Mattina presto, nella grande IAC City. I primi raggi di sole si fanno
strada attraverso la nebbia e lo smog. Le strade deserte e bagnate
dalla rugiada notturna risuonano del latrato di qualche lurido cane.
Stanche chiatte piene di rifiuti languiscono sulla riva del fiume che
attraversa la citta'. Un uomo, uno iacer, uno squallido studente esce
dal retrobottega di una macelleria, vestito con un paio di logori
stracci grigi, il rimanente di quella che una volta si sarebbe potuta
chiamare tuta. Fa' un paio di saltelli, rotea il collo, tende i
muscoli intirizziti. Si gira verso il muro e, nella fredda aria
mattutina, si allena con la propria ombra: finta un paio di diretti,
la stuzzica con il jab sinistro, quindi prende a lavorarla ai fianchi.
Inizia a farsi sotto coi montanti, e tiene uno stretto gioco di gambe.
Dopo dieci minuti l'ombra si stanca di giocare: gli spara un uppercut
da paura e stende Joseph con un destro che pare un treno in piena
corsa.
L'Ombra alza le braccia, sputa sprezzantemene sul corpo riverso a
terra e se ne va.
Passata una dozzina di minuti, Joseph si alza a fatica, si tocca
delicatamente l'occhio pesto e rientra nella macelleria, per uscirne
subito dopo con una strana toppa rossa sull'occhio. Avrebbe voluto
filetto di vitello, ma c'erano solo costate di maiale.
Joseph inizia l'abituale corsa mattutina: passa in riva al fiume, e si
trascina dietro una schiera di pantegane giganti, attirate dall'odore
della sua toppa; attraversa il mercato, e si fa inseguire da tutti i
fruttivendoli, infuriati perche' le pantegane che si stava tirando
dietro avevano nel frattempo fatto razzia di tutti i beni alimentari
presenti; arriva nel Cuore della City, ed uno stuolo di impiegati,
colletti bianchi, avvocati, assicuratori, commercialisti e broker di
borsa si mette alle sue costole, avendo visto la fila sterminata di
ratti correre forsennatamente inseguita da una folla di varia umanita'
inferocita. Il tracollo, di qualunque tipo esso fosse, era vicino, se
anche i topi se la stavano svignando....
Joseph e' giunto alla sua meta: una lunghissima scalinata marmorea,
alla fine della quale fa la sua apparizione una enorme costruzione
cupolare. Mentre sale, a quattro gradini alla volta, l'immensa
gradinata bianca ed immacolata, scorge con la coda dell'occhio alcuni
dei monumenti dedicati alla memoria degli Aniba Caduti, posizionati ai
lati della gradinata stessa: una bronzea tinozza; un murales
graffittato "I love Europe"; gli spoiler piu' assassini della storia,
splendenti e dorati dall'alto di una colonna nana; un armadio dentro
il quale sembra si stia agitando qualcosa.....
Arrivato infine alla sommita' della gradinata, da' le spalle al
mastodontico Mausoleo di Minni e, guardando IAC City nello splendore
dell'alba, alza le braccia in segno di vittoria ed urla a pieni
polmoni:
"E gli aggiornamenti di oggi sono:
Dolce Fatina by Massimiliano Sanna;
Te lo faccio io il giornale! by Ic.
Il tutto a http://members.xoom.it/Joseph/giara/ichwill.html
Per ogni eventualita', l'immarcescibile g.bertoldi@pd.nettuno.it "
Ma se Joseph si ferma, il mondo continua a girare, e la folla che ha
radunato dietro di se', a correre..... Un altro monumento sta per
aggiungersi alla schiera gia' presente ai lati della gradinata.
*altrove, in un infognato tombino sotterraneo*
Voce 1: -Si sta rivelando una delusione ogni volta di piu'.
Voce 2: -Era inevitabile.
Voce 3: -Ma avevamo ben poche altre scelte, se non lui....
Voce 2: -Era inevitabile.
Voce 4: -E' vero, ma non sospettavamo tale pauroso calo.
Voce 2: -Era inevitabile.
Voce 5: -I cornetti alla crema hanno iniziato a soffrire di
particolare pneumocisti mercuriosa.
Voce 2: -Era inevitabile.
*silenzio*
Voce 2: -Finito anche oggi? Ce la stiamo sbrigando notevolmente in
fretta, in questi ultimi tempi, eh?
*5 Voci escono da un tombino sotterraneo. Uscite tutte, risistemano il
tombino, chiudendolo. Si allontanano, ognuna in una direzione diversa
dalle altre. Sul coperchio del tombino, spicca in risalto un logo,
pulsante di una maligna luce amaranto: GGF*
*Mausoleo di Minni*
Davanti al Mausoleo oramai non c'e' piu' nessuno: solo una macchia
deforme a terra, verso la quale si stanno dirigendo due non ben
distinguibili figure. Di queste due, una alza una paletta: "Lo volete
il mio bufalone afghano?", per poi arrossire e fuggire via subito,
aiutandosi a correre con le mani.
L'altra, alza una bottiglia stappata di Dom Perignon.
Kevin Costner: *sbronzo ed in mutande* -A quello che siamo, e a quello
che eravamo *hic*
Macchia deforme: -Blgh grb ghlb ghrrhb.....
Kevin Costner: *guarda la Macchia* *sorride* -E a quello che ci fa
fare 'ste robe.....
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Giuseppe Giovanni Stella
L'ARCHIVIO DELLE FANFIC DI IAC ora ri-disponibile a
http://members.xoom.it/Joseph/giara/ichwill.html
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