Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa
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Part 14 of MAXINT
Gli Champes Elisees avevano ritrovato una buona dose di calma,
anche se una buona porzione di marciapiede era transennata dai
sigilli della polizia metropolitana. I curiosi siaccalcavano in una
vasta area, chi per avere qualcosa da raccontare al cafe', chi per
scattare una foto che magari coglieva un istante piu' intenso di
altri, da mostrare agli amici come uno dei tanti episodi capitati
in quel di Parigi durante il viaggio. Dal Virgin Megastore ad una
anonima Baguetterie era tutta una calca mormorante di "Cosa e'
accaduto?", "E come mai?", "Ma davvero e' morto qualcuno?".
Lady Ren e Duranti stavano in disparte, lontani dalla congrega di
"Addetti ai Lavori", che si scambiavano parole e domando con la
scientifica e con qualche pompiere, mentre qualche conestabile e
qualche investigatore interrogavano i negozianti attoniti.
- Bruta fascenda, nes pas? - fu il comemnto stanco di Duranti.
- C'est vrai, mon ami - nemmeno Ren era di molte parole.
- Chisa' dove sarano feniti... - gli occhi esperti dell'ispettore
sondavano la folla alla ricerca di volti amici, ma tutti quelli che
incontrava non gli paicevano affatto.
- Hm? Gha' bovvei fapevlo anch'io... - per poco Duranti non perse
l'equilibrio, osservando la collega che reggeva una delle due punte
di pastasfoglia di un croissant. Doveva avere dei nervi di ferro
per riuscire a pensare ad un croissant invece di peroccuparsi della
loro situazione.
Il vociare della folla si fece piu' intenso verso il fondo della
strada.
- Per Dio! Si levi di mezzo! - fu l' esclamazione che giunse dal
crocchio, seguita da un'altra voce che berciava in francese.
- Non ho capito un accidente di quello che ha detto, ma nutro il
sospetto che anche sua madre lo era! - fu il commento - Ed ora mi
lasci passare! - altre voci si levarono dalla folla - Provi a farlo
lei, con il culo, se ci riesce! Non avete di meglio da fare che
stare qui fermi come baccala' al sole! Non vi e' passato per la
testa che stamattina avreste fatto un favore al mondo trangugiando
un litro di acido muriatico? - ben preso a questi urlacci fu
possibile associarvi un volto, quello di Veleno.
- Fatti in la' ragazzo! - spinse uno dei tanti di lato, senza fare
troppa forza per non essere brusco. Rischiavano una sommossa
popolare con quei modi, ma per fortuna CB aveva accettato di stare
in mezzo alla fila e non in testa, anche se l'armamentario che si
portava appresso era cio' che la dottrina militare identifica come
"un buon deterrente" a qualsiasi lamentela.
- Excuse moi - esordi' il giovane, fermandosi ad osservare l'uomo
che lo aveva scostato - Ma... Papa'! Cosa ci fai qui! -.
Quella frase sorprese Veleno chinato per entrare nell'area
delimitata dai sigilli della polizia.
- Navarre?!!? - non si poteva certo dire chi dei due fosse piu'
stupito di vedere l'altro - Tu piuttosto cosa ci fai a Parigi! -.
- Io ci studio a Parigi, papa' - replico' il ragazzo, alzando uno
zainetto a testimone della frase.
- Oh... Gia'... -.
"Pa... Papa'?", fu il pensiero che sfreccio' in tre menti nello
stesso istante.
- Tu piuttosto... - Veleno abbasso' lo sguardo, credeva di aver
dato un calcio a quel passato, ma a quanto pare quel calcio non
era stato esattamente cio' che lui aveva in mente, dato che ancora
oggi buoan parte del suo passato continuava ad inseguirlo.
- Io... - si accese una sigaretta, ma ci riusci' solo al terzo
tentativo, cosa che solo TheGIO noto' - Lavoro, ragazzo, lavoro -.
Navarre era di qualche anno piu' giovane di Rebel Yell, constato'
Ren, facendo spannometrici calcoli. Di questo non si avvidero CB e
il metro della misurazione, che continuavano ad osservare i due al
centro di quella discussione come se fossero vestiti alla marinara
ed avessero appena pronunciato una di quelle frasi del tipo: "E ti
puniro' in nome della pastasciutta alla puttanesca!".
Accidenti, gliene avrebbe dette proprio quattro quando ne avrebbe
avuto l'opportunita', si ripromise Ren. Lui, che aveva sempre
sbandierato il credo di non avvicinarsi mai troppo, lui che non
aveva mai mostrato piu' della superficialita' delle sue emozioni,
non era riuscito nemmeno a tener fede alla sua stessa parola,
arrivando oltre ogni suo piu' elastico monito. Non lo stringere una
amicizia, una conoscienza, un legame amoroso, ma un figlio!
"Accidenti, e scusatemi se e' poco!", fu la risposta che risuono'
nella sua mente. Ma la cosa forse piu' fastidiosa era che quella
notizia era rimasta a lei sconosciuta per molto tempo. Le parva
decisamente strano, come avevapotuto tenere per se' una notizia
del genere per cosi' tanto tempo...
La semplicita' con cui la sua mente suggeri' la soluzione la colpi'
con la violenza di un'esplosione, mentre l'occhiata che trovo' come
bersaglio TheGIO non faceva altro che confermarla. Ora era certa
che Veleno non aveva tenuto per se' quel segreto, c'era almeno
un'altra persona che ne era a conoscenza. Per un istante si chiese
quante cose TheGIO conoscesse e quante di queste erano a lei
sconosciute.
- Tutto questo casino e' opera tua? - domando' il ragazzo che
Veleno aveva chiamato Navarre.
- Non tutto - liquido' semplicemente Veleno, ma la sua freddezza,
stranamente acuita, era il segnale di un nervosismo decisamente
forte.
- Ora capisco perche' mamma dice che quando io ero piccolo e tu
eri con lei, la nostra vita era diversa - mormoro' il ragazzo -
Immagino che intendesse piu' emozionante, visto quello che combini
- sorrise. Aveva ereditato la lingua di suo padre, si disse Yell.
- Come sta? - furono le sole parole che le labbra di Veleno
lasciarono uscire.
- Chi, lei? Bene, dovevamo giusto trovarci da queste parti, lei in
giro con Wil e la piccola, ma vista la calca... Credo sara'
difficile che... - non riusci' a terminare la frase.
- Navarre! - da un punto imprecisato della folla giunse una voce
squillante.
- Ehi! - lui si volse ed alzo' la mano per farsi scorgere meglio.
- Ti ho sempre detto di non porre limiti a quella donna - mormoro'
Veleno, sorridendo - Tua madre ha una innata ed inspiegabile
capacita' di rendere possibili anche le cose piu' impossibili, non
te ne sei ancora reso conto? - disse al ragazzo.
- Io dico semplicemente che ha piu' culo che anima - ribatte'
Navarre.
- Figliolo! Bada a non farti sentire da lei! - ridacchio'.
- Non mi faccio problemi, tanto se mi chiede chi mi ha insegnato
queste parolacce, il nome che uscira' sara' quello di mio padre -.
Le risate di Veleno divennero piu' sonore,
- Tu lo sapevi, veo? - TheGIO si giro' a fatica nella folla, per
trovarsi di fronte allo sguardo indagatore di Ren. Non rispose
immediatamente, si prese del tempo per riflettere e per tornare ad
osservare Veleno, armato di semplice ed olimpica calma. Tra poco i
ragazzi, lo avrebbero riconosciuto, penso'... Era un po' di tempo
che non si sentiva chiamare "zio Gio". Sorrise.
Gli altri avevano gli occhi puntati sulla donna che stava ora di
fronte a Veleno, con un sorriso enigmatico in volto.
Crossbones aveva preso da parte uno dei funzionari della polizia e
stava spiegando l'accaduto coadiuvato, si fa per dire, da Duranti.
Dal volto dell'ufficiale di polizia si poteva intuire che non fosse
esageratamente contento di quella situazione, visto che mentre uno
spiegava come e perche' aveva usato armamenti pesanti in un centro
abitato, lamentandosi del fatto che per la struttura del terreno,
colmo di ostacoli quali palazzi, persone e altre "suppellettili",
non aveva potuto dare il meglio di se'.
Il pallore spettrale del malcapitato aumento' quando alla cronaca
"vivace" di Crossbones ci si aggiunse Duranti. Il rapporto che ne
usci', quel pomeriggio giro' per tutto il commissariato, rendendo
quel caso la barzelletta del mese e facendo sospendere lo stesso
funzionario per sospetta indulgenza nell'assunzione di liquori e
sostanze stupefacenti durante il servizio.
- Questione risolta - relaziono' Crossbones di ritorno dalla sua
"missione" - Accidentaccio, devo ancora capire perche' quel dannato
fidiputt di uno sbirro voleva farmi salire con altri quattro su di
un cellulare solo dopo due minuti! - borbotto' - Dannazione! Ci ho
messo un'eternita' per fargli capire che non mi ero costituito
volontariamente! - mormoro' qualcos'altro riguardo alla polizia ed
ai metodi da donnicciole usati per gestire situazioni di quel tipo.
Ren intanto aveva realizzato che l'avvenimento a cui aveva
assistito era solo la punta dell'iceberg. Assieme al giovane Yell
erano giunti assieme alla conclusione che la prole di Veleno non
si componeva semplicemente di quel giovane studente della Sorbona,
ma di altri tre pargoli. L'ultimogenita era una bambina che aveva
forse un anno, dagli occhi smeraldini e dal sorriso facile.
Attaccato alla mano di Navarre, guiardandosi attorno con aria
stranita, forse a causa della grande folla, dei poliziotti e del
fermento che rumoreggiava attorno al tutto, un bambino osservava
la realta' frenetica che gli scorreva davanti.
- Ciao zio! - Wil si diresse il piu' rapidamente possibile verso
TheGIO, che lo afferro' saldamente sotto le ascelle e lo tiro' su'.
- Ehi... Ciao... - Ezzy afferro' il dito di suo padre, sgranando
gli occhi, quasi per sorprendersi del fatto che quella persona
fosse davanti a lei, facendo un lungo discorso a base di vocali
strascicate e parole sboncoccellate.
- Hai ragione a lamentarti - il tono che offri' alla bimba era
sommesso e cupo. La prese dal passeggino e la alzo' fino a portarla
all'altezza del suo viso. La cosa a quanto pare le fece enormemente
piacere, al punto che per celebrare la cosa infilo' un ditino
grassoccio nell'occhio sinistro di Veleno, che ignorando il dolore,
non pote' fare a meno di ridere. Rise persino quando lei rovescio'
sul bavero della sua giacca buona parte della razione di pappa
mattutina, chiaramente senza rendersene conto, dato che il gesto fu
accompagnato da un urletto che non poteva incarnare altro se non la
gioia.
- C'e' ancora qualcosa - mormoro' TheGIO sommessamente.
- Cosa? - fu la domanda di Ren.
- Oh - si permise una piccola risata - Nulla, pensavo tra me e me -
aggiunse, per minimizzare ancor di piu'. Ren gli rivolse una
eloquente espressione interrogativa.
- Stavo rendendomi conto che esiste qualcosa a questo mondo, ancora
in grado di far sorridere dei vecchi guerrieri come noi - entrambi
dopo queste parole, rimasero ad osservare Veleno per lungo tempo.
Il quarto commissariato circondariale era una delle tante anonime
costruzioni in tardo stile liberty che si nascondevano nelle vie
attorno a Place Voltaire, una delle tante che salivano verso la
collinetta di Pere Le Chasez, dimora ultima di illustri personaggi
quali Oscar Wilde, Russeau, Wagner e Jim Morrison.
Non si poteva certo paragonare alle strutture dei nuovi quartieri
parigini, dominati da cemento e vetro, ma sarebbe stato in grado di
fare invidia ad un qualsiasi altro palazzo, per come era mantenuto.
All'ingresso, una struttura discretamente sofisticata integrava un
metal detector, sotto il quale i visitatori dovevano transitare ed
un impianto a raggi X per borse sporte e vari colli a mano.
- Ci meteremo un oreta - minimizzo' Duranti, passando sotto la
bianca intelaiatura, controllato dall'occhio vigile di uno degli
agenti che piantonavano l'apparecchiatura.
- Speriamo - furono le parole di Rebel Yell.
Veleno e TheGIO seguirono l'ispettore sotto quella sofisticheria di
forche caudine, notando che l'aggeggio non sembrava funzionare poi
molto bene. Non aveva nemmeno trillato un pochettino quando i tre
erano transitati. Lo stesso accadde per Rebel.
- Ora sentiremo le campane di Natale, quelle di Pasqua e le trombe
del giudizio tutte assieme - mormoro' TheGIO all'orecchio di Veleno
ed entrambi si permisero una risata. Risata che si arresto' di
botto quando al passaggio di CB il metal detector sonnecchiava
beatamente.
- Mbeh? Che avete da guardare voi? - domando' contrariato CB,
levandosi dalla spalla un Ingram Mac 10.
Furono tutti attirati dal trillo del dispositivo, che forse si era
accorto dell'errore e voleva pordi rimedio. Ma non fu cosi'. Gli
sguardi dei quattro, assieme alla grande attenzione dei due
addetti alla custodia delle apparecchiature si focalizzo' su di una
vecchietta.
- Prendila prendila! - furono le prime grida, soffocate da quelle
di richiamo di altri poliziotti, gettatisi nella mischia.
- Ah! Ecco il bastardo! - con un forte "srtap", il primo poliziotto
concluse la sua cerca, emergendo dalla mischia, sotto la quale una
povera donna dalla veneranda eta' probabilmente rischiava di morire
per soffocamento, reggendo con aria gongolante un piccolo bottone
di ferro.
- Vieni con noi, nonnetta! - dissero altri, prenendola a braccetto.
- Ma io... No, io volevo solo portare il pranzo a mio figlio! - si
giustifico'.
- Si' Si', dicono tutti cosi', vediamo se una giornata in guardina
ti fa cambiare versione dei fatti - mormoro' il poliziotto di
destra, mentre un terzo, dopo aver aperto la borsa della vecchietta
aveva gia' incominciato a divorare i panini in essa contenuti.
Quando la donna passo' davanti a lui, questo agito' il panino in
segno di saluto e dopo aver ingollato un buon morso, offri' alla
signora un "Grazie mamma!".
- Mi scusi - TheGIO si appoggio' con i gomiti sulla grande
scrivania dietro la quale un funzionario di polizia stava sbrigando
pratiche. Il poliziotto alzo' lo sguardo, aseestandosi gli occhiali
sul naso.
- Si'? -.
- La sezione speciale? -.
- Eh? La canzone pasquale? - evidentemente non aveva un buon udito.
Questa constatazione non suscito' effetto apparente se non una
occhiataccia da parte di TheGIO.
- Ma sei sordo? - grido' - La sezione speciale! -.
- Certo che in questo commissariato se ne vedono di pazzi! Non c'e'
nessun porto a Parigi e Pasqua e' passata da un pezzo! -.
Un uomo incravattato e con una barba da moschettiere si fece avanti
tranquillamente e con la medesima pacatezza tento' di sbloccare la
situazione.
- Marcel, che problema hai? - TheGIO si permise un lungo sguardo
alla figura apparsa accanto al bancone, designandolo come privo di
significato ancor prima che questo terminasse il suo intervento.
- Ma che ne so! Questi parlano di porti e canzoni pasquali - il
volto di "Dartagnan", cosi era stato ribattezzato da Veleno il
soggetto, non espresse stupore alla frase. "Come se a Parigi tutti
a Pasqua se ne vanno a Lione o a Marsiglia a cantare...".
Immediatamente dopo si domando' perche' quel pensiero gli aveva
attraversato il cervello, loro non dovevano cantare a Pasqua in un
porto ma parlare con i repsonsabili della Sezione Speciale del
quarto commissariato circondariale parigino.
- Posso esservi d'aiuto? - dopo aver compreso il problema, l'uomo
ignoro' il poliziotto demandato ad uscere, "Forse per l'eta'",
penso' TheGIO.
- Cercheremmo gli uffici della Sezione Speciale - fu Crossbones a
parlare.
- Ah! - Dartagnan accolse la notizia come se fosse stato un grande
evento, anche se per gli altri quattro questo non rappresentava un
fattore cosi' eclatante - Oh, ma per andare alla Sezione Speciale
ci vuole un lasciapassare - di fronte agli sguardi del gruppo,
che trasmettevano esattamente il messaggio: "'Zzo hai detto?", si
spiego' meglio - Per acceedere al piano della Sezione Speciale e'
necessario avere il lasciapassare A-38... -.
- Cosa! - l'esclamazione du pronunciata da quattro voci in coro.
- Dovete andare allo sportello visitatori e richiederlo... -
Dartagnan liquido' con queste parole la questione.
- E dove diavolo sarebbe questo sportello? - TheGIO domando'
nuovamente al funzionario attempato dietro la grossa scrivania.
- Quale cartello? Guardati in giro figliolo! Qui e' pieno di
cartelli - fu la risposta cantilenante.
- Io questo lo ammazzo - borbotto' CB.
- Dicevo io che eravate male informati! Chiedete le cose a un
pazzo... - torno' a immergersi nelle sue carte.
- Gia', ce ne eravamo accorti - intercalo' Veleno.
- Cosa? Cercavate dei morti? - non udi' il grugnito degli altri
quattro - L'obitorio mica e' qui! - strillo'.
- Noi non cercavamo nessun morto! Cerchiamo lo sportello per i
visitatori - Yell tento' un'ultima volta.
- Ancora con sta storia del porto? -.
- Guarda le mie labbra - TheGIO alzo' la voce - Io amico, tu capire
mia lingua a-m-i-c-o. Io cerca sportello visitatori! -.
- Ah! Lo sportello visitatori! - esclamo'.
- Alla buon'ora! - Veleno si astenne dal pronunciare altro, poiche'
sarebbe stato solo un lungo sussegio di imprecazioni.
- Al Primo piano prendete il corridoio a sinistra, e' la terza
porta sulla sinistra - poi rimugino' su qualcosa - E comunque - si
rivolse a Veleno - Che se ne vada lei in malora! -.
I tre riuscirono a fermare in tempo Crossbones, prima che potesse
levare la sicura al Mac 10 ed innaffiare quel luogo di pallottole.
- Muoviamoci, non abbiamo poi molto tempo - li esorto' TheGIO.
Scoprirono quindi che per ottenere un pass da visitatori ed il
lasciapassare per la Sezione Speciale, avrebbero dovuto portare tre
moduli, in duplice copia, per ciascuno. I tre moduli erano sparsi
per uffici in tutto l'edificio ed il terzo era giusto sul piano
della Sezione Speciale.
- Accidenti! A forza di compliare roba mi e' venuto un crampo alla
mano! - borbotto' Rebel, sgranchendosi le dita e ruotando un po' il
polso destro.
- Io mi sono stancato... Se mi davano ancora un foglio in carta
chimica copiativa, credo sarei morto - mormoro' Veleno.
- Ancora voi!?!?!? - strillo' il poliziotto alla reception - Vi ho
gia' detto di smetterla con questa storia del porto! -.
- Eh no! - Veleno punto' le mani sulla scrivania - Ora e' troppo...
- si volto' per esaminare a fondo l'ambiente e quando trovo' cio'
che cercava vi si diresse.
- Ehi... Vel? Dove diavolo... Non c'e' tempo per il caffe'! - lo
riprese TheGIO - Muoviamoci, altrimenti faremo tempo a diventare
vecchi prima di arrivare alla Sezione Speciale! - Veleno oramai non
ascoltava le paroel di TehGIO. Si avvicinava lentamente all'area
dove erano state installati alcuni distributori di bevande e di
altri generi di "conforto", come merendine, panini e lattine di
bibite. "Non hanno nemmeno la Minc*a Cola", penso' con disprezzo,
passando davanti al distributore di lattine.
Passarono solo alcuni secondi prima che il grande atrio fosse
invaso da due deflagrazioni in rapida successione. Qualcuno grido',
altri si nascosero negli angoli, altri si gettarono a terra,
qualcuno, con enorme disappunto degli altri che si erano gettati a
terra, si getto' su di loro.
- E se non volete che spari anche a Mr. Bughy, tirate fuori il naso
e vedete di procurarmi in fretta quattro lasciapassare A38!!! - fu
la voce di Veleno ad eccheggiare dopo gli spari, che avevano
mandato in frantumi il pannello frontale del distributore di
bevande calde. Quasi fosse un rivolo di sangue, il latte zampillava
dal piccolo contenitore posto sul lato destro del distributore,
mentre il macinino del caffe' strideva a vuoto.
- In fretta!!!! - TheGIO vide due poliziotti correre su' per le
scale, bianchi come dei cenci.
- Hai visto!?!?! - diceva intanto un poliziotto appena tornato dal
suo giro di ronda, rivolgendosi al collega - Ha sparato a Mr.
Coffee!! - l'altro piombo' in una nera depressione, interrotta solo
da singulti e lacrime.
- Hanno sparato alla macchinetta del caffe'! - dalla balaustra del
primo piano giunse questo grido, seguito da quello di alcuni che si
gettarono nel vuoto.
- Lasciatemi! Lasciatemi! - gridava un detective, mentre due altri
individui gli stappavano la pistola di mano - Voglio morire!!!
Lasciatemi! - due altri erano attorno al distributore distrutto
dai colpi di Veleno, che si scioglievano in lacrime per Mr. Coffee.
- Dove sono quei lasciapassare? - grido' Veleno, premendo la
confezione in cui era avvolto il panino, dall'etichetta dichiarato
come un "Mezzo Bughy al salame e formaggio".
"Mezzo non mi pare", si disse Veleno, mentre rispondeva al cenno di
saluto del panino. Il Bughy sembrava sanissimo ed in piena forma.
Un poliziotto si getto' ai suoi piedi implorandolo, lo scalcio' con
decizione e premette ancora piu' forte la canna della pistola sul
panino.
- La mia pazienza ha un limite! - fu l'ultimo avvertimento, prima
che sotto la pressione dell'ogiva incamiciata in rame, la plastica
esplodesse, lasciando uscire pezzi di panino ovunque.
Altre grida ed altre lacrime furono versate per il Bughy. Il
poliziotto che lo aveva implorato, ora stava raccogliendone i
pezzi, con movimenti convulsi.
Bem presto tornarono i due ufficiali di polizia che erano schizzati
su' per le scale del primo piano, sventolando quattro pass che
furono passati immediatamente a Veleno, attraverso un aeroplanino
di carta.
- Ecco a voi, gente - distribui' gli altri tre pass a TheGIO, Rebel
Yell e Crossbones.
- Accidenti, proprio quando stavo per tirare una granata nel
distributore di lattine... - borbotto' Crossbones.
- Era solo per spaventarli CB, non per tagliargli i viveri, sono
amici... - ribatte' Veleno.
- Io incomincio a non capirci piu' niente, prima sono nemici, poi
amici... Bah... - TheGIO si chiese come stesse Crossbones con un
paio di pantaloni a rigone blu e bianche, ma ebbe il buongusto di
non parlare.
Il piano della quarta Sezione Speciale E-SWAT era discretamente
tranquillo, se non fosse per il fatto che anche negli uffici la
gente indossava l'anonima tuta blu ed il giubbotto antischegge.
- Ma boia d'un mondo! Avete una fottuta testa sulle spalle o quella
e' solo il posto dove tenete il cappello? - fu il rimbotto che
giunse da un ufficio gremito di persone - Con questa bellisima
manovra riuscireste solo a farvi falicare, mettendo fuori causa
almeno meta' della fottuta unita'! -.
- Io questa voce la conosco - TheGIO infilo' la testa nel riquadro
della porta dell'ufficietto dal quale uscivano gli urlacci.
- Hm... Anche a me pare un timbro conosciuto - avallo' Veleno.
- E con quel tiratore li' sul tetto di quella casa, cosi' conciato,
non riuscireste a concludere poi molto, osserva la maledetta area!
- la frase fu seguita da uno scappellotto sulla testa rasata di uno
dei tanti accrocchiati su quel tavolo, facendogli volare a terra il
cappello - Non vedete che meta' del campo di tiro e' chiuso dagli
alberi?!? - segui' una sbuffata - Ma perche' Cristo gli uomini
sanno pensare solo in linea retta! -.
- Perche' ho un caldo boia - rispose una voce in mezzo al gruppo.
- E pensi che a quelli che ti sparano addosso interessi? - rispose
la voce.
- E pensi di Nutella? - fu la risposta - Lo sai gia'. Le tue gambe
-.
- Cos'hanno le mie gambe che non vada? -.
- Questa credo di conoscerla meglio dell'altra - mormoro' Veleno -
Qualcuno vuole scommettere? -.
- No no - si affretto' a dire TheGIO - Credo di sapere chi sia -.
- Disastro viola - a questa frase molti dei convenuti nella stanza
si volsero verso dove la voce proveniva - Vieni qui, prima che ti
possa cacciare in qualche guaio - GNAGNA saltello' fuori dal gruppo
di membri della Sezione Speciale e trotterello' tranquillamente
verso i quattro che stazionavano fuori della porta.
- Vieni a chi non esiste. Non mi serve in gran forma prima di
passare le donne che ti trovi in questo posto - esclamo'.
- Credo che stia prendendo un po' troppo da te - ridacchio' Gio.
Veleno emise solo un grugnito, elargendo al botolo viola una brutta
occhiataccia.
- Che mi venga un colpo! - un paio di piedi si levarono dal tavolo
e chi aveva sbraitato contro quei ragazzi fino a qualche istante
prima, si alzo' in piedi - E che diamine ci fate voi da queste
parti? - emerse con la sua proverbiale dolcezza dal gruppo di
poliziotti, imprecando.
- Allora avevo proprio ragione, buongiorno maggiore! - TheGIO si
esibi' in un perfetto saluto da manuale. La risata del maggiore
Stanzani rimbombo' fragorosa.
- Ciao Simo - saluto' Veleno.
- Ehila'! Tutto bene? - da dietro di loro emerse la testa rasata di
Crossbones.
- Voi piuttosto... - si appoggio' allo stipite della porta.
- Ciao bimba! Io bene e il tuo epitalamo? - domando' GNAGNA.
- Te lo porti ancora appresso? - Veleno si limito' ad annuire,
mentre cercava le sigarette.
- Noi siamo da queste parti per chiedere un favore - disse TheGIO -
E tu? Hai per caso mollato la Nona? -.
- No, sono in vacanza - sorrise - Ero qui giusto per non perdere
la mano -.
- Ah... -.
Veleno si limito' a pensare cio' che sarebbe stato forse l'unico
commento alla decisione di Simona sulla sua villeggiatura. Di certo
in quella citta' c'era un clima piu' soft di quello che poteva
regnare al suo reparto. E poi, conoscendola, non poteva certo
aspettarsi nulla di meno, l'originalita' di quella donna era senza
ombra di dubbio uno tra i piu' puri distillati di originalita'
esistenti al mondo.
Non ebbero poi molto tempo per i convenevoli, dato che quasi subito
Duranti fu di ritorno con Lady Ren e il capo della Sezione Speciale
di quel commissariato.
"Toh, chi si rivede...", Veleno lascio' entrare buona parte dei
convenuti, per poi introdursi nell'ufficio dove prima il maggiore
stava tenendo la sua personalissima lezione di tattica. Chiuse la
porta dietro di se e si appoggio' allo stipite, fumando in silenzio
mentre i suoi occhi sondavano l'ambiente. Indugio' sul volto del
responsabile della sezione e sorrise, "Ciao Dartagnan".
- Salve a tutti - l'uomo parlava la loro lingua senza un minimo
segno di accento francese. Si fecero le presentazioni ed i quattro
vennero a scoprire che il tale si chiama Etienne Marecau.
- Ma bene - mormoro' Veleno, ricevendo un'occhiata interrogativa da
Crossbones, appollaiato su di uno sgabello all'altro stipite della
porta.
- Cosa? - domando' sollevando un oculare di un etereo verde
bottiglia, era un apparecchio che monitorava segnali su varie bande
di trasmissione, microonde coprese, che tracciava visivamente la
posizione dei trasmettitori. Lo avevano attivato per scoprire
eventuali cimici nella stanza.
- Marecau, detto "Our man Flint", per il suo modo di fare
decisamente eccentrico, fino a quando non si dimise dal DGSE si
porto' dietro questo soprannome, ispirato ad una serie di film
degli anni 60 con James Coburn - a dire il vero era uno dei tanti
professionisti dei servizi di informazione che si era fatto fregare
dai film di James Bond - Dicono sia una testa calda - concluse
Veleno.
- ... E rimarremo in attesa del segnale per fare irruzione -.
- Signore, ma l'area... - interruppe uno della Sezione Speciale che
a giudicare dai capelli brizzolati doveva avere una discreta
esperienza in materia.
- L'area e' questa - una busta di carta marrone cadde sul tavolo,
lasciando fuoriuscure una serie di fotografie del posto in cui si
sarebbe svolta l'azione di quella sera.
- E questa che... - Simona prese in mano la foto e la osservo' con
dovizia - Ehi, ma questa non era mica Yoko Mizuno, la stella della
pista? - Ren si chino' sulla foto.
- Si' si' - confermo' - Hai ragione! E' proprio lei, ma che strano
quello dietro non ti sembra di conoscerlo? -.
- Mbeh? - domando' Veleno a TheGIO - Che hanno da guardare quelle
due - TheGIO fece spallucce.
- E che ne so io - giunse in tutta risposta.
- Chi ha fatto le foto? -.
- Rebel, gli ho dato l'attrzzatura fotografica dell'agenzia... -.
- Quale? -.
- Ma che ne so, la prima che mi e' capitata in mano, quella nella
valigetta metallizzata, era una Nikon con teleobbiettivo -.
- Allora ci siamo dimenticati di far sviluppare le foto di questa
estate... -.
- Gia' - TheGIO inclino' la testa verso sinistra, per osservare
meglio un particolare - Se vedo giusto da quello scorcio, credo che
tra le foto ci sia di mezzo un topless di Milena -.
- O Rebel e' andato a Pigalle a fotografare spogliarelliste oppure
quelle sono le foto del mare... Guarda, quella e' Sydia in costume
da bagno -.
- E Lord V che prende il sole - sghignazzo' TheGIO.
- Hehe, guarda come era sudato... - Veleno si uni' alle risa.
Furono fermati da un leggero tossicchiare di Ren, che tento' di
esprimere in quel modo discreto tutto il suo disappunto, ma non
servi' a molto, mentre i due riprendevano le foto che non erano di
competenza della Sezione Speciale venivano scambiate occhiate e
sorrisi di intesa.
Il piano venne formulato e spiegato nell'ora successiva.
- Chi ha preso queste foto? - Simona rimirava ora una nuova
immagine, molto meno baccanale della precedente.
- Lui - Crossbones indico' Rebel Yell - Io non le avrei nemmeno
fatte le foto a quelli, avrei direttamente sparato - il commento
provoco' una gustosa risata del maggiore.
- Ben fatto ragazzo, davvero ben fatto - lascio' ricadere il
materiale che stava esaminando sul tavolo e si alzo' - E' uno dei
vostri? - con un semplice gesto dell'indice gli sollevo' il mento.
- Il nuovo acquisto dell'agenzia - la informo' TheGIO.
- Giovane - l'occhio esperto del maggiore lo seziono'.
- Giovane, ma ha l'aria di promettere bene - commento' Veleno.
- Gia', non sembra male. E' pure carino - concluse, sorridendo
maliziosamente.
- Possiamo andare? - domando' Marecau, ottenendo cenni di assenso
da parte di tutti.
Un capiente ascensore stava gia' portando gli scaglioni della
Sezione Speciale nel seminterrato, dove si sarebbe armata, per poi
scendere nei piani inferiori, adibiti a parcheggio, dove tre
furgoni li avrebbero caricati e portati in giro per la citta'.
- Sgonfiati ragazzo - lo ammoni' Veleno - E smettila di sorridere,
ti ha detto solo bravo -.
- Eh, ma... -.
- Ti sei gia' montato la testa - scosse il capo con fare sconsolato
- Bah, pivello - sbuffo' - Ha detto solo bravo, nient'altro -.
- Chissa' cosa cerca una donna cosi' - si domando' Rebel Yell, per
certi versi assomigliava alla sua Rosita...
- Sai - lo prese sottobraccio, mentre si dirigevano verso l'armeria
con il grosso della squadra - Quando io ero un ragazzo, per fare
colpo su di una donna, ti presentavi e lodavi con sapienza le doti
del cavallo del padre di lei... - TheGIO da dietro ridacchio' con
fare discreto.
- Ma non credi sia passato di moda? - domando' Rebel con qualche
sospetto.
- Hm, forse... - ammise Veleno, raschiando il fondo del suo
pacchetto di sigarette - Oggi giorno basta lodare il loro di
cavallo - ridacchio'.
- E dimostrare che si sappia cavalcare - Simona li supero' con un
giubbotto antischegge indossato a meta', da cui penzolacano una
serie di aggeggi tra cui una torcia a raggi infrarossi, due fondine
per coltelli da lancio, quattro alloggiamenti per torce a vento e
coppie di alloggiamenti per caricatori di scorta delle armi in
dotazione. Lancio' un'occhiata assassina alla coppia e se ne ando'
con un sorriso enigmatico in volto.
- Si', e' vero, dimenticavo, devi dimostrarle di saper cavalcare
meglio di lei - fu la risposta di Veleno alle parole del maggiore.
Entrambi risero di gusto.
- Attento a te, un giorno o l'altro... - lo avverti'.
- Maggiore, mi stai offendendo - rispose lui - Credi di potermi
spaventare con cosi' poco? Attenta tu piuttosto... - le offri' un
sorriso di sfida.
- Mi piacciono questo genere di minacce... - rimbotto' lei con
estrema rapidita'.
- Ma perche' non tengo mai chiusa la mia maledetta boccaccia? - la
mano destra di Veleno nascose la sua faccia e con gesto teatrale
poi crollo' il capo, nascondendo un sorriso divertito.
- Gia', me lo chiedo anche io - rispose TheGIO, mentre soppesava un
Uzi - Oramai ho perso il conto in quanti casini la tua linguaccia
ci abbia cacciato -.
- Ah, la mia, eh... - Veleno sobbalzo' e fece per voltarsi,
trovandosi a meno di cinque centimetri dal volto della Stanzani.
- Tutta scena, tutta scena - fu la constatazione di Simona, che gli
aveva elargito una leggera spallata.
- Ehi, vuoi sciancarmi prima ancora che si incominci l'azione? -
si lamento' Veleno.
- Conosco migliori modi e migliori azioni che potrebbero sciancarti
- la frase fu seguita da un mezzo sorriso di Veleno e del suo
sguardo che vagava sul soffitto. Si raschio' la gola, osservando
con macelato disinteresse la sigaretta che bruciava nella sua mano
destra.
- Non stuzzicarmi, maggiore - le pianto' l'indice sul petto - Ti
avverto - fece nuovamente sentire la pressione del suo dito - Non
stuzzicarmi - ribadi' nuovamente.
- Ah! - lei sospiro', sfarfallando con le ciglia e giungendo le
mani in seno - Mi ha toccato! Mi ha toccato! -.
L'unica cosa che riuscirono a fare i quattro fu ridere, con Rebel
Yell che per l'ennesima volta li osservava domandandosi se sarebbe
morto per la loro leggerezza di spirito oppure se quella poteva
essere una delle maggiori epsressioni della loro professionalita',
che gli avrebbe salvato la vita. Si imbarco' in uno dei furgoni
assieme a loro, in silenzio, osservandoli scherzare. "Forse e'
proprio cosi' che si alleggerisce la tensione", si disse.
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* "C'e' chi ha perso una brutta partita, pero' forse una fiche gli e' *
* restata e puo' darsi ci sia un altro giro di ruota..." (L. Ligabue) *
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