Questo dovrebbe (in teoria) essere il primo "capitolo" di una lunga e
complessa fanfic, che dovrebbe coinvolgere al suo interno i personaggi
di Sailor Moon, Evangelion, e AKIRA. Nelle intenzioni. In realta', a
causa
della mia inevitabile tendenza a cominciare molte cose terminandone ben
poche, le probabilita' che si giunga alla fine sono invero assai poche.
Altri possibili problemi in questa mia opera possono essere dati:
- dalla non eccessiva unitarieta' dei vari pezzi.
- dalla tendenza a scivolare nel verboso, dando poca appetibilita'
allo
scritto.
D'altra parte la mancanza di una forte unita', rende i singoli
capitoli
leggibili come delle parti a se' stanti. Almeno una qualita', dunque.
Commenti, insulti e speculazioni metafisiche sono sempre graditi:
spedire
tutto quanto a yupa1989@unive.it
Ulteriori capitoli e "dietro le quinte" reperibili a
http://www.geocities.com/Tokyo/Bay/6219/ff.html
Personaggi, luoghi, oggetti e altro sono copirait della Takeuchi,
della
Kodansha, della Toei Animation, e forse anche di altra gente. Tutto il
resto no: riferimenti a fatti e/o persone realmente esistenti sono
inevitabili, in quanto la fantasia e' sempre e comunque specchio della
realta'.
Ed ora...
------------------
Lord Yupa's Fanfic
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Sailor Sun: the Neon Genesis
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Part I: Mizuno Nikki
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1992/04/29
Non saprei nemmeno come cominciare. Ma tanto, nessuno leggera' mai
cio' che sto scrivendo. Questo dovrebbe essere un mio diario. Un diario
personale. E' da qualche tempo che sentivo la necessita' di farlo,
scrivere
qualcosa che non fosse soltanto i soliti appunti di studio, ma qualcosa
in
cui potessi parlare di cio' che m'accade normalmente, ed anche di cio'
che
sento. Non so perche' mi sia venuta questa necessita', che una volta
non
c'era assolutamente. E' forse vero che sto studiando troppo, come dice
mia
madre? Lei non mi ha mai spinta a farlo, come spesso accade in altre
famiglie, anzi, m'ha lasciato la piu' completa liberta' nelle mie
scelte.
Eppure io non posso fare a meno di vedere il suo esempio, e voler
assolutamente seguirla, ad ogni costo, ed anche per ricompensarla
proprio di tutta la liberta' che m'ha dato. Soprattutto quando sento di
altre ragazze costrette a forza a seguire cio' che i genitori impongono
loro; mia madre m'ha lasciata libera di scegliere, ma io ho deciso di
seguire e continuare cio' che lei ha fatto. E di impegnarmi al massimo
in
cio' che sto facendo. E' per questo che studio tanto. Non so se sia
vero
che sto studiando troppo. E se sia per questo motivo che ho deciso di
cominciare a scrivere. Ma in effetti sento che dentro di me qualcosa e'
cambiato... ma questi sono discorsi molto lunghi, e non sono affatto
chiari nemmeno a me stessa. E non so nemmeno se riuscirei a parlarne
bene:
in fondo il giapponese e la letteratura, nonostante studi con costanza
e
diligenza, non e' che siano le mie materie preferite... adesso,
comunque e'
tardi, e, prima di andare a dormire, devo ripassare i problemi di
matematica per domani. Tra poco pubblicheranno i risultati del
semestre, e
non devo assolutamente farmi trovare impreparata.
1992/05/04
Domani pubblicheranno i risultati. E' sempre cosi', e' inevitabile:
ogni volta non mi sembra possibile di aver potuto dare il meglio di
me...
mia madre mi dice che poi, tanto, ogni volta, finisco sempre prima.
Sara'
anche vero.
Era da tanti giorni che non scrivevo, pensavo addirittura che tutta
questa storia del diario fosse una sciocchezza, ed ero ormai pronta a
buttare via anche quella paginetta scritta la settimana scorsa. Ma
adesso,
dopo averci pensato a lungo, so perche' non volevo piu' tornare a
scrivere.
E' perche' ho paura dei miei pensieri: ho paura di cio' che da qualche
tempo in qua sto pensando, sto provando, sto scoprendo. Sono sola. Non
me
ne sono mai resa conto; sembra strano, ma e' cosi'. Perche' non me ne
sono
mai accorta, finora? Mi ricordo che qualche mese fa, durante la pausa,
mi
sono guardata intorno, e vedevo tutte le altre mie compagne di classe,
e di
scuola, parlare e ridere tra di loro... e io, che ne ero fuori, per la
prima volta mi sono "accorta" che io, con loro, non c'entravo. Come
mai? E
allora mi sono sentita uno strano sentimento, come se anch'io avessi
voluto
essere come loro... no, non proprio come loro... ma almeno, con loro.
Le
altre ragazze non sono come me: io penso sempre a studiare. Ma e' ovvio
che
si debba farlo, e' questo il dovere, e io non posso rinunciare al
dovere
nei confronti di chi mi ha dato tutto, di mia madre, la mia
famiglia. Come fanno gli altri, a sentirsi tranquilli, se sembra che
non
diano il meglio di se stessi in quello che fanno? Non lo capisco.
Oddio, che discorsi paranoici! Forse sara' solamente la tensione dei
risultati, una volta pubblicati tutto tornera' come prima.
1992/05/09
All'intervallo, oggi, e' successa una cosa... non so bene come
definirla. In pratica, sono uscita dalla mia classe, e, piu' in la'
c'era
un gruppo di ragazze che stavano discutendo tra di loro. Non so
perche',
ma, anche se ero abbastanza distante, e dunque non avrei proprio potuto
sentire i loro discorsi, sapevo che stavano parlando di me. Tra di loro
c'era quella tipa con quei strani codini, che sembra sia una delle
peggiori
studentesse della scuola. Poi, quando si sono accorte che ero li'
vicino,
hanno cambiato subito discorso. Allora, ho dato loro un'occhiata
veloce, e
la ragazza bionda, mi sembrava che mi guardasse in uno strano modo. E
io,
non so proprio perche', ma ho provato uno strano sentimento, a quel
punto.
Come se ci fosse un qualcosa che ci lega, un qualcosa che ci unisce in
qualche modo misterioso... e ho pensato che sarebbe bello se la potessi
conoscere, parlare, e, perche' no?, diventare anche amiche. Cos'e'
l'amicizia. Adesso che ci penso, non ho mai avuto amiche... meglio non
andare avanti a scrivere, ho ancora paura dei miei pensieri, di vederli
scritti, di poterli vedere. Ho paura di scoprire di essere sola, e di
desiderare cio' che non ho, e forse non potro' mai avere...
1992/05/10
Oggi, mentre stavo andando dalla scuola alla juku, e' successo cio':
mentre stavo camminando di fianco al muro d'un cortile, un gatto mi e'
balzato sulle spalle. All'inizio avevo paura, perche' pensavo mi
volesse
attaccare, ma poi ho visto che s'e' subito calmato. Era molto cartino,
e,
piombato in quel modo dal cielo, m'era sembrato un quasi un angelo.
Purtroppo, qui in appartamento, non possiamo tenere animali... Comunque
sia, per certi versi era strano come gatto, non si comportava proprio
come
un animale. Poi ho scoperto che in realta' era una gatta. Infatti,
subito,
e' stata chiamata "Luna" (che strano, chiamare una gatta con un nome
latino... anche se magari, era italiano!). Mi sono voltata, e c'era
quella
ragazza di cui ho parlato ieri. Abbiamo cominciato a parlare, e lei,
anche
se la sentivo diversa da me, mi e' parsa molto simpatica. Si chiama
Tsukino
Usagi. Poi mi ha invitato in una "sala giochi": io non c'ero mai stata,
e
nemmeno mai mi sarebbe venuto in mente di andarci, ma, di fronte ad una
persona che invitava me da qualche parte, come potevo rifiutare? Mi ha
fatto vedere il suo gioco preferito, basato su Sailor V, e mi ha fatto
anche giocare; non mi e' sembrato molto interessante, ed anche un po'
troppo facile... mentre per Tsukino sembrava difficilissimo. Poi, ad un
certo punto, mi sono accorta che ero in tremendo ritardo per la juku,
e sono dovuta scappare. Mi e' dispiaciuto tantissimo lasciare Tsukino,
ma
non potevo assolutamente ritardare. E adesso? Dopo essermene andata in
quella maniera scortese, non penso avra' piu' interesse a venire a
parlarmi... ma non potevo certo arrivare in ritardo alla juku!
Tsukino e' completamente diversa da me! Quando le ho detto che
passo tutta la mia giornata a studiare, e che ogni giorno vado alla
juku,
sembrava le avessi detto chissa' cosa: non ci credeva! Eppure, eppure,
e'
la prima persona in non so quanti anni che mi abbia parlato! Che abbia
dimostrato un seppur minimo interesse nei miei confronti! Adesso,
adesso,
dopo questa giornata, mi rendo finalmente conto di quanto sia stata
sola,
in tutto questo tempo! Mi ricordo quando, alle elementari, tutte le mie
compagne mi isolavano, perche' ero la prima della classe, e mi dicevano
che ero una stupida perche' passavo il mio tempo a studiare, invece che
a
divertirmi! E io pensavo che erano loro, invece, che non capivano
niente!
Ma poi, quando mi hanno posto di fronte alla scelta della scuola media,
e
mi e' dato assoluta liberta' di scelta, tutti i professori mi
consigliavano
di andare al Mugen Gakuen, l'istituto per soli geni: li' avrei avuto un
futuro brillante, quell'istituto mi avrebbe aperto le porte della
Tôdai, e
il mio futuro nella societa' e nel mondo del lavoro sarebbe stato
assicurato. Ma io, perche' rifiutai? Lo so, anche se non ho mai voluto
ammetterlo veramente a me stessa! Perche' sapevo che in quella scuola,
tutti gli studenti, tutti sarebbero stati come me, e allora si' che
sarebbero cadute tutte le possibilita' di poter avere, un giorno,
finalmente, un rapporto normale, di amicizia vera, e non continuare in
una
continua competizione con gli altri. Perche' anche se odiavo gli altri,
e
pensavo fossero degli stupidi, io li invidiavo, perche' vedevo che
stavano
bene assieme...
Ma adesso, finalmente, forse, le cose sono cambiate! Per la prima
volta, anch'io, ho una persona che vuole essere mia amica. E lo vuole
essere, nonostante io sia la piu' brava di tutta la scuola, o anche di
tutto il Giappone, come dicono alcuni. Ma adesso mi sorge un dubbio:
non
interferira' tutto cio' con il mio dovere in quanto studentessa? Il
dubbio
mi e' venuto proprio pensando a quando ho dovuto abbandonare in tutta
fretta Tsukino-san, perche' ero in ritardo. Ma queste sono tutte
questioni
molto complicate, e non voglio pensarci, perche' ho gia' scritto
tantissimo
e devo ancora finire di ripassare le materie per domani. E poi,
comunque,
forse, tanto, gia' da domani tornera' tutto normale, e Tsukino-san non
mi
guardera' piu'. Si sara' accorta che sono quel tipo di ragazza
secchiona
che nessuno sopporta, e dunque...
1992/05/11
Oggi Tsukino-san m'ha salutata all'ingresso, quando ci siamo
incontrate casualmente. Per il resto, nulla. Anche perche', all'uscita
di
scuola, sono dovuta subito correre alla juku. Poi mi sono accorta che
ieri,
penso in sala giochi, avevo perso il Crystal Disk che ci danno alla
juku
per studiare... e stranamente, mentre ero li', non mi sono sentita male
come al solito, e nemmeno oggi. Certo, non vado a pensare che un
dischetto
possa far star male, usandolo. Pero', il metodo che usano a quella
juku,
secondo me non e' affatto buono: come possono cosi' basare tutto
qull'uso
delle macchine? Mediante i computer si possono fare tantissime cose, ma
usarli mettendo gli uomini al loro servizio non ha senso: e' come se
diventassimo noi le macchine e loro i padroni! Sinceramente, non e' che
abbia poi tanta voglia di ritrovarlo, quel dischetto. Chissa' chi lo ha
ritrovato. Bhe, sicuramente mi sara' restituito, visto che c'era sopra
il
mio nome, e indirizzo.
1992/05/12
Sono ancora molto confusa... non riesco ancora a ricordare appieno
molte delle cose che oggi sono successe. E dire che sembrava una
giornata
tanto normale... la mattina a scuola, e poi, al pomeriggio alla juku,
come
al solito. Ero ancora senza dischetto, ma non me ne dispiacevo, perche'
senza usarlo stavo molto meglio. Ad un certo punto, mentre eravamo
tutti
in aula, si sono spalancate le porte, ed una ragazza e' entrata, e ci
ha
gridato di allontanarci immediatamente dai computers. Io pensavo fosse
una
specie di pazza, mi sono alzata, e le ho detto di non disturbare. A
quel
punto lei m'ha accusata d'essere uno yôma, una specie di mostro, o non
so
bene cosa... e poi ha gridato qualcosa in inglese, e a quel punto...
non so
ancora bene descrivere cio' che e' successo... c'e' stata una
fortissima
luce, che e' durata per qualche secondo, e poi, dopo un'istante di
sospensione, mi sono trovata di fronte a me quella ragazza, trasformata
ora in SailorMoon! Sembra assurdo e incredibile, ma e' proprio cosi'.
Quella che era (e'!) la protagonista di inverosimili leggende urbane a
cui
personalmente non avevo mai creduto, ora stava di fronte a me! E io
potevo
sentire la sua energia invadere l'ambiente in cui stavo: e la cosa piu'
strana era che la sua aura, o come la si dovra' mai chiamare, mi era
familiare, era come qualcosa che aspettavo da centinaia e centinaia di
anni di poter nuovamente sentire. E' da qui in poi che i miei ricordi
si
fanno confusi... non riesco ancora a capire bene in quale sequenza
siano
giunti gli eventi. Ricordo che il professore a quel punto si e'
trasformato in una creatura orrenda; prima si e' messo a combattere con
Sailor Moon, e dopo ha aggredito me... mi ha preso, e mi stava facendo
del
male... e a quel punto e' successo cio' che mai, mai nella mia intera
vita
potro' dimenticare... di fronte a quella carica di Male, di odio
distruttivo, di volonta' di potere, di istinto bestiale di dominio che
sentivo provenire da quella creatura, e che attraversava il mio corpo
come
una scarica elettrica, mentre pensavo che ormai stesse per giungere la
mia
morte, e' come scattato qualcosa dentro di me; mentre la mia mente
collassava, e precipitavo nelle parti piu' oscure della mia coscienza,
li',
proprio in quel punto profondissimo di me stessa, che nemmeno pensavo
potesse esistere, e' scattato un qualcosa che da secoli giaceva sepolto
e
indisturbato. Ho avuto delle visioni di un mondo diverso dal nostro,
sovrastato da un Sole enorme, nel cielo, e io sapevo che, nonostante le
dimensioni, si trattava dello stesso Sole del pianeta Terra. E poi mi
sembrava di cadere in un Mare infinito, di sprofondare in un infinito
alveo d'acque, e in queste acque io mi potevo fondere, esse erano come
parte di me... esse erano me! Io sentivo che potevo "parlare" con loro,
comunicare, chiedere loro aiuto, e loro sarebbero potute diventare la
fonte
d'un grande potere... e tutto questo, tutte queste assurde e
incomprensibili visioni, in cui venivo trascinata oltre la mia
volonta',
avvenivano nell'arco di pochi secondi, brevissimi istanti. Poi tornai
alla
realta', ma era come se non fossi pienamente in me. Ricordo che la
gatta di
Tsukino-san mi si era avvicinata, e mi aveva gettato una specie di
piccolo
scettro, blu, e di avermi detto (questo, che abbia parlato, devo
essermelo
assolutamente sognata... ) di usarlo, di gridare una certa frase.
Ricordo
di averla gridata, e di essermi sentita, a quel punto, invasa
nuovamente da
tutte le visioni avute in precedenza; ma questa volta potevo avere su
esse
il dominio, tutti i poteri, le correnti energetiche prima avvertite
erano
nelle mie mani, e io potevo guidarle e dirigerle a seconda della mia
volonta'. Esse diventavano tutt'uno con il mio corpo, e tessevano
intorno
ad esso una rete di flussi che univa la mia coscienza a una realta'
superiore, dove l'acqua era l'elemento dominante, l'elemento tramite
cui
anch'io potevo agire sulla realta' comune. Ricordo di aver combattuto
con
il mostro, in uno stato a meta' tra l'estasi e la lucidita' assoluta.
Ricordo di aver combattuto il mostro, assieme a SailorMoon, e di averlo
sconfitto... e a quel punto, tornata la calma, sono fuggita, e scappata
a
casa, senza pensare. E nel frattempo, senza essermene accorta, ero
tornata
la solita Mizuno Ami di sempre.
Ed eccomi qui. Ma adesso, la domanda e': chi sono? Perche' mi e'
successo cio'? Cosa devo fare? Eppure, nonostante questo eventi assurdi
e
sconvolgenti, sento come se avessi ritrovato qualcosa che un tempo
avevo
perduto... come se questo fosse il reinizio di qualcosa che tanto,
tantissimo tempo fa era stato interrotto... e non riesco a dimenticare,
non riesco a dimenticare la sensazione di positivita' e di benessere
che
giungeva dall'aura di SailorMoon, e di come essa fosse simile in tutto
e
per tutto, benche' diversa, da quella da me posseduta in quei brevi
momenti
in cui io non ero piu' io... "SailorMercury": e' cosi' che m'hanno
chiamata.
Chi sono io?
1992/05/15
Ho avuto paura, a scrivere cio' che negli ultimi giorni e' successo,
tanto incredibili, per quanto reali, sono stati gli eventi.
Il giorno dopo il 12 maggio, dopo le lezioni, mi si e' avvicinata
Usagi-san, dicendomi che voleva parlarmi. Io avevo un po' paura, ma
l'ho
seguita. C'era anche Luna, con lei. Lontane dalle strade piu'
affollate,
mi ha allora spiegato, assieme a Luna, tutto cio' che ci riguarda. Si',
assieme a Luna, perche' non era stato affatto un sogno! Avevo paura,
dopo cio' che era successo il giorno prima, ma Usagi-san m'ha invece
spiegato tutto con estrema gentilezza, e Luna e' stata chiarissima
(anche
se faccio ancora un po' di fatica a credere reale un gatto parlante...
).
E faccio ancora fatica a credere di essere veramente SailorMercury,
nonostante siano gia' due le volte che mi sono scontrata, assieme a
SailorMoon, con i nemici. Proteggere la citta' di Tôkyô e i suoi
abitanti
da un enigmatico e malvagio nemico... se ci avessi pensato soltanto
qualche
mese fa, non ci avrei mai creduto, e invece... grazie all'aiuto di
Usagi-san, e di Luna, adesso ho il pieno controllo delle mie facolta'.
Anche se tutto e' ancora cosi' nuovo per me...
Ma non sono ancora pienamente serena, di cio' che sta succedendo.
Innanzi tutto c'e' il fatto che mi trovo costretta a tenere segreto, e
quindi a mentire, tutto cio' a mia madre. E poi, la cosa piu'
importante,
lo studio. Adesso che mi trovo di fronte a questo nuovo dovere,
riusciro'
mai a mantenermi in quello che finora e' stato inderogabile? Perche'
anche
a questo, nuovo, di combattente, non posso sottrarmi. Innanzi tutto e'
perche' sento che, ormai, dopo il 12 maggio, anche se tentassi, se
volessi
tirarmi indietro, non potrei: mi si e' aperta una strada che non posso
rifiutarmi di percorrere, perche' sento fin nella parte piu' profonda
di
me stessa, che e' quella la mia strada; anzi, e' essa stessa quella
parte
profonda di me che nel giorno in cui per la prima volta che mi sono
trasformata ho scoperto. E poi e' anche un dovere nei confronti delle
altre persone: avendone le capacita' di farlo, potrei rifiutarmi di
difendere i miei simili? Se cosi' non fosse, per cosa vorrei studiare
medicina a fare? Basti pensare a cio' che voleva quel mostro ("yôma",
li
chiama Luna) alla juku: e' una cosa innammissibile che si voglia in
questo
modo depredare dei ragazzi intelligenti e volenterosi delle loro
energie!
E' per questo, e' anche per questo, che non posso tirarmi indietro di
fronte a questo nuovo dovere. Ed e' anche per dare l'esempio a
Usagi-san,
che, davvero, sembra spesso non molto entusiasta di questa missione
venutaci da chissa' dove... Usagi-san... adesso, dopo quella
discussione,
in cui mi hanno spiegato tutto, siamo diventate davvero amiche! Non
pensavo
mai che lo saremmo potute diventare, nonostante siamo davvero tanto,
tanto
diverse. Non e' certo una delle sue principali caratteristiche il senso
del
dovere, o l'impegno, pero' e' molto simpatica, ed e' anche una ragazza
estremamente sincera, anche se a volte sembra un po' ingenua. Quel
giorno
dell'attacco alla juku, mentre Luna pensava fossi io (io!) lo yôma,
Usagi-san era assolutamente convinta del contrario!
Per fortuna, dopo quell'incidente, la juku ha chiuso, e adesso,
almeno per questa settimana, dopo le lezioni, sono libera; comincero' a
seguire una nuova juku la settimana prossima. Cosi', nel frattempo,
potro'
un po' riordinare le idee. E capire quanto questi nuovi fatti potranno
interferire con il mio impegno scolastico. E se cosi' fosse? Non ci
voglio
assolutamente pensare! No, devono essere conciliate le due cose! Sono
entrambi due doveri irrinunciabili; e, sopprattutto, non posso, non
devo,
deludere in questo modo la mia nuova amica, che tanta fiducia sembra
avere
in me.
Credo che, comunque, nei prossimi giorni, non potro' scrivere tanto
a questo diario. Oltre a dover recuperare cio' che ho perso di studio
negli
ultimi giorni, voglio anche riflettere per conto mio, e scrivere poi,
quando saro' arrivata a delle conclusioni effettive.
Riguardando i giorni passati, devo dire di avere scritto davvero
tanto! Non pensavo proprio che questo diario avrebbe avuto una cosi'
lunga
vita! Bhe, purtroppo nei prossimi giorni, subira' un piccolo arresto.
Spero
di poter tornare a scriverci quanto prima. Bhe, adesso ci sono i libri,
che
mi stanno aspettando...
1995/06/21
Penso proprio sia tornato il tempo di rimettersi a scrivere. Avrei
dovuto farlo tanto, tanto tempo prima, ma, tra una cosa e l'altro, ho
sempre rimandato. Ma adesso, eccomi qua! Sono successi tanti fatti,
negli
ultimi tempi, tanti che non posso proprio scriverli tutti. Alla fine,
con
mia grande gioia, sono riuscita a conciliare in tutto e per tutto il
dovere
di studente con quello di senshi. E questo grazie a Usagi-chan.
Studiavo
troppo, e' vero. Studiavo troppo, ed ero sola, e i due fatti si
mordevano
la coda, si generavano l'un l'altro. Soffrivo la solitudine, e non
riuscivo
ad ammetterlo a me stessa, o, meglio, avevo paura ad ammetterlo,
perche'
dover guardare in faccia quella che era la mia situazione sarebbe stata
la
cosa peggiore. E cosi' mi sfogavo studiando come una pazza, molto,
molto
piu' del dovuto e del necessario. Difatti, adesso che non studio piu'
tanto
come allora, i risultati non sono affatto calati, anzi! Poter stare in
compagnia, e non dover piu' andare a scuola con il pensiero di vedere i
corridoi vuoi quando vi cammino, e non dover piu' pensare che tutti,
quando
mi vedono, parlano di me sottovoce, dandomi della "secchiona", della
"sgobbona", o, al meglio, considerandomi come una divinita'
inavvicinabile
solo a causa dei miei voti, mi dona una leggerezza nell'animo che mi
permette di affrontare meglio quelli che sono i miei compiti
quotidiani, e
con piu' sicurezza. Questo grazie a Usagi-chan. Anche se lei, devo
dire, lo
studio non vuole proprio vederlo...
Fra l'altro adesso siamo in tre! Qualche giorno fa abbiamo
incontrato una nuova senshi. Si chiama Hino Rei, e lavora come miko al
santuario di Hikawa. E' una ragazza che non si fa problema a dire
quello
che pensa, magari anche con una punta di malizia, che spesso e
volentieri
non esita a mirarla verso Usagi-chan; e cosi' finiscono quasi sempre
per
litigare; a volte sono litigi anche seri, e allora Usagi-chan mi dice
che
non riesce assolutamente a sopportarla, che non la vuole più vedere,
ne'
parlarle, e via cosi'. Ma io credo che, invece, col passare del tempo,
diventeranno delle buone amiche. In fondo, anche se come senshi, non
possiamo non essere unite, dei leggeri contrasti non possono che far
bene:
ci si deve abituare a considerare le cose da diversi punti di vista.
In questi ultimi tempi mi sono messa a fare ricerche sui vecchi
quotidiani conservati nella biblioteca centrale, ed ho potuto cosi'
verificare cio' che mi sembrava di ricordare. Qualche tempo fa era
comparsa
in Inghilterra una guerriera come noi, che si faceva chiamare SailorV.
Non
se ne sa molto, ma ora io mi domando, dopo aver conosciuto SailorMars,
quanto possano, quanto possiamo essere noi SailorSenshi. Ognuna di noi
tre,
a quanto pare, ha un collegamento con uno specifico pianeta, e dunque,
in
teoria di senshi ce ne potrebbero essere addirittura dieci... (non
riesco
comunque proprio a immaginarmi come potrebbero essere le guerriere di
pianeti caotici o freddi e distanti come Saturno e Plutone... ). E
ancora,
spesso mi domando in cosa consista la nostra missione, se si tratti
soltanto di difendere la citta' dagli attacchi degli yôma, oppure non
vi
sia dietro un disegno ancora maggiore. Da dove vengono, i nemici? C'e'
forse qualcosa, o qualcuno che li guida? E i nostri poteri, da dove
provengono? La domanda e' sempre la stessa: chi siamo noi, per essere
cosi'
diverse dalle altre ragazze? Fra l'altro, non l'ho ancora detto, ma
ogni
volta che ci troviamo in una battaglia, compare sempre a darci una mano
un uomo avvolto in un mantello nero, che combatte con delle splendide
rose
rosse. Chi sara' mai? Dice di chiamarsi TuxedoKamen, e, ovviamente,
Usagi-chan stravede per lui... non dico che non sia carino, ma noi non
sappiamo nemmeno chi e'!
Eventi sconosciuti, e pericoli sempre in agguato. Questa e' la mia
vita attuale. Ma, almeno, e' una vita! Adesso posso alzarmi la mattina,
e
guardare fuori dalla finestra, e vedere i palazzi, e il Sole nel cielo,
e
sapere che ci sono persone che mi aspettano, fuori nel mondo, che sanno
che io esisto, e per cui io sono qualcuno. E c'e' una citta' da
difendere,
da aiutare, sebbene nessuno dei suoi cittadini sappia che sia io,
Mizuno
Ami, normalissima studente quattordicenne, una dei loro protettori. E
c'e'
uno scopo nella mia vita, adesso. Mizuno Ami, aspirante dottoressa,
genio
scolastico (cosi' dicono), abitante di Tôkyô; ma anche SailorMercury,
colei
che lotta con l'aiuto del pianeta Mercurio, dell'elemento dell'Acqua,
alla
ricerca del suo destino, assieme a tutte le sue compagne, quelle
presenti,
e, perche' no, anche quelle future. Oh, quanto sono felice!
----------------------------
Ecco qua. Siete riusciti a leggere sino a qui? Bravi. Non state
leggendo
queste note finali, senza aver saltato la fanfic? Bravissimi!
Penso allora sia necessario aggiungere un po' di note per alcune cose
peculiare nipponiche che non a tutti potrebbero essere chiare.
Senshi: significa combattente, guerriero, soldato. SailorSenshi sono
le
guerriere sailor.
Yôma: vengono cosi' chiamati i mostri nemici nella I serie. Penso
comunque
che questo sia noto a tutti.
Juku: queste sono delle particolari scuole nipponiche, molto costose,
che
vengono frequentate da studenti particolarmente deboli nello studio, o
particolarmente desiderosi di ottenere il massimi risultati (come nel
caso
della nostra Ami). Sono difficilissime, e causano moltissimo stress
negli
studenti che li frequentano, e, a causa del loro costo, sono una delle
cause della fortissima competitivita' nello studio in Giappone (i
genitori
devono pagare, e cosi' incitano i figli a studiare). Tutto cio' e' una
delle
cause della grande percentuale di suicidii giovanili nel paese del Sol
Levante. Ricordo che nella realta', in Giappone, i giovani passano molto
piu' tempo a studiare che non quanto vediamo nei cartoni, anche se negli
ultimi anni le cose stanno cambiando.
Nomi & Cognomi: in Giappone, quando non si ha ancora familiarita' con
una
persona, la si chiama per cognome, spesso con l'aggiunta del "san"
onorifico. Il fatto che Ami cominci a chiamare Usagi per nome, significa
una maggiore familiarita', confermata poi dall'uso del suffisso "chan",
tipicamente usato dalle ragazze per gli amici piu' intimi.
Rileggendo l'introduzione, magari qualcuno si domanda dove siano Eva &
AKIRA... e' semplice, non ci sono. Si comincera' dalla prossima parte,
che
non sara' piu' in forma diario, ma narrazione vera e propria. Dovrebbero
arrivare Shinji, e, forse, Asuka (o Rei?!). Poi si vedra', come si
evolvono
le cose.
Spero che qualcuno abbia gradito. Ho avuto molti dubbi mentre
scrivevo, ma
le parti finali non mi sono sembrate tanto malaccio. D'altra parte, e'
la
seconda fanfic che scrivo, quindi portate pieta'. Cerchero' di
migliorare.
Suggerimenti & consigli are welcomed!
Molti avranno notato che questa prima parte si bada sull'episodio 8.
Ringrazio Hitoshi Doi per la traduzione dei dialoghi e Michael Studte
per il
riassunto dell'episodio. Ovviamente, mentre li' si svolgeva tutto
nell'arco
d'un giorno solo, io, per finalita' estetiche(!), ho dovuto scaglionare
gli
eventi in un periodo piu' diluito. Sarebbe stato troppo difficile,
altrimenti. Altra utile fonte d'ispirazione sono stati due brevi fumetti
amatoriali pubblicati sulla raccolta "Moon Fight!": ringrazio Simona per
avermi prestato il volume, sperando che magari gliene arrivino degli
altri!!
Altro da dire, direi che non c'e'.
Oggi, 28/02/1998, ultimo giorno di Febbraio, alle ore 23:11.
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