battuta divenuta citazione,
storicizzata e resa a sua volta definizione ed infine leggenda.
Processi mitopoietici che all'interno di una comunita' giovane e
relativamente ristretta capitavano abbastanza di frequente. Forse non
era ancora un aniba, e neppure era sicuro di volerlo diventare.
Dipendeva da lui, d'altronde? C'erano giorni in cui il solo girovagare
per IAC City, assistere agli scontri, alle scene piu' o meno
tragicomiche che la vita di quel posto gli offriva, lo faceva sentire
rilassato e divertito. Ma c'erano anche occasioni ed attimi nei quali
non solo si sentiva a disagio, estraneo al gruppo e a tutti coloro che
vi partecipavano, ma anche non legittimato in alcun modo ne' a leggere
e divertirsi alle battute degli IACers, ne' tantomeno ad intervenire
nelle discussioni che il gruppo poteva offrire. Ancora una volta,
dipendeva da lui? Sarebbe stata la comunita' ad accettarlo cosi' come
era, o avrebbe dovuto cambiare per accettare finalmente lui la
comunita'? 

"Questa la accetto io", altra frase, altra battuta. Da Dyd era passato
ai manga, e con i manga aveva recuperato una consistente parte della
sua infanzia che a lungo aveva dimenticato, preso come era dalle
troppe e troppo ingigantite metamorfosi dell'adolescenza. Aveva
recuperato i cartoni animati.

Essere accettati, non e' quello che tutti vogliamo? Non era quello che
lui voleva, essere accettato per accettare cosi' se stesso? Ma se
avesse dovuto cambiare, se avesse dovuto rendersi diverso...
Forse... forse non aveva nessun bisogno di cambiare: forse si', era
gia' un aniba, una persona con una passione, fatta di ricordi, di non
ben definiti pomeriggi d'infanzia, appena tornato da scuola, la
sorella che accedendeva il televisore col libro di latino ancora in
mano, e l'urlo, la voce meccanica che da esso proveniva:
"Maaaaaazingaaaaaaaaaa!". Non era solo una passione, alcuni ricordi,
ma qualcosa di piu': era un legame di sentimento con il suo passato. E
cio' che piu' desiderava era trovare altri con cui condividere questo
legame, era trovare persone con le quali...
Oramai aveva smesso di credere a questa grande bugia, che i diversi si
completano. In verita', in verita' non e' il simile che ci attira? Non
e' il comune che ci esalta, non e' il familiare, il da piu' persone
conosciuto e quindi condiviso, il poter spartire e creare uniti sotto
un'unica insegna che ci lega l'uno all'altro indissolubilmente?
Un'arlecchinesca e caleidoscopica bandiera in evoluzione continua,
che, anche se non grande, puo' dispiegarsi e sventolare di certo
grandiosa nel mezzo di qualsiasi folata di vento.

Sottovoce, senza quasi rendersene conto, Joseph disse:
-Chi siamo noi?
L'intero palazzo barcollo', un ruggito si era levato:
-ANIBAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!

L'onda sonica generata dall'urlo all'unisono degli IACers tutti,
finito che ebbe di spazzare l'intera citta', ritorno' a riverberarsi
su di un vecchio, steso a terra, che stava piangendo (nessuno avrebbe
saputo dire se di felicita', esasperazione o tristezza cosmica), in
una cantina situata nel livello -7 di una casa che era stata chiamata
Mansion IACkoku: una creazione comune, un ulteriore simbolo della
volonta' di unione, pur nel rispetto e anzi nell'esaltazione delle
proprie diversita', degli IACers; una casa nella quale potersi
ritrovare, una volta ancora, una volta di piu'.


By Joseph Joestar 1998

°°\_Prossimamente disponibile, in versione deluxe con tazza virtuale
per il caffe' inclusa nel post, l'analisi critica e l'esegesi della
The IACkoku Mansion Song che sara' forse ma forse in futuro
disponibile anche in versione live cantata a cappella (nel senso che
compiro' sicuramente una serie di errori canori inenarrabili) dal
sottoscritto__/°°

L'autore non si ritiene in alcun modo responsabile di alcun che'...
Non sono stato io!!! Tutte le persone citate o a cui si e' fatto
velato e disvelato riferimento, appartengono in maggior parte a se
stesse, in minor parte ai propri genitori, in diversa parte alle
persone amate ed in misura variabile, dipendente dall'Anibility
(nobilta' aniba), a It.Arti.Cartoni

L'autore inoltre desidera scusarsi con tutti gli IACers che non ha
citato o, meglio, che non e' riuscito a citare nella presente FF: se
vi ritenete ingiustamente esclusi, be', sentitevi pure liberi di
intervenire ^_-

-- 
_______________________
\______|               |Joseph Joestar &lt;joseph@lettere.unipd.it&gt;
       |   _____      /Membro del DRAGON SLAYERS
        \   o)_  /   /Soldato Disorientato Semplice dell'AAD
        /   ____/    |Cuoco personale di Eugeal (e IACer n°260)
       /             |Colui che risveglio' il Mar*i (blame on me!)
      /___           |Fan n°1 di Akira Sendo
         //\\\\\\\\\\|Fan n°1 di Claudio Moneta & Riccardo Rossi
          \========|/|Fan n°1 di Caska & A(r)shes Nei & Sean Harris
           ////////// &quot;I am no prophet and here's no great matter&quot;    
           \\\\\////  Mistificatore ufficiale dell'U.R.N.A.
-Lasciate che i niubbi vengano a me...... *huntereyes* *doomgrin*