The love song of H.B.


Written by Joseph Joestar

From g.bertoldi@pd.nettuno.it
Newsgroup it.arti.cartoni
Subject [FANFIC] The love song of H.B.
Date 22/04/99 01:07:24
Organization SpeedWagon Foundation
Lines 103
Message-ID <371e729a.82153@diesel.cu.mi.it>
NNTP-Posting-Host ppp08-nas0.pd.nettuno.it

Avvertenza: 28 minuti.
Per tutti quelli che credono: ammirate la bellezza delle possibilita'
aperte, indugiate sui particolari degli affreschi, affondate nella
volutta' delle pietanze. Poi prendete il pacco e passate alla cassa,
grazie e vaffanculo.

--The Love Song of H.B.--
E' una giornata fredda, luce serale spenta in una mezza pioggia
sporca. Le serrande sono chiuse, ma il freddo penetra lo stesso.
Passano diciotto secondi, durante i quali ammiro la mia collezione di
conchiglie: questa l'ho raccolta da bambino, quest'altra, l'ultima,
l'ho presa una paio di settimane fa in un mercato di stracci, in un
paese lungo la strada fra il mare e la citta' dove tengo la
collezione. Batto le mani. Il ripetitore e' giusto davanti la stanza
dove sono.

Noi, gusci senza spirito. C'e' un uovo andato a male nel frigorifero,
lo so perche' scuotendolo e' come se cadessi da una rupe. Essere punte
di spillo erette contro il nubifragio, sull'ultimo promontorio estremo
slanciato attraverso l'abisso dei secoli: tengo a bada i miei capelli
con una forchetta, la bionda si e' fatta rasare ieri, io resisto
leggendo il mio diario di guerra. Passatemi un colore diverso, un blu.

In una terra antica, fra croci di pietra spezzate, uno stormo di corvi
inneggia alla caducita' terrena. Banchettano sulle tombe scoperchiate,
spazzando con le loro code le polveri di antichi genii. 

Un poliziotto poco distante sta picchiando un accattone e nessun
fantasma ha un tal buon nome che gli permetta di spezzare lo
sfollagente duro e lucidamente impazzito. Da una finestra, si vede un
uomo che si sta infilando una cintura. La tira, e spezza uno dei
passanti dei pantaloni. Sembra non accorgersene, poi scrive venti
pagine di sceneggiatura.

Sulle nubi viene proiettato un breve video, e' il messaggio di fine
anno: "Bwaua, ua ua, bwa ua, uauaua".

Sputo nel fazzoletto e mi pulisco il cerume da un orecchio. Non lo
centro, devo avanzare lentamente lungo la basetta, poi toccare il lobo
e quindi infilare il dito nel padiglione. Mi serve uno specchio, ma
l'ultimo l'ho rotto con una testata due giorni prima. Stavo cercando
di annodarmi la cravatta, ma non mi ricordavo piu' come fare il nodo.
"Amore, amore, io ti amo, e tu non puoi farci niente". Tormento ed
espiazione che non giunge mai. La chiesa e' chiusa e cosi' vado a
confessarmi in un tempio buddista. Il bonzo non ne vuole sapere di
confessarmi e cosi' gli tiro una rasoiata in testa. Guscio vuoto.
"Voglio la purezza, voglio la purezza!" corro urlando nel tempio.
"Voglio l'eta' dell'oro!" calpesto uno scorpione che fa pero' tempo a
pungermi.

Sono un giocattolo da passatempo, e si sono stufati di me gia' molto
tempo fa: mi portano in ospedale, mi medicano, mi riempiono di legnate
e quindi mi medicano ancora. Chiedo del rasoio, e mi dicono che e'
rimasto dentro la testa del bonzo, che e' un paio di giorni che se ne
scorazza in giro per la citta' con questo rasoio in testa, sta facendo
notizia.
"Bwaua, ua ua, bwa ua, uauaua", ancora il messaggio di fine anno, su
una parete tv.

*8 anni dopo*
E' stato fatto a pezzi, ma il mio maggiordomo, creduto morto, vi ha
lavorato tutto questo tempo in segreto. Apro uno sportello e lo trovo
intento nelle riparazioni. Si volta a salutarmi, due corvi gli stanno
beccando le orbite vuote. Lo saluto, gli dico "Ehi, sai che sono morti
tutti? Resto solo io, non sono ancora riusciti a rintracciarmi".
Gli parlo per qualche ora del nuovo centro di divertimenti.
L'attrazione principale e' uno show interattivo da urlo: ti pigliano e
ti mettono in una stanza di dieci metri quadrati con altre due dozzine
di persone, sigillano tutto e riempono la stanza di gas, fino a che
qualcuno, ovviamente pagato dagli organizzatori, non ha la brillante
idea di accendersi una sigaretta. L'ho fatto un paio di volte e mi
sono divertito parecchio.
Chiudo lo sportello, oramai e' quasi pronto. Ancora qualche giorno e
tornero' a guidare la macchina. Urlare. Peccato non ci sia quasi mai
sole, dovro' forse aspettare qualche giorno propizio. Squarto un corvo
e gli leggo le viscere: bombe e meganoqualcosa, le solite inezie. Mi
mangio le viscere, poi recito un verso di una vecchia poesia: "Do I
dare to eat a peach?"

"Bwaua, ua ua, bwa ua, uauaua" risuona il messaggio di fine anno, un
cervello in trielina che pulsa sotto vetro, il mantello rosso e nero
svolazza.

Piove ancora, fuori?

Fine

Post-fazione
Mi ricordo che questo fu un racconto che mi diede parecchie
soddisfazioni: letture pubbliche, premi specializzati, critiche a dir
poco entusiastiche. Non faccio fatica ad ammettere che ottenni la
notorieta' grazie a questo pasticcio. Ma si sa, il pasticcio piace a
tutti. Io lo preferisco con un po' di melanzane dentro, tanto
formaggio, il piu' corto possibile, una spruzzata di alone misterico
(mai conoscere tutto gli ingredienti). Una bomba. Fatela brillare, che
io di per me sono gia' brillo abbastanza.

-- 
°°°°°\_______/"Lo volete il mio bufalone afghano?"\_______/°°°°°
@      Giuseppe Giovanni Stella -g.bertoldi@pd.nettuno.it-     #
 @     L'ARCHIVIO DELLE FANFIC DI IAC ora ri-disponibile a    #
 |      http://members.xoom.it/Joseph/giara/ichwill.html      |
  \________:--Science Friction Time:just surviving--:________/