My Inward Part ...
Okay. Nessuna pretesa di paternita' sui personaggi. Appartengono
indubbiamente
alla divina Takahashi Megami-sama. Ad ogni modo non mi offenderei se
continuaste a leggere ... ^_^;;
Non ho mai scritto niente di cosi' breve, percio' il lavoro e' di dubbia
qualita'. Perdonatemi, pliz, se non vi piace!
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My inward part ...
Based on: Ranma nibunnoichi
Scritto da Miyumi
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Ranma chiuse la porta dietro di se, cercando la concentrazione
necessaria per fare quello che si era prefissato. Parlarle.
Attulamente, si trovava nella sua forma femminile. Durante
l'allenamento
con suo padre era finito dentro il laghetto nel giardino di casa Tendo,
e
dopo un rapido cambio di sesso si era ritrovato in quel corpo. Scosse
leggermente la testa; ancora era difficile accettare quella situazione.
Akane lo guardo' attentamente mentre entro' attraverso la porta della
sua camera, e mentre lentamente la richiuse. Si chiese che cosa fosse
venuto a fare. In quel momento era particolarmente indaffarata; doveva
prepararsi per un interrogazione, il giorno sucessivo, e non aveva molta
voglia di iniziare a discutere con lui proprio ora.
Ma qualcosa la convinse a non mandare via Ranma e a farlo entrare in
camera sua. Era una semplice sensazione. Un sentimento di ...
curiosita'.
Certo. Non era la prima volta che aveva visto Ranma nella sua forma
femminile. Era accaduto per lo meno un migliaio di volte. Ma sebbene si
fosse abituata a quella realta', non sapeva ancora come Ranma viveva
quell'esperienza.
Questi pensieri gli passarono per la mente quando vide Ranma entrare
nella sua camera. Lo trovo' strano. Ranma preferiva, per quanto
possibile,
rimanere nella sua forma maschile ... perche' non adesso?
Sua madre era in viaggio, percio' non avrebbe avuto nessun problema
a restare uomo.
Ma forse era solo un impressione.
Akane scosse la testa e sorrise, non vista da Ranma. Pensieri inutili.
Ranma continuava ad osservare il pavimento sotto i suoi occhi; per
qualche motivo trovava difficolta' a dire ad Akane cio' che ci era
prefissato di dirle. Strinse i pugni, in segno di concentrazione.
"Che c'e' Ranma?" Le parole di Akane interruppero un lungo momento di
silenzio, creando una nuova atmosfera nella stanza. Ranma lentamente
alzo'
lo sguardo. Il suo viso era imperscrutabile, ma era visibile, in qualche
modo, una certa esitazione nei suoi occhi.
Quando parlo', questa impressione divenne realta'.
"Ehmmm ... Akane ...." Ma nulla di piu' usci' dalle sue labbra.
Akane continuo'a guardarlo, senza il desiderio di mettergli fretta.
Era curioso. Vedere il suo ... fidanzato ... comportarsi in questa
maniera,
era realmente curioso. Forse, provocava anche un po' di timore.
"C'e qualche problema?" Gli chiese, dopo un po di tempo. Ranma scosse
la testa. Non c'era alcun problema, in realta'.
Ranma prese un profondo respiro, e decise che non era piu' tempo di
indecisioni. "Akane ... cosa ne pensi della mia maledizione?"
La domanda la lascio'stupita. Se c'era una cosa che non si poteva
aspettare, in quel momento, era quella domanda.
Provo' una strana inquietudine; come se le avesse chiesto qualcosa di
molto piu' grande ... in quel momento desidero' che Ranma gli avesse
detto
qualsiasi altra cosa, anche riguardo al sua essere "senza sex appeal".
L'avrebbe preferito. Ma Ranma le aveva posto un altro questito, e
lei doveva rispondere.
"La tua maledizione?" Disse. "Hmmm ... non ci ho mai pensato
veramente. Credo che per te sia difficile da accettare ... il tuo corpo
femminile intendo-"
Il discorso di Akane fu' interrotto da un movimento della mano di
Ranma. Gli aveva fatto segno di smettere.
"No ... Non e' questo che intendo." Prese un profondo respiro, il
secondo in breve tempo. "Voglio sapere ... mi consideri diverso quando
sono
una ragazza ... o per te sono sempre lo stesso."
*Hmm?* Akane penso', senza lasciar traparire il suo pensiero. *Dove
vuole arrivare?* Guardo' Ranma negli occhi, cercando di interpretare la
sua espressione. Per la prima volta, lo trovo' realmente serio. Nel suo
sguardo non c'era segno di alcuno schernimento nei suoi confronti.
Voleva
sapere la sua opinione.
Akane si senti' estermamente inquieta. Anche piu' di prima. E il
fatto che Ranma non l'avesse ancora insultata, non migliorava le cose.
"Tu ..." Inizio'. "Lo sai ... tu sei sempre lo stesso per noi. Che
tu sia un maschio o una femmina, esternamente, sappiamo benissimo che tu
rimarrai sempre un maschio, Ranma"
"E se non fosse?!?!" L'interruppe Ranma. "E se per caso fra un po' di
tempo iniziassi a comportarmi come un ragazza e a trascorrere sempre
piu'
tempo nella mia forma femminile?!?!" C'era una grandissima apprensione
nella
sua voce.
Akane rimase bloccata, senza sapere cosa dire.
Ranma riprese a parlare. "No. Non voglio che accada." Disse, dopo
essersi calmato leggermente. "Ma ... ho paura che succedera'. Ho paura
come
non ne ho mai avuta." Rimase zitto per un attimo. Poi continuo',
titubante
"So che potrebbe accadere Akane ... lo so ..."
Senza parole. Akane rimase immmobile, paralizzata dal suo discorso.
In un solo attimo pensieri di diversa natura attraversarono la sua
mente.
Principalmente, cerco'di immaginare Ranma insieme ad un ragazzo. Ma non
ci riusci', il alcun modo.
Era troppo assurdo. Ranma era un maschio. Tuttavia ...
Il pensiero di mettersi per un attimo nei suoi panni, sfioro'la mente
di Akane. E se lei fosse stata nella sua situazione?
Provo' per un attimo ad immaginarlo. Provo' ad immaginare che cosa
significasse per Ranma quella maledizione. Scopri' che in precedenza non
gli aveva mai dato importanza. Ma, per Ranma, sembrava averne.
"No" Disse, dopo un attimo. Sentendo la sua voce, Ranma ritorno' a
guardarla. Per un attimo, si era estraniato dal mondo. Il pensiero di
vedersi insieme ad un ragazzo, per l'ennesima volta aveva sfiorato il
suo
cervello. Per ora l'aveva respinto ... ma per quanto sarebbe riuscito a
farlo?
Akane lo guardo' con uno sguardo pieno di dolcezza. Per una volta,
aveva provato ad immaginare la sua situazione. E aveva scoperto che non
era per nulla divertente.
"Non devi Ranma. Tu ... tu sei un uomo e ... io ... io ti *considero*
un uomo ... non ... non puoi rimanere per sempre una ragazza no? Non ...
non puoi abbandonarmi ..."
Si rese conto solo dopo di quello che aveva detto. Una strana
sensazione passo' attraverso il suo corpo, non appena ebbe quella
rivelazione. Gli aveva ... gli aveva appena detto ...
Ranma sembro' capire il significato delle sue parole, perche' i suoi
occhi si spalancarono. Non riusci' a credere che quello fosse stato
detto da
Akane. Quella loro conversazione ... era cosi' seria. Nessuno dei sue
aveva ancora insultato l'altro. E nessuno ne aveva intenzione.
"Dici ... dici davvero?" Chiese Ranma.
Akane annui', semplicemente, ma con convinzione. "Io ... saro' sempre
qui se avrai bisogno ... se dovrai ritrovare la tua identita' ..."
Non pianse. Gli uomini non possono piangere. Ma Ranma si senti'...
estremamente commosso. Akane ... gli stava dando il suo supporto.
Come poteva non ricambiarla?
Le sorrise, in parte ancora incapace di credere a quello che gli aveva
detto. Non era la solita Akane. Ma per qualche motivo, questa 'nuova
Akane'
gli piaceva piu' di quella vecchia.
Mormoro' un grazie, e poi si incammino' verso la porta. Voleva
nasconderle le sue lacrime. Non doveva vederle.
Usci' dalla porta, ma poco prima che potesse chiuderla Akane lo
raggiunse "Ricorda ... se avrai bisogno di una persona che ti aiuti ...
non dimenticarmi ..."
C'erano cosi' tante cose che Ranma avrebbe voluto dirgli in quel
momento. Moltissime. Adddirittura troppe. Ma per ora, non disse niente.
Quasi niente. "Grazie ... grazie Akane. Anche ..." E si blocco',
indeciso se pronunicare o meno le altre parole. Poi sorrise, e mostro'
il
suo volto ad Akane. Fino a questo momento lo aveva tenuto girato dall'
altra parte, per nascondere le lacrime. Ma ora non gli importava
piu' niente.
"Anche ... anche se rimani la solita' ragazza prima di Sex-appeal e
dai modi violenti ... io ti voglio bene"
Sentendo la prima parte della frase, Akane lo avrebbe volentieri
colpito. Il martello era a portata di mano. Ma il sorriso con cui
l'aveva
pronunciata e lo stesso significato dell'ultima parte ... la
rassicurarono.
"Lo so" Disse, sorridendogli in risposta, e non badando alle sue
lacrime. "Anch'io" aggiunse poco dopo.
Per un altra volta, milioni di frasi passarono per la mente di Ranma.
Frasi che avrebbe potuto dire ad Akane. Ma solo una, in particolare,
continuava a ronzargli per la mente. Solo due parole. Ma non ora.
Ranma si giro' e lentamente scese le scale, mantenendo il sorriso
che poco prima aveva avuto nei riguardi di Akane.
Penso' a suo padre, e al fatto che lo aveva sbattuto nel laghetto per
l'ennesima volta.
Sorrise, con un sorriso sarcarstico.
Suo padre avrebbe fatto la stessa fine, tra poco.
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Cortissima, no? ^_^;;
Bah; non l'ho spedita per particolari motivi. Vorrei solo sapere che ne
pensate. E' un idea che mi e' venuta in mente e ho steso nello spazio di
un ora. Uhm ... pero' non mi dispiace ...
Perdonatemi, un altra volta, per aver spedito un racconto del genere in
un NG
come IAC ...
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