Neon Genesis Sailor Sun
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Written by Lord Yupa

From yupa1989@unive.it
Newsgroup it.arti.cartoni
Subject [FANFIC] Neon Genesis Sailor Sun: part I
Date 02/03/98 12.44.36
Organization L'Esercito dell'Annientamento Universale
Lines 640
Message-ID <34FB0C24.21E4@unive.it>
NNTP-Posting-Host cavalcanti.sse.unive.it

Questo dovrebbe (in teoria) essere il primo "capitolo" di una lunga e
complessa fanfic, che dovrebbe coinvolgere al suo interno i personaggi
di Sailor Moon, Evangelion, e AKIRA. Nelle intenzioni. In realta', a
causa
della mia inevitabile tendenza a cominciare molte cose terminandone ben
poche, le probabilita' che si giunga alla fine sono invero assai poche.
  Altri possibili problemi in questa mia opera possono essere dati:
  - dalla non eccessiva unitarieta' dei vari pezzi.
  - dalla tendenza a scivolare nel verboso, dando poca appetibilita'
allo
scritto.
  D'altra parte la mancanza di una forte unita', rende i singoli
capitoli
leggibili come delle parti a se' stanti. Almeno una qualita', dunque.
  Commenti, insulti e speculazioni metafisiche sono sempre graditi:
spedire
tutto quanto a yupa1989@unive.it
  Ulteriori capitoli e "dietro le quinte" reperibili a
http://www.geocities.com/Tokyo/Bay/6219/ff.html
  Personaggi, luoghi, oggetti e altro sono copirait della Takeuchi,
della
Kodansha, della Toei Animation, e forse anche di altra gente. Tutto il
resto no: riferimenti a fatti e/o persone realmente esistenti sono
inevitabili, in quanto la fantasia e' sempre e comunque specchio della
realta'.
  Ed ora...

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Lord Yupa's Fanfic
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Sailor Sun: the Neon Genesis  
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Part I: Mizuno Nikki
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 1992/04/29

        Non saprei nemmeno come cominciare. Ma tanto, nessuno leggera' mai
 cio' che sto scrivendo. Questo dovrebbe essere un mio diario. Un diario
 personale. E' da qualche tempo che sentivo la necessita' di farlo,
scrivere
 qualcosa che non fosse soltanto i soliti appunti di studio, ma qualcosa
in
 cui potessi parlare di cio' che m'accade normalmente, ed anche di cio'
che
 sento. Non so perche' mi sia venuta questa necessita', che una volta
non
 c'era assolutamente. E' forse vero che sto studiando troppo, come dice
mia
 madre? Lei non mi ha mai spinta a farlo, come spesso accade in altre
 famiglie, anzi, m'ha lasciato la piu' completa liberta' nelle mie
scelte.
 Eppure io non posso fare a meno di vedere il suo esempio, e voler
 assolutamente seguirla, ad ogni costo, ed anche per ricompensarla
 proprio di tutta la liberta' che m'ha dato. Soprattutto quando sento di
 altre ragazze costrette a forza a seguire cio' che i genitori impongono
 loro; mia madre m'ha lasciata libera di scegliere, ma io ho deciso di
 seguire e continuare cio' che lei ha fatto. E di impegnarmi al massimo
in
 cio' che sto facendo. E' per questo che studio tanto. Non so se sia
vero
 che sto studiando troppo. E se sia per questo motivo che ho deciso di
 cominciare a scrivere. Ma in effetti sento che dentro di me qualcosa e'
 cambiato... ma questi sono discorsi molto lunghi, e non sono affatto
 chiari nemmeno a me stessa. E non so nemmeno se riuscirei a parlarne
bene:
 in fondo il giapponese e la letteratura, nonostante studi con costanza
e
 diligenza, non e' che siano le mie materie preferite... adesso,
comunque e'
 tardi, e, prima di andare a dormire, devo ripassare i problemi di
 matematica per domani. Tra poco pubblicheranno i risultati del
semestre, e
 non devo assolutamente farmi trovare impreparata.

 
 1992/05/04

        Domani pubblicheranno i risultati. E' sempre cosi', e' inevitabile:
 ogni volta non mi sembra possibile di aver potuto dare il meglio di
me...
 mia madre mi dice che poi, tanto, ogni volta, finisco sempre prima.
Sara'
 anche vero.
        Era da tanti giorni che non scrivevo, pensavo addirittura che tutta
 questa storia del diario fosse una sciocchezza, ed ero ormai pronta a
 buttare via anche quella paginetta scritta la settimana scorsa. Ma
adesso,
 dopo averci pensato a lungo, so perche' non volevo piu' tornare a
scrivere.
 E' perche' ho paura dei miei pensieri: ho paura di cio' che da qualche
 tempo in qua sto pensando, sto provando, sto scoprendo. Sono sola. Non
me
 ne sono mai resa conto; sembra strano, ma e' cosi'. Perche' non me ne
sono
 mai accorta, finora? Mi ricordo che qualche mese fa, durante la pausa,
mi
 sono guardata intorno, e vedevo tutte le altre mie compagne di classe,
e di
 scuola, parlare e ridere tra di loro... e io, che ne ero fuori, per la
 prima volta mi sono "accorta" che io, con loro, non c'entravo. Come
mai? E
 allora mi sono sentita uno strano sentimento, come se anch'io avessi
voluto
 essere come loro... no, non proprio come loro... ma almeno, con loro.
Le
 altre ragazze non sono come me: io penso sempre a studiare. Ma e' ovvio
che
 si debba farlo, e' questo il dovere, e io non posso rinunciare al
dovere
 nei confronti di chi mi ha dato tutto, di mia madre, la mia
 famiglia. Come fanno gli altri, a sentirsi tranquilli, se sembra che
non
 diano il meglio di se stessi in quello che fanno? Non lo capisco.
        Oddio, che discorsi paranoici! Forse sara' solamente la tensione dei
 risultati, una volta pubblicati tutto tornera' come prima.

 1992/05/09

        All'intervallo, oggi, e' successa una cosa... non so bene come
 definirla. In pratica, sono uscita dalla mia classe, e, piu' in la'
c'era
 un gruppo di ragazze che stavano discutendo tra di loro. Non so
perche',
 ma, anche se ero abbastanza distante, e dunque non avrei proprio potuto
 sentire i loro discorsi, sapevo che stavano parlando di me. Tra di loro
 c'era quella tipa con quei strani codini, che sembra sia una delle
peggiori
 studentesse della scuola. Poi, quando si sono accorte che ero li'
vicino,
 hanno cambiato subito discorso. Allora, ho dato loro un'occhiata
veloce, e
 la ragazza bionda, mi sembrava che mi guardasse in uno strano modo. E
io,
 non so proprio perche', ma ho provato uno strano sentimento, a quel
punto.
 Come se ci fosse un qualcosa che ci lega, un qualcosa che ci unisce in
 qualche modo misterioso... e ho pensato che sarebbe bello se la potessi
 conoscere, parlare, e, perche' no?, diventare anche amiche. Cos'e'
 l'amicizia. Adesso che ci penso, non ho mai avuto amiche... meglio non
 andare avanti a scrivere, ho ancora paura dei miei pensieri, di vederli
 scritti, di poterli vedere. Ho paura di scoprire di essere sola, e di
 desiderare cio' che non ho, e forse non potro' mai avere...

 1992/05/10

        Oggi, mentre stavo andando dalla scuola alla juku, e' successo cio':
 mentre stavo camminando di fianco al muro d'un cortile, un gatto mi e'
 balzato sulle spalle. All'inizio avevo paura, perche' pensavo mi
volesse
 attaccare, ma poi ho visto che s'e' subito calmato. Era molto cartino,
e,
 piombato in quel modo dal cielo, m'era sembrato un quasi un angelo. 
 Purtroppo, qui in appartamento, non possiamo tenere animali... Comunque 
 sia, per certi versi era strano come gatto, non si comportava proprio
come
 un animale. Poi ho scoperto che in realta' era una gatta. Infatti,
subito,
 e' stata chiamata "Luna" (che strano, chiamare una gatta con un nome
 latino... anche se magari, era italiano!). Mi sono voltata, e c'era
quella
 ragazza di cui ho parlato ieri. Abbiamo cominciato a parlare, e lei,
anche
 se la sentivo diversa da me, mi e' parsa molto simpatica. Si chiama
Tsukino
 Usagi. Poi mi ha invitato in una "sala giochi": io non c'ero mai stata,
e
 nemmeno mai mi sarebbe venuto in mente di andarci, ma, di fronte ad una
 persona che invitava me da qualche parte, come potevo rifiutare? Mi ha
 fatto vedere il suo gioco preferito, basato su Sailor V, e mi ha fatto
 anche giocare; non mi e' sembrato molto interessante, ed anche un po'
 troppo facile... mentre per Tsukino sembrava difficilissimo. Poi, ad un
 certo punto, mi sono accorta che ero in tremendo ritardo per la juku,
 e sono dovuta scappare. Mi e' dispiaciuto tantissimo lasciare Tsukino,
ma
 non potevo assolutamente ritardare. E adesso? Dopo essermene andata in
 quella maniera scortese, non penso avra' piu' interesse a venire a
 parlarmi... ma non potevo certo arrivare in ritardo alla juku!
        Tsukino e' completamente diversa da me! Quando le ho detto che
 passo tutta la mia giornata a studiare, e che ogni giorno vado alla
juku,
 sembrava le avessi detto chissa' cosa: non ci credeva! Eppure, eppure,
e'
 la prima persona in non so quanti anni che mi abbia parlato! Che abbia
 dimostrato un seppur minimo interesse nei miei confronti! Adesso,
adesso,
 dopo questa giornata, mi rendo finalmente conto di quanto sia stata
sola,
 in tutto questo tempo! Mi ricordo quando, alle elementari, tutte le mie
 compagne mi isolavano, perche' ero la prima della classe, e mi dicevano
 che ero una stupida perche' passavo il mio tempo a studiare, invece che
a
 divertirmi! E io pensavo che erano loro, invece, che non capivano
niente!
 Ma poi, quando mi hanno posto di fronte alla scelta della scuola media,
e
 mi e' dato assoluta liberta' di scelta, tutti i professori mi
consigliavano
 di andare al Mugen Gakuen, l'istituto per soli geni: li' avrei avuto un
 futuro brillante, quell'istituto mi avrebbe aperto le porte della
Tôdai, e
 il mio futuro nella societa' e nel mondo del lavoro sarebbe stato
 assicurato. Ma io, perche' rifiutai? Lo so, anche se non ho mai voluto
 ammetterlo veramente a me stessa! Perche' sapevo che in quella scuola,
 tutti gli studenti, tutti sarebbero stati come me, e allora si' che
 sarebbero cadute tutte le possibilita' di poter avere, un giorno,
 finalmente, un rapporto normale, di amicizia vera, e non continuare in
una
 continua competizione con gli altri. Perche' anche se odiavo gli altri,
e
 pensavo fossero degli stupidi, io li invidiavo, perche' vedevo che
stavano
 bene assieme...
        Ma adesso, finalmente, forse, le cose sono cambiate! Per la prima
 volta, anch'io, ho una persona che vuole essere mia amica. E lo vuole
 essere, nonostante io sia la piu' brava di tutta la scuola, o anche di
 tutto il Giappone, come dicono alcuni. Ma adesso mi sorge un dubbio:
non
 interferira' tutto cio' con il mio dovere in quanto studentessa? Il
dubbio
 mi e' venuto proprio pensando a quando ho dovuto abbandonare in tutta
 fretta Tsukino-san, perche' ero in ritardo. Ma queste sono tutte
questioni
 molto complicate, e non voglio pensarci, perche' ho gia' scritto
tantissimo
 e devo ancora finire di ripassare le materie per domani. E poi,
comunque,
 forse, tanto, gia' da domani tornera' tutto normale, e Tsukino-san non
mi
 guardera' piu'. Si sara' accorta che sono quel tipo di ragazza
secchiona
 che nessuno sopporta, e dunque...

 1992/05/11

        Oggi Tsukino-san m'ha salutata all'ingresso, quando ci siamo
 incontrate casualmente. Per il resto, nulla. Anche perche', all'uscita
di
 scuola, sono dovuta subito correre alla juku. Poi mi sono accorta che
ieri,
 penso in sala giochi, avevo perso il Crystal Disk che ci danno alla
juku
 per studiare... e stranamente, mentre ero li', non mi sono sentita male
 come al solito, e nemmeno oggi. Certo, non vado a pensare che un
dischetto
 possa far star male, usandolo. Pero', il metodo che usano a quella
juku,
 secondo me non e' affatto buono: come possono cosi' basare tutto
qull'uso
 delle macchine? Mediante i computer si possono fare tantissime cose, ma
 usarli mettendo gli uomini al loro servizio non ha senso: e' come se
 diventassimo noi le macchine e loro i padroni! Sinceramente, non e' che
 abbia poi tanta voglia di ritrovarlo, quel dischetto. Chissa' chi lo ha
 ritrovato. Bhe, sicuramente mi sara' restituito, visto che c'era sopra
il
 mio nome, e indirizzo.

 1992/05/12

        Sono ancora molto confusa... non riesco ancora a ricordare appieno
 molte delle cose che oggi sono successe. E dire che sembrava una
giornata
 tanto normale... la mattina a scuola, e poi, al pomeriggio alla juku,
come
 al solito. Ero ancora senza dischetto, ma non me ne dispiacevo, perche'
 senza usarlo stavo molto meglio. Ad un certo punto, mentre eravamo
tutti
 in aula, si sono spalancate le porte, ed una ragazza e' entrata, e ci
ha
 gridato di allontanarci immediatamente dai computers. Io pensavo fosse
una
 specie di pazza, mi sono alzata, e le ho detto di non disturbare. A
quel
 punto lei m'ha accusata d'essere uno yôma, una specie di mostro, o non
so
 bene cosa... e poi ha gridato qualcosa in inglese, e a quel punto...
non so
 ancora bene descrivere cio' che e' successo... c'e' stata una
fortissima
 luce, che e' durata per qualche secondo, e poi, dopo un'istante di
 sospensione, mi sono trovata di fronte a me quella ragazza, trasformata
 ora in SailorMoon! Sembra assurdo e incredibile, ma e' proprio cosi'.
 Quella che era (e'!) la protagonista di inverosimili leggende urbane a
cui
 personalmente non avevo mai creduto, ora stava di fronte a me! E io
potevo
 sentire la sua energia invadere l'ambiente in cui stavo: e la cosa piu'
 strana era che la sua aura, o come la si dovra' mai chiamare, mi era
 familiare, era come qualcosa che aspettavo da centinaia e centinaia di
 anni di poter nuovamente sentire. E' da qui in poi che i miei ricordi
si
 fanno confusi... non riesco ancora a capire bene in quale sequenza
siano
 giunti gli eventi. Ricordo che il professore a quel punto si e'
 trasformato in una creatura orrenda; prima si e' messo a combattere con
 Sailor Moon, e dopo ha aggredito me... mi ha preso, e mi stava facendo
del
 male... e a quel punto e' successo cio' che mai, mai nella mia intera
vita
 potro' dimenticare... di fronte a quella carica di Male, di odio
 distruttivo, di volonta' di potere, di istinto bestiale di dominio che
 sentivo provenire da quella creatura, e che attraversava il mio corpo
come
 una scarica elettrica, mentre pensavo che ormai stesse per giungere la
mia
 morte, e' come scattato qualcosa dentro di me; mentre la mia mente
 collassava, e precipitavo nelle parti piu' oscure della mia coscienza,
li',
 proprio in quel punto profondissimo di me stessa, che nemmeno pensavo
 potesse esistere, e' scattato un qualcosa che da secoli giaceva sepolto
e
 indisturbato. Ho avuto delle visioni di un mondo diverso dal nostro,
 sovrastato da un Sole enorme, nel cielo, e io sapevo che, nonostante le
 dimensioni, si trattava dello stesso Sole del pianeta Terra. E poi mi
 sembrava di cadere in un Mare infinito, di sprofondare in un infinito
 alveo d'acque, e in queste acque io mi potevo fondere, esse erano come
 parte di me... esse erano me! Io sentivo che potevo "parlare" con loro,
 comunicare, chiedere loro aiuto, e loro sarebbero potute diventare la
fonte
 d'un grande potere... e tutto questo, tutte queste assurde e
 incomprensibili visioni, in cui venivo trascinata oltre la mia
volonta',
 avvenivano nell'arco di pochi secondi, brevissimi istanti. Poi tornai
alla
 realta', ma era come se non fossi pienamente in me. Ricordo che la
gatta di
 Tsukino-san mi si era avvicinata, e mi aveva gettato una specie di
piccolo
 scettro, blu, e di avermi detto (questo, che abbia parlato, devo
essermelo
 assolutamente sognata... ) di usarlo, di gridare una certa frase.
Ricordo
 di averla gridata, e di essermi sentita, a quel punto, invasa
nuovamente da
 tutte le visioni avute in precedenza; ma questa volta potevo avere su
esse
 il dominio, tutti i poteri, le correnti energetiche prima avvertite
erano
 nelle mie mani, e io potevo guidarle e dirigerle a seconda della mia
 volonta'. Esse diventavano tutt'uno con il mio corpo, e tessevano
intorno
 ad esso una rete di flussi che univa la mia coscienza a una realta'
 superiore, dove l'acqua era l'elemento dominante, l'elemento tramite
cui
 anch'io potevo agire sulla realta' comune. Ricordo di aver combattuto
con
 il mostro, in uno stato a meta' tra l'estasi e la lucidita' assoluta.
 Ricordo di aver combattuto il mostro, assieme a SailorMoon, e di averlo
 sconfitto... e a quel punto, tornata la calma, sono fuggita, e scappata
a
 casa, senza pensare. E nel frattempo, senza essermene accorta, ero
tornata
 la solita Mizuno Ami di sempre.
        Ed eccomi qui. Ma adesso, la domanda e': chi sono? Perche' mi e'
 successo cio'? Cosa devo fare? Eppure, nonostante questo eventi assurdi
e
 sconvolgenti, sento come se avessi ritrovato qualcosa che un tempo
avevo
 perduto... come se questo fosse il reinizio di qualcosa che tanto,
 tantissimo tempo fa era stato interrotto... e non riesco a dimenticare,
 non riesco a dimenticare la sensazione di positivita' e di benessere
che
 giungeva dall'aura di SailorMoon, e di come essa fosse simile in tutto
e
 per tutto, benche' diversa, da quella da me posseduta in quei brevi
momenti
 in cui io non ero piu' io... "SailorMercury": e' cosi' che m'hanno
 chiamata.
        Chi sono io?

 1992/05/15

        Ho avuto paura, a scrivere cio' che negli ultimi giorni e' successo,
 tanto incredibili, per quanto reali, sono stati gli eventi.
        Il giorno dopo il 12 maggio, dopo le lezioni, mi si e' avvicinata
 Usagi-san, dicendomi che voleva parlarmi. Io avevo un po' paura, ma
l'ho
 seguita. C'era anche Luna, con lei. Lontane dalle strade piu'
affollate,
 mi ha allora spiegato, assieme a Luna, tutto cio' che ci riguarda. Si',
 assieme a Luna, perche' non era stato affatto un sogno! Avevo paura, 
 dopo cio' che era successo il giorno prima, ma Usagi-san m'ha invece
 spiegato tutto con estrema gentilezza, e Luna e' stata chiarissima
(anche
 se faccio ancora un po' di fatica a credere reale un gatto parlante...
).
 E faccio ancora fatica a credere di essere veramente SailorMercury,
 nonostante siano gia' due le volte che mi sono scontrata, assieme a
 SailorMoon, con i nemici. Proteggere la citta' di Tôkyô e i suoi
abitanti
 da un enigmatico e malvagio nemico... se ci avessi pensato soltanto
qualche
 mese fa, non ci avrei mai creduto, e invece... grazie all'aiuto di
 Usagi-san, e di Luna, adesso ho il pieno controllo delle mie facolta'.
 Anche se tutto e' ancora cosi' nuovo per me...
        Ma non sono ancora pienamente serena, di cio' che sta succedendo.
 Innanzi tutto c'e' il fatto che mi trovo costretta a tenere segreto, e
 quindi a mentire, tutto cio' a mia madre. E poi, la cosa piu'
importante,
 lo studio. Adesso che mi trovo di fronte a questo nuovo dovere,
riusciro'
 mai a mantenermi in quello che finora e' stato inderogabile? Perche'
anche
 a questo, nuovo, di combattente, non posso sottrarmi. Innanzi tutto e'
 perche' sento che, ormai, dopo il 12 maggio, anche se tentassi, se
volessi
 tirarmi indietro, non potrei: mi si e' aperta una strada che non posso
 rifiutarmi di percorrere, perche' sento fin nella parte piu' profonda
di
 me stessa, che e' quella la mia strada; anzi, e' essa stessa quella
parte
 profonda di me che nel giorno in cui per la prima volta che mi sono
 trasformata ho scoperto. E poi e' anche un dovere nei confronti delle
 altre persone: avendone le capacita' di farlo, potrei rifiutarmi di
 difendere i miei simili? Se cosi' non fosse, per cosa vorrei studiare
 medicina a fare? Basti pensare a cio' che voleva quel mostro ("yôma",
li
 chiama Luna) alla juku: e' una cosa innammissibile che si voglia in
questo
 modo depredare dei ragazzi intelligenti e volenterosi delle loro
energie!
 E' per questo, e' anche per questo, che non posso tirarmi indietro di
 fronte a questo nuovo dovere. Ed e' anche per dare l'esempio a
Usagi-san,
 che, davvero, sembra spesso non molto entusiasta di questa missione
 venutaci da chissa' dove... Usagi-san... adesso, dopo quella
discussione,
 in cui mi hanno spiegato tutto, siamo diventate davvero amiche! Non
pensavo
 mai che lo saremmo potute diventare, nonostante siamo davvero tanto,
tanto
 diverse. Non e' certo una delle sue principali caratteristiche il senso
del
 dovere, o l'impegno, pero' e' molto simpatica, ed e' anche una ragazza
 estremamente sincera, anche se a volte sembra un po' ingenua. Quel
giorno
 dell'attacco alla juku, mentre Luna pensava fossi io (io!) lo yôma,
 Usagi-san era assolutamente convinta del contrario!
        Per fortuna, dopo quell'incidente, la juku ha chiuso, e adesso,
 almeno per questa settimana, dopo le lezioni, sono libera; comincero' a
 seguire una nuova juku la settimana prossima. Cosi', nel frattempo,
potro'
 un po' riordinare le idee. E capire quanto questi nuovi fatti potranno
 interferire con il mio impegno scolastico. E se cosi' fosse? Non ci
voglio
 assolutamente pensare! No, devono essere conciliate le due cose! Sono
 entrambi due doveri irrinunciabili; e, sopprattutto, non posso, non
devo,
 deludere in questo modo la mia nuova amica, che tanta fiducia sembra
avere
 in me.
        Credo che, comunque, nei prossimi giorni, non potro' scrivere tanto
 a questo diario. Oltre a dover recuperare cio' che ho perso di studio
negli
 ultimi giorni, voglio anche riflettere per conto mio, e scrivere poi,
 quando saro' arrivata a delle conclusioni effettive.
        Riguardando i giorni passati, devo dire di avere scritto davvero
 tanto! Non pensavo proprio che questo diario avrebbe avuto una cosi'
lunga
 vita! Bhe, purtroppo nei prossimi giorni, subira' un piccolo arresto.
Spero
 di poter tornare a scriverci quanto prima. Bhe, adesso ci sono i libri,
che
 mi stanno aspettando...

 1995/06/21

        Penso proprio sia tornato il tempo di rimettersi a scrivere. Avrei
 dovuto farlo tanto, tanto tempo prima, ma, tra una cosa e l'altro, ho
 sempre rimandato. Ma adesso, eccomi qua! Sono successi tanti fatti,
negli
 ultimi tempi, tanti che non posso proprio scriverli tutti. Alla fine,
con
 mia grande gioia, sono riuscita a conciliare in tutto e per tutto il
dovere
 di studente con quello di senshi. E questo grazie a Usagi-chan.
Studiavo
 troppo, e' vero. Studiavo troppo, ed ero sola, e i due fatti si
mordevano
 la coda, si generavano l'un l'altro. Soffrivo la solitudine, e non
riuscivo
 ad ammetterlo a me stessa, o, meglio, avevo paura ad ammetterlo,
perche'
 dover guardare in faccia quella che era la mia situazione sarebbe stata
la
 cosa peggiore. E cosi' mi sfogavo studiando come una pazza, molto,
molto
 piu' del dovuto e del necessario. Difatti, adesso che non studio piu'
tanto
 come allora, i risultati non sono affatto calati, anzi! Poter stare in
 compagnia, e non dover piu' andare a scuola con il pensiero di vedere i
 corridoi vuoi quando vi cammino, e non dover piu' pensare che tutti,
quando
 mi vedono, parlano di me sottovoce, dandomi della "secchiona", della
 "sgobbona", o, al meglio, considerandomi come una divinita'
inavvicinabile
 solo a causa dei miei voti, mi dona una leggerezza nell'animo che mi
 permette di affrontare meglio quelli che sono i miei compiti
quotidiani, e
 con piu' sicurezza. Questo grazie a Usagi-chan. Anche se lei, devo
dire, lo
 studio non vuole proprio vederlo...
        Fra l'altro adesso siamo in tre! Qualche giorno fa abbiamo
 incontrato una nuova senshi. Si chiama Hino Rei, e lavora come miko al
 santuario di Hikawa. E' una ragazza che non si fa problema a dire
quello
 che pensa, magari anche con una punta di malizia, che spesso e
volentieri
 non esita a mirarla verso Usagi-chan; e cosi' finiscono quasi sempre
per
 litigare; a volte sono litigi anche seri, e allora Usagi-chan mi dice
che
 non riesce assolutamente a sopportarla, che non la vuole più vedere,
ne'
 parlarle, e via cosi'. Ma io credo che, invece, col passare del tempo,
 diventeranno delle buone amiche. In fondo, anche se come senshi, non
 possiamo non essere unite, dei leggeri contrasti non possono che far
bene:
 ci si deve abituare a considerare le cose da diversi punti di vista.
        In questi ultimi tempi mi sono messa a fare ricerche sui vecchi
 quotidiani conservati nella biblioteca centrale, ed ho potuto cosi'
 verificare cio' che mi sembrava di ricordare. Qualche tempo fa era
comparsa
 in Inghilterra una guerriera come noi, che si faceva chiamare SailorV.
Non
 se ne sa molto, ma ora io mi domando, dopo aver conosciuto SailorMars,
 quanto possano, quanto possiamo essere noi SailorSenshi. Ognuna di noi
tre,
 a quanto pare, ha un collegamento con uno specifico pianeta, e dunque,
in
 teoria di senshi ce ne potrebbero essere addirittura dieci... (non
riesco
 comunque proprio a immaginarmi come potrebbero essere le guerriere di
 pianeti caotici o freddi e distanti come Saturno e Plutone... ). E
ancora,
 spesso mi domando in cosa consista la nostra missione, se si tratti
 soltanto di difendere la citta' dagli attacchi degli yôma, oppure non
vi
 sia dietro un disegno ancora maggiore. Da dove vengono, i nemici? C'e'
 forse qualcosa, o qualcuno che li guida? E i nostri poteri, da dove
 provengono? La domanda e' sempre la stessa: chi siamo noi, per essere
cosi'
 diverse dalle altre ragazze? Fra l'altro, non l'ho ancora detto, ma
ogni
 volta che ci troviamo in una battaglia, compare sempre a darci una mano
 un uomo avvolto in un mantello nero, che combatte con delle splendide
rose
 rosse. Chi sara' mai? Dice di chiamarsi TuxedoKamen, e, ovviamente,
 Usagi-chan stravede per lui... non dico che non sia carino, ma noi non
 sappiamo nemmeno chi e'!
        Eventi sconosciuti, e pericoli sempre in agguato. Questa e' la mia
 vita attuale. Ma, almeno, e' una vita! Adesso posso alzarmi la mattina,
e
 guardare fuori dalla finestra, e vedere i palazzi, e il Sole nel cielo,
e
 sapere che ci sono persone che mi aspettano, fuori nel mondo, che sanno
 che io esisto, e per cui io sono qualcuno. E c'e' una citta' da
difendere,
 da aiutare, sebbene nessuno dei suoi cittadini sappia che sia io,
Mizuno
 Ami, normalissima studente quattordicenne, una dei loro protettori. E
c'e'
 uno scopo nella mia vita, adesso. Mizuno Ami, aspirante dottoressa,
genio
 scolastico (cosi' dicono), abitante di Tôkyô; ma anche SailorMercury,
colei
 che lotta con l'aiuto del pianeta Mercurio, dell'elemento dell'Acqua,
alla
 ricerca del suo destino, assieme a tutte le sue compagne, quelle
presenti,
 e, perche' no, anche quelle future. Oh, quanto sono felice!


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  Ecco qua. Siete riusciti a leggere sino a qui? Bravi. Non state
leggendo
queste note finali, senza aver saltato la fanfic? Bravissimi!
  Penso allora sia necessario aggiungere un po' di note per alcune cose
peculiare nipponiche che non a tutti potrebbero essere chiare.
  Senshi: significa combattente, guerriero, soldato. SailorSenshi sono
le
guerriere sailor.
  Yôma: vengono cosi' chiamati i mostri nemici nella I serie. Penso
comunque
che questo sia noto a tutti.
  Juku: queste sono delle particolari scuole nipponiche, molto costose,
che
vengono frequentate da studenti particolarmente deboli nello studio, o
particolarmente desiderosi di ottenere il massimi risultati (come nel
caso
della nostra Ami). Sono difficilissime, e causano moltissimo stress
negli
studenti che li frequentano, e, a causa del loro costo, sono una delle
cause della fortissima competitivita' nello studio in Giappone (i
genitori
devono pagare, e cosi' incitano i figli a studiare). Tutto cio' e' una
delle
cause della grande percentuale di suicidii giovanili nel paese del Sol
Levante. Ricordo che nella realta', in Giappone, i giovani passano molto
piu' tempo a studiare che non quanto vediamo nei cartoni, anche se negli
ultimi anni le cose stanno cambiando.
  Nomi & Cognomi: in Giappone, quando non si ha ancora familiarita' con
una
persona, la si chiama per cognome, spesso con l'aggiunta del "san"
onorifico. Il fatto che Ami cominci a chiamare Usagi per nome, significa
una maggiore familiarita', confermata poi dall'uso del suffisso "chan",
tipicamente usato dalle ragazze per gli amici piu' intimi.

  Rileggendo l'introduzione, magari qualcuno si domanda dove siano Eva &
AKIRA... e' semplice, non ci sono. Si comincera' dalla prossima parte,
che
non sara' piu' in forma diario, ma narrazione vera e propria. Dovrebbero
arrivare Shinji, e, forse, Asuka (o Rei?!). Poi si vedra', come si
evolvono
le cose.
  Spero che qualcuno abbia gradito. Ho avuto molti dubbi mentre
scrivevo, ma
le parti finali non mi sono sembrate tanto malaccio. D'altra parte, e'
la
seconda fanfic che scrivo, quindi portate pieta'. Cerchero' di
migliorare.
Suggerimenti & consigli are welcomed!

  Molti avranno notato che questa prima parte si bada sull'episodio 8.
Ringrazio Hitoshi Doi per la traduzione dei dialoghi e Michael Studte
per il
riassunto dell'episodio. Ovviamente, mentre li' si svolgeva tutto
nell'arco
d'un giorno solo, io, per finalita' estetiche(!), ho dovuto scaglionare
gli
eventi in un periodo piu' diluito. Sarebbe stato troppo difficile,
altrimenti. Altra utile fonte d'ispirazione sono stati due brevi fumetti
amatoriali pubblicati sulla raccolta "Moon Fight!": ringrazio Simona per
avermi prestato il volume, sperando che magari gliene arrivino degli
altri!!

  Altro da dire, direi che non c'e'.

  Oggi, 28/02/1998, ultimo giorno di Febbraio, alle ore 23:11.