Capitolo 12
Gli agenti speciali vedono l'ispettore Zenigata sfondare la porta dello
studio ed entrare urlando, "L'unico posto dove andrai sara' in galera, e in
quanto a rubare, l'unica cosa che ruberai sara' la cena ai tuoi compagni
di cel...".
Allarmati dall'improvviso silenzio, gli agenti speciali, vestiti di nero,
irrompono nella stanza.
Davanti a loro vedono Zenigata che ha ammanettato l'intera banda di
Lupin III, ma cio' che li lascia senza fiato e' l'espressione di stupore
che c'e' tanto sulla faccia dei ladri, quanto su quella dell'ispettore.
"Z-Zaza'? Come hai fatto a trovarci? Come hai fatto ad ammanettarci senza
che ce ne accorgessimo?", borbotta Lupin.
"I-Io...non lo so.", risponde titubante l'altrettanto sorpreso Zenigata.
L'ispettore fa pero' presto a riprendersi e, sopraffatto dalla gioia di
aver finalmente battuto l'eterno avversario, si avvia verso il cellulare
che lo aspetta fuori dal'edificio. Dietro di loro si incamminano, in un
reverenziale silenzio, quattro dei cinque uomini vestiti di nero lo
seguono, mentre il quinto corre ad avvertire gli altri.
"Finalmente vi consegno alla giustizia", dichiara Zenigata mentre sta per
svoltare l'ultimo angolo prima di uscire dall'edificio.
"Mi dispiace, Zaza', ma per oggi abbiamo un impegno. Bye bye.",dichiara
Lupin. Inorridito, Zenigata si volta e vede il suo eterno rivale salutarlo
muovendo il braccio al quale fino a pochi secondi prima erano fissate
le manette che lo legavano al polso dell'ispettore; dietro a Lupin anche
Goemon, Jigen e Margot stanno fuggendo.
Zenigata inizia a correre, insieme agli uomini di scorta, per riacciuffarli,
ma immediatamente cadono tutti a terra: le manette che legavano i quattro
ladri all'ispettore ora legano i polsi dei suoi uomini!
Qualche ora, e piu' di due secoli dopo, Wildstar, Sandor, Nova e Venture
escono da un ristorante italiano.
"Non posso dimenticare il sacrificio del capitano Avatar", dice Wildstar.
Venture pensa per un attimo al grande comandante, poi capisce che almeno per
questa sera e' meglio bandire i tristi pensieri e cambia discorso: "Proprio
una bella cena. Peccato che la cameriera sia stata cosi' sbrigativa, avrei
preferito che fosse stata piu' spesso a servire al nostro tavolo".
Nova capisce le intenzioni di Venture e aggiunge: "Gia', scometto che
l'avresti perfino invitata a sedersi al nostro tavolo. Da come la guardavi
sembrava che fosse l'unico piatto del ristorante a cui eri interessato."
Venture arrossisce e si mette una mano sulla nuca, "Ehm..."
I quattro si conscedono una risata prima di allontanarsi con l'auto.
Sulla Terra, tutti ancora ignorano che ai margini della nostra Galassia
sia comparsa una grande Cometa Bianca...
EPILOGO
La teoria di Sandor era esatta. Il loop temporale in cui si trovavano
Lupin e la sua banda si e' chiuso, annullando di fatto ogni conseguenza
sul futuro. Al contrario, non si e' chiuso il loop temporale del professore,
il quale e' perito per sempre, come la sua terribile macchina del tempo.
La chiusura del loop temporale di Lupin ha rimesso a posto anche il futuro
degli altri protagonisti di questa avventura che, come disse Sandor, "Non
sara' mai accaduta".
Il coraggioso capitano Murst non morira' nella battaglia con la flotta
gamilonese in prossimita' della Luna, ma la sua morte giunge pochi mesi
dopo: perira' nella grande battaglia, presso Saturno, tra la flotta
terrestre e quella dell'Impero della Cometa. La sua nave, come tutte le
altre della avanguardia della flotta terrestre, verra' distutta dai cannoni
a lungo raggio delle torpediniere dell'Impero, senza poter sparare nemmeno
un colpo.
Talan, il generale gamilonese fedele al Supremo Desslock anche dopo la
sua (presunta) morte, non avra' l'occasione di guidare una delle ultime
flotte gamilonesi contro l'Argo: dopo qualche tempo scoprira' che il
Supremo non e' morto e la sua fedelta' verra' premiata con la sua
promozione a braccio destro di Desslock, al momento della sua alleanza
col principe Zodar, signore dell'Impero della Cometa.
Infine, Hokozaemon, l'ultimo e l'unico erede della antichissima famiglia
Ishikawa, non morira' combattendo i gamilonesi insieme al suo antenato
Goemon, giunto dal passato.
Hokozaemon sposera' la sua fidanzata, Akiko Kubo, ma soltanto un mese dopo,
quando la minaccia dell'Impero della Cometa e' ignorata da tutti, tranne
che i Guerrieri delle Stelle, prendera' la grave decisione di unirsi alla
missione non autorizzata dell'Argo.
Ben sapendo di compiere un atto di diserzione nei confronti della Marina
Spaziale terrestre, il giovane Hokozaemon decide di rispettare la volonta'
di suo nonno e seguire i Guerrieri delle Stelle come pilota di caccia.
Hokozaemon partecipa a tutte le battaglie in cui sono impegnati i caccia
Cosmo Tiger, tra cui il decisivo attacco alle navi madre dell'Impero della
Cometa, presso i satelliti di Saturno, distinguendosi per il suo coraggio
e la sua abilita' di pilota.
L'ultima battaglia di Hokozaemon e' quella che vede il totale annientamento
di tutto lo squadrone di Cosmo Tiger imbarcato sull'Argo: lo scontro
finale con la fortezza Gatlantis, cuore dell'Impero della Cometa.
Dopo essere scampato miracolosamente alle difese della fortezza, Hokozaemon
si unisce al Cosmo Zero di Wildstar e agli altri pochi caccia rimasti per
attaccare il centro energetico della fortezza.
Seguendo il Cosmo Zero, Hokozaemon arriva fino all'hangar dal quale decollano
i caccia scorpione dell'Impero. E' qui che muore, combattendo contro i tanti
soldati nemici che tentano di distruggere i caccia terrestri.
Grazie al coraggio di Hokozaemon quasi tutti i nemici sono morti quando
Sandor e Wildstar, unici sopravvissuti, tornano all'hangar.
Ma a quel punto, anche Hokozaemon Ishikawa e' morto a causa delle molte
ferite riportate nel combattimento.
Due giorni dopo la terribile battaglia contro l'Impero della Cometa, i
pochi sopravvissuti tra i Guerrieri delle Stelle si ritrovano sulla Collina
degli Eroi, dove sono poste le lapidi che ricordano i coraggiosi che sono
caduti per dare un futuro all'umanita'.
Dopo il solenne discorso del Presidente della Terra, Akiko Kubo siede
davanti alla lapide che porta il nome e l'immagine del marito.
"Perdonami, Hokozaemon", mormora tra la lacrime la donna, "non ho potuto
farti arrivare la notizia, sei morto conscio di essere l'ultimo della
tua famiglia."
Dopo una pausa, la donna continua, "Come avrei voluto farti sapere che
tra qualche mese nascera' tuo figlio. Avrei voluto farti sapere che secondo
le analisi genitiche e' sano, forte, robusto e che ti assomiglia tanto."
"Una cosa pero' posso ancora farla", dice Akiko alzandosi, "posso
onorare la tua memoria e la memoria della tua famiglia."
"Tra sette mesi nascera' Goemon Ishiakwa.", conclude prima di andarsene,
con i lunghi capelli scuri mossi dal vento che soffia sul mausoleo del
Capitan Avatar.
T H E E N D
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Andrea Controzzi - Student of Computer Science at University of Pisa - Italy
E-mail: controzz@cli.di.unipi.it
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