Agenzia Rockflood - Fascicolo 23: il caso della Match Patrol scomparsa
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Written by Veleno

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Subject [FF][ARF] Fascicolo 23 - Part 14 of MAXINT
Date 19/04/97 8.10.20
Organization CILEA
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Agenzia Rockflood
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Fascicolo 23, Il caso della Match Patrol scomparsa 
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Part 14 of MAXINT

Gli Champes Elisees avevano ritrovato  una  buona  dose  di  calma, 
anche se una buona porzione  di  marciapiede  era  transennata  dai 
sigilli della polizia metropolitana. I curiosi siaccalcavano in una
vasta area, chi per avere qualcosa da raccontare al cafe', chi  per
scattare una foto che magari coglieva un  istante  piu' intenso  di 
altri, da mostrare agli amici come uno dei tanti  episodi  capitati
in quel di Parigi durante il viaggio. Dal Virgin Megastore  ad  una 
anonima Baguetterie era  tutta  una  calca  mormorante  di "Cosa e' 
accaduto?", "E come mai?", "Ma davvero e' morto qualcuno?".
Lady Ren e Duranti stavano in disparte, lontani  dalla  congrega di 
"Addetti ai Lavori", che si scambiavano parole  e  domando  con  la 
scientifica e con qualche pompiere, mentre  qualche  conestabile  e
qualche investigatore interrogavano i negozianti attoniti.
- Bruta fascenda, nes pas? - fu il comemnto stanco di Duranti.
- C'est vrai, mon ami - nemmeno Ren era di molte parole.
- Chisa' dove sarano feniti... - gli  occhi  esperti dell'ispettore
sondavano la folla alla ricerca di volti amici, ma tutti quelli che
incontrava non gli paicevano affatto. 
- Hm? Gha' bovvei fapevlo anch'io... - per poco Duranti  non  perse  
l'equilibrio, osservando la collega che reggeva una delle due punte 
di pastasfoglia di un croissant. Doveva avere dei  nervi  di  ferro 
per riuscire a pensare ad un croissant invece di peroccuparsi della
loro situazione.
Il vociare della folla si fece piu' intenso verso  il  fondo  della 
strada. 
- Per Dio! Si levi di mezzo! - fu l' esclamazione  che  giunse  dal 
crocchio, seguita da un'altra voce che berciava in francese. 
- Non ho capito un accidente di quello che ha  detto, ma  nutro  il 
sospetto che anche sua madre lo era! - fu il commento - Ed  ora  mi
lasci passare! - altre voci si levarono dalla folla - Provi a farlo
lei, con il culo, se ci riesce! Non avete di  meglio  da  fare  che 
stare qui fermi come baccala' al sole! Non  vi  e' passato  per  la 
testa che stamattina avreste fatto un favore al mondo  trangugiando 
un litro di  acido  muriatico? - ben  preso  a  questi  urlacci  fu  
possibile associarvi un volto, quello di Veleno.
- Fatti in la' ragazzo! - spinse uno dei tanti di lato, senza  fare
troppa  forza  per  non  essere  brusco. Rischiavano  una  sommossa 
popolare con quei modi, ma per fortuna CB aveva accettato di  stare
in mezzo alla fila e non in testa, anche se l'armamentario  che  si 
portava appresso era cio' che la dottrina militare identifica  come 
"un buon deterrente" a qualsiasi lamentela.
- Excuse moi - esordi' il giovane, fermandosi ad  osservare  l'uomo 
che lo aveva scostato - Ma... Papa'! Cosa ci fai qui! -.
Quella   frase   sorprese  Veleno  chinato  per  entrare  nell'area 
delimitata dai sigilli della polizia.
- Navarre?!!? - non si poteva certo dire  chi  dei due  fosse  piu' 
stupito di vedere l'altro - Tu piuttosto cosa ci fai a Parigi! -.
- Io ci studio a Parigi, papa' - replico' il  ragazzo, alzando  uno
zainetto a testimone della frase.
- Oh... Gia'... -.
"Pa... Papa'?", fu il pensiero che  sfreccio' in  tre  menti  nello 
stesso istante.
- Tu piuttosto... - Veleno abbasso' lo  sguardo,  credeva  di  aver 
dato un calcio a quel passato, ma  a  quanto  pare  quel calcio non  
era stato esattamente cio'  che lui aveva in mente, dato che ancora
oggi buoan parte del suo passato continuava ad inseguirlo.
- Io... - si accese una  sigaretta, ma  ci  riusci' solo  al  terzo
tentativo, cosa che solo TheGIO noto' - Lavoro, ragazzo, lavoro -.
Navarre era di qualche anno piu' giovane di  Rebel  Yell, constato' 
Ren, facendo spannometrici calcoli. Di questo non si avvidero CB  e
il metro della misurazione, che continuavano ad osservare i due  al
centro di quella discussione come se fossero vestiti alla  marinara
ed avessero appena pronunciato una di quelle frasi del tipo: "E  ti 
puniro' in nome della pastasciutta alla puttanesca!".
Accidenti, gliene avrebbe dette proprio quattro quando  ne  avrebbe
avuto  l'opportunita', si  ripromise  Ren. Lui,  che  aveva  sempre 
sbandierato il credo di non avvicinarsi  mai  troppo, lui  che  non
aveva mai mostrato piu' della superficialita' delle  sue  emozioni,
non era riuscito nemmeno a  tener  fede  alla  sua  stessa  parola, 
arrivando oltre ogni suo piu' elastico monito. Non lo stringere una
amicizia,  una  conoscienza,  un  legame  amoroso,  ma  un  figlio! 
"Accidenti, e scusatemi se e' poco!", fu la risposta  che  risuono' 
nella  sua  mente. Ma la cosa forse piu' fastidiosa era che  quella 
notizia era rimasta a lei sconosciuta  per  molto  tempo. Le  parva  
decisamente strano, come avevapotuto  tenere  per  se' una  notizia 
del genere per cosi' tanto tempo...
La semplicita' con cui la sua mente suggeri' la soluzione la colpi' 
con la violenza di un'esplosione, mentre l'occhiata che trovo' come
bersaglio TheGIO non faceva altro che  confermarla. Ora  era  certa 
che Veleno non aveva  tenuto  per  se' quel  segreto, c'era  almeno 
un'altra persona che ne era a conoscenza. Per un istante  si chiese 
quante cose TheGIO conoscesse  e  quante  di  queste  erano  a  lei 
sconosciute.
- Tutto  questo  casino  e' opera  tua? - domando' il  ragazzo  che 
Veleno aveva chiamato Navarre.
- Non tutto - liquido' semplicemente Veleno, ma la  sua  freddezza,
stranamente acuita, era il segnale  di  un  nervosismo  decisamente
forte.
- Ora capisco perche' mamma dice che quando io  ero  piccolo  e  tu
eri con lei, la  nostra  vita  era  diversa - mormoro' il ragazzo - 
Immagino che intendesse piu' emozionante, visto quello  che combini
- sorrise. Aveva ereditato la lingua di suo padre, si disse Yell.
- Come sta? - furono  le  sole  parole  che  le  labbra  di  Veleno 
lasciarono uscire.
- Chi, lei? Bene, dovevamo giusto trovarci da queste parti, lei  in 
giro  con  Wil  e  la  piccola, ma  vista  la  calca... Credo sara' 
difficile che... - non riusci' a terminare la frase.
- Navarre! - da un punto imprecisato della folla  giunse  una  voce
squillante.
- Ehi! - lui si volse ed alzo' la mano per farsi scorgere meglio.
- Ti ho sempre detto di non porre limiti a quella  donna - mormoro'
Veleno,  sorridendo - Tua  madre  ha  una  innata  ed  inspiegabile 
capacita' di rendere possibili anche le cose  piu' impossibili, non
te ne sei ancora reso conto? - disse al ragazzo.
- Io dico  semplicemente  che  ha  piu' culo  che  anima - ribatte' 
Navarre.
- Figliolo! Bada a non farti sentire da lei! - ridacchio'.
- Non mi faccio problemi, tanto se mi chiede chi  mi  ha  insegnato 
queste parolacce, il nome che uscira' sara' quello di mio padre -.
Le risate di Veleno divennero piu' sonore, 
- Tu lo sapevi, veo? - TheGIO si giro' a  fatica  nella  folla, per
trovarsi di fronte allo  sguardo  indagatore  di  Ren. Non  rispose 
immediatamente, si prese del tempo per riflettere e per tornare  ad 
osservare Veleno, armato di semplice ed olimpica calma. Tra  poco i
ragazzi, lo avrebbero riconosciuto, penso'... Era  un po' di  tempo 
che non si sentiva chiamare "zio Gio". Sorrise.
Gli altri avevano gli occhi puntati sulla donna  che  stava  ora di 
fronte a Veleno, con un sorriso enigmatico in volto. 
Crossbones aveva preso da parte uno dei funzionari della polizia  e 
stava spiegando l'accaduto coadiuvato, si fa per dire, da  Duranti.
Dal volto dell'ufficiale di polizia si poteva intuire che non fosse
esageratamente contento di quella situazione, visto che mentre  uno
spiegava come e perche' aveva usato armamenti pesanti in un  centro
abitato, lamentandosi del fatto che per la struttura  del  terreno,
colmo di ostacoli quali  palazzi, persone  e altre "suppellettili",
non aveva potuto dare il meglio di se'. 
Il pallore spettrale del malcapitato aumento' quando  alla  cronaca
"vivace" di Crossbones ci si aggiunse Duranti. Il rapporto  che  ne
usci', quel pomeriggio giro' per tutto  il  commissariato, rendendo 
quel caso la barzelletta del mese e facendo  sospendere  lo  stesso
funzionario per sospetta indulgenza nell'assunzione  di  liquori  e 
sostanze stupefacenti durante il servizio.
- Questione risolta - relaziono' Crossbones di  ritorno  dalla  sua 
"missione" - Accidentaccio, devo ancora capire perche' quel dannato
fidiputt di uno sbirro voleva farmi salire con altri quattro  su di
un cellulare solo  dopo due minuti! - borbotto' - Dannazione! Ci ho 
messo un'eternita' per fargli capire  che  non  mi  ero  costituito 
volontariamente! - mormoro' qualcos'altro riguardo alla polizia  ed 
ai metodi da donnicciole usati per gestire situazioni di quel tipo.
Ren  intanto  aveva  realizzato  che  l'avvenimento  a  cui   aveva 
assistito era solo la punta dell'iceberg. Assieme al  giovane  Yell
erano giunti assieme alla conclusione che la prole  di  Veleno  non 
si componeva semplicemente di quel giovane studente della  Sorbona, 
ma di altri tre pargoli. L'ultimogenita era una bambina  che  aveva  
forse un anno, dagli occhi smeraldini e dal sorriso facile. 
Attaccato alla  mano  di  Navarre, guiardandosi  attorno  con  aria 
stranita, forse a causa della grande folla, dei  poliziotti  e  del 
fermento che rumoreggiava attorno al  tutto, un  bambino  osservava
la realta' frenetica che gli scorreva davanti.
- Ciao zio! - Wil si diresse il  piu' rapidamente  possibile  verso 
TheGIO, che lo afferro' saldamente sotto le ascelle e lo tiro' su'.
- Ehi... Ciao... - Ezzy afferro' il dito  di  suo  padre, sgranando 
gli occhi, quasi per sorprendersi  del  fatto  che  quella  persona 
fosse davanti a lei, facendo un lungo discorso  a  base  di  vocali
strascicate e parole sboncoccellate.
- Hai ragione a lamentarti - il  tono  che  offri' alla  bimba  era 
sommesso e cupo. La prese dal passeggino e la alzo' fino a portarla
all'altezza del suo viso. La cosa a quanto pare le fece enormemente 
piacere, al punto che  per  celebrare  la  cosa  infilo' un  ditino 
grassoccio nell'occhio sinistro di Veleno, che ignorando il dolore,
non pote' fare a meno di ridere. Rise persino quando lei  rovescio'
sul bavero della sua giacca buona  parte  della  razione  di  pappa 
mattutina, chiaramente senza rendersene conto, dato che il gesto fu
accompagnato da un urletto che non poteva incarnare altro se non la 
gioia.
- C'e' ancora qualcosa - mormoro' TheGIO sommessamente.
- Cosa? - fu la domanda di Ren.
- Oh - si permise una piccola risata - Nulla, pensavo tra me e me -
aggiunse,  per  minimizzare  ancor  di  piu'. Ren  gli  rivolse una
eloquente espressione interrogativa.
- Stavo rendendomi conto che esiste qualcosa a questo mondo, ancora
in grado di far sorridere dei vecchi guerrieri come  noi - entrambi
dopo queste parole, rimasero ad osservare  Veleno  per lungo tempo. 

Il quarto commissariato circondariale era una  delle  tante anonime
costruzioni in tardo stile liberty che si  nascondevano  nelle  vie
attorno a Place Voltaire, una delle tante  che  salivano  verso  la
collinetta di Pere Le Chasez, dimora ultima di illustri  personaggi 
quali Oscar Wilde, Russeau, Wagner e Jim Morrison. 
Non si poteva certo paragonare alle strutture dei  nuovi  quartieri 
parigini, dominati da cemento e vetro, ma sarebbe stato in grado di
fare invidia ad un qualsiasi altro palazzo, per come era mantenuto.
All'ingresso, una struttura discretamente sofisticata integrava  un
metal detector, sotto il quale i visitatori dovevano transitare  ed
un impianto a raggi X per borse sporte e vari colli a mano.
- Ci  meteremo  un  oreta - minimizzo' Duranti, passando  sotto  la 
bianca intelaiatura, controllato dall'occhio vigile  di  uno  degli 
agenti che piantonavano l'apparecchiatura.
- Speriamo - furono le parole di Rebel Yell.
Veleno e TheGIO seguirono l'ispettore sotto quella sofisticheria di
forche caudine, notando che l'aggeggio non sembrava funzionare  poi 
molto bene. Non aveva nemmeno trillato un pochettino quando  i  tre 
erano transitati. Lo stesso accadde per Rebel.
- Ora sentiremo le campane di Natale, quelle di Pasqua e  le trombe 
del giudizio tutte assieme - mormoro' TheGIO all'orecchio di Veleno 
ed entrambi si permisero  una  risata. Risata  che  si  arresto' di 
botto quando al passaggio di  CB  il  metal  detector  sonnecchiava 
beatamente.
- Mbeh? Che  avete  da  guardare  voi? - domando'  contrariato  CB, 
levandosi dalla spalla un Ingram Mac 10.
Furono tutti attirati dal trillo del dispositivo, che forse si  era
accorto dell'errore e voleva pordi rimedio. Ma  non  fu  cosi'. Gli
sguardi  dei  quattro,  assieme  alla  grande  attenzione  dei  due 
addetti alla custodia delle apparecchiature si focalizzo' su di una
vecchietta.
- Prendila  prendila! - furono  le prime grida, soffocate da quelle 
di richiamo di altri poliziotti, gettatisi nella mischia.
- Ah! Ecco il bastardo! - con un forte "srtap", il primo poliziotto 
concluse la sua cerca, emergendo dalla mischia, sotto la quale  una
povera donna dalla veneranda eta' probabilmente rischiava di morire
per soffocamento, reggendo con aria gongolante un  piccolo  bottone 
di ferro.
- Vieni con noi, nonnetta! - dissero altri, prenendola a braccetto.
- Ma io... No, io volevo solo portare il pranzo a mio  figlio! - si
giustifico'.
- Si' Si', dicono tutti cosi', vediamo se una giornata in  guardina 
ti fa  cambiare  versione  dei  fatti - mormoro' il  poliziotto  di 
destra, mentre un terzo, dopo aver aperto la borsa della vecchietta
aveva gia' incominciato a divorare i panini in essa contenuti.
Quando la donna passo' davanti a lui, questo  agito' il  panino  in
segno di saluto e dopo aver ingollato  un  buon  morso, offri' alla
signora un "Grazie mamma!". 
- Mi  scusi - TheGIO  si  appoggio'  con  i  gomiti  sulla   grande
scrivania dietro la quale un funzionario di polizia stava sbrigando
pratiche. Il poliziotto alzo' lo sguardo, aseestandosi gli occhiali
sul naso.
- Si'? -.
- La sezione speciale? -.
- Eh? La canzone pasquale? - evidentemente non aveva un buon udito.
Questa constatazione non  suscito' effetto  apparente  se  non  una
occhiataccia da parte di TheGIO.
- Ma sei sordo? - grido' - La sezione speciale! -.
- Certo che in questo commissariato se ne vedono di pazzi! Non c'e'
nessun porto a Parigi e Pasqua e' passata da un pezzo! -.
Un uomo incravattato e con una barba da moschettiere si fece avanti
tranquillamente e con la medesima pacatezza tento' di sbloccare  la
situazione.
- Marcel, che problema hai? - TheGIO  si permise un  lungo  sguardo
alla figura apparsa accanto al bancone, designandolo come privo  di
significato ancor prima che questo terminasse il suo intervento.
- Ma che ne so! Questi parlano di  porti  e  canzoni  pasquali - il
volto di "Dartagnan", cosi  era  stato  ribattezzato  da  Veleno il
soggetto, non espresse stupore alla frase. "Come se a Parigi  tutti
a Pasqua se ne vanno a Lione o a Marsiglia a cantare...".
Immediatamente dopo si  domando' perche' quel  pensiero  gli  aveva
attraversato il cervello, loro non dovevano cantare a Pasqua in  un
porto ma parlare con i  repsonsabili  della  Sezione  Speciale  del
quarto commissariato circondariale parigino.
- Posso esservi d'aiuto? - dopo aver compreso  il  problema, l'uomo
ignoro' il  poliziotto  demandato  ad  uscere, "Forse  per l'eta'",
penso' TheGIO.
- Cercheremmo gli uffici della Sezione Speciale - fu  Crossbones  a
parlare.
- Ah! - Dartagnan accolse la notizia come se fosse stato un  grande
evento, anche se per gli altri quattro questo non rappresentava  un
fattore cosi' eclatante - Oh, ma per andare alla  Sezione  Speciale
ci vuole un lasciapassare - di  fronte  agli  sguardi  del  gruppo,
che trasmettevano esattamente il messaggio: "'Zzo  hai  detto?", si
spiego' meglio - Per acceedere al piano della Sezione  Speciale  e'
necessario avere il lasciapassare A-38... -.
- Cosa! - l'esclamazione du pronunciata da quattro voci in coro.
- Dovete  andare  allo  sportello  visitatori  e  richiederlo... -
Dartagnan liquido' con queste parole la questione.
- E  dove  diavolo  sarebbe  questo  sportello? - TheGIO  domando' 
nuovamente al funzionario attempato dietro la grossa scrivania.
- Quale  cartello? Guardati  in  giro  figliolo! Qui  e' pieno  di 
cartelli - fu la risposta cantilenante.
- Io questo lo ammazzo - borbotto' CB.
- Dicevo io che eravate male  informati! Chiedete  le  cose  a  un 
pazzo... - torno' a immergersi nelle sue carte.
- Gia', ce ne eravamo accorti - intercalo' Veleno.
- Cosa? Cercavate dei morti? - non  udi'  il  grugnito degli altri  
quattro - L'obitorio mica e' qui! - strillo'.
- Noi non cercavamo nessun morto! Cerchiamo  lo  sportello  per  i
visitatori - Yell tento' un'ultima volta.
- Ancora con sta storia del porto? -.
- Guarda le mie labbra - TheGIO alzo' la voce - Io amico, tu capire
mia lingua a-m-i-c-o. Io cerca sportello visitatori! -.
- Ah! Lo sportello visitatori! - esclamo'.
- Alla buon'ora! - Veleno si astenne dal pronunciare altro, poiche'
sarebbe stato solo un lungo sussegio di imprecazioni.
- Al Primo piano prendete  il  corridoio  a  sinistra, e' la  terza  
porta sulla sinistra - poi rimugino' su qualcosa - E  comunque - si
rivolse a Veleno - Che se ne vada lei in malora! -.
I tre riuscirono a fermare in tempo Crossbones, prima  che  potesse
levare la sicura al Mac 10 ed innaffiare quel luogo di pallottole.
- Muoviamoci, non abbiamo poi molto tempo - li esorto' TheGIO.
Scoprirono quindi che per ottenere  un  pass  da  visitatori  ed il 
lasciapassare per la Sezione Speciale, avrebbero dovuto portare tre 
moduli, in duplice copia, per ciascuno. I tre moduli  erano  sparsi 
per uffici in tutto l'edificio ed il terzo  era  giusto  sul  piano 
della Sezione Speciale.
- Accidenti! A forza di compliare roba mi e' venuto un crampo  alla 
mano! - borbotto' Rebel, sgranchendosi le dita e ruotando un po' il
polso destro. 
- Io mi sono stancato... Se mi  davano  ancora  un  foglio in carta 
chimica copiativa, credo sarei morto - mormoro' Veleno.
- Ancora voi!?!?!? - strillo' il poliziotto alla reception - Vi  ho 
gia' detto di smetterla con questa storia del porto! -. 
- Eh no! - Veleno punto' le mani sulla scrivania - Ora e' troppo...
- si volto' per esaminare a fondo l'ambiente e quando  trovo'  cio' 
che cercava vi si diresse.
- Ehi... Vel? Dove diavolo... Non c'e' tempo  per  il  caffe'! - lo 
riprese TheGIO - Muoviamoci, altrimenti faremo  tempo  a  diventare
vecchi prima di arrivare alla Sezione Speciale! - Veleno oramai non
ascoltava le paroel di TehGIO. Si  avvicinava  lentamente  all'area
dove erano state installati alcuni distributori  di  bevande  e  di 
altri generi  di "conforto", come  merendine, panini  e  lattine di  
bibite. "Non hanno nemmeno la Minc*a Cola", penso'  con  disprezzo,
passando davanti al distributore di lattine.
Passarono solo alcuni  secondi  prima  che  il  grande  atrio fosse
invaso da due deflagrazioni in rapida successione. Qualcuno grido',
altri si  nascosero  negli  angoli, altri  si  gettarono  a  terra,
qualcuno, con enorme disappunto degli altri che si erano gettati  a
terra, si getto' su di loro.
- E se non volete che spari anche a Mr. Bughy, tirate fuori il naso
e vedete di procurarmi in fretta quattro lasciapassare  A38!!! - fu
la voce di  Veleno  ad  eccheggiare  dopo  gli  spari, che  avevano
mandato in  frantumi  il  pannello  frontale  del  distributore  di
bevande calde. Quasi fosse un rivolo di sangue, il latte zampillava
dal piccolo contenitore posto  sul  lato  destro  del distributore,
mentre il macinino del caffe' strideva a vuoto.
- In fretta!!!! - TheGIO vide due  poliziotti  correre  su' per  le
scale, bianchi come dei cenci.
- Hai visto!?!?! - diceva intanto un poliziotto appena tornato  dal
suo giro  di  ronda, rivolgendosi  al  collega - Ha  sparato  a Mr.
Coffee!! - l'altro piombo' in una nera depressione, interrotta solo
da singulti e lacrime.
- Hanno sparato alla macchinetta del caffe'! - dalla balaustra  del
primo piano giunse questo grido, seguito da quello di alcuni che si
gettarono nel vuoto.
- Lasciatemi! Lasciatemi! - gridava un detective, mentre due  altri
individui gli  stappavano  la pistola  di  mano - Voglio  morire!!!
Lasciatemi! - due altri erano  attorno  al  distributore  distrutto
dai colpi di Veleno, che si scioglievano in lacrime per Mr. Coffee.
- Dove  sono  quei  lasciapassare? -  grido'  Veleno,  premendo  la
confezione in cui era avvolto il panino, dall'etichetta  dichiarato
come un "Mezzo Bughy al salame e formaggio".
"Mezzo non mi pare", si disse Veleno, mentre rispondeva al cenno di
saluto del panino. Il Bughy sembrava sanissimo ed in  piena  forma.
Un poliziotto si getto' ai suoi piedi implorandolo, lo scalcio' con
decizione e premette ancora piu' forte la canna della  pistola  sul
panino.
- La mia pazienza ha un limite! - fu  l'ultimo  avvertimento, prima
che sotto la pressione dell'ogiva incamiciata in rame, la  plastica
esplodesse, lasciando uscire pezzi di panino ovunque.
Altre grida ed  altre  lacrime  furono  versate  per  il  Bughy. Il
poliziotto  che  lo  aveva  implorato, ora  stava  raccogliendone i
pezzi, con movimenti convulsi.
Bem presto tornarono i due ufficiali di polizia che erano schizzati
su' per le scale del primo  piano,  sventolando  quattro  pass  che
furono passati immediatamente a Veleno, attraverso  un  aeroplanino
di carta.
- Ecco a voi, gente - distribui' gli altri tre pass a TheGIO, Rebel
Yell e Crossbones.
- Accidenti, proprio  quando  stavo  per  tirare  una  granata  nel
distributore di lattine... - borbotto' Crossbones.
- Era solo per spaventarli CB, non per  tagliargli  i  viveri, sono
amici... - ribatte' Veleno.
- Io incomincio a non capirci piu' niente, prima  sono  nemici, poi
amici... Bah... - TheGIO si chiese come stesse  Crossbones  con  un
paio di pantaloni a rigone blu e bianche, ma ebbe il  buongusto  di
non parlare.
Il piano della quarta Sezione  Speciale  E-SWAT  era  discretamente
tranquillo, se  non  fosse  per  il fatto che anche negli uffici la
gente indossava l'anonima tuta blu ed il giubbotto antischegge.
- Ma boia d'un mondo! Avete una fottuta testa sulle spalle o quella  
e' solo il posto dove tenete  il  cappello? - fu  il  rimbotto  che  
giunse da un ufficio  gremito  di  persone - Con  questa  bellisima  
manovra riuscireste solo a  farvi  falicare, mettendo  fuori  causa  
almeno meta' della fottuta unita'! -.
- Io questa voce la conosco - TheGIO infilo' la testa nel  riquadro
della porta dell'ufficietto dal quale uscivano gli urlacci.
- Hm... Anche a me pare un timbro conosciuto - avallo' Veleno.
- E con quel tiratore li' sul tetto di quella casa, cosi' conciato,
non riuscireste a concludere poi molto, osserva la maledetta  area!
- la frase fu seguita da uno scappellotto sulla testa rasata di uno
dei tanti accrocchiati su quel tavolo, facendogli volare a terra il
cappello - Non vedete che meta' del campo di tiro  e' chiuso  dagli
alberi?!? - segui' una  sbuffata - Ma  perche'  Cristo  gli  uomini
sanno pensare solo in linea retta! -.
- Perche' ho un caldo boia - rispose una voce in mezzo al gruppo.
- E pensi che a quelli che ti sparano addosso  interessi? - rispose
la voce.
- E pensi di Nutella? - fu la risposta - Lo sai gia'. Le tue  gambe
-.
- Cos'hanno le mie gambe che non vada? -.
- Questa credo di conoscerla meglio  dell'altra - mormoro' Veleno -
Qualcuno vuole scommettere? -.
- No no - si affretto' a dire TheGIO - Credo di sapere chi sia -.
- Disastro viola - a questa frase molti dei convenuti  nella stanza
si volsero verso dove la voce proveniva - Vieni qui, prima  che  ti
possa cacciare in qualche guaio - GNAGNA saltello' fuori dal gruppo
di  membri  della  Sezione  Speciale e trotterello' tranquillamente
verso i quattro che stazionavano fuori della porta.
- Vieni a chi non esiste. Non mi  serve  in  gran  forma  prima  di
passare le donne che ti trovi in questo posto - esclamo'.
- Credo che stia prendendo un po' troppo da te - ridacchio' Gio.
Veleno emise solo un grugnito, elargendo al botolo viola una brutta
occhiataccia.
- Che mi venga un colpo! - un paio di piedi si levarono dal  tavolo
e chi aveva sbraitato contro quei ragazzi fino  a  qualche  istante
prima, si alzo' in piedi - E che diamine  ci  fate  voi  da  queste
parti? - emerse con la  sua  proverbiale  dolcezza  dal  gruppo  di
poliziotti, imprecando.
- Allora avevo  proprio  ragione, buongiorno  maggiore! - TheGIO si
esibi' in un perfetto saluto da  manuale. La  risata  del  maggiore
Stanzani rimbombo' fragorosa.
- Ciao Simo - saluto' Veleno.
- Ehila'! Tutto bene? - da dietro di loro emerse la testa rasata di
Crossbones.
- Voi piuttosto... - si appoggio' allo stipite della porta.
- Ciao bimba! Io bene e il tuo epitalamo? - domando' GNAGNA.
- Te lo porti  ancora  appresso? - Veleno  si  limito' ad  annuire,
mentre cercava le sigarette.
- Noi siamo da queste parti per chiedere un favore - disse TheGIO -
E tu? Hai per caso mollato la Nona? -.
- No, sono in vacanza - sorrise - Ero qui  giusto per  non  perdere
la mano -.
- Ah... -.
Veleno si limito' a pensare cio' che sarebbe  stato  forse  l'unico
commento alla decisione di Simona sulla sua villeggiatura. Di certo
in quella citta' c'era un clima  piu' soft  di  quello  che  poteva 
regnare  al  suo  reparto. E  poi, conoscendola, non  poteva  certo 
aspettarsi nulla di meno, l'originalita' di quella donna era  senza 
ombra di dubbio uno tra  i  piu' puri  distillati  di  originalita' 
esistenti al mondo. 
Non ebbero poi molto tempo per i convenevoli, dato che quasi subito
Duranti fu di ritorno con Lady Ren e il capo della Sezione Speciale
di quel commissariato.
"Toh, chi si rivede...", Veleno  lascio' entrare  buona  parte  dei 
convenuti, per poi introdursi nell'ufficio dove prima  il  maggiore
stava tenendo la sua personalissima lezione di  tattica. Chiuse  la
porta dietro di se e si appoggio' allo stipite, fumando in silenzio
mentre i suoi occhi  sondavano l'ambiente. Indugio' sul  volto  del
responsabile della sezione e sorrise, "Ciao Dartagnan".
- Salve a tutti - l'uomo parlava la  loro  lingua  senza  un minimo 
segno di accento francese. Si fecero le presentazioni ed i  quattro
vennero a scoprire che il tale si chiama Etienne Marecau.
- Ma bene - mormoro' Veleno, ricevendo un'occhiata interrogativa da
Crossbones, appollaiato su di uno sgabello all'altro stipite  della
porta.
- Cosa? -  domando'  sollevando  un  oculare  di  un  etereo  verde 
bottiglia, era un apparecchio che monitorava segnali su varie bande 
di trasmissione, microonde coprese, che  tracciava  visivamente  la 
posizione  dei  trasmettitori. Lo  avevano  attivato  per  scoprire 
eventuali cimici nella stanza.
- Marecau,  detto  "Our  man  Flint",  per  il  suo  modo  di  fare 
decisamente eccentrico, fino a quando non si  dimise  dal  DGSE  si 
porto' dietro questo soprannome, ispirato  ad  una  serie  di  film
degli anni 60 con James Coburn - a dire il vero  era uno  dei tanti
professionisti dei servizi di informazione che si era fatto fregare
dai film di James  Bond - Dicono  sia  una  testa  calda - concluse 
Veleno.
- ... E rimarremo in attesa del segnale per fare irruzione -.
- Signore, ma l'area... - interruppe uno della Sezione Speciale che
a giudicare  dai  capelli  brizzolati  doveva  avere  una  discreta 
esperienza in materia.
- L'area e' questa - una busta di carta marrone  cadde  sul tavolo, 
lasciando fuoriuscure una serie di fotografie del posto in  cui  si
sarebbe svolta l'azione di quella sera.
- E questa che... - Simona prese in mano la foto e la  osservo' con
dovizia - Ehi, ma questa non era mica Yoko Mizuno, la  stella della 
pista? - Ren si chino' sulla foto.
- Si' si' - confermo' - Hai ragione! E' proprio lei, ma che  strano
quello dietro non ti sembra di conoscerlo? -.
- Mbeh? - domando' Veleno a TheGIO - Che hanno da  guardare  quelle 
due - TheGIO fece spallucce.
- E che ne so io - giunse in tutta risposta.
- Chi ha fatto le foto? -.
- Rebel, gli ho dato l'attrzzatura fotografica dell'agenzia... -.
- Quale? -.
- Ma che ne so, la prima che mi e' capitata  in mano, quella  nella 
valigetta metallizzata, era una Nikon con teleobbiettivo -.
- Allora ci siamo dimenticati di far sviluppare le foto  di  questa
estate... -.
- Gia' - TheGIO inclino' la  testa  verso  sinistra, per  osservare 
meglio un particolare - Se vedo giusto da quello scorcio, credo che 
tra le foto ci sia di mezzo un topless di Milena -.
- O Rebel e' andato a Pigalle a fotografare spogliarelliste  oppure
quelle sono le foto del mare... Guarda, quella e' Sydia in  costume 
da bagno -.
- E Lord V che prende il sole - sghignazzo' TheGIO.
- Hehe, guarda come era sudato... - Veleno si uni' alle risa. 
Furono fermati da un  leggero  tossicchiare  di  Ren, che tento' di 
esprimere in quel modo discreto tutto  il  suo  disappunto, ma  non 
servi' a molto, mentre i due riprendevano le foto che non  erano di
competenza della Sezione Speciale  venivano  scambiate  occhiate  e 
sorrisi di intesa.
Il piano venne formulato e spiegato nell'ora successiva.
- Chi  ha  preso  queste  foto? - Simona  rimirava  ora  una  nuova 
immagine, molto meno baccanale della precedente.
- Lui - Crossbones indico' Rebel Yell - Io  non  le  avrei  nemmeno 
fatte le foto a quelli, avrei  direttamente  sparato - il  commento
provoco' una gustosa risata del maggiore. 
- Ben  fatto  ragazzo,  davvero  ben  fatto - lascio'  ricadere  il 
materiale che stava esaminando sul tavolo e si  alzo' - E' uno  dei
vostri? - con un semplice gesto dell'indice gli sollevo' il mento.
- Il nuovo acquisto dell'agenzia - la informo' TheGIO.
- Giovane - l'occhio esperto del maggiore lo seziono'.
- Giovane, ma ha l'aria di promettere bene - commento' Veleno.
- Gia', non  sembra  male. E'  pure  carino - concluse,  sorridendo 
maliziosamente.
- Possiamo andare? - domando' Marecau, ottenendo cenni  di  assenso 
da parte di tutti.
Un capiente ascensore  stava  gia'  portando  gli  scaglioni  della 
Sezione Speciale nel seminterrato, dove si sarebbe armata, per  poi
scendere  nei  piani  inferiori, adibiti  a  parcheggio,  dove  tre
furgoni li avrebbero caricati e portati in giro per la citta'.
- Sgonfiati ragazzo - lo ammoni' Veleno - E smettila  di sorridere, 
ti ha detto solo bravo -.
- Eh, ma... -.
- Ti sei gia' montato la testa - scosse il capo con fare sconsolato
- Bah, pivello - sbuffo' - Ha detto solo bravo, nient'altro -.
- Chissa' cosa cerca una donna cosi' - si domando' Rebel  Yell, per
certi versi assomigliava alla sua Rosita...
- Sai - lo prese sottobraccio, mentre si dirigevano verso l'armeria
con il grosso della squadra - Quando io ero  un  ragazzo, per  fare 
colpo su di una donna, ti presentavi e lodavi con sapienza le  doti 
del cavallo del padre di lei... - TheGIO da  dietro  ridacchio' con
fare discreto.
- Ma non credi sia passato di  moda? - domando' Rebel  con  qualche 
sospetto.
- Hm,  forse... -  ammise  Veleno,  raschiando  il  fondo  del  suo 
pacchetto di  sigarette - Oggi  giorno  basta  lodare  il  loro  di 
cavallo - ridacchio'.
- E dimostrare che si sappia cavalcare - Simona li  supero' con  un
giubbotto antischegge indossato  a meta', da  cui  penzolacano  una 
serie di aggeggi tra cui una torcia a raggi infrarossi, due fondine
per coltelli da lancio, quattro alloggiamenti per torce a  vento  e
coppie di alloggiamenti per caricatori  di  scorta  delle  armi  in 
dotazione. Lancio' un'occhiata assassina alla coppia e se ne  ando'
con un sorriso enigmatico in volto.
- Si', e' vero, dimenticavo, devi  dimostrarle  di  saper cavalcare 
meglio di lei - fu la risposta di Veleno alle parole del  maggiore.
Entrambi risero di gusto.
- Attento a te, un giorno o l'altro... - lo avverti'.
- Maggiore, mi stai  offendendo - rispose  lui - Credi  di  potermi
spaventare con cosi' poco? Attenta tu  piuttosto... - le  offri' un 
sorriso di sfida.
- Mi piacciono  questo  genere  di  minacce... - rimbotto' lei  con 
estrema rapidita'.
- Ma perche' non tengo mai chiusa la mia maledetta  boccaccia? - la
mano destra di Veleno nascose la sua faccia e  con  gesto  teatrale
poi crollo' il capo, nascondendo un sorriso divertito.
- Gia', me lo chiedo anche io - rispose TheGIO, mentre soppesava un
Uzi - Oramai ho perso il conto in quanti casini la  tua  linguaccia 
ci abbia cacciato -.
- Ah,  la  mia,  eh... - Veleno  sobbalzo'  e  fece  per  voltarsi, 
trovandosi a meno di cinque centimetri dal volto della Stanzani.
- Tutta scena, tutta scena - fu la constatazione di Simona, che gli
aveva elargito una leggera spallata.
- Ehi, vuoi sciancarmi prima ancora che  si  incominci  l'azione? -
si lamento' Veleno.
- Conosco migliori modi e migliori azioni che potrebbero sciancarti
- la frase fu seguita da un mezzo  sorriso  di  Veleno  e  del  suo 
sguardo che vagava sul soffitto. Si  raschio'  la  gola, osservando 
con macelato disinteresse la sigaretta che bruciava nella  sua mano
destra.
- Non stuzzicarmi, maggiore - le  pianto' l'indice  sul  petto - Ti 
avverto - fece nuovamente sentire la pressione del  suo  dito - Non
stuzzicarmi - ribadi' nuovamente.
- Ah! - lei sospiro', sfarfallando con le  ciglia  e  giungendo  le 
mani in seno - Mi ha toccato! Mi ha toccato! -.
L'unica cosa che riuscirono a fare i quattro fu  ridere, con  Rebel
Yell che per l'ennesima volta li osservava domandandosi se  sarebbe
morto per la loro leggerezza di spirito  oppure  se  quella  poteva 
essere una delle maggiori epsressioni della  loro professionalita', 
che gli avrebbe salvato la vita. Si  imbarco' in  uno  dei  furgoni 
assieme  a  loro, in  silenzio, osservandoli  scherzare. "Forse  e' 
proprio cosi' che si alleggerisce la tensione", si disse.

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* "C'e' chi ha perso una brutta partita, pero' forse una fiche gli e'  *
* restata e puo' darsi ci sia un altro giro di ruota..." (L. Ligabue)  *
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