Ecco qua, il secondo volume! Non so se vi piacerà, ma credo sia meglio
dell'altro!
Buona lettura, e a chi non legge: suka!
Volume 2
Arrivo finalmente al giornale, ma proprio quando sto per mettermi al
riparo sotto la tettoia, si apre la porta d'ingresso, e davanti a me
appare lui: il Cavalier Bonito, la cui presenza mi immobilizza sotto
la pioggia. Un uomo decisamente interessante, non c'e' che dire.
Nessuno conosce la sua eta' esatta, tranne la sorella, rimasta ormai
sua unica parente, e anche se si sussurrano voci incontrollate del
tipo "era gia' cosi' durante la seconda guerra mondiale", ha l'aspetto
di trentenne, vestito sempre con giacca e cravatta, e pelato. Avanza
di qualche passo, rimanendo sotto la tettoia, e guardandomi con aria
sufficiente dice: "Signor Lorenzi, come mai cosi' in ritardo? Non e'
da lei....". Sentendo questo, mi si ghiacciano le ossa(come se non lo
fossero gia' abbastanza), e sento come se il mio lavoro mi stesse
scivolando dalle mani! Provo a giustificarmi, ma dalla mia bocca non
escono che suoni insensati. Cambiando discorso, il Cavaliere mi chiede
con mal celata malizia: "Come mai non e' uscito con l'ombrello? Non ha
letto le previsioni per oggi?". Allora, cerco di trovare una scusa
plausibile per evitare il sicuro licenziamento, ed alla fine rispondo:
"Ehm, ieri ho dimenticato il giornale in ufficio, e quindi..."."E
quindi non lo ha letto!", e dicendo questo la sua faccia si accende
d'ira. Sto ormai per rassegnarmi a lasciare il paese, quando
all'improvviso starnutisco. L'espressione del Cavaliere sembra tornare
normale, anzi quasi gaia, e con un leggero sorriso sulle labbra, dice:
"Ha preso il raffreddore?". "Gia'"(nel frattempo piove...). Allora il
Cavaliere, ora veramente contento, dice con un sorriso che ha tutta
l'aria d'essere sarcastico: "Per questa volta e' perdonato, visto il
suo zelo e la passione che mette nel suo lavoro". A queste parole, il
mio viso si illumina di una luce nuova, non solo per lo stipendio
salvo, ma per la pregustazione del mio comodo ,e soprattutto,
asciutto ufficio. Ringrazio dicendo: "Grazie per la sua
comprensione!", e gia' mi avvio verso l'entrata, quando il Cavalier
Bonito mi ferma dicendo: "Aspetti, c'e' un incarico per lei! Sembra
che in paese ci sia un ragazzo che ha intenzione di buttarsi dal terzo
piano, e la situazione non sembra migliorare! Vada, Farlacco la sta
aspettando, e torni con un servizio da prima pagina!". Detto questo,
mi mette in mano un biglietto con su scritto l'indirizzo, e con il
sorriso ancora sulle labbra, si volta rientrando dentro, chiudendosi
la porta alle spalle. Allora capii: quello non era un sorriso
sarcastico, ma sadico! (nel frattempo piove...)............... Sigh!
Ormai rassegnato mi avvio verso l'indirizzo segnato nel bigliettino,
mentre la frequenza degli starnuti aumenta sempre di piu'. Costeggio
il palazzo del giornale, quando a una finestra vedo lei, sola, nella
sala d'attesa: la dolce e pura fanciulla di prima. Senza volerlo
comincio a guardarla furtivamente, quando all'improvviso si gira verso
di me, mi saluta, e si avvicina, aprendo la finestra, dicendo: "Che ci
fa' ancora fuori?". Allora, con espressione stoica e saccente nel
viso, deturpata ogni tanto dagli starnuti, le rispondo: "Devo andare a
fare un servizio, sa, e' dura la vita del reporter...". Notando i miei
frequenti starnuti, dice: "oh, ma lei non ha l'ombrello! Mi deve
scusare, ma sono un po', come dire, lenta di comprendonio! Prenda il
mio, tanto devo rimanere qui per tutta la giornata, quando torna me lo
restituira'". Mi porge così l'ombrello, che io accetto come un dono
celeste, dicendo: "La ringrazio tantissimo, signorina..."."Stefania,
Stefania Adamandi". Stringendole la mano, le rispondo "Piacere,
Damiano Lorenzi". Dopo esserci separati, finalmente riparato dalla
pioggia, mi avvio felice verso Viale Crispi, pensando "Mamma, ho fatto
un passo avanti verso la felicita'!". Ma un improvviso colpo di vento
mi fa' tornare alla realta', facendomi volare via l'ombrello, che va'
ad infilarsi nel buco di una betoniera di passaggio. Disperato, mi
inginocchio a terra, pensando a quelle dolci manine, che mi avevano
affidato con grande fiducia e infinita bonta' quell'ombrello! Mentre
guardo la betoniera sparire dietro un angolo, un passante si ferma
davanti a me, e mettendo una mano in tasca, ne esce una monetina, che
butta sul marciapiede davanti a me, proseguendo poi per la sua strada.
Stravolto, penso "Ho ancora il mio orgoglio, non posso abbassarmi fino
a questo", così, raccolta la moneta(che fa sempre comodo), mi avvio,
ignorando la pioggia, il raffreddore, i dolori alle ossa, la febbre
che sale, e un principio di polmonite, verso la mia destinazione.
Riesco ad arrivare, grazie anche a un ombrello trovato per caso in
strada, e vedo un palazzo circondato da pompieri, forze dell'ordine e
persone dedite allo scazzo, e un tizio, un ragazzo sui 25 circa, sul
cornicione al terzo piano, con tutta l'intenzione di buttarsi! Dal
mucchio di curiosi, esce Farlacco, che mi si avvicina dicendo: "Salve
capo, come va'? Come mai e' bagnato, e dove ha trovato quell'ombrello
rosa di Sailor Moon?". Cavolo, non lo volevo dire che l'ombrello l'ho
fregato a una bambina delle elementari! Comunque, con gran classe, gli
rispondo: "L'ho trovato per strada, e visto che ne ero
senza..."."ah... Allora, abbiamo un tizio che minaccia il suicidio, e
quando gli chiediamo il motivo, lui risponde "Basta censure! Al rogo
M$! Viva gli anime originali!" ". Resto perplesso. Avevo sentito
parlare del fatto che M$ censurava tutti i cartoni giapponesi, fino
addirittura a cambiarne le trame, ma non pensavo che il problema fosse
tanto sentito dagli appassionati! Con fare eroico, dico "Andiamo!".
Così io e Farlacco ci presentiamo dal capo dei pompieri, dicendo che
siamo della stampa e che vogliamo tirare giu' il ragazzo. Il capo ci
da' il permesso di avanzare, mi porge un megafono, nascondendo a
stento una risata, causata forse dal mio ombrello poco serio, e mi
avvio verso il palazzo. Arrivati al margine della folla, mi volto e
dico a Farlacco: "Resta qui e prendi nota", il quale estrae bloc notes
e penna ,e incomincia a scrivere. Cosi' mi presento solo davanti
all'ingresso del palazzo, proprio sotto l'aspirante suicida. Non
appena mi vede, lancia un urlo immondo, dicendo: "NOOOO! SAILOR MOON
NOOOO! MI BUTTOOOOO!". Allora chiudo l'ombrello e lo porgo a un
pompiere vicino a me, che prendendo l'ombrello, nota: "Che strano, e'
uguale all'ombrello di mia figlia...". Con gran faccia tosta,
rispondo: "Be', sa quanti ne producono, non e' difficile trovarne di
uguali...". Mi allontano cosi' dal pompiere che non ha il tempo di
replicare, e di nuovo sotto la pioggia, incomincio "l'intervista"...
PROSSIMA PUNTATA: Non ne ho la piu' pallida idea, percio' aspettate
fiduciosi!
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